ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato fatto per i sanitari e come loro docenti e operatori delle scuole lavorano in ambienti a rischio, a contatto con i giovani che sotto i 12 anni non sono immunizzati in quanto non è ancora disponibile il vaccino per la loro età”. In una intervista al Corriere della Sera, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, evidenzia la necessità di aggiungere i dipendenti della scuola fra le categorie ad alta priorità per la terza dose di vaccino: “sempre rispettando però i sei mesi che devono intercorrere tra la seconda e la terza dose – precisa -. Non c’è evidenza scientifica che sia necessario anticipare. Teniamo conto che gran parte del personale ha completato il ciclo in estate (il 90% con AstraZeneca) quindi c’è ancora un pò di tempo. Una decisione non è stata presa, se ne sta discutendo”.
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Vaccino, Sileri: “Per la terza dose priorità anche ai docenti”
Gasperini “6 punti per certezza superamento turno in Champions”
BERGAMO (ITALPRESS) – “Bisogna fare sei punti per avere la matematica certezza di superare il turno. Col Manchester non è decisiva, ma è chiaramente molto importante”. Lo ha dichiarato l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini durante la conferenza stampa alla vigilia del match contro il Manchester United. “City e Liverpool – ha proseguito il tecnico nerazzurro – le abbiamo incontrate in un momento di massimo valore per loro, squadre consolidate, organizzate da tempo, con il loro modo di giocare. Lo United sembra una squadra in costruzione, che ha ancora alcune cose da definire. Però ha un potenziale notevole, magari passa da una sconfitta a una vittoria eclatante, ma ciò non toglie nulla sulle loro potenzialità”. “Palomino e Demiral non hanno problemi. Djimsiti si allena con il gruppo, non ha nessun problema, si è fratturato radio e ulna. Sta migliorando molto, ma il braccio non lo muove con disinvoltura – ha spiegato il mister orobico in merito alla rosa a disposizione – Toloi lo recupereremo dopo la sosta, Pessina è molto vicino e non so se lo richieremo a Cagliari. Il recupero di Gosens sta procedendo molto bene. Questi infortuni si sono verificati all’inizio del ciclo, con 7 partite in 20 giorni. Sono un’enormità, non sono tantissimi giorni per questo tipo di infortuni, ma abbiamo avuto sfortuna perchè sono successi tutti insieme”. “Sono stato tentato dall’Inter, ma io avevo le mie idee, sono contento di essere rimasto qui a Bergamo – ha invece sottolineato l’attaccante colombiano Duvan Zapata – Credo sia stata la cosa migliore per me e per la mia famiglia, il mio futuro? Lo vedo sempre qua, nerazzurro”. La punta ha parlato anche della sfida di domani con i Red Devils: “Mi aspetto una partita tosta, come tutte quelle che ci sono in queste competizioni. Hanno appena vinto in campionato, l’intensità sarà alta, dovremo essere bravi a sfruttare le nostre capacità, dobbiamo cercare di vincere questa partita in casa. Il gol prima poi arriverà, ma l’importante è fare una buona partita per poter conquistare i tre punti”.
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Pirelli porta in Messico le mescole centrali della gamma
CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Come il Gran Premio degli Stati Uniti, anche il Gran Premio del Messico è tornato in calendario a distanza di due anni. Per questa gara sono state selezionate le mescole centrali della gamma: C2 come P Zero White hard, C3 come P Zero Yellow medium e C4 come P Zero Red soft. La nomination è la stessa del 2019, anno in cui la gara si era svolta qualche giorno prima, mentre è di uno step più dura rispetto al 2018 (quando si capì che la C5 era una scelta troppo aggressiva per il Messico). Anche se la scelta mescole è la stessa fatta per il COTA due settimane fa, l’Autodromo Hermanos Rodrìguez ha caratteristiche molto diverse: è molto più liscio, con due settori finali stretti e tortuosi, e un lungo rettilineo di partenza, parte di un primo settore molto veloce. Questo pone particolare enfasi sulla frenata, ma anche la trazione è un elemento chiave. La versatilità delle mescole P Zero centrali di gamma le rende adatte alle specificità della pista di Città del Messico.
Questo è uno dei circuiti storici per la Formula 1, nato a fine anni ’50. Da allora, però, è stato ampiamente rinnovato – l’intervento più recente ad opera del famoso architetto di circuiti Herman Tilke – prima del ritorno in calendario nel 2015. Con un’altitudine di 2285 metri sul livello del mare, l’Autodromo Hermanos Rodrìguez si trova più in alto (di oltre 1000 metri) rispetto a qualsiasi altra pista in calendario. Ciò significa che l’aria è più rarefatta, quindi anche se le monoposto hanno un assetto carico per cercare di generare grip aerodinamico in curva, in realtà l’effetto della deportanza è ridotto al minimo e questo, come conseguenza, può generare scivolamento. I primi tre classificati nel 2019 hanno utilizzato tutti una strategia a una sosta medium-hard (con alcuni lunghi stint su hard), mentre Charles Leclerc (Ferrari) è arrivato quarto effettuando due soste e realizzando due stint su medium. La soft invece non è stata molto utilizzata a causa del graining, sebbene questo aspetto si sia ridotto tra le prove libere e la gara, e nel complesso i piloti partiti con la soft sono stati in grado di terminare il gran premio con due soste. La pista non ha ospitato molte gare negli ultimi due anni. Di conseguenza, i piloti dovranno affrontare una superficie particolarmente “verde” e scivolosa all’inizio, che dovrebbe evolvere rapidamente durante il fine settimana. Ma, dato che il meteo è imprevedibile in questo periodo dell’anno a Città del Messico, c’è sempre la possibilità che arrivino acquazzoni a “resettare” l’asfalto. “L’altitudine elevata in modo particolare, ma anche la conformazione stessa del circuito, generano sempre una serie di sorprese e di sfide interessanti in Messico, quindi spesso la gara è imprevedibile e ci sono diverse opzioni a livello di strategia – commenta Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli – L’ultima volta che abbiamo corso qui, medium e hard sono stati i pneumatici su cui i team hanno puntato di più durante la gara e, in base al livello di graining e di scivolamento che potrebbero verificarsi con la soft, quest’anno potrebbe succedere la stessa cosa. Perciò, comprendere il gap prestazionale tra soft e medium sarà fondamentale per le qualifiche. L’Hermanos Rodrìguez è un circuito storico ed emozionante, quindi siamo felici di tornare dopo due anni. La gara si svolgerà all’incirca nello stesso periodo dell’anno di due stagioni fa e, da allora, non è stata effettuata nessuna modifica significativa della pista, eccetto una parziale riasfaltatura prima della curva 1 per livellare una disconnessione. Tuttavia, le monoposto sono cambiate molto nel frattempo, quindi è difficile dire se i dati ricavati nel 2019 siano ancora attuali”.
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MILAN E NAPOLI IN TESTA, LA JUVE E’ IN CRISI
Milan e Napoli vittoriosi e a braccetto in vetta. Successi molto travagliati. Il Milan in dieci (espulso Hernandez) ha portato a casa tre punti vitali con un 2-1 molto risicato, anche se a un certo punto sembrava dominatore della partita. Ibrahimovic 40 anni e 400 gol. Di Kessie il raddoppio. La Roma si è vista solo nel finale, ma ha segnato un solo gol con El Shaarawy, un ex. Mourinho (“Se parlo domenica non sono in panchina” ha detto e se n’è andato) ha lasciato il campo, ha protestato, era fuori di sè, ma il Milan ha meritato. Nel derby di Salerno, il Napoli (senza Osimhen e Insigne) non è riuscito a segnare per un’ora. Spalletti ha fatto dei cambi e subito Petagna ha colpito la traversa e Zielinski ha sbloccato il risultato. Non è stata una vittoria brillante, ma importante per la capolista. Le espulsioni di Kastanos (entrataccia su Anguissa) e Koulibaly (fallo da ultimo uomo) hanno caratterizzato il finale. Di Lorenzo sulla linea ha salvato il Napoli. Salernitana in ripresa. L’Udinese per un’ora aveva bloccato l’attacco più forte del campionato (ora a 28 gol), quello dell’Inter, poi una doppietta di Correa (che già ne aveva fatta una al Verona) è stata determinante.
La squadra di Gotti è ben organizzata, ma segna poco (12 reti: solo Venezia e Salernitana hanno fatto peggio). Per Inzaghi, è in vista il derby. Fra Atalanta e Lazio partita elettrica: la squadra romana si è fatta rimontare due volte. Col 159.mo gol Immobile ha raggiunto il mitico Piola. Reina, colpito alla testa da un oggetto, ha proseguito. Campo di Bergamo squalificato? Vlahovic (tripletta: in tutto 8 reti) ha aiutato Italiano a battere il “suo” Spezia che, con la peggior difesa (26 gol subiti), è sceso ancor di più in classifica. La Fiorentina è ai margini della zona Champions. Ma il fatto più saliente è stato però il disastro della Juve: un punto in tre partite. Noi siamo dell’idea che CR7 abbia nociuto alla Juve nel lungo periodo. Tanto di cappello ai suoi gol e al suo impegno: ci eravamo entusiasmati per la sua presenza nel nostro campionato. Grazie anche a lui il club più titolato ha vinto – è vero – due scudetti, ma ne ha perso uno. Se n’è andato dopo il 2-2 di Udine, subentrando nella ripresa, segnando un gol (annullato) e lasciando fra le macerie anche economicamente il club visto il rosso di quasi 400 milioni.
Non tutte colpe sue, intendiamoci, ma di chi non ha saputo pilotare. Hanno pagato gli allenatori: Sarri, Pirlo (liquidati) e adesso Allegri la cui difesa è andata a picco (15 gol subiti). A Verona attacco in difficoltà (Dybala una traversa e vari tiri, McKennie a segno). Nel giro di un quarto d’ora la Juve si è trovata sotto di due. Autore Simeone (6 reti in tre gare: 8 in tutto). Nella ripresa ha riaperto la partita, ma ha forzato contro la bravura di Montipò. L’attacco dell’ex juventino Tudor ha segnato 24 gol (la Juve nove di meno) e ha raggiunto la squadra di Allegri in classifica. Casale andava espulso, forse sarebbe andata diversamente. Ora i punti di distacco dei bianconeri dal primo posto sono 16. Troppi, per pensare a un recupero. Il tecnico juventino ha detto: “C’è da vergognarsi”. Gli crediamo sulla parola. L’Empoli, squadra di vocazione corsara, ha vinto la partita degli ex col Sassuolo, facendo dimenticare l’impresa degli emiliani sul campo della Juve e salendo al livello dei bianconeri, in classifica.
Il Torino ha messo sotto facilmente una Sampdoria arrendevole con i gol di Praet, Singo e Belotti che, dopo aver colpito un palo, ha segnato il gol n.100 in serie A. Espulso Adrien Silva. D’Aversa resisterà a lungo? Monday Night il Bologna affronterà il fanalino di coda Cagliari. Nonno Mihajlovic recupererà Soriano, Sumaoro e Arnautovic. Mazzarri ha mezza squadra fuori: Dalbert, Strootman, Caceres, Godin ecc. fra gli assenti. Arbitro Massa. In zona salvezza, a parte lo Spezia sconfitto a Firenze, il Genoa non è riuscito a superare la difesa del Venezia. Uno 0-0 che ha lasciato le due squadre in cattive acque. Ora le Coppe: le milanesi e l’Atalanta trepidano.
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Capello “Calcio non è basket, un ex giocatore per aiutare Var”
ROMA (ITALPRESS) – Il rigore accordato ieri sera da Maresca al Milan per un presunto fallo di Ibrahimovic non ha fatto solo inviperire il tecnico della Roma Josè Mourinho ma non ha convinto nemmeno un doppio ex come Fabio Capello. “In Italia si arbitra in questa maniera – spiega l’ex ct di Inghilterra e Russia, 75 anni, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai RadioUno, analizzando il posticipo di ieri sera – Il calcio è anche contatto e dinamica, la mia proposta è sempre stata di mettere un ex giocatore vicino al Var per far capire la dinamica di quanto succede e poi discutere. Il calcio non è il basket, dove peraltro sono ammessi più contatti… Negli altri campionati internazionali questo non succede, in Italia invece continua a vedersi”. Per Capello, cambiare la direzione di gara porterebbe anche ad una diminuzione dei falli e a un maggior tempo effettivo: “C’è qualche arbitro che dirige in una certa maniera, che non fischia falletti e rigoretti. Capisce che cè un contatto, la lotta per la palla, e si va avanti: se fischi per ogni spinta, aumentano interruzioni e proteste. Meno fischi e meno ci sono proteste. Dipende dalla personalità dell’arbitro, che comprenda come il calcio sia un gioco di contatto, dopo un quarto d’ora i giocatori capiscono e non si buttano per terra, come invece successo ieri sera”. E, tornando al posticipo dell’Olimpico, Capello ammette che quella del Milan è stata “una vittoria meritata. La Roma, quando è riuscita ad andare avanti, è stata sufficientemente percolosa e sfortunata, il Milan però è più squadra e più convinta della propria forza, con un Ibra tornato protagonista nonostante avesse giocato poco”. A proposito dello svedese, che Capello allenò per primo in Italia alla Juventus: “Non mi sorprese sia arrivato a questi livelli. Quando arrivò alla Juve non sapeva calciare o calciava in una sola maniera. Grazie a Galbiati e ai miei suggerienti tecnici è migliorato, tanto che calcia anche le punizioni. La sua costanza mi ha fatto capire che sarebbe diventato un grande, doveva maturare come idea di quello che doveva fare sul campo”. Se il Milan ha Ibra, il Napoli ha Osimhen: “Mi piace molto, è importante ed ha forza e determinazione. Con una qualità discreta, fisicamente dà quella potenza di fuoco davanti che negli anni passati mancava. Il Milan però ha più personalità, qualità che ha anche l’Inter”. La Juventus invece, almeno in campionato, sembra avere difficoltà quasi insormontabili: “Avevo suggerito ad Allegri di non rientrare e gli avevo previsto che sarebbe stato l’ombrellone di tutti i guai. I giocatori non esprimono tutto il loro potenziale e si vede in campo. E di questo si dà la colpa all’allenatore, che è stato fermo per due anni. Non è una situazione facile da ribaltare”. Detto che un Mondiale ogni due anni gli sarebbe piaciuto egoisticamente da calciatore, Capello infine si sofferma su Mourinho: “E’ adattissimo a Roma, ha capito le difficoltà di una piazza che si esalta e si deprime molto facilmente”.
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Green pass, il Garante della Privacy: “Attenti alle app pirata”. E avvia un’indagine
ROMA (ITALPRESS) – Diversi produttori e sviluppatori, anche di altri Paesi, hanno messo a disposizione sugli store on line app per la verifica del green pass che consentono a chi le scarica, inquadrando il QR Code, di leggere dati personali come nome, cognome, data di nascita, ma perfino dosi o tamponi effettuati. In alcuni casi le app richiedono anche una registrazione per il download e trasferiscono i dati a terzi.
Il Garante per la protezione dei dati, in una nota, “mette in guardia tutti gli utenti dallo scaricare queste app, che trattano dati in violazione delle disposizioni di legge, le quali stabiliscono che è l’App VerificaC19, rilasciata del Ministero della Salute, l’unico strumento di verifica delle certificazioni verdi utilizzabile per garantire la privacy delle persone”.
L’Autorità ha deciso inoltre di avviare un’indagine sulle app per green pass non in regola, riservandosi gli opportuni interventi a tutela degli utenti.
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Il Milan espugna Roma con super Ibra, in testa col Napoli
ROMA (ITALPRESS) – Nella serata in cui Zlatan Ibrahimovic tocca quota 400 gol nei campionati nazionali, il Milan batte anche la Roma per 2-1, tiene il passo del Napoli in testa alla classifica ma perde per squalifica Theo Hernandez per il derby contro l’Inter. Ritmi alti sin dai primi quindici minuti con due squilli per parte. Marca Pellegrini per la Roma ma il capitano giallorosso col mancino non trova lo specchio della porta in due occasioni. Per i rossoneri ci prova prima Kessie con un destro largo al 6′, poi Leao con un tiro al volo impreciso al 10′. A sbloccare il risultato ci pensa l’uomo più atteso: Zlatan Ibrahimovic al 25′ si incarica di un calcio di punizione dal limite dell’area e nonostante la posizione defilata riesce a sorprendere Rui Patricio con una traiettoria bassa e potente sul palo scoperto. E’ il 400esimo gol nei campionati nazionali in cui ha giocato. Al 38′ altra giocata spettacolare dello svedese che col petto mette Leao davanti a Rui Patricio: c’è il gol ma non conta perchè è tutto fermo per fuorigioco ad inizio azione del classe 1981. Dominio del possesso palla nel primo tempo per il Milan con il 68% mentre i giallorossi chiudono i 45′ senza tiri in porta. Numeri che spingono Mourinho a cambiare: fuori uno spento Mkhitaryan, dentro il giovane Afena-Gyan, già subentrato a Cagliari nel secondo tempo. Ma è il Milan a spaventare la Roma con il secondo gol annullato della serata, stavolta a Ibrahimovic ma sempre per fuorigioco. Ma al 57′ il Milan raddoppia su rigore conquistato dal solito, infaticabile Ibrahimovic, a terra dopo un contrasto con Ibanez: dagli undici metri Kessie non sbaglia. Ma gli episodi arbitrali non sono finiti e al 67′ se ne verifica uno pesantissimo per il Milan: Theo Hernandez stende Pellegrini fuori area e riceve da Maresca il secondo giallo che lo costringerà a saltare il derby contro l’Inter. Salta ogni schema e Mourinho manda in campo anche El Shaarawy, Carles Perez e Shomurodov. La Roma assedia il Milan, trova il gol nel recupero con El Shaarawy, sfiora il pari con Carles Perez, Pellegrini protesta per un presunto tocco di mano in area ma non basta. Il Milan sale a 31 punti in classifica.
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