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Vaccino, Locatelli “Presto la terza dose per i pazienti fragili”

ROMA (ITALPRESS) – “L’introduzione dell’obbligo di vaccinazione anti Covid è una decisione che spetta alla politica. Il premier Draghi e il ministro Speranza sono stati chiari. E’ una delle opzioni da considerare, attuabile anche in base all’articolo 32 della Costituzione”. Lo dice Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, intervistato dal Corriere della Sera. Per quanto riguarda la terza dose “si partirà molto presto con i pazienti immunodepressi. E’ in fase avanzata la discussione per offrire una terza dose agli over 80, ai ricoverati nelle residenze sanitarie assistite, le Rsa, al personale sanitario. Sarà una terza dose del vaccino, al momento, preparata come le prime dosi, impiegando la sequenza del ceppo originario del virus e questa tipologia di vaccino è assolutamente efficace anche nel proteggere dalla variante Delta. Ci si orienterà sui composti basati sulla tecnologia dell’Rna messaggero (Pfizer-BioNTech e Moderna)».
“Dialogo, persuasione e convincimento restano sempre la strada maestra – spiega -. La scelta di non immunizzarsi nuoce soprattutto a chi la prende. Oltre a ‘non volersi benè, significa non voler procedere nella direzione del senso di responsabilità civile. I dati non mentono. Mostrano con chiarezza che il numero dei pazienti vaccinati ricoverati in terapia intensiva è molto contenuto. Numeri che dovrebbero far riflettere chi ancora si tira indietro”.
La partita del futuro “si gioca sulla vaccinazione ma anche su comportamenti individuali responsabili: indossare la mascherina negli assembramenti, distanziamento, igiene delle mani”.
Al momento “non ci sono condizioni che prefigurino un’evoluzione dell’epidemia tale da dover ricorrere” a nuove chiusure”. “E’ un bene, tuttavia, ricordarlo come possibile scenario”, aggiunge.
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Jorginho sbaglia rigore, Svizzera-Italia 0-0

BASILEA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – L’Italia resta imbattuta (36 gare, battuto il record di Spagna e Brasile) ma, dopo il pareggio con la Bulgaria, perde un’altra occasione per blindare il primo posto del gruppo c di qualificazioni ai Mondiali del 2022. La Nazionale di Mancini pareggia 0-0 contro la Svizzera, seconda a quattro lunghezze ma con due gare in meno, in una partita condita tra i rimpianti per il rigore sbagliato da Jorginho al 53′. A sorpresa Mancini rinuncia a Chiesa. Al suo posto Berardi, con Locatelli a centrocampo proprio come nell’ultimo precedente dell’Olimpico ad Euro 2020. La connessione tra ex compagni al Sassuolo è ancora solida e l’occasione più nitida del primo tempo è frutto proprio dell’asse tra i due amici: Locatelli ruba palla e vede subito un corridoio in verticale per Berardi che a tu per tu con Sommer spreca malamente. Non è l’Italia spumeggiante dell’Europeo ma sono comunque gli azzurri a creare le chance più pericolose: al 35′ ci prova Insigne e la sua conclusione col destro da fuori area non va lontana dal palo. Al 42′ c’è il primo brivido per gli azzurri: Akanji svetta di testa da calcio piazzato e va vicino ad inquadrare la porta di Donnarumma.
Nella ripresa, al primo errore d’impostazione della Svizzera, l’Italia prova a pungere. Al 51′ fa tutto Rodriguez che prima regala palla a Immobile e poi stende in area Berardi: ma dagli undici metri Sommer legge la traiettoria di tiro del rigore di Jorginho, al secondo errore consecutivo dopo quello contro l’Inghilterra in finale di Euro 2020. Allo scoccare dell’ora di gioco, è il momento di Federico Chiesa e Nicolò Zaniolo che prendono il posto di Berardi e Immobile. Al 72′ ci prova Insigne che aggancia in area e tenta il tiro in girata ma Sommer è ancora una volta perfetto. L’Italia staziona nella metà campo avversaria ma non riesce a penetrare in area. La Svizzera rinforza la mediana con l’ingresso di Zakaria e toglie spazio sulla trequarti. L’Italia si allunga e non si affaccia più con pericolosità dalle parti di Sommer. Ora il cammino verso Qatar è più in salita.
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Roglic mattatore alla Vuelta, tris di trionfi e poker di tappe

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il re di Spagna e delle cronometro è sempre Primoz Roglic. Nell’epilogo della Vuelta 2021 lo sloveno del team Jumbo-Visma non si risparmia e si conferma imbattibile nella prova contro il tempo. Dopo l’oro olimpico di Tokyo e il successo nella prima tappa dell’ultimo grande giro della stagione, Roglic si impone anche nei 33.8 km da Padron a Santiago di Compostela. L’ennesima prova di forza che rovina la serata a Magnus Cort Nielsen (EF Education-Nippo), apparso inavvicinabile per il resto dei corridori in gara. Non per la maglia rossa, che gli rifila 14 secondi e tira fuori gli artigli, superando addirittura Enric Mas negli ultimi metri. Altro “atto di superiorità” nei confronti dello spagnolo del Movistar team, secondo nella classifica generale. Il primo degli umani, a confronto dell’alieno Roglic che, con i suoi 4’47” di vantaggio su Mas, vince la Vuelta con il margine più ampio dal 1997.
“Sono state tre settimane super, sono felice per tutti i ragazzi intorno a me e per la squadra. E’ stata durissima soprattutto l’ultima settimana, ma mi sono divertito molto nel sentire il calore della gente”, le parole del mattatore della Vuelta, al terzo successo consecutivo (dopo i trionfi del 2019 e dello scorso anno) come Roberto Heras (2003-05, recordman con quattro trionfi complessivi) e Tony Rominger (1992-94). “Ma non penso alle statistiche, mi concentro su ciò che devo fare”, il suo “mantra”, che gli ha permesso di sbaragliare la concorrenza con quattro successi di tappa nell’edizione appena conclusa.
L’ultimo gradino del podio conclusivo va a Jack Haig (Bahrain Victorious), che si difende e incrementa il vantaggio su Adam Yates. La maglia verde è di Jakobsen (Deceuninck Quick-Step); quella a pois di Michael Storer (Team Dsm); mentre quella bianca è sulle spalle di Gino Mader (Bahrain Victorious).
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Premio Ischia di Giornalismo, si chiude la due giorni

ISCHIA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo saluta la quarantaduesima edizione e guarda già all’edizione 2022.
Nella giornata conclusiva di consegna dei premi grande spazio alla musica con Nina Zilli e il violinista Alessandro Quarta, all’attore Peppe Barra la chiusura dello spettacolo con un cameo musico-teatrale.
Due i fuori programma rispetto ai premi già assegnati, l’omaggio del Premio Ischia a Procida Capitale della Cultura 2022 con la chiusura della manifestazione da parte del sindaco dell’isola di Arturo, Dino Ambrosino, quasi a voler lanciare un immaginario ponte tra Ischia e Procida per aprire l’anno della Cultura.
E l’assegnazione della Coppa di Nestore, al decano del Premio Ischia, Carlo Gambalonga, che da 25 anni collabora e contribuisce al successo del premio Ischia internazionale di giornalismo.
Questi i vincitori della 42 edizione scelti dalla giuria presieduta da Giulio Anselmi e composta da Andrea Abodi, Lucia Annunziata, Luigi Contu, Marco Damilano, Luciano Fontana, Massimo Franco, Carlo Gambalonga, Giovanni Grasso, Federico Monga, Mario Orfeo e Fabio Tamburini.
Alessandra Galloni, nuova direttrice della agenzia Reuters, è la vincitrice della 42esima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.
Giovanni Floris, conduttore di “DiMartedi” su La7, Premio Ischia giornalista televisivo dell’anno. Agnese Pini, direttrice de “La Nazione” Premio Ischia per la carta stampata. Da agosto 2019 è la direttrice de “La Nazione”, prima donna in 160 anni di storia del quotidiano.
Nicoletta Carbone (Radio 24) autrice e conduttrice di “Obiettivo benessere” premio Ischia per il settore radiofonico,
Alessandro Barbano, condirettore del “Corriere dello Sport”, premio Ischia per il giornalismo sportivo istituito dall’ICS Istituto per il Credito Sportivo.
In questa edizione si è voluto accendere un focus sull’attualità e sui diritti umani, con il conferimento del Premio Ischia per i diritti Umani in collaborazione con l’associazione Cultura Italiae alla 32enne Zahra Ahmadi, impegnata coraggiosamente da tempo nella difesa dei diritti femminili in Afghanistan.
Mario Viola e Davide Colaccino sono i vincitori del Premio Comunicatore, la sezione dedicata ai protagonisti della comunicazione istituzionale, aziendale e sociale della quarantaduesima edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. Lo ha deciso la giuria del Premio Comunicatore presieduta da Gerardo Capozza (segretario Generale ACI) e composta da Leonardo Bartoletti (amministratore di Headline s.r.l.), Antonella Dragotto (direttore – consulente comunicazione, media e relazioni esterne IVASS, Tiziana Flaviani (responsabile della Funzione Comunicazione del Gruppo Acea), Ludovico Fois (responsabile Relazioni Esterne ed Affari Istituzionali ACI), Carlo Gambalonga (giornalista), Massimiliano Paolucci (direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Sostenibilità di Terna), Stefano Porro (direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali di Atlantia s.p.a.), Valeria Speroni Cardi (head of Corporate Press & Media Relations di Menarini Group), Luciano Tancredi (direttore Public Affairs e Communications di Finso – Gruppo Fincantieri) e Fernando Vacarini (responsabile Media Relations, Corporate Reputation and Digital PR di Corporate Unipol).
Gerardo Ausiello, giovane capocronista del quotidiano il Mattino, è il vincitore del Premio “Marco Suraci” assegnato dalla Regione Campania di concerto con la Fondazione Premio Ischia ai giornalisti under 40. Il premio è dedicato al giovane cronista dell’Ansa, Marco Suraci prematuramente scomparso nel 2002 all’età di 37 anni.
Il riconoscimento dedicato da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, alla “Comunicazione Sostenibile” nell’ambito del Premio Ischia Internazionale di giornalismo, va quest’anno a Sonia Filippazzi, conduttrice dal 2019 su Radio 1 Rai del programma “L’Aria che respiri”.
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Mattarella “Non si invochi la libertà per sottrarsi al vaccino”

PAVIA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università di Pavia, ha ribadito “il dovere morale e civico della vaccinazione”.
Il capo dello Stato ha parlato del vaccino anti-Covid come dello “strumento che con grande velocità la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus e sta consentendo di superarne le conseguenze per la salute ma anche economiche e sociale. Il mondo scientifico è stato di esempio nella comunità internazionale, richiamando l’utilità della cooperazione, sotto ogni profilo. Questo – ha aggiunto – richiama al senso di responsabilità comune che ciascuno deve avvertire. Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perchè quella invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui, e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui”.
“Chi pretende di non vaccinarsi, naturalmente con l’eccezione di chi non può farlo per motivi di salute, e comunque di svolgere vita normale, frequentando luoghi condivisi di lavoro e di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunciare a prospettive di normalità di vita”, ha proseguito il presidente.
“Ma io vorrei pensare soprattutto alla stragrande parte dei nostri concittadini che invece con grande senso di responsabilità hanno adottato comportamenti appunto responsabili”, ha sottolineato Mattarella.
“Le espressioni di violenza e minacce che affiorano in questo periodo contro medici, scienziati, giornalisti ed esponenti delle istituzioni, sono fenomeni allarmanti e gravi. Vanno contrastati con fermezza e sanzionati con doveroso rigore”, ha poi proseguito il capo dello Stato.
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Gp Olanda, Isola “Ruolo di primo piano per tutte e tre le mescole”

ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – “Tutte e tre le mescole che abbiamo nominato per la gara hanno giocato un ruolo di primo piano come evidenziato dall’ampia varietà di strategie adottate oggi su questo nuovissimo ed emozionante circuito dove i piloti hanno spinto al massimo fino alla fine”. Questa l’analisi di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli, al termine del Gran Premi d’Olanda. “Le temperature più calde di oggi rispetto ai giorni precedenti hanno messo ancora più alla prova i pneumatici quindi la decisione di venire qui con le tre mescole più dure della gamma è stata sicuramente corretta – ha spiegato Isola -. L’usura è stata superiore a quella che eravamo riusciti a calcolare a causa della mancanza di long run prima della gara, mentre il degrado è stato in linea con le aspettative. Prima di quello realizzato con soft dopo l’ultimo pit-stop, propri i pneumatici medium usati hanno consentito a Hamilton di realizzare il giro più veloce di gara. Congratulazioni a Max Verstappen e Red Bull per questa bella vittoria in casa”.
Max Verstappen su Red Bull ha vinto il suo Gran Premio di casa con due soste e sfruttando alla perfezione tutte e tre le mescole: è partito con P Zero Red soft C3, prima di passare a P Zero Yellow medium C2 e terminare con P Zero White hard C1.
Lewis Hamilton (Mercedes), che è arrivato secondo, ha optato per una strategia diversa: è partito con la soft e poi ha fatto due stint con la medium. Ha aggiunto una terza sosta non programmata proprio alla fine della gara montando le soft per conquistare il punto per il giro veloce di gara.
I primi cinque classificati sono arrivati nell’ordine in cui sono partiti sulla griglia. Tuttavia, sono state scelte cinque strategie diverse dai primi sei classificati, a dimostrazione dei diversi approcci tattici che molti team hanno adottato per la gara. Sergio Perez (Red Bull) è stato l’unico pilota a partire con la mescola hard, dalla pit lane. E’ passato da hard a medium a soft, si è classificato ottavo ed è stato votato come pilota di giornata. C’è stato un mix di una e due soste durante la gara, con sette piloti che si sono fermati due volte e gli altri che si sono fermati una sola volta. Hamilton è stato l’unico pilota a fare tre soste. Oggi è stato un pò più caldo rispetto ai giorni precedenti, con temperature della pista che hanno raggiunto un picco di 32 gradi.
Ieri Gara 2 è stata vinta Victor Martins (MP Motorsport), che è andato al comando risalendo dalla quinta posizione in griglia. Il poleman della griglia inversa, Ido Cohen (Carlin), ha fatto una brutta partenza lasciandosi sorpassare da Clement Novalak (Trident), ma quest’ultimo è stato poi superato a sua volta dal connazionale Martins dopo una gara in cui la safety car è intervenuta due volte. Gara 3 di oggi è stata vinta dal leader del Campionato Dennis Hauger (Prema) che è scattato dalla partito pole, mentre David Schumacher (Trident) ha perso il secondo posto a seguito di un contatto, con conseguente intervento della safety car virtuale, permettendo ancora una volta a Novalak di classificarsi secondo. I pneumatici P Zero White hard nominati per questo fine settimana (con tre gare di 24 giri ciascuna e senza soste obbligatorie) hanno offerto buone prestazioni. Il prossimo e ultimo round del campionato è stato anticipato da Austin a Sochi.
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Tokyo saluta i Giochi, Parsons “Paralimpiade storica e fantastica”

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Tokyo saluta i Giochi. Dopo aver ospitato l’Olimpiade dal 23 luglio all’8 agosto e la Paralimpiade dal 24 agosto a oggi, la capitale giapponese ringrazia gli atleti che hanno riacceso la fiamma dello sport e della speranza dopo lo scoppio della pandemia. Il Giappone ha dovuto attendere un anno in più e studiare con il Cio e con l’Ipc protocolli ad hoc per evitare la diffusione del Covid e salvare entrambe le manifestazioni. Ci è riuscita e oggi ha ottenuto anche i ringraziamenti di Andrew Parsons, presidente dell’Ipc, il Comitato Paralimpico Internazionale, intervenuto durante l’ultima festa di questi due mesi intensi, ovvero la Cerimonia di chiusura della Paralimpiade. “Arigato Tokyo: insieme, contro ogni pronostico, ce l’abbiamo fatta – ha esclamato -. I Giochi Paralimpici di Tokyo non sono stati solo storici, sono stati fantastici”. Poi, proseguendo nel suo discorso conclusivo, ha aggiunto: “Gli atleti hanno infranto record, scaldato cuori, aperto menti e cambiato vite. Popolo del Giappone, siete stati voi a rendere possibile tutto questo. Lo sport ha aperto le porte, ora tocca a noi abbattere le barriere. Fra tre anni, ci ritroveremo insieme ad atleti da tutto il mondo a Parigi, ispirando ed emozionando ancora una volta il mondo intero con le loro incredibili performance”. A proposito di ispirazione, il record di medaglie azzurro stabilito a Tokyo è sicuramente la miglior eredità possibile da lasciare al termine dei Giochi. Sono state ben 69 le perle della delegazione dei 115 atleti italiani: 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi. C’è stato un incremento quasi del doppio rispetto a Rio 2016, dove erano state 39 in totale. Ben 11 le discipline in cui l’Italia è riuscita a salire sul podio, altro primato, con il nuoto a far la parte del leone (39 medaglie), seguito da atletica (9) e ciclismo (7). Già in quanto a partecipanti c’era stato un sorpasso delle donne sugli uomini (63 contro 52) e si è ripetuto anche nel computo degli ori: 8 femminili contro i 5 maschili a cui si aggiunge quello open della staffetta di handbike alla quale possono partecipare sia uomini sia donne. Tanti giovani in squadra, tra cui il pongista Matteo Parenzan, alfiere azzurro nella Cerimonia di chiusura: “Sono davvero emozionato, è stata una bellissima esperienza. Ho provato un’emozione enorme nell’entrare in questo stadio, dove purtroppo non c’erano spettatori, però portare questa bandiera e rappresentare il movimento paralimpico intero è stato bellissimo”. Tra le soddisfazioni azzurre anche una in prospettiva futura. Martina Caironi, infatti, entra nella Commissione atleti dell’Ipc.
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Pirelli “Molto soddisfatti per prestazioni pneumatici in Francia”

MAGNY-COURS (FRANCIA) (ITALPRESS) – La domenica di gare al Circuito di Nevers Magny-Cours conclude un weekend pieno di avvenimenti e chiude così il Motul French Round del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike.
Nella Tissot Superpole Race, Toprak Razgatlioglu (Pata Yamaha with BRIXX WorldSBK/Yamaha YZF R1) taglia il traguardo per primo, ma a seguito di una penalizzazione per aver infranto i limiti del circuito ottiene il secondo posto sul podio. Primo posto per Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK/Kawasaki ZX-10RR) e terzo per il suo compagno di squadra Alex Lowes (Kawasaki Racing Team WorldSBK/Kawasaki ZX-10RR) che conquista il quarto podio stagionale. L’alfiere Yamaha conquista invece la vittoria di Gara 2, dopo una brillante battaglia con la Kawasaki di Jonathan Rea, e prende il comando della classifica di Campionato con sette punti di vantaggio. Terzo posto per Scott Redding (ARUBA.IT Racing – Ducati/Ducati Panigale V4 R).
La WorldSSP Gara 2 viene vinta da Manuel Gonzalez (Yamaha ParkinGo Team/Yamaha YZF R6) che sale sul gradino alto del podio per la prima volta nella categoria, secondo posto per Dominique Aegerter (Ten Kate Racing Yamaha / Yamaha YZF R6) e terzo per Can Oncu (Kawasaki Puccetti Racing / Kawasaki ZX-6R).
Il weekend di gara ha permesso agli ingegneri Pirelli di raccogliere importanti feedback sulla performance dei pneumatici sul circuito francese, soprattutto quelle riguardanti le inusuali alte temperature della domenica. La casa di pneumatici italiana si ritiene molto soddisfatta delle prestazioni dei pneumatici Pirelli: sia la classe Superbike che la classe Supersport hanno gareggiato esclusivamente con il pneumatico posteriore in mescola super morbida SCX regalando ai fan gare piene di spettacolo e nuovi record di gara. Nella classe regina, la scelta della maggior parte dei piloti di gareggiare con il posteriore SCX di sviluppo in specifica A0557 (opzione B) in tutte e tre le gare dimostra la giusta strada intrapresa dalle attività di ricerca e sviluppo degli ingegneri Pirelli.
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