GENOVA (ITALPRESS) – Da oggi Genova è City partner della Federazione Italiana Scherma e lancia la propria candidatura per ospitare gli Europei Assoluti del 2024, evento che si terrà a poche settimane dai Giochi Olimpici di Parigi. Il riconoscimento di City partner della FIS, ufficializzato questa mattina nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, è per Genova un omaggio alla tradizione della città in questa disciplina sportiva, all’impegno di quattro storiche realtà schermistiche (Cesare Pompilio, Circolo Spada Liguria, Genovascherma, Voltri Club Scherma), dei loro atleti, tecnici e dirigenti. L’accordo è rivolto alla possibilità di ospitare manifestazioni di interesse nazionale e internazionale per cui Comune di Genova e Federazione Italiana Scherma, su impulso del nuovo Comitato Regionale eletto nel febbraio 2021, si impegnano a stringere un forte rapporto di collaborazione. Gli eventi schermistici, infatti, com’è stato sottolineato nella conferenza stampa odierna, hanno una ricaduta positiva nei territori sia in termini economici, in particolare per il settore turistico, sia in termini di partecipazione della cittadinanza, grazie anche all’organizzazione dei circoli. Così Paolo Azzi, Presidente della Federazione Italiana Scherma: “Genova è una città di grande tradizione schermistica, che intraprende una sfida affascinante e ambiziosa, mettendo in campo una proposta autorevole. La candidatura per ospitare i Campionati Europei Assoluti del 2024, ultimo appuntamento pre-olimpico che cadrà a pochi giorni dai Giochi di Parigi, rappresenta un momento importante per tutta la scherma italiana. Sono fiducioso e certo del fatto che il Comitato Promotore di Genova sarà in grado di costruire una proposta all’altezza del blasone che il nostro Paese vanta anche nell’organizzazione di grandi eventi di respiro internazionale”.
“Su tutto il territorio ligure, grazie al coordinamento del Presidente del Comitato regionale della Federscherma Giovanni Falcini, si sta facendo un ottimo lavoro mettendo insieme energie virtuose, perchè questo è il momento dell’unione e della cooperazione per far crescere il nostro sport. Genova gode di strutture d’eccellenza, storia e dinamismo. Quello che sta per cominciare può essere un nuovo percorso importante per la scherma italiana a pochi giorni dalla straordinaria affermazione di Milano, che lo scorso 27 novembre, nel Congresso FIE di Losanna, si è aggiudicata l’organizzazione dei Campionati Mondiali Assoluti del 2023”. Nell’anno in cui il capoluogo ligure sarà Capitale Europea dello Sport, la scherma vuole essere protagonista a Genova. Grazie all’impegno del Presidente regionale Giovanni Falcini, capace di mettere a fattor comune le esperienze e la passione dei dirigenti e tecnici delle 11 società della Federazione in Liguria insieme a figure del mondo dell’imprenditoria e delle istituzioni, nasce e viene presentato oggi il Comitato Promotore degli Europei 2024. A presiederlo è Alessandro Garrone (vicepresidente esecutivo ERG), alla guida anche di un Comitato d’Onore che a livello imprenditoriale comprende Beppe Costa (presidente Acquario di Genova), Massimo Manuelli (Console Lituania e presidente San Giorgio Sein), Alessandro Modestino (Fondatore Meloria Genova), Michele Montanella (presidente Gruppo Ge e consigliere Ascom) e Aldo Spinelli (Gruppo Spinelli).
A livello istituzionale i membri del Comitato sono Francesco Cozzi (già Procuratore Capo della Repubblica a Genova e ora Garante Ateneo Università Genova), Edmondo Dottoli (Colonnello comandante militare regionale in sede) Gianfranco Francescon (Colonnello Esercito), Salvatore Giuffrida (direttore generale IRCCS Policlinico San Martino Genova), Antonio Micillo (presidente Coni Liguria), Leonardo Patti (presidente Associazione Italiana Master Scherma) e Furio Ginori (vicepresidente Coni Liguria). I membri operativi del Comitato Promotore sono Giovanni Falcini (presidente Federscherma Liguria), Alessandro Rizzi (Chiavari Scherma), Camillo Rosano (Direttore UO Proteomica-IRCCS Poli.San Martino Genova), Gianni Garbarino (Chiavari Scherma), Linda Kaiser (Genova Scherma), Nicola Orecchia (Chiavari Scherma), Roberto Bavestrello (Chiavari Scherma), Costanza Levera (Circolo Spada Liguria), Lucia Piras Armaleo (Pompilio Genova), Michela Pesce Corradino (Pompilio Genova), Claudio Pirani (Pompilio Genova), Giovanni Bernardi (Bernardi Comunicazione), Elisabetta Descalzo (Scherma Arenzano), Andrea Caruso (Circolo Scherma La Spezia), Claudio Baratta (FIS Genova/Genovascherma), Renato Buratti (Circolo Spada Liguria), Federica Marconi (Circolo Spada Liguria), Giacomo Falcini (Chiavari Scherma), Gerardo Cirillo (Genovascherma), Piero Delmaestro (tecnico armi FIS), Marco Pistacchi (arbitro internazionale/Club Scherma Voltri), Federico Surano (referente GSA Liguria), Andrea Armaleo (Pompilio Genova), Roberto Faldini (Club Scherma Savona), Elvira Basile (Pompilio Genova), Fernando Cafiero (Pompilio Genova), Giuseppe Ratto (Club Scherma Savona), Sara Vitali (S.Olcese Scherma) e Simona Vitali (S.Olcese Scherma). Già individuate le location: fasi eliminatorie al padiglione Jean Nouvel e finali al PalaSport-Arena del Mare.
“Con la firma odierna e l’inizio della partnership con la Federazione Italiana Scherma – dice il vicesindaco di Genova Massimo Nicolò – Genova vuole ribadire ancora una volta di essere una città pronta a ospitare e organizzare eventi di respiro internazionale. Siamo Capitale dello sport 2024 e ospitare gli Europei assoluti di scherma nell’anno olimpico sarebbe un onore grandissimo per la nostra città. Un onore che spero vivamente possa vedersi realizzato non solo per la cittadinanza, che so già accoglierebbe l’evento con entusiasmo, ma anche come riconoscimento alle nostre storiche società schermistiche che diffondono da anni la cultura sportiva in città con risultati eccezionali in pedana”. Così l’assessore regionale allo sport Simona Ferro: “Sono davvero contenta che con oggi il capoluogo ligure diventi un partner ufficiale della FIS, questo per Genova significa aprirsi ad un mondo, quello della scherma, che può diventare un ulteriore motore di sviluppo per la città. Lo sport è uno straordinario mondo che oltre ai molti gesti atletici che ci entusiasmano diventa veicolo di cultura e solidarietà, un motore, un acceleratore, sociale di turismo ed economia e sono entusiasta di vedere come non solo Regione Liguria, ma anche Genova, creda ed investa nello sport”.
“Saremo Capitale dello sport 2024 e ospitare i Campionati Europei Assoluti proprio nell’anno olimpico per noi sarebbe motivo di grandissimo orgoglio – spiega l’assessore delegato ai Rapporti con le federazioni sportive Vittorio Ottonello – La nostra è una città resiliente, forte, orgogliosa e così è il movimento schermistico italiano che tornerà in men che non si dica a onorare il suo blasone. Voglio ringraziare il Comitato promotore, la Federazione e tutti quelli che si stanno impegnando per portare questo grandissimo evento nella nostra città”.
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Genova diventa City partner Fis e si candida per Europei 2024
Fico “Separare il Quirinale dalle elezioni, la legislatura vada avanti”
ROMA (ITALPRESS) – Il 4 gennaio il presidente della Camera, Roberto Fico, invierà la lettera di convocazione ai parlamentari, per l’elezione del presidente della Repubblica. Lo ha annunciato nel corso dello scambio di auguri con la stampa parlamentare, sottolineando la necessità di separare la questione “Quirinale” da quella delle elezioni. “Io non entrerò mai nel dibattito sui nomi, ripeto solo che svicolerei la questione elezioni da quella del presidente della Repubblica, penso che la legislatura debba finire a scadenza naturale” ha ribadito Fico “abbiamo ancora un’emergenza da affrontare a il Pnrr da portare avanti”. La legislatura deve proseguire, per il presidente della Camera: “avere una sospensione non mi sembra adeguato rispetto al periodo che stiamo vivendo, si deve lavorare sul Pnrr, le risorse e i progetti devono essere di grande livello, per fare questo dobbiamo dare risorse e professionalità ai comuni. Su questo governo e parlamento devono fare la loro parte visto che il Pnrr sarà operativo per molti anni. Un cambio di passo me lo aspetto anche dall’Europa, penso non possa tornare quella che era nel passato, credo che questo debba segnare un punto di non ritorno, dobbiamo evitare una nuova crisi europea, dobbiamo evitare i nuovi nazionalismi europei”.
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JTI nel 2022 acquisterà 8 mila tonnellate di tabacco da Umbria e Veneto
ROMA (ITALPRESS) – Si rinnova e si rafforza il legame tra Japan Tobacco International e la filiera tabacchicola italiana, con un nuovo accordo che prevede per il 2022 l’acquisto di 8 mila tonnellate di tabacco provenienti dall’Alta Valle del Tevere in Umbria e dal Veneto. Ad annunciarlo è stato il presidente e amministratore delegato di JTI Italia, Gian Luigi Cervesato, durante l’evento “Coltiviamo il futuro: l’impegno per la sostenibilità della filiera tabacchicola”. Presenti all’incontro, a Palazzo Colonna a Roma, anche il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.
“E’ per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione annunciare oggi che JTI ha deciso di consolidare il proprio legame con l’Italia e la sua filiera tabacchicola, in particolare con il territorio umbro, attraverso l’acquisto di tabacco più importante degli ultimi anni: per il 2022, infatti, non abbiamo confermato l’acquisto di 7.000 tonnellate come lo scorso anno, ma abbiamo rilanciato, acquistandone 8.000 – ha affermato Cervesato -. La nostra volontà di investire nel Paese arriva in un momento di particolare incertezza per il comparto, chiamato oggi ad affrontare grandi sfide per il suo avvenire. In questi mesi, ci siamo impegnati per fornire risposte concrete alle preoccupazioni delle tante aziende storiche della filiera e delle persone che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono alla costruzione di un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale”.
“Da sempre crediamo nel valore che la filiera agricola rappresenta in termini di tradizione, economia e occupazione per tutto il sistema Paese – ha aggiunto -. Ecco perchè abbiamo voluto assumere il nostro impegno con un investimento complessivo maggiore rispetto a quello degli ultimi anni, che speriamo possa essere incentivato dalla collaborazione delle Istituzioni attraverso una semplificazione del sistema fiscale del settore”.
Il rapporto di collaborazione fra JTI e la filiera tabacchicola italiana è iniziato nel 2012, da quando è stata avviata con il territorio umbro e veneto una relazione di mutuo scambio che ha visto investiti, da allora, oltre 300 milioni di euro. Ed è anche grazie all’azienda che la produzione di tabacco made in Italy ha raggiunto, col tempo, un altissimo livello di specializzazione, diventando un volano economico soprattutto per l’indotto dell’Alta Valle del Tevere, territorio che impiega più di 2 mila lavoratori. Oggi, l’impegno assunto dall’azienda oltre 10 anni fa nei confronti della filiera viene rinnovato, a beneficio dei territori e dei lavoratori. Per garantire la sostenibilità economica e occupazionale, JTI ha individuato un nuovo partner commerciale, Deltafina, in grado di assicurare all’azienda di mantenere il rapporto con il territorio e di poter prevedere un maggior investimento per il futuro. Un risultato, quello attuale, reso possibile anche grazie all’impegno di Confagricoltura, partner storico dell’azienda nell’obiettivo di rendere tutta la filiera più efficiente e solida. Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “il tabacco non deve essere lasciato indietro, è una realtà importante dell’agricoltura. Ad oggi non ho visto ancora una misura che possa dare respiro in maniera equa agli interessi sia dei produttori di tabacco e soprattutto delle manifatture. E’ importante continuare un dialogo, che necessariamente dovrà vederci intorno a un tavolo nei prossimi giorni. Siamo convinti che nei prossimi giorni si potrà aprire un tavolo di confronto con Japan – ha aggiunto – per andare a individuare tutta questa nuova organizzazione della filiera del tabacco di Jti”.
“L’azione che stiamo portando avanti è quello di far sì che il tabacco italiano sia sempre considerato all’ordine del giorno dell’agenda di governo. Domani incontrerò gli assessori regionali delle Regioni direttamente interessate per quanto riguarda il tabacco. Quindi un tavolo istituzionale già si apre ed è positivo. Nei prossimi giorni incontreremo il sottosegretario Freni in modo da poterci confrontare anche con lui”, ha concluso il sottosegretario Centinaio.
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Mattarella “I giovani il migliore investimento per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Siete tanti, ma potreste essere molti di più, in realtà, perchè non siete dei casi isolati, non siete eroi isolati. Come voi, tante ragazze e ragazzi si impegnano con azioni pregevoli che meritano riconoscimento, che meritano lode, per solidarietà, per impegni altruistici”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli Alfieri della Repubblica, i giovani eroi civili premiati nel 2019, 2020 e 2021.
“Tante centinaia, alcune migliaia certamente potrebbero essere qui, e voi li rappresentate tutti – ha proseguito il capo dello Stato -. Ed è un bel messaggio che insieme state mandando e che ciascuno di voi ha singolarmente inviato. Tra di voi c’è chi si è impegnato per il buon uso dei sistemi informatici, per assistere persone anziane o poco esperte con questi strumenti, durante la pandemia, per prenotare i vaccini, per l’assistenza a casa. C’è, tra di voi, chi si è impegnato per sostenere persone che hanno bisogno di aiuto, familiari o conoscenti; c’è, tra di voi, chi si è impegnato per difendere l’ambiente, per tutelarlo; c’è chi si è impegnato per aiutare persone a superare l’emarginazione; c’è chi si è impegnato in proprio a superare difficoltà personali, per esprimersi e realizzarsi; c’è, tra di voi, chi si è impegnato nel volontariato, che ha dato prova di grande amicizia”.
“Insomma, avete dato un esempio in tanti profili – questi che ho ricordato e altri – del valore della solidarietà, dell’interesse per gli altri, del rispetto per gli altri, della cura per gli altri. Avete dimostrato che i giovani sono portatori di questi valori: solidarietà, sostegno reciproco, senso della vita comune e della convivenza. Questo è il migliore investimento per il futuro del nostro Paese”, ha concluso Mattarella.
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Covid, Ups ha consegnato oltre 1 miliardo di vaccini in tutto il mondo
MILANO (ITALPRESS) – Ups ha annunciato oggi di aver consegnato più di un miliardo di dosi di vaccino anti Covid-19 con grande puntualità. E’ passato solo un anno dal primo vaccino consegnato da Ups, e questo traguardo è stato reso possibile dagli approcci innovativi di Ups, dalle esclusive tecnologie di tracciamento Ups Premier, dalle soluzioni per la catena del freddo leader del settore e da una rete globale estesa e sofisticata che supporta i clienti Ups Healthcare e le comunità Ups Healthcare di tutto il mondo.
“I dipendenti Ups si sono rivelati essenziali nella lotta alla pandemia da Covid-19, consentendo un accesso equo ai servizi sanitari fondamentali”, ha detto Kate Gutmann, Direttore vendite e soluzioni ed Executive Vice President di Ups Global Healthcare.
Il network globale e i dipendenti Ups con il loro impegno si sono anche uniti in partnership pubblico-private per fornire vaccini e l’esperienza nella catena del freddo ai Paesi con popolazioni difficili da raggiungere, garantendo la consegna a più persone possibili. Ups Healthcare ha mappato circa 500 rotte commerciali e ha impiegato più di 1.300 tonnellate di ghiaccio secco per trasportare i vaccini in modo sicuro.
“Ups Healthcare ha dettato il ritmo di consegna del vaccino anti-Covid-19 in tutto il mondo, grazie al sostegno impareggiabile dei dipendenti Ups e all’esperienza e alle capacità logistiche globali dell’azienda”, ha confermato Wes Wheeler, presidente di Ups Healthcare.
Alcuni esempi esclusivi di queste iniziative a livello globale. Donazioni di ultracongelatori e consegne di vaccini per facilitare un’equa distribuzione alle aree remote e rurali in Africa, Sud America, Asia, Nord America ed Europa, rese possibili dalla Ups Foundation; tre centri di comando regionali Ups Healthcare attivi 24 ore su 24, dedicati alla previsione e alla gestione del trasporto mondiale di vaccini per garantire una consegna puntuale; collaborazione con Gavi e altre organizzazioni per offrire formazione e gestire il trasporto del vaccino a bassissime temperature nei Paesi COVAX; supporto degli esperti di logistica Ups in Paesi come Indonesia e Malawi, per gestire in maniera completa e sicura la logistica per la distribuzione dei vaccini; impegno di Ups nella consegna delle dosi di vaccino tramite velivolo autonomo alle cliniche africane tramite la partnership tra Zipline e Gavi; Visibilità in tempo reale della localizzazione dei vaccini tramite Ups Premier, che garantisce di localizzare con precisione ogni singola confezione di vaccini, fino a un raggio di 3 m dalla sua posizione in qualunque punto del network globale Ups; supporto a oltre 130 sperimentazioni cliniche sui vaccini tramite Marken, un’affiliata di Ups Healthcare che lavora su quasi tutti i vaccini e trattamenti attualmente in fase di sviluppo.
“Lo spirito di servizio è nel nostro DNA. Continueremo a fare arrivare prodotti salvavita, vaccini e altre terapie con un’attenzione costante all’equità della distribuzione in ogni Paese da noi raggiunto”, ha detto Laura Lane, Chief Corporate Affairs Officer e responsabile delle questioni legate all’impatto sociale e alla sostenibilità globali.
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Agricoltura, da Edison e Cesab studio per sostenibilità e innovazione
ROMA (ITALPRESS) – La piana di Fondi, una delle aree d’Italia più a vocazione agricola, diventa un laboratorio sperimentale di sostenibilità. Il Cesab, centro di ricerche interuniversitario di scienze ambientali, e Edison hanno siglato un accordo per sviluppare nell’area in Provincia di Latina un percorso di studio sulla partecipazione delle imprese agricole alla riduzione delle emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra. L’obiettivo è creare sul territorio un “Modello Fondi” da replicare a livello nazionale per la realizzazione di un sistema virtuoso di valorizzazione delle risorse e di condivisione energetica al quale riconoscere apposita certificazione ambientale.
“Collaborare con il mondo della ricerca è di importanza strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio – dichiara Marco Peruzzi, Executive Vice President Institutional Affairs, Regulation & Climate Change di Edison -. Per questo siamo molto lieti di lavorare insieme al Cesab, mettendo a disposizione del settore agricolo le nostre competenze nell’uso efficiente delle risorse. Significa confrontarsi con un tessuto imprenditoriale estremamente variegato, difficilmente riconducibile a schemi di efficientamento energetico già impostati. Una sfida resa possibile solo grazie alla collaborazione tra aziende e mondo della ricerca all’insegna dell’innovazione”.
“Agricoltura e allevamento emettono in atmosfera quasi il 30% dei gas a effetto serra a livello globale – spiega Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia -. Ciò deriva soprattutto dalle emissioni dei combustibili per il riscaldamento delle stalle e delle serre. Una maggiore diffusione tra le aziende agricole di sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con la sostituzione degli impianti termici a gasolio con pompe di calore alimentate da pannelli fotovoltaici comporterebbe un risparmio in termini di emissioni di CO2 pari almeno al 70%”.
L’accordo ha per oggetto la promozione di impianti di efficientamento energetico, in particolare la realizzazione e la certificazione di impianti fotovoltaici da installare sulle coperture dei manufatti agricoli, annessi alla produzione del consorzio agricolo di Fondi (magazzini, stalle, rimesse ecc.). L’area agricola di riferimento comprende una superficie complessiva di 500 ettari, con la presenza di circa 200 imprese raggruppate in tre Organizzazioni di Produttori.
Il progetto parte dal lavoro di studio che Cesab ha avviato tre anni fa con l’ambito di ricerca Bioagropro, che ha coinvolto la OP Cristoforo Colombo nel Comune di Monte San Biagio. Quell’esperienza, che ha visto avviare sul campo alcune iniziative innovative in ambito agricolo, ora cresce.
“L’ambito di ricerca Bioagropro era partito con un corso formativo sull’Agricoltura 4.0 e con la partecipazione di agronomi e agrotecnici di tutta Italia – ha spiegato Ercole Amato, Presidente del Cesab -. A Fondi avevamo applicato le sperimentazioni di sistemi innovativi che permettono di avere coltivazioni più sostenibili, grazie a sistemi integrati rispettosi dell’ambiente. Il mondo agricolo della piana di Fondi ha contribuito non poco a questa nostra attività di studio, e ha dato a noi l’opportunità di sviluppare modelli in grado di rendere più green il mondo agricolo grazie all’uso delle nuove tecnologie. I risultati di tali ricerche sono contenuti nel rapporto Agrireport 2020 pubblicato dal Cesab a maggio 2021. Oggi a Fondi si apre un laboratorio di sostenibilità per tutti coloro i quali operano in una zona dall’habitat unico e che la rende una delle realtà italiane più interessanti da un punto di vista dello sviluppo rurale”.
Grazie all’intesa tra Cesab ed Edison il percorso di ricerca, iniziato in campo per migliorare le coltivazioni, passerà attraverso il mondo dell’energia, con uno studio in grado di tradursi in soluzioni per una concreta transizione ecologica. Contestualmente a questo, partirà un percorso di formazione gratuito per il settore agronomico dedicato all’innovazione, al mondo energetico e alla certificazione delle imprese di qualità. “La piattaforma formativa sarà online e gratuita – prosegue Amato – porteremo l’esperienza fatta a Fondi al centro delle buone pratiche nazionali”.
Secondo uno studio realizzato dall’Università dell’Oregon e pubblicato sulla rivista scientifica Sustainability, lo sviluppo combinato di terreni sia per l’energia solare fotovoltaica sia per l’agricoltura, potrebbe fornire il 20% della produzione totale di elettricità. La stima dell’ateneo è stata fatta sulla base di una proiezione sul mercato statunitense. Ebbene, l’installazione su larga scala di sistemi agrivoltaici potrebbe portare a una riduzione annua di 330.000 tonnellate di emissioni di CO2 negli Usa, l’equivalente dei consumi annuali di 75.000 auto fuoristrada, e alla creazione di più di 100mila posti di lavoro nelle comunità rurali. “Queste proiezioni sono particolarmente rilevanti se declinate su un caso come quello italiano”, continua Ercole Amato.
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Vaccino, al via in Sicilia la prenotazione per la fascia 5-11 anni
PALERMO (ITALPRESS) – In Sicilia è possibile prenotare la prima dose del vaccino anti Covid-19 anche per i bambini dai 5 agli 11 anni, così come previsto dal Ministero della Salute in tutta Italia. Le somministrazioni verranno effettuate da giovedì 16 dicembre nei 65 punti vaccinali pediatrici distribuiti in tutte le province dell’Isola, nei quali sono stati predisposti accessi e corsie riservate ai più piccoli. Il giorno della somministrazione del vaccino i bambini dovranno avere 5 anni compiuti. Lo rende noto l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. La prenotazione può essere effettuata collegandosi alla piattaforma governativa (prenotazioni.vaccinicovid.gov.it) predisposta da Poste Italiane, oppure attraverso il sito www.siciliacoronavirus.it, da dove è possibile scaricare altresì la modulistica relativa alla vaccinazione. Il giorno della vaccinazione è necessario che sia presente anche uno solo dei genitori/tutori legali, il quale dovrà dichiarare di avere informato l’altro genitore.
Il vaccino previsto per i bambini dai 5 agli 11 anni è Comirnaty (BioNTech/Pfizer), nella formulazione specifica approvata da Aifa, con un dosaggio ridotto a circa un terzo rispetto a quello per gli over 12. Anche per i bambini è prevista la somministrazione di una seconda dose, a distanza di tre settimane dalla prima.
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Più liquidità ma diminuisce la quota degli italiani che risparmiano
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato la ricerca sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2021, l’indagine che analizza il rapporto degli italiani con il risparmio e l’influenza che la pandemia sta avendo sulle scelte di investimento delle famiglie. Alla presentazione hanno partecipato Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, Beppe Facchetti e Giuseppe Russo, Presidente e Direttore del Centro Einaudi.
Secondo le interviste sull’andamento dell’anno 2020, raccolte a marzo e maggio 2021 e rivolte ai responsabili delle scelte finanziarie, il 9 per cento delle famiglie italiane ha subito conseguenze sulla salute propria o di un membro della famiglia: in una casa su dieci il Covid è entrato davvero. Molto più ampio è il numero di famiglie che ha visto ridursi o azzerarsi le entrate ordinarie a causa delle conseguenze economiche del Covid: nel complesso, si tratta del 36,8 per cento degli intervistati. Tra questi, il 19,6 per cento dichiara che le entrate sono «un poco» diminuite, il 15,7 per cento che sono «molto» diminuite e l’1,5 per cento dichiara che tutte le entrate sono state perdute. Queste percentuali mostrano che la perdita media di reddito netto familiare, pari a 105 euro mensili, non ha riguardato tutti: si è avuta una forte concentrazione dell’impatto economico, che si è scaricato su poco più di una famiglia su tre.
Lo sforzo della politica economica italiana ha consentito di mitigare gli effetti economici negativi del Covid sulle famiglie. A livello aggregato, risulta infatti che al -8,9 per cento del PIL ha corrisposto un calo decisamente inferiore del reddito disponibile.
Le risposte ai due questionari permettono di individuare quanti hanno ricevuto aiuti a livello microeconomico.
In media, i sussidi o altre forme di supporto economico hanno raggiunto il 28 per cento del campione, quindi nominalmente hanno servito il 74 per cento di coloro che hanno perduto entrate, con quote che salgono inevitabilmente in alcune categorie, come gli esercenti (che hanno ricevuto aiuti nel 53 per cento dei casi), gli operai (48 per cento) e i giovani (44 per cento). Gli aiuti sono stati giudicati sufficienti ma giunti in ritardo dai lavoratori dipendenti manuali, sono stati piuttosto tempestivi ma insufficienti secondo i lavoratori autonomi e gli esercenti, mentre hanno abbastanza soddisfatto la categoria degli impiegati.
Di fronte a un’emergenza, le famiglie italiane erano preparate? Nonostante l’ampio serbatoio di risparmio privato, la risposta è che non tutte, in realtà, lo erano. Infatti, è risultato che il 53 per cento di esse non aveva accantonato un fondo di riserva, ossia non aveva depositi liquidi sufficienti o strumenti finanziari monetari liquidabili immediatamente per far fronte ad una emergenza economica come quella che abbiamo vissuto.
La pandemia, pur non avendo scosso in misura forte il tenore di vita (nonostante 400 mila famiglie abbiano perso tutte le entrate, circa l’1,5% del campione), è intervenuta anche sui comportamenti di risparmio, evidenziando due macro-cambiamenti: a) la diminuzione, dal 55,1 per cento al 48,6 per cento, ossia di ben 6,5 punti percentuali, della quota di risparmiatori nel campione, per effetto delle ridotte disponibilità. I non risparmiatori sono tornati prevalenti sui risparmiatori;
b) la crescita tra i risparmiatori residui, pari a ben 6,7 punti percentuali, del numero di coloro che hanno intrapreso il risparmio in modo involontario, essenzialmente per non essere riusciti a consumare nell’anno della pandemia a causa delle restrizioni di attività e mobilità.
Gli investimenti finanziari nell’anno del Covid-19 sono stati ridotti e messi in larga parte in standby proprio dall’incertezza pandemica, ma anche dalla difficoltà oggettiva di incontrare sul mercato investimenti corrispondenti agli obiettivi dei risparmiatori, che nel 2021 privilegiano nel lungo periodo, la sicurezza (ossia il desiderio di non perdere il capitale investito) e nel breve periodo la liquidità.
Per questa ragione, anche se non sono più afflitte dalla crisi di fiducia che avevano avuto nel 2011-2012, le obbligazioni ricevono un consenso limitato. Sono possedute dal 22 per cento del campione, contro un massimo storico del 29 per cento; un obbligazionista su tre ha operato su questi titoli, nel 2021, facendo investimenti netti. Sono 3,8 gli obbligazionisti soddisfatti per ogni insoddisfatto.
Le azioni sono invece considerate per quello che sono realmente, ossia titoli per esperti, dunque appannaggio di una minoranza pari al 6,1 per cento del campione. Metà di essi ha effettuato acquisti netti nell’ultimo anno. Sono 5 gli investitori in azioni soddisfatti per ogni insoddisfatto.
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