ROMA (ITALPRESS) – “Su oltre 36 mila italiani andati all’estero attraverso i corridoi creati, solo 204 sono risultati positivi da ottobre a oggi, sono meno dello 0,6%. Sono certo che il ministro Speranza aprirà altri corridoi ma si deve andare comunque verso nuove aperture nel settore dei viaggi”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Stampa, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. “In alcuni Paesi dell’Ue “si sta andando verso una fase di allentamento delle misure” e il “comitato consultivo dell’Oms chiede di eliminare o alleggerire i divieti di traffico internazionale perchè non forniscono valore aggiunto e continuano a contribuire allo stress economico e sociale. Sostiene che le restrizioni non hanno limitato la diffusione della variante, anzi. Quindi, da questo punto di vista, non servono”.Sull’utilizzo del super green pass, tra quello che si può o non si può fare, “ci sono dei paradossi ma io vedo la fine di questo percorso”. “E’ una previsione. Le valutazioni di esperti come Bassetti e Crisanti di fatto vanno in questa direzione. Le Regioni vanno in questa direzione. Se guardiamo i dati con serenità si vede che il picco è raggiunto e d’ora in poi si scende”. “Si va verso una normalizzazione e bisogna essere veloci nel prendere le decisioni conseguenti…”.
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Garavaglia “Su turismo comunicazione ossessiva, impariamo dall’estero”
“Primo Piano Quirinale”, dal 24 gennaio lo speciale dell’Italpress
ROMA (ITALPRESS) – Dal 24 gennaio l’agenzia Italpress produrrà una striscia quotidiana sulle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica, con un appuntamento giornaliero di “Primo Piano Quirinale”.
Trenta minuti al giorno in diretta Facebook dallo studio di Roma con Claudio Brachino per raccontare l’elezione del Capo dello Stato, una delle più complesse della storia della Repubblica. Con gli inviati dell’agenzia e l’editorialista politico dell’Italpress Gianfranco D’Anna, già condirettore di Gr Rai Parlamento, ci saranno politici e giornalisti e gli esperti dell’Università Cattolica, per completare l’analisi della giornata.
La striscia quotidiana andrà in onda anche su un network di oltre 100 emittenti televisive dall’Alto Adige alla Sicilia, su circa 300 siti e portali internet abbonate all’Italpress e sul sito Primaonline.it.
“In poco più di un anno – dice Brachino – Primo Piano è diventata una delle rubriche di riferimento della politica italiana e un avamposto linguistico della nuova medialità delle agenzie di stampa. Una rubrica che non è solo un One to one ma anche un modo per raccontare i grandi fatti. Era successo con il sogno degli Europei, succederà ora con l’evento più importante dell’anno, l’elezione del Presidente della Repubblica. 30 minuti tutti i giorni, in diretta, con le notizie, i retroscena, i grandi opinionisti. Primo piano c’è, Italpress c’è!”.
“Continua – afferma il direttore responsabile Gaspare Borsellino – la crescita ed il potenziamento della nostra agenzia sul versante Multimediale con la realizzazione di nuovi format video che offriamo quotidianamente ad oltre 500 fra Giornali, Radio, Tv e siti internet che fanno parte del nostro ampio network in continua e costante crescita. Grazie all’esperienza ed all’autorevolezza di un giornalista e direttore come Claudio Brachino stiamo proseguendo ad ampliare e consolidare un progetto di ben più ampio respiro che prevede entro i prossimi mesi la realizzazione di nuovi format multimediali e produzioni video ed audio”.
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Quirinale, Lupi “Da Beluscononi sacrificio. Ora unità e dialogo”
ROMA (ITALPRESS) – “La fermo. Non è stato un passo indietro ma in avanti”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, Maurizio Lupi, leader di Noi con l’Italia e ex ministro dei Trasporti. Lo crede davvero? “Certo. Lui si è assunto la responsabilità di non andare a vedere se i voti erano sufficienti. Ed era l’unico che aveva la possibilità di farcela”. Allora perchè non ha tentato? “Ha preferito fare il sacrificio”. Sacrificio? “Per sapere se aveva o no i voti avrebbe dovuto aspettare la quarta votazione. Invece ha lasciato più spazio di manovra al dialogo. E in questo modo ha rimesso addirittura nell’angolo il Centrosinistra”. In che modo? “Adesso non potranno più mettere veti su tutti i nostri candidati”. “Noi abbiamo individuato un metodo. Da subito Matteo Salvini dialogherà con tutti per individuare una rosa di nomi sulla quale noi esprimeremo la nostra posizione…”.
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Lazio e Atalanta non vanno oltre lo 0-0 all’Olimpico
ROMA (ITALPRESS) – L’Atalanta in estrema difficoltà strappa, con le unghie e con i denti, il pareggio per 0-0 contro la Lazio nella partita del sabato sera della 23^ giornata di Serie A. In una partita che si accende, a tratti, soltanto nella ripresa, le reti restano inviolate con il rimpianto biancoceleste del palo colpito da Zaccagni e una prova eroica della Dea. La squadra di Gasperini era infatti arrivata a Roma decimata dalle assenze per infortuni e per il Covid. Una formazione bergamasca praticamente inedita affronta con attenzione il primo tempo, senza mai farsi cogliere in contropiede ma producendo poche sortite offensive. Da annotare, sul tabellino, un colpo di testa di Pezzella. I biancocelesti non riescono comunque a fare di meglio, con buone iniziative sulle fasce che non riescono però a concretizzare (deludente Felipe Anderson). La prima frazione, senza particolari emozioni, si chiude sullo 0-0 con soli quattro tiri nello specchio della porta. Inizia con più vivacità il secondo tempo. La prima vera occasione dell’intera partita è dell’Atalanta con la conclusione di Pessina, smorzata da Strakosha. La Lazio sale di intensità, ci prova con Immobile ma, soprattutto, al 64′ Zaccagni centra in pieno il palo con un destro potente. Poco dopo Miranchuk saluta il match per infortunio con un tiro che non impensierisce il portiere avversario. La squadra di Sarri alza il baricentro ma resta lenta nella manovra, vanificando le azioni offensive: si fa notare soltanto Marusic con una bella conclusione che sfiora l’incrocio dei pali. La Dea resiste eroicamente fino alla fine, stremata, riuscendo a strappare un ottimo pareggio nonostante l’enorme emergenza e la formazione rimaneggiata: sale a quota 43 con una partita ancora da recuperare. I biancocelesti, che non riescono a trovare continuità di risultati, resta invece ferma a 35 punti.
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Quirinale, Conte “Il ritiro di Berlusconi è un passo avanti”
ROMA (ITALPRESS) – “Lo avevamo affermato in modo chiaro: la candidatura di Silvio Berlusconi era irricevibile. Con il suo ritiro facciamo un passo avanti e cominciamo un serio confronto tra le forze politiche per offrire al Paese una figura di alto profilo, autorevole, ampiamente condivisa”. Lo scrive su Twitter il presidente del M5S Giuseppe Conte.
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Quirinale, Letta “Ora serve un accordo alto su un nome condiviso”
ROMA (ITALPRESS) – “Il centrodestra non è maggioranza e non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale. Lo abbiamo detto fin dall’inizio. Ora col ritiro di Berlusconi e lo scontro deflagrato all’interno del centrodestra tutto è chiaro. Ora ci vuole accordo alto su nome condiviso e Patto di Legislatura”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.
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Berlusconi rinuncia alla candidatura al Colle “Draghi resti premier”
ROMA (ITALPRESS) – Silvio Berlusconi rinuncia a candidarsi al Quirinale. L’annuncio con un lungo comunicato letto dalla senatrice Licia Ronzulli durante il vertice di centrodestra.
“Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica”, afferma Berlusconi nel comunicato. “Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione”, prosegue.
“L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi – spiega Berlusconi -. La Nazione riparte nei momenti difficili se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni. Per queste ragioni sono stato il primo a volere un governo di Unità Nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che – con il concorso costruttivo anche dell’opposizione – è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al PNRR, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”.
“In questo stesso spirito, ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica. Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi – spiega Berlusconi -. Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra – che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l’onere della proposta – per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento. Occorre individuare una figura capace di rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l’opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali. Spero che il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni sappiano compiere questa scelta nel tempo più breve possibile e con un’ampia convergenza”.
“Scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all’Italia e al Centrodestra, che ora avrà l’onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra”, commenta il leader della Lega Matteo Salvini.
“Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi, che a seguito della verifica che si era riservato di fare per accertare le effettive possibilità di elezione, ha rinunciato a offrire la sua disponibilità alla candidatura a Presidente della Repubblica. Abbiamo invece apprezzato assai meno le indiscrezioni uscite nel corso del vertice, che non corrispondono in alcun modo alla realtà”. Lo afferma in una nota Fratelli d’Italia.
“Durante la riunione non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura né tantomeno sono stati posti veti di alcun genere. Piuttosto, durante la riunione, Fratelli d’Italia ha insistito affinché fosse chiaro che non auspica in alcun modo che la legislatura prosegua, come invece possono eventualmente ritenere le forze politiche della maggioranza – sottolinea Fdi -. Fratelli d’Italia resta ferma sulla necessità che il centrodestra esprima una o più candidature della propria area culturale, che rappresenta la maggioranza degli italiani. Se questo non fosse possibile, la nostra priorità e che vi sia un Presidente della Repubblica autorevole e capace di difendere l’interesse nazionale e la sovranità popolare. La questione di Mario Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai problema che possono avere le forze che partecipano al suo governo”.
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Inter supera Venezia 2-1, decide Dzeko allo scadere
MILANO (ITALPRESS) – Il Venezia resiste per 90 minuti ma alla fine passa sempre l’Inter. La capolista, come in Coppa Italia, rimonta e la spunta all’ultimo respiro: un colpo di testa di Dzeko regala il 2-1 ai nerazzurri, che allungano sul Milan e mettono pressione ai rossoneri anche in vista del derby alla ripresa dopo la sosta per le nazionali. I lagunari si presentano sul terreno di gioco di un ‘Meazzà in condizioni tutt’altro che perfette con un abbottonato 5-3-2, coprendosi con ordine e compattezza, e trovando addirittura il vantaggio al 19’. Cross dalla destra di Ampadu, Henry sbuca alle spalle di Skriniar e fredda Handanovic con un colpo di testa che tocca la traversa e si infila alle spalle del capitano nerazzurro. L’Inter sembra perdere la pazienza ma trova l’episodio giusto per pareggiare prima dell’intervallo: al 40′ Barella si fa trovare pronto sul tap-in dopo il miracolo di Lezzerini su Perisic, il Venezia protesta per un braccio alto di Dzeko su Modolo a inizio azione ma l’arbitro Marchetti convalida, nonostante l’occhio nero del difensore arancioneroverde. Nel finale di primo tempo un altro check per un possibile tocco col braccio in area dello stesso Modolo, conclusosi con un nulla di fatto e squadre a riposo sull’1-1. Il copione non cambia nella ripresa, con Dzeko che si divora da pochi passi il vantaggio e permette al Venezia di restare in partita, sempre pronto ad affidarsi in ripartenza alla velocità di Okereke, che impegna Handanovic con un insidioso diagonale. I minuti passano e a una ventina di minuti dal termine il tecnico dei nerazzurri muove la panchina con il triplo cambio Vidal, Sanchez e Dumfries ed è proprio l’olandese ad accendere la luce quando tutto sembrava ormai finito: cross perfetto per Dzeko, il bosniaco riscatta una serata storta e fa esplodere i 5.000 di San Siro col gol della vittoria.
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