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Pagliara e Argento “Sport in Costituzione battaglia sempre condivisa”

ROMA (ITALPRESS) – “Le forze politiche hanno avviato oggi la discussione sul DDL costituzionale per l’introduzione del diritto allo sport nella nostra Costituzione. Per noi di Sport Italiae e Cultura Italiae è una grande soddisfazione apprendere questa notizia, che arriva pochi giorni dopo la presentazione sul tema che abbiamo fatto a Roma. Ora speriamo che l’iter proceda spedito e in particolare che la sintesi si trovi nell’Articolo 9 della Costituzione. Questa è una battaglia che va sempre condivisa, quindi apprezziamo molto l’intervento del Sottosegretario Vezzali in pieno appoggio, come sempre, su questa importante iniziativa”. Lo dichiarano Fabio Pagliara, presidente di Sport Italiae e Angelo Argento, presidente di Cultura Italiae.
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Covid, nuovi casi oltre quota 23mila e 129 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Nuovo incremento dei casi di contagio da Covid-19 in Italia. Secondo i dati del ministero della Salute, infatti, i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 23.195, in crescita rispetto ai 20.677 registrati ieri. In calo il numero di tamponi processati, 634.638, che determina un tasso di positività al 3,65%. Nuova crescita anche dei decessi, 129 (+9). I guariti oggi sono 14.802, gli attualmente positivi vedono un aumento di 8.259 unità, toccando quota 305.653. Sul fronte ospedaliero, i ricoverati nei reparti ordinari sono 7.309 (+146), più contenuta la crescita nelle terapie intensive dove si trovano in 870 (+7) con 84 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 297.474 persone. Per quanto riguarda la corsa del contagio nelle regioni, la Lombardia oggi risulta prima per numero di nuovi casi (4.765), seguita da Veneto (3.677) ed Emilia Romagna (1.898).
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L’Empoli espugna Verona e vola agli ottavi di Coppa Italia

VERONA (ITALPRESS) – L’Empoli batte il Verona per 4-3 al Bentegodi e conquista il pass per gli ottavi di finale di Coppa Italia contro l’Inter. Dopo un primo tempo equilibrato e chiuso sull’1-1, la squadra di Andreazzoli dilaga nel giro di dieci minuti con i gol di Mancuso (doppietta) e Bajrami ma rischia nel finale con le reti di Ilic e Ragusa. L’esame del turn over promuove Andreazzoli. L’allenatore toscano conferma solo Bajrami ma dopo 6′ è costretto subito al primo cambio: fuori Haas, a terra per un grave infortunio al ginocchio, dentro Stulac, un altro dei titolari dell’impresa del “Maradona” col Napoli. Dieci cambi per il Verona, con il solo Lasagna tra i confermati rispetto al match contro l’Atalanta. L’inizio di match è divertente. Parte meglio il Verona ma segna per primo l’Empoli: al 15′ Bandinelli col tacco lancia Marchizza che dalla linea di fondo serve un pallone comodo per l’appoggio in rete di La Mantia. Il Verona reagisce subito. Prima, al 17′, Ujkani tentenna col pallone, Bessa glielo scippa ma la deviazione sfiora il palo.
L’1-1 è solo rimandato all’azione successiva: il solito Bessa crossa in area, Cancellieri è libero da marcature e col mancino trafigge Ujkani. L’ultima occasione del primo tempo è per Lasagna: aggancio e tiro da fuori area, la traversa salva il portiere toscano. Calano i ritmi nella ripresa, per dare una svolta alla partita servono quindi due ingenuità. La prima al 64′ di Ragusa che sbaglia lo stacco di testa e colpisce col braccio, l’arbitro al var concede il rigore e Mancuso dagli undici metri non sbaglia. La seconda è invece tutta responsabilità di Pandur che non blocca un tiro centrale e permette a Mancuso di depositare in rete da pochi passi. Notte fonda per il Verona che al 74′ subisce il poker: sugli sviluppi di un corner, la palla finisce sui piedi di Bajrami che si coordina e trova l’angolo opposto. Ma nel finale, tra l’86’ e l’89’, il Verona prova a replicare l’impresa di Venezia. Prima Ilic su punizione accorcia le distanze con un tiro deviato, poi è Ragusa a battere Ujkani per il 4-3 dopo un taglio in profondità. Ma il tentativo di rimonta si ferma qui (espulso La Mantia nel finale).
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Covid, Von der Leyen “Omicron grossa sfida, ma abbiamo strumenti giusti”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Siamo di fronte a una grande sfida dovuta all’aumento dei casi di contagio in Europa e a un numero elevato di ricoverati e di morti, e ora si aggiunge anche la variante Omicron, che è più contagiosa e che a gennaio sarà la variante più diffusa in Europa, ma sono fiduciosa perchè abbiamo la forza e i mezzi per combattere la pandemia”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, durante un dibattito sulla risposta alla pandemia di Covid-19 nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
“Gli studi ci dicono che la vaccinazione completa e la dose di richiamo rappresentano gli strumenti migliori per tutelarsi contro la variante Omicron”, ha continuato Von der Leyen.
“Ma l’Europa è in una buona posizione per combattere il virus perchè abbiamo abbastanza dosi di vaccino – continua – e riceveremo vaccini adattati contro la nuova variante Omicron entro massimo cento giorni”, ha concluso il capo dell’esecutivo europeo.
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Lega Pro, Pellegrinaggio e partita Under 17 nel nome di Carlo Acutis

FIRENZE (ITALPRESS) – La Lega Pro continua la prosecuzione del cammino intrapreso perchè il beato Carlo Acutis diventi suo patrono e, nei giorni 21 e 22 dicembre, sarà ad Assisi per la prima tappa di un pellegrinaggio attraverso le 60 città del campionato per far conoscere i valori trasmessi da Carlo e di cui abbiamo bisogno per i nostri giovani. Il 21 dicembre, alle ore 18, incontro aperto al pubblico nel quale interverranno Domenico Sorrentino Vescovo di Assisi, Antonia Salzano madre del Beato Carlo Acutis, Francesco Ghirelli presidente della Lega Pro, Luigi Repace presidente del Comitato regionale Umbria Lnd, Padre Carlos Ferreira, Rettore Santuario della Spogliazione, Padre Stefano Albanesi parroco di Santa Maria degli Angeli e Stefania Proietti sindaco di Assisi. Coordinatore sarà Luciano Regolo, condirettore di Famiglia Cristiana.
Il 22 dicembre la rappresentativa Under 17 di Lega Pro e i pari età del Gubbio visiteranno il Santuario della Spogliazione guidati dal rettore del Santuario Padre Carlos Ferreira.
Successivamente, dopo un pranzo insieme, alle 14.30, le due squadre giocheranno in amichevole allo stadio “Degli Ulivi” di Assisi. Alle 18 sarà celebrata una Messa per le società dilettantistiche umbre nella Basilica di “Santa Maria degli Angeli”. Tutto – sottolinea una nota della Lega Pro – nel nome del Beato Carlo Acutis.
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La paura del Covid condiziona la ripresa e i consumi

ROMA (ITALPRESS) – Paura e pessimismo sull’evoluzione della pandemia nei prossimi dodici mesi caratterizzano le opinioni dei cittadini, in particolare quelle dei gruppi sociali più vulnerabili: il 24,7% degli italiani è confuso, il 39% è ottimista e il 36,3% è pessimista. Più pessimisti sono i bassi redditi (40,3%), operai ed esecutivi (42,1%) e le donne (42,2%). E’ quanto emerge dal terzo Rapporto CENSIS-Tendercapital “Inclusione ed esclusione sociale: cosa ci lascerà la pandemia”, presentato presso la sede del CENSIS. La ricerca mette in luce come il tema della sostenibilità sociale non sia solo oggetto di dibattito e fonte di idee innovative, ma rappresenti sempre più un concreto programma operativo per l’Italia del dopo-pandemia. Il Rapporto, quindi, è uno strumento utile anche per capire come avviare interventi in grado di limitare le disparità e le esclusioni sociali, che l’emergenza sanitaria ha accentuato creando nuove sacche di povertà.
Diretta conseguenza di questo stato d’animo di paura è la cautela nella gestione delle spese. In vista delle prossime festività natalizie, il dato medio sul totale degli italiani indica che il 20,7% spenderà meno per i prodotti alimentari, il 33,1% per regali a familiari e amici, il 42,4% per viaggi e vacanze.
Dall’inizio della pandemia il 58,5% degli italiani dice di aver vissuto situazioni di forte stress psicofisico, il 58,8% di depressione, il 60,9% di ansia e paura indefinita. Un carico di sofferenza psichica socialmente diffuso, che però ha colpito di più giovani e bassi redditi.
Insieme a questo disagio psicologico soggettivo, la pandemia ha generato anche nuove sacche di povertà. Ci sono oltre un milione di nuovi poveri nel 2020, con un incremento del +21,9% rispetto al 2019: di questi, le donne sono 532mila (+22,9%), i giovani 222mila (+23,2%). Sono invece 333mila le famiglie in povertà assoluta in più nel 2020 rispetto al 2019.
Ad alto rischio nel protrarsi dell’emergenza sono le persone senza risparmi: il 23,1%, ma è il 33,4% tra i bassi redditi, il 29,5% tra i bassi titoli di studio. Tra chi non dispone del cash cautelativo la paura della povertà è più alta.
Il 16,5% degli italiani non è un utente di Internet, l’11,1% possiede una connessione che ha mal funzionato in pandemia, 27 milioni di utenti di device digitali hanno difficoltà a svolgere le attività digitali in casa, tra spazi stretti, parti di casa senza connessione o rete in overbooking per sovraffollamento. E ancora: 16,5 milioni di utenti di device digitali hanno difficoltà nell’utilizzarli perchè non ne hanno di proprio perchè non sono adeguati alle loro esigenze. Inoltre, 12 milioni hanno problemi nell’uso dello smartphone o di WhatsApp oppure nel gestire la mail, mentre 12,4 milioni li hanno in attività come navigare sui social o gestire video incontri.
Se l’Italia ha tenuto in pandemia, parte rilevante del merito è dei soggetti di welfare, a cominciare dallo Stato, che ha immesso nell’economia reale circa 60 miliardi di euro, ammortizzando circa due terzi dei quasi 93 miliardi di euro di reddito tra lavoro e capitale persi dalle famiglie. I trasferimenti sociali in denaro sono pari a 426,6 miliardi di euro (+37,2 miliardi e +8,3% reale rispetto al 2019), con un boom guidato dalle indennità di disoccupazione.
C’è stata poi la potente azione ridistributrice delle famiglie, con 9 milioni di anziani che hanno dato sostegno economico alle famiglie di figli e nipoti e 6,8 milioni di giovani che ricevono supporti economici da genitori e nonni.
Per il 92,8% degli italiani, comunque, la povertà si combatte in primo luogo creando lavoro e non moltiplicando i sussidi. Infatti, il 47,6% ritiene ad esempio che il Reddito di cittadinanza spinga le persone a non lavorare, mentre per il 37,9% è un supporto alle persone in difficoltà. Infine, il 9,4% pensa che costi troppo al bilancio pubblico.
Il 79,3% degli italiani, infine, è convinto che bisogna tassare i grandi patrimoni per finanziare la lotta alla povertà, l’88,8% è favorevole a misure fiscali a beneficio dei bassi redditi e l’80,9% a incentivare fiscalmente gli imprenditori che assumono nuovi lavoratori.
Per Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS, “tra famiglie, reti sociali e welfare pubblico il modello sociale italiano ha dato buona prova nell’emergenza ammortizzando i costi sociali. E’ impressionante, tuttavia, vedere che gli anziani hanno avuto meno stress psicofisico rispetto ai giovani. Il vero problema del nostro sistema è proprio quello di fare futuro. Occorre dunque eliminare la cultura dei sussidi per attuare investimenti capaci di coinvolgere i giovani. Solo il rilancio dello sviluppo economico e dell’occupazione darà risposte adeguate anche al disagio sociale, riportando il welfare alla sua funzione primaria di collante della coesione sociale”.
Secondo Moreno Zani, presidente di Tendercapital, “dopo un anno e mezzo di pandemia gli effetti negativi continuano determinando sempre più disparità sociali, paure e nuove esclusioni. Emergono le richieste di interventi per aiutare le fasce più deboli della popolazione e mi preme far notare questo desiderio di welfare digitale. Non dobbiamo dimenticare infatti che non tutti hanno lo stesso accesso alla rete digitale e questo è un problema serio e da risolvere. Occorre un accesso libero per tutti, con un costo addebitato alla fiscalità generale e soprattutto alle grandi aziende tech e ai grandi patrimoni”.
“La pandemia ha accentuato il disagio esistenziale dei giovani. I dati sull’aumento del consumo degli psicofarmaci e del ricorso ai servizi psichiatrici sono la certificazione del danno. Per superare tale pessimismo occorre riportare il lavoro ai giovani e rompere questa catena di dipendenza”, spiega Paolo Crepet, sociologo e psichiatra.
Per Alberto Oliveti, presidente AdEPP, “fra gli aspetti chiave del Rapporto, emergono il senso di povertà diffuso, il concetto di incertezza, il sentimento di vulnerabilità e di finitudine in particolar modo per i giovani. Tutto ciò sta generando impoverimento e disparità sociale. Per tale ragione, nel futuro post pandemico dovremo avere un approccio necessariamente ‘one health’ prendendoci cura in modo globale della salute umana, del benessere animale e del clima”.
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Il Natale degli italiani tra regali e voglia di normalità

ROMA (ITALPRESS) – Mancano dieci giorni al Natale e, anche quest’anno, ci ritroviamo a vivere un periodo di festa con la preoccupazione per una nuova ondata di contagi da Covid-19. Nonostante questo, quasi la metà degli italiani sente la magia del Natale e, in quasi 1 su 10, questa magia è ancora più forte dello scorso anno, forse proprio per la voglia di tornare alla normalità. Tra chi ha perso lo “spirito del Natale”, invece, l’influenza della pandemia è forte e si registra in 2 casi su 3.
Resta, comunque, la voglia di vivere a pieno questo periodo e, di conseguenza, non si rinuncia ai regali. Prodotti alimentari e abbigliamento restano un “must” nella scelta dell’oggetto da regalare ai propri cari. Cambia, però, la modalità di acquisto. Se fino al 2019, quindi nel periodo pre-pandemico, i negozi fisici e i centri commerciali rappresentavano la prima scelta per fare acquisti, oggi la scelta ricade di più sull’online, anche come conseguenza di questo nuovo aumento dei contagi.
Dati Euromedia Research. Sondaggio realizzato il 14/12/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Entrate tributarie e contributive in crescita nei primi 10 mesi

ROMA (ITALPRESS) – Nei primi 10 mesi dell’anno, secondo i dati el Mef, le entrate tributarie e contributive mostrano nel complesso una crescita di 50.270 milioni (+9,6%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie evidenziano una crescita pari a 39.111 milioni (+11,4%) rispetto allo stesso periodo del 2020. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato registra una crescita sostenuta (+40.446 milioni, +12%), mentre risultano in flessione gli incassi da attività di accertamento e controllo (-593 milioni, -8,7%). Il gettito relativo alle entrate degli enti territoriali mostra una variazione positiva (+4.481 milioni, +12,8%). Le poste correttive – che riducono le entrate del bilancio dello Stato – risultano in aumento di 5.223 milioni rispetto allo stesso periodo del 2020 (14,1%). Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 208.077 milioni (+13.722 milioni pari a +7,1%); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 169.737 milioni (+26.724 milioni , pari a +18,7%). Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 160.404 milioni (+8.906 milioni, +5,9%). L’Ires è stata pari a 18.032 milioni (-1.370 milioni, -7,1%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 110.118 milioni (+20.064 milioni, pari a +22,3%). Gli incassi contributivi sono risultati pari a 193.267 milioni, in aumento di 11.159 milioni (+6,1%). Le entrate contributive dell’Inps ammontano a 179.656 milioni, in aumento di 9.870 milioni rispetto al 2020 (+5,8%). I premi assicurativi dell’Inail ammontano a 5.628 milioni, in diminuzione dell’8,5%. Le entrate contributive degli Enti previdenziali privatizzati risultano pari a 7.983 milioni, in aumento di 1.810 milioni.
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