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Pole Hamilton in Ungheria davanti a Bottas, Leclerc è 7^

MOGYOROD (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton scatterà dalla prima piazzola della griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria, undicesimo appuntamento stagionale del Mondiale di Formula Uno 2021. Pole position numero 101 in carriera, la terza di quest’anno dopo Imola e Montmelò (e l’ottava di sempre sul circuito dell’Hungaroring) per il pilota anglo-caraibico della Mercedes, che ferma il cronometro a 1’15″419. Al suo fianco, in prima fila, scatterà il compagno di box Vallteri Bottas, secondo a poco più di tre decimi, mentre dopo quattro pole di fila il leader del Mondiale, Max Verstappen, deve accontentarsi della terza posizione (+0″421) e sarà affiancato dall’altra Red Bull guidata da Sergio Perez. In terza fila Pierre Gasly (AlphaTauri) eLando Norris (McLaren) mentre Charles Leclerc non riesce a far meglio del settimo tempo. Completano la Top 10 le due Alpine di Esteban Ocon e Fernando Alonso e Sebastian Vettel su Aston Martin. Scatterà invece dalla settima fila Carlos Sainz con l’altra Rossa: a metà della seconda manche di qualifiche lo spagnolo perde il controllo della sua Ferrari e finisce sulle barriere all’ingresso dell’ultima curva, senza riuscire a far segnare un tempo utile. Da capire anche, in vista della gara di domani, le conseguenze sulla sua monoposto. Erano rimasti fuori dalla lotta per la pole anche Daniel Ricciardo (McLaren), Lance Stroll (Aston Martin) e le Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi. Eliminati nel Q1 Yuki Tsunoda (AlphaTauri), George Russell e Nicholas Latifi (Williams), Nikita Mazepin e Mick Schumacher (Haas), con quest’ultimo che non è nemmeno sceso in pista dopo l’incidente nella terza sessione di prove libere.
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Paura per Curreri dopo malore sul palco, superato infarto

ROMA (ITALPRESS) – Malore sul palco per Gaetano Curreri. Il frontman degli Stadio, ieri sera mentre stava regalando agli spettatori di San Bendetto del Tronto il bis a pochi minuti dalla fine dell’esibizione, ha dovuto interrompere la sua performance. Immediatamente soccorso le sue condizioni sono apparse serie tanto che si è reso necessaria la corsa all’ospedale “Manzoni” di Ascoli Piceno e il trasferimento nella terapia intensiva dell’unità di Cardiologia. Dopo una notte di apprensione, le condizioni del cantante bolognese sono però migliorate. A renderlo noto la stessa band attraverso Facebook. “Siamo veramente felici di comunicarvi che Gaetano ha superato brillantemente l’infarto e adesso sta bene – si legge sul profilo ufficiale-. L’abbiamo sentito via telefono e ringrazia tutti per l’affetto e le belle parole spese per lui. Ci uniamo anche noi ai suoi ringraziamenti che condividiamo pienamente, in queste ore difficili il vostro supporto ci ha aiutato tanto, vi teniamo aggiornati”. Rassicurati così i tanti, così come pure i molti colleghi che hanno voluto esprimere vicinanza e sostegno all’artista bolognese: da Vasco Rossi a Enrico Ruggeri fino a Dodi Battaglia.
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Jacobs fa 9″94 nei 100 metri, nuovo record italiano

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Nuovo record italiano di Marcell Jacobs nei 100 metri piani con 9″94. Lo ha stabilito nella terza batteria di qualificazione dei 100 metri olimpici a Tokyo: l’azzurro del gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato ha anche staccato il biglietto per le semifinali. “Il record? Non me l’aspettavo tanto perchè sono partito bene ma non con le solite frequenze e pensavo di non star correndo fortissimo. Nel finale ero avanti e ha anche controllato” le sue parole. “L’importante era qualificarsi – ha aggiunto l’azzurro – ora voglio arrivare in super forma all’appuntamento di domani. Sono arrivato qui con grande determinazione e grande voglia di fare: da una vita sogno questo momento, sono consapevole del percorso fatto e ora si vedono anche i risultati”.
Dopo Marcell Jacobs, anche Filippo Tortu ha staccato il biglietto per le semifinali olimpiche dei 100 metri piani. L’azzurro ha chiuso la sua batteria al 4° posto con 10″10, miglior tempo stagionale, buono per il ripescaggio. “Sono abbastanza soddisfatto di quello che ho fatto, il mio miglior tempo stagionale mi ha regalato la qualificazione – ha dichiarato
Tortu – Per come era andata la stagione questa era la mia
semifinale e domani correrò la mia finale. Darò sicuramente
quello che ho nelle gambe e nella testa, quello per cui ho
lavorato: chiedevo solo un’altra possibilità per fare meglio
domani, l’ho avuta e spero ne valga la pena. Ho lavorato molto
quest’anno, sono felice del percorso fatto, non è quello che
sognavo ma bisogna saper affrontare le situazioni che ci troviamo
davanti. Il record di Jabocs? E’ un grande risultato, gli faccio i complimenti perchè l’ha fatto nell’occasione più importante”.
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Tokyo2020, le sciabolatrici azzurre chiudono ai piedi del podio

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Nell’ottava giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020, dedicata alla sciabola femminile a squadre, l’Italia conclude ai piedi del podio. Irene Vecchi, Rossella Gregorio, Martina Criscio e Michela Battiston sono state sconfitte dalla Corea per 45-42 nella finale per la medaglia di bronzo. Un match che lascia grandi rimpianti considerando che le azzurre avevano accumulato un vantaggio di 10 stoccate, prima di farsi rimontare dalle avversarie. Arriva così un quarto posto per la squadra delle sciabolatrici, proprio come cinque anni fa a Rio.
L’Italia aveva battuto nei quarti di finale la Cina per 45-41 disputando un assalto di grande personalità, condotto sempre in vantaggio fin dal principio. Un ottimo approccio, prima dello stop in semifinale. Le azzurre del ct Giovanni Sirovich hanno infatti perso contro la Francia con il punteggio di 45-39 in un match che ha visto le transalpine sempre in vantaggio e in cui non è bastato un grande parziale di Michela Battiston, subentrata dalla panchina nella terzultima frazione e artefice di un sontuoso +13. “Sembra un pò una maledizione. Abbiamo rivisto il mostro di cinque anni fa a Rio ed è grande il rammarico per la medaglia solo sfiorata”. Così il capitano della squadra azzurra delle sciabolatrici, Irene Vecchi. Affiancata dalle compagne Rossella Gregorio, Martina Criscio e Michela Battiston, la livornese ha espresso il rimpianto di tutta la squadra, sentimento accentuato dalla rimonta subita dalle coreane: “La sciabola è un’arma velocissima e non lascia scampo quando subisci un passaggio a vuoto. Sfido chiunque a non subire la tensione in pedana – ha detto ancora Irene Vecchi -. Eravamo in vantaggio, loro non avevano nulla da perdere e sono riuscite a recuperare. Perchè è accaduto? Di questi panorami se ne vedono mille nell’arco di una stagione, non è la prima nè sarà l’ultima rimonta. La scherma è fatta anche di questo. Abbiamo provato fino alla fine a riprendere in mano l’assalto, dispiace non avercela fatta. Bisogna saper accettare anche la sconfitta, riconoscendo che in questi anni anche le nostre avversarie si sono rese più competitive. Noi siamo arrivate qui con la consapevolezza d’aver fatto tanto e aver dato il massimo – ha chiosato la sciabolatrice azzurra -. Purtroppo non ci siamo riuscite. Lo sport è anche questo”. La medaglia d’oro è andata alla Russia che ha sconfitto in finale la Francia per 45-41.
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Incendi, Sicilia chiede stato mobilitazione Protezione civile al Governo

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha chiesto al capo del Governo Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. La richiesta si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola. L’eventuale riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.
Nella mattinata, il presidente Musumeci è stato in contatto con il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, per sollecitare l’adozione del provvedimento. Poco prima, assieme al capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina e al responsabile provinciale Giovanni Spampinato, il governatore ha fatto un sopralluogo nell’area della Plaia in cui ieri pomeriggio, come è noto, le fiamme partite da terreni incolti hanno distrutto alcuni stabilimenti balneari.
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Pizzolato medaglia di bronzo nel sollevamento pesi

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Antonino Pizzolato ha vinto la medaglia di bronzo nel sollevamento pesi, categoria 81 kg. Il siciliano ha alzato 365 kg (165+200), battuto soltanto dal cinese Xiaojun Lyu (374 kg) e dal dominicano Bonnat Michel (367 kg).
“Sono contento di questa medaglia, la porto a casa con tanta fatica” le prima parole dell’azzurro dopo il bronzo. “Ogni mia singola prestazione è una lotta al grammo, al chilo. E’ anche una lotta contro i giudici, secondo me i 203 kg non erano un’alzata nulla. Ma sono più rammaricato per i 210 kg sfiorati: li ho tentati per portare l’oro a casa”. Oro che va in Cina: “Liu Xiajoun lo ammiravo in televisione, oggi ci è mancato poco che lui tornasse a casa con una medaglia diversa…”. Infine la dedica: “Questa medaglia è per i miei nonni, li ho persi tutti e quattro prima di Tokyo”. Grande soddisfazione da parte del presidente della Fipe Antonio Urso. “E’ una medaglia pesantissima perchè ottenuta in una delle categorie più difficili in assoluto. Siamo davvero di fronte a un risultato straordinario” il commento all’Italpress. “Nino è partito battendo il record italiano nella prima prova, a dimostrazione di una prestazione di assoluto livello tecnico – prosegue il numero uno della Fipe – Come al solito, poi, con la sua mentalità vincente ha provato ad alzare 210 kg per vincere l’oro. Noi ci credevamo, avevamo la possibilità di farcela, il tentativo non è stato azzardato ma lo abbiamo portato in pedana perchè si poteva fare, poi naturalmente ci sono le dinamiche della competizione”. I pesi azzurri chiudono i Giochi con un bilancio eccezionale: un argento e due bronzi. “Tre medaglie con cinque atleti, siamo davvero soddisfatti e orgogliosi per quello che abbiamo portato allo sport italiano”, conclude Urso.
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Tiro con l’arco, Nespoli argento nell’individuale

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Mauro Nespoli è medaglia d’argento nel torneo olimpico individuale di tiro con l’arco ai Giochi Olimpici di Tokyo. In finale l’azzurro è stato sconfitto 6-4 dal turco Mete Gazoz (26-29 28-28 27-26 29-29 29-26). “Non è un oro perso ma un argento vinto” ha dichiarato Nespoli a fine gara. “E’ solo l’inizio, Montano ha insegnato che si può andare ancora avanti tanto nella scherma, figuriamoci nel tiro con l’arco, non c’è limite. Guardo avanti fino al 2032” ha detto l’arciere di Voghera. “Questa medaglia ripaga di tutti i sacrifici fatti in questi 24 anni ed è un trampolino per poter continuare”. La medaglia di Nespoli arriva all’indomani del bronzo di Lucilla Boari. “La medaglia di Lucilla è stata importante per lei e per tutto il movimento. Quando lei è salita sul podio ha alleggerito molto questo senso di responsabilità di portavoce del movimento arcieristico italiano e questo mi ha permesso di affrontare con maggiore lucidità i miei scontri”. “E’ stata un’Olimpiade
incredibile, sicuramente complicata da vivere a causa del Covid. Nel complesso è stata una grande edizione per l’Italia che, per la prima volta in 60 anni di storia chiude i Giochi con due medaglie. Due medaglie che pesano tantissimo” il commento del numero uno Fitarco Mario Scarzella. “Abbiamo preparato questa Olimpiade con meno di due anni con il covid in corso e quindi credo che il risultato portato a casa sia merito di uno staff molto coeso, di atleti molto volenterosi, preparati e decisi e sono stati davvero bravi sul campo” il commento del coordinatore tecnico e vicepresidente Fitarco Sante Sipigarelli. Soddisfatto anche Matteo Bisiani, coach della Nazionale olimpica maschile. “Mauro è arrivato in fondo gestendo come tutti quanti la tensione, alla fine è davvero un attimo che ti fa sbagliare
qualcosa, ma chiudendo bene abbiamo vinto l’argento più che
perso l’oro”.
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Tiro a volo mixed team, argento San Marino con Perilli-Berti

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il tiro a volo targato San Marino non finisce di stupire. Dopo lo storico bronzo conquistato da Alessandra Perilli nel trap, il primo nella storia per la Repubblica del Titano, arriva anche l’argento nel mixed team con Alessandra Perilli e Gian Marco Berti. “Questo storico argento significa tanto perchè ho sofferto in questi anni. E’ il giusto premio per tutta la fatica che ho fatto” il commento del tiratore”. Un argento che poteva essere addirittura oro. “Era
così, purtroppo abbiamo faticato tanto. Stamattina sono arrivato
deconcentrato e ho commesso troppo errori” ha detto Berti. “Prima
di partire avrei messo la firma per rimanere fuori dalla finale
del singolo per un piattello e vincere un argento nel mixed. Nel
singolo sono stato anche un pò sfortunato”. Raggiante anche Alessandra Perilli, che torna a casa con un argento e un bronzo.
“Non è il significato del metallo ma soprattutto come ho gestito la finale, sono soddisfatta di quello, perchè avevo bisogno di rifarmi” ha detto la tiratrice sammarinese. “La sensazione che potesse arrivare l’oro non era sbagliata, io tiravo dritto ma è dura, quando sei lì è dura, il tempo vola e se non riesci ad essere lucido non hai tempo per capire cosa stai facendo. In quattro, poi, è velocissimo, o reagisci subito o perdi per un piattello”. Di “emozione indescrivibile” parla invece il presidente del Comitato olimpico nazionale sammarinese Gian Primo Giardi. “I ragazzi sono stati bravissimi, eccezionali, hanno fatto un lavoro fantastico, ci hanno regalato soddisfazioni che sono indescrivibili. Bravi Alessandra e Gian Marco che hanno disputato una super Olimpiade. Complimenti a loro ma anche a tutto lo staff che ha collaborato per raggiungere questo risultato. Alle Olimpiadi le medaglie sono importanti, questa è ancora più pregiata e abbiamo rischiato anche di arrivare sul tetto del mondo, ma nessuna recriminazione perchè hanno dato il meglio di loro. E’ bello vincere, festeggeremo di sicuro, ma poi si riparte da zero. Perilli ha detto che ci rivediamo a Parigi, bisogna lavorare forte per tornare sul podio”. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Segretario di stato allo sport Teodoro Lonfernini. “E’ una gioia immensa, che va oltre ogni immaginazione, un risultato non inaspettato ma incredibile. Entriamo nella storia, non solo con il bronzo dell’altro giorno di Perilli, ma anche con un bellissimo argento attraverso due atleti che se lo meritano e che insieme hanno scritto la storia sportiva del nostro Paese. Adesso attendiamo per completare l’opera la partecipazione anche nella lotta, ma già adesso il bilancio è oltre ogni immaginazione”.
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