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MILAN TRIS E PRIMATO, PAREGGI NEI MATCH-CHIAVE-4-

Genoa e Salernitana si sono battute discretamente, pareggiando e restando staccati. I rossoblù (che non vincono da 17 partite) sono al terzo pari: poco per risollevarsi. La Salernitana ha il peggior attacco (solo 17 gol) e la peggior difesa (56 reti subite): è migliorata, ma è sempre ultima. E ora Venezia-Genoa, uno “spareggio”. ll “Derby della Mole”, venerdì ci dirà di più sulla Juve e Vlahovic.
(ITALPRRESS)

IL PLACIDO PIOLI, LE DRITTE DEL CAVALIERE, LA JUVE E LA VOCE DEL PADRONE

Il Napoli che non sa mantenere il vantaggio dopo avere dato prova che l’Inter si può domare e la Signora che deve ricorrere ai miracoli per contenere la strapotenza fisica dell’Atalanta, rivelano la qualità del lavoro del placido Pioli, il tecnico spesso snobbato dai super critici che adoravano Giampaolo. Sul fronte rossonero si è presentato anche un grande amico, il Cavaliere. Ho sempre rispettato la competenza di Berlusconi, non per le imprese di presidente/allenatore dell’Edilnord, testimoniate anche da Vittorio Zucconi, non per la carriera milanista che lo ha reso “il presidente più vincente del mondo” (io però ho conosciuto anche Santiago Bernabeu). Competenza vera. Da sabato il rispetto è diventato ammirazione perchè ho anche trovato un sodale tecnico eccellente: a Monza, mentre il suo nuovo amore (calcistico) demoliva la Spal, ha fatto lezione spiegando il suo fastidio per il gioco “dal basso”, perdita di tempo e di qualità; quel che vado dicendo dai tempi in cui il fastidioso gioco veniva praticato anche dalla Juve di Buffon.
Il Milan caro a Silvio ha esibito il disegno berlusconiano, realizzando con Leao, dopo solo otto minuti, il gol ideale che gli ha dato il primo posto in classifica: lancio perfetto di 60 metri di Maignan, Leao da sinistra brucia Bereszynki e batte Falcone con un tocco magico. Amen. Il calcio non è prodotto di alchimie tattiche e ne ha fatto per l’ennesima volta le spese l’allenatore più raccomandato del mondo, Marco Giampaolo, seduto sulla panca della Sampdoria, pronto a incassare una sconfitta inflittagli proprio dal suo sostituto dopo la breve esperienza alla guida del Milan (da luglio a ottobre del 2019, dopo lo storico incontro con i suoi padrini, Sacchi e Sarri; poi Stefano Pioli). Milan primo, dicevo, anche se l’Inter deve recuperare una partita (con il Bologna, e temo di sapere come finirà). Sento dire che il Milan potrebbe trarre vantaggio dall’impegno europeo dei nerazzurri, che l’Inter, tutta tesa a conquistare il secondo scudetto consecutivo dopo anni di magra, potrebbe snobbare la Champions che fra poche ore le presenta a San Siro lo spaventevole Liverpool. Non credo che Inzaghi sia come Sarri che a Napoli per “curare” lo scudetto perse anche le partite a briscola e a tressette. La Beneamata ha un blasone a prova di sportività.
Resta da capire che parte reciterà la Juventus sul doppio fronte italiano e europeo. Non credo che la notevole distanza da Milan, Inter e Napoli possa suggerirle una condotta troppo audace per realizzare il sogno del decimo scudetto di Andrea Agnelli; mentre arrischio l’ipotesi che dopo il derby col Toro, quando il 22 affronterà in Spagna il Villarreal, rivelerà le sue vere intenzioni: conquistare subito la Champions per la quale si è dotata – spendendo il super prezzo della speranza – di Vlahovic e Zakaria. Questo ha chiesto a Allegri e Arrivabene – per salvare stagione e faccia – John Elkann. La Voce del Padrone.
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(ITALPRESS).

Sanità, Speranza “Aprire una nuova stagione di investimenti e riforme”

MILANO (ITALPRESS) – “Dobbiamo chiudere la stagione dei tagli e aprire una nuova stagione di investimenti sul sistema sanitario nazionale”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2021 – 2022 dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
“Serve un grande ‘patto Paesè, insieme dobbiamo ricominciare a investire sul nostro sistema sanitario nazionale e sono convinto che questa sfida saremo in grado di vincerla”, ha continuato Speranza, sottolineando che la pandemia ci ha insegnato che “dobbiamo investire di più in sanità”, non solo negli strumenti, ma “in conoscenze” e sulle “persone del nostro sistema sanitario, al quale va la nostra profonda gratitudine”.
“La mia opinione personale è che le risorse sono indispensabili ma non sono la sola condizione necessaria, ci vogliono le riforme”, ha aggiunto il ministro, “dobbiamo capire cosa funziona e cosa non funziona, è una grande occasione”. Citando Papa Francesco, Speranza ha quindi evidenziato la necessità, il dovere di non “sprecare la crisi nata dalla pandemia”, e, ha osservato, “questo significa aprire una stagione di riforme del nostro sistema sanitario nazionale”.
(ITALPRESS).

Secondo impegno stagionale per Toscano Racing in Friuli

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ROMA (ITALPRESS) – Per il secondo impegno stagionale, la squadra endurance del Toscano Racing Team si sposta in Friuli Venezia Giulia sul prestigioso circuito di Lignano Sabbiadoro. Per un totale di 28 equipaggi provenienti dall’Italia e dall’estero, il risultato è stato al di sotto delle attese in un weekend un po’ sfortunato per il team pavese. Alcuni problemi in qualifica hanno relegato i piloti Alberto Cancarini, Mattia Solvi e Davide Rigo a partire dalla 20° posizione in griglia. Solo da metà gara in poi il team, dopo aver scontato anche un paio di penalità, è riuscito ad esprimere il suo vero potenziale quando ormai però non c’era più margine per raggiungere le posizioni di vertice. Chiudono così la corsa in 13° posizione riuscendo ad emergere nella seconda parte della gara con un ritmo decisamente competitivo: a dimostrarlo, i dati del best lap a pochi centesimi dal record di gara. Un dato rilevante e positivo in vista del prossimo appuntamento del prestigioso campionato SWS Endurance 2022 che si disputerà a Lonato del Garda il 12 di marzo.
(ITALPRESS).

Università, Puglisi “Serve più cooperazione con il territorio”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Università Kore di Enna prende il nome dalla divinità della prosperità, scelto nel tentativo di riportare la tradizione all’attualità. L’Università è la maniera di far rivivere la storia nell’oggi, luogo di formazione per il futuro attraverso la rivitalizzazione del passato”. Lo ha detto Giovanni Puglisi, rettore dell’Università Kore di Enna, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Quando due mesi fa il presidente Mattarella ci ha onorati con la sua visita, ho voluto prendere un’immagine per descrivere la nostra Università che ha 17 anni di vita, pochissimi ma sufficienti per scrivervi le tre età di Giambattista Vico: l’età degli dèi, l’età degli eroi e l’età degli uomini. L’età degli dèi è stata quella che negli anni intorno al 2004 ha mosso un insieme di personalità della politica e dell’intellettualità siciliana a ottenere un riconoscimento per questa enclave universitaria che si era realizzata a Enna – ha spiegato Puglisi -. L’età degli eroi è venuta dopo, dal 2011. Gli eroi sono quelli che hanno cominciato a dare a questa idea un corpus operativo funzionale che mettesse insieme pensiero e azione. Dopo si è potuta aprire la stagione degli uomini, quelli che fanno della ragione il fulcro del progetto e del futuro che si misura con l’attualità”.
Il rettore ha sottolineato che il programma di UniKore è puntare a una sinergia tra tecnologia e tradizione. “La nostra università si compone di tre anime: le materie umanistiche, l’ingegneria e la salute. Da noi si può studiare l’ingegneria dello spazio con il più grande simulatore di volo che c’è in Italia ma anche ingegneria della dinamica, abbiamo la più grande piattaforma vibrante. Da due anni abbiamo aperto la facoltà di medicina e spero che presto potremo aprire anche la facoltà di infermieristica. Con questa realtà – ha continuato Puglisi- vogliamo contribuire alla formazione dei giovani e alla crescita del territorio per permettere ai nostri ragazzi di rimanere nella loro terra”.
Per il rettore di UniKore il problema della Sicilia non sta nell’offerta formativa, nelle Università, ma nel tessuto economico produttivo del territorio. “In Sicilia c’è un mercato a macchia di leopardo, mancano le infrastrutture – ha affermato -. Le risorse del Pnrr in Sicilia corrono il rischio di essere il deserto delle incompiute perchè i soldi in gran parte li dobbiamo restituire e il tempo medio in questa regione per progettare qualcosa e poi per realizzarla è molto lungo. Il Paese grazie a Draghi e Mattarella ha avuto la grande opportunità delle risorse europee ma rimane il problema serio del rapporto fra classe dirigente e territorio”.
Secondo Puglisi “serve più cooperazione tra realtà territoriale e sistema universitario, manca una progettualità politico-parlamentare che intervenga strutturalmente su un sistema di alta formazione. Il Parlamento siciliano dovrebbe legiferare in termini esclusivi sull’università nell’Isola. È vero che nonostante la Sicilia sia una Regione a statuto speciale, il tema dell’Università non è nella delega del trasferimento dei poteri, ma sta nei poteri del Parlamento regionale intervenire legislativamente in maniera aggiuntiva rispetto allo Stato nel fare progetti strategici che diano risorse e controllino le loro finalità. In Sicilia – spiega il rettore – quello che rimane è la cultura della Cassa del Mezzogiorno, questo è il vero dramma legato poi alla tragedia del clientelismo. Il denaro del Pnrr in Sicilia arriva in un anno sbagliato in cui non si farà altro che parlare di elezioni e competizione elettorale, questo non è salutare per raggiungere gli obiettivi”. In conclusione, il rettore Puglisi ha annunciato che nel mese di maggio lancerà una grande iniziativa da Enna, un’occasione per discutere di intelligenza e cultura.
(ITALPRESS).

Puglisi “In Sicilia Pnrr rischia di essere il deserto delle incompiute”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Università Kore di Enna prende il nome dalla divinità della prosperità, scelto nel tentativo di riportare la tradizione all’attualità. L’Università è la maniera di far rivivere la storia nell’oggi, luogo di formazione per il futuro attraverso la rivitalizzazione del passato”. Lo ha detto Giovanni Puglisi, rettore dell’Università Kore di Enna, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
Il rettore ha sottolineato che il programma di UniKore è puntare a una sinergia tra tecnologia e tradizione. “La nostra Università si compone di tre anime: le materie umanistiche, l’ingegneria e la salute. Da noi si può studiare l’ingegneria dello spazio con il più grande simulatore di volo che c’è in Italia ma anche ingegneria della dinamica, abbiamo la più grande piattaforma vibrante. Da due anni abbiamo aperto la facoltà di medicina e spero che presto potremo aprire anche la facoltà di infermieristica. Con questa realtà – ha continuato Puglisi- vogliamo contribuire alla formazione dei giovani e alla crescita del territorio per permettere ai nostri ragazzi di rimanere nella loro terra”.
Per il rettore di UniKore il problema della Sicilia non sta nell’offerta formativa, nelle Università, ma nel tessuto economico produttivo del territorio. “In Sicilia c’è un mercato a macchia di leopardo, mancano le infrastrutture – ha affermato -. Le risorse del Pnrr in Sicilia corrono il rischio di essere il deserto delle incompiute perchè i soldi in gran parte li dobbiamo restituire e il tempo medio in questa regione per progettare qualcosa e poi per realizzarla è molto lungo. Il Paese grazie a Draghi e Mattarella ha avuto la grande opportunità delle risorse europee ma rimane il problema serio del rapporto fra classe dirigente e territorio”.
Secondo Puglisi “serve più cooperazione tra realtà territoriale e sistema universitario, manca una progettualità politico-parlamentare che intervenga strutturalmente su un sistema di alta formazione”.
“In Sicilia – spiega il rettore – quello che rimane è la cultura della Cassa del Mezzogiorno, questo è il vero dramma legato poi alla tragedia del clientelismo. Il denaro del Pnrr in Sicilia arriva in un anno sbagliato in cui non si farà altro che parlare di elezioni e competizione elettorale, questo non è salutare per raggiungere gli obiettivi”. In conclusione, il rettore Puglisi ha annunciato che nel mese di maggio lancerà una grande iniziativa da Enna, un’occasione per discutere di intelligenza e cultura.
(ITALPRESS).

Centrodestra, Salvini “Deve ripartire da progetti comuni”

ROMA (ITALPRESS) – “Il centrodestra deve ripartire da alcuni progetti comuni: lavoro, sicurezza, migranti. Il centrodestra deve stare unito, non certo ritornare a Casini e Mastella. I giorni del presidente della Repubblica mi portano dietro i rammarico di non aver eletto una donna, ma mi è servito per capire che mentre qualcuno giocava a proporre e unire, altri facevano catenaccio e si limitavano a dei no. Lì il centrodestra non è esistito molto banalmente”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, a “Non stop news” su RTL 102.5.
“Domani avete ospite Meloni? Allora mi fermo e l’abbraccio in diretta. Che biglietto le lascerei? E’ San Valentino, non può che essere un dolce biglietto: superiamo incomprensioni, divisioni, la gente non vuole battibecchi, uniti si vince, solo uniti si vince. Io parlo con tutti”, ha aggiunto. “La frontiera adesso è che con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo si superi tutto: restrizioni, divieti, green pass e si torni alla vita normale, seppur con le cautele. Adesso serve una grande operazione di pacificazione, di pace fiscale, con una rateizzazione, una rottamazione, ci sono milioni di cartelle esattoriale che stanno per arrivare nelle case degli italiani. E poi i temi centrali del centrodestra sono lavoro, taglio delle tasse, taglio della burocrazia, sicurezza. In primavera ci sono i referendum sulla giustizia, mi auguro che il centrodestra sia unito. Ci sono sei milioni di italiani in attesa di giudizio: se sono colpevoli non dovrebbero stare fuori, se sono innocenti non possono passare anni in attesa di giudizio. E poi c’è il tema della responsabilità civile dei giudici”, ha concluso.
(ITALPRESS).

CIDA Umbria all’Inps “Netta separazione contabile assistenza-previdenza”

PERUGIA (ITALPRESS) – Dal gruppo regionale umbro di CIDA, la Confederazione rappresentativa della dirigenza pubblica e privata, arriva la richiesta all’INPS che “si giunga quanto prima a una netta separazione contabile tra previdenza e assistenza, anche con l’introduzione di un’anagrafe nazionale dell’assistenza, e prevedere un adeguato intervento sul contrasto all’evasione che non è solo fiscale ma anche contributiva”.
Nel documento di accompagnamento alla mozione CIDA sostiene, con il supporto di analisi e dati risultato dello studio dei propri esperti, che il sistema pensionistico è sotto controllo e sostenibile per il futuro, mentre così non è per il sistema assistenziale.
“Questo squilibrio – sottolinea CIDA Umbria – non solo va a penalizzare le pensioni medio-alte che scontano meccanismi di solidarietà, ma anche le prospettive future per tutti i lavoratori, specialmente i più giovani”.
La stessa mozione è stata infatti sottoposta al Comitato regionale INPS per l’Umbria, di cui fa parte Antonio De Angelis in qualità di delegato di CIDA Umbria.
Un aspetto positivo – si fa notare – è che la Commissione Tecnica appositamente istituita in merito alla riconsiderazione dell’ammontare della spesa pensionistica, nelle sue conclusioni ha suggerito che l’integrazione al trattamento minimo sia considerata spesa assistenziale e non pensionistica. “Il sistema previdenziale – denuncia CIDA – ha bisogno di stabilità e sostenibilità nel tempo, a causa anche dell’avversa distribuzione demografica e delle profonde diseguaglianze maturate nel tempo. E non sempre, tra chi percepisce pensioni basse, vi sono lavoratori indigenti, bensì tanti che hanno potuto versare contribuzioni limitate”.
CIDA aggiunge che “se le prestazioni pensionistiche sono finanziate dai contributi, quelle assistenziali, che pesano invece sulla fiscalità generale, non sono state interessate nè da una previsione di razionalizzazione nè da controlli efficaci. Una miopia che rischia di danneggiare le finanze pubbliche e alimenta inefficienza organizzativa. Questi dati, peraltro, sono al netto degli effetti della pensione di cittadinanza, la cui introduzione, se non coordinata con le altre prestazioni assistenziali, rischia di complicare ulteriormente il quadro. Oltre la metà dei pensionati è dunque totalmente o parzialmente assistita dallo Stato, un dato che preoccupa soprattutto se si guarda il finanziamento delle prestazioni”.
“La speranza – ha commentato Ferruccio Fiordispini, segretario CIDA Umbria – è che questa decisione sia un primo passo verso la completa adesione dell’INPS alle richieste esposte dalla mozione CIDA. E’ evidente che nessuno vuole ridurre la spesa per il welfare, ma occorre una gestione più manageriale dei flussi di spesa, con meccanismi di controllo e una più efficiente allocazione delle risorse”.
(ITALPRESS).