ROMA (ITALPRESS) – Mario Draghi “è una persona dotata di grande autorevolezza, ma oggi non ho gli elementi per dire come voterebbe Fratelli d’Italia davanti a una sua candidatura al Quirinale”. Lo dice Giorgia Meloni in una intervista alla Stampa, aggiungendo che quando Sergio Mattarella lascerà il Quirinale, la legislatura dovrà concludersi. Il mandato di un governo di unità nazionale affidato a Mario Draghi è – secondo la leader di Fratelli d’Italia – strettamente legato alla figura dell’attuale capo dello Stato. “Poi sia chiaro, per me le elezioni non sarebbero necessarie solo nel caso che Draghi andasse al Quirinale, ma in ogni caso, perchè credo che il mandato del premier sia strettamente legato alla figura di Mattarella – aggiunge – . Con un nuovo presidente della Repubblica si dovrebbe tornare a elezioni, chiunque egli sia” afferma la leader di Fratelli d’Italia che aggiunge che Il metodo da perseguire “deve essere sicuramente inclusivo, più persone rappresenta e meglio è. Con un ragionamento serio e aperto si può arrivare a personalità che vengono elette da una ampissima maggioranza, ma se si parte dalla presunzione che debba rappresentare sempre la stessa famiglia politica, cioè la sinistra, come se tutti gli altri fossero inadeguati, non ci siamo. “Non dico – conclude – debba essere per forza di centrodestra, ma vorrei un arbitro capace di far rispettare le regole e ragionare solo nell’interesse della nazione”.
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Quirinale, Meloni “Non so ancora se voterei Draghi, elezioni necessarie”
Dal Checco “L’Africa cresce, per le imprese italiane è un’opportunità”
ROMA (ITALPRESS) – “Nei Paesi dove siamo presenti, lo sviluppo economico può risolvere il problema dell’instabilità politica. Siamo abituati a una narrazione negativa, specialmente dell’Africa, dove sembrerebbe non valga la pena investire. Non è così. C’è un’altra faccia del continente che non si racconta. L’Africa cresce in modo esponenziale, dal 2000 in poi è stato il continente, dopo l’Asia che è cresciuto maggiormente, del 6-7% all’anno”. Lo afferma Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
“Alcune aree presentano delle criticità ma quei luoghi costituiscono comunque una grande opportunità di sviluppo economico per le nostre imprese. Gli italiani – continua – non sono visti come sfruttatori del momento favorevole per poi scappare. Le aziende italiane hanno una cultura diversa che investe in formazione, per questo sono ben viste e poi le infrastrutture italiane durano di più, hanno bisogno di poca manutenzione e sono più belle. Questa è l’eccellenza italiana”. Rispetto alla digitalizzazione, si tratta di “un abilitatore a nuovi modelli di comunicazione, business, esportazione, internazionalizzazione. L’evoluzione tecnologica permette di raggiungere quasi ogni tipo di sviluppo, rappresenta la grande opportunità che abbiamo in Africa, insieme al know how, i macchinari e le infrastrutture”, spiega il presidente di presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.
“L’Africa ha due caratteristiche, età media sotto i 20 anni che comporta una capacità di apprendimento agevolata e una forte diffusione della telefonia mobile. Questo può permettere l’esplosione della next generation, inoltre, progetti di grande innovazione per l’Africa e il Medio Oriente possono portare valore anche ai nostri territori”, aggiunge Dal Checco, che indica Sahel e Corno d’Africa come le due zone dove è più difficile sviluppare business ma “in tutte le altre parti del continente, anche se ci sono crisi politiche, sono interne e non inficiano sulle aziende e gli investimenti, non c’è il rischio enorme che si crede. E poi ci sono delle società che assicurano i progetti, come Sace”.
“I vaccini sono un tema importante – continua -, una maggiore diffusione faciliterebbe gli spostamenti e il fatto che alcuni non siano riconosciuti non aiuta. Abbiamo grandi prospettive per il futuro, abbiamo lavorato molto sulle relazioni con gli ambasciatori, stiamo firmando un memorandum, organizzeremo missioni specifiche e abbiamo creato un Tavolo insieme a Cassa Depositi e Prestiti, Sace, Simest e Ispi in cui ragioneremo o per settore di mercato o per alcuni territori specifici a seconda delle esigenze dei nostri associati per aiutare le imprese verso l’internazionalizzazione”.
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Tecchi “Anno eccezionale, sogno artistica maschile a Parigi 2024”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un anno davvero eccezionale, da non credere. Siamo riusciti a salire sul podio e conquistare medaglie in tutte le discipline in cui abbiamo gareggiato a livello mondiale ed europeo. I nostri tecnici e i nostri atleti sono stati super”. Il presidente della Federazione ginnastica d’Italia Gherardo Tecchi è orgoglioso del movimento italiano al termine di un 2021 pieno di soddisfazioni. Due importanti medaglie olimpiche, lo storico argento di Vanessa Ferrari al corpo libero e il bronzo delle Farfalle nella gara a squadre di ritmica, ma anche una lunga serie di grandi risultati a livello internazionale, a partire dalla medaglia d’oro al corpo libero conquistata da Nicola Bartolini ai Mondiali di Kitakyushu, in Giappone. “E’ stato un 2021 pieno di grandi soddisfazioni – ha detto Tecchi in un’intervista all’Italpress – Siamo riusciti a dimostrare che la nostra federazione è viva e che il nostro mondo è ai massimi livelli. Stiamo portando avanti tante belle cose in tutti i campi e vogliamo continuare a migliorare nel prossimo futuro”. Per chiudere un anno storico, la Federginnastica ha annunciato la pubblicazione dell’archivio digitale de “Il Ginnasta”, la storica rivista federale, in un progetto finanziato dall’Istituto per il Credito Sportivo. Ma non solo, perchè il presidente Tecchi ha firmato con il numero uno dell’Ics Andrea Abodi un protocollo d’intesa con nuovi prodotti finanziari agevolati dedicati alla federazione e a tutto il mondo della ginnastica. “Abbiamo fatto un grande regalo alla nostra famiglia, è Natale ed è giusto così – ha spiegato il numero uno della FGI – La convenzione che abbiamo sottoscritto con il Credito Sportivo permetterà alla nostra periferia e soprattutto alle nostre società di costruire una ginnastica migliore. Attraverso questa intesa vorremmo riuscire a portare sul territorio una nuova palestra in ogni regione: questo è il nostro obiettivo”. Dal punto di vista sportivo, la FGI è già pienamente impegnata nell’anomalo triennio olimpico, con Parigi 2024 distante soltanto due anni e mezzo. “Il mio sogno? Sembrerà strano, ma io spero di qualificare la squadra maschile di ginnastica artistica – ha confessato Tecchi – Per me è veramente fondamentale. Sarò ovviamente contento se si qualificheranno l’artistica femminile, la ritmica, il trampolino, ma sento dentro la speranza che si qualifichi la squadra maschile perchè ha grande forza e spero anche la fortuna che ci vuole: ultimamente siamo in debito da questo punto di vista, vedremo cosa succederà”.
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Tecchi “Anno eccezionale, sogno artistica maschile a Parigi 2024”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un anno davvero eccezionale, da non credere. Siamo riusciti a salire sul podio e conquistare medaglie in tutte le discipline in cui abbiamo gareggiato a livello mondiale ed europeo. I nostri tecnici e i nostri atleti sono stati super”. Il presidente della Federazione ginnastica d’Italia Gherardo Tecchi è orgoglioso del movimento italiano al termine di un 2021 pieno di soddisfazioni. Due importanti medaglie olimpiche, lo storico argento di Vanessa Ferrari al corpo libero e il bronzo delle Farfalle nella gara a squadre di ritmica, ma anche una lunga serie di grandi risultati a livello internazionale, a partire dalla medaglia d’oro al corpo libero conquistata da Nicola Bartolini ai Mondiali di Kitakyushu, in Giappone. “E’ stato un 2021 pieno di grandi soddisfazioni – ha detto Tecchi in un’intervista all’Italpress – Siamo riusciti a dimostrare che la nostra federazione è viva e che il nostro mondo è ai massimi livelli. Stiamo portando avanti tante belle cose in tutti i campi e vogliamo continuare a migliorare nel prossimo futuro”. Per chiudere un anno storico, la Federginnastica ha annunciato la pubblicazione dell’archivio digitale de “Il Ginnasta”, la storica rivista federale, in un progetto finanziato dall’Istituto per il Credito Sportivo. Ma non solo, perchè il presidente Tecchi ha firmato con il numero uno dell’Ics Andrea Abodi un protocollo d’intesa con nuovi prodotti finanziari agevolati dedicati alla federazione e a tutto il mondo della ginnastica. “Abbiamo fatto un grande regalo alla nostra famiglia, è Natale ed è giusto così – ha spiegato il numero uno della FGI – La convenzione che abbiamo sottoscritto con il Credito Sportivo permetterà alla nostra periferia e soprattutto alle nostre società di costruire una ginnastica migliore. Attraverso questa intesa vorremmo riuscire a portare sul territorio una nuova palestra in ogni regione: questo è il nostro obiettivo”. Dal punto di vista sportivo, la FGI è già pienamente impegnata nell’anomalo triennio olimpico, con Parigi 2024 distante soltanto due anni e mezzo. “Il mio sogno? Sembrerà strano, ma io spero di qualificare la squadra maschile di ginnastica artistica – ha confessato Tecchi – Per me è veramente fondamentale. Sarò ovviamente contento se si qualificheranno l’artistica femminile, la ritmica, il trampolino, ma sento dentro la speranza che si qualifichi la squadra maschile perchè ha grande forza e spero anche la fortuna che ci vuole: ultimamente siamo in debito da questo punto di vista, vedremo cosa succederà”.
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Damiano “Serve una transizione sociale che tuteli i lavoratori”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel passato il cambiamento era continuo ma più lento. Oggi siamo di fronte ad accelerazioni. Può mancare il fiato e bisogna evitare che manchi. Bisogna che la transizione sia anche sociale. Nel momento in cui un eccesso di digitalizzazione dovesse penalizzare i posti di lavoro, va accompagnata la transizione con tutele”. Lo ha detto Cesare Damiano, presidente di Lavoro&Welfare, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
Damiano, citando alcune analisi, ha spiegato che “probabilmente, considerando le tre fasce del lavoro, alta, media e bassa, avremo una spinta alla crescita nella fascia alta, in mansioni che ancora non sappiamo quali saranno. Nasceranno a livello alto – ha continuato l’ex ministro del Lavoro – nuove mansioni che richiederanno specializzazioni e competenze, poi avremo le mansioni basse che saranno sempre necessarie. In mezzo ci sarà lo schiacciamento”. Quindi, “l’elemento chiave nella transizione è passare da un’idea di una formazione generica a una formazione specialistica e su misura, che sia finalmente un diritto soggettivo e permanente del cittadino e del lavoratore”.
“La pandemia – ha affermato – ha avuto un effetto depressivo sull’economia e allo stesso tempo ha aiutato un processo di accelerazione formidabile. Per fortuna c’è stata una reazione positiva”, ha aggiunto, evidenziando “la differenza fra l’impatto della crisi del 2008 di carattere economico-finanziario e l’impatto di questa crisi di carattere sanitario. All’epoca la risposta, che a mio avviso era sbagliata, fu tagliare, soprattutto lo Stato sociale, cioè comprimere le protezioni e i diritti. Adesso andiamo esattamente nel segno opposto”.
“Questa transizione digitale, ecologica, infrastrutturale avrà anche un carattere sociale? Quale effetto avrà sul futuro del mondo del lavoro? Il primo è stato +6% di Pil nel 2021 a fronte di -9 del 2020. Quando cresce la produzione, cresce anche l’occupazione”, ha spiegato Damiano. Tuttavia, “per l’80%, quei nuovi posti di lavoro sono purtroppo a termine o interinali”.
In merito all’astensione dal lavoro proclamata da Cgil e Uil, il presidente di Lavoro&Welfare ha spiegato: “Mi stupisce il fatto che si parli così tanto di questo sciopero quasi che lo sciopero fosse un animale sconosciuto e noi fossimo in una situazione nella quale la pacificazione è assoluta perchè c’è Draghi al comando. Draghi – ha proseguito – sta facendo molto bene ma non fa tutto bene. Ci sono, per esempio, aspetti di carattere sociale che secondo me non vengono tenuti in sufficiente considerazione. Ad esempio, per quanto riguarda il tema sollevato dai sindacati per la questione del fisco, è evidente che c’è stata una disattenzione, in parte corretta, per quanto riguarda coloro che hanno i redditi più bassi”.
C’è anche la questione delle morti sul lavoro. “Il boom economico del 1960-1961 – ha ricordato Damiano – vide una crescita come quella di oggi. A quel tempo c’erano undici morti al giorno. Da undici oggi siamo a tre, ma è sempre tanto e stanno crescendo. Per questo parlo di una transizione sociale di qualità. Non vorrei che questa esplosione quantitativa – ha affermato – non avesse come pendant un’attenzione alla qualità della vita nel lavoro. I morti, le malattie professionali e gli incidenti stanno crescendo. Bisogna fare di più in termini di cultura” e “investire in prevenzione”.
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Pnrr, Amendola “Realista, siamo nei tempi previsti”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono realista, siamo nei tempi previsti. Il Governo ha fatto tutti i passaggi, perchè ogni sei mesi c’è un cronoprogramma di azioni che dobbiamo fare, da riforme a bandi, varie azioni da fare da qui al 2026. Per questa prima parte del cronoprogramma le riforme più importanti, pubblica amministrazione, giustizia, sono state presentate e votate in Parlamento”. Lo ha evidenziato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Enzo Amendola a “Sabato Anch’io” su Radio1. “E’ un piano pluriennale, vale per questo Governo e quello che verrà dopo le elezioni del 2023. E’ un piano per l’Italia, io lo vedrei più come una missione nazionale, che deve unire tutte le forze politiche e che da qui al 2026 deve aiutare a far sì che la ripresa sia strutturale”, ha detto ancora Amendola. “Sono investimenti che servono non solo per una ripresa economica ma per cambiare il volto del Paese, per farlo più verde, più digitale, per aiutare le filiere industriali alla competitività nuova che si sta aprendo a livello europeo e mondiale. Quindi è un piano che da qui al 2026, ogni mese dobbiamo seguire con attenzione”, ha concluso.
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Damiano “Il lavoro cambia rapidamente, adeguare tutele e welfare”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel passato il cambiamento era continuo ma più lento. Oggi siamo di fronte ad accelerazioni. Può mancare il fiato e bisogna evitare che manchi. Bisogna che la transizione sia anche sociale. Nel momento in cui un eccesso di digitalizzazione dovesse penalizzare i posti di lavoro, va accompagnata la transizione con tutele”. Lo ha detto Cesare Damiano, presidente di Lavoro&Welfare, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Damiano, citando alcune analisi, ha spiegato che “probabilmente, considerando le tre fasce del lavoro, alta, media e bassa, avremo una spinta alla crescita nella fascia alta, in mansioni che ancora non sappiamo quali saranno. Nasceranno a livello alto – ha continuato l’ex ministro del Lavoro – nuove mansioni che richiederanno specializzazioni e competenze, poi avremo le mansioni basse che saranno sempre necessarie. In mezzo ci sarà lo schiacciamento”. Quindi, “l’elemento chiave nella transizione è passare da un’idea di una formazione generica a una formazione specialistica e su misura, che sia finalmente un diritto soggettivo e permanente del cittadino e del lavoratore”.
“La pandemia – ha affermato – ha avuto un effetto depressivo sull’economia e allo stesso tempo ha aiutato un processo di accelerazione formidabile. Per fortuna c’è stata una reazione positiva”, ha aggiunto, evidenziando “la differenza fra l’impatto della crisi del 2008 di carattere economico-finanziario e l’impatto di questa crisi di carattere sanitario. All’epoca la risposta, che a mio avviso era sbagliata, fu tagliare, soprattutto lo Stato sociale, cioè comprimere le protezioni e i diritti. Adesso andiamo esattamente nel segno opposto”. “La domanda che mi pongo – ha aggiunto – è: questa transizione digitale, ecologica, infrastrutturale avrà anche un carattere sociale? Quale effetto avrà sul futuro del mondo del lavoro? Il primo è stato +6% di Pil nel 2021 a fronte di -9 del 2020. Quando cresce la produzione, cresce anche l’occupazione”. Tuttavia, “per l’80%, quei nuovi posti di lavoro sono purtroppo a termine o interinali”. Oggi si pensa anche a rivedere il modello di welfare. “Spero che la politica, gli stakeholder in generale – ha detto -, sindacati e associazioni degli imprenditori alzino lo sguardo e vedano lontano. Abbiamo bisogno di riconquistare l’orizzonte, cioè la strategia”. Per Damiano, dunque, “bisogna avere una visione orizzontale e anche lunga”. In merito all’astensione dal lavoro proclamata da Cgil e Uil, Damiano ha spiegato: “Mi stupisce il fatto che si parli così tanto di questo sciopero quasi che lo sciopero fosse un animale sconosciuto e noi fossimo in una situazione nella quale la pacificazione è assoluta perché c’è Draghi al comando. Draghi – ha proseguito – sta facendo molto bene ma non fa tutto bene. Ci sono, per esempio, aspetti di carattere sociale che secondo me non vengono tenuti in sufficiente considerazione. Ad esempio, per quanto riguarda il tema sollevato dai sindacati per la questione del fisco, è evidente che c’è stata una disattenzione, in parte corretta, per quanto riguarda coloro che hanno i redditi più bassi”.
C’è anche il tema del welfare aziendale. “Quando parliamo di un’evoluzione degli schemi organizzativi dell’impresa e una mutazione del lavoro, credo che ci voglia un pavimento di diritti universali”. Occorre, quindi, “avere tutele differenziate e su misura ma universali”. “Credo – ha aggiunto il presidente di Lavoro & Welfare – che noi abbiamo bisogno di innovare profondamente la nozione del lavoro e il welfare aziendale è un elemento di arricchimento che ha anche una convenienza di natura fiscale”. Una riflessione anche sulla riforma delle pensioni. “La legge Monti-Fornero ha avuto un difetto: ha accelerato troppo il processo di transizione. Non è stata una transizione, è stato un colpo”. Quota 100, invece, “non è una quota ma una finestra con un difetto: si rivolge a coloro che hanno avuto la fortuna di avere un’attività continuativa, non ha parlato ai più fragili”. Per quanto riguarda i giovani, secondo Damiano, c’è “una questione”, cioè che “entrano tardi nel mercato del lavoro e svolgono i lavoretti”. “Noi non siamo la Repubblica fondata sui lavoretti. Bisogna avere lavori che non siano part time discontinui ma full time e relativamente continuativi con una dote di formazione continua che aiuti a mantenerlo e migliorarlo”.
“Per quanto riguarda gli anziani, Draghi aprirà il tavolo delle pensioni con il sindacato. Si tratta di capire come si fa la flessibilità”, ha aggiunto, parlando di “due termini: flessibilità e contributivo. Vai in pensione prima – ha continuato – a condizione che ci sia un ricalcolo tutto contributivo della tua pensione”. C’è anche la questione delle morti sul lavoro. “Il boom economico del 1960-1961 – ha ricordato – vide una crescita come quella di oggi. A quel tempo c’erano undici morti al giorno. Da undici oggi siamo a tre, ma è sempre tanto e stanno crescendo. Per questo parlo di una transizione sociale di qualità. Non vorrei che questa esplosione quantitativa – ha affermato – non avesse come pendant un’attenzione alla qualità della vita nel lavoro. I morti, le malattie professionali e gli incidenti stanno crescendo. Bisogna fare di più in termini di cultura” e “investire in prevenzione”.
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Goleada Inter all’Arechi, 5-0 alla Salernitana
SALERNO (ITALPRESS) – L’Inter di Simone Inzaghi travolge 5-0 in trasferta la Salernitana e allunga in classifica a +4 sul Milan, in attesa del big match di San Siro col Napoli di domenica sera. Serata da record per i nerazzurri. Samir Handanovic entra nella top 10 di presenze (533) in Serie A superando Albertosi. L’estremo difensore festeggia il traguardo con la quinta porta inviolata di fila, in cinque partite contrassegnate da un punteggio aggregato di 16-0: solo due volte l’Inter nella sua storia ha trovato il successo in cinque gare consecutive senza subire gol, nel 1989 e nel 1996. E come se non bastasse, arriva anche il record di reti in un singolo anno solare in Serie A: i nerazzurri sforano di tre quota 100, superando i 99 del 1950. La prima esultanza della serata coincide con il quarto gol stagionale di Ivan Perisic: corner del solito Calhanoglu e colpo di testa sul primo palo del croato. Salta ogni piano della partita preparata da Colantuono in una situazione societaria non facile. La Salernitana prova timidamente a reagire, ma al 33′ c’è il 2-0: Dzeko trova un corridoio per Dumfries che a tu per tu con Fiorillo trova la rete con l’aiuto della traversa.
Non c’è partita nella ripresa e al 52′ arriva il tris: Dzeko allarga per Calhanoglu che di prima intenzione permette a Sanchez di battere Fiorillo in diagonale. Nell’ultima mezz’ora Inzaghi spende i cambi: riposo per Sanchez, Barella (ammonito, salterà il Torino per squalifica), Bastoni e Brozovic; c’è spazio per Vidal, Dimarco e Gagliardini e Lautaro Martinez. E all’argentino bastano pochi minuti per firmare il 4-0: Gagliardini sfonda in area, la palla finisce sui piedi dell’argentino che col destro non sbaglia e sale a 11 gol in campionato: è il settimo giocatore più giovane nella storia nerazzurra ad essere andato in doppia cifra di gol in tre diverse stagioni in Serie A. Nel finale c’è gloria anche per Gagliardini: inserimento centrale e piattone col destro vincente.
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