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Federmanager lancia il Patto della Dirigenza per un nuovo Rinascimento

ROMA (ITALPRESS) – E’ un Patto della dirigenza per l’Italia, quello delineato dal presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla a Roma, di fronte a oltre 600 tra dirigenti d’impresa e rappresentanti delle istituzioni, per costruire una crescita economica robusta e duratura, basata su occupazione, inclusività, welfare, transizione ecologica e trasformazione digitale.
Oltre al presidente Cuzzilla, l’Assemblea annuale di Federmanager ha visto la presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del ministro per le Pari opportunità Elena Bonetti e del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Un particolare saluto di indirizzo è stato portato dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.
Al centro dei lavori, il Patto della dirigenza per l’Italia per il rilancio economico del Paese, a partire dalla “messa a terra” degli interventi previsti dal Pnrr.
«E’ il nostro impegno a collaborare con tutte le forze del Paese per un nuovo rinascimento italiano e realizzare un sistema economicamente più competitivo, socialmente più equo ed ambientalmente più sostenibile – ha detto Stefano Cuzzilla nel suo intervento di apertura -. I manager italiani hanno già dimostrato di detenere strumenti concreti e metodo d’attuazione che hanno salvato le nostre imprese nel periodo più buio della pandemia. Ora siamo pronti per concretizzare il piano più ambizioso di riforme ed investimenti che si ricordi dal dopoguerra».
Oltre 222 miliardi di euro che sommati alle altre risorse nazionali ed europee, configurano una capacità di spesa 10 volte maggiore di quella sperimentata finora. Una tale improvvisa e massiccia iniezione di denaro rischia di agire come un doping sul sistema, se non si ha chiarezza su quali debbano essere gli obiettivi e su come raggiungerli.
«Risorse da spendere bene, proteggendole con rigore da illegalità, corruzione, e da un’evasione fiscale che da sola vale oltre 100 miliardi l’anno, riconoscendo che la cultura manageriale è una risorsa strategica per mettere la competenza al centro della gestione – ha affermato Cuzzilla – sottolineando l’importanza che i dirigenti d’impresa siano chiamati a collaborare ai tavoli decisionali per l’attuazione del Pnrr».
Secondo le stime di Federmanager e i dati dell’Osservatorio 4.Manager la centralità del ruolo dei dirigenti è sempre più riconosciuta dal sistema d’impresa italiano, così come lo è stata nella fase peggiore della pandemia. Secondo l’indagine Federmanager sulle risoluzioni dei rapporti con contratto da dirigente nel 2020 il numero di manager uscito dalle imprese è stato del 15% inferiore rispetto al 2019, e a ottobre 2021 la domanda di nuovi manager è risultata del 50% superiore a quella dello stesso mese del 2020.
Oggi le imprese chiedono competenze nuove, specialistiche e ad alto valore aggiunto. Una tendenza che trova riscontro nei dati forniti dall’Osservatorio 4.Manager che descrivono una difficoltà di reperimento in crescita che oggi riguarda il 36,4% del totale nuove assunzioni e che sale al 48,4% per i dirigenti. Esiste quindi un gap ancora da colmare in quanto l’offerta di profili manageriali non riesce a soddisfare la domanda.
«Federmanager è profondamente impegnata nello sviluppare piani di aggiornamento professionale e del definire i nuovi profili manageriali necessari al mercato – ha affermato Cuzzilla -. Prepariamo squadre di manager dell’innovazione, mobility manager, export manager, energy manager, digital cfo e manager per la sostenibilità necessari per massimizzare la ripresa economica. Oggi chiediamo al Governo di sostenere questo sforzo. Chiediamo di confermare il voucher per gli innovation manager e di prevedere strumenti simili per l’inserimento delle altre figure, a partire dai manager per la sostenibilità, oltre a sgravi fiscali che incentiveranno le imprese a investire nel nuovo che serve».
Un tema, quello delle competenze, che riguarda l’intero sistema produttivo e certamente anche il pubblico e i soggetti a capitale pubblico. «Davvero si pensa che il limite alle retribuzioni dei manager nella pubblica amministrazione o nelle società partecipate non abbia effetto sulla loro selezione e, quindi, sulle performance aziendali? – ha affermato Cuzzilla nel suo intervento -. Che sia possibile, a ogni cambio di maggioranza politica, sostituire la dirigenza senza effetti negativi sull’efficacia della Pa? Perchè mai un progetto pubblico dovrebbe rappresentare un sacrificio economico, quasi una crociata piena di insidie? Occorre smetterla di nascondersi dietro a un dito: ragioni di equità e ragioni di opportunità rendono questi limiti controproducenti».
Infine, ma non per questo ultimo per importanza, il tema delle riforme fiscali e previdenziali. Federmanager sostiene la richiesta delle imprese di abbattimento del cuneo fiscale e richiama l’urgenza di una riforma dell’Irpef che tuteli i redditi da lavoro e semplifichi gli adempimenti.
I conti pubblici della previdenza e dell’assistenza vanno separati. Così come non è pensabile che ancora si sottovaluti l’importanza della previdenza complementare: si sottolinea che, da più di 20 anni, il limite per la deducibilità fiscale per chi si iscrive a un fondo pensione sia rimasto invariato. Infine, Federmanager considera inammissibile che si proponga di eliminare la tassazione sui rendimenti e di portare a tassazione ordinaria ciò che oggi è già tassato al 15%, disincentivando ciò che dovrebbe essere incentivato.
I fondi di previdenza complementare raccolgono un risparmio potenzialmente strategico e andrebbero considerati nel loro ruolo di investitori istituzionali. Un ruolo che stanno dimostrando di esercitare, iniziando a investire nell’economia reale, sostenendo settori come infrastrutture, Pmi, real estate. Un ruolo strategico che può andare a beneficio del nostro Paese, che oggi ha oltre 1.000 miliardi di euro di risparmio privato parcheggiati sui conti correnti.
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Nel 2020 lavoratori pubblici in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020, secondo i dati dell’Inps, il numero di lavoratori pubblici con almeno una giornata retribuita nell’anno è di 3.678.999 (+2,5% rispetto al 2019), con una retribuzione media di 32.222 euro e una media di 278 giornate retribuite. La Scuola assomma il 39,2% dei lavoratori, seguita dal Servizio Sanitario con il 19,5%, dalle Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) con il 15,6% e dalle Forze Armate, Corpi di polizia e Vigili del Fuoco con il 14%. I lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato nel 2020 sono stati 3.083.087, circa l’84% del totale, con una retribuzione media annua di euro 35.883 e 301 giornate medie retribuite.
I lavoratori maschi rappresentano il 39,9% della distribuzione nel complesso; rispetto alle classi di età, si osserva che solo nella classe da 20 a 24 anni i maschi sono prevalenti con quote pari al 53%. Nelle classi di età tra 25 e 64 anni il divario per genere si accentua con una netta prevalenza delle femmine a quota 60%. La retribuzione media annua nel 2020, pari a 32.222 euro nel complesso, risulta molto differenziata sia per età sia per genere. Nel 2020, il 23,9% dei lavoratori pubblici era collocato nelle regioni nel Centro; a seguire le regioni del Nord-ovest con il 23,0%, il Sud con il 21,7%, il Nord-est con il 19,9% e le Isole con l’11,5%.
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Illimity, nei 9 mesi utile netto di 46,2 milioni

MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di illimity Bank, che si è riunito sotto la presidenza di Rosalba Casiraghi, ha approvato i risultati del Gruppo al 30 settembre 2021.
L’utile netto è di 18,8 milioni di euro (14,9 milioni di euro nel secondo trimestre 2021, +26%, e 9,5 milioni di euro nel terzo trimestre 2020, +98%), portando il risultato netto dei primi nove mesi dell’anno a 46,2 milioni di euro, in crescita del 90% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Il ROE dei primi nove mesi del 2021, su base annualizzata, si attesta a oltre il 9%.
I ricavi del terzo trimestre segnano una progressione del 49% rispetto al terzo trimestre 2020 trainati dalle attività ricorrenti del Gruppo e dallo sviluppo delle nuove iniziative. Alla forte performance si accompagna il graduale bilanciamento del mix di ricavi, con la componente di proventi diversi dal margine di interesse che nei nove mesi del 2021 rappresenta circa il 50% del totale.
“All’interno dei ricavi spicca la progressione delle commissioni – sottolinea illimity -, che nel terzo trimestre segnano una crescita del 18% su base trimestrale a 10,3 milioni di euro – ammontare di tre volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – trainate dalla robusta generazione di nuovi volumi di business del segmento Growth Credit, incluso il Factoring, dai solidi risultati di neprix e dal progressivo contributo delle nuove iniziative”.
I ricavi del periodo includono i primi proventi derivanti dall’accordo di concessione in licenza d’uso al Gruppo ION dei sistemi informativi sviluppati da illimity per 5 milioni di euro (parte dei 90 milioni di euro previsti in cinque anni).
Anche in questo trimestre la performance della Divisione Distressed Credit nell’attività di gestione dei crediti acquistati si conferma eccellente, con ottima progressione negli incassi e generando circa 5,3 milioni di euro di proventi da operazioni chiuse e circa 7,2 milioni di euro di altri proventi; complessivamente nei nove mesi del 2021 la Divisione ha generato ricavi per 146,1 milioni di euro.
Nonostante la Banca abbia continuato ad investire in nuove iniziative che non hanno ancora iniziato a produrre ricavi, i costi operativi nel terzo trimestre segnano un calo di circa il 9% rispetto al trimestre precedente per effetto di risparmi stagionali su alcune componenti dei costi del personale. Tale andamento, unitamente alla robusta performance dei ricavi, produce un ulteriore miglioramento del Cost income ratio, che raggiunge il 56% nel trimestre e il 60% nei nove mesi 2021, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+76% sui primi 9 mesi 2020).
Il risultato di gestione di illimity raggiunge 77,5 milioni di euro nei nove mesi 2021, quasi tre volte quanto riportato nello stesso periodo del 2020 pari a circa 28 milioni di euro.
Il profilo di rischio della Banca si rafforza ulteriormente, mantenendosi ai migliori livelli del sistema: il CET1 Ratio si incrementa al 20,1% a fine settembre 2021 (20,6% pro-forma per l’inclusione delle azioni speciali) per effetto del completamento dell’aumento di capitale riservato al Gruppo ION e degli utili del trimestre appena concluso.
Infine, la Banca prosegue nelle attività di sviluppo delle nuove iniziative delineate dal Piano Strategico secondo i tempi previsti.
“Il mondo che illimity serve, quello delle PMI, offre grandi opportunità. Un numero crescente di imprese presentano ambiziosi progetti di sviluppo del loro potenziale, molte stanno intraprendendo solidi percorsi di ristrutturazione e rilancio – commenta Corrado Passera, CEO e Fondatore di illimity -. Anche la crescita del credito corporate distressed accelererà allo scadere delle moratorie bancarie e si dimostrerà fondamentale il ruolo delle banche specializzate come illimity in questo segmento di mercato. Le scelte e gli investimenti tecnologici che abbiamo realizzato in questi anni ci permettono di offrire un modello di servizio che si è dimostrato competitivo sia per competenza che per efficienza. B-ILTY, la banca diretta per le small corporates che verrà avviata nella prima parte dell’anno 2022 sul mercato, completerà la costruzione del modello illimity e costituirà un assoluto unicum a livello non solo italiano. I risultati dei primi nove mesi del 2021 e, in particolare del terzo trimestre appena concluso, ci confermano che la strada intrapresa da illimity ha appena iniziato a dare i suoi frutti ai nostri clienti e ai nostri azionisti”.
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Vaccino, Speranza “Correre con la terza dose”

ROMA (ITALPRESS) – “Facciamo in fretta con il richiamo per fermare la quarta ondata”. Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con la Repubblica, annunciando che “si partirà prestissimo con l’obbligo di terza dose ai sanitari e chi lavora nelle Rsa”. IL ministro osserva come “l’incremento dei contagi è oggettivo. Cosa fare? Diciamo che è come rendersi conto che l’acqua sta salendo. Noi non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo giocare d’anticipo, come ci ha insegnato questo virus che va veloce”. Poi, aggiunge: “Siamo preoccupati, lo è l’Oms Europa e gli altri Paesi europei. Guardiamo a chi ci è vicino, all’Austria che è lì, a un passo, coi suoi nove milioni di abitanti e 12 mila casi al giorno: è come se da noi fossero 75 mila. In Italia un incremento è già in corso e nelle prossime settimane è realistico che continui a crescere”.
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Premiati i vincitori dell’Accademia della Stella Negroni 2021

ROMA (ITALPRESS) – Più di 350 studenti coinvolti, oltre 130 progetti presentati e 5 artwork vincitori. Si è chiusa così la prima edizione dell’Accademia della Stella di Negroni, nata in occasione dei 90 anni di Negronetto per sostenere i talenti del nostro Paese. La creatività, uno degli ambiti di eccellenza italiani riconosciuti nel mondo, il focus della prima edizione. Gli studenti coinvolti tra IED Istituto Europeo di Design, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e Politecnico di Milano Scuola e Dipartimento di Design, hanno reinterpretato in chiave contemporanea il portato iconico di Negroni. La giuria composta da Matteo Ragni, Francesco Poroli e Anna Godeassi ha decretato le cinque stelle creative che, utilizzando diversi stili, si sono sapute distinguere per originalità, estetica, impatto comunicativo, abilità tecnica e ricerca di un linguaggio semantico ed estetico che raccontasse il marchio, la sua storia ma anche la sua fruizione contemporanea. In palio borse di studio e, per i vincitori del super premio istituzionale, la possibilità di svolgere una sessione di alta formazione negli studi creativi dei giurati, attività che sarà supportata dal brand che si fa quindi ponte tra i talenti e il mondo del lavoro.
“Tante sono le eccellenze del nostro Paese, stelle che diffondono il Made in Italy nel mondo. Con Negroni, che da oltre 100 anni rappresenta la migliore salumeria italiana, abbiamo iniziato questa avventura per scoprirle e sostenere il talento e le capacità dei più giovani. Anche l’anno scelto non è stato casuale: abbiamo infatti celebrato i 90 anni di Negronetto, nato proprio da un’idea imprenditoriale semplice ma geniale. Ringraziamo tutti gli studenti che hanno accettato di partecipare alla prima edizione dell’Accademia della Stella, i docenti e i coordinatori del progetto”, ha commentato Claudia Ferrari, Responsabile Marketing Salumi Negroni.
Per NABA vince il concept “Ogni fetta è una stella” di Arianna Aiello, Beatrice Borsari, Alessandra Fabris e Sara Sozzini. Per IED vince Lara Montresor con un visual dalla palette calda che rappresenta l’immagine di un pic-nic in perfetto stile della tradizione italiana. Per il Politecnico di Milano sono Alessandro Raimondo, Manuel Reale e Lucrezia Valentini i vincitori del premio con il concept “Nutriamo da sempre la tua fantasia”. Alice Gasparri e Chiara Pezzetti, sempre del Politecnico di Milano, si sono aggiudicate, con il concept “Se è Negroni si sente”, il super premio istituzionale assegnato all’unanimità dalla giuria e dai rappresentanti del brand per la capacità di tradurre in immagine lo storico jingle, che da sempre contraddistingue e identifica il marchio della Stella. Al Politecnico di Milano va anche la menzione social. Lara Macrini, Andrea Pancher e Matteo Paoli sono gli autori del concept “Una fetta, mille storie”, pensato per raccontare l’universo Negroni e le scene quotidiane che collegano le persone al brand in un’unica rappresentazione.
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Paquetà stende la Colombia, Brasile qualificato ai Mondiali

SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – Il Brasile vola in Qatar. Dopo Germania e Danimarca in Europa, arriva la prima qualificata sudamericana ai prossimi Mondiali ed è la Selecao, a cui basta il successo di misura sulla Colombia per archiviare la pratica dopo appena 12 gare. E’ un gol dell’ex milanista Lucas Paquetà al 72′ a decidere la sfida contro i Cafeteros: verdeoro a quota 34 punti, a +9 sull’Argentina seconda che scenderà in campo nella notte contro l’Uruguay e +18 sulla zona spareggi. Una marcia da record per il Brasile: 11 successi di fila in casa nelle qualificazioni. Partita combattuta a San Paolo, dove Wilmar Barrios e l’atalantino Duvan Zapata spaventano i padroni di casa mentre Danilo e Marquinhos sono i più pericolosi fra gli uomini di Tite. Nella ripresa gli ingressi di Matheus Cunha, Vinicius Junior e Antony accendono la Selecao ma è una magia di Neymar, che di prima spedisce in porta Paquetà, a fare la differenza. Nelle altre gare della notte, il Cile continua la sua risalita: appena una vittoria nelle prime dieci gare, la Roja infila il terzo successo consecutivo rovinando il debutto di Guillermo Barros Schelotto al timone del Paraguay: ad Asuncion finisce 1-0 per gli ospiti, grazie alla sfortunata autorete di Antony Silva al 56′ sul calcio d’angolo battuto da Alexis Sanchez. Raggiunti Colombia e Uruguay a quota 16 mentre al terzo posto rimane l’Ecuador, che supera 1-0 il Venezuela grazie alla rete di Piero Hincapiè a quattro minuti dall’intervallo. Resta in corsa il Perù, che sale a 14 punti grazie al netto 3-0 sulla Bolivia a Lima: ad aprire le marcature è dopo nove minuti Gianluca Lapadula, pronto ad avventarsi su un pallone vagante in area, poi Christian Cueva e Sergio Pena chiudono il discorso già nel primo tempo.
Nella notte, a Montevideo, tocca a Uruguay e Argentina: alla Seleccion, con Messi titolare, bastano sei punti nelle prossime sei partite per staccare il biglietto per il Qatar.
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Covid, incidenza settimanale e Rt in salita

ROMA (ITALPRESS) – L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 78 per 100mila abitanti (05/11/2021-11/11/2021) rispetto ai 53 per 100mila abitanti (29/10/2021-04/11/2021). E’ quanto emerge dai dati sul Covid-19 della cabina di regia, resi noti dall’Istituto Speriore di Sanità.
Nel periodo 20 ottobre – 2 novembre l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21 (range 1,08 – 1,31), in aumento rispetto alla settimana precedente e stabilmente al di sopra della soglia epidemica. E’ stabile e sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt1,14 al 2 novembre rispetto a Rt 1,12 al 26 ottobre). All’11 novembre il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 4,4% rispetto al 4,0% della rilevazione giornaliera al 4 novembre. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,1% (rilevazione all’11 novembre) rispetto al 5,3% al 28 ottobre. Venti Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, una Regione è ad alta probabilità di progressione a rischio alto, mentre 11 riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 rispetto a 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% rispetto al 35% della scorsa settimana). E’ in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% rispetto al 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18%).
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Stefano Domenicali visita il Circuito Panamericano di Pirelli

SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – Alla vigilia del Gran Premio del Brasile, Stefano Domenicali, presidente e Ceo di Formula 1, ha visitato oggi il Circuito Panamericano, il proving ground di Pirelli più avanzato al mondo. Ad accompagnarlo nel corso della sua visita sono stati Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing, e Cesar Martin Alarcon, Ceo e vicepresidente esecutivo Pirelli LatAm. “Pirelli è un partner tecnologico di grande valore per la Formula 1 che fa un lavoro incredibile per questo sport nel corso di tutta la stagione – commenta Domenicali – E’ stato molto interessante visitare il Circuito Panamericano, un impianto all’avanguardia dove Pirelli testa i pneumatici stradali utilizzando l’expertise che matura sui campi di gara di F1. Oggi ho avuto l’opportunità di vedere come l’attività sportiva abbia una ricaduta diretta sui pneumatici che guidiamo su strada ogni giorno”. “Il Circuito Panamericano è il complesso multipista più grande dell’America Latina – le parole di Isola – E’ stato un piacere ospitare Stefano Domenicali e mostrare il legame stretto che c’è tra la continua sperimentazione ed evoluzione dei pneumatici da competizione e i nostri prodotti stradali”. Da anni Pirelli è leader di mercato in Brasile – il più grande Paese del Sud America – con una presenza industriale di lunga data e diversi stabilimenti. Parte fondamentale della presenza di Pirelli nel Paese è stato l’importante investimento nel Circuito Panamericano, che ora è il più sofisticato proving ground Pirelli. La pista è l’ultima nata tra i circuiti di prova Pirelli dopo quello storico di Vizzola Ticino, in Italia, e il Centro Sottozero, in Svezia, nell’ambito del dipartimento R&D che comprende 12 centri in tutto il mondo per un totale di quasi 2000 dipendenti. Con sette possibili configurazioni di pista per un totale di 22 chilometri, il Circuito Panamericano, situato vicino a San Paolo e allo stabilimento Pirelli di Campinas, è il più grande complesso multipista dell’America Latina, in grado di offrire la tecnologia più all’avanguardia per effettuare test avanzati di pneumatici. Comprende percorsi di handling su asciutto e su bagnato ma anche in fuoristrada: tutti test essenziali nella progettazione e produzione di pneumatici all’avanguardia. In totale, è possibile eseguire contemporaneamente 15 test diversi, e il circuito viene utilizzato anche per la formazione di conducenti, presentazioni stampa di prodotto e attività di riprese video. La pista di dry handling è stata progettata da Studio Dromo, nota azienda italiana che si occupa della progettazione e realizzazione di circuiti, che è stata anche responsabile della costruzione o dell’ammodernamento di molte delle piste attualmente presenti nel calendario di Formula 1, non ultima Zandvoort in Olanda. In aggiunta al suo ruolo principale di testing di pneumatici per uso stradale, il circuito ha già ospitato test per stock car e Formula 3 evidenziando lo stretto legame tra pista e strada che Pirelli persegue nello sviluppo dei propri pneumatici.
Pirelli ha investito 90 milioni di real brasiliani – circa 14 milioni di euro – nel Circuito Panamericano, e questo sottolinea ancora una volta l’impegno nella ricerca e sviluppo grazie anche alla centenaria presenza nel motorsport che rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove il know-how acquisito in pista riesce ad arrivare fino ai pneumatici utilizzati tutti i giorni su strada. Il motorsport rappresenta anche un territorio comune con i principali costruttori di supercar, segmento che Pirelli presidia con i propri pneumatici, equipaggiando una supercar su due del mercato.
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