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Da Ferrero impegno per sostenibilità, al 2030 emissioni attività -50%

TORINO (ITALPRESS) – Il Gruppo Ferrero ha pubblicato il dodicesimo Rapporto di Sostenibilità, che contiene gli aggiornamenti sui progressi compiuti in relazione ai propri obiettivi. L’azienda si è impegnata per raggiungere gli obiettivi prefissati al 2020, agendo sulla base di quattro pilastri, chiave della strategia di sostenibilità di Gruppo: protezione dell’ambiente, approvvigionamento sostenibile degli ingredienti, promozione di un consumo responsabile e valorizzazione delle persone. In particolare, al 2020 Ferrero ha raggiunto alcuni dei propri obiettivi. Ad esempio, approvvigionarsi di fave di cacao 100% sostenibili, certificate attraverso standard gestiti in modo indipendente, e di zucchero di canna 100% certificato da Bonsucro e Altromercato. Per Ferrero, inoltre, l’utilizzo di energia rinnovabile è un elemento essenziale per ridurre la propria carbon footprint. Per questo motivo, gli stabilimenti europei del Gruppo si sono approvvigionati nell’anno fiscale 2019/2020 di energia elettrica 100% certificata rinnovabile, e il 71,5% di quella acquistata a livello mondiale proviene da fonti rinnovabili. Nel 2019 Ferrero ha annunciato il proprio impegno di rendere tutti gli imballaggi 100% riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025, anche per contribuire allo sviluppo di un’economia circolare della plastica. Nel 2020 gli imballaggi riutilizzabili, riciclabili o compostabili hanno già raggiunto quota 82,9%. Il questo senso si conferma il forte impegno del Gruppo per il raggiungimento dell’obiettivo. Ferrero ha sempre prestato la massima attenzione al rispetto dei diritti umani. Ha avviato collaborazioni con i massimi esperti del settore per identificare i rischi e per definire le procedure di due diligence. Inoltre, ha siglato accordi di partnership, ad esempio con Save the Children, per massimizzare l’impatto positivo delle proprie iniziative. Per consolidare i risultati ottenuti finora, l’azienda ha iniziato a definire nuovi impegni e obiettivi da perseguire entro il 2030. Uno dei traguardi più ambiziosi prevede una drastica riduzione della carbon footprint. In particolare, entro il 2030 Ferrero punta a dimezzare (-50%) tutte le emissioni derivanti dalle proprie attività (ovvero emissioni in gergo tecnico “Scope 1 e 2”). Complessivamente, Ferrero si impegna a ridurre le emissioni del 43% (“Scope 1, 2 e 3” – comprese quindi le emissioni indirette terze) per ogni tonnellata di prodotto realizzato. “La pandemia da Covid-19 ha trasformato radicalmente il mondo dell’industria e continua a produrre i suoi effetti in tutto il mondo. Nonostante tutto, il Gruppo Ferrero è riuscito a reagire nel modo migliore, assegnando sempre la massima priorità alla salute e alla sicurezza dei dipendenti e dei consumatori. Vorrei dunque cogliere l’occasione per ringraziare tutti i dipendenti e i partner di Ferrero che nell’ultimo anno hanno fatto tutto il possibile per mettersi sempre al servizio dei clienti e per sostenere le comunità di cui siamo fieri di far parte”, ha dichiarato Giovanni Ferrero, Presidente Esecutivo del Gruppo Ferrero. “La nostra azienda non guarda solo alla produttività. Da sempre, una delle nostre priorità è la tutela di tutti i lavoratori delle filiere agricole, in particolare di quelli che vivono nei Paesi meno avanzati. Le nostre partnership e collaborazioni si sono dimostrate essenziali per sostenere coloro che avevano bisogno di aiuto. Mentre consuntiviamo gli obiettivi al 2020, siamo orgogliosi di aver raggiunto il nostro obiettivo di approvvigionarci di cacao 100% sostenibile certificato attraverso standard gestiti in maniera indipendente. Abbiamo ampliato la portata di questo obiettivo per includere il cioccolato acquistato da terzi, al fine di garantire la massima trasparenza della nostra filiera del cacao. Continuiamo a utilizzare esclusivamente olio di palma 100% certificato RSPO come segregato e stiamo completando il processo di transizione per permettere anche alle aziende di recente acquisizione di essere in linea con i nostri standard di approvvigionamento responsabile”, ha affermato Lapo Civiletti, Ceo del Gruppo Ferrero.
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Federica Pellegrini fatica ma è in semifinale nei 200 stile

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Federica Pellegrini ha chiuso al 5° posto la terza batteria dei 200 stile libero ai Giochi Olimpici di Tokyo. La veneta ha nuotato in 1’57″33, riuscendo a ottenere la qualificazione per le semifinali, previste domani, con il 15° tempo. “Sarà una scalata molto difficile, ma ci proviamo fino alla fine, quindi vi chiedo tanto tifo – ha esordito la Pellegrini rivolgendosi ai tifosi italiani – E’ stata faticosa, proprio entrare in gara da subito. Mi sono sentita molto rallentata, mi sembrava di fare più fatica di quella che stavo realmente facendo. Sono passata per un pelo, di sicuro per domattina bisogna cambiare registro e lottare da una corsia laterale per la finale. Come è stata la vigilia? Abbastanza serena, tranquilla per la prima volta ai Giochi. Mi sono preparata bene e vorrei continuare a fare bene”. La Pellegrini si è poi soffermata sul clima trovato ai Giochi. “E’ molto bello essere qui, una grande soddisfazione, sempre molto emozionante – ha osservato l’azzurra – La bolla? In questo anno ne abbiamo vissute e subite parecchie, siamo abbastanza abituati. Certo è un pò brutto senza pubblico ma lo sapevamo già”.
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Isola “Hungaroring circuito impegnativo per pneumatici”

ROMA (ITALPRESS) – Il GP d’Ungheria sancisce la fine della prima metà della stagione 2021 di Formula 1 prima della consueta pausa estiva. Per questo appuntamento sono state nominate le mescole centrali della gamma: C2 come P Zero White hard, C3 come Yellow medium e C4 come Red soft. Dopo che Silverstone ha ospitato per la prima volta nella storia un weekend con una Sprint Qualifying, in Ungheria torna il format di gara classico con le solite regole per l’utilizzo dei pneumatici. La nomination in Ungheria è esattamente la stessa dell’anno scorso. La pista non impone carichi particolarmente elevati sui pneumatici, perciò le mescole centrali della gamma risultano ideali per il tracciato stretto e ricco di curve dell’Hungaroring, soprattutto se le temperature dovessero essere calde. “Per quanto riguarda i pneumatici, non ci aspettiamo particolari sorprese dall’Hungaroring, che è sempre stato una tappa fissa in calendario e che sancisce la fine della prima metà di stagione – spiega Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing – Le caratteristiche peculiari della pista sono le curve strette in rapida successione e l’assenza di lunghi rettilinei per raffreddare le gomme, oltre alle temperature solitamente elevate. Questo rende il circuito effettivamente più impegnativo per i pneumatici di quanto potrebbe inizialmente apparire perciò, soprattutto con la soft, è possibile che sia richiesto un certo grado di gestione. Di conseguenza, la strategia migliore non è così ovvia e soluzioni differenti possono portare a ottenere tempi di gara simili nel complesso, a seconda delle circostanze individuali di gara. Ecco perchè all’Hungaroring – termina Isola – abbiamo spesso assistito a corse avvincenti dal punto di vista tattico, con il risultato finale in forse fino all’ultimo e ingegneri chiamati a una grande sfida”.
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Subito Italia-Russia nella prova a squadre spada donne

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La quarta giornata del programma della scherma all’Olimpiade di Tokyo 2020 aprirà il cartellone delle prove a squadre con la gara di spada femminile. Domani, martedì 27 luglio, l’Italia del ct Sandro Cuomo schiererà in pedana il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Federica Isola e Alberta Santuccio. Per le azzurre l’appuntamento sarà alle 11.25 ora giapponese (le 4.25 italiane) per il match dei quarti di finale contro la Russia. In un tabellone infuocato, la Cina testa di serie numero 1 della gara sfiderà Hong Kong, poi Usa-Corea ed Estonia-Polonia. Proprio da quest’ultimo assalto verrà fuori l’avversario della vincente di Italia-Russia.
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Indagine Salutequità, in Italia assistenza a due velocità Nord-Sud

ROMA (ITALPRESS) – Diritti dei pazienti al palo da 4,5 anni, nuovi Lea solo sulla carta e risultati da Regione a Regione con un’assistenza lungo l’Italia di serie A e una di serie B.
La causa è la mancata emanazione del Decreto di fissazione delle tariffe dei nuovi LEA che doveva avvenire 3,5 anni fa, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018 che fissava il termine al 28 febbraio 2018. Anche l’ultimo Patto per la Salute prevede tra i primi impegni l’approvazione del Decreto Tariffe, senza il quale non possono entrare in vigore i nuovi Nomenclatori dell’assistenza protesica e della specialistica ambulatoriale, con effetti anche sull’equità di accesso alle cure.
Il problema è confermato dall’indagine realizzata da Salutequità – contenuta nel V Report “Nuovi LEA e Cronicità tra disuguaglianze e diritti inesigibili dei pazienti” – che ha passato in rassegna i nomenclatori tariffari di 10 Regioni, prendendo in considerazione tra le nuove prestazioni sanitarie del SSN l’esame del FENO (ossido nitrico esalato) per le malattie respiratorie come l’asma: a causa della mancata emanazione del Decreto tariffe, solo una Regione su 10 monitorate, cioè il Friuli Venezia Giulia, ha inserito l’esame con un codice ad hoc nel proprio Nomenclatore.
“I nuovi Lea sono diventati vecchi senza essere stati praticamente attuati a causa di un rimpallo tra Ministero della Salute e MEF legato alla loro copertura economica, che oggi sembra davvero poca cosa vista la quantità di risorse che si sta gestendo per far fronte alla pandemia e per il PNRR – commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità – Ora va avviata una stagione espansiva per i diritti di tutti i pazienti attraverso un ‘National Recovery Plan For Patients’ Rights’ in grado di rendere innanzitutto esigibili in tutte le Regioni i nuovi Lea con lo sblocco del Decreto Tariffe e di procedere con il loro aggiornamento”.
Ma gli inadempimenti sui nuovi Lea non finiscono qui. “Entro il 15 marzo 2017 doveva esser adottato il primo aggiornamento dei LEA e invece nulla”, sottolinea Salutequità: “abbiamo nuove tecnologie, altre superate o non così utili, ma anche nuove condizioni da tutelare o prestazioni ancora non esenti ticket per alcuni pazienti (es. asma, mici, poliposi nasale)”.
All’appello mancano anche le linee di indirizzo volte a garantire omogeneità nei processi di integrazione istituzionale, professionale e organizzativa dei percorsi assistenziali domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali (art. 21 LEA), che in tempi di Covid-19 sarebbero state molto utili.
Come pure non vi è ancora traccia degli Accordi Stato-Regioni funzionali a ridurre le disuguaglianze (art. 64 LEA), andando a fissare i criteri uniformi per la individuazione di limiti e modalità di erogazione delle prestazioni da parte delle Regioni In ritardo anche l’attuazione del Piano nazionale della Cronicità e con differenze regionali, fondamentale per i diritti dei pazienti e molto attuale viste le misure del PNRR sull’assistenza territoriale: 2 mesi per il suo recepimento in Puglia contro i circa 4 anni del FVG.
“Il Piano va rilanciato e ammodernato con le innovazioni positive introdotte nel SSN nel corso della pandemia, con un sistema di monitoraggio forte e integrandolo con patologie attualmente non ricomprese come ad esempio la psoriasi, la sclerosi multipla, la poliposi nasale, l’asma anche nell’adulto”, ha concluso Aceti”.
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Incendi Sardegna, Donato “Chiedere fondo solidarietà Ue”

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“Ventimila ettari di vegetazione distrutti, aziende e case bruciate, famiglie sfollate e bestiame ucciso. La Sardegna ha bisogno di aiuti ingenti per questo è assolutamente necessario che governo regionale e nazionale si adoperino per chiedere attivazione fondo solidarietà Ue”. Lo afferma l’europarlamentare della Lega della circoscrizione Isole, Francesca Donato. “Dopo 60 ore di roghi – spiega – l’intervento dell’Ue è indispensabile sia come protezione civile europea, per fermare le fiamme, sia come fondo di solidarietà per fornire rapida assistenza ai sardi. Mercoledì sarò in Sardegna per visitare le zone colpite. Sono chiaramente a disposizione del presidente Solinas per aiutare il Governo regionale ad attivare i meccanismi di solidarietà europea”, conclude Donato.
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Tiro a volo, Diana Bacosi argento nello skeet

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Diana Bacosi ha conquistato l’argento nella prova di skeet femminile ai Giochi Olimpici di Tokyo. L’oro è andata all’americana Amber English, bronzo alla cinese Meng Wei. “Dopo cinque anni siamo ancora qui. Avevo
ancora voglia di fare bene e so di avere ancora tanto da dare,
quindi sono più che soddisfatta – racconta dopo la gara -. Negli ultimi 10 piattelli la testa mi ha giocato un brutto scherzo, ma la medaglia è arrivata”. Arriva anche una dedica. “Questo argento è per tutti gli italiani che in questo periodo hanno sofferto tanto. Durante la pandemia ho passato un periodo brutto e non è stato semplice”.
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Nuoto, azzurri della 4×100 argento a Tokyo “Scritta la storia”

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia vince la medaglia d’argento nella 4×100 stile libero ai Giochi Olimpici di Tokyo. Il quartetto azzurro formato da Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo ha chiuso in 3’10″11 (nuovo record italiano), battuta solo dagli Stati Uniti (3’08″97). Bronzo per l’Australia in 3’10″22. “Una gioia incredibile”. Così, all’unisono, gli azzurri commentano l’argento olimpico conquistato a Tokyo. “Siamo felicissimi, siamo stati veramente bravi, una grande staffetta – ha dichiarato Alessandro Miressi – Siamo veramente contenti e felici di questo argento”. “Già ieri sapevamo di avere una buona possibilità di medaglia – ha spiegato Thomas Ceccon, che pochi prima dell’argento ha staccato il pass per la finale dei 100 dorso – Ho fatto la scelta di fare entrambe le gare, dato che ero andato bene nel dorso non potevo che fare altrettanto in staffetta. L’argento olimpico non è una cosa da tutti i giorni”. “Non ho parole, no so come descrivere questo momento – ha ammesso Lorenzo Zazzeri – Abbiamo scritto una pagina bellissima di storia e sono felicissimo di far parte di questo gruppo: siamo uniti, ci siamo abbracciati anche prima di partire, eravamo convintissimi di poter fare una grande gara”. “Per me – ha concluso un incredulo Manuel Frigo – era impensabile soltanto tre anni fa essere qui e ora arriva addirittura una medaglia. Quando la vedrò ci crederò”.
(ITALPRESS).