PORTIMAO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton vince il Gran Premio del Portogallo. A Portimao il leader del Mondiale allunga in campionato conquistando la seconda vittoria stagionale davanti al rivale Max Verstappen (Red Bull) e al compagno di squadra Valtteri Bottas (Mercedes). Quarta posizione per l’altra Red Bull di Sergio Perez, quinta la McLaren di Lando Norris mentre Charles Leclerc porta la Ferrari in sesta posizione. Seguono le due Alpine di Esteban Ocon e Fernando Alonso che precedono la McLaren di Daniel Ricciardo e l’Alpha Tauri di Pierre Gasly a chiusura della top-10. Undicesima, e dunque fuori dalla zona punti, l’altra Ferrari di Carlos Sainz.
(ITALPRESS).
Hamilton vince in Portogallo davanti a Verstappen e Bottas
Fedez, Tardino “Ecco come trasformare Festa Lavoro in attacco a Lega”
“Sarà perché i lavoratori in Italia sono, purtroppo, una specie in via di estinzione e la sinistra cerca altri argomenti? Personalmente trovo fuori luogo le polemiche di certa sinistra e di esponenti M5s, a cominciare dal sottosegretario Cancelleri, in merito alla presunta “tentata” censura del discorso di Fedez, da parte di dirigenti peraltro scelti dalla sinistra, al concerto del primo maggio. Da siciliani, poi, non sentivamo certo il bisogno della difesa d’ufficio e scurrile di Cancelleri a Fedez, che ieri ha potuto parlare liberamente di politica, e non di musica, da un palco finanziato con centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici e senza contraddittorio”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe.
“Magari il sottosegretario Cancelleri parlasse delle strade siciliane con lo stesso fervore che usa sui social! Ma si sa, ogni occasione è buona per insultare la Lega e Matteo Salvini, anche a sproposito – prosegue -. Ieri Fedez ha detto integralmente quello che aveva deciso di dire. Dove sta la censura? Avrebbe potuto spendere qualche parola, visto il suo seguito, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti di alcuni colossi, vedasi le recenti accuse mosse contro Amazon, ma è un loro testimonial e pertanto avrà trovato più semplice un monologo sui diritti LGBTI, salvo farlo in maniera superficiale e artatamente demagogica. E come mai Fedez non fa questi comizi quando va in onda su Amazon Prime, Netflix o Sky? La strumentalizzazione del concetto di discriminazione porta solo alla violazione del diritto di espressione. Noi diciamo no ai bavagli, ma sì alla tutela dei diritti di tutti, fino a chiedere, come abbiamo fatto nelle opportune sedi, un aumento delle pene in caso di aggressioni, insulti o discriminazioni, reati che già esistono. Se ne discuta in parlamento, luogo del confronto democratico, e non sui palchi per i lavoratori o sui social – conclude Tardino -. E se non si può nemmeno dire che siamo contrari a ogni forma di discriminazione e violenza tout court, a maggior ragione se fondata sul sesso o sull’orientamento sessuale, ma siamo a favore della famiglia tradizionale quando si parla di adozioni, o contro l’utero in affitto o le teorie gender insegnate ai piccoli a scuola, allora siamo già in pieno regime: quello del pensiero mainstream. Viva la libertà”.
(ITALPRESS).
Il Sassuolo ferma l’Atalanta sull’1-1, Inter campione d’italia
PALERMO (ITALPRESS) – L’Inter è campione d’Italia 2020/21. Grazie al successo di ieri a Crotone e il contemporaneo pari (1-1)dell’Atalanta a Reggio Emilia contro il Sassuolo, la squadra di Conte conquista il 19esimo scudetto della sua storia con 4 giornate d’anticipo. Si tratta del primo tricolore vinto dai nerazzurri dal 2010 e che mette fine alla striscia di nove campionati consecutivi della Juventus.
(ITALPRESS).
Berardi risponde a Gosens, è 1-1 fra Sassuolo e Atalanta
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Spettacolo e grandi giocate nell’1-1 tra Sassuolo e Atalanta che regala lo scudetto all’Inter di Conte. I bergamaschi lottano, ma non vanno oltre il pari contro i neroverdi, complice anche un calcio di rigore fallito da Muriel nella ripresa. De Zerbi sceglie il suo consueto 4-2-3-1, con Defrel come terminale offensivo, davanti al trio Berardi-Traorè-Boga; dall’altra parte Gasperini opta per la difesa a 3-4-1-2 con Hateboer e Gosens sulle corsie, mentre dietro a Zapata ci sono Malinovskyi e Pessina. Pronti via e al 5′ è l’Atalanta a rendersi pericolosa con Malinovsky che su calcio di punizione impegna Consigli. La gara è tirata con le due squadre che si studiano. Al 19′ sono i neroverdi a provarci con Obiang, ottimamente servito da Locatelli, ma la girata del centrocampista viene murata da Djimsiti. Il match col passare dei minuti diventa sempre più avvincente, ma i bergamaschi al 22′ restano in dieci: ripartenza improvvisa di Boga, Gollini va a fermarlo nel corpo a corpo e Pairetto estrae il rosso. Nonostante la superiorità numerica è però l’Atalanta a provarci con più insistenza, prima con Zapata, poi con Gosens che trova la rete del vantaggio: grandissimo filtrante di Malinovskyi, l’esterno si allunga e da posizione molto defilata batte Consigli siglando la sua decima rete in campionato. Nei minuti finali della prima frazione reazione Sassuolo con Berardi, che ci prova col sinistro ma non trova la porta. Poco dopo annullato il raddoppio della Dea con Zapata, per un fuorigioco di Hateboer. Nella ripresa subito neroverdi pimpanti: Traorè entra in area di rigore e viene messo giù da Toloi, per Pairetto è calcio di rigore. Dal dischetto va Berardi che non sbaglia trovando il gol del pari. Al 57′ l’Atalanta non ci sta Malinovskyi serve Hateboer sulla corsa, l’esterno sterza e va al tiro: Consigli mette in angolo. Al 64′ non festeggia nemmeno Locatelli che vede annullarsi il gol del vantaggio. Al 75′ la più ghiotta delle occasioni per la squadra di Gasperini: Marlon stende Muriel in area e rimedia il secondo giallo, penalty. Dagli undici metri va Muriel, ma Consigli dice di no. Nei minuti finali forcing Atalanta, ma alla fine è 1-1.
(ITALPRESS).
Il Cagliari ferma il Napoli, Nandez risponde a Osimhen
NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli è stato fermato dal Cagliari, sull’1-1. Dopo il vantaggio iniziale, firmato da Osimhen, e dopo alcune belle parate di Meret, gli azzurri sono stati ripresi al 94′ dai caparbi sardi, in gol con Nandez. Il team sardo ha ben figurato, dimostrando di potersi giocare le sue carte in chiave salvezza nelle ultime quattro giornate della Serie A; mezzo passo falso per gli azzurri, invece, in chiave zona Champions League, quanto mai incerta.
Gara intensa al “Maradona”. Gattuso ha preferito inizialmente Hysaj a Mario Rui, Osimhen a Mertens e Lozano a Politano, confermando il modulo 4-2-3-1. Semplici, di contro, ha optato per un insolito 3-5-1-1, rinunciando allo squalificato Marin, lasciando il diffidato Joao Pedro in panchina e posizionando in avanti, dal primo minuto, il solo Nainggolan a sostegno di Pavoletti.
Dopo una breve fase di studio, al 13′ i partenopei hanno “sblocato” la gara. Palla filtrante di Insigne per Osimhen, bravo a tenere Godin a debita distanza e a fulminare il rientrante Cragno con un sinistro potente.
Dopo circa un quarto d’ora è arrivata la prima risposta dei sardi: dopo un bel cross di Nainggolan e un rimpallo nell’area di rigore degli azzurri, Zappa ha calciato a botta sicura col sinistro, centrando però il palo. A ruota, poco dopo la mezzora, su un bell’assist di Osimhen Lozano, di testa, ha mancato di poco il bersaglio. A fine primo tempo un’altra bella occasione (doppia) per il Cagliari, con Meret sugli scudi: il portere del Napoli ha prima salvato in tuffo su un bel colpo di testa di Pavoletti e poi deviato (miracolosamente e con un pò di fortuna) il tap-in da due passi di Nandez.
Vibrante anche la ripresa, aperta al 3′ da un colpo di testa di Osimhen (in sospetto off-side) con palla di poco al lato. Al 6′ gli azzurri sono andati vicini al raddoppio per due volte: prima Cragno ha chiuso bene su tiro ravvicinato (ma defilato) di Zielinski, poi Demme (sugli sviluppi del seguente corner) ha colpito la traversa con una botta da fuori area. Poco dopo Osimhen avrebbe raddoppiato ma l’arbitro ha annullato per un presunto fallo del centravanti del Napoli su Godin (il tocco in realtà è molto lieve e la rete poteva essere convalidata).
Dopo poco è Lykogiannis, di testa, a mancare di non molto la porta difesa da Meret. L’ultimo “miracolo” Meret lo ha compiuto al 43′: bravissimo il portiere a salvarsi in tuffo su una conclusione volante e ravvicinata di Pavoletti. Qui sembrava tutto finito: invece, nel recupero, il Napoli e Meret sono “crollati”. Al 49′ lancio lungo di Asamoah, dormita di Hysay e sigillo, da due passi, di Nandez per il definitivo 1-1.
(ITALPRESS).
Covid, si vince solo con la solidarietà
Con l’arrivo del mese di maggio, nell’immaginario di ciascuno generalmente si è portati a pensare che tra il favore del caldo e l’andamento sufficientemente spedito della somministrazione dei vaccini, le persone saranno man mano affrancate dalla infezione pandemica. La speranza è che si ritornerà alla normalità lasciandoci alle spalle la triste esperienza della crisi sanitaria che ha travolto affetti, serenità, condizioni economiche e sociali. Insomma non si aspetta altro che il momento dell’annuncio del pericolo scampato, così ciascuno potrà stare più tranquillo, salvo impegnarsi a recuperare il terreno economico e occupazionale perduto a causa delle brusche frenate nelle produzioni e nei servizi degli ultimi 14 mesi. Dunque, soprattutto nei paesi europei e occidentali, in genere prevale l’idea che basti sollecitamente occuparsi del proprio recinto nazionale per eliminare disagi e difficoltà. Ma credo che presto saremo smentiti con elementi assai stringenti che finora difficilmente si sono approfonditi con la opinione pubblica: quella della condizione pandemica dei paesi poveri nel mondo. Mi riferisco alle tantissime realtà che rappresentano una parte vasta dell’intera umanità, che per mancanza di mezzi economici e di organizzazione sono ben lontani da aver solamente abbozzato un piano vaccinazioni, circostanza che le condanna a un pauroso sprofondamento nella ulteriore povertà.
Tante sono le aree del mondo che per mancanza di mezzi e per la limitata possibilità di raggiungerle e organizzarsi saranno condannate a un lunghissimo periodo di coesistenza con il COVID nelle grandi estensioni rurali. Sinora le dosi iniettate su scala mondiale su una popolazione di circa 8 miliardi di persone sono appena novecento milioni. I dati si riferiscono in grande prevalenza ai paesi industrializzati. Questi numeri da soli ben rappresentano plasticamente il lungo cammino che ci aspetta, le ingiustizie palesi ai danni dei più poveri, la esigenza di estendere la sanificazione anche in queste aree, pena: conseguenze di instabilità sanitaria per lungo tempo anche per i paesi ricchi. Dunque, in un mondo fortemente interconnesso, chiudere gli occhi e far finta di non vedere non solo ci macchia di gravi peccati verso l’umanità, ma facciamo male anche a noi stessi, allungando la crisi per anni e anni ancora, pur illusi che basti chiudere le frontiere per risolvere ogni cruda verità che ci assedia.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel mezzo di una crisi economica e sanitaria, i vincitori occidentali decisero la moratoria dei brevetti della penicillina per far sì che molti ammalati dei paesi in difficoltà potessero essere curati a prezzi morigerati. Cosicché si crearono due mercati: uno a bassi costi del medicinale, e l’altro a prezzi più alti e di mercato per chi se lo poteva permettere. Insomma dopo le macerie fisiche e morali inflitte dal conflitto, si riuscì a dare un concreto segno di considerazione e solidarietà per le realtà deboli, Italia compresa. A maggior ragione nella crisi odierna, bisogna attuare una misura analoga: un mercato parallelo a bassi costi per i paesi del sud del mondo.
Sarebbe davvero importante se l’Europa e gli Stati Uniti d’America annunciassero aiuti a sostegno chi ne ha bisogno, dando in questo modo un segnale di solidarietà e di pace, marcando così la differenza tra la miopia egoistica in cui è avviluppato il mondo attuale e la speranza che da questi nuovi passi si possa ridare forza alla solidarietà, che come sappiamo annuncia sempre la pace.
Raffaele Bonanni
(ITALPRESS).
Lavoro, Margiotta “Dalla Confsal impegno per ripresa e rinascita”
NAPOLI (ITALPRESS) – “Sanare il divario che esiste tra l’Italia e l’Europa, in termini di occupazione e monte salari; avviare una stagione di riforme organiche a partire dalla riforma del lavoro e la creazione di un Sistema nazionale di attivazione al lavoro che prenda in carico precari, cassaintegrati e disoccupati, in particolare i giovani, affinchè nessuno rimanga indietro, nell’ottica di un’alleanza generazionale. e rilanciare il Mezzogiorno con un nuovo intervento straordinario che colmi il profondo divario tra Nord e Sud del Paese. Solo così sarà possibile la ripresa e la rinascita del Paese e della sua economia”. Sono queste alcune delle proposte avanzate dal segretario nazionale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, in piazza del Plebiscito a Napoli, dove si è celebrata la Festa dei lavoratori organizzata dalla Confederazione sindacale nazionale autonoma e durante la quale ha ribadito la “forte preoccupazione per l’emergenza economica e sanitaria ancora in corso” ed espresso “la speranza che si possa guardare con ottimismo: un futuro di ripresa e rinascita del Paese per il quale c’è tutto l’impegno della Confsal”.
Margiotta ha chiesto “un impegno corale perchè sia valorizzato il lavoro pubblico con la riforma dell’Amministrazione e il rinnovo dei contratti. Sia dato sostegno ai settori economici più deboli. Siano detassati i salari bassi e venga ridotto il costo del lavoro”. E in questo quadro “lavoratori e imprenditori, ognuno nel proprio ruolo, siano accomunati dalla necessità di difendere il lavoro e le risorse prodotte dal lavoro”.
In particolare “per i milioni di giovani inattivi o disoccupati, che non hanno più fiducia nella classe dirigente del Paese, verso i quali i governi di oggi e di ieri hanno accumulato un debito enorme, la Confsal – ha assicurato Margiotta – è impegnata perchè questo debito venga saldato in tempi brevi. Perchè ai giovani bisogna garantire un presente dignitoso e una formazione adeguata. Perchè la dignità può darla solo un lavoro”.
Il leader della Confsal ha rivolto “un appello affinchè tutti si impegnino a lavorare per favorire la concordia nazionale. L’impegno della Confsal, delle sue federazionI, di ognuno dei suoi dirigenti degli aderenti della Confsal c’è – ha detto – e ovunque leggete Confsal, leggete impegno per la rinascita e per la ripresa”.
L’evento promosso dalla Confsal – da Piazza del Plebiscito a Napoli e in diretta Facebook -, ha registrato gli interventi di numerosi rappresentanti delle Federazioni Confsal, di autorevoli del mondo imprenditoriale e rappresentanti delle istituzioni, tra i quali il sindaco di Napoli De Magistris, presenti a piazza del Plebiscito e in collegamento da tutta Italia.
La diretta della manifestazione è stata seguita da più di 10mila spettatori che si sono alternati all’ascolto nell’arco di due ore e mezza di interventi e di dibattito.
(ITALPRESS).
Salvini “Fedez non può imporre la censura a chi difende la famiglia”
ROMA (ITALPRESS) – “Se Fedez si lamenta della tentata censura non può imporre la censura a chi difende la famiglia basata sulla mamma e sul papà”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Domenica Live, in merito alle parole di Fedez di ieri sera sul palco del Concertone per il Primo Maggio su Rai3.
“Ieri era la Festa delle lavoratrici e dei lavoratori, ci hanno portato invece su una polemica che non c’entra niente con il lavoro”, ha sottolineato Salvini, che ha aggiunto: “Litigare non serve, è un momento drammatico, con persone in ospedale, un milione di posti di lavoro a rischio. Penso di costruire, di proporre, sono a disposizione per confrontarmi con chiunque voglia parlare di diritti e di lavoro. Le frasi citate ieri sera da Fedez sono disgustose – ha aggiunto -. Chi aggredisce va punito, condanniamo chiunque si esprime in modo bestiale. Noi contestiamo che serva una nuova legge, perchè le pene esistono già. Il ddl Zan prevede addirittura la galera per chi esprime alcune idee come me e alcuni milioni di italiani. Per me i bimbi hanno bisogno di una mamma e di un papà, e sono contro l’utero in affitto”.
“La Lega propone pene più severe per chi aggredisce sulla base del colore della pelle o l’orientamento sessuale – ha proseguito il leader del Carroccio -. Ma togliamo dalla discussione un reato di opinione e soprattutto evitiamo che la teoria gender finisca nelle scuole. I bambini non devono finire nella contesa politica”.
(ITALPRESS).








