TORINO (ITALPRESS) – Sarà realizzata a Termoli la gigafactory di Stellantis in Italia. L’annuncio è arrivato da Carlos Tavares, Ceo del gruppo, durante l’EV Day. “L’identificazione dell’impianto powertrain di Termoli rappresenta una scelta coerente nel contesto del percorso di Stellantis verso la completa transizione energetica, sulla scia di quanto annunciato per Douvrin in Francia e per Kaiserslautern in Germania”, spiega un portavoce del gruppo. Stellantis sta lavorando con determinazione e velocità per anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i suoi siti industriali italiani, con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità attraverso il miglioramento delle loro performance e per far giocare al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici del Gruppo. Il piano – spiega una nota – sarà divulgato e comunicato con un approccio graduale e al momento opportuno.
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Stellantis, a Termoli la gigafactory italiana del gruppo
Pioli “Vogliamo essere di nuovo protagonisti”
MILANO (ITALPRESS) – “Siamo contenti di quanto abbiamo fatto, ma ora si riparte. Oggi è il primo giorno, sarà bello rivedere i miei calciatori. Stiamo cominciando qualche giorno prima con l’obiettivo di fare le cose con calma e sfruttare bene questo periodo. Vogliamo essere di nuovo protagonisti. La prossima sarà una stagione molto stimolante da affrontare”. Così Stefano Pioli, allenatore del Milan, intervenuto in conferenza stampa, presenta la nuova stagione che attende la squadra rossonera. Il Milan nello scorso campionato ha chiuso al secondo posto, conquistando anche un posto alla prossima Champions League: “L’obiettivo è confermarci ad alto livello, dobbiamo essere ambiziosi perchè abbiamo dimostrato di avere qualità. Dobbiamo provare a dare tutto e a battere tutti gli avversari, le sette squadre più forti in Italia saranno sempre agguerrite e in Champions League proveremo ad essere una sorpresa”. Il Milan, in attesa di altri acquisti, dovrà fare i conti con gli addii di Donnarumma e Calhanoglu: “Vogliamo una squadra competitiva e vogliamo continuare il percorso che stiamo facendo. Vogliamo alzare il livello della squadra per essere ancor più competitivi. Preferirei avere tutta la rosa oggi, ma so bene che il mercato è lungo. Sono sicuro che faremo le cose per bene e verrà fuori un Milan competitivo”. Poi su Ibrahimovic, Calabria e Bennacer: “Zlatan oggi l’ho trovato bene, ci vorranno un paio di settimane prima di vederlo lavorare in campo sulla corsa, l’ho visto molto motivato. Speriamo di averlo a disposizione per inizio campionato. Calabria si è ripreso, non dovrà lavorare a parte per molto tempo, mentre Bennacer può subito lavorare con noi”. “I rientri di Allegri, Sarri, Spalletti, Mourinho sono stimolanti, dispiace non ci sia Conte – ha concluso Pioli -. Sarà un bel campionato anche per noi allenatori”.
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Mourinho “A Roma accoglienza eccezionale, in debito con i tifosi”
ROMA (ITALPRESS) – “Voglio ringraziare i tifosi perchè l’accoglienza al mio arrivo è stata eccezionale. Non ho ancora fatto nulla per loro, mi sento in debito”. Si presenta così Josè Mourinho nella prima conferenza da tecnico della Roma, un evento organizzato nella splendida cornice della Terrazza Caffarelli. “Perchè sono qui? Sono vicino alla statua di Marco Aurelio: nulla viene dal nulla come nulla ritorna nel nulla. Il progetto è chiaro, come l’eredità che vogliono lasciare Dan e Ryan Friedkin. Non siamo in vacanza, non siamo qui per la bellezza della città”. Il tecnico portoghese ha le idee chiare anche sugli obiettivi in giallorosso: “Voglio la Roma dei romanisti, non la Roma di Mourinho. C’è un lavoro da fare – ha spiegato Mourinho – l’obiettivo iniziale deve essere vincere la prima partita ufficiale in Conference League, poi penseremo al secondo obiettivo. Sarà difficile vincere immediatamente, normalmente non accade. Ma possiamo accelerare il processo”.
Interrogato sulle ultime esperienze inglesi, Mourinho ha osservato: “Al Manchester United ho vinto tre titoli ma è stato un disastro. Al Tottenham ho portato una finale di coppa che non ho potuto giocare, ma è stato un disastro. Quello che per gli altri allenatori è fantastico, per me è un disastro”, ha dichiarato il portoghese per poi soffermarsi sul mercato giallorosso. “Donnarumma e Sergio Ramos? Non ho mai parlato con nessuno. Quella di Spinazzola invece è una situazione triste anche se lui ha grande gioia di vivere ed è un ragazzo positivo. Riccardo Calafiori è un ragazzo giovane, abbiamo fiducia in lui ma abbiamo bisogno di un terzino sinistro. Fascia di capitano a Dzeko o a Pellegrini? La decisione sarà comunicata prima ai giocatori, poi anche all’esterno”.
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Verratti “Un sogno battere l’Inghilterra a Wembley”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Sarà una partita difficile. Giocheremo in casa loro, in uno stadio che conoscono bene: sarebbe davvero un sogno poter vincere contro gli inglesi a Wembley”. Così, in conferenza stampa, il centrocampista azzurro Marco Verratti, proiettato verso la finale di Euro2020 in programma domenica contro la Nazionale dei “Tre Leoni”.
“Abbiamo visto la partita dell’Inghilterra tutti insieme. E’ una squadra fisica ma con molti giocatori bravi tecnicamente. Hanno meritato di accedere in finale. Paura per il tifo di Wembley? Molti di noi sono abituati a questo tipo di clima. Vedrete, darà forza anche noi. Non si possono trovare stimoli maggiori da quelli già dati da questa partita”, ha aggiunto il giocatore di Psg e Nazionale.
“Diciamo che quello di ieri è stato un rigore generoso. Se fossi stato l’arbitro non avrei fischiato ma sono cose che fanno parte del calcio. La finale sarà diretta da un grande arbitro, che farà una grande partita. Non penso che si farà condizionare dal tifo e dal fatto che loro giochino in casa. Non abbiamo timori per questo. Sono arbitri che dirigono in Champions League e sono abituati a tutto ciò”, ha continuato Verratti.
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Delegazione al completo, cinque atleti al via a Tokyo
SAN MARINO (ITALPRESS) – Il Comitato Esecutivo del Cons ha deliberato la composizione della delegazione che dal 23 luglio all’8 agosto prendera’ parte alle Olimpiadi di Tokyo. Oltre ai tiratori Alessandra Perilli, alla sua terza Olimpiade, e Gian Marco Berti e al lottatore Myles Amine, faranno parte della squadra biancazzurra la nuotatrice Arianna Valloni e il judoka Paolo Persoglia, a cui e’ stato riservato un posto rispettivamente tramite universality place e invitation card. La ventenne Arianna Valloni vanta tre medaglie ai Giochi dei Piccoli Stati (due bronzi a San Marino, negli 800 e 400 metri stile libero, un argento in Montenegro negli 800 stile libero). Per tre volte ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani di categoria, due volte nei 1500 stile libero e una volta negli 800.
A livello internazionale ha partecipato a un Mondiale, due Campionati Europei in vasca lunga e un Europeo in vasca corta. Ha inoltre preso parte alle Olimpiadi Giovanili a Buenos Aires, nel 2018, dove e’ stata anche portabandiera della delegazione biancazzurra, e ai Giochi del Mediterraneo a Tarragona. Nel 2019 ha fatto parte della spedizione sammarinese ai Mediterranean Beach Games di Patrasso.
Paolo Persoglia, classe 1994, ha vinto 2 argenti e due bronzi ai Giochi dei Piccoli Stati, due bronzi ai Campionati Italiani (Under 21 e Assoluti), un oro e un argento in tornei internazionali.
Vanta quattro partecipazioni ai campionati del mondo. E’ stato il primo e sinora unico atleta sammarinese a vincere un incontro ad un Mondiale, quello Junioires di Ljubjuana. A livello internazionale ha collezionato anche una partecipazione ad un Campionato Europeo Senior, due European Cup e ad un Grande Slam.
Ha inoltre difeso i colori biancazzurri ad un Festival Olimpico della Gioventu’ Europea e alla prima edizione delle Olimpiadi Giovanili a Singapore, nel 2010. La delegazione biancazzurra, in partenza per Tokyo il 17 luglio, sara’ ricevuta in Udienza dai Capitani Reggenti lunedi’ 12 luglio e sara’ presentata pubblicamente nel tardo pomeriggio dello stesso giorno.
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EURO2020: L’ITALIA HA GIA’ VINTO ANCHE DA SECONDA
Siamo sinceri: non ci credevamo che l’Italia in pochi mesi potesse arrivare ai vertici del calcio europeo. Credevamo in quattro partite sicure e poi il resto si sarebbe visto lungo il cammino. Ne ha vinte già sei e anche se gli azzurri hanno faticato contro la Spagna, può starci di soffrire contro un avversario importante. Mancini ha trasformato quella che era diventata una Nazionale fallimentare in un team che può battersela con tutti. Certo, non possiamo sottacere come la squadra azzurra, partita al massimo contro Turchia e Svizzera, abbia in seguito sofferto, pur vincendo. Sei vittorie di fila all’Europeo, 33 partita senza sconfitte. Lasciando da parte il Galles, battuto con le seconde linee, difficili sono stati gli impegni che ne sono seguiti: con l’Austria la vittoria è arrivata nei supplementari, il Belgio ci ha tenuto in ansia fino all’ultimo. La Spagna si è arresa solo ai rigori. E qui bisogna dire che molti dei meriti di questa escalation azzurra li ha il portiere Donnarumma, uno dei migliori al mondo. Nella lotteria finale dei rigori ha parato quello decisivo di Morata che lo aveva battuto su azione appena entrato dopo aver fermato le Furie Rosse pure durante tempi regolamentari e supplementari. Questo graduale calo degli azzurri (che però non hanno mai perduto la grinta e la voglia di lottare sino in fondo) è dovuto alla stanchezza e al valore degli avversari che è cresciuto cammin facendo. Alcuni hanno risentito degli sforzi fatti. Gli stessi Immobile e Insigne sono apparsi in difficoltà. La Spagna ha messo sotto gli azzurri, se dobbiamo essere sinceri, ma i nostri non hanno ceduto e poi ai rigori si sono dimostrati (quasi) insuperabili. Solo Locatelli in pratica ha sbagliato. Ma si sa che quando si vince o si perde ai rigori la componente psicologica e quello della fortuna hanno una notevole rilevanza. E a noi non dispiace che Mancini sia un uomo fortunato, oltre che bravo. E’ uno dei quattro tecnici arrivati alla finale europea. Solo Valcareggi ha vinto nel 1968, mentre Zoff e Prandelli hanno perso sia pure in circostanze particolari. Vedremo come se la caverà l’attuale ct. Domenica l’Italia affronterà un avversario forte, in ogni caso, e perdere ci può stare. Ma essere secondi mentre le stelle di Francia, Germania, Belgio e Spagna sono parzialmente o totalmente tramontate, ha un significato tecnico e morale. Si è detto che gli azzurri abbiano trovato
spunto anche nell’infortunio di Spinazzola per dare il massimo. Ci crediamo, ma c’è stata pure la forza mentale del gruppo e il poter disporre di un portiere come Donnarumma. Ventisei titolari. Non sono iperboli. Una volta chi non giocava se la prendeva, ora remano tutti in una direzione. Noi siamo convinti che il miracolo della vittoria è possibile, anche se il centrocampo ha avuto un calo. E la difesa ha sofferto e l’attacco non è stato brillante come altre volte forse: lo si deve al fatto che gli spagnoli hanno fatto meglio il possesso palla e hanno attaccato. Gli azzurri non erano abituati a subire, ma ad attaccare. Ora il prossimo avversario avrà un giorno in meno per recuperare. Ma noi crediamo che, salvo infortuni, Mancini proporrà la stessa formazione. La Spagna (come l’Italia) sta crescendo e presto la ritroveremo ai vertici. Mancini ha fatto in fretta a ricostruire e a riportare nel posto che gli compete il nostro calcio. Per noi, l’Italia ha già vinto e speriamo che questo venga compreso da quelli che “abbiamo vinto, hanno perso”.
Piunti (Conou) “Economia circolare fondamentale per salvare il pianeta”
ROMA (ITALPRESS) – Nell’economia circolare c’è la chiave per salvare il pianeta. Ne è convinto Riccardo Piunti, presidente di Conou, il Consorzio Nazionale per la gestione, il trattamento degli olii minerali usati. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress ha detto: “credo che l’economia circolare sia la soluzione alla battaglia del cambiamento climatico. Nel mondo, ogni anno, si estraggono materiali per 100 miliardi di tonnellate, su queste vengono dal recupero solo 8, le altre 92 le tiriamo via dal pianeta. Questa cosa è insostenibile, il pianeta non regge così, dobbiamo riutilizzare e riciclare i materiali, le miniere non devono essere nuove, non si può continuare a scavare, si devono utilizzare le miniere di rifiuti”.
A proposito di rifiuti, Piunti ha ricordato che “i danni che può fare l’olio minerale, se disperso nell’ambiente, sono enormi. Raccoglievamo il 20-30% dell’olio che si poteva raccogliere, oggi siamo al 99%, noi raccogliamo tutto l’olio minerale, e il punto di forza è che noi lo ricicliamo tutto, non ci limitiamo a raccoglierlo, noi abbiamo degli obbiettivi in particolari: il primo è la qualità del rifiuto, il secondo tema è quello della comunicazione, il terzo è l’innovazione e la digitalizzazione delle nostre imprese, infine c’è la nostra eccellenza, noi abbiamo fatto uno spot dove si dice che il Conou è un’eccellenza europea”. Entrando nel dettaglio ha spiegato che “quando uno raccoglie dei rifiuti, valuta e sceglie quale riutilizzare, quando uno arriva a rigenerare tutto, e siamo noi, con il 100%, arriva a chiudere il ciclo dell’economia circolare, questo per dire che non si deve scegliere, si deve lavorare prima per gestire la qualità del rifiuto, in modo tale da selezionare gli inquinanti e gestirli ad hoc, la differenziazione è la chiave nei rifiuti industriali, i rifiuti industriali vanno differenziati, solo così si possono tutti rigenerare”. Fondamentale, in questo processo, è la comunicazione: “il Consorzio ha lavorato tanti anni per comunicare ai cittadini che l’olio non si butta, che se lo butti nell’acqua fai un danno terribile, e questo i cittadini lo sanno, quello che non è ancora chiaro è che dietro al recupero, alla rigenerazione c’è un lavoro enorme, l’economia circolare non si ferma, comincia ed è un lungo percorso, ecco su questo manca ancora la coscienza. Noi non siamo un’azienda, siamo un consorzio con tante imprese e noi vogliamo che queste imprese dialoghino, le cose pregiate che ognuno di queste imprese fa devono essere comunicate, dobbiamo fare squadra” ha aggiunto “inoltre crediamo che le nostre aziende che fanno un servizio ai clienti per la gestione dei rifiuti, possano produrre risultati migliori, migliorando la comunicazione con i clienti”. Come tutti anche il Consorzio ha fatto i conti con questo anno terribile di pandemia: “l’olio è esausto ma non è esausto il nostro sistema, durante la pandemia chiaramente, come tutte le imprese, ci siamo trovati ad affrontare una situazione molto critica, c’è stata un’assenza di mercato, cioè il nostro olio rigenerato non aveva mercato, non si vendeva rischiando di bloccare il circuito, ma in questa fase il Consorzio ha svolto un ottimo ruolo di equilibratore aiutando le imprese a risolvere queste difficoltà. La raccolta non ha cambiato i suoi standard, la frequenza, la rigenerazione non si è fermata, è andata avanti. Abbiamo sofferto, è stato difficile, ma siamo riusciti a compensare tutte le difficoltà”. Stando ai numeri, sulla rigenerazione, l’Italia sale sul podio in Europa: “i tedeschi sono sempre i più bravi di tutti, i francesi sono bravissimi, ma in Italia la priorità delle rigenerazioni nasce prima che nascesse il consorzio. In Europa si raccoglie circa il 90% dell’olio raccoglibile e noi siamo al 99%” ha concluso “su questo processo di circolarità per riutilizzare tutto noi siamo molto più avanti”.
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Ravasi “Resilienza nello sport, con nuovi modelli e stili”
ROMA (ITALPRESS) – Un momento di incontro e confronto per ripartire insieme perché, come ricordato da Papa Francesco durante la veglia pasquale del 2020, “siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”. Con questo spirito si è svolto presso la Sala del Giubileo dell’Università LUMSA di Roma, l’incontro “Sport e Chiesa: Ripartiamo insieme”. “Lo sport ha sofferto e sta soffrendo molto le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia e la Chiesa intende esprimere la propria vicinanza a tutti gli sportivi. La ripartenza dello sport dovrà avere una spiccata dimensione comunitaria: non possiamo chiedere allo sport di farcela da solo. E’ con questa visione comunitaria che vogliamo offrire il nostro contributo alla ripartenza”, ha evidenziato il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, che ha promosso l’evento.
Ripartire con “resilienza che oggi è diventata quasi un mantra, è sulla bocca di tutti, ma che letteralmente significa rimbalzare o prendere il colpo per poter balzare in avanti. Dunque la resilienza guarda al futuro, a qualcosa di migliore. In questo senso credo che anche nel mondo dello sport questa parola possa entrare con nuovi modelli e nuovi stili”, ha detto ancora Ravasi. Un momento di confronto per ricordare quanto Chiesa e sport siano “due mondi che da molto tempo interagiscono. Adesso bisogna ripartire insieme, non solo ricominciare da dove ci si era fermati, ma andare avanti con una visione nuova” ha detto Monsignor Melchor Sanchez ricordando che “nessuno si salva da solo”. L’incontro, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport e l’Ufficio per la Pastorale dello sport della CEI, è stato un momento per rilanciare l’alleanza tra il mondo dello sport e la Chiesa. Proprio attraverso l’alleanza “fondamentale per affrontare qualsiasi difficoltà, possiamo rialzarci in piedi. In questo senso il Governo si deve impegnare, non solo con gli interventi economici, per fare sì che lo sport riparta, ma anche volgere l’attenzione ad alleanze positive. E quella con la Chiesa è una di queste”, ha sottolineato il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali.
Una ripartenza che deve vedere impegnate tutte le forze politiche, istituzionali, sociali “per portare il sistema sportivo nelle scuole, come fanno molti paesi nel mondo. Questo è il vero gioco di squadra”, ha precisato il presidente del Coni Giovanni Malagò. Un gioco di squadra e alleanze che “permetterà di ripartire, cominciando da una scuola che si basi su una struttura solida e competente, e diventi base anche per le parrocchie e gli oratori”, ha aggiunto il presidente e amministratore delegato di Sport e Salute Vito Cozzoli. “Noi siamo abituati a ripartire. Gli atleti paralimpici ben conoscono la resilienza e sono un esempio per chi vuole avvicinarsi allo sport, rappresentano la capacità di fare comunità, di stare insieme, mettere nelle condizioni le persone di guardare ai propri limiti ma anche alla loro enorme potenzialità”, ha detto il presidente del Cip Luca Pancalli. Agire insieme, dunque, “per raggiungere una somma non disarticolata ma armoniosa, verso l’obiettivo che deve essere il bene comune, molto più importante di quello individuale”, ha concluso il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Andrea Abodi.
Nel corso dell’incontro è stata presentata una roadmap di iniziative per i prossimi mesi. Il primo appuntamento sarà un simposio sullo sport “Epos, Ethos, Paideia, Polis” ad Olimpia, in Grecia, dall’1 al 5 settembre, promosso dall’Ufficio Sport della CEI, per scrivere un Manifesto-Azione in cui delineare alcuni orientamenti di sviluppo dello sport per i prossimi anni.
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