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Vaccino, Razza “la libertà non è dittatura di minoranze”

GELA (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – «Siamo in un Hub vaccinale che potrebbe fare molto di più, segno che non si è compresa la gravità del momento. Sono qui per ringraziare chi ha lavorato e sta lavorando. Quando faccio visite senza preannunciarle mi rendo conto meglio della realtà. Dobbiamo fare di più. E tornerò di nuovo a Gela sabato per incontrare le istituzioni locali e i medici di medicina generale». Lo ha dichiarato l’assessore della Salute, Ruggero Razza, dopo un sopralluogo a sorpresa nella Struttura vaccinale di Gela, in provincia di Caltanissetta.
«Quando leggo sui giornali di sedicenti movimenti no vax che vogliono paralizzare l’Italia – ha proseguito l’esponente del governo Musumeci – mi indigno, perchè non si può mettere a rischio la nostra vita di relazione e la nostra economia in questo modo. Lo dico in un palazzetto, oggi allestito ad Hub, dedicato alla figura di Francesco Cossiga: nessuno pensi che la libertà individuale possa rappresentare la dittatura di minoranze. Lo Stato non lo può accettare».
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Speranza “Oltre il 70% degli over 12 vaccinato con due dosi”

ROMA (ITALPRESS) – “Oltre il 70% degli italiani over 12 ha completato il ciclo vaccinale previsto. E’ un risultato importante che è stato raggiunto grazie all’impegno di tanti. Un pensiero particolare alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutti i volontari che anche durante l’estate hanno portato avanti una delle più grandi sfide che il nostro Paese abbia dovuto affrontare”. Lo scrive su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Vincenzi “In 4 milioni hanno completato il ciclo vaccinale”

ROMA (ITALPRESS) – “La campagna vaccinale della Regione Lazio va avanti spedita: a oggi 4 milioni di persone hanno completato il ciclo di vaccinazione.
Un ottimo risultato, reso possibile grazie all’impegno del presidente Zingaretti, dell’assessore alla Sanità D’Amato e di tutte le operatrici e gli operatori sanitari che hanno lavorato senza sosta per permetterci di ritrovare la nostra normalità.
Andiamo avanti così per proteggerci dal virus e continuare la ripresa in sicurezza di tutte le attività”. Così Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
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“Ma stasera” di Marco Mengoni è il tormentone dell’estate 2021

ROMA (ITALPRESS) – “RTL 102.5 Power hits estate”, l’unico grande evento di musica live, prodotto da RTL 102.5, ha incoronato ‘Ma stasera’ di Marco Mengoni come tormentone dell’estate 2021, dopo aver dominato la classifica di “RTL 102.5 Power hits estate” per nove settimane consecutive. “Questo riconoscimento unisce due elementi importantissimi per la musica: la radio con i suoi ascoltatori e il pubblico, i miei fan, senza cui il mio, il nostro lavoro, non avrebbe senso. Ed è bellissimo riceverlo qui all’Arena di Verona, che è un luogo simbolo della musica, e davanti a questo pubblico che è il cuore di questo riconoscimento, e dopo aver cantato con la mia band in questa serata unica – ha dichiarato Marco Mengoni – Grazie alla famiglia di RTL 102.5 che da subito ha accolto con entusiasmo la canzone e a tutti voi che avete scelto Ma stasera come colonna sonora di questa estate e ancora la portate con voi”. Cantautore amatissimo con 58 dischi di platino, tour da tutto esaurito, 650 milioni di visualizzazioni per i suoi video e riconoscimenti internazionali, Marco Mengoni è tornato con il successo di Ma stasera (certificato disco di Platino), brano dalle sonorità disco funk che ha segnato la nostra estate e con cui ha annunciato i suoi primi live negli stadi nell’estate 2022 (19 giugno 2022 – Stadio San Siro di Milano e 22 giugno 2022 – Stadio Olimpico di Roma). Questi tutti i vincitori della serata nelle diverse categorie: “RTL 102.5 Power hits estate” Marco mengoni – “Ma stasera”; Premio Siae Colapesce e dimartino – “Musica leggerissima”. Premio Fimi Fedez, Achille Lauro ft. Orietta Berti – “Mille”. Premio Pmi Bob Sinclar ft. Molly Hammar – “We could be dancing”. Premio Power history; Duran Duran; Carmen Consol; Ornella Vanoni. Premio Pwer hits top album Sfera ebbasta – “Famoso”. Premio Power hits platino Ligabue. La serata è stata presentata nella prima parte da Angelo Baiguini, Federica Gentile e straordinariamente da Massimo Giletti e, nella seconda parte dedicata alla gara, da Fabrizio Ferrari, Matteo Campese e Paola Di Benedetto.
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Fognini e Sonego salutano gli Us Open, ok Djokovic e Barty

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Italtennis in agrodolce al primo turno degli Us Open, quarto e ultimo Slam stagionale in corso sul cemento di Flushing Meadows, a New York. Dopo i successi di Matteo Berrettini, Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Andreas Seppi e Martina Trevisan (e il ko di Salvatore Caruso), esce di scena in maniera rocambolesca, nella notte italiana, Fabio Fognini. Il 34enne di Arma di Taggia, n.31 del ranking e 28 del seeding, ha ceduto per 2-6 3-6 6-1 6-3 76(4), dopo aver lottato per oltre tre ore e un quarto, al canadese Vasek Pospisil, n.58 Atp, alla decima apparizione in questo torneo, dove lo scorso anno si era spinto fino agli ottavi. Fuori a sorpresa anche Lorenzo Sonego, che ha mancato troppe occasioni. Il 26enne torinese, n.23 del ranking e 20esima testa di serie, è stato sconfitto per 6-7(8) 7-5 7-6(4) 7-6(1), al termine di una battaglia di oltre quattro ore, dal tedesco Oscar Otte, n.144 Atp, proveniente dalle qualificazioni. Esordio amaro pure per Gianluca Mager. Il 26enne sanremese, n.71 Atp, è stato battuto 4-6 6-3 7-5 2-6 7-6(3), dopo tre ore e mezza di gioco, dall’australiano Jordan Thompson, n.59 del ranking mondiale. Eliminati nella notte italiana anche Stefano Travaglia e Marco Cecchinato. Il marchigiano, n.100 Atp, si è arreso per 6-4 7-5 7-6(3) al francese Corentin Moutet, 88esimo del ranking e prossimo avversario di Matteo Berrettini, mentre il siciliano, 81esimo delle classifiche mondiali, ha lasciato strada al 18enne americano Zachary Svajda, n.716 Atp, in tabellone grazie ad una wild card: il californiano si è imposto per 7-6(6) 5-7 6-4 6-4 ed ora attende Jannik Sinner. Avanza al secondo turno il grande favorito del tabellone, il serbo Novak Djokovic, che si è imposto all’esordio sul danese Holger Vitus Nodskov per 6-1 6-7(5) 6-2 6-1. Nel tabellone femminile, nessun problema per la numero 1 del seeding e del ranking Wta, Ashleigh Barty, che ha piegato la russa Vera Zvonareva per 6-1 7-6(7).
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Afghanistan, Guerini “Difesa comune Ue non più rinviabile”

ROMA (ITALPRESS) – “La Nato ha da tempo avviato un processo di revisione strategica, il cosiddetto Nato 2030. Sono convinto che la “lezione afgana” debba essere lo spunto per tracciare l’idea stessa di Nato del futuro. Una Nato che dovrà relazionarsi in maniera sempre più efficace con le altre grandi organizzazioni internazionali, prima fra tutte l’Unione Europea”. Lo scrive il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in un intervento sul Messaggero.
“Unione chiamata con urgenza, dopo l’epilogo afgano, a definire coraggiosamente la propria autonomia strategica, valorizzando al massimo le peculiarità e gli strumenti che le sono propri, essendo l’organizzazione che, più di tutte, ha le capacità di intervenire con efficacia nella realizzazione di azioni proiettate allo sviluppo economico, culturale e sociale dei Paesi in cui siamo chiamati ad operare – sottolinea il ministro -. Il tema della Difesa Comune, oggetto delle recentissime autorevoli sollecitazioni del Presidente della Repubblica, è tornato, negli ultimi due anni e anche grazie all’azione propulsiva italiana, centrale nella discussione politica europea”.
“Una serie di iniziative concrete è stata avviata per promuovere una più forte integrazione nel settore, attraverso l’irrobustimento delle capacità, lo sviluppo di una più solida base industriale e l’adattamento dell’architettura istituzionale della Ue – aggiunge Guerini -. Credo sia infatti ormai chiaro a tutti, e la crisi afgana ce lo dimostra plasticamente, che siamo chiamati ad assumerci responsabilità sempre maggiori, nel quadro di quella che, già oggi, si chiama non a caso Politica di Sicurezza e Difesa Comune. La Difesa europea va perciò vista non tanto, o non solo, come la risposta ad un’esigenza operativa o finanziaria, quanto piuttosto come un tassello fondamentale e necessario alla costruzione di un’Europa più pienamente politica, indispensabile per poter competere sulla scena mondiale”.
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Green pass, scatta l’obbligo per aerei, treni e personale scolastico

ROMA (ITALPRESS) – Con l’inizio del mese di settembre è scattata l’estensione dell’obbligo del Green pass anche per chi viaggia in aereo e sui treni ad alta velocità, Intercity e Intercity Notte, oltre che per il personale scolastico.
Le proteste già viste nei giorni scorsi nelle piazze potrebbero raggiungere anche le stazioni ferroviarie. Gruppi di persone contrarie all’obbligo di esibire la certificazione verde si organizzano su Telegram e altri canali social per bloccare le stazioni. “Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno”, si legge in un volantino diffuso sul web, secondo cui sarebbero oltre 50 le città in Italia (tra cui Bologna, Napoli, Torino, Bari, Reggio Calabria)
dove potrebbero essere organizzate le proteste oggi pomeriggio.
La certificazione verde è necessaria, tra l’altro, anche per viaggiare con treni Intercity, Intercity Notte e alta velocità, aerei, navi e traghetti per servizi di trasporto interregionale (con l’eccezione di quelli per i collegamenti nello Stretto di Messina).
Per il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, “se qualcuno arrecherà disagi alla circolazione ferroviaria bloccando le stazioni, andrà incontro ad una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Un conto è manifestare pacificamente, altra cosa è creare disagi alle altre persone. Dovremo essere intransigenti”.
In base alle linee guida predisposte dal Governo e concordate con le Regioni e le Province autonome, l’Anci e l’Upi, per il settore ferroviario al momento della prenotazione chi viaggia dovrà dichiarare di essere in possesso della certificazione verde. Se durante il controllo non dovesse essere esibito il green pass o la certificazione risultasse non veritiera “il viaggiatore è invitato a spostarsi in una apposita zona riservata ai passeggeri senza certificazione verde Covid-19 e dovrà scendere dal mezzo alla prima fermata utile”, si legge nel documento.
Intanto i sindacati hanno già preso le distanze da eventuali blocchi nelle stazioni. “Diciamo no alle minacce di bloccare i treni domani, 1 settembre, nelle maggiori stazioni italiane”, affermano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che auspicano “un doveroso ripensamento da parte dei promotori della protesta”. “Il trasporto ferroviario – proseguono i sindacati – è un servizio pubblico essenziale, (infatti è soggetto alle regole della legge sui servizi minimi per lo sciopero) che garantisce il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini. Chi decidesse di interromperlo arbitrariamente in nome della libertà a non vaccinarsi non avrebbe il sostegno del sindacato sia perchè violerebbe la legge, sia perchè il sindacato sostiene la campagna vaccinale tanto per i lavoratori che per gli utenti del servizio pubblico”.
Secondo i dati forniti dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sono 3,5 milioni i lavoratori occupati nei settori in cui vige l’obbligo di Green Pass da oggi. Tra autonomi e dipendenti, istruzione e sanità – gli unici in cui sussiste l’obbligo per la forza lavoro – assorbono rispettivamente 1,6 e 1,9 milioni di occupati.
Nessuna prescrizione, invece, nel decreto legge 6 agosto 2021 n. 111 è inserita per chi lavora nei trasporti a lunga percorrenza (treni, navi, aerei, autobus): la normativa interessa i soli passeggeri e non gli occupati (quasi 622 mila).
Per la scuola il Garante per la protezione dei dati personali, in via d’urgenza, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale, alternative a quelle ordinarie che prevedono l’uso dell’App VerificaC19, che rimane comunque utilizzabile.
“Abbiamo lavorato moltissimo con il garante della Privacy, è giusto che i dati sanitari siano riservati. Dal 13 settembre sarà funzionante la piattaforma per il controllo del green pass. Solo il preside vedrà chi è presente, e ognuno avrà semaforo rosso o verde”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ospite a Tg2 Post. Nelle prime due settimane di settembre invece ci sarà il riconoscimento manuale.
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Afghanistan, Biden “La guerra doveva finire”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ finita la guerra più lunga d’America”. Il presidente statunitense Joe Biden, con più di mezzora di ritardo rispetto ai programmi, si presenta dinanzi agli americani pronunciando un discorso a una nazione disorientata da quella che per l’opinione pubblica viene avvertita come una vera e propria fuga dall’Afghanistan. Un discorso pronunciato nel giorno in cui scadeva l’ultimatum dei talebani che volevano gli occidentali fuori dal Paese entro il 31 agosto. Un ultimatum che i soldati americani hanno anticipato 24 ore prima, con l’ultimo volo carico di marines decollato ieri dall’aeroporto di Kabul. Il presidente Usa non ammette alcuna disfatta, e anzi rilancia orgoglioso: “L’evacuazione è stato un successo straordinario” definendo l’operazione “una missione di compassione, di misericordia. La nostra operazione – chiarisce – ci ha permesso di fare volare più di 5 mila americani. Siamo riusciti a fare partire il 90% degli americani, ma per il 10% non c’è una scadenza”.
“La scadenza del 31 agosto non era una data arbitraria, ma una data per salvare vite americane. Ci sono ancora 100-200 americani in Afghanistan e per loro non c’è nessuna scadenza. Li faremo uscire se vorranno uscire”, ha spiegato. Biden davanti alla nazione, da uomo solo al comando, si assume tutte le responsabilità sulle decisioni assunte. “Il ritiro è di mia responsabilità, mi prendo la responsabilità per tutte le decisioni prese”, rivendica guardando fisso la telecamera, non prima di avventurarsi in una breve riflessione sulla fragilità dell’esercito e del governo afghano. E anche sui piani che con il senno del poi sono falliti sotto il peso dell’evidenza. “Eravamo pronti a lasciare il Paese pensando che le forze afghane dopo due decenni fossero pronte per combattere, ma non hanno resistito quanto pensavamo; gli afghani hanno anche visto il loro governo collassare e il presidente fuggire. Avevo preso un impegno con il popolo, che avrei posto fine alla guerra; oggi ho rispettato quell’impegno”.
(ITALPRESS).