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Rotelli “Gruppo San Donato può contribuire a rinascita Sanità libica”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Gruppo San Donato è un gruppo privato che lavora per il sistema sanitario nazionale, quindi per lo Stato. Questo ci permette di curare gratuitamente circa 4, 5 milioni di pazienti all’anno, fornendo a ognuno di loro le cure più innovative e avanzate, frutto della ricerca medica dei nostri tre Istituti di Ricovero e Cura a Carattere scientifico e dell’Università Vita – Salute San Raffaele. Come ci siamo messi al servizio del Paese durante l’emergenza Covid, curando più di 12.000 pazienti, realizzando 500.000 tamponi, vaccinando 100.000 persone e realizzando 500 pubblicazioni scientifiche, allo stesso modo siamo oggi disponibili a contribuire alla ricostruzione e alla rinascita del sistema sanitario libico, perchè come ha dimostrato il Covid ovunque nel mondo la salute è il bene primario”. Lo dice il vice presidente del Gruppo San Donato, Paolo Rotelli.

Nella foto da sinistra, i due vice presidenti del Gruppo San Donato, Paolo Rotelli e Kamel Ghribi, con i Ministri della Salute italiano e libico.
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Covid, 1.820 nuovi casi e 82 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.820 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 2.949) a fronte di 86.977 tamponi effettuati, determinando un tasso di positività del 2,09%. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. I decessi sono stati 82 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 44 registrati ieri.
I guariti sono 6.358 e gli attuali positivi scendono a 233.674 (4.622 in meno rispetto a ieri). I ricoverati nei reparti ordinari sono 6.482, 109 in meno rispetto a ieri. Le terapie intensive sono a 1.033 ricoverati (-28 unità) con 38 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 226.159 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Campania (284), seguita da Sicilia (258), e Lazio (251).
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Covid, Commissione UE: no test di viaggio e quarantena per i vaccinati

BRUXELLES (ITALPRESS) – Con il miglioramento della situazione epidemiologica e l’accelerazione delle campagne di vaccinazione in tutta l’UE, la Commissione propone che gli Stati membri alleggeriscano gradualmente le misure di viaggio. La Commissione ha inoltre proposto di aggiornare i criteri comuni per le aree a rischio e di introdurre un “freno d’emergenza”, per far fronte a eventuali recrudescenze della pandemia, causate da nuove varianti ritenute preoccupanti.
Secondo Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, “le ultime settimane hanno portato a una continua tendenza al ribasso dei numeri dell’infezione, a dimostrazione del successo delle campagne di vaccinazione in tutta l’UE. Parallelamente, stiamo anche incoraggiando la possibilità di test accessibili e ampiamente disponibili. In questo contesto, gli Stati membri stanno ora lentamente revocando le restrizioni COVID-19 sia a livello nazionale che per quanto riguarda i viaggi. Oggi proponiamo che gli Stati membri coordinino questa graduale revoca delle restrizioni alla libera circolazione, tenendo conto del nostro nuovo strumento comune: il certificato digitale Covid dell’Ue. Ora ci aspettiamo che gli Stati membri utilizzino al meglio questo strumento e la raccomandazione per consentire a tutti di circolare di nuovo liberamente e in sicurezza”.
Stella Kyriakides, commissario per la salute e la sicurezza alimentare, ha sottolineato che “la libertà di movimento è uno dei diritti più cari ai cittadini dell’UE: abbiamo bisogno di approcci coordinati e prevedibili per i nostri cittadini che offrano chiarezza ed evitino requisiti incoerenti tra gli Stati membri. Vogliamo poterci muovere verso la riapertura delle nostre società nelle prossime settimane in modo sicuro e coordinato. Poichè la vaccinazione sta progredendo a velocità crescente, possiamo essere certi che la libera circolazione sicura e senza restrizioni possa riprendere gradualmente. Mentre guardiamo avanti con più ottimismo, dobbiamo rimanere cauti e mettere sempre al primo posto la tutela della salute pubblica”.
Secondo la Commissione europea le persone completamente vaccinate in possesso di certificati di vaccinazione in linea con il certificato digitale Covid dell’UE dovrebbero essere esentate dal test di viaggio o dalla quarantena di 14 giorni, dopo aver ricevuto l’ultima dose. Questo dovrebbe coprire anche le persone guarite che hanno ricevuto una singola dose di un vaccino.
Le persone in possesso di certificati in linea con il certificato COVID digitale dell’UE dovrebbero essere esentate dai test di viaggio o dalla quarantena durante i primi 180 giorni dopo un test covid positivo.
Per quanto riguarda il cosiddetto “freno di emergenza”, gli Stati membri dovrebbero reintrodurre misure di viaggio per le persone vaccinate e guarite se la situazione epidemiologica si deteriora rapidamente o se è stata segnalata un’elevata prevalenza di varianti preoccupanti.
Per garantire l’unità familiare, i minorenni che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena quando i genitori non devono sottoporsi a quarantena, per esempio a causa della vaccinazione. Anche i bambini sotto i 6 anni dovrebbero essere esentati dai test relativi al viaggio.
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Titoli fioretto paralimpico a Betti, Cima, Russo, Mogos e Biagini

VILLAFRANCA DI VERONA (ITALPRESS) – Sono andati a Matteo Betti, Marco Cima, William Russo, Andrea Ionela Mogos e Alessia Biagini i cinque titoli tricolore in palio oggi ai Campionati Italiani Assoluti di scherma paralimpica, in corso a Villafranca di Verona, nella giornata dedicata al fioretto. Sulle pedane installate presso il Best Western Plus Hotel Expo, nella categoria A maschile ha primeggiato il senese Matteo Betti delle Fiamme Azzurre, superando in finale per 15-11 Matteo Dei Rossi (Scherma Treviso) mentre al terzo posto si sono piazzati Mattia Galvagno (Pisascherma) e Alberto Morelli (Cus Siena). Match decisivo spettacolare e “punto a punto” nel fioretto femminile A: la torinese Andrea Ionela Mogos ha vinto con il punteggio di 15-13 il derby Fiamme Oro con la romana Loredana Trigilia; terze Manuela Lanari (Giovani e Tenaci Roma) e Rebecca D’Agostino (Accademia Scherma Lia). La gara categoria B maschile ha visto il successo di Marco Cima, romano delle Fiamme Oro, secondo Elio Iozzi del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo, superato in finale 15-5; terzi a pari merito Michele Massa (Accademia Scherma Fermo) e Denis Masiero (Petrarca Scherma). Nella B femminile, invece, Alessia Biagini del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo ha sconfitto Arianna Palmieri del Circolo della Spada Rimini per 15-5 nel match per il titolo; terza piazza per Michela Fabbri (Frascati Scherma) e Alice Maia Pigato (Scherma Treviso).
Nell’ultima gara di giornata William Russo del Club Scherma Palermo ha vinto il titolo del fioretto maschile categoria C davanti a Leonardo Rigo (Zinella Scherma San Lazzaro), battuto in finale 15-2, terzi Matteo Addesso (Zinella Scherma San Lazzaro) e Andrea Sacco (Petrarca Scherma). Domani (martedì 1° giugno) toccherà invece alla spada: alle 10.30 le gare maschili e femminili categorie A e B; alle 14.30 le due prove della categoria C. Conclusione mercoledì 2 giugno con la sciabola maschile categoria A, B e la sciabola femminile categoria A, B con inizio alle 10.30. In entrambe le giornate diretta su Rai Sport + HD dalle ore 12.45. Dalle 14.30, invece, diretta sui canali Youtube e Facebook della Federazione Italiana Scherma.
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Giustizia, Renzi “Scuse Di Maio sigillo finale sulla storia del M5S”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho ricevuto molte email critiche per la mia intervista a “la Repubblica” in cui prendo atto delle scuse di Di Maio. In tanti mi hanno scritto, anche arrabbiati: ‘Matteo, come si fa ad accettare le scuse, dopo tutto quello che ci hanno detto? E fatto? Non si meritano nulla, sono scuse di comodo, stanno solo regolando i conti al loro internò. Capisco la critica. Ma la politica non si fa con il risentimento, amici miei. Mai con il risentimento, mai. E poi diciamola tutta: le scuse di Di Maio sono il sigillo finale sulla storia del Movimento Cinque Stelle. Sono loro che stanno implodendo, non noi. Sono loro che devono riflettere sul loro atteggiamento”. Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella sua enews.
Secondo Renzi “non è in ballo, infatti, solo la vicenda dell’ex sindaco di Lodi. In quel 2016, i Cinque Stelle (con una parte dei media compiacenti) attaccarono ad alzo zero il nostro governo e la nostra esperienza politica per Lodi, per Tempa Rossa, per la Campania, per le banche. Fu il loro modo di creare il clima per vincere amministrative e referendum. Il sindaco Uggetti, ma anche i ministri Federica Guidi, Maria Elena Boschi, Claudio De Vincenti, consiglieri regionali come Raffaella Paita e Stefano Graziano, accusato ingiustamente di connivenze camorristiche, furono massacrati dalla propaganda grillina. Il fatto che, dopo cinque anni, Di Maio chieda scusa – osserva Renzi – non ci restituirà il Governo e non ci risarcirà dal dolore che hanno dovuto subire soprattutto le nostre famiglie. Ma è l’ennesima conferma che il tempo è galantuomo”.
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Stragi di mafia, Fico “impegno della Camera per verità”

ROMA (ITALPRESS) – “In occasione del ventottesimo anniversario della strage di via dei Georgofili desidero rivolgere ai familiari delle vittime e alla loro associazione la piu’ sentita vicinanza della Camera dei deputati e quella mia personale.
A distanza di cosi’ tanti anni e’ ancora forte lo sgomento e la commozione per l’attentato in cui persero la vita Angela Fiume, custode dell’Accademia dei Georgofili, suo marito Fabrizio Nencioni, le loro bambine Nadia e Caterina, e lo studente universitario Dario Capolicchio. L’esplosione provoco’ anche decine di feriti e gravissimi danni alle strutture abitative e al patrimonio artistico di Firenze, colpita nel cuore della sua identita’ storica e sociale”. Lo ha scritto il presidente della Camera, Roberto Fico, in un messaggio al presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili a Firenze.
“Si e’ trattato dell’ennesimo vile attacco allo Stato messo in atto dalla criminalita’ mafiosa, autrice in quegli anni di una spietata stagione stragista nella quale anche l’attentato dei Georgofili va inquadrato – ha aggiunto Fico -. Una strategia folle, che ispiro’ pochi mesi piu’ tardi anche gli attentati dinamitardi di Roma e di Milano, e segno’ profondamente il Paese, stordito e disorientato da quella violenza cieca e atroce”.
“Il lungo e complesso iter giudiziario ha fatto emergere un sistema di connivenze tra criminalita’ organizzata e alcuni settori deviati dell’apparato statale. Ciononostante, ancora oggi il doloroso ricordo di quella tragedia si accompagna al profondo rammarico per non aver dissipato tutti i dubbi e le ombre su quanto accaduto e per non poter contare su una verita’ piena ed inconfutabile su quella tragica stagione della nostra storia recente – ha sottolineato il presidente della Camera -. La legittima domanda di verita’ e giustizia non appartiene soltanto ai parenti delle vittime, a cui va il mio sincero ringraziamento e la mia gratitudine per aver sempre mantenuto vivo il ricordo e continuato a difendere le ragioni della giustizia e della democrazia. La verita’ deve essere un’esigenza per tutti noi, perche’ un’autentica consapevolezza dei passaggi, anche dolorosi, del vissuto di una collettivita’ arricchisce la coscienza civile del Paese e, soprattutto, vale come un monito sulla necessita’ di preservare sempre la nostra democrazia”.
“L’impegno della Camera dei deputati per una rigorosa declassificazione e pubblicazione di tutti gli atti formati o acquisiti dalle commissioni parlamentari di inchiesta si inserisce nel solco di questo percorso di trasparenza e verita’ al quale ho voluto dare particolare impulso e grande attenzione.
Lo dobbiamo alle vittime di tutte le stragi compiute nel nostro Paese, a chi ogni giorno lavora per promuovere la legalita’ e la giustizia, a tutti i cittadini che amano la nostra Carta costituzionale e ne difendono incondizionatamente lo spirito ed i valori”, ha concluso.
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Papa Francesco riceve in udienza delegazione Federbasket

ROMA (ITALPRESS) – Una delegazione della Federazione Italiana Pallacanestro, guidata dal presidente Giovanni Petrucci, unitamente al presidente Coni Giovanni Malagò è stata ricevuta in udienza da Papa Francesco (foto Vatican Media). “La Federazione compie 100 anni e da oggi, Santità, lei è il nostro capitano per le continue attestazioni di affetto che ha avuto verso lo sport e in particolare la pallacanestro, tanto cara al suo papà -ha esordito il presidente Petrucci-. Lo sport unisce, come ha più volte affermato, fisico e spirito, ma anche gli uni con gli altri, e il nostro è uno sport di squadra e lo fa bene. Una delle cose più belle che ho vissuto da presidente Coni è stato il Giubileo degli Sportivi nel 2000 con Papa Wojtyla e auguro al presidente Malagò di vivere la stessa emozione nel 2025”.
“Siamo in partenza per Tokyo -ha affermato il presidente Coni Malagò-. Saranno Giochi complicati, ma vi parteciperemo in base a quei valori che la Chiesa Cattolica sostiene. Grazie Santo Padre, con Lei siamo più forti di sempre”.
“Il vostro è uno sport che eleva verso il cielo perchè è uno sport che guarda in alto, verso il canestro e, perciò, è una vera e propria sfida per tutti coloro che sono abituati a vivere con lo sguardo sempre rivolto a terra -ha detto papa Francesco-. Vorrei che questo fosse per voi anche un nobile compito: promuovere il gioco sano tra i bambini e i ragazzi, aiutare i giovani a guardare in alto, a non arrendersi mai, a scoprire che la vita è un cammino fatto di sconfitte e di vittorie, ma che l’importante è non perdere la voglia di ‘giocarsi la partità. E aiutarli a capire che quando nella vita ‘non hai fatto canestrò, non hai perso per sempre. Puoi sempre scendere in campo nuovamente, puoi ancora fare squadra con gli altri e puoi tentare un altro tiro”. Nella felegazione anche il segretario generale Coni Carlo Mornati, il segretario generale Fip Maurizio Bertea, il Consiglio Federale, i presidenti dei Comitati Regionali e i presidenti delle Leghe.
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In Azerbaijan le 3 mescole più morbide della gamma

BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – Per la prima volta per il Gran Premio dell’Azerbaijan sono state scelte le tre mescole più morbide della gamma: C3, C4 e C5 sono state nominate rispettivamente P Zero White hard, Yellow medium e Red soft. La nomination è più morbida di uno step rispetto all’ultima edizione disputata nel 2019, ed è la stessa dell’ultima gara a Monaco. Questa scelta introduce un ulteriore elemento di strategia, dato che nel 2019 la mescola hard non fu scelta da nessuno per la gara: la nomination mescole più morbida di uno step dovrebbe permettere alla C3 hard di giocare un ruolo nel weekend e ampliare quindi la scelta strategica. L’asfalto del tracciato cittadino di Baku è uno tra i meno aggressivi dell’anno in termini di rugosità e di carichi sui pneumatici: anche per questo motivo C3, C4 e C5 sono le mescole più adatte. In passato Baku è stato descritto dai piloti come un tracciato con le difficoltà tipiche di un circuito come Monaco ma veloce come Monza. Questo rende l’idea di quella che è la natura del circuito cittadino più veloce e lungo della stagione. A parte questo aspetto, Baku ha tutte le caratteristiche di un circuito cittadino, con un asfalto ‘sporcò e scivoloso in rapida evoluzione, specialmente se si considera che non si è disputata alcuna gara negli ultimi due anni. Le barriere non lasciano spazio ad alcun errore e sono particolarmente strette in alcuni punti, come Curva 9. Per questo motivo l’ingresso della safety car è molto probabile e può quindi influire sulla strategia di gara.
Nell’ultima edizione del 2019, la strategia vincente è stata quella a una sosta soft-medium, scelta dai primi quattro al traguardo. Charles Leclerc (Ferrari) è arrivato quinto con la strategia opposta: medium-soft, con una seconda sosta a fine gara per realizzare il giro veloce su soft. In quella occasione, la finestra per il pit stop è stata piuttosto ampia, con alcuni stint molto lunghi su medium C3 (equivalente alla hard di quest’anno). Baku è soprannominata “la città dei venti” a causa del meteo instabile e molto ventoso. Un aspetto che influisce sull’equilibrio aerodinamico su un tracciato già complesso per trovare il set-up ottimale. A causa del lungo rettilineo di Baku, i livelli di deportanza sono piuttosto bassi. Questo fattore enfatizza il grip meccanico dei pneumatici sulle 20 curve piuttosto impegnative del tracciato azero. Baku ospita anche il terzo round della stagione 2021 di Formula 2, con i pneumatici da 18″ al debutto su questo tracciato. Come nel 2019, le due mescole nominate sono P Zero Yellow medium e P Zero Purple supersoft, con un divario prestazionale piuttosto importante tra le due soluzioni che aggiunge una variabile strategica. Per la prima volta nella stagione attuale viene nominata la mescola medium, mentre la supersoft è già stata usata a Monaco. La medium è stata ridisegnata quest’anno per aumentare la resistenza al graining e il gap con la supersoft è leggermente aumentato. “Da un tracciato unico nel suo genere ad un altro altrettanto particolare: Baku presenta molte differenze con Monaco, ma la precisione richiesta nell’evitare errori è la stessa – le parole di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli – Per la prima volta portiamo in Azerbaijan le tre mescole più morbide della gamma P Zero, già viste quest’anno in aizone a Monaco. La ragione di questa scelta sta nel fatto che nel 2019 la hard non fu utilizzata da nessuno per la strategia di gara, a differenza della medium scelta da tutti. Con questa nomination speriamo di vedere tutte e tre le mescole giocare un ruolo importante e, di conseguenza, strategie diverse in gara. In Formula 2 c’è uno step tra le mescole, com’è già successo nel primo round in Bahrain: una scelta che crea una differenza netta tra le soluzioni disponibili e che dovrebbe portare a gare entusiasmanti e molto tattiche, su un tracciato sfidante che è famoso per la sua imprevedibilità”.
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