ROMA (ITALPRESS) – “Secondo le nostre più recenti valutazioni, l’attività economica crescerebbe quest’anno a ritmi prossimi al 4%. Tali valutazioni si basano sull’ipotesi che l’attuale risalita dei contagi non comporti un forte inasprimento delle misure di contenimento, grazie ai progressi della campagna di vaccinazioni e all’esperienza maturata nel convivere con l’epidemia, adottando provvedimenti più mirati e minimizzandone così le ripercussioni negative sull’economia”. Così Luigi Federico Signorini, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, intervenendo a un webinar. Secondo Signorini “l’attività economica tornerebbe a espandersi in misura sostenuta dalla primavera, trainata principalmente dalla domanda interna. I consumi delle famiglie, frenati nella prima parte dell’anno dall’incertezza sull’evoluzione dell’epidemia e dagli effetti del rincaro dei beni energetici, tornerebbero a espandersi a ritmi robusti, grazie alle misure di stimolo, al miglioramento della situazione occupazionale e a un graduale ritorno della propensione al risparmio verso i più contenuti livelli precedenti la crisi pandemica. Gli investimenti, dopo il forte rialzo registrato lo scorso anno, continuerebbero a crescere a tassi elevati, sospinti dal miglioramento delle prospettive di crescita, da condizioni di finanziamento distese e dalle risorse a sostegno degli investimenti pubblici e privati previste nel Pnrr e nella legge di bilancio”. Inoltre “gli effetti dei rincari dei beni energetici sulla dinamica dei prezzi al consumo si attenuerebbero progressivamente, esaurendosi verso la fine di quest’anno”. Per il Dg di Bankitalia, comunque, “l’incertezza attorno a questo scenario di crescita è assai elevata. Nel breve termine è principalmente connessa al quadro epidemiologico, il cui deterioramento potrebbe determinare limitazioni più stringenti alla mobilità e incidere sulla fiducia di consumatori e imprese ostacolando la ripresa dell’attività economica. Nel medio termine, le proiezioni rimangono condizionate alla piena e tempestiva attuazione dei programmi di spesa inclusi nella manovra di bilancio e degli interventi previsti dal Pnrr”, ha concluso.
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Pil, per Bankitalia verso +4% ma rischi da pandemia e attuazione Pnrr
L’ultimo “mussin” veneziano restaurato per la regata storica 2022
VENEZIA (ITALPRESS) – La scommessa è stata lanciata: fare in modo che l’ultimo “mussin” rimasto a Venezia, imbarcazione in legno, semplice e veloce, variante povera del ‘gondolin da fresco’, possa partecipare alla Regata storica del 2022, aprendo, come da tradizione, il varco ai gondolini in gara. E’ l’obiettivo della Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati, sodalizio nato nel 1867, che negli ultimi mesi ha promosso il progetto “mussin” con l’intento di raccogliere i fondi necessari al restauro della barca proveniente dalla collezione dell’Associazione veneziana Arzanà. Il legno per il recupero funzionale del “mussin” verrà offerto dal “Consorzio legno della Regione Veneto”, a simboleggiare l’antico legame della città, dai tempi della Serenissima, con il Cansiglio e il suo bosco. Il costo per la manodopera sarà invece sostenuto dalla solidarietà di tanti veneziani (43 per l’esattezza, per un ammontare di 1.790 euro) che hanno aderito al progetto donando un contributo di 20 euro ciascuno. Anche l’assessore all’Artigianato Sebastiano Costalonga ha voluto partecipare all’iniziativa e testimoniare, anche simbolicamente, l’attenzione dell’Amministrazione comunale nei confronti di un settore così importante per la tutela delle tradizioni cittadine.
“Realizzato nel 1975 dal maestro d’ascia Mario Bote, – ha spiegato Cesare Peris, ‘Gastaldo’ della Società di Mutuo soccorso Carpentieri e Calafati – il mussin viene definito barca da sollazzo perché può essere portata da quattro vogatori oppure da due con altrettanti passeggeri a bordo. Il nostro intento è ricostruire un pezzo di storia della nostra città: il progetto aiuterà le nuove generazioni a comprendere da dove veniamo e a ricordare che anche Mestre, dove proprio queste imbarcazioni arrivavano, ha una sua natura anfibia”. “Il sopralluogo allo squero di Sant’Isepo che ho compiuto questa mattina insieme al presidente della VII Commissione consiliare Nicola Gervasutti – ha dichiarato l’assessore Costalonga – vuole essere una dimostrazione di vicinanza verso il mondo della cantieristica tradizionale. A Venezia ci sono realtà uniche come gli Squeri che l’Amministrazione comunale ha il dovere di valorizzare e tutelare.
Gli interventi di riqualificazione da realizzare in alcuni casi sono molti e costosi, ma la nostra volontà è quella di trovare una soluzione per consentire a queste realtà di rimanere vive e vitali nel tessuto cittadino, preservando e valorizzando figure professionali come quelle dei maestri d’ascia, testimonianza della continuità di una tradizione secolare”.
“Nei prossimi giorni – ha aggiunto Costalonga – si svolgerà un incontro tecnico per verificare carte alla mano la situazione e trovare la soluzione migliore. E’ importante che tutti i consiglieri comunali siano coinvolti in questo progetto, che contribuirebbe a dare sbocchi professionali diversi rispetto alla monocultura turistica: per questo ho chiesto al presidente della Commissione Patrimonio di essere presente affinché possa organizzare al più presto una seduta specifica”.
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Farnesina, la Sala dei Trattati Europei intitolata a Sassoli
ROMA (ITALPRESS) – La Sala dei Trattati Europei della Farnesina è stata intitolata a David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo scomparso l’11 gennaio scorso all’età di 65 anni.
“Si tratta di un gesto simbolico ma per me carico di significato, non solo per onorare la memoria del presidente Sassoli, ma anche per portarne avanti i valori e l’ideale di Europa”, ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della cerimonia d’intitolazione. Di Maio ha ricordato le parole pronunciate da Sassoli nel giorno del suo insediamento a Strasburgo: “”L’Unione Europea non è un incidente della storia”, ecco ora quello che possiamo fare per rendere onore alla memoria del presidente Sassoli è continuare a perseguire quell’ideale di un’Europa migliore che tanto ha animato la sua azione, era consapevole che solo un’Europa forte e coese sarebbe stata in grado di rispondere adeguatamente alle sfide complesse del mondo di oggi, una missione che credo dovremmo impegnarci tutti oggi a raccogliere”.
Per il ministro Di Maio “sta a noi, nella sua memoria, portare avanti il progetto di un’Europa più solida, più ambiziosa, più pronta per le prossime sfide”.
Nella sala dei Trattati Europei sono custodite le copie originali dei trattati di Roma, “è la sala dove tutti passano quando vengono alla Farnesina – ha aggiunto Di Maio -. Quando David veniva a trovarmi guardava i trattati in quelle teche, li guardava con gli occhi della meraviglia, ed era anche il modo in cui ascoltava le persone”.
Alla cerimonia, accanto alla famiglia di Sassoli, hanno partecipato alte cariche dello Stato, tra le quali i presidenti di Senato e Camera, Maria Alberti Casellati e Roberto Fico.
“Vedere questa sala, che è il tempio dei trattati europei, intitolata a David, credo sia il migliore regalo che noi potessimo fare alla stessa idea italiana di Europa”, ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta. “David Sassoli è stato un visionario, un innovatore, in tutto il suo impegno ha sempre innovato, partendo dai trattati per andare oltre”, ha aggiunto. Per il suo predecessore alla presidenza del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, “è giusto intitolare questa sala a David, dietro questi trattati ci sono persone che guardano all’Europa che difende i valori, il suo nome e il suo volto devono farci ricordare che l’Europa ha un’anima, dei valori comuni da difendere. Ricordo un uomo che ha difeso valori che sono comuni, non che sono di parte, fare politica senza valori, credere in un’Europa senza anima vuol dire non avere un’Europa”. Una targa, nella sala dei Trattati Europei, ricorderà sempre l’impegno di David Sassoli.
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Quirinale, Letta “Nessuno ha il diritto di prelazione”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ andata molto bene. Ci siamo detti che il bluff di questi mesi è finito: nessuno ha il diritto di prelazione sul Colle. Il candidato va scelto insieme. E’ il momento della serietà”. Lo dice il segretario del Pd Enrico Letta, in un’intervista all’Huffington Post, in merito al vertice con Giuseppe Conte e Roberto Speranza.
Quanto alla candidatura di Berlusconi, “proprio ora che si è rivelata illusoria, resta quel che ho sempre detto sin dall’inizio: non c’erano i presupposti per una forzatura, e serve uno schema diverso. Prima dentro il centrodestra si supera questa contraddizione, meglio è”.
Per Letta “in questo Parlamento, nessuno ha diritto di prelazione. Direi che la messinscena può finire”.
Il leader dem torna sulla sua proposta: “Lo si chiami “patto” o in un altro modo, quel che conta è che ora è chiaro a tutti ciò che noi diciamo da tempo. E cioè che non è con la strategia della spallata che si eleggerà il Presidente. Questo diritto se lo è autoattribuito la destra con una logica di assalto al Colle che è già naufragato. Ora inizia la partita vera. E mi auguro che prevalga un senso di responsabilità. E’ arrivato il momento di parlarsi e di trovare un nome condiviso. Serve un accordo su una personalità in linea con quel che ha rappresentato Mattarella, un anno di vita forte e produttiva del governo e riforme per la buona politica, di cui il paese ha bisogno e che sono alla nostra portata”.
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Scuola, Bianchi “Il 93,4% delle classi è in presenza”
ROMA (ITALPRESS) – “Con il Ministero monitoriamo con continuità la scuola tramite il sistema SIDI che raggiunge tutte le scuole. In tempo pressochè reale abbiamo gli allievi in presenza e il numero di allievi non presenti, il numero di coloro che seguono a distanza. Alle ore 12 di oggi abbiamo una fotografia in grado di dare copertura dell’80,2% su oltre 374 mila classi. Il 93,4% delle classi è in presenza, di cui 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza, le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. In termini di studenti: in presenza è l’88,4%”. Così il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante l’audizione a Commissione Cultura, sull’organizzazione delle attività scolastiche nell’attuale contesto di pandemia di Covid-19. “Per l’infanzia i numeri di alunni positivi o in quarantena sono il 9%, per converso quelli in presenza sono il 91, per la primaria il 10,9% e per la secondaria di primo e secondo grado, alunni in DAD o in didattica integrata sono il 12,5%. Questi sono i numeri di oggi alle 12. Il personale sospeso perchè inadempiente con la vaccinazione è lo 0,9%”.
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Ue, Macron “Ambiente e aborto nella Carta dei diritti fondamentali”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nella Carta dei diritti fondamentali in Europa, che “va aggiornata”, dovrebbero entrare anche “la tutela dell’ambiente e il riconoscimento dell’accesso all’aborto”. A chiederlo è il presidente francese, Emmanuel Macron, nella presentazione alla Plenaria del Parlamento europeo del semestre di presidenza francese dell’Ue.
Macron ha evidenziato l’importanza dello Stato di diritto per le Istituzioni europee, sul quale esse devono necessariamente basarsi nella presa delle proprie decisioni. “L’Europa si fonda su una promessa tripartita di vitale importanza, su una promessa di democrazia, di progresso e di pace”, ha detto il presidente francese nell’Europarlamento.
Punto successivo del suo discorso è quello relativo al lavoro in Europa, che si cercherà di rendere sempre meglio remunerato. Fra gli obiettivi, in questo ambito, rimane quello di colmare il gap salariale, che ancora si registra fra uomini e donne, segno della persistente presenza di una discriminazione di genere.
Non mancano delle importanti prese di posizione in merito all’argomento sempre caldo dell’immigrazione, strettamente connesse alla gestione dei confini europei da parte delle istituzioni.
“La presidenza francese porterà una riforma dello spazio di Schengen, con la quale si potranno ridefinire le frontiere dell’Europa, sempre nel rispetto della promessa originale di uno spazio interno di circolazione libero”, ha spiegato. Per Macron “è necessario definire una nuova alleanza con l’Africa, direttamente coinvolta negli affari del Mediterraneo, affinchè sia possibile combattere insieme l’immigrazione irregolare”.
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Salute al primo posto tra i buoni propositi degli italiani per il 2022
ROMA (ITALPRESS) – Si è concluso da poco il 2021, un altro anno caratterizzato dalla pandemia e terminato con un notevole aumento dei contagi durante il periodo natalizio. Facendo un resoconto complessivo del 2021, il 42,7% degli italiani lo archivia in modo negativo e per la maggioranza degli intervistati è stato un anno trascorso sugli stessi livelli del 2020, quando la pandemia si è diffusa nel nostro Paese. A gennaio 2020, prima dello scoppio dell’emergenza Covid, “solo” il 29,2% degli intervistati riteneva il 2019 un anno negativo per la propria vita.
Anche per il 2022 si chiedono cambiamenti nella salute e nel lavoro, ma la pandemia ha cambiato l’ordine delle priorità. Se fino al 2021 il lavoro e la stabilità economica venivano prima di tutto, oggi è la salute (19,2%) ad avere la precedenza sul resto e sono sempre di più quelli che tra i buoni propositi per il nuovo anno, al primo posto, mettono quello di godere di una buona condizione fisica e aumenta anche la voglia di riuscire, finalmente, a realizzare i propri progetti.
Dati Euromedia Research – Realizzato il 18/01/2022 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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Covid, più difficile il ricambio generazionale nelle imprese familiari
ROMA (ITALPRESS) – La pandemia ha avuto i suoi effetti anche sulle imprese familiari italiane, facendo emergere come il ricambio generazionale sia ancora un tema molto delicato sul quale occorre prestare particolare attenzione. Guido De Vecchi, amministratore delegato di Siref Fiduciaria (Gruppo Intesa Sanpaolo), in un’intervista all’Italpress ha fatto il punto della situazione.
“La pandemia – ha spiegato – ha avuto un effetto molto violento sulla perdita di una buona parte di imprenditori italiani che erano ancora in giovane età, tra 55 e 65 anni, che non avevano ancora pianificato il passaggio generazionale e che improvvisamente sono venuti meno. La struttura corporate in Italia sui settori strategici – ha aggiunto – è solida, sana e ben presidiata, soprattutto da Intesa Sanpaolo e Fideuram che seguono questi temi ormai da più di cento anni. E’ abbastanza in salute – ha proseguito – perchè la liquidità è ben gestita. La nostra è una visione positiva con un’attenzione particolare al passaggio generazionale che è uno dei temi più delicati”.
In Italia la leadership aziendale è detenuta in gran parte dai membri della stessa famiglia e si registrano difficoltà ad accogliere giovani e manager fuori dall’ambito familiare.
“Questo è un tema fondamentale”, ha sottolineato De Vecchi. “Il dato storico ci dice che è difficile che le aziende superino la seconda generazione e nella terza c’è un’alta probabilità di default o che l’azienda venga venduta”. L’ad di Siref Fiduciaria si è soffermato in particolare sugli “imprenditori attualmente al comando delle aziende che hanno difficoltà a passare il testimone. Questo è un momento strategico – ha spiegato -, la pandemia ha decimato centinaia o migliaia di imprenditori in un’età in cui erano ancora in grado di guidare l’azienda ma non avevano pianificato la successione e anche perchè parecchi di loro sono ultrasettantenni. In Italia, rispetto alla Francia e alla Germania, la probabilità che le società siano guidate da ultrasettantenni è più alta per il 70%”, ha evidenziato De Vecchi, spiegando anche che alcuni di questi imprenditori hanno “difficoltà a inserire gli eredi, un pò perchè non hanno insegnato loro il mestiere, un pò perchè non hanno ancora deciso chi sarà il delfino”.
In questa circostanza, dunque, nel caso di “un’improvvisa perdita dell’imprenditore”, gli eredi potrebbero trovarsi “costretti a vendere”.
Di fronte a queste criticità si pensa alle possibili soluzioni. “Il vero valore aggiunto di Siref in un gruppo come Intesa Sanpaolo e Fideuram – ha detto – è proprio il fatto di far parte di un campione europeo leader nel wealth management e che è in grado di focalizzare il passaggio generazionale molto prima che questo debba avvenire. Siamo in grado – ha concluso – di gestire il timing dell’operazione, di identificare quali possono essere i delfini in azienda, fare in modo che ci siano le nuove competenze e le nuove generazioni in grado di coprire tutte le aree strategiche della società”.
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