ROMA (ITALPRESS) – Arrivano altre conferme da studi, sia in vitro che in vivo, sugli effetti benefici della lattoferrina contro l’infezione da Covid-19. Si tratta di una proteina naturale multifunzionale in grado di accrescere le difese immunitarie dell’organismo e di svolgere anche un’azione anti-infiammatoria, antibatterica e antivirale.
La review appena pubblicata su “International Immunopharmacology” da un gruppo di autori statunitensi e polacchi, evidenzia il ruolo della lattoferrina come immunomodulatore, in grado di contrastare l’eccessiva risposta immune e di facilitare lo sviluppo dell’immunità adattativa. Sulla base dei dati si evince che la lattoferrina può essere di beneficio clinico nel ridurre l’entità di un’aberrante risposta immunitaria, la tempesta citochinica e delle sue devastanti conseguenze sia a livello polmonare sia di altri organi vitali. La lattoferrina può essere utilizzata sia in profilassi che come agente terapeutico per i soggetti a rischio di infezione e, a maggior ragione, per coloro che hanno un indebolimento dell’immunità innata.
A gennaio 2021 è stato pubblicato uno studio sulla rivista internazionale “Nutrients”, in cui si è dimostrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Covid-19 e la replicazione del virus. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani, tra cui il professor Ignazio Castagliuolo e il professor Fabrizio Pregliasco, i quali hanno valutato la potenzialità in vitro della lattoferrina nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, confermando, inoltre, una delle caratteristiche di questa proteina, già consolidate in letteratura, cioè l’azione immunomodulante che regola la produzione di mediatori dell’infiammazione nel corso delle infezioni. La lattoferrina ha quindi indotto, come ha sottolineato il professor Pregliasco un innalzamento della risposta immunitaria, ovvero un’attivazione dei cosiddetti neutrofili che sono i linfociti che governano la produzione di citochine che, a loro volta, sono i messaggeri dell’attivazione della risposta immunitaria.
Sempre nel 2021 è partito un importante studio presso l’Asl di Biella, in collaborazione con l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara: si tratta di uno studio clinico in doppio cieco sull’utilizzo della lattoferrina (Mosiac capsule) a un dosaggio di 800 mg al giorno (4 capsule), in pazienti ospedalizzati, positivi all’infezione da Covid-19. La ricerca è coordinata dal dottor Paolo Manzoni, direttore di Pediatria e Neonatologia dell’ASL di Biella, in sinergia con i responsabili dei reparti Covid-19 del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Medicina.
Per il dottor Manzoni: “Lo studio sta procedendo secondo i programmi con una buonissima adesione da parte dei pazienti, a cui viene proposto di sottoporsi al trattamento. Attualmente abbiamo in cura oltre 150 pazienti e puntiamo ad arrivare tra le 200 e le 300 persone, probabilmente per fine giugno. Successivamente procederemo con l’analisi dei risultati ottenuti”.
Ci sono anche le esperienze di alcuni medici del territorio che sui loro pazienti positivi a SARS-CoV-2 asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici hanno utilizzato la lattoferrina, nello specifico il Mosiac. I dati preliminari sono stati presentati ad un congresso incentrato completamente su Covid-19, che si è tenuto a Codogno nel dicembre 2020. Dalla loro esperienza clinica è emerso che la lattoferrina è efficace nelle infezioni da Covid-19 sia da sola, che associata ad altre terapie, utilizzate per il trattamento dell’infezione ed è priva di effetti avversi.
“Ho curato oltre 60 pazienti positivi a SARS-CoV-2, in accordo a protocolli in cui la lattoferrina è somministrata insieme ad altri trattamenti come l’ibuprofene e la Vitamina D. Tutti i pazienti trattati hanno avuto remissione della sintomatologia da Covid-19 e nessuno ha necessitato di ospedalizzazione. Ho utilizzato dosaggi alti, da 1 g fino talvolta a 1,2 g al giorno in caso di pazienti obesi. Infatti, la terapia va personalizzata in base alle caratteristiche del paziente. Inoltre, è necessario intervenire subito con la lattoferrina, già al manifestarsi dei primi sintomi, anche perchè legandosi alla proteina Spike con grande affinità, come hanno dimostrato i ricercatori delle Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata, svolge un’azione di contrasto all’infezione e di protezione dall’attacco del virus. Ad oggi ho più di 200 persone in profilassi e nessuna di queste si è ammalata”, spiega il dottor Enrico Naldi, medico di Medicina Generale, docente tutor alla scuola di medicina generale Università di Firenze che ha utilizzato la lattoferrina con risultati molto soddisfacenti sui suoi pazienti.
Attualmente si è ampliato il gruppo di Medici di famiglia che sta utilizzando questo protocollo, in cui è presente il trattamento con la lattoferrina nei loro pazienti positivi all’infezione da SARS CoV 2.
Recentissima la pubblicazione da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania sulla rivista scientifica “International Journal of Molecular Sciences”. L’utilizzo di nutraceutici può supportare e aumentare le difese immunitarie dell’organismo, ma anche ridurre la durata e la gravità dei sintomi. Lo studio ha valutato le capacità antivirali di alcuni nutraceutici, tra i quali la lattoferrina. Ad essi sono state attribuite azioni dirette sui virus o modulazioni del sistema immunitario sulla popolazione pediatrica e con possibili applicazioni contro il SARS-CoV-2.
Secondo il professor Luigi Giannini, Pediatra Neonatologo dell’Università La Sapienza di Roma Policlinico Umberto I: “Gli studi effettuati dalle Università La Sapienza e Tor Vergata di Roma in merito agli effetti della lattoferrina sugli adulti, hanno avuto dei buoni risultati e sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. Come pediatra e nell’ambito della mia attività ambulatoriale e privata, posso affermare che uso da cinque anni la lattoferrina, in quanto potente immunomodulante e ho osservato che i bambini, a cui la somministro, risultano meno cagionevoli. A maggior ragione, a causa della pandemia da Covid-19, dal 2020 ho utilizzato la lattoferrina abbinata anche alla vitamina D, come immunomodulante anche nei periodi fuori dalla scolarizzazione. In tal senso ho, inoltre, osservato che i bambini che hanno assunto la lattoferrina sono stati più protetti, nonostante alcuni di loro vivessero in un cluster familiare con casi positivi. Queste sono delle mie osservazioni, condivise anche da altri colleghi”.
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Covid-19, nuove conferme sull’efficacia della lattoferrina
Riaperture, Fedriga “da Regioni ok a linee guida”
ROMA (ITALPRESS) – “La Conferenza delle Regioni ha oggi aggiornato le linee guida per la riapertura di alcune attività in condizioni di sicurezza e nel rispetto dei protocolli di prevenzione”. Lo annuncia il presidente Massimiliano Fedriga.
“Si tratta di proposte elaborate dai Dipartimenti di prevenzione delle Regioni su cui chiederemo il parere del Cts che ci auguriamo arrivi il prima possibile – spiega il Presidente della Conferenza delle Regioni – per permettere al Paese, in modo progressivo e ferma restando l’applicazione del principio di massima cautela in termini di contenimento della diffusione del Covid-19, di imboccare la strada del ritorno alla normalità.” Il documento licenziato dalla Conferenza tratta nello specifico la ristorazione, le palestre, le piscine, le strutture termali, i cinema e gli spettacoli dal vivo.
“Su questo versante – sottolinea Fedriga – il Governo può contare sulla massima collaborazione da parte delle Regioni: riteniamo infatti fondamentale che le istituzioni si muovano di pari passo con i cittadini, superando gradualmente la fase dei divieti e introducendo una nuova stagione di riaperture accompagnate da regole per evitare nuove impennate nella curva dei contagi.
Stiamo infine valutando anche altre linee guida – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni – per le ulteriori attività produttive soprattutto in relazione alla revisione e al riscontro dei diversi scenari di rischio. Occorre poi verificare che alcune attività di servizio alla persona, – quali parrucchieri ed estetisti – attualmente chiuse nelle zone rosse possano, con l’attuazione di rigidi protocolli, riprendere il loro lavoro in sicurezza”.
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L’intelligenza artificiale migliora la salute, da Roche un ciclo di talk
MONZA (ITALPRESS) – Rivoluzione sanitaria digitale? Big data? Cosa sono i dati sanitari? E i Real World Data? Come avrebbero potuto migliorare la gestione della pandemia da Covid-19? E qual è il contributo che la tecnologia informatica può fornire al Sistema Salute? Sono solo alcune delle tante domande a cui Roche Italia ha cercato risposte avviando un dialogo con cittadini e pazienti, medici, scienziati, istituzioni ed esperti tecnici. Da questo dialogo è nata la campagna ‘Roche Now, big data uniti per la salutè che, con il lancio dell’omonimo talk vuole essere una guida per tutti i cittadini interessati a comprendere come l’analisi di un’enorme mole di dati sanitari possa radicalmente cambiare il mondo della sanità e migliorare la salute dei cittadini.
“In Roche crediamo che un Sistema Sanitario che parta dall’analisi dei dati per arrivare alla personalizzazione delle cure abbia il potenziale di migliorare le condizioni di salute dei cittadini attraverso terapie mirate, promuovendo una ricerca d’avanguardia e con il fine ultimo di aiutare la sostenibilità del Sistema Salute. Per questo ci impegniamo a integrare i dati derivanti dalla cosiddetta Real World, ovvero dall’esperienza pratica clinica, per complementare la nostra ricerca, anche attraverso le collaborazioni con le altre aziende del Gruppo, come la divisione Diagnostica, Foundation Medicine e Flatiron Heatlh. Con orgoglio possiamo dire che siamo l’unica realtà del settore salute che abbraccia l’intero percorso del paziente e che grazie all’integrazione dati di tipo genomico, clinico, economico-organizzativi è in grado di offrire soluzioni che includono servizi, farmaci e test diagnostici innovativi – ha affermato Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia, presentando la campagna -. Abbiamo davanti a noi però diverse sfide sulle quali occorre lavorare a partire da quella tecnologica, passando per quella normativa e infine anche e soprattutto quella culturale. Perchè è solo grazie a cittadini più fiduciosi nella scienza, istituzioni e politici lungimiranti, una comunità scientifica focalizzata sui bisogni di pazienti e un’industria che punti sull’innovazione che potremo costruire insieme la sanità del futuro. Se non ora, quando?”.
Durante il virtual event di presentazione del progetto è stato lanciato il primo ciclo di digital talk condotto dallo scienziato Ennio Tasciotti che si sviluppa attraverso cinque video pillole per promuovere maggiore consapevolezza su tematiche come Real World Data, Real World Evidence, Fascicolo Sanitario Elettronico.
Nel primo Roche Now Talk, disponibile da oggi sui canali ufficiali di Roche Italia, Ennio Tasciotti introduce il mondo dei big data e ne spiega la terminologia; il secondo si focalizza sui pazienti, con Antonio Gaudioso, Presidente di Cittadinanzattiva; il terzo vede protagonista Vincenzo Valentini, Vicedirettore Scientifico del Policlinico Gemelli, che analizza il potenziale dei big data per i medici; il quarto appuntamento prende in considerazione il mondo delle Istituzioni, rappresentato dall’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin; la quinta puntata ospita il direttore scientifico dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), Giorgio Metta, fornendo una prospettiva tecnica sul tema. Seguiranno ulteriori momenti di confronto, con altri esperti del settore
Tutti i protagonisti degli appuntamenti digitali sono stati oggi ospiti dell’evento di lancio.
‘L’evoluzione della medicina sta vivendo uno strano paradosso, c’è una diffusa percezione che l’utilizzo di strumenti innovativi come i big data la renda molto complicata, ma in realtà l’intelligenza artificiale applicata alla ricerca e alla medicina semplifica molto la vita di noi scienziati, ma anche dei pazienti”, ha detto Tasciotti, Scienziato ed esperto di biotecnologie mediche.
“E’ giunta l’ora anche in Italia di prendere finalmente delle decisioni che si basino sull’osservazione della realtà e non sulle percezioni – ha commentato Antonio Gaudioso, Presidente di Cittadinanzattiva – questa occasione ci è fornita dai dati, che sono una ricchezza enorme, e potenzialmente inesplorata. E’ però necessario che i dati siano davvero ‘open’, completi e intellegibili, altrimenti rischiamo anche in questo campo di creare enormi differenze territoriali”.
Vincenzo Valentini, Vicedirettore Scientifico Policlinico Universitario Gemelli IRCSS ha sottolineato come “L’utilizzo diffuso in sanità di piattaforme informatiche per attività cliniche, di comunicazione con i pazienti e amministrative, ha già reso disponibile grandi volumi di dati, continuamente aggiornati, che le moderne tecnologie di elaborazione, basate anche sull’intelligenza artificiale, rendono fra loro interoperabili e in grado di dare supporto alle decisioni cliniche, la personalizzazione dei percorsi di prevenzione, diagnosi e cura, e monitoraggio della sostenibilità organizzativa. Adesso sta al Governo pilotare questo passaggio ad una medicina sempre più basata sul digitale”
‘La prima barriera è amministrativa e burocratica, la seconda riguarda una visione della privacy che ci pone alcune questioni e la terza è politica, data dalla frammentazione dei centri di potere e gestione regionali. Quindi abbiamo un Sistema che frena qualsiasi tipo di trasparenza del dato ma anche la circuitazione”, ha sottolineato Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute del governo Letta e oggi membro della commissione V Bilancio, Tesoro e programmazione.
Giorgio Metta, Direttore dell’IIT, ha sottolineato come “il medico del futuro avrà a disposizione strumenti che gli permetteranno di aumentare le sue possibilità e raggiungere obiettivi ad oggi considerati impossibili. Per essere competitivi in questo settore come Paese dovremo far crescere la nostra ‘potenza di calcolò, investire su formazione e ricerca, rafforzare i rapporti tra settore pubblico e privato e concentrarci a portare sul mercato le nuove tecnologie, che in molti casi già esistono, in breve tempo in modo da far davvero la differenza e concretamente migliorare la vita delle personè.
Il progetto ‘Roche Now, big data uniti per la salutè è patrocinato da SIF (Società Italiana di Farmacologia) e SIMM (Società Italiana di Leadership e Management in Medicina).
‘L’Italia è un Paese ricco sia di dati di real world, sia di expertise di numerosi gruppi di ricerca nell’analisi di RWD”, ha detto Gianluca Trifirò, Professore di Farmacologia dell’Università di Verona e membro del consiglio direttivo della sezione clinica della SIF. “Affinchè possano però essere messi al servizio di istituzioni e operatori sanitari è importante creare e consolidare dei network di banche dati sanitarie e di esperti”.
Per Mattia Altini, Presidente SIMM, “l’innovazione digitale costituisce la soluzione in grado di trasformare i dati in conoscenza, le decisioni in processi, gli accadimenti in reazioni: SIMM vuole affrontare i temi dell’innovazione digitale con l’obiettivo di miglioramento continuo del bene pubblico e della salute”.
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Raccolta differenziata, accordo McDonald’s, Comieco e Seda
MILANO (ITALPRESS) – Tra le tante cose, il 2020 ha anche cambiato le abitudini – e le possibilità – di accesso alla ristorazione: take away e delivery sono diventate parole quotidiane, e anche in questo settore il packaging ha mostrato la sua essenzialità. Nelle case entrano molti più imballaggi che contengono alimenti precucinati e diventa quindi fondamentale aiutare i cittadini a gestirli.
In occasione della Paper Week 2021, McDonald’s, Comieco e Seda International Packaging Group affrontano il tema dell’economia circolare e della sostenibilità applicata al mondo della ristorazione informale analizzando lo scenario ed approfondendo alcune best practice della ristorazione in direzione del green new deal. L’evento si svolgerà venerdì 16 aprile alle ore 11.30 e sarà trasmesso in live streaming sia sul sito di Comieco (www.comieco.org) che sulla pagina Facebook del Consorzio.
“Tornando al 2020 e alle nuove modalità di consumo – commenta Michele Bianchi, Vice Presidente di Comieco – una cosa colpisce: secondo le nostre analisi, la quota di imballaggio presente nella raccolta differenziata domestica di carta e cartone è aumentata del 22%. Siamo stati chiusi in casa, abbiamo “consumato” meno carta grafica ma molti più imballaggi sono entrati nelle nostre abitazioni e sono stati immessi nel flusso della raccolta differenziata. Ecco perchè, anche nel caso della ristorazione informale, la qualità e la sostenibilità dell’imballaggio diventano quanto mai essenziali”. Un imballaggio è sostenibile quando il consumatore viene messo in grado di effettuare una corretta raccolta differenziata, senza difficoltà o incertezze, grazie ad una progettazione attenta e all’utilizzo di materiali facilmente riciclabili, come ad esempio carta e cartone. In questo, la prima responsabilità spetta alle aziende che sono oggi chiamate a scegliere packaging sempre in un’ottica di sostenibilità dei consumi a monte e di corretta raccolta e gestione dei rifiuti a valle.
In questo scenario si inserisce la collaborazione tra McDonald’s, Comieco – che garantirà il riciclo dei pack in carta e cartone – e Seda International Packaging Group, il principale fornitore di packaging di McDonald’s, in quella che vuole diventare una vera e propria best practice. McDonald’s ha scelto infatti di convertire la quasi totalità del packaging utilizzato negli oltre 600 ristoranti in tutta Italia, inclusi i canali delivery e take away (parliamo di circa il 90% del totale imballaggi utilizzati) scegliendo un materiale naturale, sostenibile e totalmente riciclabile come la carta. La collaborazione, si inserisce in un percorso più ampio di McDonald’s che ha l’obiettivo di migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata attraverso l’installazione di nuovi contenitori per rifiuti nelle sale e nei dehors dei ristoranti e di educare i consumatori. Un percorso a 360° che condurrà all’ambizioso obiettivo di aumentare la quota di raccolta differenziata per arrivare a riciclare il 100% del packaging utilizzato dai consumatori. “McDonald’s Italia sente la responsabilità di contribuire a educare al cambiamento. Il momento del consumo di un pasto deve essere accompagnato da scelte e comportamenti virtuosi. Afferma Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s. “E’ per questo motivo che la nuova collaborazione con Comieco e Seda International Packaging Group, parte proprio dai nostri ristoranti. Sfrutteremo tutti i nostri canali di servizio, con l’obiettivo di sensibilizzare gli Italiani partendo dal più piccolo gesto concreto della corretta differenziazione dei rifiuti. Solo attraverso il coinvolgimento di tutti i protagonisti dell’intero settore, produttori, distributori, consorzi e consumatori finali, saremo in grado di realizzare efficacemente questo percorso”. “Il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi del Green Deal dipende anche dai cambiamenti positivi dell’economia circolare e dal suo adattamento a un futuro carbon neutral”, spiega Antonio D’Amato, CEO e Presidente di Seda International Packaging Group. “Il nostro impegno in questa direzione è totale e da sempre garantiamo ai nostri clienti prodotti che soddisfano i più alti standard di sostenibilità ambientale. Crediamo fortemente nel vero concetto di economia circolare che per Seda significa prodotti innovativi a base di carta, un materiale sostenibile per definizione in quanto proveniente da materie prime rinnovabili, ma che è anche riciclabile e riciclato con tassi che oggi hanno già raggiunto gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea per il 2030. Per questo motivo con McDonald’s e Comieco abbiamo fortemente voluto questo progetto di educazione dove il consumatore diventa cittadino responsabile e protagonista. Milioni di consumatori quotidianamente utilizzano i nostri packaging in carta svolgendo un ruolo centrale nel sostenere e dare concretezza al vero concetto di economia circolare per quello che riguarda principalmente la separazione corretta dei materiali e il loro riciclo. Il packaging monouso in carta non solo rappresenta oggi la soluzione più sostenibile, ma garantisce anche al consumatore i più rigorosi standards di igiene e sicurezza alimentare”.
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Gravina “Finale Coppa Italia col pubblico? E’ fra le ipotesi”
ROMA (ITALPRESS) – La finale di Coppa Italia fra Atalanta e Juventus che si giocherà il 19 maggio prossimo a Reggio Emilia potrebbe disputarsi a porte parzialmente aperte. Gabriele Gravina, presidente della Figc, dopo l’incontro avuto oggi col sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, ha confermato che è una delle ipotesi al vaglio. “Il problema degli stadi di serie A è legato alla riapertura generale di tutti i settori del nostro Paese – spiega – E’ impensabile auspicare un’apertura isolata di un grande settore del Paese a discapito di altri. Di sicuro l’evento dell’11 giugno – il riferimento all’ok del Governo a un Olimpico al 25% della propria capacità per la gara inaugurale di Euro2020 fra Italia e Turchia – ha aperto possibilità, opportunità, speranza. Ci sono buone possibilità che ci sia una riapertura generalizzata anche prima dell’Europeo ma sono decisioni che spettano al governo. La finale di Coppa Italia con pubblico? E’ una delle ipotesi. Quello che è emerso in maniera chiara è che l’esigenza del nostro Paese è quella di ricominciare. C’è voglia di ripartire ma dobbiamo rispettare tempi e cadenze dell’autorità di governo”. Poi una battuta sull’incontro con Vezzali: “E’ stato propositivo, costruttivo, con una grande analisi del momento. Un confronto molto utile non solo al calcio ma a tutto lo sport italiano”. Gravina ha poi confermato che i calciatori della Nazionale potrebbero essere vaccinati prima di Euro2020. “Abbiamo avuto anche ieri dalle autorità delle rassicurazioni in merito, stiamo raccogliendo tutti gli elementi perchè anche i componenti del gruppo squadra rientrino fra coloro che dovrebbero essere vaccinati assieme a tutti gli atleti che faranno le Olimpiadi”.
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Bankitalia, a febbraio debito pubblico sale a 2.643,8 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – A febbraio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 36,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.643,8 miliardi. L’aumento è dovuto principalmente all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (27,8 miliardi, a 102,9); vi ha inoltre contribuito il fabbisogno (9,2 miliardi), mentre l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha ridotto il debito per 0,2 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 36,7 miliardi mentre quello delle Amministrazioni locali di 0,2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. Alla fine di febbraio la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 21,8% (0,1 punti percentuali in più rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito è rimasta stabile rispetto a gennaio, a 7,3 anni. A febbraio è stata erogata un’ulteriore tranche (4,5 miliardi) dei prestiti previsti nell’ambito dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (SURE); alla fine del mese i prestiti erogati dalle istituzioni europee al nostro Paese ammontavano nel complesso a 21 miliardi.
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Pirelli porta sul podio di Imola i trofei di Alice Ronchi
IMOLA (ITALPRESS) – Pirelli, in qualità di title sponsor del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna che si correrà nel fine settimana ad Imola, sarà protagonista anche sul podio con i trofei di gara realizzati da Alice Ronchi. I premi sono stati creati dall’artista italiana selezionata per questo progetto grazie alla collaborazione con Pirelli HangarBicocca, la fondazione no profit dedicata alla produzione e promozione di arte contemporanea, nata a Milano nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale in un’istituzione. Prerogativa del title sponsor è infatti quella di scegliere i trofei che verranno consegnati ai piloti che saliranno sul podio e Pirelli, da sempre attenta alla valorizzazione della propria italianità ha così voluto celebrare l’arte italiana. I trofei, molto innovativi dal punto di vista della concezione e dell’aspetto simbolico, raffigurano una saetta stilizzata e sono stati realizzati in una fonderia artistica tramite una fusione di alluminio per poi essere lucidati a specchio. Le varie fasi di produzione hanno previsto la modellazione e lo sviluppo digitale della forma, la stampa 3D in scala uno a uno e a seguire il passaggio nella fonderia che ha realizzato la fusione con la tecnica della cera persa. Come dichiarato dall’artista, il progetto dei trofei è nato a seguito di una riflessione sulla bellezza delle auto da corsa degli anni ’50. Riflettendo su Imola, circuito fondamentale per l’Italia, Alice Ronchi ha pensato di lavorare sulla storia ma senza dimenticare l’aspetto per lei più importante della Formula 1, ovvero la potenza. “Ragionando in termini di potenza, di velocità, di tensione, di forza ho individuato nel simbolo della saetta quello che per me è un simbolo che può racchiudere tutti questi aspetti – racconta l’artista – L’iconografia principale che ha ispirato questo lavoro è Zeus, le divinità, la Grecia. Con il trofeo spero di aver portato di nuovo un aspetto narrativo. Attraverso un’interpretazione e la sintesi di quelli che sono i riferimenti chiave del Gran Premio, tramite la saetta e il suo riferimento narrativo-mitologico di Zeus volevo portare una componente narrativa e altamente espressiva”.
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Coronavirus, Figliuolo “Confermo 500mila vaccini a fine aprile”
ALBA (CUNEO) (ITALPRESS) – “Ricordo l’alluvione del 1994, e cosa accadde in qiesti territori, con 9 vittime solo ad Alba. Sembrava tutto perso, ma poi alla fine ce l’abbiamo fatta. Oggi interpetriamo una perfetta collaborazione tra pubblico e privato. Ce la facciamo, le critiche ben vengano, in Italia da soli ce la faremo”. Così Francesco Paolo Figliuolo, commissario steaordinario per la campagna vaccinale, visitando l’hub vaccinale alla Fondazione Ferrero. “Lavorare creare e donare è il motto della Ferrero, ed è anche il nostro – aggiunge – sono sicuro che porteremo a casa gli obiettivi, compreso quello dei 500 mila vaccini al giorno a fine aprile. Conclusa vaccinazione over 70, faremo una revisione di tutto. Vogliamo aprire il Paese, e vaccinare chi lavora. Dobbiamo intercettare la ripresa economica” aggiunge.
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