ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo già parlando con le autorità libiche e con il governo ad interim di Abdel Hamid Dbeibah ci sono riscontri e opportunità positive, sono pronta a impegnarmi per esplorare la possibilità di chiudere un nuovo accordo con la Libia senza aspettare le elezioni di dicembre”. Lo afferma Ylva Johansson, commissaria europea agli Affari Interni, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, in merito all’immigrazione.
“Sto contattando i governi dell’Unione per mettere i piedi un sistema di ridistribuzione volontario e provvisorio per aiutare l’Italia ad affrontare l’estate”, spiega Johansson, per la quale “è fondamentale che l’Italia riceva la solidarietà europea”. E aggiunge: “Abbiamo imparato che la ridistribuzione volontaria non è abbastanza e dunque l’approvazione della riforma delle politiche migratorie con i ricollocamenti obbligatori è essenziale”.
“Negli ultimi mesi siamo andati avanti piano perchè a causa del Covid abbiamo avuto pochi incontri fisici con i ministri mentre un tema così divisivo va affrontato guardandosi negli occhi. A breve potremo riprendere a vederci di persona e andare avanti”, spiega la commissaria europea, che alla domanda se sarà possibile chiudere la riforma entro l’estate risponde: “No, ci vorrà più tempo”.
“Penso che l’Italia riceverà un aiuto con la redistribuzione, ma al momento non posso dire di più. Non so ancora se procederemo con una seconda dichiarazione come quella di Malta o se useremo un meccanismo diverso – prosegue -. Intanto lavoriamo anche per bloccare le partenze”. Oggi Johansson sarà in Tunisia con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese “per un accordo globale che da un lato consenta al Paese di riprendersi dalla forte crisi economica causata dal Covid, dall’altro per fornirgli le risorse per contrastare i trafficanti di esseri umani”.
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Migranti, Johansson “L’Ue sarà al fianco dell’Italia”
A Roma Torneo di Padel “Fratelli Tutti” per la campagna vaccinale
ROMA (ITALPRESS) – Sabato 22 maggio, alle ore 14.30, sui campi del Circolo Canottieri della Vittoria a Roma, si svolgerà il Torneo di padel “Fratelli tutti”, organizzato dal Circolo Due Ponti Sporting Club e Athletica Vaticana, l’associazione sportiva della Santa Sede. L’evento sportivo sostiene l’iniziativa del “vaccino sospeso”, la campagna vaccinale anti Covid-19 dell’Elemosineria Apostolica a favore delle persone più fragili e vulnerabili per dare concretezza agli appelli di Papa Francesco perchè nessuno venga escluso (www.elemosiniera.va). All’evento prenderà parte anche il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa. Nel Torneo “Fratelli tutti” cittadini e dipendenti vaticani giocheranno insieme ai soci del Circolo Due Ponti Sporting Club, uniti nell’intento di aiutare gli “invisibili” delle nostre città per realizzare “un noi sempre più grande”.
Per il Due Ponti scenderanno in campo, tra gli altri, il numero 1 del Ranking world padel tour, Juan Lebron, la numero 11 Patty Llaguno Zielinski e il numero 30 Luciano Capra.
Presenti anche personaggi dello spettacolo e dello sport, tra i quali, le conduttrici televisive Eleonora Daniele e Giorgia Venturini; Stefano Meloccaro, giornalista e conduttore televisivo; Jimmy Ghione, personaggio televisivo e attore; Flaminia Bolzan, psicologa e criminologa; e Dario Marcolin, allenatore di calcio, ex calciatore. Con Athletica Vaticana, accanto alle guardie svizzere, ci sarà anche l’olimpionica di vela Flavia Tartaglini per rilanciare il gemellaggio tra il Gruppo sportivo Fiamme Gialle e l’associazione vaticana. “In questo torneo, come già in molti altri eventi – spiega il presidente del Circolo Due Ponti, Emanuele Tornaboni – il binomio sport e solidarietà sarà il protagonista dell’incontro rivolto a tutti per diffondere un importante messaggio: lo sport non è solo disciplina, allenamento e competizione. Lo sport è prima di tutto solidarietà, onestà e rispetto per gli altri. Questi sono i valori che vogliamo promuovere insieme ad Athletica Vaticana”.
Athletica Vaticana, che sta divenendo una polisportiva, si apre ora al padel nel nome dell’inclusività, dello “sport per tutti” con particolare attenzione alle persone con disabilità, spiega il presidente Giampaolo Mattei.
“Fratelli tutti – aggiunge Mattei – è il titolo dell’ultima enciclica di Papa Francesco che promuove, anche attraverso lo sport, la cultura della fraternità perchè nessuno resti indietro da solo”. Con questa iniziativa Due Ponti e Athletica Vaticana rilanciano la collaborazione sportiva e solidale che già li ha visti protagonisti insieme, nel 2019, del progetto “In Your Shoes”: una corsa di solidarietà per sostenere il futuro dei giovani africani. L’evento di sabato 22 maggio è aperto a tutti nel rispetto della normativa anti Covid-19.
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Coppa Italia alla Juventus, in finale battuta 2-1 l’Atalanta
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La Juventus vince la 14esima Coppa Italia della sua storia. La squadra bianconera salva la stagione con una vittoria per 2-1 sull’Atalanta di Gian Piero Gasperini che vede sfumare il titolo per la seconda volta in tre anni. Al Mapei Stadium, con 4300 spettatori, Andrea Pirlo solleva il suo secondo trofeo stagionale e diventa il quarto allenatore della Juventus ad alzare la Coppa Italia sia da giocatore che da tecnico. Decidono le reti di Kulusevski (31′) e Chiesa (73′) in una partita che nei due tempi ha visto i bergamaschi iniziare col piede giusto. La prima chance dopo appena 2′ di gioco: Zapata sfonda sulla sinistra e sguscia via a de Ligt, scarica per Palomino che da due passi calcia su Buffon. Tante occasioni, ritmi alti e anche un episodio da moviola al 13′: Rabiot carica alle spalle Pessina in area ma per Massa non è rigore. La tempesta per la Juventus dura 20′, poi sono i bianconeri ad affacciarsi dalle parti di Gollini con coraggio e pragmatismo. E al 32′ alla prima chance costruita c’è l’1-0: la firma è dell’ex Kulusevski che dà il via ad un contropiede di Cristiano Ronaldo e dal vertice dell’area lascia partire un mancino imprendibile dopo un tocco di McKennie. Ma al 41′ c’è il pareggio: l’Atalanta recupera palla con de Roon a centrocampo, sviluppa a destra con Hateboer e torna al centro per Malinovskyi che scarica un tiro potente e preciso che vale l’1-1. Nella ripresa non cambia il copione: ritmi alti e Atalanta subito pericolosa al 51′ con un calcio di punizione di Malinovskyi che sfila in area prima del salvataggio di de Ligt. Subito dopo Juve pericolosa: Cristiano Ronaldo in area col tacco libera Chiesa che a tu per tu con Gollini colpisce il palo. Ma al 73′ Chiesa non sbaglia più: l’ex viola si accentra, scambia con Kulusevski e firma il nuovo vantaggio che vale il trofeo. La Juventus salva la stagione e chiude con due titoli, dopo la Supercoppa Italiana. Buffon saluta con un traguardo: eguagliato Mancini per numero di vittorie in Coppa Italia (6) da giocatore.
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Rider, ok commissione sanità a legge per sicurezza lavoro in Toscana
FIRENZE (ITALPRESS) – Via libera dalla commissione Sanità, presieduta da Enrico Sostegni (Pd) alla legge per la tutela e sicurezza sul lavoro dei rider. L’atto, dopo un lavoro di ascolto, analisi e riscrittura del testo, è stato approvato questo pomeriggio con voto favorevole a maggioranza (la Lega si è astenuta) ed approderà ora in Consiglio regionale della Toscana per il voto finale. La proposta di legge, dal titolo “Disposizioni per la tutela e la sicurezza del lavoro dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali”, è d’iniziativa del presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.
“Il testo licenziato è frutto del lavoro della commissione che ha audito parti sociali, datoriali, sindacati – ha commentato il presidente Sostegni -. L’obiettivo perseguito è quello di aumentare la sicurezza sul lavoro, argomento di cui in questo periodo si è tornati a parlare molto, per una categoria che di tutela ne ha davvero poche. La nuova normativa permetterà l’analisi dei rischi, percorsi formativi mirati, dotazioni dei dispositivi di sicurezza”.
La proposta di legge interviene in tema di tutela e sicurezza del lavoro, su cui la Regione esercita potestà legislativa concorrente, ferma restando la competenza legislativa statale in materia di ordinamento civile per la regolazione dei rapporti di lavoro. Si prevede, tra le altre cose, che la Giunta approvi un progetto di analisi e valutazione dei rischi che porti all’elaborazione di un documento tecnico di valutazione dei rischi dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali. L’obiettivo è sperimentare un modello di assistenza che si deve tradurre in una maggior tutela e sicurezza sul lavoro per i “nuovi” lavoratori.
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Europei nuoto, quattro argenti e tre bronzi Italia nella 3^ giornata
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Quattro argenti e tre bronzi rappresentano il bottino dell’Italnuoto nella terza giornata di gare agli Europei di Budapest. Due azzurri sul podio nei 1500: argento per Gregorio Paltrinieri, bronzo per Domenico Acerenza nella gara d’apertura. Oro all’ucraino Mykhaylo Romanchuk che chiude in 14’39″89, rifilando 3″02 al fuoriclasse carpigiano (14″42″91) mentre Acerenza completa il podio in 14’54″36. “E’ stata dura ma sono molto contento, è un tempo incredibile dopo la stanchezza di tutta la scorsa settimana, 14’42” non me lo immaginavo. E’ tanta roba – ha detto Paltrinieri – Me la sono giocata con Romanchuk, che è uno dei più forti al mondo. Dovevo darmi una scossa rispetto a quello che è successo ieri e sono contento di come sia andata”. Argento con nuovo record italiano per Miressi nei 100 sl con 47″45, che gli consente di abbassare il primato che aveva stabilito in semifinale con 47″53. Oro al russo Kliment Kolesnikov in 47″37, nuovo record dei campionati. “Ci ho provato con tutto me stesso, verso la fine ci stavo arrivando ma sono contento lo stesso, è stato più bravo di me” il commento di Miressi. Federico Burdisso d’argento nei 200 farfalla: il 19enne pavese chiude in 1’54″28, nuovo record italiano, alle spalle dell’inarrivabile Kristof Milak (1’51″10, nuovo primato dei campionati). Italia di bronzo nella staffetta 4X200 sl composta da Stefano Ballo, Matteo Ciampi, Marco Di Tullio e Stefano Di Cola dietro Russia (oro) e Gran Bretagna (argento). Argento per Arianna Castiglioni (1’06″13) e bronzo per Martina Carraro (1’06″21) nei 100 rana femminili, mentre Federica Pellegrini si è qualificata per la finale dei 200 stile staccando il pass in 1’57″47, terzo tempo complessivo.
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Angioedema ereditario, conoscerlo per affrontarlo senza ansia
ROMA (ITALPRESS) – L’angioedema ereditario è una malattia rara caratterizzata dalla comparsa di gonfiori (edemi) della cute, delle mucose e degli organi interni che in alcuni casi possono anche essere fatali. Si stima che in tutto il mondo a essere colpito sia un soggetto su 10.000-50.000, ma è possibile che i casi siano molti di più. La Giornata mondiale dell’angioedema ereditario – che si è svolta il 16 maggio – è dedicata proprio alle persone affette da questa patologia e Osservatorio Malattie Rare ha così organizzato, in collaborazione con A.A.E.E. APS-ETS – Associazione volontaria per l’angioedema ereditario ed altre forme rare di angioedema, un incontro online tra medici e pazienti. Il webinar “Angioedema ereditario, conoscerlo per affrontarlo senza ansia”, realizzato con il contributo non condizionante di Takeda, è stato ideato con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della malattia, evidenziare i bisogni dei pazienti e comunicare i progressi della medicina.
“Spesso l’angioedema ereditario non viene diagnosticato precocemente poichè nella maggioranza dei casi l’angioedema è una manifestazione istaminergica acuta di natura allergica tipicamente IgE mediate, mentre le forme ereditarie sono caratterizzate da difetti genetici e generalmente il mediatore biologico è una molecola denominata bradichinina. Le crisi acute durano mediamente 2-5 giorni per poi scomparire – ha spiegato Francesco Arcoleo, responsabile Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e Cura dell’Angioedema e Malattie Rare del Sistema Immunitario dell’Adulto presso la U.O.C. di Patologia Clinica – Presidio “V. Cervello” di Palermo -. Le zone più colpite sono il volto e gli organi interni, ma l’evento più pericoloso in assoluto è l’edema alla laringe che può portare a morte per soffocamento, e per questo diventa essenziale la diagnosi differenziale con le forme allergiche per il corretto trattamento terapeutico”.
“In genere un’ipotesi diagnostica di angioedema ereditario può essere fatta quando, a seguito di manifestazioni di edema o di sintomi dolorosi simili a coliche intestinali, si verifica una mancata risposta alla terapia standard rappresentata da antistaminici e cortisonici, il che conferma che non si tratta di reazioni allergiche – ha aggiunto Arcoleo – e in questi casi la terapia ex juvantibus con farmaci specifici per l’angioedema ereditario può far rapidamente regredire l’angioedema favorendo il processo diagnostico”.
E’ evidente, quindi, che la patologia influisce fortemente sulla qualità di vita dei pazienti. “E’ difficile prevedere quando potrebbe verificarsi un attacco, generalmente molto doloroso, e ciò contribuisce senza dubbio all’impatto invalidante della malattia sulla vita di tutti i giorni, anche dal punto di vista psicologico – ha affermato Pietro Mantovano, presidente dell’associazione A.A.E.E. APS-ETS che conta circa 860 iscritti – Le conseguenze di tale disagio si ripercuotono non solo sulla vita privata, ma anche sul percorso lavorativo del paziente. Una diagnosi corretta, l’accesso e la disponibilità dei farmaci e dei presidi terapeutici necessari sia alla prevenzione che alla cura della patologia, oltre alla garanzia di un’assistenza continua, sono elementi che possono sicuramente agevolare la vita di queste persone. Durante la pandemia, naturalmente, sono sorte delle problematiche legate alla gestione psicologica derivante dalle implicazioni della malattia e alla conseguente vaccinazione. Grazie alla collaborazione, ai chiarimenti e ai suggerimenti del Comitato Medico Scientifico della nostra associazione, i pazienti hanno gestito la pandemia con molta tranquillità e serenità. I pochi casi di contagio, che hanno colpito alcuni pazienti, sono stati monitorati e gestiti dai medici di ITACA dei rispettivi Centri di Riferimento con estrema attenzione e professionalità, e non hanno avuto conseguenze particolari per i pazienti”.
“Innanzitutto è necessario distinguere la terapia dell’attacco acuto, cioè di emergenza, dalle profilassi a breve e lungo termine”, ha dichiarato Giuseppe Spadaro, responsabile del Centro di Riferimento Campano per la Diagnosi e la Terapia dell’Angioedema Ereditario presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. “Per quanto riguarda la prima, consiste nella somministrazione di farmaci quali il C1 inibitore umano emoderivato, il C1 inibitore ricombinante e l’antagonista del recettore della bradichinina. La somministrazione di tali farmaci può effettuarsi in Pronto Soccorso, ma da diversi anni la maggior parte dei pazienti la effettua al proprio domicilio dopo corsi di addestramento (‘Self-administration’) effettuati al paziente e/o al caregiver. ‘Home Therapy’, dunque, rappresenta uno strumento efficace e sicuro per intervenire precocemente negli attacchi acuti e nella profilassi a lungo termine e offre ai pazienti un maggior controllo sulla gestione del trattamento e di conseguenza della malattia. Discorso diverso, invece, per le profilassi a breve e lungo termine – ha precisato Spadaro – Nel caso della profilassi a breve termine, che serve a prevenire la comparsa dell’angioedema dopo manovre endoscopiche o interventi chirurgici, si somministra il C1 inibitore umano emoderivato 2 ore prima e solo in alcuni casi 24 ore prima della procedura, associati talora a terapia orale con androgeni attenuati. Per la profilassi a lungo termine, indicata per i pazienti che presentano frequenti attacchi di angioedema o che hanno fenotipo severo, si fa ricorso agli androgeni attenuati per via orale o alla somministrazione endovenosa di C1 inibitore umano emoderivato ogni 3-4 giorni o alla somministrazione, salvo complicazioni, dell’anticorpo monoclonale anti-callicreina, e solo nell’età pediatrica (età minore di 12 anni) ai farmaci antifibrinolitici”.
Il Covid-19 è un altro fattore da tenere in considerazione per i pazienti con angioedema ereditario. “Le persone affette da tale malattia non presentano una maggiore predisposizione al contagio o una tendenza a sviluppare quadri clinici più gravi – ha chiarito Andrea Zanichelli, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per l’Angioedema, UOC Medicina Generale, Ospedale Luigi Sacco – Università degli Studi di Milano – Non ci sono, dunque, particolari controindicazioni per le vaccinazioni anti-Covid, salvo quelle eventualmente correlate a patologie concomitanti di altra natura. Infine, non è stata registrata una maggiore incidenza di effetti collaterali o di reazioni allergiche in questi pazienti”.
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Assoluti Cadetti, Cortini campione nella spada under 17
RICCIONE (ITALPRESS) – Da Riccione a Riccione: la costante per Leonardo Cortini del Circolo Schermistico Forlivese è il gradino più alto del podio. Il classe 2006 di Forlì aveva vinto l’ultimo titolo tricolore della categoria Ragazzi e oggi, a due anni di distanza e con di mezzo la pandemia, si è laureato campione d’Italia Cadetti. Alle sue spalle, al secondo posto, Matteo Galassi del Circolo della Spada Cervia, mentre si sono piazzati terzi Damiano Albonese della San Giusto Scherma e Alessandro Palazzi, portacolori del Circolo Schermistico Forlivese come il vincitore. Nella nona giornata di gare dei Campionati Italiani Cadetti e Giovani 2021 a Riccione erano 143 gli atleti in pedana a contendersi il titolo tricolore della categoria Cadetti spada maschile. Nella parte alta del tabellone dei quarti di finale Galassi s’era imposto su Fabio Mastromarino della Scherma Pistoia 1894 per 15-11, mentre con lo stesso punteggio Palazzi aveva superato Lucio Puliti del Club Scherma Roma. L’altra semifinale si delineava invece con la vittoria di Albonese su Marco Pellitteri della Roma Fencing, per 15-9, e con il successo di Cortini contro Giacomo Patrick Pietrobelli della Bergamasca Scherma con il punteggio di 15-6. La prima semifinale, sul filo dell’equilibrio, vedeva Galassi spuntarla 15-14 su Palazzi, mentre Cortini allungava nella parte conclusiva del match contro Albonese chiudendo sul 15-12. In finale il successo di 15-9 per Cortini su Galassi, penalizzato anche da un infortunio. Una coincidenza che, con fair play, il neo campione d’Italia Under 17 non ha omesso di sottolineare: “Questa vittoria mi ripaga di tanti sacrifici. Mi dispiace aver tirato però la finale contro un atleta infortunato. Per questo, con rispetto, non ho esultato pur tirando al massimo perchè sapevo di affrontare uno spadista di grande valore – le parole di Cortini – L’approccio alla stagione in campo regionale è stato duro, ho fatto fatica a qualificarmi alla gara dei Giovani e tutti ciò mi è servito per arrivare a questa gara al meglio”.
Domani, nella decima e ultima giornata di gare sulle pedane del Playhall, si assegnerà il titolo tricolore di spada maschile Giovani.
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Da idrogeno ruolo chiave per raggiungere la neutralità climatica
ROMA (ITALPRESS) – Per raggiungere la neutralità climatica, come previsto dal Green Deal Europeo, è necessario non solo ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, ma anche incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. In Italia, il riscaldamento degli edifici rappresenta una quota importante del consumo energetico totale. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’UE, entro il 2050, sarà necessaria una combinazione vincente di misure e di tecnologie. Per questo Bosch e la Fondazione Eni Enrico Mattei hanno realizzato uno studio che presenta un’analisi di possibili scenari che mettono a confronto la penetrazione di diverse tecnologie di riscaldamento degli edifici residenziali. L’analisi si focalizza, in particolare, sull’idrogeno e il ruolo che gioca rispetto ad altre soluzioni, tra cui le pompe di calore e il gas naturale rinnovabile. I risultati mostrano che sarà comunque necessaria una combinazione di tecnologie nel settore del riscaldamento, ma anche che altri fattori esterni saranno di fondamentale importanza, tra cui la decarbonizzazione dell’elettricità e le misure di efficienza energetica sul patrimonio edilizio. Anche l’idrogeno potrà avere un ruolo nel percorso verso la decarbonizzazione, soprattutto nel lungo periodo. Con l’attuale trend di sostituzioni e di ristrutturazioni degli impianti termici negli edifici, scenario Baseline, il settore residenziale migliorerebbe sia in termini di consumo energetico sia di emissioni di CO2, ma sarebbe al di sotto dell’obiettivo dell’UE. Occorre dunque spingere, tramite normative e incentivi strutturali, verso una crescita delle sostituzioni con tecnologie più efficienti e che utilizzino fonti rinnovabili. Nel secondo scenario Green Gas, il target di riduzione della CO2 per quanto riguarda il settore residenziale viene raggiunto grazie al supporto dei cosiddetti green gas e in particolare dell’idrogeno rinnovabile. Sono state considerate le penetrazioni massime, ad oggi ipotizzabili in base alle informazioni disponibili e l’esperienza di alcuni dei principali stakeholder, di idrogneo e biometano al 2030, 2040 e 2050. Questo scenario “limite” è stato confrontato con un terzo scenario Electrification, in cui il target di riduzione di CO2 viene raggiunto elettrificando il più possibile le abitazioni, ovvero arrivando a riscaldare con una pompa di calore elettrica circa i 2/3 delle utenze. Tutto ciò combinato con una crescita della percentuale rinnovabile all’interno della produzione elettrica fino ad arrivare al 100% nel 2050. Gli ultimi due scenari presentano punti aperti. Da un lato ci sono grosse criticità a elettrificare i vecchi sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, soprattutto facendo riferimento ai circa 10 milioni di condomini con impianti termici autonomi presenti nelle città. Dall’altro non è detto che l’idrogeno pulito e il biometano saranno disponibili, nelle quantità ipotizzate, per il settore residenziale. Questo tralasciando se l’elettricità necessaria potrà o meno essere prodotta da fonti rinnovabili e la rete di distribuzione del gas naturale ad oggi presente verrà resa idonea per il trasporto di idrogeno, con un parallelo adeguamento delle normative. In quanto scenari “limite” al momento, dallo studio si può ritenere che la combinazione delle varie tecnologie, elettriche e a gas verdi potranno dare un contributo essenziale al raggiungimento dell’auspicabile target.
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