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Milano ospiterà i Mondiali 2023, Azzi nell’esecutivo FIE

LOSANNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Giornata speciale per la scherma italiana a Losanna, dove si è svolto il Congresso Elettivo 2021 della FIE. In un sabato carico di emozioni, l’Italia ha vinto la sfida per l’organizzazione dei Campionati Mondiali Assoluti del 2023, assegnati a Milano, e ha portato il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, nel Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale di Scherma come secondo tra gli eletti per voti conquistati. Un doppio successo dal grandissimo valore, all’alba del triennio che condurrà verso i Giochi Olimpici di Parigi 2024. Ma non finisce qui. A rappresentare l’Italia in seno alla FIE ci saranno infatti anche Giandomenico Varallo nella Commissione Semi (specializzata nei materiali), Antonio Fiore nella Commissione Medica, entrambi eletti come più votati nelle rispettive sezioni, e Giuseppe Cafiero nella Commissione Regolamenti. Il “sabato italiano” a Losanna era cominciato con il trionfo di Milano. La candidatura del capoluogo lombardo, presentata dal Presidente del Comitato promotore, lo spadista azzurro Marco Fichera, affiancato dall’olimpionica Diana Bianchedi, Project Manager dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, dal Presidente FIS, Paolo Azzi, e dal Presidente onorario della Federscherma, Giorgio Scarso, ha prevalso su quelle di Tashkent e Abu Dhabi. (ITALPRESS) – (SEGUE). I voti dei rappresentanti delle Federazioni di tutto il mondo hanno premiato la proposta di Milano: ben 84 le preferenze ottenute contro le 57 della città dell’Uzbekistan, unica concorrente rimasta dopo il ritiro di Abu Dhabi. Il Mondiale Assoluto tornerà dunque in Italia 12 anni dopo l’edizione di Catania 2011. Poi si è passati al voto per il Comex della FIE, con la riconferma alla presidenza del russo Alisher Usmanov, rieletto per acclamazione per il quarto mandato alla guida della scherma mondiale, e l’elezione di Paolo Azzi nel Comitato Esecutivo. Il Presidente della Federazione Italiana è stato il secondo più votato tra i candidati con ben 109 preferenze, una in meno di Ferial Nadira Salhi (Algeria). Gli altri eletti sono stati Emmanouli Katsiadakis (Grecia), Halbin Wang (Cina), Yuki Ota (Giappone), Donald Anthony Jr (Stati Uniti), Erika Aze (Lettonia), Vadym Guttsait (Ucraina), Ana Irene Delgato Guerra (Panama), Abdelmonelm Elhusseiny (Egitto), Bruno Gares (Francia), Novak Perovic (Sudafrica), Velichka Hristeva (Bulgaria), Rusni Abu Hassan (Malesia) e Oleg Peskov (Kazakistan). (ITALPRESS) – (SEGUE). Infine, i successi di Giandomenico Varallo, Antonio Fiore e Giuseppe Cafiero, eletti – rispettivamente – nelle Commissioni Semi, Medica e Regolamenti. “Davvero una bella giornata per la scherma italiana – commenta il Presidente federale Paolo Azzi -. Il successo di Milano nella sfida per organizzare il Mondiale 2023 conferma l’autorevolezza di una proposta di altissimo livello, in grado di confermare la prestigiosa tradizione dell’Italia anche nell’organizzazione di grandi eventi. Un riconoscimento alla grande considerazione che la scherma italiana vanta in campo internazionale è anche la mia elezione nel Comex. Personalmente sono felice e orgoglioso di esser stato il secondo dei più votati per il Comitato Esecutivo della FIE, dove ho l’onore e onere di succedere a Giorgio Scarso. Al Presidente onorario della nostra Federazione va un immenso ringraziamento: ha messo tutta la sua esperienza, credibilità e abilità al servizio della candidatura di Milano e in questo Congresso che riconosce all’Italia un ruolo centrale nella scherma mondiale. Un grazie di cuore va pure a Marco Pistacchi, che con competenza e professionalità ci ha rappresentato fino a oggi in Commissione Arbitrale FIE e non è riuscito a ottenere la conferma, così come a Mario Micheli e Pier Luigi Boscia che erano in corsa per la Commissione Marketing e la Commissione Legale. Grandi complimenti invece per gli eletti Giandomenico Varallo, Antonio Fiore e Giuseppe Cafiero, eccellenze della nostra scherma riconosciute come tali all’estero. E poi un encomio per il Comitato Promotore di Milano 2023, che con l’entusiasmo e la competenza di Marco Fichera e il supporto autorevole di Giorgio Scarso e Diana Bianchedi, con l’impegno di tutta la squadra della nostra Federazione in questi mesi, è riuscito a ottenere uno straordinario risultato”, ha concluso il presidente Azzi, che a Losanna ha rappresentato l’Italia insieme al Vicepresidente vicario della FIS, Maurizio Randazzo, ritirando anche il riconoscimento riservato ad Alessio Foconi per la sua leadership nel ranking mondiale del fioretto maschile. (ITALPRESS) – (SEGUE). Gioia immensa per Marco Fichera, presidente del Comitato Promotore che ha portato a Milano il Mondiale del 2023: “Non abbiamo mai mollato, ci abbiamo creduto sempre. Il lavoro è stato di qualità, importante, e il Congresso FIE lo ha apprezzato. Lo hanno votato ben 87 delegati e questo dà l’idea di quanto vale l’Italia, Milano e la scherma nel sistema Paese italiano. Ora siamo pronti a organizzare il più bel Mondiale di scherma e uno degli eventi sportivi più belli che Milano possa ospitare. Siamo pronti per quello che sarà un viaggio meraviglioso”.

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Fico “I divari sociali minano il senso di comunità”

ROMA (ITALPRESS) – “L’impegno primario per le istituzioni deve essere quello di adoperarsi per superare, in coerenza con il dettato della nostra Costituzione, divari inaccettabili che minano alla radice il senso di comunità”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso della cerimonia in Aula per ricordare i 150 anni dalla prima seduta a Palazzo Montecitorio in Roma Capitale, in concomitanza con le celebrazioni del 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri.
“L’unità è una conquista storica, che va rinnovata e consolidata ogni giorno combattendo tutte le disuguaglianze, e in questo contesto il Parlamento gioca un ruolo cruciale”, ha detto ancora Fico. “Nel Parlamento risiede infatti la libertà di un popolo, come sottolineato dal presidente Mattarella”, ha aggiunto il presidente della Camera.
“La celebrazione odierna deve ricordarci come il Parlamento abbia svolto un ruolo decisivo in tutte le tappe della storia nazionale, contribuendo, malgrado fasi difficili e buie, al consolidamento dell’unità del Paese e alla sua evoluzione istituzionale, economica e sociale. A 160 anni dall’unità, però, permangono gravi disuguaglianze territoriali, economiche e sociali – ha ricordato poi Fico -. Il trasferimento della Camera a Roma non diede solo agli italiani la consapevolezza di aver conseguito l’unità nazionale. E il Parlamento fu l’asse portante della costruzione della comunità nazionale dopo l’unità. Attraverso i lavori parlamentari si è poi conseguita l’unificazione legislativa del Paese, con gli abitanti consapevoli di non essere più sudditi ma cittadini”.
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Abruzzo, Marsilio “Nella spesa fondi europei ci sfiliamo la maglia nera”

L’AQUILA (ITALPRESS) – La spesa dei fondi europei 2014-2020 in Abruzzo compie un notevole balzo in avanti e si attesta, rispetto alla spesa certificata nel 2020 sul + 18,19 per cento sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul + 25,64 sul Fondo sociale europeo (FSE). In particolare, sul Fesr si è passati dalla certificazione dello scorso anno del 28,31 per cento al 46,50 per cento (pari a euro 50.464.362,00) e sull’Fse dal 28,16 per cento al 58,80 per cento (pari a euro 35.501.417,61). Da sottolineare che si tratta di spesa certificata al 31 ottobre scorso: l’incremento descritto riguarda quindi solo 10 mesi e non l’anno solare intero. Alla scadenza del 31 dicembre è quindi lecito attendersi un ulteriore, robusto incremento, dato che di solito una parte importante della spesa giunge alla conclusione del processo di certificazione nelle ultime settimane dell’anno.
“Manteniamo fede agli impegni presi con l’Unione europea e con gli abruzzesi di aumentare la nostra capacita di spesa e, gradualmente, cerchiamo di sfilare all’Abruzzo la maglia nera”, ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio. Maglia nera che l’Abruzzo si stava mettendo sulle spalle a causa di una programmazione sbagliata e inadeguata, e di una ancor peggiore gestione amministrativa e politica, dei Programmi Operativi Regionali compiuta dalla precedente Giunta di centrosinistra.
“Già nella prima scadenza al 31 dicembre 2019 la Commissione Europea registrò con pubblici elogi una prima, significativa accelerazione della capacità di spesa ottenuta in pochi mesi di lavoro. Poi, purtroppo, nel 2020 è scoppiata la pandemia e i POR si sono quasi del tutto bloccati, in attesa di utilizzare le risorse per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica. Ora si torna a spendere e certificare gli avanzamenti, e l’Abruzzo mostra una grande capacità di ripresa: se a fine 2020 la nostra si classificava ultima tra le Regioni per il Fondo Sociale Europeo e penultima per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, oggi (come mostra la tabella allegata) l’Abruzzo si mette dietro tre Regioni per il FESR e ben sei per il FSE. Ringrazio tutta la squadra della Regione che sta lavorando duramente per dimostrarsi all’altezza dei bisogni del territorio” conclude Marsilio.
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Droga, Orlando “Lotta deve essere globale, serve procura europea”

GENOVA (ITALPRESS) – “Mi auguro questa Conferenza metta una pietra definitiva e tombale sulla stravagante tentazione di immaginare una italiana alla lotta contro la droga. La lotta alla droga può essere solo globale e la scala minima è quella europea”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervenendo alla Conferenza sulla diffusione e dipendenza dalle sostanze stupefacenti in corso a Genova. “Anche negli strumenti di contrasto e repressione dobbiamo saper fare un salto di qualità. Credo diventi sempre più necessaria nel contrasto ai player delle droghe la piena attuazione dell’indicazione contenuta nel trattato di Lisbona su una Procura europea che sia grado di contrastare le mafie a livello sovranazionale”, ha aggiunto Orlando. “L’approccio meramente repressivo è stato pregiudizievole e sicuramente restringente, e non si è fatto carico delle fragilità. La condanna senza cercare di capire quelle fragilità è stata una collettiva autoassoluzione rispetto ai fallimenti collettivi che riguardano quota parte ciascuno di noi” aggiunge. “Oggi si tratta di costruire una strategia ampia che coinvolga molti ambiti, la famiglia, le scuole, il sistema sociale e sanitario che devono puntare a integrarsi”. “La droga riguarda i giovani ma non solo i giovani, riguarda le fasce vulnerabili della società ma non più solo quelle, riguarda anche le cosiddette èlite. Questa rappresentazione della realtà ci dice che forse questo fenomeno ha molto a che vedere con le ragioni per cui società si è guastata e ha molto a che vedere con la solitudine” conclude il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
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Energia, al via partnership Eni-Snam sui gasdotti tra Algeria e Italia

SAN DONATO MILANESE (MILANO) (ITALPRESS) – Eni e Snam hanno firmato un accordo per la cessione a Snam da parte di Eni del 49,9% delle partecipazioni detenute (direttamente e indirettamente) da quest’ultima nelle società che gestiscono i due gruppi di gasdotti internazionali che collegano l’Algeria all’Italia, in particolare i gasdotti onshore che si estendono dal confine tra Algeria e Tunisia fino alla costa tunisina (cd. gasdotto TTPC) e i gasdotti offshore che collegano la costa tunisina all’Italia. L’operazione prevede il conferimento di tali partecipazioni da parte di Eni in una società italiana di nuova costituzione (NewCo), di cui Eni continuerà a detenere il 50,1%, mentre il restante 49,9%[2] verrà ceduto a Snam per un importo di 385 milioni di euro. Snam finanzierà il pagamento del corrispettivo mediante mezzi propri. L’operazione consente di valorizzare in maniera sinergica le rispettive competenze di Eni e Snam su una rotta strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale in Italia, favorendo potenziali iniziative di sviluppo nella catena del valore dell’idrogeno dal Nord Africa.
“Questa operazione ci consente di liberare nuove risorse da impiegare nel nostro percorso di transizione energetica, mantenendo nel contempo con Snam la gestione di un’infrastruttura strategica per la sicurezza delle forniture al Paese. Il gas avrà un ruolo fondamentale nell’accompagnare la transizione dei sistemi energetici verso modelli a zero emissioni, ed è importante mantenere disponibilità e diversificazione delle rotte di fornitura di questa fonte” ha commentato l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi. “Questo accordo consolida il ruolo centrale di Snam nella sicurezza degli approvvigionamenti dell’Italia e nel trasporto di energia dall’area mediterranea. Grazie all’operazione, Snam proietta la propria infrastruttura verso il Nord Africa, che rappresenta un’area chiave per le forniture di gas all’Italia e in prospettiva per lo sviluppo dell’idrogeno. In futuro, infatti, il Nord Africa potrà diventare anche un hub per la produzione di energia solare e idrogeno verde” ha detto l’Amministratore Delegato di Snam, Marco Alverà.
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Quirinale, Renzi “Giusto votare tutti insieme, elezioni invece nel 2023”

MILANO (ITALPRESS) – “Ripeto ciò che ho sempre detto: Draghi sarebbe uno straordinario presidente della Repubblica. Per sette anni darebbe solidità alle istituzioni in continuità con Ciampi, Napolitano, Mattarella”. Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva in una intervista al “Corriere della Sera” sulla possibilità che Mario Draghi lasci Palazzo Chigi per salire al Quirinale. “E tuttavia Draghi farebbe molto bene anche da Palazzo Chigi in un momento nel quale bisogna spendere bene i soldi del Pnrr.
Nell’uno e nell’altro caso, tuttavia, da tempo dico che bisogna mettere in conto le elezioni nel 2022. L’ho detto anche alla Leopolda. Noi preferiremmo votare a scadenza naturale nel 2023. Ma gli interessi dei leader dei partiti principali, da Salvini a Meloni, da Letta a Conte sono diversi: tutti, per motivi diversi, vogliono votare. Anche e soprattutto quelli che non lo dicono” afferma Renzi.
Quindi risponendo a Enrico Letta che dice che se Italia viva vota con il centrodestra è fuori dal centrosinistra, risponde: “Al segretario del Pd sfuggono due considerazioni. La prima è che al Quirinale è giusto votare un candidato tutti insieme, dalla Meloni ai grillini, da Salvini ai dem. Questo perchè il presidente è l’arbitro, non un giocatore. Votare insieme al centrodestra, poi, in questo passaggio è un dovere istituzionale e algebrico visto che stavolta hanno i numeri dalla loro parte. Quindi Iv voterà col centrodestra e col centrosinistra un Presidente europeista e anche il Pd voterà col centrodestra. E non credo che Letta potrà espellere persino il Pd dal centrosinistra. Quanto al secondo punto Letta ha già espulso Italia viva dopo che lui stesso aveva sbagliato tutto sulla Legge Zan. Non è che può espellerci una volta alla settimana. Per voler fare un campo largo mi pare che stia esagerando con i cartellini rossi. Spero che il Santo Natale faccia recuperare saggezza all’amico Enrico”.
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Pietro Labriola nuovo direttore generale di Tim, deleghe a Rossi

ROMA (ITALPRESS) – Pietro Labriola è il nuovo direttore generale di Tim. E’ quanto si legge in una nota diffusa al termine della riunione del Cda che, riunitosi sotto la presidenza di Salvatore Rossi, si legge in una nota, ha preso atto della remissione delle deleghe da parte di Luigi Gubitosi e, avendola accettata, ha deliberato di revocare Luigi Gubitosi dalle cariche di CEO e Direttore Generale della Società e dai relativi poteri, procedendo, quindi, ad un riassetto della governance e alla riallocazione delle deleghe. Luigi Gubitosi rimane consigliere di amministrazione. Gubitosi detiene 3.957.152 azioni TIM.
Il Presidente Salvatore Rossi, a nome dell’intero Consiglio di Amministrazione, esprime il suo ringraziamento più sentito per il lavoro svolto a Gubitosi, sottolinea la nota.
Su proposta del Comitato Nomine e Remunerazione, in applicazione del Piano di successione della Società, il Consiglio ha deliberato di nominare come Direttore Generale, Pietro Labriola, che manterrà la carica di CEO della controllata TIM S.A., determinandone attribuzioni, facoltà e poteri, in modo da garantire assoluta continuità e stabilità nella gestione aziendale. Le deliberazioni sono soggette alle comunicazioni e determinazioni di tutte le Autorità ed altri soggetti coinvolti, evidenzia la nota.
Al contempo al Presidente Salvatore Rossi sono state attribuite responsabilità e deleghe relative a Partnership & Alliances, Institutional Communications, Sustainability Projects & Sponsorship, Public Affairs, nonchè la responsabilità di gestione degli assets e delle attività di TIM di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale.
“Il nuovo assetto di vertice della società – si legge nella nota – garantisce da subito, nell’interesse di tutti gli stakeholder, la piena operatività del Gruppo. Assicura, inoltre, in una fase così articolata una guida coesa, salda e determinata nella piena valorizzazione delle capacità operative della società e del posizionamento sul mercato, nel rispetto del ruolo di tutti gli azionisti e degli altri stakeholder coinvolti. La soluzione di governance individuata costituisce un passo essenziale del processo di CEO Succession Planning, sul quale continua l’impegno del Consiglio nel suo insieme e, in particolare, del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, assistito dall’advisor Spencer Stuart. Impegno teso a definire una leadership esecutiva di medio termine della società stabile e duratura, che tenga conto dell’evoluzione dell’assetto societario complessivo di TIM e del relativo perimetro di attività”.
Pietro Labriola, si legge sempre nella nota, “vanta un’esperienza professionale tutta spesa all’interno del settore delle telecomunicazioni. Negli ultimi 20 anni ha operato all’interno del Gruppo TIM in ruoli diversificati di crescente responsabilità fino ad assumere la guida complessiva delle attività del Gruppo in Brasile. L’assoluta internazionalità e la riconoscibilità come uno dei maggiori esperti delle tematiche relative al mondo delle telecomunicazioni e all’innovazione caratterizzano il suo profilo”. Pietro Labriola non risulta in possesso di azioni TIM.
Il Presidente Rossi, ha dichiarato: “Esprimo a titolo personale e del Consiglio tutto, grande soddisfazione per la nomina di Pietro Labriola a nuovo Direttore Generale di TIM. Questa nomina mostra ancora una volta il valore del management della società e la capacità di valorizzare competenze, merito ed innovazione”.
Dal canto suo Pietro Labriola ha espresso un sentito ringraziamento al Consiglio di Amministrazione per la fiducia dimostrata e ha assicurato il massimo impegno nell’accompagnare TIM nel suo percorso di sviluppo.
Per agevolare i processi interni in una fase di intenso lavoro, prosegue la nota, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di dotarsi di un Lead Independent Director, con le attribuzioni previste dal Codice di corporate governance di Borsa Italiana, chiamando ad assumere la carica la Consigliera Paola Sapienza.
Il Consiglio di Amministrazione, infine, in relazione alla manifestazione di interesse indicativa e non vincolante inviata da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (“KKR”), in data 19 novembre (la “Manifestazione d’Interesse”), riservandosi di valutare ogni opzione strategica nell’interesse della società e degli stakeholder ha istituito, su proposta del Comitato per il Controllo e Rischi un Comitato ad hoc costituito dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e da quattro Amministratori Indipendenti: il Lead Independent Director e gli Amministratori Paolo Boccardelli, Marella Moretti e Ilaria Romagnoli.
Il comitato avvierà tempestivamente e svolgerà, con il supporto degli advisor che all’uopo provvederà ad incaricare, tutte le attività istruttorie propedeutiche all’analisi del contenuto della Manifestazione non vincolante. Le attività e istruttorie del comitato saranno condotte secondo le migliori prassi al fine di consentire al Consiglio di valutare compiutamente la portata, il contenuto, le condizioni e le conseguenze della Manifestazione non vincolante, nonchè maturare e assumere, in maniera adeguatamente informata, le determinazioni in relazione alla stessa per quanto di propria competenza.
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Finisce 1-1 la sfida salvezza fra Cagliari e Salernitana

CAGLIARI (ITALPRESS) – Un gol di Pavoletti nel giorno del suo 33esimo compleanno non basta al Cagliari per vincere lo scontro diretto salvezza con la Salernitana. Nell’anticipo del venerdì sera all’Unipol Domus ci pensa Bonazzoli al 90′ a salvare i campani. Rossoblù e granata salgono a quota 8 punti, ma rimangono fermi all’ultimo posto della classifica.
In partenza Mazzarri archivia il 4-2-3-1 di Sassuolo e torna al suo classico 3-5-2 con Dalbert e Bellanova esterni a tutta fascia e Joao Pedro e Keita in avanti. Colantuono si affida al tridente pesante composto da Gondo, Djuric e Bonazzoli che ha anche il compito di dare manforte ai centrocampisti muovendosi tra le linee. Due punizioni di Marin finiscono fuori dallo specchio della porta di Belec che osserva la bella ma imprecisa rovesciata di Keita e mette le sue manone sul colpo di testa di Joao Pedro in pieno recupero. Praticamente immacolati invece i guantoni di Cragno perchè il Cagliari fa la partita e la Salernitana pensa soprattutto a difendersi. Da annotare una sola conclusione fuori misura di Coulibaly prima dell’infortunio muscolare che costringe Gondo al forfait: dentro Zortea per i granata, sempre più in emergenza infermeria. Problemi intestinali per Grassi (al suo posto Strootman) mentre cresce il ritmo in avvio di ripresa e anche la pressione rossoblù. Mazzarri intuisce il momento favorevole e lancia pure Pavoletti (fuori un acciaccato Dalbert) per un Cagliari a trazione anteriore. I sardi fanno le prove generali del gol avvicinando la porta con una conclusione di Marin e un’incornata di Joao Pedro, poi il vantaggio arriva e porta la firma proprio del neoentrato Pavoletti che taglia puntuale sul primo palo e mette alle spalle di Belec un preciso cross basso ancora di Joao Pedro. A questo punto la partita sembra in cassaforte per i padroni di casa, soprattutto perchè la Salernitana ha poche idee e confuse. Una sola disattenzione però basta e avanza al Cagliari per vedere sfumare il successo: su un cross di Zortea sul secondo palo, Nandez si dimentica di Bonazzoli che calcia al volo e fulmina Cragno. Rossoblù e granata conquistano un punto a testa che però serve poco a entrambi.
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