TORINO (ITALPRESS) – “Il derby è sempre una partita speciale. Giochiamo contro un Torino che ha un’anima da ‘Torò. In questo è stato molto bravo Juric. Noi giochiamo in casa ma sarà una gara molto complicata”. Così, in conferenza stampa, alla vigilia del derby di Torino, il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri. “La gara di domani è uno snodo importante per il proseguimento della stagione. Subito dopo penseremo alla Champions. Ieri l’Inter ha fatto una bella partita. Le inglesi, il Psg, il Real e il Bayern sono le favorite. Dobbiamo essere concentrati sul momento e su quello che dobbiamo fare. Il mercato e il resto verranno dopo”, ha aggiunto Allegri.
“La partita di domani è molto complicata e non so se giocheremo col tridente. Morata sta facendo bene. Discutere tecnicamente Alvaro è follia. L’importante è affrontare il derby con equilibrio. Il Torino è una squadra fisicamente molto forte”, ha precisato il tecnico della Juve, prima di soffermarsi sui singoli. “Non sarà del match Bonucci. Bernardeschi non è ancora pronto. Chiellini e Chiesa sono out e Danilo è squalificato. Cuadrado giocherà il derby come terzino destro. Kean sta meglio, domani valuterò se e quando farlo entrare. Pellegrini è voluto
rimanere ed è in buona condizione. A centrocampo giocherà uno tra Zakaria e McKennie e uno tra Locatelli e Arthur”, ha concluso Allegri.
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Allegri “Il derby è sempre una partita speciale”
L’Ucraina e la cyberwarfare, ecco perchè la guerra è già cominciata
ROMA (ITALPRESS) – “L’Ucraina è già sotto attacco da mesi nel dominio cibernetico e in quello dell’informazione”. Così John Allen, già comandante della NATO in Afghanistan, ha descritto la situazione in Ucraina. Non si tratta dunque di prevedere se e quando avverrà un attacco militare tradizionale, ma di comprendere la portata e le implicazioni di una guerra di tipo “ibrido” in atto già da tempo, come denunciano anche le autorità di Kiev. Secondo il governo ucraino, ci sarebbero prove di un cyberattacco avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2022 contro siti ministeriali.
Ma cosa si intende per “hybrid warfare”? E’ un concetto che supera l’ambito puramente militare e cinetico, perchè lo combina con la manipolazione dell’informazione, la guerra economica e quella informatica. Insieme a terra, aria, mare e spazio si aggiunge la quinta dimensione della sicurezza, quella del cyber spazio. Ecco perchè a giugno dello scorso anno la NATO ha equiparato gli attacchi cyber alle tipologie di aggressione che possono far scattare la clausola di difesa collettiva. La guerra moderna diventa asimmetrica.
“A phishing e malware – commenta Aldo Sebastiani, responsabile del centro di eccellenza di Leonardo per la Cyber Security – si aggiungono anche attacchi DDoS, che bloccano le infrastrutture informatiche. Azioni tra loro spesso combinate fino a creare una APT (Advanced Persistent Threat), una minaccia portata avanti da avversari con notevoli risorse economiche e tecnologiche”.
Azioni ostili, perpetrate da attori diversi: organizzazioni criminali, agenzie di intelligence, governi o hacktivist. Lo scopo è violare i sistemi informatici per le finalità più disparate, dal sabotaggio a fini economici, al danneggiamento delle strutture vitali fino ad arrivare ad attentare alla sicurezza nazionale.
E’ un problema globale, aggravato dalla mancanza di un adeguato quadro normativo internazionale. “A destare particolare preoccupazione – continua Sebastiani – sono i potenziali effetti sulla sicurezza dei cittadini. Si tratta di attacchi rivolti a sistemi di controllo delle infrastrutture civili e militari che in passato non prendevano ancora in considerazione i requisiti rispetto alla minaccia cyber”.
Leonardo è impegnata a garantire la sicurezza cyber di enti pubblici e privati che offrono servizi essenziali alla comunità: pubblica amministrazione, difesa, infrastrutture critiche nazionali e industrie strategiche. Soluzioni e tecnologie innovative dedicate a contrastare tutte le tipologie di minacce cyber. Cruciali sono le attività di Threat Intelligence – basate su tecnologie quali Big Data, Intelligenza Artificiale e Cloud – dedicate al monitoraggio, l’identificazione e l’analisi delle minacce cyber e al supporto alle decisioni per minimizzare gli impatti di eventuali attacchi. A tali attività si affiancano servizi di Security Operation Centre (il SOC di Chieti monitora circa 90.000 eventi di sicurezza al secondo e gestisce oltre 1.500 allarmi al giorno), di addestramento cyber e test della resilienza cibernetica di apparati fisici e virtuali – Cyber Range e Cyber Trainer – che sfruttano tecniche di virtualizzazione e simulazione.
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A dicembre 2021 export in crescita, +16,2% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2021 l’Istat stima una flessione su base mensile per le esportazioni (-1,1%) e un aumento per le importazioni (+7,5%). La flessione dell’export è dovuta principalmente al calo delle vendite verso l’area extra Ue (-2,1%) mentre la diminuzione di quelle verso l’area Ue è contenuta (-0,2%). Nell’ultimo trimestre del 2021, rispetto al precedente, l’export cresce del 2,4%, l’import del 7,5%.
A dicembre 2021, l’export aumenta su base annua del 16,2%; la crescita è più sostenuta verso l’area Ue (+20,1%) rispetto ai mercati extra Ue (+12,7%). L’import registra un incremento tendenziale più marcato (+37,2%), che coinvolge sia l’area Ue (+31,5%) sia, in misura molto più ampia, l’area extra Ue (+45,9%).
Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: prodotti petroliferi raffinati (+82,2%), sostanze e prodotti chimici (+22,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+21,4%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+16,0%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+12,0%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (+6,5%). Sono in calo le vendite di autoveicoli (-1,5%).
Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Stati Uniti (con un aumento del 32,5%), Germania (+18,1%), Francia (+15,3%), paesi OPEC (+32,0%) e Belgio (+31,4%). Diminuiscono le vendite verso Regno Unito (-10,2%), paesi ASEAN (-7,6%) e paesi MERCOSUR (-3,8%).
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Di Maio incontra Lavrov “Possibile soluzione diplomatica sull’Ucraina”
MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – “In virtù dei buoni legami tra i nostri Paesi abbiamo sempre ritenuto che ci si deve parlare con franchezza e trasparenza. Abbiamo avuto un incontro approfondito su quanto accade al confine tra Ucraina e Russia. Il dialogo con la Russia è imprescindibile, il ministro Lavrov mi ha riferito che c’è tutta la disponibilità a trovare una soluzione diplomatica alla crisi. Devono prevalere la democrazia e il buon senso per evitare conseguenze devastanti per tutto il continente. L’Italia è tra i Paesi più attivi per raggiungere questo obiettivo”. Così Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri, in una conferenza stampa congiunta con l’omologo russo Sergej Lavrov a Mosca.
“Alla luce di quanto riferitomi martedì a Kiev dal ministro Kuleba e oggi dal ministro Lavrov c’è la disponibilità da entrambe le parti a trovare una soluzione diplomatica – ha sottolineato Di Maio -. La pace, che allontana ogni dramma dagli effetti incontrollati, è la direttrice da continuare a seguire, è l’unica via che può condurci a una duratura stabilità. Le armi lascino lo spazio alla diplomazia”.
“Abbiamo risposto positivamente all’invito del presidente russo Vladimir Putin al presidente del Consiglio Mario Draghi per una visita a Mosca e stiamo cercando una data per un incontro il prima possibile”, ha aggiunto il ministro.
“La risposta agli americani sarà inviata su carta e in forma elettronica tra alcune ore – ha detto Lavrov -. Se i Paesi occidentali intendono porgere le scuse per la non invasione dell’Ucraina? Per il terrorismo informatico dei nostri partner, non so come definirlo diversamente, non ho parole, noi intendiamo coglierli in flagrante. Non credo che chiederanno scusa. Prima era 10 febbraio, poi 13, poi 15, adesso che è in qualsiasi momento. E’ difficile commentare cose inaccettabili. E’ un tentativo di usare mezzi ignobili, se quello che stanno facendo loro non è escalation… Cosa sono le esercitazioni russe? Finite le esercitazioni abbiamo caricato i mezzi e rispedito tutto verso le guarnigioni in totale trasparenza – ha aggiunto il ministro -. C’è chi diffonde queste menzogne, ci sono strutture che diffondono queste menzogne per solidarietà e ci sono altri Paesi che visibilmente godono per questa russofobia. Sono pretesti cervellotici totalmente inventati, non possono essere usati come pretesto”. “L’escalation non è una cosa nostra – ha detto ancora Lavrov -, è un’invenzione della propaganda che ormai è diventata un clichè. La politica dell’informazione in merito a quello che avviene sul confine ucraino dice che il 20 febbraio accadrà quello che non è accaduto ieri, ma lo dicono loro, non so cosa significa”.
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Malagò “Covid esperienza dura, mi aspettavo più medaglie del 2018”
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – “Una di quelle esperienze che uno non si immagina di vivere, qualcosa che non mi sento di augurare a nessuno”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto a “Casa Italia” a Yanqing. Per il numero uno dello sport italiano è la prima uscita ufficiale dopo la positività al Covid al suo arrivo a Pechino. “Per circa due anni non mi sono mai risparmiato, l’ultima settimana sono stato molto attento, e mi sono sottoposto negli ultimi cinque giorni a sei tamponi e poi, tre ore prima di partire, a un antigenico”. Poi, però, i test a Pechino, col secondo che ha confermato la positività. “Avevo già aperto tutte le valigie e sono andato via in autoambulanza”. Dalla sua stanza d’albergo Malagò ha però assistito alle gare degli azzurri. “Ancora non è finita, c’è ancora tanto da dire. Ma avevo detto che avremmo vinto più medaglie della Corea. Il Cio mi ha dato un cellulare in cui c’è una app: per il Cio la classifica viene fatta per numero di medaglie, non per colore”.
E sulle frizioni fra Arianna Fontana e la Fisg, Malagò commenta: “Da tempo Arianna ha avuto una gestione del suo avvicinamento, delle sue tappe che l’hanno portata a Pechino autonoma. E’ normale? No. Ne ho parlato tante volte con lei, sa perfettamente quanto le sono stato vicino ma non sarà nè il primo nè l’ultimo caso nello sport, non solo italiano, ma anche mondiale, che ci sono delle visioni diverse fra la singola atleta e la Federazione. Quello che conta sono i risultati. Quello che Arianna ha fatto è monumentale, il resto passa in secondo piano”. E a questo proposito annuncia:”Quella di Pechino sarà una cerimonia di chiusura importantissima per noi per il passaggio di consegne a Milano-Cortina. Il Cio sceglie cinque atleti simbolo di ogni Continente e ieri ci ha chiamato e ha individuato in Arianna Fontana la rappresentante di tutta l’Europa”.
Da Malagò anche una battuta sulla rivalità Brignone-Goggia: “Siamo in piene Olimpiadi. Federica ha preso una medaglia strepitosa, complicata, Sofia sappiamo tutti quello che ha fatto. C’è un’altra gara fra 48 ore dove ci giochiamo un’altra medaglia, mi auguro non ci siano altre puntate”.
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Confintesa “Il Governo esclude da perequazione Ispettorato del Lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “Le indennità del personale dei Ministeri sono state adeguate, per effetto della tanto agognata perequazione, ma è rimasto escluso il personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’Enciclopedia Treccani ci dice che perequazione è sinonimo di uguagliamento e parità di diritti. Evidentemente per Draghi e il suo Governo gli Ispettori del Lavoro sono meno uguali degli altri dipendenti pubblici”. Lo dice Nicoletta Morgia, Coordinatrice di Confintesa FP dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, “in relazione ai 170 milioni di euro stanziati per ridurre le distanze tra le indennità presenti nei dicasteri”.
“E’ l’ennesimo schiaffo agli Ispettori del Lavoro – continua Nicoletta Morgia – che rischiano in proprio quotidianamente effettuando controlli pericolosi in aziende che non rispettano le norme di sicurezza sul lavoro o utilizzano lavoratori in nero. Oltremodo gli ispettori sono obbligati ad utilizzare strumenti come pc, telefoni e mezzi di trasporto di proprietà dei singoli ispettori in quanto l’amministrazione, che dovrebbe fornire tali strumenti, il Ministero del Lavoro, vuole un servizio a costo zero”. Per tale motivo Confintesa FP conferma lo stato di agitazione e chiede ai ministri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione di “inserire da subito anche l’Ispettorato nazionale del lavoro tra le amministrazioni che potranno godere di questo provvedimento”.
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Barilla a Muggia ancora più green con impianto di trigenerazione
PARMA (ITALPRESS) – In un mondo che va sempre più verso le energie rinnovabili, con l’ottica di diminuire i costi di gestione e, soprattutto, le emissioni inquinanti, il Gruppo Barilla – il cui brand Mulino Bianco già utilizza solo energia proveniente da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole e il vento – continua a migliorare i processi tecnologici dei propri impianti contribuendo al benessere del Pianeta.
L’ultima novità su questo fronte, che viene annunciata in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio Energetico (18 febbraio), riguarda l’impianto di trigenerazione nello stabilimento di Muggia (Trieste). Nel pastificio, acquisito nell’ottobre 2020 da Pasta Zara e fra i più grandi al mondo nel settore, sono in corso i lavori per la costruzione di un sistema di trigenerazione da 4,4 MWe, di proprietà e gestione di E.ON, che produrrà l’energia elettrica, termica e frigorifera necessari alla produzione della pasta e permetterà di ridurre le emissioni di CO 2 di circa il 16%.
Il progetto di Muggia fa seguito a quelli di Pedrignano (PR) e Marcianise (CE), dove sono già presenti degli impianti di trigenerazione.
Piccoli e grandi gesti d’amore verso il Pianeta che permettono di portare nelle case degli italiani la gioia di un cibo buono e rispettoso dell’ambiente.
Nel 2020 Barilla ha investito oltre 8,8 milioni di euro per ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, dei quali circa 2 milioni di euro sono stati destinati a interventi di efficientamento negli stabilimenti. Tra gli interventi di efficientamento ci sono per esempio l’utilizzo di forni e impianti di condizionamento ad alta efficienza energetica, la sostituzione dei bruciatori, il migliore isolamento termico, la realizzazione di sistemi di recupero di calore e ottimizzazione del lavaggio trafile. Ulteriori interventi di efficientamento energetico hanno riguardato i sistemi di illuminazione attraverso l’installazione di nuove soluzioni basate su tecnologie LED. L’investimento ha consentito l’implementazione del programma Energy Saving Project (ESP), nell’ambito del quale ogni stabilimento del Gruppo si impegna a ricercare nuovi progetti per ridurre il consumo di energia. Le iniziative intraprese hanno consentito di ridurre negli anni l’energia consumata per tonnellata di prodotto finito. Per quanto riguarda l’energia elettrica acquistata, una consistente quota, circa il 64% del totale, è dotata di certificazione Garanzia d’Origine (GO), certificazione che attesta l’origine rinnovabile delle fonti utilizzate.
Dal 2010 ad oggi, l’Azienda di Parma ha ridotto del -31% le emissioni di CO 2 eq. e del 23% il consumo idrico per tonnellata di prodotto finito. Va in questa direzione il traguardo della completa compensazione delle emissioni di gas a effetto serra dei brand Wasa, Gran Cereale, Harrys e Mulino Bianco, i primi ad aver raggiunto la compensazione totale delle emissioni di CO2eq.
In un’ottica di comunicazione trasparente delle proprie performance ambientali, Barilla aderisce alle iniziative promosse da Carbon Disclosure Project (CDP), organizzazione internazionale indipendente che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione degli impatti ambientali. Ogni anno il Gruppo partecipa compilando i questionari in ambito Climate Change, Forest e Water.
Nel corso del 2021, il Gruppo ha ottenuto una valutazione (su una scala che va da un minimo di D- sino al massimo di A) di: “B” nell’ambito Climate Change; una valutazione di “B” per quanto concerne Forest, una valutazione “B” nell’ambito Water.
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Edison, nel 2021 l’utile netto sale a 413 milioni
MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Edison ha esaminato il bilancio al 31 dicembre 2021 che, dopo un 2020 fortemente impattato dalla pandemia e dalla contrazione dei consumi energetici, si è chiuso con una marcata crescita di tutti gli indicatori economici e con un’ottima performance di tutti i suoi business. “I risultati – si legge in una nota – sono frutto della forte ripresa economica e delle operazioni di portafoglio che hanno rafforzato il posizionamento strategico della società sulle attività della transizione energetica: generazione elettrica low-carbon, in particolare rinnovabile, uso efficiente del gas e servizi energetici ai clienti. La società ha inoltre consolidato l’impegno rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”.
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) della società è salito a 989 milioni di euro con una crescita del 44,6% rispetto al 2020, grazie soprattutto al contributo della Filiera Energia Elettrica. Il risultato di questa Filiera è frutto soprattutto della performance delle attività di ottimizzazione del portafoglio produttivo, di dispacciamento dell’energia, oltre che di produzione rinnovabile.
Al miglioramento della marginalità hanno contribuito anche i buoni risultati dei servizi di efficienza energetica e delle vendite sul mercato retail, dopo un 2020 impattato significativamente dalla pandemia e da effetti climatici che avevano ridotto i consumi di energia. La Filiera Attività Gas registra l’incremento dei volumi venduti e la dismissione di Infrastrutture Distribuzione Gas (IDG).
Il Gruppo ha chiuso il 2021 con un risultato netto positivo per 413 milioni di euro da 19 milioni di euro del 2020. Il risultato è frutto del buon andamento industriale – favorito dalla ripresa dello scenario economico -, che malgrado elementi non ricorrenti correlati alle Attività non-Energy registra in positivo l’esercizio dell’opzione di riallineamento dei valori fiscali di alcuni asset e del goodwill. Il risultato netto corrente è di 463 milioni di euro.
L’indebitamento finanziario al 31 dicembre 2021 è sceso a 104 milioni di euro da 520 milioni di euro al 31 dicembre 2020. La performance industriale ha permesso una crescita del 20% degli investimenti destinati alla produzione low carbon (in fase di realizzazione due centrali termoelettriche di ultima generazione in Veneto e Campania) e da fonti rinnovabili, nonchè ai servizi energetici e ambientali.
“Hanno contribuito ampiamente alla creazione di cassa anche le operazioni straordinarie legate al riposizionamento strategico della società: la cessione delle attività E&P in Norvegia e di IDG e l’ingresso di un partner finanziario nel capitale di Edison Renewables dopo l’acquisto del 70% di E2i Energie Speciali – prosegue la nota -. Questo impatto positivo è stato bilanciato da uno scenario prezzi di mercato altamente volatile che ha portato a un significativo incremento del capitale circolante nella seconda parte dell’anno. Fenomeno questo che ci si attende sia di natura temporanea”.
Edison ha chiuso il 2021 con ricavi di vendita a 11.739 milioni di euro, in crescita dell’83,7% da 6.390 milioni di euro del 2020. Al risultato hanno concorso entrambe le filiere: i ricavi della Filiera Attività Gas sono saliti a 7.752 milioni di euro (3.243 milioni di euro nel 2020), quelli della Filiera Energia Elettrica si sono attestati a 4.649 milioni di euro (3.830 milioni di euro nel 2020).
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