ROMA (ITALPRESS) – The Switch” è letteralmente un interruttore: accende la passione, aziona un nuovo punto di vista che dà ancor più luce all’integrazione tra la scherma olimpica e paralimpica. Ma “The Switch” racchiude anche il concetto di scambio, di darsi il cambio, un pò come avviene in pedana tra un atleta che gareggia sulle proprie gambe e un altro che invece tira in carrozzina. E’ così, unendo questi profondi significati, che nasce “The Switch”, l’iniziativa ideata e voluta dalla Federazione Italiana Scherma che l’ha messa in pratica in stretta sinergia con Kinder Joy of Moving. Il progetto è racchiuso in due video, integralmente in rete tra qualche giorno, che raccontano una giornata di allenamento tra uno schermidore olimpico della Nazionale azzurra e un collega del team paralimpico. Protagonisti sono l’olimpionico di Londra 2012 nel fioretto Valerio Aspromonte e lo sciabolatore paralimpico Edoardo Giordan nella coppia maschile, mentre al femminile la sciabolatrice Irene Vecchi, che a Tokyo disputerà la sua terza Olimpiade, è con l’azzurra della Nazionale paralimpica di fioretto e sciabola Loredana Trigilia. Quattro volti noti dell’Italia che si fa onore sulle pedane di tutto il mondo per lanciare un grande messaggio di integrazione autentica.
Tutto avviene in un video-racconto senza filtri, che non risparmia momenti esilaranti. La sfida è far calare l’atleta olimpico in una nuova dimensione, dai gesti più piccoli e apparentemente insignificanti a quelli più evidenti. “Ora ti spiego come si fa”, ed è così che Edo guida Valerio nel mondo paralimpico, dal riscaldamento alla vestizione, dallo stretching al match in carrozzina, ricordandogli che non dovrà alzarsi da lì neppure quando, al saluto schermistico dopo l’ultima stoccata, sarà arrivato il momento della doccia. E lo stesso accade con Loredana che accompagna Irene in un pomeriggio in cui le sarà vietato l’uso delle gambe per calarsi anima e corpo nella vita sportiva paralimpica. Ironia, leggerezza e sincero spirito di condivisione sono i sentimenti che scandiscono il ritmo di “The Switch”, nei video realizzati grazie alla disponibilità del Frascati Scherma che ha concesso la location della palestra “Simoncelli”.
“La FIS ha fatto del concetto di sport integrato una sua bandiera da anni e vivere sullo stesso piano il settore olimpico e quello paralimpico è uno dei risultati che ci rende più fieri come movimento agonistico e come famiglia di sportivi”, il commento del Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi. “La lezione di The Switch, che rafforza la storica partnership tra Federscherma e Kinder Joy of Moving, è un esempio di quel che in tante nostre sale accade quotidianamente e che speriamo possa verificarsi sempre più spesso in tutte le palestre di scherma italiane. Oltre la retorica, ma nella sua espressione più viva, questo è lo sport che unisce e dà insegnamenti di vita a tutti i suoi praticanti e appassionati”, ha concluso il presidente federale.
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Con “The Switch” la Fis lancia progetto per l’integrazione
Per gli anziani nell’era Covid meno stress con la “longevità attiva”
ROMA (ITALPRESS) – La silver generation si è dimostrata la più coriacea nell’affrontare la crisi generata dalla pandemia, tra isolamento, divieti e la paura per una malattia in molti casi letale. Infatti, il 69,3% degli anziani dichiara di non aver sofferto di stress psicofisico dal marzo 2020, mentre il dato scende al 23,3% tra i giovani e al 34,1% tra gli adulti. Una grande capacità di tenuta e adattamento, un ‘furore di riviverè che ha spinto gli anziani a ripartire di slancio. Il 43,4% di loro dedicherà più tempo alla cura personale, facendo uso di cosmetici, praticando fitness, andando dal barbiere o dal parrucchiere ed il 24,7% è pronto a rinnovare il proprio guardaroba. Il 66,4%, inoltre, vuole fare almeno un viaggio o una vacanza in Italia, mentre l’estero è preferito dal 38,4% e il 46,3% è pronto a partecipare a pranzi e cene fuori casa. E’ quanto emerge dal secondo numero dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis dal titolo “La Silver economy nell’anno più nero”, presentato al Senato a Roma.
Lo studio ha raccontato la longevità attiva dopo 16 mesi di pandemia, analizzando la condizione degli anziani durante la fase più difficile, quella delle continue restrizioni. Gli anziani, pur colpiti duramente dagli effetti sanitari e sociali dell’emergenza Covid-19, hanno mostrato una forte tenuta psicologica ed ora sono pronti per essere ancora protagonisti nella società e nell’economia italiana.
Il silver welfare non si è interrotto con il Covid-19. Infatti, l’88,7% degli anziani si definisce il bancomat di figli e nipoti e al riguardo sono d’accordo il 67,1% degli adulti e il 50,8% dei giovani.
Con ogni probabilità sarà ancora così in futuro, poichè il 67,8% degli anziani è convinto che la propria condizione economica sarà migliore o uguale ad oggi nel post pandemia, mentre ad avere la stessa fiducia è il 52,3% degli adulti e dei giovani. E se il 32,2% degli anziani teme una condizione economica peggiore, lo scivolamento in basso è temuto dal 47,7% di adulti e giovani.
La ferita nel rapporto tra le generazioni che si è aperta durante il lockdown e intercettata dall’Osservatorio del 2020 purtroppo rimane. Per il 54,3% dei giovani, infatti, si spendono troppe risorse pubbliche per gli anziani, ed era il 35% l’anno scorso, mentre per il 74,1% ci sono troppi anziani in posizione di potere, dall’economia, alla società, fino ai media. Un dato in flessione, invece, è quello che riguarda la necessità di ricovero: il 42,2% dei giovani ritiene che in caso di emergenza occorra dar loro la precedenza rispetto agli anziani, un anno fa ne era convinto il 49,3%.
Gli italiani non hanno dubbi su quale assistenza garantire agli anziani più fragili, quelli non autosufficienti: per l’84,5% devono poter restare in casa propria. Il dato cresce se sono gli anziani a pensarlo (88,5%). Tuttavia, per il 53,7% degli italiani la permanenza tra le mura domestiche richiede urgenti investimenti pubblici nei servizi sociosanitari e socio-assistenziali sui territori e per il 30,8% servono risorse nell’assistenza domiciliare integrata digitale. Un upgrading qualitativo e quantitativo della residenzialità per anziani, con investimenti che garantiscano strutture migliori e operatori più preparati, è infine indicato dal 15,5% degli intervistati.
Secondo Moreno Zani, presidente di Tendercapital, “la longevità attiva non si è spenta nel 2021, ma le criticità emerse già lo scorso anno sull’impatto sociale della pandemia restano purtroppo ancora vive. Ora che l’emergenza sanitaria sembra attenuarsi è necessario ricucire la frattura che si è creata tra le generazioni. Scopo dell’Osservatorio Tendercapital-Censis vuole essere proprio questo, accendere i riflettori su una fascia della popolazione che, come quella della silver generation, costituisce una preziosa risorsa per l’economia e la società intera”.
Per Giuseppe De Rita, presidente del Censis, “quello che è importante dal punto di vista sociale è capire quanto questa forza della dimensione anziana sia destinata ad essere sostituita dalla forza gioventù. L’Italia è un Paese longevo se noi anziani abbiamo sopportato meglio la pandemia è perchè facciamo parte di una generazione particolare, nata tra gli anni ’30 e gli anni ’50, che le ha viste tutte, quindi capace di consolidare l’esistenza di sè stessi e della società. Gli anziani, infatti, non hanno drammatizzato più di tanto, mentre i giovani hanno avuto più paura della pandemia. L’emergenza sanitaria ha confermato che il popolo degli anziani ha un suo punto forza e di stabilità sia sul piano psichico sia sul piano finanziario”.
“I risultati dell’Osservatorio Tendercapital-Censis sulla silver economy non mi sorprendono. Le persone di una certa età sono più capaci di resistenza perchè sanno anche cosa significa rinunciare, un verbo che a vent’anni è declinato con molta fatica. La pandemia ha toccato soprattutto gli anziani, che sono stati comunque molto disciplinati nel comportamento. Inoltre, è una visione un pò distorta quella che i nonni devono fare da bancomat ai giovani ed è una misura di assistenzialismo familiare da combattere. E’ un sistema molto diseducativo per le giovani generazioni in Italia”, spiega Paolo Crepet, psichiatra e sociologo.
“Nell’Osservatorio Tendercapital-Censis sulla Silver economy fa impressione vedere questo risentimento da parte dei giovani verso gli anziani. Colpisce, poi, il furore di rivivere degli stessi anziani, che durante la pandemia hanno pagato molto le conseguenze dell’emergenza sanitaria. La sanità deve essere concepita come investimento, per poter reinserire dal basso questa voglia di ripartire che va collegata con le opportunità che offre il Paese. Sviluppare la medicina del territorio significa cambiare approccio alla sanità dei cittadini e sviluppare telemedicina, device, 5G, domotica e in generale supportare concretamente l’innovazione tecnologica. Qualità significa, inoltre, avere un maggiore controllo e sono impegnata nel rilancio delle Rsa, migliorando anche la professionalità degli operatori”, dichiara Annamaria Parente, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato.
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Lepore e Gualtieri vincono le primarie a Bologna e a Roma
ROMA (ITALPRESS) – Matteo Lepore e Roberto Gualtieri sono i vincitori delle primarie a Bologna e a Roma. Saranno loro i candidati sindaci del centrosinistra per le elezioni comunali di ottobre.
“Siamo carichi e determinati a fare un grande lavoro in queste settimane fino a ottobre. Dobbiamo rilanciare Roma”, sono state le prima parole di Gualtieri.
“La prima scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e pur in epoca Covid hanno affluenza come preCovid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perchè il popolo di centrosinistra è con noi. Avanti!”, commenta il segretario del Pd Enrico Letta.
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Baldassarri e Agiurgiuculese protagoniste al Cairo
ROMA (ITALPRESS) – Gli ultimi fuochi d’artificio sono sempre i più belli e rumorosi. E’ grande Italia al Cairo, all’Egyptian Pharahos Cup: alle finali di specialità l’aviere dell’Aeronautica Militare Milena Baldassarri conquista due ori – alla palla con 25.3 e alle clavette con 26.9 – e due argenti – al cerchio con 24.10 dietro la russa Irina Annenkova (leader nell’attrezzo con 25.30), e al nastro con 22.80. Risponde la compagna del Gruppo Sportivo di Vigna di Valle Alexandra Agiurgiuculese con l’oro al nastro, grazie al suo 23.3, e due piazze d’onore, alla palla con 25.2 e alle clavette con 26.5, in entrambi i casi alle spalle della ravennate della Faber Fabriano. L’Inno di Mameli quindi invade la National Council Sports Hall de Il Cairo, con l’eccezione della premiazione della stella di Sochi, classe 1999, l’unica capace di impensierire la coppia tricolore. La concorrenza all’Egyptian Pharaohs Cup non era infatti così agguerrita, ma i punteggi in termini assoluti hanno confermato la ripresa del duo FGI, scelto dalla Maccarani in questo meeting mediterraneo, estremamente importante sulla road to Tokyo 2020. “Ho visto finalmente un’attivazione mentale di entrambe le ginnaste – ha commentato la Maccarani – E’ stato positivo mandare in Egitto, innanzitutto, Alexandra, perchè le serviva resettare subito la prova degli Europei, non certo alla sua altezza. La ragazza aveva bisogno di ritrovarsi ed io mi aspettavo una reazione, che, dopo un cerchio così così, è arrivata come speravo. Il clic è scattato, da domenica scorsa si è allenata con intensità e i risultati si sono visti in pedana. La trasferta in Egitto le è stata davvero utile. Milena ha ritoccato qualcosa negli esercizi e nel programma, l’ho trovata migliorata, dinamica, veloce, con difficoltà curate ed eseguite come si deve. Insomma mi sono piaciute, sia l’una che l’altra, hanno gareggiato con quella determinazione necessaria in competizioni di livello, al di là della posta in gioco. Supportate da Elena Aliprandi, la responsabile nazionale delle individualiste, e da Julieta Cantaluppi, hanno fatto squadra come in un vero team. Avevo chiesto loro di esprimere il potenziale maggiore, ultimamente sottotono, ed ho ricevuto le risposte giuste, in pedana, non a chiacchiere. Anche la carica del pubblico può aver influito, ci manca molto la spinta dei tifosi sugli spalti”. “Per le ginnaste sentire l’applauso o l’incitamento dopo un rischio è una conferma importante nel prosieguo della routine – ha proseguito la Maccarani – Ho visto due regine a Il Cairo, e ad incoronarle tali è stata la gara, la cornice sugli spalti e la giuria che ha espresso pareri positivi. La preparazione dei mesi scorsi è servita ad arrivare a questa performance. Adesso guardiamo agli Assoluti, dove vorrei arrivassero al top”.
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Battuto 1-0 il Galles, Italia chiude il girone in testa
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia di Mancini si prende tutto: la qualificazione da prima del girone A, l’ottavo di finale a Wembley contro la seconda del gruppo C e il record di 30 risultati utili consecutivi di Vittorio Pozzo. All’Olimpico un gol di Pessina infligge la prima sconfitta a un Galles in dieci uomini per più di mezz’ora ma qualificato ugualmente in virtù della miglior differenza reti rispetto alla Turchia. Il ct azzurro ne cambia otto rispetto al match contro la Svizzera, con la novità rappresentata da Verratti che torna dal 1′ dopo l’infortunio che l’ha costretto a saltare le prime due gare. La partita segue un copione simile alla gara contro la Turchia. La prima parte di gara è bloccata, gli azzurri (con il lutto al braccio per omaggiare Boniperti) faticano a trovare spazi. La prima occasione è per Chiesa al 30′. Lo juventino controlla di petto e incrocia sul secondo palo ma è decisiva la deviazione di Ampadu sulla linea. La rete dell’1-0 è rimandata al 39′. Punizione laterale di Verratti e Pessina tocca col destro quel che basta per superare Ward. E’ sua la rete che decide la partita al duplice fischio dell’arbitro: Belotti lotta su ogni pallone ma non trova la via del gol mentre Bernardeschi è poco più di una comparsa. Almeno nei primi 45′ perchè nella ripresa l’esterno della Juventus si mette subito in luce, al 53′, con un tiro da calcio di punizione che si stampa sul palo. Poco dopo, il Galles sfiora il pareggio: Ramsey manda a vuoto Acerbi (subentrato a Bonucci) ma al momento del tiro è rimontato da Jorginho. E’ l’ultimo lampo prima della svolta del match: Ampadu entra durissimo su Bernardeschi e riceve il rosso diretto. Praterie in più per l’Italia che non chiude la partita e al 75′ rischia di subire gol con l’avversario più atteso: Gareth Bale che da solo dopo una sponda di Moore in area scarica alto un tiro col mancino. Nel finale c’è spazio anche per Raspadori e Castrovilli ma soprattutto per Sirigu in porta con Meret che è l’unico azzurro dei ventisei a non aver debuttato.
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Gp Francia, strategia a due soste vincente per Verstappen
LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen (Red Bull) ha vinto il Gran Premio di Francia grazie a un’insolita strategia a due soste, passando da P Zero Yellow medium a P Zero White hard e poi nuovamente su medium. Verstappen è stato l’unico pilota nel gruppo di testa a effettuare due soste oggi, dopo aver ripreso il comando della gara un giro prima della bandiera a scacchi. Il pilota della Mercedes Lewis Hamilton ha infatti preso la testa della corsa dopo la prima curva, ma quando Verstappen ha effettuato la sua seconda sosta ha scelto di rimanere fuori preferendo una strategia ad una sosta medium-hard, la stessa tattica utilizzata dalla maggior parte dei piloti. L’unico altro pilota, oltre a Verstappen ad aver effettuato due soste è stato infatti Charles Leclerc su Ferrari, che si è classificato 16esimo. La maggior parte dei piloti, compresi naturalmente i primi 10 in griglia, ha scelto di partire con pneumatici medium. Sia i piloti Aston Martin che i piloti Alfa Romeo, oltre ad Esteban Ocon per Alpine e a Nikita Mazepin per Haas, sono stati gli unici a partire con pneumatici hard, mentre nessuno ha utilizzato la soft in gara. I primi otto classificati sono tutti partiti con pneumatici in mescola medium, mentre Sebastian Vettel (Aston Martin) è stato il pilota che si è classificato meglio tra coloro che hanno adottato una strategia di partenza alternativa.
Vettel ha fatto uno stint di apertura di 37 giri con pneumatici hard, prima di passare a quelli medium e terminare la gara nono davanti al compagno di team che ha scelto la medesima strategia.
Le temperature sono state notevolmente più fresche rispetto ai due giorni precedenti. La pioggia caduta domenica mattina si è asciugata in tempo per la gara, ma ha pulito la superficie dai residui di gomma. Mentre la temperatura ambiente è rimasta intorno ai 27°, la temperatura della pista è scesa a circa 37°: quasi 15 gradi in meno rispetto alle prove libere e alle qualifiche. Andando al comportamento delle gomme, la Hard C2 è stata utilizzata per un lungo secondo stint dalla maggior parte dei piloti, oltre che per un primo stint molto lungo da Vettel. Ha permesso ad alcuni piloti di percorrere 37 giri, con Hamilton che l’ha utilizzata per lottare per la vittoria fino alla fine. Le Medium C3 hanno giocato un ruolo chiave nella vittoria di Verstappen, dato che la Red Bull ha deciso di utilizzarli dopo la seconda sosta per lo sprint finale verso la bandiera a scacchi. Anche Lando Norris (McLaren) ha usato questi pneumatici con grande efficacia, facendo un primo stint molto lungo prima di passare alla hard e terminare la corsa al quinto posto. Le Soft C4, invece, non sono state utilizzate in gara perchè le condizioni di oggi, compreso il tracciato più “verde”, hanno privilegiato le mescole più dure rispetto alla P Zero Red soft che, per natura, offre una minore resistenza al graining.
Il pilota del team Trident Jack Doohan, figlio del pluricampione motociclistico Mick Doohan, ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 3, dopo essere scattato dalla quarta posizione in griglia, in una gara disputata questa mattina sul bagnato che ha visto tutti i piloti utilizzare pneumatici da bagnato Cinturato. Il leader del campionato, Dennis Hauger (Prema), ha conquistato un iniziale vantaggio in condizioni scivolose, ma è stato superato a cinque giri dalla fine. La pioggia ha infatti smesso di cadere al sesto giro (su 20), quindi un elemento chiave della gara è stato mantenere sfruttare bene i pneumatici da bagnato – dal momento che le intermedie non sono disponibili per la Formula 3 – in condizioni di asfalto in asciugatura, oltre a massimizzare tutto il grip disponibile. “Questa gara si è trasformata in una battaglia sul piano della strategia intensa ed emozionante, con una serie di incognite come temperature della pista più fresche, pioggia questa mattina che ha resettato la pista e vento che ha continuato a disturbare i piloti, che hanno avuto un ruolo chiave – l’analisi di fine giornata di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli – Tutti questi aspetti hanno anche contribuito ad aumentare il graining in particolare per l’anteriore sinistra, aspetto che ha giocato un ruolo fondamentale oggi. Di conseguenza, anche se ci si aspettava una sosta, si è creata anche la possibilità di effettuare due soste, scelta decisiva per Red Bull e Max Verstappen. Le strategie a una o a due soste si sono rivelate molto simili, come tutti hanno potuto vedere, e ci è voluto molto impegno per sfruttarle entrambe al meglio. Congratulazioni a Max Verstappen e alla Red Bull per il capolavoro strategico di oggi, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo giro”.
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La Svizzera batte 3-1 la Turchia e spera ancora
BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – La Svizzera batte la Turchia nell’ultima giornata dei gironi di Euro2020 ma non basta per centrare la qualificazione agli ottavi già stasera. La selezione di Petkovic, infatti, con il 3-1 inflitto ai turchi non riesce a sopravanzare in classifica il Galles che soccombe all’Olimpico contro l’Italia. Raggiunti a quattro punti, infatti, i britannici conservano comunque un vantaggio nella differenza reti e difendono il secondo posto dall’assalto degli elvetici, che a questo punto devono sperare di risultare una delle quattro migliori terze del torneo. La Svizzera, dunque, sarà costretta a festeggiare un’eventuale qualificazione soltanto mercoledì sera e dal proprio quartier generale, mentre a Baku questa sera la sensazione è che ci sia solo soddisfazione per aver fatto il proprio dovere. Delusione profonda, invece, in casa turca, con gli Europei chiusi a zero punti e con tre sconfitte pesanti nel punteggio. Il primo tempo in Azerbaijan è equilibrato, ma dopo la botta di Ayhan respinta da Sommer, già al 6′ c’è il vantaggio della Svizzera con il bellissimo diagonale di Seferovic che indirizza la sfera all’angolino dal limite dell’area e non lascia scampo a Cakir. Seppur con disordine, i ragazzi di Gunes provano a reagire, ma al 26′ devono soccombere nuovamente. Stavolta è Shaqiri a colpire con un tiro a giro delizioso scoccato peraltro col piede destro e non col suo mancino. Due minuti dopo lo stesso attaccante del Liverpool si divora il tris, mentre poco prima della fine del primo tempo Muldur salta gli uomini come birilli e si presenta davanti a Sommer, ma il portiere lo ipnotizza e respinge. Nella ripresa due miracoli di Cakir su Embolo e Seferovic prima del gol di Kahveci, che con un gran tiro a giro sembra riaprire una partita che viene invece chiusa pochi minuti dopo da Shaqiri, che in campo aperto non sbaglia e segna il 3-1. Nel finale palo di Xhaka su punizione, flebili invece i tentativi della Turchia di riaprirla ancora. Per la Svizzera, dunque, saranno giorni di attesa per capire se sarà una delle migliori terze che potranno accedere agli ottavi.
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Verstappen vince in Francia davanti a Hamilton, male Ferrari
LE CASTELLET (FRANCIA) (ITALPRESS) – Max Verstappen trionfa sul circuito “Paul Ricard” di Le Castellet ed è sempre più leader del Mondiale di Formula Uno. Partito dalla pole position, l’olandese della Red Bull va subito lungo e cede la posizione a Lewis Hamilton e i due danno vita a una grande battaglia. La Mercedes paga però a caro prezzo una strategia da rivedere e al penultimo giro si concretizza il sorpasso che regala il trionfo a Verstappen, il terzo stagionale dopo Imola e Montecarlo, il 13esimo della carriera. Il sette volte iridato – che si era aggiudicato le ultime due edizioni del Gran Premio di Francia – deve accontentarsi della seconda piazza e dopo sette gare si ritrova a -12 dal rivale (131 punti contro 119) nella classifica piloti. Sul gradino più basso del podio Sergio Perez (Red Bull), che precede Valtteri Bottas (Mercedes). A seguire le due McLaren di Lando Norris e Daniel Ricciardo (McLaren), settimo Pierre Gasly (Alpha Tauri) davanti a Fernando Alonso (Alpine) e alle due Aston Martin di Sebastian Vettel e Lance Stroll. Notte fonda per la Ferrari, che chiude con entrambe le Rosse fuori dalla zona punti: 11esimo Carlos Sainz, 16esimo Charles Leclerc.
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