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A Spa verso strategia a una sosta ma occhio a ipotesi soft

SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – Per i 44 giri del Gran Premio del Belgio prevedere la strategia è sempre difficile, non solo perchè questo è il tracciato con il giro più lungo e variegato della stagione ma anche per via delle condizioni meteorologiche imprevedibili e dell’alta possibilità di intervento della safety car. In effetti, è stata proprio una safety car ad aver influenzato la strategia lo scorso anno dato che tutti i piloti hanno cambiato pneumatici solo una volta all’11esimo giro, ovvero relativamente presto, costringendo poi i piloti ad un’attenta gestione dei pneumatici sul finale. In quell’occasione la strategia vincente è stata passare da P Zero Yellow medium a P Zero White hard. Ma quest’anno sembra molto diverso. Tanto per cominciare, le condizioni di gara saranno molto più fredde rispetto allo scorso anno. E c’è anche forte possibilità di pioggia, con i pneumatici Cinturato Green intermediate che hanno dominato l’azione della giornata di oggi. Le temperature più basse dovrebbero in teoria rendere più probabile la sosta unica, ma potrebbe anche spingere più piloti ad utilizzare la mescola P Zero Red soft facendo entrare in gioco la strategia a due soste, anche se in generale i team preferiscono limitare il numero di soste ai box. Se si correrà su asciutto, partire con la mescola medium offre la massima flessibilità, e con una sessione di qualifiche sul bagnato (come è successo oggi) e una gara sull’asciutto, tutti i piloti potrebbero partire con la mescola che preferiscono.
Oggi Max Verstappen (Red Bull) ha conquistato la pole dopo una sessione Q3 interrotta e ritardata di oltre mezz’ora dopo che Lando Norris (McLaren) è andato ad impattare contro il muro. Quando la sessione è ripresa a nove minuti dalla fine, tutti i piloti hanno utilizzato un unico set di intermedie, con Verstappen che ha battuto sul finale il pilota della Williams George Russell nella lotta per la pole. I pneumatici intermediate sono stati quasi gli unici utilizzati nel corso della giornata di oggi, con i piloti Williams che sono stati gli unici ad usarle fin dall’inizio della Q1. Dopo aver visto che erano più veloci, tutti gli altri piloti alla fine sono passati al Cinturato Green intermediate, che hanno utilizzato anche in Q2, prima di passare al Cinturato Blue full wet per il Q3 prima della lunga interruzione della sessione. Dato che i migliori tempi in Q2 sono stati ottenuti con le intermediate, tutti i piloti avranno la libera scelta dei pneumatici di partenza domani. Il Cinturato Blue full wet è stato utilizzato all’inizio delle qualifiche, ritardate di alcuni minuti per consentire un leggero miglioramento delle condizioni. La sessione è iniziata con 15 gradi di temperatura ambiente e 17 gradi di temperatura in pista. La pista si è asciugata in tempi relativamente brevi una volta che la pioggia si è calmata, consentendo di utilizzare le intermedie per tutta la parte finale della Q3 dopo l’interruzione. Al mattino, invece, tutti i piloti hanno utilizzato le intermedie anche durante le FP3, ad eccezione del duo Haas – che ha utilizzato anche le full wet – e di Norris, che a fine sessione ha provato ad effettuare un giro con la P Zero Red soft.
Lorenzo Colombo (Campos Racing) ha ottenuto la sua prima vittoria in Formula 3 in una gara che questa mattina è stata ritardata di un’ora a causa della pioggia e della scarsa visibilità. Colombo ha condotto ininterrottamente la gara dopo essere scattato dalla pole, con tutti i piloti che hanno utilizzato esclusivamente pneumatici Cinturato wet per tutti i 15 giri, tre dei quali al via sono stati percorsi dietro la safety car. Una volta ripresa la gara, Colombo ha allungato il suo vantaggio a 15 secondi, con i primi tre piloti a podio a rispecchiare quello che è stato l’ordine di partenza. Jack Doohan (Trident) si è piazzato 12°, guadagnando un’altra pole position per Gara 2, dopo quella ottenuta per essere stato il più veloce nelle qualifiche di ieri.
“Prima di tutto, siamo tutti sollevati che Lando Norris stia bene dopo quell’incidente in uno dei punti più veloci del circuito – commenta Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli – Questa è stata una qualifica estremamente complessa che ha costretto i team ad avere tempi di reazione molto rapidi per via della difficoltà di prevedere il meteo che cambiava da un momento all’altro. Condizioni simili sono previste per domani, quindi questa particolare sfida è destinata a continuare. I pneumatici intermediate, utilizzati per la maggior parte della giornata, hanno dimostrato di poter gestire un’ampia varietà di condizioni di bagnato e anche una pista in via di asciugatura. Per domani non sappiamo ancora nemmeno con quale tipo di pneumatici i piloti inizieranno la gara perciò la strategia dei team dovrà principalmente tenere conto delle circostanze mutevoli, come abbiamo visto anche oggi”.
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Covid, 6.860 nuovi casi e tasso positività al 2,3%

ROMA (ITALPRESS) – Scendono in Italia i casi Covid. Dai dati del ministero della Salute si evince che i nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 6.860, in calo rispetto ai 7.826 di ieri, con 293.464 tamponi processati determinando un tasso di positività che scende al 2,33%. Ricrescono i decessi, 54 (+9); su questo numero la Regione Sicilia comunica che i decessi dichiarati oggi si riferiscono ai seguenti giorni: 6 a ieri, 9 al 26 agosto, 2 al 25 agosto, 1 al 23 agosto e 1 al 17 agosto. I guariti sono 5.494, mentre gli attualmente positivi si incrementano di 1.310 raggiungendo il numero totale di 139.428. Sul fronte ospedaliero si registra un lievissimo calo dei ricoverati nei reparti ordinari, 4.111 (-3), stabili le terapie intensive a 511 ma con 42 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 134.806. La Sicilia si riconferma prima regione per nuovi casi (1.139), seguita da Veneto (864) ed Emilia-Romagna (686). Al contrario in Valle d’Aosta si contano 4 nuovi positivi e 10 in Molise.
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Pole Verstappen in Belgio, Ferrari in difficoltà sotto la pioggia

SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – Max Verstappen scatterà dalla prima casella della griglia di partenza del Gran Premio del Belgio, 12esimo appuntamento stagionale del Mondiale di Formula Uno. Sulla pista di Spa-Francorchamps, in condizioni di bagnato dopo l’acquazzone caduto a ridosso delle qualifiche, il pilota olandese della Red Bull firma il miglior tempo del Q3 in 1’59″765: nona pole in carriera – la sesta stagionale dopo Sakhir, Le Castellet, le due al Red Bull Ring e Silverstone – e la prima a Spa. Verstappen sarà affiancato in prima fila a sorpresa da George Russell, secondo con la Williams a 0″321, mentre Lewis Hamilton non riesce a far meglio del terzo tempo e partirà dalla seconda fila. A seguire Daniel Ricciardo (McLaren), Sebastian Vettel (Aston Martin), Pierre Gasly (Alpha Tauri), Sergio Perez (Red Bull), Valtteri Bottas (Mercedes) – che sarà però retrocesso di cinque posizioni per l’incidente in Ungheria – Esteban Ocon (Alpine) e Lando Norris (McLaren), con quest’ultimo andato a sbattere in avvio di Q3 con tanto di bandiera rossa durata mezz’ora. Male le Ferrari: nessuna delle due riesce a superare il taglio del Q2, con Charles Leclerc che termina la seconda manche con l’undicesimo tempo e Carlos Sainz tredicesimo, separati dalla Williams di Nicholas Latifi. Per l’effetto della penalizzazione di Bottas scatteranno rispettivamente dalla quinta e sesta fila. Erano rimasti fuori dalla lotta per la pole anche Fernando Alonso (Alpine) e Lance Stroll (Aston Martin) – che come Bottas sarà retrocesso di cinque posti sulla griglia per quanto accaduto a Budapest -, eliminati invece nel Q1 Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Mick Schumacher (Haas), Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) e Nikita Mazepin (Haas).
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Da lunedì si celebrano 25 anni del Premio Fair Play

Ai nastri di partenza la XXV edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini che, per il nono anno consecutivo, metterà radici a Castiglion Fiorentino, dove nei prossimi giorni approderanno tanti sportivi del panorama contemporaneo, grandi campioni del passato e personaggi di fama mondiale. La speciale edizione 2021 si preannuncia, infatti, come una tre giorni ricca di incontri ed eventi collaterali, volta a celebrare, in un clima di grande festa, il venticinquesimo anniversario della manifestazione dedicata ai valori dell’etica, del fair play e della solidarietà.
“In questo periodo, tanto atteso, di ripartenza ci auguriamo che il XXV del Premio Fair Play Menarini e i valori da esso promossi siano il faro che ci guidi nell’affrontare le sfide del futuro. Questa edizione sarà anche l’occasione per celebrare, attraverso la condivisione di principi che rappresentano la vera essenza dello sport, l’enorme sforzo compiuto da tutti coloro che sono impegnati in prima linea per uscire da questa terribile pandemia”, ha dichiarato Ennio Troiano, direttore global risorse umane Menarini.
A inaugurare la kermesse sarà, lunedì 30 agosto, l’iniziativa “Match For Life”, una partita di beneficenza a favore della Fondazione Fabrizio Meoni Onlus, che si svolgerà alle 18.30 tra le mura dello stadio comunale “Emanuele Faralli” di Castiglion Fiorentino. Ideato dal sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, per ricordare il grande sportivo castiglionese e la figlia Chiara, prematuramente scomparsa, l’incontro vedrà scendere in campo il team della Selezione Meoni, capitanato dal ciclista Daniele Bennati e formato da volti noti del mondo dello sport e dello spettacolo, e la neonata Nazionale Italiana Infermieri della FNOPI, simbolicamente guidata da Sinisa Mihajlovic. Un vero e proprio match di solidarietà, i cui proventi saranno destinati ai progetti avviati in Senegal dalla Fondazione Meoni Onlus.
Alle 21, i Giardini pubblici di Castiglion Fiorentino diventeranno la cornice de “I campioni si raccontano”, il talk show condotto dal giornalista Lorenzo Dallari, che avrà come protagonisti alcuni dei premiati e degli ospiti di questa XXV edizione, pronti a coinvolgere il pubblico con aneddoti, retroscena e curiosità riguardanti le loro carriere e i loro percorsi di vita. Confermata la presenza sul palco di Hansi Mùller a cui andrà il premio speciale intitolato alla memoria di Paolo Rossi, dell’ungherese Katinka Hosszu, meglio conosciuta come la “Iron Lady” del nuoto mondiale, dell’ex ciclista toscano Daniele Bennati, e di DJ Ringo, entrambi arruolati tra le fila della Selezione Meoni. A passare dall’altra parte della barricata e a raccontarsi sarà anche l’ex pallavolista e campionessa mondiale Rachele Sangiuliano, da anni al timone del Fair Play Menarini in veste di conduttrice.
Non meno intenso il programma dei giorni successivi. Martedì, alle 19.30, piazzale Michelangelo a Firenze diventerà teatro della Cena di Gala organizzata dal Gruppo Farmaceutico Menarini, title sponsor della manifestazione: una serata sotto le stelle durante la quale avverrà la consegna del simbolo “L’essenza del fair play”. Mercoledì, alle 20.30, a Castiglion Fiorentino, i riflettori si accenderanno, invece, sullo splendido scenario del Loggiato Vasari di piazza del Municipio che ospiterà la cerimonia di premiazione, condotta da Lorenzo Dallari e Rachele Sangiuliano, e trasmessa in diretta su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre): una parata di big e stelle dello sport mondiale che, tra storie e sorprese, vedrà sfilare, oltre ai già citati Muller e Hosszu anche l’eclettico pugile Patrizio Oliva, l’ex calciatore Patrick Kluivert, l’allenatore Marco Tardelli, l’ex tennista Stefan Edberg, il sammarinese Massimo Bonini, il canottiere Romano Battisti, l’ex fischietto Pierluigi Collina, l’icona italiana del basket Pierluigi Marzorati, la calciatrice Eleonora Goldoni, l’ex judoka Matteo Marconcini e il duo Rodini-Cesarini, fresco di uno storico oro olimpico nel canottaggio femminile.
“Dopo un 2020 che non ci ha permesso di articolare il premio in più giorni, come è nostra consuetudine, l’edizione del nostro 25° anniversario riparte alla grande, con una serie di eventi collaterali che faranno da anteprima all’evento clou: l’assegnazione del prestigioso riconoscimento ai grandi campioni dello sport che, mai come quest’anno, saranno portatori di messaggi positivi e veri esempi di fair play”, ha affermato Angelo Morelli, presidente del comitato organizzatore del Premio Internazionale Fair Play Menarini. “Inaugurare la tre giorni con la partita benefica ‘Match For Lifè, a sostegno della Fondazione Meoni Onlus, è sicuramente l’iniziativa più in linea con i valori che il Premio Fair Play, da anni, cerca di trasmettere; così come salutiamo con piacere il ritorno de ‘I campioni si raccontanò che ci permetterà di ascoltare e condividere storie esemplari e di vita vissuta. Non possiamo nascondere che la pandemia ci abbia messo a dura prova e che l’organizzazione di un evento di tale portata non sia stata difficile, ma fortunatamente ci siamo riusciti con l’obiettivo di tornare a vivere momenti di condivisione e grandi emozioni”, ha concluso Morelli.
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Bebe Vio fa il bis, oro nel fioretto anche a Tokyo

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Come a Rio, così a Tokyo. Bebe Vio vince, stravince e si conferma campionessa paralimpica di fioretto femminile categoria B ai Giochi di Tokyo 2020. Cinque anni dopo Rio l’azzurra si è ripresentata come l’atleta da battere e non ha deluso le aspettative. La gara di Bebe è iniziata nel migliore dei modi ai gironi: sei vittorie nette con i parziali 5-0, 5-0, 5-1, 5-0, 5-1, 5-2, che facevano già intuire lo strapotere dell’atleta italiana. Ai quarti un altro successo per 15-6 contro la georgiana Irma Khetsuriani, poi in semifinale ha ritrovato la russa Ludmila Vasileva, che aveva già affrontato nel girone, vincendo ancora una volta di larga misura per 15-4. Un successo che l’ha portata direttamente all’atto finale della gara, che ha riproposto l’esatto confronto di cinque anni fa con la sfida tra la fiorettista veneta e la cinese Jingjing Zhou. Il copione non è cambiato e, anche se dopo un match più combattuto del solito, a conquistare il primo gradino del podio è stata sempre l’azzurra con il punteggio di 15-9. “Non ci avrei mai creduto – ha ammesso a fine gara Bebe Vio – Questa e quella di Rio sono state due medaglie completamente diverse: lì c’era l’emozione della prima volta, questa volta invece non sarei neanche dovuta essere qui. Ho avuto un infortunio molto grave, mi avevano prospettato anche l’amputazione e quindi rischiavo di non potere più tirare e invece sono arrivata qui. Abbiamo preparato i Giochi in due mesi, è stata tosta, ma avevo una gran voglia di tornare in pedana e di vincere. Devo ringraziare tutto lo staff medico che ha lavorato con me, oltre al mio ct Simone Vanni. Sono veramente fortunata ad averli, se ho vinto è grazie a loro”.
Emozionata, sugli spalti, anche il Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali ha applaudito l’impresa sportiva di Bebe. “Ha fatto tornare l’oro nella scherma – ha detto – e se continua così potrà arrivare come me a tre medaglie d’oro consecutive… e addirittura superarmi! Ha grandissime potenzialità, è giovane, determinata e ha dalla sua parte un grande team fatto dalla famiglia, dalla Federazione e dal club delle Fiamme Oro. Senza una squadra forte alle spalle non si raggiungono certi risultati”.
Nella giornata di oggi per l’Italscherma è arrivato anche il quarto posto di Matteo Betti nel fioretto maschile categoria A. Il senese era arrivato fino in semifinale grazie alla vittoria contro il polacco Michal Nalewajek per 15-12, ma ha poi perso l’assalto per la finale 15-6 contro il cinese Sun Gang, che si è poi laureato campione paralimpico qualche ora dopo. Nel match per il bronzo contro il russo Nikita Nagaev l’azzurro è partito con uno svantaggio pesante, sotto 6-0, poi è stato in grado di riportarsi sull’11-11, ma alla fine non è bastato: l’assalto si è concluso 15-11 per l’avversario.

Non ha potuto lottare per una medaglia, invece, Emanuele Lambertini, che per una sola stoccata è stato eliminato ai quarti dall’ungherese Richard Osvath. L’azzurro conduceva l’assalto per 12-9, poi ha subito la rimonta del magiaro che, sul 14 pari, ha saputo piazzare la stoccata vincente. Lambertini è uscito così di scena per la seconda volta a un passo dalla semifinale: era finito 15-14 anche l’assalto per la semifinale della spada.
Nel fioretto maschile categoria B era uscito nel tabellone dei 16 Marco Cima, che aveva condotto bene l’assalto fino all’11-11, quando poi il russo Alexander Kuzyukov ha piazzato quattro stoccate di fila fino al 15-11 che ha segnato la fine del match.
Nella prova femminile categoria A, infine, Andreea Mogos aveva superato l’ucraina Nataliia Mandryk 15-11 nel tabellone dei 16, ma ai quarti è stata sconfitta dall’altra portacolori dell’Ucraina Nataliia Morkvych con il punteggio di 15-5. Loredana Trigilia si era fermata al tabellone dei 16, battuta dalla russa Evgeniya Sycheva 15-7.
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Pol Espargaro in pole a Silverstone, Valentino Rossi 8°

SILVERSTONE (GRAN BRETAGNA) (ITALPRESS) – Pol Espargaro ottiene la pole position nel GP di Gran Bretagna di motomondiale. Sul tracciato di Silverstone, il pilota della Honda gira in 1’58″889 e partirà davanti a Francesco Bagnaia (Ducati, distante 22 millesimi) e al leader del Mondiale Fabio Quartararo (Yamaha, a 36 millesimi). Quarto lo spagnolo Jorge Martin, che non riesce a ripetersi dopo Spielberg e scatterà dalla seconda fila insieme ai connazionali Marc Marquez ed Aleix Espargaro. Buon ottavo posto per Valentino Rossi, che conferme le buone sensazioni del venerdì e che proverà a giocarsi le sue carte nel GP in programma domani.
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Afghanistan, la politica estera americana va in soffitta

ROMA (ITALPRESS) – America first o America last? L’ossessione trumpiana di appagare il sentiment popolare, pensiamo prima a noi, basta morti in guerre lontane e politicamente incomprensibili, si è rivelata un boomernag per la giovane Presidenza di un uomo tutt’atro che giovane, Joe Biden. Gli Stati Uniti sono nel gradino più basso del loro prestigio e della loro credibilità internazionale. Gli esportatori della democrazia sembrano impotenti di fronte alla tragedia umanitaria che si sta consumando all’aeroporto di Kabul. La civiltà dell’immagine e della comunicazione, nata nella Silicon Valley, amplifica nella sensibilità dell’opinione pubblica globale un fallimento clamoroso: in meno di venti giorni i Talebani si sono ripresi il paese, il terrorismo di matrice islamica è tornato potente e feroce, come ai tempi di Bin Laden, anche se oggi la minaccia più grave viene dalla sigla Isis K più che da Al Qaeda.
Nel suo discorso alla nazione dopo il sanguinario attentato kamikaze all’aeroporto della capitale afghana, il presidente si è rifugiato nella scorciatoia della commozione e nella liturgia dell’eroismo. I caduti americani, anche gli ultimi tredici marines, sono nella walk of fame metafisica di chi ha dedicato la propria vita alla nazione e al mondo. Sul piano politico però il discorso è stato deludente: ci vendicheremo, vi colpiremo e la risposta è arrivata con l’eliminazione chirurgica di una delle menti dell’attentato. Però c’è stata anche la paradossale legittimazione di fatto se non de iure dell’Emirato islamico, anch’esso nemico dell’Isis e dunque momentaneamente alleato degli americani, pur tra mille diffidenze. Intanto però i Talebani lo snobbano e chiedono all’astro nascente sullo scacchiere del mondo, il turco Erdogan, di gestire dopo l’ultimatum l’aeroporto di Kabul.
Siccome la situazione è molto complicata e l’escalation rischia di essere sempre più drammatica, tra attentati, sharia, profughi, disperati che non riescono a uscire, Biden rischia grosso. Le colpe certo non sono solo sue, le trattative di Doha di Trump sono state superficiali e insieme oscure, ma è tutto un trentennio di politica estera americana che va in soffitta. Si comincia con Bush padre e con le bombe su Bagdad nel 1991, e giovane giornalista del nascente tg di Italia1 ho ancora nella memoria quelle scie colorate che sembravano un videogioco invece erano traccianti di morte. Poi, dieci anni dopo, l’11 settembre con l’attentato alle Torri gemelle, la grande ferita, la perdita della propria inviolabilità. Era successo a Pearl Harbour, ma era una guerra, non terrorismo. E poi ancora una volta ad amplificare la storia c’è la civiltà delle immagini, quel lungo pomeriggio di orrore in diretta che ho raccontato per dieci ore, ormai anchorman maturo e definitivamente maturato nel racconto giornalistico di quello che sembrava un action movie e invece era la potenza del reale.
Su quell’onda emotiva Bush figlio si legittimò convincendo l’Occidente a seguirlo nella guerra afghana. Scopo primario punire Bin Laden, protetto dalle grotte profonde, dai Talebani e in parte dai servizi segreti pakistani. La democrazia è stata un effetto collaterale della lotta al terrore. Dieci anni dopo, nel 2011, è Obama a dare l’ordine per il blitz che porterà all’uccisione del leader di Al Qaeda. Siamo rimasti, anche noi italiani, altri dieci anni, forse senza più uni scopo preciso, senza un exit strategy ragionevole. Abbiamo di fatto cambiato la società afghana senza però aiutare quel popolo ad avere una classe dirigente e un esercito tali da garantire un nuovo corso storico. Ora che le illusioni sono perdute, come nel romanzo di Balzac, non rimane che mettersi al tavolo con potenti vecchi e nuovi, in primis la Cina. America not first.
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Bis di Bebe Vio, dopo Rio vince l’oro nel fioretto anche a Tokyo

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Bebe Vio fa il bis e dopo Rio conquista la medaglia medaglia d’oro nel fioretto individuale categoria B anche alle Paralimpiadi di Tokyo. Sulla pedana del Makuhari Messe Hall B, la ventiquattrenne di Mogliano Veneto (foto Bizzi/CIP) ha battuto in finale la cinese Zhou Jingjing, numero 5 del ranking internazionale, col punteggio di 15-9. “Se sembra impossibile… allora si può fare… due volte” le prime parole dopo la vittoria per l’atleta delle Fiamme Oro. “E’ la seconda consecutiva, non è che mi superi adesso?” le ha detto la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali durante la festa post medaglia. “Questi giorni ho avuto modo di conoscere e apprezzare ancor di più da vicino il mondo paralimpico. La vittoria della Vio è stata la ciliegina sulla torta: è bravissima, è molto caparbia, ha un grande talento ed è circondata da una famiglia fantastica, oltre che da uno staff all’altezza, quello del gruppo Fiamme Oro” ha proseguito Vezzali.
“Bebe Vio ha dimostrato ancora una volta di essere un’atleta di grande talento e di grande temperamento. Non è stato un periodo facile per lei. Nonostante questo è riuscita a tirare fuori tutta la propria forza per raggiungere questo obiettivo straordinario. Una vittoria nel pieno spirito del paralimpismo: dare sempre il massimo con il cuore e la determinazione, contro tutte le avversità. Il nostro medagliere si arricchisce dunque di un’altra preziosa medaglia che contribuisce a rendere questa avventura azzurra a Tokyo ancora più speciale. I miei complimenti dunque a Bebe, a tutta la squadra, ai tecnici e a tutta la Federscherma a partire dal Presidente Azzi per questa vittoria” ha dichiarato Luca Pancalli, numero uno del Comitato Italiano Paralimpico. A bordo della pedana del Makuhari Messe Hall B, anche mamma, papà, sorella e fratello della Vio. “E’ stata una finale molto sofferta. L’avversaria era la stessa di Rio ma è molto migliorata. I cinesi si sono allenati tantissimo in questo periodo. Per Bebe è stato un anno difficilissimo. E’ stata una bella vittoria. Domani nella gara a squadre sarà molto dura ma ho visto bene anche le altre azzurre” il commento di papà Ruggero.
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