ROMA (ITALPRESS) – Ancora un nuovo balzo dei contagi Covid in Italia. I nuovi casi sono 6.171, in crescita rispetto ai 5.696 registrati ieri questo nonostante un numero inferiore di tamponi processati, 224.790, che fa salire il tasso di positività al 2,74%. Tornano ad aumentare i decessi, 19 (+4 rispetto a ieri). I guariti sono 1.825, mentre gli attuali positivi arrivano a toccare quota 78.484 con un incremento di 4.323. Sul fronte ospedaliero si registra una nuova crescita dei reparti ordinari, +45 con un totale di 1.730 pazienti; nelle terapie intensive invece i pazienti sono 194 (+9) con 20 nuovi ingressi. In 76.560 si trovano in isolamento domiciliare. La regione dove si registra il maggior numero di nuovi casi e’ il Lazio (780), seguita da Toscana (748) e Veneto (737).
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Covid, in Italia 19 decessi e 6.171 nuovi casi
Giustizia, Durigon “Su riforma stiamo mediando, troveremo soluzione”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo mediando, Giulia Bongiorno insieme a Matteo Salvini sta cercando di trovare soluzioni sulla riforma della giustizia”. A parlare è Claudio Durigon, Sottosegretario all’Economia, esponente della Lega, intervistato da Claudio
Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
Al centro del dibattito i reati legati a mafia, stupro e droga su cui “punire immediatamente è fondamentale” sottolinea, spiegando che “c’è tanto fermento ma sono convinto che alla fine troveremo una soluzione: la riforma della giustizia è un tema importante che ci chiedono con il PNRR”. In quest’ottica il referendum dà forza al Parlamento secondo Durigon, ma la riforma deve concentrarsi “sulla riduzione dei tempi del processo” e deve ben calibrare la prescrizione che Durigon sottolinea come ponga “delle libertà quando un processo è troppo lungo. Ma sono convinto che siamo di fronte ad una riforma equa, che riduce i tempi e che dà certezza della pena. Siamo vicini”.
Elogia il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza covid, per i tantissimi vaccinati, e propone una riflessione sul green pass che vede “come un bicchiere mezzo pieno” e cioè una “soluzione giusta per alcuni temi, ma esasperata per altri”.
Una soluzione giusta per esempio per quanto riguarda i grandi assembramenti come le manifestazioni, concerti e stadio. Si dice sicuro che “si troveranno soluzioni adeguate”, a partire dalla scuola: “se il ragazzo decide di non vaccinarsi va rispettato. Il compito del governo è far ritornare a scuola in sicurezza”, trasporti compresi. Durigon esclude nuovi lockdown e future chiusure, e spiega come “dobbiamo convivere con il virus ma anche essere positivi: i nuovi dati mostrano che il 95% delle persone che vanno in ospedale non sono vaccinati: sono convinto che non ci saranno altri lockdown”. Sui rapporti con la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il sottosegretario all’economia assicura che “ci confrontiamo da alleati a partire dalle amministrative”.
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Bronzo Perilli nel tiro, prima storica medaglia San Marino
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Prima storica medaglia per San Marino ai Giochi Olimpici: Alessandra Perilli ha vinto il bronzo nel trap. L’Italia Silvana Stanco ha chiuso invece al quinto posto. Jessica Rossi aveva mancato l’accesso alla finale. La portabandiera azzurra (foto Mezzelani/Gmt) nella cerimonia di apertura ha chiuso le cinque serie di qualificazione a quota 119/125.
“Ancora non ci credo. Io sono andata a sparare, l’unica cosa che ho pensato e’ stata ‘non posso arrivare ancora quarta, non lo merito, non lo meritiamo’. Volevo questa medaglia, quando e’ uscita la quarta ho pensato che era fatta” le parole di Perilli. “Praticare sport a San Marino? Io l’ho fatto come professionista, a me viene bene, amo questo sport che e’ la mia vita. Adesso al ritorno non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia. Ai giovani dico che non devono mollare ma crederci. Il mio motto e’ “mai dire mai”, quindi non sai mai cosa ti riserva la vita. Futuro? Parigi” ha detto il bronzo olimpico sammarinese che e’ gia’ proiettata verso le prossime Olimpiadi. “La dedica? Per la mia famiglia”.
“Gioia immensa. Merito e complimenti ad Alessandra che da 12-13 anni sta lavorando duramente per raggiungere questo obiettivo. Era sfuggito a Londra, ma qui l’ha meritato dopo una serie di esperienze positive. Questo e’ un risultato storico, rimarra’ nella storia del movimento sportivo sammarinese” le parole del presidente del Comitato olimpico sammarinese Gian Primo Giardi. “Ci abbiamo creduto perche’ il talento c’era avendo raggiunto risultati importanti gia’ in precedenza, era stata anche prima nel ranking mondiale” ha detto Giardi, che si proietta al futuro augurandosi che questo exploit possa far aumentare i tesserati sportivi: al momento sono circa 10.000 su una popolazione di circa 30.000 abitanti. “Speriamo di avere ulteriore credito e di coinvolgere il maggior numero di persone possibile e avviare tanti giovani alla pratica sportiva e ottenere questi risultati nel prossimo futuro con le nuove generazioni”. Si guarda avanti, l’Olimpiade di San Marino prosegue con la sfida a squadre mista e con la lotta. “Vorrei continuare a sognare dal 31 luglio, giorno del mixed team considerando che abbiamo una coppia di livello assoluto con Perilli e Berti, a cui voglio fare i complimenti per la sua grandissima gara. Poi c’e’ Myles Amine Mularoni nella lotta, altra punta di diamante della nostra delegazione, speriamo di poter festeggiare insieme a lui ulteriori successi”.
“E’ un momento storico per la Repubblica di San Marino e per un’intera comunita’ di persone che si sono stretti intorno all’impegno di Alessandra Perilli” ha dichiarato il Segretario di stato allo sport della Repubblica di San Marino Teodoro Lonfernini. “Dietro questa medaglia c’e’ lavoro di programmazione fatta dal Comitato olimpico, dalla politica sportiva, impegno che vede ripagati con la prima medaglia olimpica della storia dal 1960 anno della prima partecipazione a Roma e dal 1959 anno di istituzione del Comitato olimpico sammarinese. Ogni sammarinese oggi e’ a Tokyo attorno ad Alessandra Perilli e non vede l’ora di poterla riabbracciare al ritorno”.
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Giustizia, Messina (Idv) “Riforma pericolosa, a rischio stato diritto”
ROMA (ITALPRESS) – “Da qualche settimana Italia dei Valori è rientrata in Parlamento, sia alla Camera con Piera Aiello che al Senato con Elio Lannutti, con il simbolo del Gabbiano collocandosi come moderati di centrosinistra. Il nostro partito ha inoltre altre adesioni importanti come quelle di Elisabetta Trenta, Ignazio Cutrò e Pino Masciari, abbiamo ricostruito un gruppo in Campidoglio con Monica Montella”. Lo dice Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Riteniamo che i valori di legalita’ e la questione morale siano molto attuali”, prosegue Messina che spiega la posizione politica del suo partito: “in opposizione al Governo Draghi ma in opposizione anche alla Meloni, con una domanda cruciale, ovvero ‘Cosa ci fanno insieme al Governo da Leu alla Lega?’. Se culturalmente due soggetti la pensano in maniera contrapposta è complicato che possano prendere decisioni importanti, a partire dalla riforma della giustizia o sul vaccino, che per noi è un dovere civico. Noi siamo per le vaccinazioni: prendere un aereo oppure andare al ristorante con il green pass per me è una garanzia” sottolinea Messina.
Salvini? Si trova “in una situazione ibrida: sta al Governo ma è costretto a fare anche opposizione. come fai così a costruire un progetto di futuro?”.
Al centro dell’intervista la riforma della giustizia che Messina definisce, formulata nell’ipotesi attuale, “veramente pericolosa perché mette seriamente in discussione il nostro stato di diritto”. Per Messina serve una riforma “che faccia funzionare meglio il processo”.
Di Pietro? “L’ho sentito su questi temi e si lamenta molto”.
Sulla prescrizione “il vero punto è da quando decorre – spiega Messina – Noi diciamo che deve decorrere da quando il reato viene a conoscenza dell’autorità giudiziaria”. Secondo Messina è impensabile che il Parlamento decida quali reati processare oppure no: “il tema quindi – continua – è far funzionare meglio la giustizia, tema su cui l’Italia dei Valori ha effettivamente qualche punto in comune con il Movimento 5 Stelle”. Sul libro di Palamara Messina chiosa dicendo che “mette in luce una disfunzione che fa male alla magistratura, mette a nudo una realtà terribile”.
Altro tema fondamentale dell’intervista la scuola, la cui apertura è ormai alle porte passate le vacanze estive, con tutte le polemiche legate a vaccinazioni e green pass: “penso che ci si debba affidare alla scienza – spiega Messina – e bisogna portare i ragazzi a scuola perché con la didattica a distanza, di fatto, hanno perso un anno importante, ma bisogna riaprire in sicurezza”. Obbligo di vaccino quindi? “Ripeto – dice Messina – per me il vaccino è un dovere, chi non lo vuole deve essere inibito dalle attività sociali. Sono stanco dei furbetti del vaccino, i no vax di convenienza mi danno fastidio” dice Messina.
Ultimo punto, il candidato sindaco di Roma che l’Italia dei valori porta avanti nella persona di “Rosario Trefiletti, storico presidente di Federconsumatori. Abbiamo fatto una scelta di campo: la tutela dei cittadini, e chi meglio di lui può rappresentarli in Campidoglio?”. Ed il prossimo obiettivo poi, passate le elezioni amministrative, sarà il 2023 che Messina auspica di coronare “con una grande forza moderata di centro-sinistra per governare il paese” e che veda l’Italia dei Valori tra i protagonisti. “Spero – aggiunge – non finisca come ha fatto Renzi che è il padre di tutte le sconfitte, perché capito che perdeva, anziché provare a vincere le ultime elezioni ha gestito la sconfitta”.
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Migranti, Tardino “Rischio jihadisti sui barconi, massima allerta”
AGRIGENTO (ITALPRESS) – “L’Ue non sottovaluti il rischio di terroristi sui barconi in arrivo verso le nostre coste. Nei giorni del caos politico e istituzionale che ha colpito la Tunisia, l’allarme sulla rotta dei jihadisti e il pericoloso legame tra terrorismo e flussi migratori, di cui ha parlato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho in audizione presso il comitato parlamentare Schengen, non può assolutamente essere ignorato. La Lega ha più volte evidenziato questo segnale di pericolo, purtroppo ripetutamente sottovalutato dall’Ue. La sicurezza deve avere la priorità, soprattutto alla luce del disgregamento dello Stato islamico, delle recenti minacce rivolte dall’Isis all’Italia e della diffusa instabilità dell’area. Bruxelles – che ha sempre minimizzato questo collegamento nonostante le nostre segnalazioni – e Roma, per le proprie competenze, devono intervenire per fermare e controllare il flusso dei migranti”.
Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe.
“Lo stesso procuratore Cafiero de Raho ha ricordato anche quanto accaduto in occasione dell’attentato nella basilica di Notre Dame a Nizza in merito alla provenienza dell’attentatore, sbarcato a Lampedusa il 19 settembre. Di fronte a questo pericolo reale, l’Europa non può permettersi di farsi trovare impreparata, o peggio di sottovalutare il rischio magari nascondendosi dietro al politicamente corretto o alla politica dell’immigrazione senza limiti. Serve la massima allerta” conclude.
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Bagarre sul Green pass alla Camera, seduta sospesa dopo protesta Fdi
ROMA (ITALPRESS) – Bagarre alla Camera dei deputati dove la seduta è stata sospesa dal vicepresidente Fabio Rampelli, di turno alla guida dell’aula. A protestare i suoi colleghi di Fratelli d’Italia per il respingimento della pregiudiziale sul Dl Covid che prevede disposizioni sull’obbligo del Green Pass per lo svolgimento di alcune attività. Fdi chiedeva il voto segreto, che non è stato però “concesso” dalla presidenza per il “principio di prevalenza”. Il primo a protestare, con un cartello con la scritta “No green pass” è stato Federico Mollicone, che inseguito dai commessi è poi uscito dall’aula mentre Rampelli lo richiamava all’ordine. Appena dopo altri cartelli con la stessa scritta sono stati esposti dagli altri deputati di Fdi.
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Fiorettiste di bronzo, è la quinta medaglia della scherma azzurra
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La sesta giornata dell’Olimpiade di Tokyo 2020 regala all’Italia della scherma la quinta medaglia: è il bronzo del fioretto femminile a squadre. La vittoria contro gli Usa per 45-23 è valsa il terzo gradino del podio per il team azzurro, che schierava in pedana Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Batini ed Erica Cipressa. Una prova di forza e orgoglio, contro le statunitensi, per riscattare la sconfitta patita, con il punteggio di 45-43, per mano della Francia in semifinale.
L’inizio dell’assalto per la medaglia di bronzo è stato sul filo dell’equilibrio, poi dalla quarta frazione in avanti prima Martina Batini, poi Arianna Errigo e quindi Alice Volpi hanno allungato il passo volando a +10. E’ entrata anche Erica Cipressa, aumentando ancor di più il vantaggio. Così l’Italia è andata spedita verso la vittoria, sancita dalla stoccata del 45-23.
Le azzurre erano state dirottate al match per il terzo posto a causa della sconfitta per 45-43 con la Francia in semifinale. La sfida contro le transalpine è stata rocambolesca: l’Italia è partita benissimo, allungando fino a +11, la Francia però non ha mollato e pian piano si è rimessa in corsa, arrivando al 31-31. Dopo un nuovo vantaggio azzurro, il sorpasso francese è arrivato nell’ultima frazione, proprio al momento decisivo.
Al debutto per l’Italia era stato netto il successo nei quarti di finale contro l’Ungheria, sconfitta per 45-32 in un match a senso unico, mentre la Francia aveva battuto il Canada.
Nella parte alta del tabellone, invece, la Russia aveva superato l’Egitto, e gli Usa avevano sconfitto il Giappone. Poi in semifinale il successo delle russe contro le statunitensi, battute infine dall’Italia nel match per la medaglia di bronzo.
Oro alla Russia, che ha sconfitto in finale la Francia.
Così, a fine gara, Alice Volpi analizza il ko in semifinale: “Ci siamo fatti rosicchiare tante stoccate poco alla volta dalla Francia che è una squadra forte. Qualcosa ha girato storto. Provo dispiacere sì, ma rimpianto no perchè abbiamo lottato fino alla fine e non ce l’abbiamo fatta. Per questo motivo la medaglia vale tanto”.
Nell’assalto per il terzo posto l’Italia se l’è dovuta vedere con gli Stati Uniti della campionessa olimpica Lee Kiefer. “La squadra è sempre stata unita, abbiamo pensato subito all’assalto successivo – racconta Arianna Errigo -. Siamo felicissime, abbiamo sofferto tanto perchè è stata dura. Potevamo vincere l’oro e quindi il dispiacere rimarrà, ma potevamo anche tornare a casa senza nulla. Sono contenta della fiducia che abbiamo avuto tra di noi, è grazie a questo che abbiamo vinto il bronzo. Mi sono messa in discussione, ma le mie compagne mi hanno sempre supportata”.
Una medaglia che le ragazze del CT Andrea Cipressa adesso vogliono godersi. “Siamo abituate ad ascoltare che spesso un nostro bronzo non è conquistato, ma è un oro perso – racconta Martina Batini -. Noi cerchiamo di non pensare di dovere dimostrare qualcosa a qualcuno, siamo delle ragazze e il nostro valore non cambia in base al colore della medaglia”.
In finale, nella settima frazione, è salita in pedana anche la riserva azzurra Erica Cipressa che non si è lasciata prendere dall’emozione e ha condotto un ottimo assalto concluso con un parziale di 5-1. “Entrare a freddo non è stato facile – ammette Erica Cipressa -. Ho mantenuto la concentrazione e le mie compagne mi hanno aiutata perchè sono entrata quando già avevamo un ampio vantaggio. Ero pronta a dare tutto e sono contenta di esserci riuscita”. E poi, a proposito del papà CT, ha aggiunto: “Papà a fine gara mi ha abbracciata e mi ha detto che sono stata brava. Il rapporto padre-figlio non è facile, ci sono spesso preconcetti e io volevo dimostrare al commissario tecnico e non solo a mio padre che merito di stare in questa squadra. Ai Giochi di Los Angeles 1984 lui ha vinto l’oro a squadre, io sono figlia d’arte e questo clima olimpico l’ho sempre percepito, ma arrivare qui da atleta è un sogno”.
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Messina (Idv) “Riforma giustizia pericolosa, a rischio stato diritto”
ROMA (ITALPRESS) – “Da qualche settimana Italia dei Valori è rientrata in Parlamento, sia alla Camera con Piera Aiello che al Senato con Elio Lannutti, con il simbolo del Gabbiano collocandosi come moderati di centrosinistra. Il nostro partito ha inoltre altre adesioni importanti come quelle di Elisabetta Trenta, Ignazio Cutrò e Pino Masciari, abbiamo ricostruito un gruppo in Campidoglio con Monica Montella”. Lo dice Ignazio Messina, segretario nazionale di Italia dei Valori intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Riteniamo che i valori di legalità e la questione morale siano molto attuali”, prosegue Messina che spiega la posizione politica del suo partito: “in opposizione al Governo Draghi ma in opposizione anche alla Meloni, con una domanda cruciale, ovvero ‘Cosa ci fanno insieme al Governo da Leu alla Lega?’. Se culturalmente due soggetti la pensano in maniera contrapposta è complicato che possano prendere decisioni importanti, a partire dalla riforma della giustizia o sul vaccino, che per noi è un dovere civico. Noi siamo per le vaccinazioni: prendere un aereo oppure andare al ristorante con il green pass per me è una garanzia” sottolinea Messina.
Al centro dell’intervista la riforma della giustizia che Messina definisce, formulata nell’ipotesi attuale, “veramente pericolosa perchè mette seriamente in discussione il nostro stato di diritto”. Per Messina serve una riforma “che faccia funzionare meglio il processo”.
Di Pietro? “L’ho sentito su questi temi e si lamenta molto”.
Sulla prescrizione “il vero punto è da quando decorre – spiega Messina – Noi diciamo che deve decorrere da quando il reato viene a conoscenza dell’autorità giudiziaria”. Secondo Messina è impensabile che il Parlamento decida quali reati processare oppure no: “il tema quindi – continua – è far funzionare meglio la giustizia, tema su cui l’Italia dei Valori ha effettivamente qualche punto in comune con il Movimento 5 Stelle”.
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