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Prova di discesa per Sofia Goggia “Le gambe ci sono”

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – “Ho disputato una bella prova ma devo fare una bella analisi video con gli allenatori perchè ho sbagliato alcune linee in maniera madornale. La sciata c’è, le gambe le ho sentite bene, il focus è su domani”. Sofia Goggia esce rincuorata dalla seconda e ultima prova cronometrata della discesa olimpica. Domani la gara alle 11 cinesi (le 4 di notte in Italia), e la bergamasca – che ha recuperato a tempo di record dall’infortunio di Cortina – si presenta col quarto tempo di oggi, a 61 centesimi dalla svizzera Joana Haelen, la più veloce della prova. Poco più lenta della campionessa olimpica in carica Nadia Delago, sesta a 0″64 e selezionata dallo staff tecnico con la sorella Nicol ed Elena Curtoni, oltre naturalmente alla Goggia, per rappresentare l’Italia sulla pista “The Rock” di Yanqing. Non ci sarà invece Federica Brignone, già argento in gigante e anche oggi in difficoltà: il focus della valdostana è ormai sulla combinata: “E’ andata malissimo, non ho trovato neanche oggi il feeling alla terza curva, sono subito scivolata.
Poi vado in tilt mentalmente, non sono appoggiata, non ho voglia di fare la velocità”, lo sfogo dell’azzurra al termine della prova.
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Danilo la riprende allo scadere, 1-1 fra Atalanta e Juve

BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce 1-1 il big match tra Atalanta e Juventus. Il pareggio è arrivato in pieno recupero. Direttamente su calcio d’angolo, Danilo di testa ha risposto al gol di Malinovskyi, che era giunto al 32′ della ripresa. Un punto a testa, i bianconeri restano quarti a +2 sui nerazzurri ma con una gara in più.
Nei primi minuti di gioco la Juventus sfiora a più riprese il gol con Vlahovic, ma il serbo trova Sportiello attento. Dybala, qualche minuto più tardi, prova ad imitare il compagno di reparto, ma la conclusione a giro termina di poco alla destra di Sportiello. I padroni di casa, dopo la difficoltà iniziale, provano ad alzare il proprio baricentro: De Roon sfiora la rete in spaccata sugli sviluppi di un corner. Al 30′ proteste vibranti da parte dell’Atalanta per un’uscita fuori area di Szczesny: c’è il fallo del portiere su Koopmeiners ma Mariani concede il vantaggio (Bonucci salva su Muriel), non sanziona il portiere polacco e il Var non interviene
Nel secondo tempo la gara mantiene la vivacità mostrata nella prima frazione, al 10′ Vlahovic impegna Sportiello che d’istinto devia in calcio d’angolo. Nella parte centrale gli orobici provano a premere sull’acceleratore, De Roon scalda le mani a Szczesny con una conclusione dalla distanza. La gara cambia al 32′: Freuler tocca la punizione dai 30 metri per Malinovskyi, che sgancia il mancino e batte Szczesny con un tiro imparabile. La Juventus rischia il tracollo ma Hateboer a porta vuota la grazia: traversa. E in pieno recupero arriva il gol del pari di Danilo, colpo di testa su corner. Buon punto per entrambe: la corsa al quarto posto resta apertissima.
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Covid, contagi ancora in calo. Nelle ultime ore 51.959 nuovi positivi e 191 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 51.959 i nuovi casi di Covid in Italia (ieri 62.231) a fronte di 462.881 tamponi effettuati su un totale di 180.698.558 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute.
Nelle ultime 24 ore sono stati 191 i decessi (ieri 269), che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 151.015. Con quelli di oggi diventano 12.105.675 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.638.673 (-56.941), 1.621.423 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 16.060 di cui 1.190 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 10.315.987 con un incremento di 109.095 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è il Lazio (5946), poi la Campania (5615), la Lombardia (5247).
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Sassuolo-Roma 2-2, Cristante salva Mourinho nel recupero

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Dopo l’eliminazione in Coppa Italia, la Roma non va oltre il 2-2 contro il Sassuolo, al “Mapei Stadium” e rimedia il primo pareggio esterno in questa stagione in campionato. La quinta rete in carriera ai neroverdi di Cristante, arrivata quando ormai la sconfitta sembrava inevitabile, permette alla squadra di Mourinho di tornare a casa con un punto. La qualità dei neroverdi – “superiore a quella della Roma”, secondo Mourinho – sembra schiacciare i giallorossi nei primi minuti. Al 7′ l’arbitro Guida annulla il primo gol della giornata: Traorè vince un rimpallo e batte Rui Patricio col sinistro sul primo palo ma il direttore di gara segnala un fallo di mano. Al 14′ si accende Felix Afena-Gyan che scatta in profondità ma viene murato da Consigli in uscita. Al 33′ anche alla Roma viene annullato un gol: sugli sviluppi di un traversone di Oliveira, Abraham insacca su assist di Smalling ma viene ravvisato un fuorigioco di Mancini. Ma il terzo episodio da moviola è anche quello della svolta: al 45′ Vina crossa col mancino, Chiriches devia col braccio e Guida concede il rigore.
Dagli undici metri si presenta Abraham che spiazza Consigli e realizza la sua diciottesima rete stagionale. Ma a inizio secondo tempo il Sassuolo pareggia grazie ad uno svarione di Rui Patricio: Traore scatta sulla fascia e crossa, Smalling devia e il portiere portoghese non trattiene. La Roma subisce il contraccolpo e fatica a costruire gioco. I neroverdi hanno in mano il pallino del gioco ma la ripresa è costellata di errori tecnici da una parte e dall’altra. Al 66′ il Sassuolo costruisce una chance da gol: Traore libera al tiro Frattesi che sbaglia il diagonale da posizione favorevole. Non sbaglia invece Traore, che al 73′ riscatta il palo dell’andata, beffa Karsdorp su cross dalla destra e la butta dentro col piattone. Al 78′ però il Sassuolo si complica la vita: Ferrari stende Abraham dal limite e riceve il secondo giallo (espulso).
Nel recupero, poi, la Roma pareggia con un colpo di testa di Cristante sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Ayhan prova a salvare ma la palla varca la linea. Nervi tesi a fine gara: giusto il pareggio finale.
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Azzurre sul podio a Barcellona, a Sochi Italia nona

ROMA (ITALPRESS) – Nella giornata di chiusura della Coppa del Mondo di spada le azzurre Federica Isola, Alberta Santuccio, Giulia Rizzi e Roberta Marzani conquistano terzo gradino del podio a Barcellona. Il quartetto italiano, dopo avere perso la semifinale contro la Francia, che si è aggiudicata la vittoria della tappa odierna, sono riuscite a riscattarsi nella finale per il terzo posto superando 42-35 la Germania e confermando il piazzamento già ottenuto nella prima tappa della stagione a Tallinn. A Sochi gli spadisti Andrea Santarelli, Gabriele Cimini, Davide Di Veroli e Federico Vismara sono usciti invece nel tabellone dei 16 contro il Venezuela per una sola stoccata sul 30-31 e, vincendo poi tutti gli altri assalti validi per i piazzamenti, hanno concluso la loro prova al nono posto in classifica. Le spadiste italiane salgono dunque sul terzo gradino del podio nel corso della Coppa del Mondo di Barcellona. Federica Isola, Alberta Santuccio, Giulia Rizzi e Roberta Marzani hanno infatti ripetuto il piazzamento ottenuto anche nella tappa di Tallinn, confermandosi così ai vertici della spada internazionale. Le azzurre hanno iniziato la loro gara dal tabellone dei 16 vincendo 36-28 sull’Argentina, poi ai quarti hanno battuto gli Stati Uniti col punteggio di 30-29 grazie a un’ultima frazione di Alberta Santuccio che, in un assalto gestito sempre in parità, è riuscita a piazzare la stoccata vincente. In semifinale la squadra italiana nulla ha potuto di fronte alla Francia, che ha avuto la meglio 40-31 e ha poi vinto la prova in finale contro la Russia (45-34). L’Italia si è così giocata la possibilità di salire sul podio nella finalina per il terzo posto contro la Germania, condotta in vantaggio in ogni parziale e vinta 42-35. Un risultato che premia il lavoro fin qui fatto dal ct Dario Chiadò, che ha seguito a bordo pedana le spadiste a Barcellona insieme ai maestri Roberto Cirillo e Daniele Pantoni, alla presenza anche del presidente della Federazione italiana Scherma Paolo Azzi. A Sochi, nell’ultima giornata della terza tappa di Coppa del Mondo di spada maschile, la gara a squadre ha visto invece l’Italia chiudere al nono posto, dopo essere stata eliminata dal tabellone principale agli ottavi di finale contro il Venezuela. Il quartetto azzurro composto da Andrea Santarelli, Gabriele Cimini, Davide Di Veroli e Federico Vismara ha perso per una sola stoccata, con il punteggio di 31-30, il match contro i venezuelani, ma ha continuato ad onorare la tappa del circuito iridato in Russia. Dopo la gioia della gara individuale di ieri, che ha visto il trionfo di Valerio Cuomo, capace di battere in finale il campione olimpico Cannone, ma anche le ottime prestazioni di Santarelli e Vismara che hanno chiuso ai piedi del podio, oggi per il team degli spadisti italiani, incassata la sconfitta nel tabellone da 16, c’è stata da affrontare “un’altra gara” per i piazzamenti dal 9° al 16° posto. E gli azzurri lo hanno fatto nel migliore dei modi. Prima il successo 45-35 sul Brasile, poi il 45-44 con cui è stata superata la Svezia, infine la vittoria 41-37 contro la Francia che è valsa all’Italia il nono posto finale. Vittoria finale della Russia sull’Ucraina per 41-35.
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Nel Sei Nazioni l’Italrugby cede contro l’Inghilterra 33-0

ROMA (ITALPRESS) – Il Sei Nazioni torna all’Olimpico di Roma ma la spinta del pubblico non basta all’Italia per compiere l’impresa contro l’Inghilterra, che riscatta la sconfitta dell’esordio contro la Scozia e si impone per 0-33. I vice-campioni del mondo si sbloccano dopo dieci minuti, con Smith che va in meta al termine di un’azione a dieci fasi schiacciando indisturbato sull’assist di Malins. Lo stesso Smith aggiunge altri due punti con la trasformazione (0-7), gli azzurri si lasciano prendere dalla frenesia e sprecano qualche potenziale occasione in attacco, lasciandosi invece sorprendere da una rimessa laterale a metà del primo tempo. L’Italia prova a difendersi strenuamente ma alla fine George oltrepassa la linea con l’ovale e Smith fa 0-14 con il piede. Il TMO salva la nazionale di Crowley ravvisando un’ostruzione di Isiekwe ma l’appuntamento con la terza meta per gli inglesi è solo rinviata.
Allo scadere, George si concede il bis sfruttando la superiorità numerica nonostante il tentativo disperato di Ioane e Smith manda le due squadre a riposo sullo 0-21. In avvio di secondo tempo arriva il punto esclamativo degli ospiti con Daly (ma questa volta senza trasformazione) per lo 0-26. L’Italia perde Negri per infortunio, ma reagisce e attacca con orgoglio ma senza trovare spazio all’interno dell’attentissima difesa inglese. Il ritmo cala negli ultimi minuti, c’è spazio per l’esordio in azzurro di Andrea Zambonin ma al 72′ è tutto troppo facile per Sinckler andare in meta in mezzo ai pali e per il calcio di Smith che vale lo 0-33 conclusivo, con un ultimo TMO allo scadere che non concede la sesta meta. L’Italia tornerà in campo tra due settimane all’Aviva Stadium di Dublino per sfidare l’Irlanda; l’Inghilterra ospiterà invece il Galles nel terzo turno dei Sei Nazioni.
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Speranza “Abbiamo piegato la curva grazie ai vaccini”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulla pandemia abbiamo ancora bisogno di cautela, siamo ancora in fase pandemica, non ne siamo usciti, certo va molto meglio. Omicron ha provocato un’ondata di contagi senza precedenti, ma i casi non si sono trasformati in ospedalizzazioni come prima grazie alla campagna vaccinale. Stiamo piegando la curva sostanzialmente senza aver dovuto far pagare alle persone un prezzo di chiusure come in altre stagioni. Lo scudo è stato il vaccino”. Così Roberto Speranza, ministro della Salute, a “Mezz’ora in più” su Rai3. “Bello il segnale di aver tolto la mascherina all’esterno, ma va sempre tenuta con sè in caso di assembramenti o luoghi chiusi. E’ stato il nostro strumento difensore in questi mesi e lo sarà ancora, appena c’è un momento di rischio bisogna indossarla. Stiamo meglio di alcune settimane fa, l’ondata di Omicron ci preoccupava sul serio poi con l’evolversi delle giornate abbiamo acquisito evidenza che il vaccino reggeva sui casi severi. E’ grazie ai vaccini se abbiamo retto questa ondata terrificante, il 91% delle persone sopra i 12 anni si sono vaccinate e così facendo hanno difeso sè e gli altri evitando la pressione sugli ospedali. Il vaccino ha cambiato le forze in campo, c’è un prima e dopo grazie al vaccino”. E poi ha aggiunto: “Io fobico? Questo lo dicono i maligni…”. E sulle riaperture ha spiegato: “Abbiamo riaperto tutte le attività, le discoteche erano le sole rimaste chiuse, ma serve il super green pass e la capienza resta al 50%, ma dobbiamo mettere tutte le attività economiche in condizione di ripartire. Chi va in discoteca mantenga cautela e prudenza, siamo in una fase di transizione, non ne siamo ancora fuori”. “L’obbligo over 50 esiste già – ha continuato il ministro – e da martedì scatta obbligo vaccinale sul lavoro, la strategia del governo è giusta, è un provvedimento mirato. Io faccio gli interessi del paese, ho visto tante polemiche in questi due anni e ora le guardo con un certo distacco. L’obbligo per sopra i 50 anni è stata una scelta giusta e coraggiosa. Ieri l’ECDC ci ha detto di stare attenti perchè abbiamo già visto 4 varianti del virus. Dobbiamo insistere a vaccinare la più larga parte della popolazione. Se siamo cresciuti di più in termini di Pil è perchè eravamo più sicuri sul piano sanitario”.
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Pavoletti salva il Cagliari, a Empoli finisce 1-1

EMPOLI (ITALPRESS) – Un tempo per parte e si chiude in parità la sfida del ‘Castellanì tra Empoli e Cagliari. Premiata la volontà dei sardi che con Pavoletti nel finale rimontano il vantaggio firmato Pinamonti; anzi c’è qualche rammarico per i ragazzi di Mazzarri, visto che il subentrante Pavoletti, oltre a pareggiare, di testa ha sfiorato quasi nel recupero il colpo da tre punti. I padroni di casa invece si inceppano sul più bello, calando fisicamente in maniera evidente alla distanza. L’Empoli passa in vantaggio al 37’ al termine di un ottimo contropiede azzurro con Bajrami bravo a correre palla al piede per oltre 40 metri e poi a servire l’assist a Pinamonti, che si libera della marcatura di Altare e batte di sinistro Cragno. E pensare che era stato il Cagliari a partire meglio, con un bel colpo di testa di Lovato su cross di Bellanova a spaventare la retroguardia di casa.
Romagnoli e compagni però sono cresciuti col passare dei minuti, in particolare con Bajrami. Il primo tempo si caratterizza anche per due infortuni muscolari: il primo colpisce il direttore di gara Dionisi, sostituito dal quarto uomo Marini al 20′; ed il secondo a Lovato, cui dà il cambio Altare. Dopo l’acuto di Pinamonti, l’Empoli sfiora il raddoppio prima dell’intervallo con Bajrami: bravo Cragno. A inizio ripresa Vicario protagonista su Gaston Pereiro. Serve poi un autentico miracolo in uscita di Cragno su Bandinelli per mantenere l’1-0. I sardi hanno man mano preso il predominio territoriale e Vicario deve compiere a sua volta un intervento prodigioso al 72′ su un bellissimo sinistro di Altare da poco fuori area. Nel finale dentro anche Keita e Pavoletti e arriva in mischia il gol del centravanti italiano. Che poco dopo sfiora il clamoroso 1-2: una punizione che sarebbe stata a quel punto eccessiva per l’Empoli, che non vince dal 12 dicembre.
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