ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza di questi giorni mostra che le azioni del governo russo rendono il dialogo impossibile. Tutti gli alleati chiedono a Putin di mettere fine allo spargimento di sangue e ritirare le forze militari al di fuori dei confini ucraini”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa.
“Sono ore di grande preoccupazione per i cittadini, domani riferirò in Parlamento e voglio dire che il governo intende lavorare senza sosta per risolvere questa crisi. Abbiamo accanto i nostri alleati, insieme faremo tutto il necessario per preservare la sovranità dell’ucraina, la sicurezza dell’Europa, l’ordine internazionale”. L’esperienza di questi giorni “mostra che le azioni del governo russo rendono il dialogo impossibile. Tutti gli alleati chiedono a Putin di mettere fine allo spargimento di sangue e ritirare le forze militari al di fuori dei confini ucraini”. “L’Ucraina – aggiunge – è un paese europeo, una nazione amica, una democrazia colpita. Voglio esprimere la solidarietà piena e incondizionata”.
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Draghi “Ucraina nazione amica, dialogo impossibile con la Russia”
La guerra annunciata e l’arma spuntata delle sanzioni
ROMA (ITALPRESS) – E alla fine come nelle successioni di cose previste ma inevitabili, alla Marquez, siamo qui a raccontare la cronaca, la sporca cronaca di una guerra annunciata. L’Intelligence americana è paradossalmente soddisfatta perché ha anticipato tutto con, relativa, precisione. Una soddisfazione intellettualistica di fronte alla quale si estende un baratro etico, la delusione del fallimento della diplomazia. C’è un linguaggio asimmetrico in questa brutta, sporca storia, meglio dire due narrazioni incomunicabili. Da un lato la stanca retorica pubblica delle democrazie occidentali, Stati Uniti ed Europa, dall’altro la lucida e spietata determinazione di un autocrate che tutto decide senza avversari, liturgie, contrasti. L’immenso potere di un uomo e del suo esercito, e l’arma potente ma di altra natura delle cosiddette sanzioni. Ora che la Russia ha invaso l’Ucraina, non la regione del Donbass, ma il paese intero, i distinguo malinconici delle ultime ore lasciano il posto a un’indignazione unitaria. (ITALPRESS) – (SEGUE). Eppure le preoccupazioni dei paesi e dei singoli egoismi economici rimangono, c’è il sentore di un contrappasso maldestro, non è che poi le sanzioni peggiori le paghiamo noi, dal gas al Made in Italy? Ma al di là anche di questi ragionamenti, pensate davvero che Putin non abbia messo in conto quest’aspetto e non sia pronto a sopportarlo? Pensate davvero che lo fermeremo in questo modo? La verità è che il leader russo ha percepito una debolezza dell’Occidente dopo il ritiro dall’Afghanistan, una perdita di prestigio mondiale dell’America, che è diventata un’occasione irripetibile per ricreare la zona cosiddetta di influenza della vecchia Unione Sovietica. E poi l’Europa, senza un proprio esercito, con politiche estere frammentate, la tragedia dei migranti al confine polacco era solo la prova generale di una debolezza di visione e sul campo che apriva una voragine ai nostri margini orientali. In questa sporca cronaca, dove i flash in diretta del medium televisivo annacquano distruzione e morte nella realtà, l’unica speranza è che Putin fermi Putin, che a un certo punto questa ex nazione sovrana, l’Ucraina, diventata uno spezzatino, un cuscinetto, un laboratorio della geopolitica del futuro, faccia di nuovo sedere a un tavolo i grandi della terra, Cina compresa, per ritrovare l’unità di un dialogo per ora smarrito sotto bombe e cingolati.
Claudio Brachino
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Anla Fincantieri dona alla città un Seabin mangia plastica
VENEZIA (ITALPRESS) – L’associazione ANLA Fincantieri ha donato alla città di Venezia un Seabin, ovvero un cestino galleggiante mangia plastica, che verrà collocato nei prossimi giorni a Sacca Fisola. La consegna simbolica all’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, è avvenuta questa mattina a Palazzo Cavalli. La delegazione, composta tra gli altri dal presidente nazionale ANLA Edoardo Patriarca, dal segretario generale Antonello Sacchi e dal fiduciario del gruppo ANLA Fincantieri dello stabilimento di Marghera, Fabio Zennaro, ha consegnato all’assessore una targa celebrativa, testimonianza della donazione. “Ringrazio ANLA Fincantieri per questo dono che fa alla città – il commento di De Martin – e che dimostra come l’associazione sia sulla stessa lunghezza d’onda dell’Amministrazione. Di questi cestini mangia rifiuti ne abbiamo già collocati alcuni in città e sono un segno visibile e importante del nostro impegno per l’ambiente”.
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Il settore immobiliare ha resistito alla pandemia, è boom di vendite
ROMA (ITALPRESS) – Il settore immobiliare ha raggiunto livelli di vendita che non si vedevano dal boom dei primi anni del Duemila. I prezzi delle abitazioni, tuttavia, sono pressochè stabili dallo scoppio della pandemia attestandosi, alla fine del 2021, a 1.692 euro/m 2 per quanto riguarda le case in vendita, a 11 euro/m 2 per l’affitto, le cui quotazioni si sono stabilizzate, nonostante gli andamenti anomali della fase acuta dell’allerta sanitaria. A dirlo è il report annuale di idealista/data, che fa un’analisi a 360 gradi del mercato residenziale nel 2021, offrendo una panoramica completa su prezzi di vendita, canoni di affitto, offerta e domanda abitativa.
A due anni esatti dall’inizio della pandemia un dato emerge con particolare evidenza: l’aumento dell’interesse degli utenti italiani per il mattone. Un aumento caratterizzato dalla pressione crescente della domanda relativa nell’ultimo trimestre 2021, rispetto alla media dello stesso periodo del precedente biennio.
Secondo Vincenzo de Tommaso, responsabile del Centro Studi di idealista “due anni fa, improvvisamente, tutto è cambiato. Nei primi mesi della pandemia molti esperti avevano previsto uno scenario catastrofico per compravendite e prezzi, ma ciò non si è mai verificato, anzi. Con l’allentamento delle restrizioni, la domanda si è risvegliata con forza favorita da prezzi storicamente bassi, mutui a condizioni ancora molto vantaggiosi e nuove esigenze abitative degli italiani dettate dalla crisi sanitaria. A cambiare profondamente – prosegue – sono proprio le caratteristiche della domanda abitativa che oggi risulta trasformata, all’insegna di maggior comfort e convenienza dal momento che il lavoro a distanza è entrato a far parte della quotidianità di molte aziende, cambiando la fisionomia delle nostre abitazioni”.
L’andamento delle compravendite sente gli effetti della pressione della domanda, aumentata in misura maggiore nei capoluoghi di provincia che nei comuni con meno di 5.000 abitanti.
In Italia l’interesse degli utenti per le abitazioni in vendita a livello provinciale è cresciuto solo nell’ultimo anno dell’82,9% rispetto al 2020, indice che sale al 167% se confrontato al periodo pre-pandemico (ultimo trimestre del 2019), mentre nei capoluoghi la crescita si attesta al 91,9% nell’anno appena trascorso, salendo al 175% rispetto al 2019.
Nei comuni sotto i 5.000 abitanti, nel 2020, periodo di massima allerta sanitaria, si era registrato un incremento dei contatti per annuncio pari all’86,1% che, nel corso del 2021, si è “fermato” al 63%.
Si tratta comunque di una crescita esponenziale se paragonata al 2019, che certifica un maggiore interesse degli utenti per il mercato immobiliare nei piccoli centri.
Il mercato degli affitti ha registrato un rimbalzo record delle richieste nell’anno appena trascorso, aumentate del 168,3%, rispetto all’ultimo trimestre del 2020. L’anno del lockdown si era chiuso con un incremento dei contatti molto più contenuto (13,4%).
Dopo un 2020 tragico per gli affitti, soprattutto nei grandi capoluoghi, le richieste hanno ripreso vigore schizzando del 216,7%, un aumento di oltre 3 volte rispetto al periodo pre-Covid 2019 che attesta l’uscita dei capoluoghi italiani dal vortice degli effetti negativi dovuti alla pandemia.
Anche nei comuni con meno di 5.000 abitanti, la richiesta è aumentata sensibilmente nel 2021, del 128,8% rispetto al 2020, mentre la pressione della domanda accumulata rispetto al 2019 sale del 225%, pari a oltre tre volte il periodo pre-pandemia.
“Il mercato degli affitti è stato ancora più sensibile all’anomalia della crisi economica innescata dal Covid-19 – continua De Tommaso -. La cassa integrazione, l’attuazione dello smart working, le restrizioni per il turismo e l’istruzione universitaria online hanno riversato una valanga di abitazioni nel mercato, soprattutto nelle grandi città dove l’offerta di alloggi in affitto è arrivata a triplicare rispetto a prima della pandemia e i prezzi hanno iniziato a diminuire drasticamente, calando di oltre il 10% su base annua in mercati trainanti come, ad esempio, Milano e Venezia. Non avevamo mai assistito a un calo così repentino dei prezzi degli affitti in queste città così come rapido è stato il loro recupero, con il graduale ritorno alla normalità dall’estate del 2021. Chi cerca casa a Milano ora troverà il 6% di offerta in meno rispetto a prima della pandemia e prezzi di nuovo in aumento (3,2% nel quarto trimestre 2021)”.
“Per finire – conclude De Tommaso – la modalità di lavoro agile ha improvvisamente aperto nuove prospettive per chi cerca casa. Chi ha avuto esigenza di trovare alloggi più grandi a prezzi più accessibili ha spostato il proprio interesse verso i quartieri periferici delle città o in luoghi lontani dal luogo di lavoro, ma la temuta fuga di massa dalle città non si è materializzata e i dati confermano un fenomeno in rapido riassorbimento. Infatti, con il venir meno degli stati di allarme e delle successive restrizioni, l’interesse per la domanda è tornato al punto di partenza: le grandi città”.
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Ucraina, De Zerbi “Svegliati dalle esplosioni, non giro le spalle”
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Me ne sto in camera, è una brutta giornata. Ho aspettato a lungo che la federazione sospendesse il campionato, fin da quando è successo quel che è successo col Donbass…però non mi sono mosso, perchè io sono qui per fare sport e non potevo girare le spalle al campionato, ai tifosi che ci seguono…ho tredici ragazzi brasiliani, il mio staff…potevamo tornare a casa almeno fino a quando non ci fosse stata sicurezza, no, abbiamo aspettato…stanotte ci hanno svegliato le esplosioni”. Roberto De Zerbi, al telefono con l’agenzia ITALPRESS, racconta in esclusiva le emozioni che sta vivendo in Ucraina. Il tecnico dello Shakhtar Donetsk prosegue: “Stamattina hanno sospeso il campionato e dalle finestre dell’hotel Opera abbiamo visto file di auto che si muovevano…credo che stiano andando in Polonia…l’Ambasciata italiana ci aveva sollecitato di andarcene ma non potevo, ripeto, io uomo di sport, girare le spalle al club, al calcio e andarmene così…e alla fine hanno chiuso lo spazio aereo e si sta qui…”.
La situazione è delicata, in continua evoluzione. “Non credo almeno per ora che siamo a rischio, sono venuto qui per fare sport, davvero, e mi armo di pazienza – prosegue De Zerbi -. Non sono venuto per soldi, me ne offrivano di più in Italia, ma per fare esperienza …E ora aspetto. E’ un’esperienza – triste – anche questa. Penso al grande Maradona che quando ce n’era bisogno diceva quel che pensava ai padroni del calcio”.
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A dicembre il fatturato dell’industria +14,3% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, registri un calo del 2,1% rispetto a novembre, determinato da una contrazione più ampia del mercato interno (-3,1%) rispetto a quello estero (-0,2%). Nel quarto trimestre l’indice complessivo è cresciuto del 3,9% rispetto al trimestre precedente (+4,3% sul mercato interno e +3,4% su quello estero).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a dicembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano una diminuzione congiunturale per tutti i principali settori: i beni strumentali (-3,5%), l’energia (-2,7%), i beni di consumo (-2,2%) e i beni intermedi (-1%).
Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cresce su base annua del 14,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di dicembre 2020).
Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per l’energia (+58,1%) e i beni intermedi (+27,9%), più contenuti per i beni di consumo (+11,4%); per i beni strumentali si rileva, invece, una flessione dello 0,2%.
Con riferimento al comparto manufatturiero, gli aumenti tendenziali riguardano tutti i settori di attività economica, ad eccezione dei mezzi di trasporto.
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Ucraina, Stoltenberg “Difenderemo la democrazia”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “E’ un attacco di lungo termine. Condanniamo l’invasione. Chiediamo alla Russia di interrompere le operazioni militari e di uscire dai territori ucraini. Se un Paese della Nato sarà attaccato, la Russia sarà attaccata. Queste sono le regole dell’Alleanza Atlantica”. Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, parlando a Bruxelles dopo l’attacco all’Ucraina.
“Domani è previsto un vertice. La Russia sta per fronteggiare delle sanzioni previste dagli accordi internazionali. Dobbiamo rispondere, e Nord America ed Europa sono insieme nella Nato. Proteggeremo i nostri valori e i nostri popoli”, aggiunge.
“Non ci sono al momento truppe Nato in Ucraina. Stiamo rafforzando la presenza nei Paesi dell’alleanza vicini all’Ucraina, ma non abbiamo nemmeno un piano per mandare truppe”, sottolinea Stoltenberg.
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Putin “Chi interferirà ne pagherà le conseguenze”
MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – “Ho qualche parola per chi fosse tentato di interferire con quanto sta succedendo: chiunque cerchi di ostacolarci, o peggio di minacciare il nostro Paese e la nostra gente, sappia che la risposta russa sarà immediata e porterà a conseguenze mai viste nella storia”. Lo ha detto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, annunciando “l’operazione militare speciale” per “smilitarizzare l’Ucraina”.
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