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Vaccino, 1 milione di bimbi con almeno 1 dose

ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.021.173 i bambini tra i 5 e gli 11 anni che si sono vaccinati almeno con una dose, il 27.93% di questa fascia d’età: ne mancano 2.6 milioni circa. Lo si rileva dal sito del Governo.
Pwer quanto riguarda le terze dosi, sono quasi 30 milioni gli italiani che le hanno fatto (29.955.140) pari al 75.76% della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale o booster che hanno ultimato il ciclo vaccinale da almeno quattro mesi.
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Quirinale, Renzi “Draghi presidente solo con un accordo politico”

ROMA (ITALPRESS) – “L’altra volta con Mattarella siamo stati noi i king maker, con Draghi decisivi perchè volevamo mandare a casa Conte, oggi ho un ruolo minore. L’importante è avere un presidente che sia di garanzia internazionale perchè, ad esempio, secondo me si sta sottovalutando il ritorno di Trump in America”. Così Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, a “Mezz’ora in più” su Rai3.
“Il presidente della Repubblica – aggiunge – può essere anche di centrodestra, ma deve avere i numeri”. E su Berlusconi, sottolinea, “non ho messo il veto, credo che Silvio Berlusconi abbia sbagliato a credere al suo cerchio magico, una candidatura che non stava nè in cielo nè interra. Non per chissà per quali motivi, ma perchè semplicemente non aveva i numeri. Punto, basta. Chi gli vuole bene, doveva fermarlo prima e non mandarlo a fare un’impresa che non esiste. Questo è un modo per sfruttare una persona. Chi lo ha utilizzato per calcolo politico gli ha fatto del male”.
“Faccio un appello: votate non pensando ai prossimi 7 minuti, ma ai prossimi 7 anni – prosegue Renzi -. L’elezione del presidente della Repubblica è diverso dalla battaglia politica”. “Chi crede che Draghi abbia le caratteristiche giuste dice anche non spostiamolo da palazzo Chigi. Squadra che vince non si cambia. Gli altri dicono che ha un ruolo di moral suasion internazionale importante e quindi deve andare al Quirinale. Chi vuole andare al colle non ci va contro i partiti. Credo che la candidatura di Draghi possa stare in piedi se ha questo elemento cioè appoggio dei partiti. Poi vedremo se i veti di Berlusconi e Salvini sono insuperabili. Chi dice che Draghi è uno schiaffone alla politica non ha capito niente. Oggi se va al Colle, ci va solo in virtù di un accordo politico. Non mi piace la tiritera di chi dice che la politica è brutta e cattiva e la società civile buona”.
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Australian Open, Berrettini ai quarti di finale

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini approda per la prima volta ai quarti di finale degli Australian Open, primo Slam della stagione (montepremi 54,2 milioni di dollari) in corso sul cemento di Melbourne Park, nella metropoli australiana. Il 25enne romano, numero 7 del ranking Atp e del seeding, continua la sua splendida corsa superando agli ottavi di finale lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 21 del mondo e 19esima testa di serie. Bettettini si è imposto con il punteggio di 7-5, 7-6 (4), 6-4. Ai quarti l’azzurro dovrà vedersela con il 35enne francese Gael Monfils che ha battuto in tre set il serbo Miomir Kecmanovic per 7-5, 7-6, 6-3. Avanza anche Rafa Nadal (7-6, 6-2, 6-2 al francese Adrian Mannarino) che ha centrato il 45esimo quarto di finale sui 63 Slam disputati in carriera, il 14° a Melbourne. Il maiorchino, campione all’Australian Open nel 2009, ha eguagliato John Newcombe al secondo posto nella classifica all-time: solo Roger Federer ne ha giocati di più (15). Ai quarti troverà Denis Shapovalov che ha sconfitto il campione olimpico in carica Alexander Zverev per 6-3, 7-6(3), 6-3. Nella notte tra domenica e lunedì anche Jannik Sinner si giocherà l’accesso ai quarti di finale. L’altoatesino affronterà l’australiano Alex De Minaur.
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Cagliari-Fiorentina 1-1, sardi raggiunti dai viola in dieci

CAGLIARI (ITALPRESS) – Tante assenze, un rigore sbagliato a testa e un’espulsione. Senza Vlahovic, la Fiorentina in dieci uomini riesce a pareggiare 1-1 sul campo del Cagliari. Tra squalifiche (Pavoletti e Carboni), covid (tre positivi) e infortuni (Nandez indisponibile dell’ultim’ora), anche Mazzarri è costretto a schierare una formazione d’emergenza. Nel 3-5-2 Pereiro è il partner di Joao Pedro, Obert il terzo in difesa con Dalbert tra gli interni di centrocampo. La squadra di Italiano ha mancato l’appuntamento con la rete in quattro delle ultime sette trasferte in Serie A, mentre il Cagliari prende gol da dodici partite interne consecutive. E l’avvio di gara offre subito la chance dell’1-0 ai viola: Bellanova non legge il taglio di Odriozola e lo stende in area, l’arbitro Aureliano concede il rigore ma Biraghi dagli undici metri si vede negare il gol da Radunovic. Al 24′ si accende Gonzalez con una azione personale conclusa con un diagonale mancino debole e impreciso. La risposta sarda è affidata al solito Joao Pedro che trova lo spazio per il tiro e colpisce il palo lontano da posizione defilata in area. All’attaccante serve una rete per diventare il quarto brasiliano (dopo Adriano, Kaka, Pato) ad andare in doppia cifra di gol in almeno tre diversi campionati di Serie A. E quel gol arriva al 47′: calcio d’angolo dalla sinistra e colpo di testa vincente sotto la traversa. Al 63′ altra possibile svolta del match: Joao Pedro va a colpire di testa e spinge Odriozola che la tocca col braccio in caduta, Aureliano però concede il rigore ed espelle l’ex Real Madrid. Ma dagli undici metri Terracciano risponde a Radunovic e para il penalty di Joao Pedro. La beffa per il Cagliari è dietro l’angolo e porta la firma di un ex: Sottil – subentrato a Ikone – punta Goldaniga in ripartenza e batte Radunovic col diagonale. Tanto nervosismo nel finale, a farne le spese è soprattutto Joao Pedro che salterà l’Atalanta per somma di ammonizioni. Ma il risultato non cambia più.
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Elena Curtoni vince il SuperG di Cortina

CORTINA D’AMPEZZO (ITALPRESS) – Elena Curtoni si prende il successo nel Super-G di Cortina d’Ampezzo, tappa valida per la Coppa del mondo femminile di sci alpino. L’azzurra ferma il cronometro sul tempo di 1’20″98 aggiudicandosi la seconda affermazione in carriera. Seconda posizione per l’austriaca Tamara Tippler (+0″09), davanti alla svizzera Michelle Gisin (+0″24). Appena fuori dal podio c’è Federica Brignone, quarta e a soli 32 centesimi dalla connazionale. Esce di scena Sofia Goggia con una brutta caduta, lontane dalle prime posizioni Marta Bassino e Nicol Delago, rispettivamente 21esima e 26esima. Va a punti anche Roberta Melesi con un 27° posto, mentre Francesca Marsaglia e Nadia Delago non terminano la propria gara.

In campo maschile, Beat Feuz conquista la vittoria nella seconda discesa libera di Kitzbuehel. Lo svizzero ha completato la propria prova in 1’56″68, precedendo il  connazionale Marco Odermatt di appena 21 centesimi. Completa il podio il padrone di casa Daniel Hemetsberger (+0″90). Il migliore degli italiani è Dominik Paris che si migliora rispetto alla prova di venerdì e risulta 7° a 1″27 dalla vetta. In top-10 anche un buon
Christof Innerhofer, al nono posto con un distacco di 1″43. In top-30 invece risultano anche Matteo Marsaglia (17°), Pietro Zazzzi (26°) e Guglielmo Bosca (28°), mentre non va a punti Mattia Casse (40°).
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Nuova terapia intensiva del Policlinico Giaccone, il plauso del Rettore Midiri

PALERMO (ITALPRESS) – “Dietro le macchine e le tecnologie d’avanguardia ci sono delle persone che operano con grande professionalità e molto spesso oltre i limiti. L’apertura della nuova terapia intensiva del Policlinico Giaccone è il raggiungimento di un risultato, per cui esprimo il più sentito plauso, ottenuto con uno sforzo collettivo”. Lo ha detto il Rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri. “Ringrazio Antonino Giarratano, il Commissario Straordinario Caltagirone, l’ingegnere D’Urso, il Presidente Musumeci, l’Assessore Razza e tutti i colleghi e i tecnici dell’Ateneo e dell’AOUP, tra i migliori del nostro Paese, che si sono profusi con dedizione ed impegno per rispondere ad un’esigenza per la tutela della salute di tutta la nostra comunità”.
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Quirinale, Di Battista “Spettacolo indecoroso della politica”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo sia uno spettacolo poco decoroso, sia per i nomi che circolano ma soprattutto in virtù della manifesta visione di un distanziamento che vi è tra pubblica opinione e politica. C’è una disaffezione totale dei cittadini, le persone non votano più perchè si rendono conto di non avere la licenza di incidere”. Lo ha detto Alessandro Di Battista, ospite di ‘Agendà su Sky TG 24 a proposito dell’elezione del presidente della Repubblica. “Nel 2018 ha votato per un governo di cambiamento e oggi si ritrovano con Brunetta ministro, Carfagna ministro, Draghi presidente del Consiglio – prosegue l’ex esponente del Movimento 5 Stelle – si trovano partiti che riescono a tirare fuori il nome di Berlusconi, oppure Draghi che dovrebbe lasciare Palazzo Chigi e un lavoro che non è stato fatto bene o concluso. Oppure Casini, Pera, Letta, Amata… Con tutto il rispetto dei dinosauri della prima Repubblica con passati torbidi, vederli come ipotetici Capi dello Stato in un momento drammatico sotto il livello sociale, economico e psicologico”. “Draghi nel discorso di insediamento parlò di riforme cavouriane, cosa è stato fatto? Nulla, quindi ci sarà ancora da fare. Come può un Presidente del Consiglio che cita Cavour stare zitto nella speranza di poter traslocare al Quirinale? Per me è indecoroso, è diserzione”. “Il patto di stabilità non è servito a nulla. Io sono convinto che Conte sia stato sostituito da Draghi anche per un necessario e sacrosanto indebitamento fatto in epoca pandemica per ristorare tante persone – prosegue l’ex esponente del M5S – i denari messi a disposizione per il caro bollette sono incredibilmente insufficienti”. “Movimento 5 Stelle? Ho provato a indicare determinati errori ma mi hanno trattato come Laocoonte. Oggi Conte ha ragione, sono convinto che si stia giustamente opponendo all’elezione di Draghi al Quirinale”. “Conte non deve mollare, deve tenere la barra dritta perchè è importante per la democrazia stessa – prosegue l’ex esponente del M5S – Stanno unendo l’elezione del Capo dello Stato alla formazione del prossimo governo, è uno stupro della democrazia”.
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Quirinale, Mastella “Ricordo la prima volta con Casini ad Arcore…””

ROMA (ITALPRESS) – “Io e Pier ci siamo conosciuti all’interno della Democrazia cristiana. Lui era un giovane brillante deputato bolognese, molto vicino ad Arnaldo Forlani e ad Antonio Bisaglia, io invece ero giovane ma meno di lui ed ero il portavoce della Dc di Ciriaco De Mita”. Lo ha detto, in un’intervista al Corriere della Sera, Clemente Mastella. “Pier ha sempre avuto un atteggiamento di grande compostezza tipico dell’essere democristiano, rispettoso degli avversari, senza nessun eccesso nei toni”. “Iniziammo a capire che la Dc era al crepuscolo. Una stagione era finita. Pier guardava il sole che tramontava dall’osservatorio di Bologna, dove la Dc era stata in minoranza. Io invece osservavo la decadenza della Dc dal Mezzogiorno dove il partito superava il 40 per cento”. E’ il 2001 il Paese è diviso fra berlusconiani e antiberlusconiani. “E Pier si fa apprezzare da tutto l’emiciclo per l’alto senso istituzionale. Diede la deroga a Fausto Bertinotti a costituire il gruppo di Rifondazione comunista alla Camera. Con tanto di applausi”. Ma bastano queste qualità per arrivare al Quirinale? “Come si dice dalle mie parti ha la cazzimma necessaria per mettere insieme il temperamento nordico e la simpatia meridionale”.
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