VARSAVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – La seconda giornata dei Campionati Mondiali Paralimpici di Varsavia 2021 ha regalato due medaglie all’Italia nelle prove di fioretto categoria C. Consuelo Nora ha bissato il successo di ieri nella spada e ha vinto anche il titolo iridato di fioretto grazie all’assalto decisivo contro la georgiana Diana Jishiashvili concluso sul punteggio di 15-7; tra gli uomini il 20enne modenese Leonardo Rigo ha conquistato la medaglia d’argento: dopo avere sconfitto 15-10 l’israeliano Kanstantsin Kavaliou e poi 15-12 il portacolori della Lituania Dmitrijs Valainis, l’azzurro si è arreso soltanto in finale 15-5 all’ucraino Serhii Shavkun, già oro ieri nella gara di spada. E’ uscito invece nel tabellone degli 8 l’altro atleta italiano in gara, il palermitano William Russo, eliminato 15-8 dal russo Alexander Logutenko, che ha chiuso la prova con il bronzo al collo. Nel pomeriggio è andata in scena anche la prova di sciabola femminile a squadre, dove era assente l’Italia. La medaglia d’oro è andata alla Georgia, seguita da Ucraina e Polonia. L’Italia, che si era presentata al via della rassegna mondiale con sette atleti, conclude quindi la sua avventura a Varsavia con due titoli e tre medaglie complessive ottenute nei sei eventi andati in scena nella due giorni polacca.
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Mondiali Paralimpici, Consuelo Nora oro anche nel fioretto
Draghi “Governi e imprese facciano di più per la parità di genere”
ROMA (ITALPRESS) – “Le disuguaglianze di genere nelle nostre società sono significative. Le donne sono capi di Stato o di governo in soli 22 Paesi; solo il 21,9% di tutti i ministri nel mondo sono donne. G20 Empower è un forum importante per affrontare le disuguaglianze di genere: in qualità di Presidenza del G20, l’Italia sostiene pienamente questo sforzo”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in occasione della Terza Sessione Plenaria del G20 Empower.
Si tratta di un gruppo di lavoro che, sotto l’egida del G20, che riunisce rappresentanti del settore privato e rappresentanti dei Governi dei Paesi membri per promuovere l’emancipazione delle donne in posizioni di leadership. I risultati del lavoro delle tre sessioni plenarie saranno condivisi durante la Conferenza ministeriale sull’Empowerment femminile in programma il prossimo 26 agosto.
“Siamo ancora lontani dal raggiungere una reale parità di genere. Governi e imprese devono lavorare insieme per superare queste disparità: i primi rafforzando i servizi per l’infanzia, le imprese trovando il modo di adattare i propri luoghi di lavoro alle esigenze delle madri lavoratrici – ha proseguito il presidente del Consiglio -. Dobbiamo pretendere più informazioni da parte delle aziende sul divario salariale di genere. Le aziende dovrebbero garantire che sia preselezionato per le candidature un numero sufficiente di donne qualificate. I governi possono fare di più per aumentare il numero di donne nella scienza e nei settori correlati in rapida crescita. Le decisioni che assumiamo oggi determinano come la nostra società evolverà in futuro. Sta a noi dare potere ad una nuova generazione di donne e costruire un mondo migliore e più equo”.
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In Sicilia casi Covid quasi triplicati, con 144 contagi è prima regione
ROMA (ITALPRESS) – Quasi triplicati i casi Covid in Sicilia nelle ultime 24 ore secondo il bollettino del ministero della Salute. Dai 58 di ieri ai 144 di oggi, numero che fa della Sicilia la prima regione per nuovi contagi. Ciò però a fronte del doppio di tamponi effettuati, 14.127 e che produce un tasso di positività pari all’1,01%. Tornano a registrarsi i decessi (4), i guariti si incrementano di 240 e gli attuali positivi flettono di 100 segnando il numero complessivo di 3.478. Il numero dei ricoveri flette di 3 toccando quota 137, 18 (+1) i ricoveri in terapia intensiva con un nuovo ingresso. In isolamento domiciliare ci sono 3.478 persone.
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Il centrodestra candida Bernardo a Milano e Maresca a Napoli
ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto si apprende, il vertice del centrodestra ha trovato l’accordo sulle candidature di Luca Bernardo a sindaco di Milano e di Catello Maresca a sindaco di Napoli.
“Abbiamo deciso di candidare Catello Maresca, magistrato anti-camorra, giovane, onesto, capace, con le idee chiare per rilanciare Napoli, e uno dei più importanti primari degli ospedali milanesi, pediatra ma non solo, e in prima linea contro il Covid, Luca Bernardo a Milano”, ha commentato il segretario della Lega Matteo Salvini. “Siamo una squadra compatta, ci proponiamo di essere uniti e vincenti sia a Milano che a Napoli”, ha aggiunto.
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Covid, in Italia 907 nuovi contagi e 24 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Raddoppiano i casi Covid in soli 24 ore in Italia. Sono 907 i nuovi positivi al Covid-19, ieri erano stati 480 ciò però a fronte di un numero quasi tre volte superiore di tamponi processati, 192.424 e che determina un tasso di positività in calo allo 0,47%. A calare pure i decessi, 24 (-7).
I guariti sono 1.835 mentre gli attuali positivi scendono di 952 unità attestandosi su un numero totale di 42.759. Prosegue l’allentamento della pressione sugli ospedali: 1.271 i ricoverati (-66), 187 i pazienti in terapia intensive (-4) e 11 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare attualmente si trovano 41.121 persone. Sul fronte delle regioni la Sicilia è prima per nuovi casi (144), seguita da Lombardia (129) e Campania (108).
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Da Bonaccini un libro con “Idee e proposte per l’Italia del futuro”
BOLOGNA (ITALPRESS) – Idee che si materializzano, nuovi progetti, sogni da realizzare. Investimenti per un presente e un futuro da protagonisti. Ricette per una regione, ma soprattutto per un Paese in cerca di riscatto. Ne scrive il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nel libro “Il Paese che vogliamo. Idee e proposte per l’Italia del futuro”, in uscita per Piemme.
Come racconta lo stesso presidente Bonaccini. “qui c’è tutto ciò che conta, ciò che siamo e ciò che vorremo essere. Vale per l’Emilia-Romagna, vale per l’Italia. Allora riprendo gli appunti sparsi, quelli di ogni giorno. I pensieri, le scalette delle cose da fare e di quelle da dire nelle tante tappe che scandiscono la giornata, le questioni da verificare e gli spunti di lavoro, i suggerimenti che mi arrivano. Decido di sistemarli. Per tenere il filo di un cammino. Sono quelli che potete leggere nelle pagine di questo libro”.
“Non un programma per l’Italia o un manifesto elettorale. Sono le cose che annoto ogni giorno toccando con mano i problemi, provando ad allargare lo sguardo al Paese e allungando la vista oltre la contingenza. Ho il privilegio di essere nato e di vivere in una bellissima regione, insieme all’orgoglio di amministrarla da sei anni – sottolinea Bonaccini -. Ma quel che serve è per l’Italia, l’Emilia-Romagna non basta a se stessa. I problemi che affrontiamo non sono poi così dissimili nel resto della penisola. Soprattutto quelli che riguardano il nostro futuro, il cambiamento necessario, gli obiettivi per realizzare il Paese che vogliamo”.
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Ddl Zan, Ferragni “Che schifo che fate politici”, Renzi “Qualunquista”
ROMA (ITALPRESS) – Botta e risposta tra Chiara Ferragni e Matteo Renzi sul ddl Zan. “Che schifo che fate politici”, scrive l’influencer in una storia su Instagram. “La triste verità è che nonostante una legge che tuteli donne, disabili e persone appartenenti alla categoria Lgbtq+ serva nel nostro Paese e sia attiva nel resto dell’Europa da decenni, in Italia non verrà mai approvata perchè la nostra classe politica preferisce guardare sempre il proprio interesse personale”, aggiunge. “La tutela contro l’odio verso queste categorie – aggiunge – dovrebbe essere un obiettivo di tutta la popolazione e di tutti i partiti politici e il fattp che il Ddl Zan non verrà probabilmente mai approvato è una grande sconfitta per tutti noi. Una sconfitta per ognuno di noi”. Replica Renzi su facebook: “Chiara Ferragni entra nel dibattito sulla Legge Zan dicendo ai suoi 24 milioni di follower: “Che schifo che fate politici”, con la mia faccia. Ho sempre difeso Ferragni da chi la criticava quando postava dagli Uffizi o da chi vorrebbe minimizzare il ruolo degli influencer. Lo faccio anche oggi. Fa bene Chiara Ferragni a dire quello che pensa. Solo che da lei mi aspettavo qualcosa in più di una frasina banale e qualunquista”. “Dire che i politici fanno schifo è il mediocre ritornello di chi vive di pregiudizi. Da una persona che stimo mi aspetterei un confronto nel merito. Perchè sapete chi fa davvero schifo in politica? Fa schifo chi non studia, chi non approfondisce, chi non ascolta le ragioni degli altri, chi pensa di avere sempre ragione. Io ho firmato la legge sulle unioni civili, mettendoci la fiducia: quella legge dura più di una storia su Instagram”.
Sulla vicenda interviene anche Fedez: “Stai Sereno Matteo – scrive su twitter – oggi c’è la partita. C’è tempo per spiegare quanto sei bravo a fare la pipì sulla testa degli italiani dicendogli che è la pioggia”.
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L’industria del gioco tra legalità e illegalità
ROMA (ITALPRESS) – Ricostruire la filiera del gioco in Italia, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento dei consumatori. Sono questi gli obiettivi del Primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia, presentato da Luiss Business School e Ipsos. “Con il nostro studio – ha detto Matteo Giuliano Caroli, Associate Dean for Research, Luiss Business School – siamo entrati in un settore industriale molto importante in Italia e nel mondo ma anche molto complesso e in forte evoluzione dal punto di vista tecnologico, dei comportamenti delle persone, degli assetti normativi e istituzionali”. “L’analisi dei dati è fondamentale”, ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, annunciando l’arrivo dell’app per consentire ai cittadini di “conoscere in tempo reale se un punto di gioco è connesso ai sistemi di controllo e verifica dell’Agenzia”. Sul piano normativo, per Minenna occorre “un testo unico sui giochi. Bisognerebbe lavorare – ha aggiunto – in questa prospettiva di razionalizzazione”.
Sul settore del gioco ha influito in modo determinante la pamdemia. Nel 2020, nonostante la crescita del gioco on line, la spesa complessiva ha subito una riduzione del 33,5%. Inoltre, nel settore del gioco fisico, il più colpito dalle conseguenze del Covid-19, la spesa si è ridotta del 41,7%, con evidenti travasi versi i canali illegali. Di conseguenza, nel 2020 il gettito erariale da gioco ha registrato la più bassa incidenza alle entrate fiscali dal 2006. Per Livia Pomodoro, presidente Advisory Board del Progetto, occorre “non dimenticare che questo è un settore con importanti e non trascurabili risvolti di carattere economico-sociale” ed è “necessario e indispensabile che si ponga mano a un intervento complessivo” sul settore per “aggiornare ciò che è stato fatto sulla regolamentazione del gioco legale”.
Dallo studio, infatti, emerge che il 67,7% della popolazione italiana maggiorenne, ossia 31.350.000 di individui ha effettuato qualche tipo di gioco nel 2020. Sono stati stimati, tuttavia, circa 4,4 milioni di giocatori in canali illegali che rappresentano un universo complesso.
Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, si è soffermato su “come realizzare una legge quadro che possa dare finalmente una garanzia in tutto il territorio. Stiamo lavorando per creare tavoli di confronto con le Regioni”. Durigon ha sottolineato anche l’importanza di “un momento di incontro”, come degli Stati Generali, che sia “allargato a tutti i soggetti del Parlamento e dei ministeri, per trovare una soluzione adeguata prima della manovra finanziaria. E’ determinante fare tornare una mentalità diversa verso questo settore”. Per Alberto Petrucci, ordinario di Economia Politica Luiss Guido Carli, “il gioco pubblico tutelato, sicuro, rispettoso della legalità può essere un modo per migliorare il benessere sociale. E’ importante che la regolamentazione sia valida e capace di adattarsi dinamicamente all’evoluzione del settore”. Il giudizio sul gioco illegale denota una certa indulgenza da parte di molti giocatori: solo 2 italiani su 3 ritengono che si possano avere problemi con la legge, percentuale che scende a 1 su 2 tra i giocatori dei canali illegali.
Ma la tolleranza rispetto ai comportamenti illegali sembra essere in contrasto col percepito generale del gioco fuori legge, che è considerato un problema serio dall’86% degli italiani e persino dal 69% dei giocatori dei canali illegali.
Per il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, è “fondamentale partire da un dato: la criminalità sceglie sempre settori nei quali incorre nel minor rischio”. “I giocatori illegali – ha sottolineato Ilaria Ugenti, corporate reputation leader di Ipsos – sono una fetta importante della popolazione italiana, parliamo di 4,4 milioni di giocatori che non sempre incappano nelle mani dell’illegalità in maniera consapevole”. Il profilo medio del giocatore illegale mostra “una persona colta e ben integrata nel tessuto sociale che vede nel gioco l’occasione di divertimento e svago, è consapevole della gravità del problema, ma non diamo per scontato che sia effettivamente dotato di tutti gli strumenti conoscitivi per poter operare i dovuti distinguo tra canali di gioco illegali e quelli legali”.
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