CAGLIARI (ITALPRESS) – Secondo record mondiale in due giorni per Cristina Francone in occasione della gara di apnea indoor denominata “Sardinia Cup Apnea Contest”, in corso di svolgimento a Cagliari, presso la piscina comunale G.B. Sicbaldi. Dopo il record di apnea dinamica con monopinna, conseguito ieri con la distanza di 261,40 m, quest’oggi è stato il turno di quello di apnea dinamica con pinne, che l’atleta in forza alla Società USS Dario Gonzatti ha centrato con la distanza di 231,85 m, percorsa in 3’2″14. Il precedente record mondiale, detenuto dalla croata Mirela Kardaevic, realizzato lo scorso 27 marzo, era di 230,05 m. Per l’atleta facente parte la Squadra Nazionale di Apnea Indoor Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e Nuoto Pinnato) quella di oggi è stata l’ennesima super prestazione in una specialità, quella della dinamica, dove, nel volgere di pochissimo tempo, è riuscita a conquistare il tetto del mondo. E questo grazie a “passione, grinta e tanto, tanto impegno, perchè – spiega l’azzurra – ‘sudorè viene dopo ‘successò soltanto sul dizionario”.
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Secondo record mondiale in due giorni per Francone
Miller batte Bagnaia e Morbidelli, suo il Gp di Spagna
JEREZ DE LA FRONTERA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Jack Miller ha trionfato nel Gran Premio di Spagna di MotoGP, vincendo la seconda gara in carriera nella classe regina dopo Assen 2016. Il pilota australiano ha conquistato il successo in solitaria, precedendo l’altra Ducati del compagno di squadra Francesco Bagnaia e Franco Morbidelli su Yamaha. Appena fuori dal podio il giapponese Takaaki Nakagami, quarto con la sua Honda davanti alla Suzuki dello spagnolo Joan Mir e all’Aprilia dell’altro iberico Aleix Espargaro. Gara difficile per Marc Marquez e Valentino Rossi: lo spagnolo della Honda si è difeso come ha potuto, chiudendo in nona posizione. Soltanto 17° l’italiano della Yamaha Petronas, ancora una volta fuori dai punti. Male anche il francese della Yamaha Fabio Quartararo, che ha condotto per metà gara prima di accusare un improvviso calo di prestazione e concludere tredicesimo.
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Lazio-Genoa 4-3, biancocelesti proseguono corsa Champions
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio vince 4-3 contro il Genoa, con il brivido finale, nella 34esima giornata di Serie A, proseguendo la corsa alla qualificazione in Champions. I biancocelesti avevano messo in ghiaccio il risultato dopo la doppietta di Correa, il rigore di Immobile e il gol di Luis Alberto ma i liguri tentano la rimonta con l’autogol di Marusic, il penalty di Scamacca e la rete di Shomurodov. La Lazio nel giro di un quarto d’ora va vicina al gol quattro volte. Tre delle occasioni pericolose portano la firma di Immobile, poi anche un colpo di testa di Lulic. Ai biancocelesti manca soltanto la rete e alla fine vengono premiati dalla loro costante presenza in area. La squadra di Inzaghi sblocca il risultato al 30′ con il gol di Correa, che insacca grazie al rimpallo con Radovanovic. Sul finire del primo tempo, ancora un errore di Radovanovic propizia il raddoppio della Lazio. Per l’arbitro Giacomelli la trattenuta su Immobile costa il calcio di rigore. Al 43′ dal dischetto il partenopeo non fallisce il 2-0. Scoppientante l’inizio della ripresa. I liguri accorciano le distanze grazie al subentrato Ghiglione, al 47′ il 2-1 è frutto dell’involontario autogol di Marusic. L’illusione dura appena un minuto, il tempo utile a Luis Alberto per infilare in rete al 48′ il tiro a giro del 3-1. Poi i biancocelesti vanno a valanga, al 56′ arriva il poker di Correa: doppietta per l’argentino, seconda consecutiva dopo quella al Milan. La partita sembra in ghiaccio, ma il Genoa ha pronto il colpo di coda. All’80’ Scamacca sigla il 4-2 su calcio di rigore per il fallo di Cataldi su Badelj. Appena un minuto dopo è Shomurodov a battere Reina riaprendo la gara con il 4-3 a dieci minuti dalla fine. La Lazio resiste e conquista tre punti fondamentali nella corsa Champions. Il Genoa, invece, resta ancora invischiato nella lotta per non retrocedere.
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Fedez, Salini “Nessuna censura dalla Rai”
ROMA (ITALPRESS) – “In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez nè altri artisti nè di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti”. Lo afferma in una nota l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini.
“In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perchè ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay – prosegue -. Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo non appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali. Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese”.
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Figliuolo “Dopo gli over 65 vaccini a tutte le classi d’età”
ROMA (ITALPRESS) – “Il piano vaccinale va seguito con ordine, dopo aver vaccinato gli over 65 si potrà aprire a tutte le classi di età. Per quanto riguarda gli over 80, il Lazio è al 94% su una media di oltre l’85% a livello nazionale mentre sugli over 60 la media è bassa, ci dobbiamo concentrare su di loro, soprattutto sugli over 65. Come prima cosa dobbiamo mettere in sicurezza le persone che possono avere conseguenze gravi. Dopo gli over 65 apriremo a tutte le classi di età e poi sarà la volta delle classi produttive, penso al settore alberghiero”. Così il Commissario Straordinario Generale Francesco Paolo Figliuolo all’inaugurazione dell’hub vaccinale all’interno del Centro Commerciale Porta di Roma.
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Cinema, torna l’obbligo di uscita in sala prima dello streaming
ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro della cultura, Dario Franceschini, ha firmato il nuovo ‘decreto finestrè che reintroduce l’obbligo di uscita in sala per i film che ricevono contributi dallo Stato. Con le nuove disposizioni i film potranno approdare sulle piattaforme streaming e in televisione dopo trenta giorni dalla prima proiezione al cinema. “In questa fase di ripartenza delle attività – ha detto Franceschini – è fondamentale sostenere le sale cinematografiche e allo stesso tempo riequilibrare le regole per evitare che il cinema iItaliano sia penalizzato rispetto a quello internazionale”. Nello specifico sino al 31 dicembre 2021 i film potranno essere distribuiti in piattaforma dopo 30 giorni dall’uscita in sala. Per un’ordinata riprogrammazione delle attività, il decreto prevede inoltre la validità degli accordi che gli operatori hanno siglato con le piattaforme prima del 2 maggio 2021 ossia nel periodo in cui a causa della chiusura delle sale è stato temporaneamente sospeso l’obbligo di uscita in sala come precondizione per la distribuzione in piattaforma.
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Fedez al Concertone diventa caso politico, scontro con Lega e Rai
ROMA (ITALPRESS) – E’ diventata un caso politico la partecipazione di Fedez al Concertone del Primo Maggio, trasmesso ieri da Raitre.
“E’ la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perchè venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione che purtroppo non c’è stata in prima battuta, o meglio dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente”, aveva dichiarato l’artista, che già nei giorni precedenti si era schierato in più occasioni a favore del ddl Zan contro l’omotransfobia.
“Se Fedez userà a fini personali il concerto dell’1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento – avevano affermato in una nota congiunta i senatori e deputati della Lega in Vigilanza Rai Massimiliano Capitanio (capogruppo), Giorgio Bergesio, Laura Cavandoli, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Elena Maccanti e Simona Pergreffi -. Con 945.000 posti di lavoro persi in un anno e la disoccupazione giovanile al 33%, se davvero il signor Federico Leonardo Lucia deciderà di promuovere la propria figura attaccando Lega e Vaticano, sarà un insulto all’1 maggio. Non si usano i diritti dei lavoratori per promuovere la propria immagine e fare ulteriori profitti”.
Sempre nel pomeriggio il segretario della Lega è intervenuto su Twitter: “Il “concertone” costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo”, ha scritto Matteo Salvini. E a stretto giro è arrivata la risposta di Fedez, sempre su Twitter: “Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uovo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro”.
In serata, sul palco Fedez ha chiarito di prendersi tutte le responsabilità di quello che dice, e ha dedicato la prima parte del suo intervento a un appello al premier Mario Draghi per tutelare il settore dello spettacolo “decimato dall’emergenza Covid e regolato da una legge che risale gli anni 40. Così come è intervenuto tempestivamente sulla Superlega lo faccia anche sullo spettacolo, che ha un numero di lavoratori equivalente al calcio”. Poi la parte sul ddl Zan, con una forte critica alla Lega, citazioni di esponenti locali del partito contro i gay, e una polemica contro l’associazione Pro Vita.
E’ intervenuta sulla vicenda anche Viale Mazzini, con una nota di Rai3 condivisa dall’Ad Fabrizio Salini: “Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”. “Nè la Rai nè la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonchè dei rapporti con gli artisti – prosegue la nota -. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi. La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio”.
“La Rai smentisce la censura – ha poi twittato Fedez, pubblicando un video con alcuni passaggi del colloquio con i dirigenti Rai -. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”.
“Un cantante di sinistra litiga coi vertici Rai di sinistra. Così è. L’Italia se ne farà una ragione”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini, che sul ddl Zan ha così replicato a Fedez: “Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso.
Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole.
E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. E’ già così, per fortuna – ha spiegato Salvini -. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. E’ già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti.
Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono.
Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perchè offenderebbero qualcuno. Non scherziamo – ha concluso il leader leghista -. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo”.
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Ponte sullo Stretto, dopo il Pnrr si cercano altre strade
ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto non è stato inserito nel Recovery plan ma c’è chi ha già annunciato battaglia a sostegno della costruzione dell’opera. L’idea è quella di poter comunque cogliere questo particolare momento per realizzare il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, se non con le risorse europee del Recovery, attingendo ad altri fondi o utilizzando altre forme di finanziamento. Tanti, tra cui parlamentari e amministratori, nelle scorse settimane hanno chiesto che l’infrastruttura fosse inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza o che almeno vi fossero comprese le opere accessorie, quelle da realizzare a terra. In realtà nel Pnrr per lo Stretto ha trovato spazio l’acquisto di nuove navi “ecologiche” per un collegamento più veloce e sostenibile. Il ponte, però, ripetono da più parti, può essere realizzato anche con altri fondi, come quelli strutturali, il fondo per Sviluppo e Coesione o le risorse destinate alle reti Ten-t.
Il costo complessivo dell’opera è di 7,1 miliardi di euro, di cui 2,9 miliardi necessari per la costruzione dell’attraversamento sospeso su pile e i restanti per collegamenti stradali e opere accessorie. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Senato ha ribadito che per il ponte “c’è una relazione pronta” che “sarà inviata dal ministro delle Infrastrutture al Parlamento per la discussione”. Nel frattempo, però, continuano a giungere richieste per uno sblocco della situazione e diversi parlamentari hanno già annunciato battaglia per superare lo stallo e ottenere una decisione definitiva.
“Nella programmazione del Pnrr – spiega all’Italpress Francesco Scoma, deputato di Italia Viva e componente dell’ufficio di presidenza della Camera – vedo una bella somma destinata ad ammodernamenti e prolungamenti dell’alta velocità ma non vedo certamente la possibilità che l’alta velocità, quella reale che arriva a 300 km/h, possa arrivare in Sicilia. Noto che sono destinate somme per l’ammodernamento delle navi che attraversano lo Stretto ma di ponte non se ne parla. Penso – evidenzia – che non ci potrà essere sviluppo per tutto il Sud senza che un’opera così importante venga realizzata”.
Per Scoma, quindi, questa è “l’ultima occasione”. “Ci sono trattative avanzate tra le due regioni, la Sicilia e la Calabria – prosegue -, perchè si possa prendere in considerazione la realizzazione di un progetto di finanza, con il contributo delle due regioni e imprenditori che sarebbero interessati a gestire il ponte per alcuni anni. Su questa strada anche la Conferenza delle Regioni, all’unanimità, si è espressa favorevolmente affinchè – continua – il ponte possa diventare volano per la crescita, soprattutto per gli investimenti che ci sono da qui al 2026. Abbiamo un’opportunità: cinque anni di grandi aspettative, buone prospettive e un’iniezione di denaro che difficilmente potrà esserci ancora una volta. Ritengo che sia una battaglia da potere ancora sostenere”. Secondo il deputato è necessaria comunque “una volontà politica per realizzare le opere”. “Credo che sia possibile realizzarlo – ribadisce – anche con la volontà delle due Regioni: se i due presidenti di Regione insieme a finanziamenti privati decidessero di trovare la strada, lo potrebbero fare”.
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