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Approvata la legge sulla tutela delle botteghe storiche

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato con 29 voti favorevoli e 9 astenuti, la proposta di legge denominata “Disciplina per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche”. Con questa legge la Regione Lazio intende promuovere e tutelare il valore di attività storiche che rappresentano il tessuto culturale del nostro Paese e del nostro territorio.
“Approviamo oggi una legge che va incontro alle esigenze di tutta la popolazione. Le botteghe storiche sono un patrimonio non solo di chi tutti i giorni da decenni esercita determinate attività, ma anche della popolazione del territorio regionale. Una via ricca di negozi storici contribuisce a tenere viva la memoria di mondi che rischiano di sparire, che rendono il nostro panorama culturale di valore inestimabile. Grazie alle consigliere e ai consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto” afferma Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
“Questa legge interessa i locali storici, i locali e le botteghe connotati da valore storico-artistico e architettonico; le botteghe d’arte e di antichi mestieri, le botteghe nelle quali sono svolte, in modo documentabile da almeno 50 anni, attività artistiche consistenti anche in creazioni, produzioni e opere di elevato valore artistico e attività artigiane e commerciali che hanno conservato antiche lavorazioni e tecniche di produzione che rischiano di scomparire; attività tradizionali, le attività di commercio e somministrazione in sede fissa svolte in modo documentabile da almeno 50 anni nello stesso locale con la stessa tipologia di vendita, somministrazione o lavorazione.
Nella disposizione di legge un ruolo centrale è esercitato anche dai Comuni, che dovranno redigere, secondo tempistiche indicate nell’articolato, un apposito piano comunale delle botteghe storiche presenti sul proprio territorio, e lo trasmetteranno alla Regione, che istituirà un elenco. L’inserimento nell’Elenco regionale comporterà l’acquisizione della qualifica di bottega storica, con il rilascio di un’attestazione e di un logo di riconoscimento. Potranno essere iscritti anche i mercati e le fiere” continua.
“La legge istituisce un Fondo regionale per la tutela e la valorizzazione di queste botteghe e dei locali storici. La Regione ha il compito di ripartire i finanziamenti derivanti dal Fondo tra i comuni che ne fanno richiesta secondo i criteri relativi al numero di botteghe storiche e di antichi mestieri riconosciuti e inseriti nei piani comunali. I beneficiari dei finanziamenti devono sottoporsi ai vincoli indicati all’interno della legge” conclude Vincenzi.
“Un provvedimento importante che tutela le attività più antiche e preziose del nostro panorama commerciale, ma che non si limita a tutelare l’attuale, lavorando anche per garantire il loro futuro” ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli.
“Il provvedimento – ha sottolineato Orneli – vuole promuovere e valorizzare le produzioni, le conoscenze e le pratiche di eccellenza, tutelando i mestieri a rischio di estinzione. Con una dotazione finanziaria complessiva di 2,4 milioni di euro, vengono destinati sostegni agli esercizi delle antiche botteghe e delle attività storiche. Previste inoltre attività di formazione rivolte ai giovani aspiranti artigiani che intendono investire il proprio futuro su questo settore.
“Voglio ringraziare – ha concluso Orneli – la consigliera Marta Leonori, prima firmataria della legge, e tutto il Consiglio Regionale per il lavoro svolto che ci ha portati ad approvare un provvedimento importantissimo per il rilancio dell’economia della nostra regione”.
“Con l’approvazione della proposta di legge per la salvaguardia e la valorizzazione delle botteghe storiche la Regione Lazio avvia una nuova stagione per gli esercizi commerciali e artigianali della Capitale e dei moltissimi borghi di cui è ricco il nostro territorio. Accanto al principale obiettivo di non far spegnere le luci di alcune delle attività tradizionali – specialmente a Roma – si affianca l’ambizione di fare degli antichi mestieri il perno di un nuovo sviluppo delle imprese artigiane basato su innovazione, digitale ed economia circolare, con uno sguardo attento al loro ruolo come punto di riferimento delle comunità e nei servizi di prossimità. Fondamentale sarà, in questo senso, il contributo dei Comuni, incaricati dalla norma di redigere dei piani da trasmettere alla Regione, che provvederà al censimento e all’istituzione di un apposito elenco regionale per l’attribuzione della qualifica di bottega storica” afferma la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni.
“La legge prevede anche la possibilità di erogare contributi finanziari regionali a sostegno di proprietari e gestori, che tra mille difficoltà sono riusciti a resistere alla pesantissima crisi del settore innescata dalla pandemia da Covid-19. Proprio a loro il Consiglio regionale vuole lanciare con questa legge un messaggio di riconoscimento come prezioso patrimonio sociale e culturale da tutelare e trasmettere alle nuove generazioni e come veicolo del futuro che immaginiamo per le nostre città e i nostri borghi” conclude.
(ITALPRESS).

Anemia falciforme, una terapia per prevenire le crisi vaso-occlusive

ROMA (ITALPRESS) – Novartis ha annunciato oggi che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità Adakveo (crizanlizumab) per la prevenzione delle crisi vaso-occlusive (vaso occlusive crises – VOC) ricorrenti nei pazienti con malattia a cellule falciformi di età uguale e superiore a sedici anni che abbiano presentato almeno due VOC nel corso dei dodici mesi precedenti. Crizanlizumab – al quale AIFA ha riconosciuto il requisito dell’innovatività condizionata – può essere somministrato come terapia aggiuntiva a idrossiurea/idrossicarbamide (HU/HC) o come monoterapia nei pazienti per i quali HU/HC è inappropriata o inadeguata, dove per inappropriata/inadeguata si intende una efficacia non sufficiente o la presenza di problematiche di tollerabilità, insufficiente compliance.
L’anemia falciforme, che in Europa colpisce circa 50.000 persone, in Italia è considerata una patologia ematologica rara a causa della difficoltà di tracciamento e diagnosi: quelli registrati con un quadro clinico grave sono circa 2.500-2.800, sebbene secondo gli esperti esista un sommerso importante pari a circa il doppio dei pazienti. Crizanlizumab, designato farmaco orfano, si lega alla P-selectina, una proteina di adesione cellulare che svolge un ruolo centrale nelle interazioni multicellulari che possono provocare vaso-occlusione.
Le crisi vaso-occlusive (VOC) sono eventi gravi, imprevedibili e possono rappresentare delle vere emergenze sanitarie a causa della loro rapida evoluzione e alta mortalità. Secondo quanto evidenziato dalla ricerca internazionale SWAY (Sickle Cell World Assessment Survey), il 91% dei pazienti riferisce almeno una crisi vaso-occlusiva nei 12 mesi antecedenti all’indagine. Complessivamente i pazienti hanno riferito una media di 5,3 VOC nei 12 mesi precedenti di cui la maggior parte gestite con intervento medico.
“L’approvazione della rimborsabilità in Italia della prima terapia mirata per le crisi vaso-occlusive ricorrenti rappresenta una notizia molto importante sia per la comunità dei pazienti sia per i clinici – ha commentato Lucia De Franceschi, Professore Associato di Medicina Interna, AOUI Verona ed Università degli Studi di Verona – Crizanlizumab, grazie al suo peculiare meccanismo, agisce direttamente sulla vasculopatia infiammatoria cronica, che sta alla base delle numerose complicanze cliniche dei pazienti con sindrome falciforme. Inoltre, crizanlizumab ha un profilo di unicità che lo rende molto interessante per noi medici perchè potrebbe aiutarci a gestire anche quei pazienti che hanno fallito o non accettano terapie considerate standard”.
Da un progetto di medicina narrativa di Fondazione ISTUD, promosso da Novartis, è emerso inoltre in maniera evidente come l’anemia falciforme abbia un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti, dalla sfera affettiva a quella professionale o scolastica: nei periodi in cui si manifestano i sintomi, infatti, le persone con anemia falciforme fanno fatica a concentrarsi e a svolgere le proprie attività di studio o quelle lavorative. Mediamente si assentano 39 giorni dal proprio posto di lavoro o da scuola. Anche le altre attività di vita quotidiana, come per esempio fare la spesa sono spesso compromesse dalla malattia. A questo si aggiunge che più del 50% delle persone con anemia falciforme effettua trasfusioni almeno una volta al mese. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, dalle narrazioni si evince anche la grande voglia di farcela di queste persone con le cure e la giusta assistenza.
Rispetto alla diagnosi, nel 43% dei casi viene effettuata e comunicata da un centro diverso da quello in cui si è in cura attualmente, spesso rappresentato da un centro pediatrico. Non manca però chi è arrivato alla diagnosi dopo una peregrinazione tra più centri di cura (28%). In pochi casi la diagnosi è avvenuta in seguito a un evento traumatico durante il parto, oppure nello stesso centro presso il quale si è ancora in cura. Inoltre, in un terzo dei casi raccontati (33%) viene specificato come inizialmente si sia fatta una diagnosi diversa da quella di anemia falciforme, confusa con altre forme di anemia – in particolare la Beta Talassemia – o altre condizioni quali dolori della crescita e reumatismi.
“Siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a rendere disponibile per i pazienti e la classe medica la prima terapia mirata per le crisi vaso-occlusive ricorrenti nell’anemia falciforme – afferma Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia – Questo risultato testimonia come il nostro continuo impegno nella ricerca e sviluppo di soluzioni innovative sia in grado di portare un cambiamento importante nella gestione dei pazienti con questa patologia, ad oggi orfana di soluzioni terapeutiche”.
L’approvazione della rimborsabilità da parte di AIFA fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e alla stessa approvazione dell’EMA, emesso a ottobre 2020 sulla base dei risultati dello studio clinico SUSTAIN, i quali hanno dimostrato che crizanlizumab ha ridotto in modo significativo il tasso annuale mediano di VOC del 45% (1,63, rispetto al 2,98 del placebo (P=.010)). Sono state osservate riduzioni della frequenza delle VOC tra i pazienti a prescindere dal genotipo dell’anemia falciforme e/o dall’uso di idrossiurea/idrossicarbamide (HU/HC). E’ stato riscontrato un aumento di oltre il doppio della percentuale di pazienti senza VOC che hanno completato lo studio, rispetto al placebo. Nel corso dello stesso studio, crizanlizumab ha dimostrato di ridurre il tasso annuale mediano di giorni di ricovero in ospedale del 42% (4,0 giorni per crizanlizumab vs 6,87 giorni per il placebo).
Sulla base degli studi clinici, crizalizumab presenta inoltre un profilo di sicurezza favorevole: sono stati infatti evidenziati eventi avversi similari tra i pazienti trattati con la terapia e il gruppo placebo.
(ITALPRESS).

Quirinale, vertice Letta-Conte-Speranza “Nessun diritto di prelazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”. Lo affermano su twitter il segretario del Pd, Enrico Letta e i leader di M5S e Leu, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, al termine dell’incontro.
(ITALPRESS).

Giustizia, Cartabia “Servono tempi ragionevoli nei processi”

ROMA (ITALPRESS) – “L’azione del Ministero è stata determinata verso un obiettivo cruciale: riportare i tempi della giustizia verso la ragionevolezza come prevede la Costituzione e l’UE. I processi troppo lunghi costituiscono un vulnus per tutti, per i condannati, per gli innocenti e soprattutto per le vittime e la società che non ottengono in tempi ragionevoli un accertamento dei fatti”. Così la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nella sua Relazione sull’amministrazione della Giustizia al Senato. “C’è carenza di spazi adeguati e risorse umane. I grandi e nobili principi costituzionali e europei hanno bisogno di solido realismo e di pragmatica concretezza per non ridursi a vuota retorica. I grandi principi hanno bisogno di risorse, spazi, strumenti informatici funzionanti e edifici agibili. Sembrano cose scontare ma non lo sono nel nostro sistema attuale. Il ministero sta agendo in questo senso in continuità con l’operato del ministero precedente. Spettano al Ministero l’organizzazione e il mantenimento dei servizi per la giustizia” ha aggiunto.
(ITALPRESS).

Salario minimo, Orlando “Strumento che integra la contrattazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il salario minimo è uno strumento che integra la contrattazione”. Così Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenuto a Radio anch’io su Rai Radio 1. “I diritti dei lavoratori sono complessi. Non si tratta di approvare il salario minimo ma di combinarlo con elementi che non destrutturino la contrattazione”, ha aggiunto il Ministro Orlando.
(ITALPRESS).

Costa “Il sistema dei colori non ha più senso, resti solo zona rossa”

ROMA (ITALPRESS) – “Ora che c’è il super green pass e lo scenario è cambiato che senso hanno ancora i colori delle Regioni?”. Lo dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa in una intervista al Corriere della Sera. “Bisogna avviare con le Regioni – aggiunge – un percorso per il loro superamento. Dobbiamo ricordarci come è nato quel sistema. In tempi nei quali il crescere del contagio rendeva necessario porre in atto limiti alla libertà generalizzata”. Costa ricorda che “sono state messe a punto misure più restrittive e puntuali. C’è il super green pass e la semplificazione. E c’è una platea del 90 per cento di vaccinati. Di fronte a questo il sistema dei colori generalizzati non ha più senso. L’unico criterio che deve rimanere è quello della zona rossa”. Non è pericoloso? “Ne ho parlato con qualche interlocutore nel comitato scientifico e condividono. Bisogna semplificare e agevolare”.
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Berrettini e Sonego al 3° turno degli Australian Open

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego al terzo turno degli Australian Open, primo Slam del 2022 (montepremi 54,2 milioni di dollari) in corso sul cemento del Melbourne Park. Il romano, settima testa di serie, si è imposto in quattro set, con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-1 sullo statunitense Stefan Kozlov, numero 169 del ranking, in tabellone grazie a una wild card. Prossimo avversario per il numero 1 azzurro il 18enne spagnolo Carlos Alcaraz, n.31 del ranking e del seeding, che ha battuto in tre set il serbo Lajovic (6-2, 6-1, 7-5).
Avanza anche il torinese Lorenzo Sonego, n.26 Atp e 25esima testa di serie, che ha battuto 2-6, 6-2, 6-3, 6-1 il tedesco Oscar Otte, numero 96 ATP. Prossimo ostacolo il serbo Miomir Kecmanovic, n.77 del ranking, che ha eliminato in tre set lo statunitense Tommy Paul con il punteggio di 7-6 (7), 7-5, 7-6 (8).
Nel tabellone femminile Camila Giorgi accede al terzo turno, eliminate Martina Trevisan e Lucia Bronzetti. La numero 1 azzurra, 30esima testa di serie, si è imposta 6-2, 7-6 sulla ceca Tereza Martincova e adesso dovrà affrontare la regina della classifica Wta, l’australiana Ashleigh Barty che, intanto, ha eliminato al secondo turno la romagnola Lucia Bronzetti, chiudendo con un duplice 6-1. Niente da fare anche per Martina Trevisan, numero 111 Wta, battuta 6-0, 6-3 dalla spagnola Paula Badosa, ottava testa di serie del tabellone.
(ITALPRESS).

Juve ai quarti di Coppa Italia, 4-1 alla Sampdoria

TORINO (ITALPRESS) – Convincente nel gioco e spietata in zona gol. La Juventus ha conquistato la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia battendo, all’Allianz Stadium di Torino, la Sampdoria per 4-1 in una gara in cui sulle due panchine erano seduti rispettivamente Marco Landucci per la squalifica di Massimiliano Allegri e Felice Tufano (tecnico della formazione primavera blucerchiata), in attesa del ritorno di Marco Giampaolo che prenderà il posto dell’esonerato D’Aversa. La Juventus è partita subito forte tenendo in scacco la Sampdoria nella propria metà campo e al 25′ è stato Cuadrado a sbloccare la sfida su punizione fischiata, al limite dell’area, per fallo di Bereszynski su Morata. Lo stesso difensore polacco è stato suo malgrado protagonista sulla conclusione rasoterra del colombiano che è passata sotto le sue gambe prima di infilarsi alla sinistra del portiere Falcone. Appena un minuto e la Juventus ha nuovamente trovato il gol con Morata, ma l’arbitro Fourneau, supportato dal VAR, ha annullato per un precedente fallo a centrocampo di Rabiot su Rincon che aveva innescato l’azione dei padroni di casa.
Rugani ha trovato il raddoppio in avvio di ripresa: da un cross pennellato da destra da Arthur, il difensore della Juventus ha saltato più in alto di tutti anticipando Magnani e mettendo la palla in fondo al sacco alla destra di Falcone. In una serata in cui la Samp non ha quasi mai messo pressione alla Juve, alla prima conclusione blucerchiata è arrivata la rete del 2-1 con Conti che, imbeccato da Thorsby al 18′, ha lasciato partire un diagonale andato a sbattere contro il palo prima di infilarsi in porta. Quattro minuti e la Juve è tornata a +2: Locatelli è intervenuto su un passaggio sbagliato di Falcone anticipando Magnani, ha servito Dybala che di sinistro ha trafitto l’estremo difensore doriano e, contrariamente a quanto fatto sabato scorso in campionato, stavolta ha esultato. Il poker della Juventus è arrivato al 32′ su rigore realizzato da Morata e procurato dal giovane Akè, appena entrato, e messo giù in area da Augello. Finisce 4-1, Juve ai quarti di finale contro la vincente del match di domani tra Sassuolo e Cagliari.
(ITALPRESS).