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Al via la mobilitazione dei Comuni siciliani, Orlando: “Decenni di disattenzione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Innumerevoli volte come ANCI Sicilia abbiamo denunciato al governo nazionale e al governo regionale l’insostenibilità per i comuni siciliani dell’attuale quadro normativo, sia sotto l’aspetto della sostenibilità finanziaria, sia sotto numerosi altri profili che riguardano la gestione delle crisi finanziarie, le regole sulle assunzioni del personale, attuazione dei fabbisogni standard e, in generale, altre norme che impattano con le specificità che caratterizzano gli enti locali dell’Isola. Si è, di fatto, assistito a un frettoloso abbandono del criterio della finanza derivata che, anche a seguito della mancata applicazione della legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale, ha accentuato il divario territoriale tra le regioni e gli enti locali del Paese”. Lo afferma il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando.
“A ciò – continua – si aggiunga che il confronto istituzionale tra il governo nazionale e la Regione Siciliana, già di per sè altalenante e cangiante, non ha mai contemplato un coinvolgimento degli enti locali o un’attenta valutazione delle esigenze di questi ultimi. In dieci anni si è passati da trasferimenti regionali e nazionali adeguati, a enormi difficoltà nella gestione dei tributi locali anche a causa dell’inadeguatezza della società regionale di riscossione dei tributi, ovvero Riscossione Sicilia”.
“Abbiamo denunciato – continua Orlando – la necessità di un confronto strutturato e duraturo tra Stato, Regione Siciliana ed enti locali per affrontare le numerose criticità che hanno trasformato l’Isola nella regione con il più alto numero di comuni in crisi finanziaria tra dissesti e pre-dissesti, comuni strutturalmente deficitari, comuni che pagano in ritardo i debiti commerciali o che, nella maggior parte dei casi, approvano gli strumenti finanziari dopo la scadenza dei termini. Abbiamo segnalato questa emergenza e tante altre criticità in termini di carenza di figure professionali nei servizi finanziari, negli uffici tecnici e nei servizi sociali, segnalando anche che le attuali norme in materia di assunzione del personale degli enti locali hanno ulteriormente aggravato la condizione dei comuni siciliani, legando le possibilità assunzionali alle capacità finanziarie degli enti. Abbiamo evidenziato l’anomalia derivante dal mancato recepimento in Sicilia delle norme, vigenti nel resto d’Italia, in materia di incentivi all’associazionismo fra i comuni. L’ANCI Sicilia su tali temi ha inviato al governo nazionale e al governo regionale in numerose occasioni note formali, documenti e anche mozioni approvate all’unanimità dall’assemblea degli enti locali anche nell’ottobre del 2019”.
“Se il 2020 a causa della pandemia – aggiunge il segretario generale dell’ANCI Sicilia, Mario Emanuele Alvano – è stato un anno anomalo sotto molti profili e, tra questi, anche quello dei rapporti finanziari tra Stato e comuni, caratterizzati da imponenti trasferimenti finanziari finalizzati a coprire le minori entrate degli enti locali, il 2021 appare peggiore del 2019 visto l’aggravarsi delle criticità sul piano della riscossione dei tributi locali. Si pensi al travagliato percorso dell’applicazione anche in Sicilia dei fabbisogni standard che, anzichè consentire ai comuni siciliani di recuperare terreno sul piano della garanzia dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e in assenza di trasparenza sulle variabili individuate, vorrebbe limitarsi nei fatti a storicizzare il livello dei trasferimenti senza tenere in alcun conto delle capacità fiscali dei territori”.
“Le risposte che sono arrivate a livello nazionale e regionale – continua Alvano – sono state del tutto inadeguate e, in alcuni casi, paradossali. Si pensi alla norma prevista nell’ultima Legge di Bilancio con la quale sono stati stanziati 100 milioni di euro in favore di tutti i comuni in crisi finanziaria ad eccezione di quelli siciliani (commi da 775 a 777 della legge 30 dic. 2000 n.178). Si pensi alle risorse stanziate per assunzioni di assistenti sociali, in deroga alle norme in materia di personale, destinate solamente ai distretti socio-sanitari nei quali c’era già una minima presenza di tali figure, lasciando del tutto privi di finanziamento quegli ambiti dove si registravano ridottissime presenze di tale personale (art. 1 comma 797 della legge 30 dicembre 2020 n.178). A ciò si aggiungono le numerosissime previsioni normative con specifiche finalità che erogano risorse finanziarie in favore degli enti locali con maggiore capacità di progettazione escludendo, di fatto, in maniera paradossale gli enti in difficoltà. Si pensi alla scelta del governo regionale che nella Legge di Stabilità 2020 ha previsto significative risorse attraverso un Fondo perequativo per consentire riduzioni ed esenzioni di tributi locali in favore degli operatori economici e risorse per investimenti rispetto ai quali a tutt’oggi, a distanza di oltre un anno, non si hanno ancora adeguate informazioni sul loro utilizzo”.
“Il fatto che gli enti locali dell’Isola necessitino di un’attenzione specifica – aggiunge Orlando -, sia sotto un profilo finanziario, sia sotto un profilo normativo, è dimostrato dal mancato allineamento alle norme regionali in materia di ordinamento degli enti locali con le norme nazionali in materia finanziaria e sul personale, e dalla necessità, che si è verificata più volte nel corso degli anni, di prevedere rinvii del termine di approvazione dei bilanci o solo per i comuni siciliani o per tutti gli enti ma giustificate da specifiche esigenze dei comuni siciliani (Conferenza Stato-Città nella seduta straordinaria del 30 settembre 2020)” “Sono troppi i record negativi che caratterizzano gli enti locali dell’Isola, – spiega il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani- come testimoniano prestigiose istituzioni di ricerca (tra cui il rapporto ‘Ca Foscari sui comuni 2020. Il governo locale: modelli ed esperienze in Italia e in Europa”). Si tratta di dati puntuali e consolidati che rappresentano un dato strutturale e stratificato che non può in alcun modo essere attribuito agli attuali amministratori locali, ma che rappresenta semmai la spia di una macroscopica carenza della normativa vigente”.
“Di fronte all’insensibilità delle altre istituzioni – conclude Leoluca Orlando – rispetto ad una condizione che pesa esclusivamente sui sindaci e i cui effetti però sono pagati dai cittadini e dalle imprese in termini di qualità dei servizi, l’ANCI Sicilia ha deciso di avviare una mobilitazione che andrà avanti finchè i comuni non riceveranno risposte adeguate. Sotto questo profilo la scelta di adottare una formale delibera di giunta e di sospendere le procedure per l’approvazione del bilancio, sono il primo passo per fare emergere le tante incongruenze dell’attuale quadro normativo e per ridare agli enti locali e agli amministratori la dignità istituzionale che meritano. Le iniziative in vista del 2 giugno hanno, pertanto, come primo obiettivo quello di determinare un fattivo confronto per attuare correttivi finanziari e normativi che interrompano questo trend negativo che ha come effetto immediato delle crisi finanziarie degli enti quello di contribuire al peggioramento della qualità della vita del cittadino e all’ulteriore disincentivo nei confronti degli operatori economici che vogliono investire in Sicilia”.
In particolare si ricorda che le prime iniziative deliberate dall’ANCI Sicilia nelle sedute di Consiglio regionale del 25 e del 28 maggio sono: ‘Rispettosa partecipazione dei sindaci alle celebrazioni della Festa della Repubblica ma contestuale sospensione delle procedure di approvazione dei bilanci (i cui termini scadranno il 31 maggio) fino a quando non si otterranno risposte concrete dal Governo nazionale e dal Governo regionale e finchè non si avvierà un confronto serio e serrato che ridia dignità alle comunità senza abusare del senso di responsabilità dei sindacì; approvazione di una delibera in cui si spiegano le ragioni per cui non è possibile formulare i bilanci. La stessa sarà poi inviata alla Corte dei Conti e agli organismi nazionali e regionalie sottoposta anche all’attenzione dei 9 prefetti dell’Isola; pubblicazione nei siti istituzionali dei comuni dell’art.114 della Costituzione: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato” per ricordare il ruolo dei comuni e la dignità istituzionale degli amministratori; convocazione, entro 10 giorni, dell’Assemblea dei sindaci per definire ulteriori iniziative.
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Palermo, omicidio alla Vucciria

PALERMO (ITALPRESS) – Un giovane di 26 anni, Emanuele Burgio, è stato ucciso a Palermo a pochi passi dalla Vucciria, in via dei Cassari, dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco. Inutile il trasporto in ospedale, dove è stato constatato il decesso.
La vittima è il figlio di Filippo Burgio, cassiere del mandamento mafioso del boss Gianni Nicchi, già condannato e detenuto. Tra le prime ipotesi quelle di un regolamento di conti interno alla malavita.
Il giovane, secondo quanto si apprende, sarebbe incensurato. A occuparsi delle indagini la squadra mobile di Palermo, che cerca testimoni in una zona di solito frequentata per via della movida.
Le forze dell’ordine hanno dovuto operare anche al Policlinico, dove era stato trasportato Burgio in codice rosso: in seguito alla notizia del decesso, familiari e amici hanno creato dei disordini e la situazione è ritornata a fatica alla normalità.
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Mattarella “Le istituzioni siamo noi stessi”

ROMA (ITALPRESS) – “Arrivare alla Repubblica e alla Costituzione non è stato facile, c’è stata tanta gente, anche ragazzi, che ha avuto il coraggio di fare la resistenza, di lottare contro la dittatura. Oggi per fortuna è diverso, siamo in democrazia, c’è la libertà. Ma anche per continuare ad essere liberi, esprimerci con le nostre idee, rischiare strade nuove, ci vuole sempre il coraggio. Dove possiamo trovarlo, come sperare anche noi in un domani migliore, più giusto, quando ci dicono che tutto peggiora e già lasciare le cose come stanno sarebbe un successo?”
E’ la domanda che Tancredi Cadili, 10 anni, rivolge al presidente
della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della puntata
speciale del programma “La Banda dei Fuoriclasse”, che andrà in
onda su Rai Gulp mercoledì 2 giugno alle 15.
“Chi dice così sbaglia, Tancredi. Questi sono, abitualmente, pensieri di alcune persone che, invecchiando, ritengono che sia sbagliato, tutto quanto appare diverso dai loro tempi. Non si deve, mai, smettere di aver fiducia – e di impegnarsi – per un futuro migliore”, è la risposta di Mattarella -. Se i nostri nonni, non avessero piantato alberi, pur sapendo che non li avrebbero visti crescere, oggi, le nostre città, sarebbero – soltanto – asfalto e cemento”.
“Se tanti giovani, come tu dicevi, non si fossero sacrificati durante la guerra di Liberazione, per la nostra libertà, oggi non saremmo liberi. Parlare soltanto delle cose che non vanno, è, un pò, un’abitudine. Bisogna parlarne, per migliorare, cambiare, certamente anche per criticare quel che non va. Ma, soprattutto, dobbiamo partecipare. Essere, cioè, protagonisti degli eventi, del cambiamento. Sarebbe sbagliato – anche – ignorare, o sottovalutare, i tanti progressi, che abbiamo fatto, nella vita della Repubblica, dalle condizioni degli anni Quaranta a quelle di oggi – spiega il capo dello Stato -. Ad esempio, con l’accesso, di tutti, all’istruzione; nei diritti; nel divieto dello sfruttamento minorile; nell’assistenza medica, gratuita per tutti. Come sarebbe la vita, di una persona malata, che non ha i soldi per le cure, se queste fossero a pagamento, come avviene in altri paesi? O se ragazzi, della vostra età, invece di andare a scuola, fossero mandati a fare lavori pesanti. In alcune regioni, venivano inviati, persino, nelle miniere”.
“Ogni stagione, ha i suoi problemi, e le sue difficoltà, anche gravi; ma presenta, anche, dei risultati importanti. Chi di voi usa far passeggiate in montagna, sa quanto sia faticoso: ci sono momenti, in cui si pensa che non si arriverà mai; ma, se si guarda indietro, si comprende, quanta strada, si è – percorsa. Chi è venuto, prima di voi, di strada ne ha fatta tanta. Ne farete anche voi, sempre più avanti – conclude Mattarella -. Nel gennaio, del 1961, un giovane Presidente degli Stati Uniti, appena eletto, John Kennedy, pronunziò parole di grande significato: “Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te. Chiediti, cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. Vorrei aggiungere: è, assolutamente, giusto che, ciascuno, chieda che le Istituzioni si preoccupino della sua condizione, ma è anche bene ricordare che le Istituzioni, in fondo, siamo noi stessi; e che riflettono quanto – noi – siamo stati capaci di fare, per il bene comune”.
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CON IL CAMBIO DEI TECNICI CAMBIERANNO ANCHE GIOCO E RISULTATI ?

A quanto pare, il cosiddetto valzer degli allenatori porterà a un’autentica rivoluzione. Nel puzzle delle panchine nostrane, che va ancora completato, sono più i tecnici che stanno cambiando che quelli confermati. Diciamo che resteranno sicuramente al loro posto Pioli (Milan), Gasperini (Atalanta), Ballardini (Genoa) e Semplici (Cagliari). Quattro. Hanno già cambiato tecnico l’Inter (da Conte a Simone Inzaghi), la Juventus (da Pirlo ad Allegri), la Fiorentina (da Iachini a Gattuso), la Roma (da Fonseca a Mourinho), il Napoli (da Gattuso a Spalletti), la Lazio (che avrebbe puntato su Sarri) e il Torino (da Nicola a Juric). Già quindi sono “sistemate” undici posizioni, altre nove aspettano una soluzione. Delle tre neopromosse, salvo sorprese, la Salernitana confermerà Castori, l’Empoli Dionigi e il Venezia Zanetti. Ma gli ultimi due hanno ricevuto proposte dalla serie A. Restano da definire le scelte di sette club: il Sassuolo ha perso De Zerbi e ne sta scegliendo il sostituto (si è detto di Pirlo); il Bologna potrebbe perdere Mihajlovic; Ranieri ha lasciato la Sampdoria; lo Spezia dovrebbe tenere Italiano, che è tentato dalle offerte del Verona; l’Udinese non ha deciso se tenere Gotti e Juric ha abbandonato il Verona, come già accennato.
Detto questo, si può ipotizzare che i ritorni di Allegri e Mourinho faranno salire il livello tecnico del nostro campionato. Ma lo stesso Conte, che ha stravinto con l’Inter, non è riuscito ad affermarsi con i nerazzurri in campo europeo. Ci chiediamo perchè il nostro calcio abbia fatto una serie di figuracce nelle coppe. Sono stati i club, incapaci di attrezzarsi (a causa di ragioni economiche, ma anche di carenze tecniche e imprenditoriali) per ambire a qualcosa di importante? Sono stati i tecnici non all’altezza dei colleghi spagnoli, inglesi, tedeschi ecc. e incapaci di arrivare in fondo nelle Coppe, o cosa? Se gli inglesi hanno portato tre squadre nelle finali europee (al Chelsea la Champions League) e se il Villarreal ha vinto l’Europa League, ci sarà un motivo o no ? Se Mancini con il club Italia sta facendo bene, vuol dire che i giocatori (anche giovani) ci sono e, se sono ben guidati, i risultati prima o poi arrivano. Si può dire altrettanto di ciò che sta accadendo dei grandi club del nostro calcio ? Ha pesato indubbiamente la situazione economica e il fatto che le nostre società non hanno gli appoggi “politici” e delle banche come accade altrove. Ma siamo sicuri di essere così bravi in campo manageriale e più in generale nell’organizzazione e nelle comunicazione ?
Il calcio è cambiato, ma fino a qualche anno fa (diciamo undici) era capace di imporsi (triplete dell’Inter). Ora tutti questi cambi di allenatori porteranno a qualcosa di nuovo o sarà uno spostamento di figurine da una parte all’altra senza risultati apprezzabili ? In una stagione che speriamo normale, senza Covid, col pubblico in tribuna ecc., potremo vedere a che livello è il nostro calcio. La Juve, cambiando l’assetto tecnico (da Allegri a Sarri, a Pirlo fino di nuovo a…Allegri) e dirigenziale (via Paratici) ha ammesso implicitamente i propri errori. Pare che Ronaldo resterà, ma incombe l’esito delle decisioni dell’Uefa dopo la storia della Superlega. L’Inter ha scoperto, con l’addio di Conte, le intenzioni dei dirigenti cinesi, venuti a miracol mostrare ma in difficoltà tali da parlare di ridimensionamento. Non sapevano che c’era da spendere o son venuti a fare business? E in Italia non ci sono personaggi in grado di finanziare i club? Il Milan non ha voluto cedere alle pretese di Raiola per Donnarumma e ha perso così il miglior portiere del mondo. La Roma dei Friedkin si sta proponendo per provare a iniziare un ciclo vincente con l’ingaggio di Mourinho, dopo anni di alti e bassi di altri dirigenti. Il Napoli è alla perenne ricerca dell’allenatore “ideale”, passando dalle mani di Sarri a quelle di Ancelotti, quindi Gattuso e ora di Spalletti.
La Lazio non è riuscita a inserirsi completamente fra le grandi e ha perso un tecnico, Simone Inzaghi, che aveva giocato ed era cresciuto in società. In due parole, la stabilità non è di casa nel nostro calcio. E’ un ambiente umorale e l’indotto a volte ha più potere dei dirigenti in sella ai club. Detto questo, i regolamenti continuano a cambiare. Ora l’ultima novità è quella dei gol in trasferta che non valgono più il doppio, sin dalla prossima stagione. Dopo 56 anni, se la somma dei gol segnati da due squadre sarà pari, si giocheranno tempi supplementari e si tireranno i rigori per stabilire un vincitore. Inoltre le cinque sostituzioni resteranno. Insomma, cambia tutto continuamente (VAR, retropassaggi al portiere, sostituzioni ecc.). Un bene o un male? Una delle fortune di questo gioco è stata per un secolo la stabilità delle regole. Ora si va avanti nell’instabilità. Quel che è legge oggi, domani chissà…Panta rei, tutto cambia.

Suzuki sponsor ufficiale Giro d’Italia Giovani U.23

ROMA (ITALPRESS) – Il Giro d’Italia Giovani Under 23 ha scelto Suzuki come sponsor ufficiale. Per accompagnare lo staff lungo i percorsi di gara, Suzuki assegnerà una flotta ibrida di dieci vetture, composta da sei Swace Hybrid e quattro Vitara Hybrid, personalizzate con una grafica che lega il logo Suzuki Hybrid a quelli del Giro. La Rete Ufficiale Suzuki accoglierà i visitatori al Villaggio Sponsor, allestito nei pressi dei luoghi di partenza e di arrivo delle varie tappe, con i modelli della gamma 100% ibrida. La visita al Village darà modo di scoprire non solo i modelli Suzuki, ma anche le attuali promozioni, come i finanziamenti Suzuki Solutions studiati in collaborazione con Agos. Il Giro d’Italia Giovani Under 23 è un appuntamento chiave per la crescita del il movimento ciclistico italiano. Tra i più grandi sostenitori della manifestazione, il Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali, Davide Cassani, che promuove la formazione degli eredi dei grandi campioni italiani del ciclismo, come Francesco Moser e Marco Pantani, entrambi presenti nell’albo d’oro della gara. In questa sua 44esima edizione, in programma dal 3 al 12 giugno prossimi, il Giro d’Italia Giovani Under 23 vedrà al via 176 atleti schierati da 35 squadre in rappresentanza di 14 Paesi. I giovani atleti si sfideranno in dieci tappe tecniche, che attraverseranno cinque regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino, Friuli-Venezia Giulia e Veneto.
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Una scuola senza tabù per l’educazione intima femminile

ROMA (ITALPRESS) – Quello che le giovani donne (e non solo) hanno sempre voluto sapere sulla salute intima, senza vergogna e senza tabù. Vagina Academy è il progetto digitale Bayer nato per cercare di dare alle donne tutte le risposte sui temi relativi al loro corpo e alla salute intima.
Un luogo dove trovare tutte le risposte e abbattere l’imbarazzo delle giovani generazioni di donne su questi temi.
Il 29% di donne sopra i 18 anni, circa 7.5 milioni (Fonte: Istituto di Ricerca Toluna, Penetration Check 2021), dichiara di soffrire di problemi intimi, un fenomeno quindi molto più comune di quello che si pensi. Spesso parlarne liberamente e senza tabù, promuovendo una corretta informazione è il primo passo verso un rapporto più sereno con il proprio corpo.
Vagina Academy va in questa direzione con la creazione di una scuola “online” promossa dal brand Bayer Gyno-Canesten Inthima Cosmetic Lenitivo e rivolta alle nuove generazioni di donne, per parlare di educazione intima in modo schietto ma corretto, senza peli sulla lingua.
Il progetto vivrà sul social media più in voga tra le generazioni coinvolte – Instagram – con un profilo dedicato @VaginaAcademy e vedrà salire a bordo numerosi volti noti del social network delle immagini.
“Insegnanti autorevoli si alternano in cattedra tenendo delle vere e proprie video lezioni tramite IG TV dalla salute intima all’anatomia, dalla psicologia alla storia, passando per l’educazione fisica”, si legge in una nota. Lead teacher è la dottoressa Ambra Garretto, ginecologa da sempre attenta al tema della prevenzione tra le più giovani. Partirà dalle basi dell’anatomia per arrivare ad affrontare temi come il ciclo mestruale, le infezioni e l’igiene intima.
Insieme a lei, in qualità di guest lecturers, ci saranno: la dottoressa Stefania Andreoli, psicologa, psicoterapeuta e analista che lavora in particolar modo con il mondo degli adolescenti, Denise D’Angelilli, autrice e content creator attenta ai temi del femminismo e dell’emancipazione femminile, Ines Mordente, specialista in Dermatologia e Venereologia, Vanessa Villa, campionessa di karate e insegnante di yoga e La Vale, al secolo Valentina Ricci, una delle voci più conosciute del panorama radiofonico italiano.
A seguirle nel percorso di “apprendimento” una classe virtuale tutta al femminile composta da influencer abituate a comunicare su social: Giulia Pauselli, Muriel, Virginia Varinelli, Valentina Cabassi e Sonia Grispo. Una volta completato il corso di studi, le studentesse dovranno sostenere un esame finale coinvolgendo le proprie follower con quiz e stories interattive, per abbattere insieme i tabù sull’educazione intima.
“Nonostante il numero di donne che soffrono di problemi intimi è ancora un tema di cui non si parla abbastanza a causa dell’mbarazzo – spiega Carlo Mazzarese, Dermatology Category Lead della Divisione Consumer Health di Bayer -. Vagina Academy è l’occasione giusta per liberare le giovani donne da questi tabù, con un tone of voice a loro noto e con l’aiuto di figure che sono abituate ad ascoltare e seguire sui social network. Il nostro obiettivo è educazionale, vogliamo promuovere su canali così tanto diffusi, un’informazione corretta e autorevole ma al tempo stesso coinvolgente e divertente”.
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Pierini (Assobibe) “La Sugar Tax affosserà i consumi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Noi chiediamo di non pagare nuove tasse. Non chiediamo ristori ma diciamo no a nuove tasse perché non sono il modo migliore per rilanciare i consumi”. Lo ha detto Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe (Associazione Italiana Industria Bevande Analcoliche), intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Attualmente le aziende che rappresento sono le uniche che da gennaio 2022 pagheranno due nuove tasse: la sugar tax e la plastic tax che sono sbagliate e inutili. La sugar tax colpisce il dolce con o senza calorie per contrastare l’obesità, si tassa tutto e per noi significa il 28% di incremento di tassa su tutti i prodotti. E’ una tassa inutile perché ovunque è stata applicata non ha registrato riduzione di obesità, spero che il governo abbia un approccio più pragmatico su numeri e dati e ragioni di meno sull’ideologia. Il primo impianto della plastic tax era folle ma è stato modificato – ha aggiunto – spero che il ministro della Transizione ecologica abbia questa sensibilità”.
“Noi speriamo di recuperare fatturato a dicembre 2021 ma non crediamo di arrivare a quanto perso, il recupero ci sarà a fine 2022 ma se arriveranno queste due tasse che affosseranno i consumi abbiamo un problema – ha spiegato Pierini -. Il Covid non è ancora passato, le aziende che rappresento hanno subito forti danno economici una pandemia che tuttora produce risultati negativi e che riguarda le aziende in modo diverso perché quelle che rappresento riguardano tre settori: il mondo dei consumi fuori casa, la grande distribuzione, l’export. A marzo 2021 – ha proseguito – abbiamo perso il 57% delle vendite paragonate al marzo 2019, è vero che il 2020 ci sono stati grandi chiusure ma anche il 2021 è iniziato male. Hanno sofferto le imprese piccole, medie e grandi pur essendo noi una categoria di alimentare che hanno continuato a produrre”.
Parlando delle riaperture Pierini ha sottolineato che ci sono “i primi segnali positivi, abbiamo assistito a un miglioramento delle vendite anche se alcune attività non hanno riaperto del tutto, ci sono limiti al turismo e c’è il coprifuoco, ma andiamo verso una situazione diversa”.
“Siamo fiduciosi perchè il governo Draghi è molto pragmatico – ha evidenziato -, ascolta e fa delle scelte basate su elementi fattuali, confrontiamoci e capiamo quali sono le soluzioni utili senza danneggiare le imprese e il paese. Io credo che lo stare insieme tornerà, anche nel mondo del lavoro si vivrà in modo diverso e in molti casi si è imparato ad apprezzare anche la possibilità dello smart working, ma lo stare insieme e la socialità torneranno”.
Sulla questione dello sblocco dei licenziamenti che tiene banco in queste ore, il presidente di Assobibe ha precisato che spesso c’è “un pregiudizio pesantissimo sugli imprenditori. La categoria non ama licenziare perché il licenziamento è un fallimento per tutti, se lo si fa è perché non si hanno alternative. In questo anno abbiamo visto anche molti imprenditori che hanno anticipato la cassa integrazione Covid perché sono i lavoratori che rendono possibile l’impresa. Anche nel nostro settore, se ripartiranno i consumi non c’è bisogno di licenziare ma se i consumi verranno affossati dalla sugar tax allora potrebbero esserci dei problemi”, ha concluso Pierini, ricordando come oltre al calo delle vendite medie del 40% nel settore dei consumi fuori casa che è avvenuto durante la pandemia, il consumo di bevande analcoliche è in calo in Italia e in 10 anni c’è stata una riduzione dei consumi del 25%.
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Editoria, Italpress lancia “Hi Tech & Innovazione Magazine”

ROMA (ITALPRESS) – Si arricchisce la produzione video e multimediale dell’agenzia di stampa Italpress diretta da Gaspare Borsellino. Dopo l’avvio, lo scorso ottobre, del Notiziario tematico sul mondo della Tecnologia e dell’Innovazione, è adesso On Line sulle piattaforme multimediali dell’Italpress e sul Network di oltre 100 emittenti televisive in tutta Italia, “Hi Tech & Innovazione Magazine”.
Si tratta di un format video settimanale prodotto negli studi Tv di Roma in collaborazione con The Digital Club, uno show che va in onda online e che prevede un appuntamento settimanale live dedicato alla tecnologia e dintorni.
Ogni settimana, a rotazione, uno dei quattro conduttori di The Digital Club, Marco Lombardo (caporedattore del Giornale e fondatore del webmagazine TraMe&Tech), Massimo Morandi (direttore di Cellulare Magazine e proprietario delle testate Top Press), Mark Perna (giornalista esperto di digital life e futurologo) e Luca Viscardi (conduttore radiofonico e fondatore di MisterGadget) raccontano in 120 secondi l’argomento o il tema della settimana. Il resto del Magazine è dedicato alle notizie ed agli approfondimenti che provengono dal mondo dell’Hi-Tech, dal Gaming, del Cloud Computing, dello Smart Home, dello Smart Device e Cyber Security.
Spazio anche ai progressi dell’intelligenza artificiale e della robotica applicati, nei vari campi, alla vita quotidiana.
Infine uno spazio è dedicato ai protagonisti di questo interessante mondo dell’hi tech ed innovazione con un’intervista in studio ai responsabili delle principali aziende ed enti presenti in Italia.
(ITALPRESS).