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Università Ca’ Foscari, inaugurata la residenza studentesca

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VENEZIA (ITALPRESS) – Una struttura di oltre seimila metri quadri, con 229 posti letto, numerosi servizi offerti agli studenti e spazi aperti anche alla cittadinanza. E’ la nuova residenza universitaria di San Giobbe, che si trova all’interno del campus economico dell’Università Ca’ Foscari ed è stata inaugurata ufficialmente nella mattinata di oggi, 14 dicembre. A rappresentare l’Amministrazione comunale e portare i saluti del sindaco Luigi Brugnaro è intervenuta l’assessore all’Università e al Patrimonio Paola Mar.
“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo risultato, frutto della collaborazione tra Governo, Amministrazione comunale e istituzioni universitarie – ha detto Mar – Non era facile, specie in questa particolare epoca storica segnata dalla pandemia. Fare rete e lavorare in sinergia si dimostra ancora una volta fondamentale.
Per questa Amministrazione la possibilità di cambiare Venezia risiede anche nell’aumentare la popolazione universitaria, puntando su quattro parole chiave: spazi, servizi, sostenibilità e sinergia – ha proseguito l’assessore – L’attrattività di Venezia non è seconda a nessuno, sia nei confronti degli studenti stranieri che di quelli provenienti dal resto d’Italia. I ragazzi che vengono a studiare nella nostra città usufruiscono dei servizi e partecipano ai vari eventi: vogliono divertirsi ed avere una città accogliente.
Bisogna fare in modo che la città riscuota ancora più interesse, magari anche con l’istituzione di corsi di laurea unici e particolari, che non esistono in altri atenei. Mi auguro – ha concluso Mar – di poter inaugurare nei prossimi anni altre residenze come questa”.
Non ha nascosto la propria soddisfazione la rettrice dell’Università Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello: “Per noi l’investimento nella residenzialità studentesca è sempre stato una priorità. Non è stato facile completare questa residenza. Abbiamo dovuto fare i conti con tante difficoltà, compreso il covid, ma ora siamo finalmente giunti alla fine.
Abbiamo migliorato notevolmente i servizi a disposizione degli studenti. Se dovessi riassumere questa operazione con tre parole direi: sostenibilità, servizi agli studenti, riqualificazione di un’area degradata della città.
Un ringraziamento – ha aggiunto la rettrice – va in primis al sindaco e all’Amministrazione comunale per la concessione degli spazi e il costante sostegno alle nostre attività, e poi a tutti coloro che hanno contribuito in prima persona a completare questo lavoro, iniziato nel 2017”.
Progettata dall’architetto Vittorio Spigai, la residenza si compone di sette edifici, sviluppati su cinque piani. Oltre alle camere, singole o doppie, ci sono anche spazi comuni quali bar-caffetteria, sala studio, sale prove musicali e teatrali e aree relax. La struttura è inolte dotata di impianti e sistemi tecnologici per il risparmio energetico.
(ITALPRESS).

A Catania un polo sanitario di riferimento per il Sud e il Mediterraneo

MISTERBIANCO (CATANIA) (ITALPRESS) – Un polo sanitario per il Sud Italia e per il Mediterraneo, centro di riferimento non solo per le cure oncologiche, ma anche per la Neurochirurgia, l’Ortopedia e la Riabilitazione. Humanitas Istituto Clinico Catanese si è presentato ufficialmente oggi al territorio dopo il trasferimento avvenuto ad aprile dello scorso anno, in piena emergenza pandemica, di fronte al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, all’assessore alla Salute Ruggero Razza, al sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese e a quello di Misterbianco Marco Corsaro.
L’ospedale con sede a Misterbianco, che trae origine dal Centro Catanese di Oncologia, si prende cura dei pazienti con la massima qualità clinica, percorsi personalizzati ed un’organizzazione innovativa e sostenibile. Lo fa grazie ad un team di 400 persone tra medici, infermieri, tecnici e staff, potenziato di oltre il 40% rispetto alla sede precedente: una crescita che ha consentito a molti professionisti siciliani di rientrare nella propria terra, mettendo a disposizione le proprie competenze in una struttura dotata di tecnologie biomediche avanzate che la rendono un centro all’avanguardia per la cura e l’assistenza.
“La Sicilia oggi nel settore delle Life Sciences può ambire ad un ruolo fondamentale nel Mediterraneo, favorendo la crescita di centri di eccellenza per la cura, la ricerca e la formazione che si proiettano nel mondo – spiega Gianfelice Rocca, presidente di Humanitas – I fondi del PNRR rappresentano un’importante occasione per attrarre talenti e competenze che permettano a questi centri di cura e ricerca di distinguersi. In questa sfida Humanitas vuole essere un acceleratore di crescita: con il suo modello che coniuga sostenibilità e responsabilità sociale integrando assistenza clinica, ricerca e formazione universitaria, risponde ai bisogni di salute dei cittadini non solo del territorio. Offre loro cure di qualità vicino alle loro famiglie, ma anche – sempre più – di altre regioni e nazioni. Così da rendere la Sicilia, dal punto di vista della Sanità, un riferimento per tutto il Mediterraneo”.
“Fare di tutto per combattere la migrazione sanitaria – quelli che vengono chiamati ‘viaggi della speranzà ma che sono dolorosi, amari e costosissimi percorsi verso il Nord Italia o altri Paesi – è stata, sin dall’inizio, una delle priorità del nostro governo – sottolinea il presidente della Regione Musumeci – Oggi, l’alta chirurgia, le tecnologie biomediche avanzate, la specializzazione in metodiche d’avanguardia – prima appannaggio esclusivamente di centri distanti diverse centinaia di chilometri oltre lo Stretto – sono a disposizione di tutti i siciliani i quali sanno che nell’Isola possono fruire di tutti i percorsi diagnostici, chirurgici e terapeutici delle diverse specializzazioni”. “Lavoriamo senza sosta – aggiunge – per una sanità d’eccellenza, con abilità professionali di alta e comprovata esperienza, a tutti i livelli. Intanto, formiamo le nuove leve con l’obiettivo che mai più nessuno debba essere, a sua volta, costretto a lasciare la Sicilia per una affermazione professionale fino a ieri negata. La nostra Isola si candida ad essere centro d’eccellenza sanitaria aperto all’area del Mediterraneo, con una sana programmazione e vantando numerosi centri d’eccellenza come quello che oggi qui viene inaugurato ma che ha al suo attivo molti anni di operatività, efficienza, esperienza per la cura, la ricerca e la formazione in campo sanitario. Un’altra prestigiosa bandierina nella mappa di una Sicilia che cambia. Anche nella sanità”.
Humanitas Istituto Clinico Catanese, frutto di un investimento privato di oltre 100 milioni di euro – il più elevato negli ultimi anni a beneficio della sanità siciliana – sta già consentendo di ridurre la mobilità dei pazienti verso gli ospedali del Nord o di Paesi europei (che solo nel 2018 è costata alla Regione Siciliana 210 milioni di euro), creando fiducia, grazie a professionalità e competenza in campo non solo oncologico ma anche ortopedico e neurochirurgico. Solo nel primo anno di attività sono oltre 40mila i pazienti che hanno effettuato visite ed esami ambulatoriali, 11.000 terapie in Day Hospital Oncologico e più di 4.000 interventi chirurgici.
Il polo sanitario è stato progettato secondo le più moderne tecnologie, in campo strutturale e medico, con l’obiettivo di mettere il paziente al centro: la qualità delle cure offerte è certificata da Joint Commission International (ente internazionale che certifica la qualità degli ospedali in tutto il mondo) ed emerge dalle classifiche Agenas (Agenzia nazionale di valutazione e monitoraggio dei servizi sanitari).
L’ospedale è inoltre impegnato in attività di ricerca, in collaborazione con centri nazionali e internazionali, e in corsi di formazione specialistica medica post Laurea. “In particolare – spiega il professor Alessandro Repici, Direttore scientifico – stiamo sviluppando progetti che prevedono innovazione tecnologica e il rientro in Sicilia di ricercatori di talento. Sono già stati attivati i primi studi, di Molecular Pathology e Precision Medicine, sul tumore della mammella, malattia ad elevata diffusione in Sicilia. Sul fronte della formazione, Humanitas è impegnata in attività sia in ambito specialistico oncologico sia con i medici del territorio, con un programma di aggiornamento per una maggiore sensibilizzazione e diffusione di prevenzione e screening, che porterà in Sicilia alcuni tra i più importanti esperti al mondo”.
Humanitas Istituto Clinico Catanese, che ospita 178 posti letto, si estende su una superficie di 24mila mq ed è costituito da una piastra e due torri, realizzate secondo le più recenti normative in ambito energetico e antisismico. Tutti i reparti sono stati potenziati dal punto di vista della tecnologia biomedica con nuove dotazioni per garantire ai pazienti risposte sempre più precise in ogni fase della malattia: una nuova Risonanza Magnetica; due Tac di ultimissima generazione in grado di fornire indagini particolareggiate delle patologie oncologiche; una nuova Pet/Ct per diagnosi e stadiazione di tumori e un Mammografo 3D per l’esecuzione di biopsie e di tomosintesi 3D, in grado di rilevare il cancro al seno anche in fase precoce.
Un’eccellenza di Humanitas Istituto Clinico Catanese riconosciuta a livello nazionale è rappresentata dai percorsi terapeutici integrati e personalizzati per la diagnosi e cura del tumore al seno. “Se la sopravvivenza al tumore alla mammella è significativamente aumentata – spiega il dottor Francesco Caruso, responsabile del Dipartimento di Oncologia – lo si deve anche e soprattutto all’approccio multidisciplinare che accompagna il percorso di cura: un approccio adottato nella nostra Breast Unit, Certificata Eusoma insieme ad altre 24 strutture italiane, che mette al centro la donna con tutte le sue esigenze, cliniche e psicologiche”.
Nel 2020, inoltre, è arrivato anche il riconoscimento della Regione Siciliana come polo di riferimento regionale per la Senologia.
“Sostenibilità, multidisciplinarietà e personalizzazione delle cure – conclude Caruso – sono i tre concetti attorno ai quali si sviluppa la moderna oncologia. La sinergica collaborazione con i centri oncologici siciliani e con quelli del panorama internazionale consente un arricchimento professionale e un innalzamento dell’obiettivo principale: prolungare la sopravvivenza e ampliare la percentuale di guarigioni in patologie oncologiche altrimenti poco trattabili. E oggi l’impiego di cure più sofisticate, quali l’immunoterapia, rappresenta la nuova sfida nei confronti del tumore”.
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Covid, Meloni “No alla proroga dello stato di emergenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Non sono d’accordo con la proroga dello stato d’emergenza. Uno stato d’emergenza che dura più di due anni è un controsenso logico e linguistico, sono più di due anni che siamo in questa situazione, non è più emergenza, credo si debbano ripristinare i diritti democratici, mi pareva che sulla difesa della Costituzione fossimo tutti d’accordo”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ospite del Corriere.it. “No vax e no green pass sono due cose diverse, io sono vaccinata – ha aggiunto -. La cosa più efficace per convincere gli scettici era mettere nero su bianco che il governo è pronto a indennizzare in caso di problemi legati al vaccino”.
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Terna, 240 milioni per lo sviluppo infrastrutturale della Valtellina

ROMA (ITALPRESS) – Terna investe 240 milioni di euro per lo sviluppo energetico della Valtellina. Il Ministero della Transizione Ecologica ha avviato l’iter autorizzativo del progetto di razionalizzazione che interesserà otto comuni in provincia di Sondrio.
In particolare, è prevista la realizzazione di nuove stazioni elettriche a 380 kV, 13,5 km di nuove linee in cavo a 380 kV; 2,8 km di nuovi raccordi in cavo a 220, 150 e 132 kV e 4,2 km di raccordi aerei di collegamento alle nuove stazioni elettriche. Gli interventi, una volta realizzati, consentiranno di demolire oltre 34 km di elettrodotti aerei esistenti, per un totale di 100 tralicci e 137 ettari liberati.
Il piano di riassetto rientra nel quadro dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2003 da Terna, regista e abilitatore della transizione energetica, con tutti gli Enti Locali coinvolti. A livello regionale, il gruppo guidato da Stefano Donnarumma gestisce oltre 8.000 km di linee in alta e altissima tensione e 134 stazioni elettriche. Nell’ambito del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy” da circa 9 miliardi, Terna investirà in Lombardia oltre 520 milioni di euro per lo sviluppo e la resilienza della rete elettrica regionale, in funzione della transizione energetica di cui l’azienda è protagonista. Le attività coinvolgeranno oltre 120 imprese e circa 600 addetti alle lavorazioni.
“Le opere che verranno realizzate in Valtellina – si legge in una nota di Terna – consentiranno di aumentare la magliatura e, dunque, l’efficienza della rete elettrica dell’area, favorendo anche l’integrazione dell’energia prodotta dagli attuali impianti idroelettrici. Inoltre, grazie al vasto piano di riassetto della rete in alta tensione, diminuirà l’impatto sul territorio delle infrastrutture elettriche esistenti con benefici a livello ambientale e paesaggistico. La scelta localizzativa del nuovo progetto è il risultato di un lungo e proficuo percorso di dialogo che Terna ha portato avanti in questi anni con le amministrazioni locali, finalizzato alla condivisione degli interventi in ottica di sostenibilità, driver strategico del business di Terna”.
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Galà dello Sport, undici premiati con “La Castagna d’Argento 2021”

TRECASTAGNI (ITALPRESS) – Sono stati undici i premiati nel corso della 16esima edizione del Galà dello Sport di Trecastagni, organizzata dal presidente di Sicilpool Pippo Leone. La tradizionale “Castagna d’Argento”, che riconosce i meriti a chi, fra giocatori, allenatori, dirigenti, manager, giornalisti, si è distinto nell’anno solare che sta per concludersi, è andata al direttore dell’agenzia di stampa Italpress Gaspare Borsellino, al ciclista professionista Damiano Caruso, alla judoka atleta paralimpica medaglia di bronzo a Tokyo Carolina Costa, all’allenatore della nazionale maschile di volley Ferdinando De Giorgi, alla componente della Giunta nazionale del Coni Antonella Del Core, alla giocatrice della nazionale femminile di volley Paola Egonu, al sindaco di Cortina d’Ampezzo Gianpietro Ghedina, al presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, al presidente della Fipav Giuseppe Manfredi, al responsabile del settore marcia delle Fiamme Gialle e allenatore di Massimo Stano e Antonella Palmisano, Patrizio Percesepe, e il manager sportivo Federico Serra. Un riconoscimento speciale è stato assegnato alla Squadra del Cambiamento di ActionAid. “Scorrendo l’albo d’oro si coglie la considerazione e il posizionamento che il Premio ha raggiunto nel panorama nazionale. Inoltre, come dimostra il riconoscimento ricevuto da Silvia Salis nel 2017, adesso vicepresidente vicario del Coni, si può dire che la Castagna d’Argento porti bene” ha detto il generale Enzo Parrinello, presidente della giuria.
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In una serie di vodcast storie e traguardi di chi vive con emofilia

MILANO (ITALPRESS) – Può la normalità essere straordinaria? Quello che spesso tendiamo a considerare scontato, normale, a volte può diventare straordinario. Lo sanno bene le persone con emofilia, un grave disturbo emorragico ereditario. Questi gli argomenti di cui si parlerà nel corso della quarta edizione della Campagna “Ridisegniamo l’emofilia”, promossa da Roche Italia con il patrocinio della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e della Fondazione Paracelso Onlus, con l’obiettivo di continuare a dare spazio ad un racconto positivo dell’emofilia, attraverso il format “La voce straordinaria della normalità”. Si tratta di una serie di vodcast che racconta le storie, i bisogni dei pazienti che vivono con emofilia e delle loro famiglie, e dei traguardi raggiunti grazie ai progressi della ricerca scientifica. La loro voce, unita a quella di medici e ambassador d’eccezione, per guidarci alla scoperta della loro quotidianità.
Quattro puntate tematiche che hanno messo in luce come i pazienti con emofilia abbiano potuto conquistare una nuova normalità all’interno della vita di tutti i giorni nell’ambito delle relazioni e della sessualità, dei viaggi, nell’ecosistema familiare e nello sport e nel tempo libero. A condurre le puntate saranno gli influencer Raissa e Momo (relazioni e sessualità), Federica Di Nardo (viaggi), Diego Di Franco – Il Meraviglioso Mondo dei Papà (famiglia) e i Fius Gamer (sport e tempo libero).
“L’emofilia è una malattia emorragica ereditaria trasmessa dai genitori ai figli attraverso una mutazione legata al cromosoma X, per cui i figli maschi possono esserne affetti mentre le figlie portatrici, comportando sensi di colpa nei genitori. Vivere con l’emofilia può, inoltre, avere un impatto negativo anche sulle relazioni sociali ed affettive del paziente. La ricerca scientifica ha fatto grandi passi avanti consentendo oggi a chi vive con emofilia di poter gestire la patologia in modo più sereno e migliorando anche la sfera relazionale sia sociale che di coppia”, ha dichiarato la professoressa Patrizia Di Gregorio, direttore Dipartimento dei Servizi ASL2 Abruzzo – direttore Unità Operativa Complessa Medicina Trasfusionale Aziendale – Centro per le malattie emorragiche congenite e acquisite (AICE) n. 52 e del Centro per lo studio e trattamento delle trombofilie (FCSA) – Policlinico “SS Annunziata” Chieti n.301, che ha partecipato in qualità di esperta alla puntata sul tema “Relazioni e sessualità.
Il tipo di emofilia più comune è rappresentato dall’emofilia A che colpisce circa 320.000 persone in tutto il mondo. Le persone con emofilia A sono prive o presentano bassi livelli di una proteina essenziale nota come fattore VIII, che svolge un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. L’emofilia B è invece causata dalla carenza del fattore IX della coagulazione con un’incidenza di 1 caso ogni 30.000 maschi (di cui 2,9/100.000 maschi).
“Si tratta di una patologia ereditaria caratterizzata dal deficit congenito del fattore VIII e dalla tendenza al sanguinamento a carico, ad esempio, del sistema muscoloscheletrico e di organi interni come il sistema nervoso centrale. Pertanto, l’emofilia viene spesso diagnosticata in giovanissima età. Il momento della diagnosi – ha dichiarato Berardino Pollio, dirigente medico del centro di riferimento regionale per le malattie emorragiche e trombotiche in età pediatrica, A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino – Ospedale Regina Margherita, che ha partecipato alla puntata relativa alla “famiglia” – è sempre particolarmente complesso per i genitori poichè ne stravolge la vita familiare e le aspettative. Oggi fortunatamente grazie ai grandi passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, è possibile per i pazienti e le famiglie avere una nuova quotidianità potendo organizzare le loro giornate in maniera più flessibile e che non necessariamente ruoti attorno a trattamenti frequenti”.
Maggiore flessibilità che deriva dalle nuove soluzioni terapeutiche oggi disponibili che consentono ai pazienti di poter gestire i trattamenti in modo da potersi costruire nuovi spazi personali, inimmaginabili fino a pochi anni fa. E’ il caso dei viaggi: “Naturalmente servono sempre accortezze per i pazienti con emofilia quando intraprendono un viaggio, come ad esempio confrontarsi con il proprio centro di riferimento – ha dichiarato Chiara Biasoli, dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena AUSL della Romagna e membro del Comitato medico-scientifico della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e Responsabile Centro MEC Malattie Emorragiche Congenite della Romagna, coinvolta in qualità di esperta proprio nella puntata dedicata ai viaggi -. Se fino a qualche anno fa chi viveva con emofilia era costretto a non poter programmare nulla che non tenesse conto di Complicanze emorragiche inaspettate e di dover prevedere trattamenti giornalieri, oggi fortunatamente la ricerca scientifica ci consente una differente gestione, sempre con attenzione, ma almeno un pò meno rigida”.
Così come i viaggi, anche per quanto riguarda il tempo libero i pazienti che vivono con emofilia oggi possono gestire la propria quotidianità in maniera differente: “Una più ampia e flessibile gestione del tempo libero, così come la possibilità di vivere lo sport, sono l’esempio tangibile delle conquiste di normalità fatte dai pazienti con emofilia negli ultimi anni, ed è entusiasmante poterle raccontare, pur continuando a tenere presente la necessità di evitare gli sport estremi o ad alto rischio traumatico”, ha sottolineato Matteo Di Minno, Professore associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli che ha partecipato come esperto proprio per la puntata dedicata a sport e tempo libero.
Una campagna che ha visto anche quest’anno il coinvolgimento della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) e della Fondazione Paracelso Onlus: “La Campagna ‘Ridisegniamo l’emofilià persegue obiettivi che sono in piena sintonia con la nostra attività quale Associazione di pazienti – ha spiegato Cristina Cassone, presidente FedEmo – Come FedEmo siamo infatti impegnati da sempre a rappresentare la voce e le istanze dei pazienti e a promuovere e coordinare interventi volti al miglioramento della qualità di vita delle persone che vivono con l’emofilia e delle loro famiglie”.
“I progressi scientifici e farmacologici degli ultimi decenni hanno portato ad un significativo miglioramento della qualità di vita delle persone con emofilia e auspichiamo che i pazienti possano continuare ad avere una quotidianità che sia sempre meno condizionata dalla patologia”, spiega Andrea Buzzi, presidente Fondazione Paracelso.
“Negli ultimi anni sono stati fatti dei progressi enormi nella cura dell’emofilia. Progressi che fanno emergere la voce dei pazienti che possono finalmente raccontare la propria storia di normalità conquistata. Storie che parlano di famiglia, di relazioni, di viaggi e di sport, ovvero di un pezzo della vita di tutti noi – ha dichiarato Anna Maria Porrini, Direttore medico di Roche Italia – Nel corso degli anni, grazie al nostro impegno in ricerca e sviluppo e a una collaborazione costante con pazienti, caregiver, clinici e ricercatori siamo riusciti a costruire una solida e proficua partnership con la comunità emofilica, lavorando per creare insieme un percorso condiviso e portare delle soluzioni innovative che nascessero dall’ascolto dei bisogni delle persone e dal loro coinvolgimento costante. La IV edizione della campagna che prende il nome di ‘La voce straordinaria della normalità’ ne è un esempio perfetto. La campagna, infatti, mira a dare voce a pazienti e clinici affinchè raccontino come, grazie anche all’innovazione terapeutica degli ultimi anni, la loro vita sia ora “straordinariamente normale”.
(ITALPRESS).

Dall’Anas il libro illustrato “Eroi sulla strada” per la sicurezza

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ROMA (ITALPRESS) – Anas (Gruppo FS italiane) ha avviato un primo progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale per i più piccoli con la pubblicazione di “Eroi sulla strada, in viaggio con Nico” (Giunti Editore), un libro illustrato a colori, dedicato ai ragazzi tra i 7 e i 12 anni. Attraverso la voce di un cantoniere i giovani lettori potranno intraprendere un viaggio virtuale sulle strade italiane e nello stesso tempo apprendere i principi fondamentali della sicurezza stradale.
Nel viaggio lungo le pagine colorate del libro, si racconta la figura del cantoniere e l’importanza del suo lavoro per la sicurezza della strada e dei viaggiatori. I racconti sono ricchi di aneddoti ed episodi realmente accaduti, raccolti grazie alla collaborazione dei cantonieri Anas: ‘pilotare’ una valanga, correre dentro una talpa scava-galle­rie, oppure viaggiare sotto i viadotti a bordo di una piattaforma ae­rea o nei tecnologici neuroni di una Smart Road Anas, sono solo alcune delle esperienze che coinvolgeranno i piccoli lettori.
Il libro, illustrato dalle tavole vivaci di Ilaria Palleschi, è scritto da Rosalba Troiano, autrice di filastrocche, storie e manuali interattivi per bambini e ragazzi. È composto da tre capitoli, ambientati nel passato, nel presente e nel futuro della storia di Anas, in cui il protagonista è Nico, un cantoniere esperto e la persona giusta che conosce abitudini e comportamenti degli automobilisti.
Oltre ai focus sulle peculiarità della figura del cantoniere, delle case cantoniere e della sicurezza stradale, nel libro ci sono anche semplici quiz interattivi grazie ai quali i giovani lettori potranno verificare quanto hanno appreso sulla sicurezza in strada, non solo nella loro futura veste di guidatori, ma anche di pedoni, ciclisti e passeggeri consapevoli e prudenti. Al termine dei quiz, attraverso un Qrcode si potrà scaricare il diploma di Anas Ambassador dal sito www.stradeanas.it.
Il libro “Eroi sulla strada, in viaggio con Nico” sarà distribuito nelle librerie sull’intero territorio nazionale, ma può essere già acquistato sui canali di vendita on-line e sul sito di Giunti Editore.
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Cimiteri, 23 milioni per la costruzione di nuovi loculi in Sardegna

CAGLIARI (ITALPRESS) – Ventitrè milioni di euro per l’ampliamento e la costruzione dei cimiteri. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris, ha deciso di destinare 12 milioni di euro per il 2021 e 9 milioni di euro sull’annualità 2022 per procedere con lo scorrimento della graduatoria in essere dal 2017 ma mai portata a compimento per inadeguatezza delle risorse stanziate rispetto al reale fabbisogno.
Si tratta di opere di interesse comunale per le quali sono state registrate, successivamente alla pubblicazione della graduatoria, numerose richieste di finanziamento, alcune delle quali riferite a necessità urgenti legate all’insufficiente o ridotto numero di posti rispetto alla mortalità dichiarata.
La delibera propone anche di destinare 2 milioni di euro quale quota parte della somma 8 milioni stanziata sull’annualità 2022 per la costruzione di nuovi loculi cimiteriali, adottando quale criterio di assegnazione delle risorse esclusivamente il rapporto tra mortalità media degli ultimi tre anni (2018 /2020) e il numero dei posti salma disponibili. Per poter programmare l’utilizzo degli stanziamenti, la Giunta ha quindi approvato lo scorrimento della graduatoria del 2017 e ha approvato un apposito avviso pubblico per finanziare la creazione di nuovi posti salma con i criteri definiti per la selezione degli enti locali beneficiari.
(ITALPRESS).