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Pechino2022, Malagò negativo al test covid

PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, è risultato negativo al test covid e pertanto, in base alle norme contenute nel playbook del Cio, ha lasciato il covid hotel dove era stato messo in isolamento al suo arrivo in Cina ed è stato trasferito nella sua stanza nell’albergo dove alloggiano gli altri membri del Cio a Pechino. Malagò era risultato positivo al covid lo scorso 1° febbraio al suo arrivo in Cina. Il numero uno del Coni, totalmente asintomatico, era stato isolato sotto osservazione medica in una struttura dedicata per i membri del Cio.
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Ucraina, Di Maio “Favorire soluzione pacifica del conflitto”

ROMA (ITALPRESS) – “La crisi ucraina è al centro dell’agenda internazionale del governo, un conflitto che ha già causato 15 mila vittime. Forniamo il nostro contributo agli organismi internazionali impegnati sul terreno, ci concentriamo su settori cruciali, quali la sicurezza alimentare o l’assistenza medica”.
Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, nel corso dell’audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, sulla crisi tra Russia e Ucraina. “L’Italia, sin dal 2014, ha sempre difeso e sostenuto l’integrità territoriale e la piena sovranità dell’Ucraina. Aderiamo alla posizione del non riconoscimento dell’annessione illegale della Crimea, continuiamo a condannare questa grave violazione del diritto internazionale”, ha aggiunto. Di Maio ha ricordato che l’Italia non ha “mai fatto mancare, oggi più che mai, i suoi sforzi negoziali. L’obiettivo principale è quello di favorire una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina occidentale, in linea con gli accordi di Minsk, fino a giungere al ristabilimento del controllo ucraino sul confine con la Russia”. Il ministro ha poi annunciato: “Manteniamo rapporti stretti con i nostri principali alleati, per definire misure di deterrenza nei confronti di un eventuale attacco russo all’Ucraina. Dialogare non significa certo peccare di ingenuità o mostrarsi arrendevoli, fondamentale mantenere un’attività di deterrenza evitando escalation. Stiamo lavorando in ambito europeo a un impianto di possibili sanzioni di varia natura e intensità, che siano improntate a efficacia e fermezza nel segnalare a Mosca gli elevatissimi costi e le conseguenze che una sua offensiva recherebbe”.
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Centrodestra, Berlusconi “Al lavoro per rifondarlo guardando al 2023”

ROMA (ITALPRESS) – “I rapporti personali con Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono sempre stati molto cordiali, le valutazioni politiche non sempre coincidono. Del resto, se fosse così saremmo un partito unico e non una coalizione. Però il centrodestra che io ho fondato nel 1994 è un’alleanza scritta non da un notaio, ma nel cuore degli italiani. Dobbiamo rilanciarla e per farlo c’è un solo modo: consolidare Forza Italia e creare un centro moderato che possa aggregare e allargare i suoi confini. Un centro, saldamente ancorato al centrodestra e alternativo alla sinistra. Per fare questo bisogna rifondare il centrodestra? Se necessario, sono pronto a farlo, senza escludere nessuno, ovviamente”.
Così Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale Chi, spiegando che “ora finalmente mi sento bene. Ho avuto un malessere fastidioso, per il quale non avrei voluto ricoverarmi, ma i medici me lo hanno imposto, per precauzione. Però questo non mi ha impedito di continuare a lavorare, in stretto contatto con i miei collaboratori che stavano a Roma e che hanno gestito molto bene una situazione difficile”. Ora il lavoro dell’ex premier è tutto concentrato sulla rifondazione del centrodestra in vista delle elezioni. “Bisogna pensare al 2023, quando la maggioranza degli italiani si esprimerà, ne sono certo, per un centrodestra di governo che dovrà completare il lavoro di questi mesi. Nel frattempo, però, bisogna consolidare il buon lavoro del governo Draghi: il Paese ha bisogno di stabilità e di continuità”.
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La tutela dell’ambiente entra in Costituzione

ROMA (ITALPRESS) – La Camera, con 468 voti a favore uno contrario e 6 astenuti, ha approvato in via definitiva la riforma che introduce in Costituzione la tutela dell’ambiente. In particolare, sono state approvate le modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente, approvate in un testo unificato in prima deliberazione dal Senato e dalla Camera e approvata, in seconda deliberazione, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, dal Senato.
Essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi dei componenti, il provvedimento entrerà quindi subito in vigore e non ci sarà bisogno di un eventuale referendum confermativo.
“Penso che sia una giornata epocale. E’ giusto che la tutela dell’ambiente, della biodiversita e degli ecosistemi diventi un valore fondante della nostra Repubblica, è un passaggio imprescindibile per un Paese come l’Italia che sta affrontando la propria transizione ecologica”, commenta il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, presente in aula a Montecitorio al momento del voto.
“Per le azioni che facciamo oggi e per le conseguenze che ci saranno in futuro sulle prossime generazioni, questa conquista è fondamentale e ci permette di avere regole ben definite per proteggere il nostro pianeta”, aggiunge.
Il provvedimento, votato in via definitiva alla Camera, modifica infatti gli articoli 9 e 41 della Costituzione e incide direttamente sullo Statuto delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di tutela degli animali.
L’art.9 fa parte degli articoli “fondamentali” della Costituzione. In esso era già contenuta la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della Nazione, con la riforma si attribuisce alla Repubblica anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e viene specificato esplicitamente un principio di tutela per gli animali. La modifica all’art.41, invece, sancisce che la salute e l’ambiente siano paradigmi da tutelare da parte dell’economia, al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana. E lo stesso articolo modificato sancisce anche come le istituzioni, attraverso le leggi, i programmi e i controlli, possano orientare l’iniziativa economica pubblica e privata non solo verso fini sociali ma anche verso quelli ambientali.
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Dall’11 febbraio via le mascherine all’aperto, rimangono al chiuso

ROMA (ITALPRESS) – Via l’obbligo dell’uso delle mascherine all’aperto a partire dall’11 febbraio. Lo ha deciso il ministro della Salute Roberto Speranza che ha firmato un’ordinanza in merito. Rimane, però quello di mantenerle al chiuso. “Fino al 31 marzo 2022 è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. Fermo restando quanto diversamente previsto da specifiche norme di legge o da appositi protocolli sanitari o linee guida, nei luoghi all’aperto è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sè i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli laddove si configurino assembramenti o affollamenti”.
Si legge nell’ordinanza. “Non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: a) i bambini di età inferiore ai sei anni; b) le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonchè le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo; c) i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva. 4. L’obbligo di cui al comma 1 non sussiste quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi. Sono fatti salvi, in ogni caso, i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonchè le linee guida per il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico”.
“5. Le disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie sono comunque derogabili esclusivamente in applicazione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico. 6. L’uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie integra e non sostituisce le altre misure di protezione dal contagio. Art. 2 1. La presente ordinanza produce effetti a partire dall’11 febbraio 2022 e fino al 31 marzo 2022.
2. Le disposizioni della presente ordinanza si applicano anche alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano” conclude l’ordinanza.
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Inter prima semifinalista di Coppa Italia, Roma ko 2-0

MILANO (ITALPRESS) – La rete lampo di Dzeko e un gol da cineteca di Sanchez illuminano la notte di San Siro, piegano la Roma e portano l’Inter in semifinale di Coppa Italia, dove la capolista del campionato troverà la vincente della sfida di domani sera tra Milan e Lazio. Inevitabilmente Simone Inzaghi pensa anche alla trasferta di Napoli e pratica un ragionato turnover inserendo Darmian e D’Ambrosio per Dumfries e De Vrij. In mediana c’è Vidal, avanti Sanchez con Dzeko. Solo due cambi rispetto al Genoa invece per l’eroe del triplete nerazzurro Jose Mourinho, accolto anche da avversario con cori e applausi del pubblico di casa. Nell’undici giallorosso Veretout ritrova spazio tra i titolari, sulla sinistra Vina e non Maitland-Niles, in attacco Mkhitaryan e Zaniolo con Abraham. L’Inter parte a ritmi forsennati e bastano meno di 120 secondi per il gol. Sanchez innesca Perisic che sprinta sulla corsia mancina e serve un invitante pallone al centro dove Smalling buca l’intervento e viene punito dal piatto volante del suo ex compagno di squadra Dzeko su cui non può nulla Rui Patricio. L’estremo portoghese deve solo pregare invece, tre minuti più tardi, quando Barella spacca la traversa con un bolide dalla distanza, mentre controlla senza problemi le incornate ravvicinate ma deboli di Skriniar e Dzeko. Per vedere un pò di Roma bisogna attendere il bel filtrante di Karsordp per Mkhitaryan che mette al centro un pallone velenoso: il portiere smanaccia e D’Ambrosio anticipa Abraham sotto porta rifugiandosi in corner. La migliore chance giallorossa capita poco dopo sui piedi di Zaniolo la cui conclusione viene però respinta di piede da Handanovic. Nel finale di tempo non graffiano i tentativi di Dzeko e Ibanez e Bastoni si fa male alla caviglia: non ce la fa, dentro De Vrij. Si riparte con Kumbulla per Ibanez (anche lui infortunato) e come in avvio l’intensità si alza. Tanti capovolgimenti di fronte e giocate spettacolari. Fuori dallo specchio i tiri di Veretout e Zaniolo, respinte in angolo dai due portieri le conclusioni di Oliveira (deviata da Brozovic) e Barella. A spaccare definitivamente la partita è una giocata che vedremo e rivedremo: Sanchez controlla dai 25 metri e spara un mezzo esterno la cui corsa finisce dritta dritta all’incrocio dei pali. La Roma protesta per un contatto a inizio azione tra Vidal e Oliveira, il Var dice che il gol del 2-0 è buono. Nel finale piove sul bagnato per i giallorossi, in ansia per un problema al flessore di Abraham. L’Inter controlla e cerca timidamente il tris senza trovarlo con i tentativi fuori misura del neoentrato Lautaro, Perisic e Barella.
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Stop sprechi ed emissioni, Danone lancia il progetto “Zero al cubo”

MILANO (ITALPRESS) – La salute delle persone e quella del pianeta vanno nella stessa direzione. Più mangiamo sano più aiutiamo il pianeta. E’ il principio ispiratore di Zero al cubo, il progetto attraverso il quale Danone vuole raggiungere l’obiettivo di zero sprechi, zero plastiche e zero emissioni. Una visione che mette al centro la salute delle persone e la salute del pianeta e promuove pratiche di consumo sempre più sane e sostenibili. “Zero emissioni, zero plastica in natura e zero sprechi alimentari – dice Fabrizio Gavelli, presidente e amministratore delegato Danone company Italia e Grecia -. Stiamo principalmente lavorando sull’area degli sprechi alimentari in collaborazione con i nostri partner del trade e con tutti i nostri consumatori”.

Due anni fa Danone ha ottenuto anche la certificazione B-Corp. Una B Corp è un’azienda che mentre fa business produce effetti positivi sull’ambiente, sul territorio e sulle persone. Il movimento B.Corp comprende oltre 3400 aziende in 71 Paesi, più di 100 in Italia.
“Essere una B-Corp significa dire che si esiste non solo per perseguire obiettivi economici, ma anche per perseguire obiettivi sociali – aggiunge Gavelli -. A brevissimo tutti i nostri brand, e quindi tutti i nostri pacchi, avranno il certificato B-Corp e quindi saranno facilmente riconoscibili da tutti i consumatori. Ad esempio il nostro brand Actimel vuole realmente far sì che ci sia una riconoscibilità su questo percorso B-Corp anche per un impegno sociale molto importante”. “Noi – sottolinea – aiutiamo attivamente le vaccinazioni in Italia, non solo a parole ma anche con i fatti. Abbiamo una partnership importante con Auser, in base alla quale accompagniamo ai centri di vaccinazione le persone più fragili, in particolare gli anziani che per problemi di mobilità o perchè sono soli non riescono ad andare se non accompagnati. Stiamo anche aiutando le vaccinazioni ai bambini con materiale che potrà essere utilizzato dai bambini stessi per rendere il momento della vaccinazione un momento più piacevole”. In definitiva, conclude Gavelli, “vogliamo veramente legare Actimel alla vaccinazione, aiutare questa campagna sociale fondamentale che in Italia sta avvenendo da molti mesi e quindi prendere una posizione concreta, reale e attivista a favore della vaccinazione”.
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Covid, 101.864 nuovi casi e 415 decessi

ROMA (ITALPRESS) – I nuovi contagiati al Covid-19, secondo i dati del ministero della Salute, sono 101.864, dato in crescita rispetto ai 41.247 delle 24 ore precedenti. Sono stati 999.095 i tamponi processati, numeri che determinano un tasso di positività al 10,2%. Significativa anche la crescita dei decessi, che toccano quota 415. I guariti sono 164.915, con un decremento degli attualmente positivi di 62.901 unità e un numero complessivo che scende a quota 1.927.800. In flessione i ricoveri nei reparti ordinari, dove attualmente si trovano 18.337 persone (-338). Più netto il calo nelle terapie intensive, con 1.376 degenti ricoverati (-47) ma con 99 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 1.908.087 persone. La Lombardia è prima regione per numero di contagi (12.194), seguita da Veneto (11.201) e Campania (10.789).
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