In questa edizione:
– Covid, primi segnali di ripresa a partire da maggio
– Bce, prospettive ancora incerte
– La Smart Home piace agli italiani
– Modello 730 precompilato, nuovi termini
mrv
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– Covid, primi segnali di ripresa a partire da maggio
– Bce, prospettive ancora incerte
– La Smart Home piace agli italiani
– Modello 730 precompilato, nuovi termini
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ROMA (ITALPRESS) – “Si sta facendo una pianificazione con il commissario Figliuolo, noi consegneremo le prime dosi dalla seconda metà di aprile e manterremo gli impegni presi con la Commissione europea”. Lo ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria e ad di Janssen del gruppo Johnson&Johnson a Radio Anch’io su Rai Radio1.
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ROMA (ITALPRESS) – “Il fatto è che in questi giorni sentiamo una costellazione di dichiarazioni contro le Regioni. Noi festeggiamo i 1.600 anni di Venezia, il sentir dire che è meglio centralizzare… beh, mi sembra una corrente di pensiero medievale, fuori dalla storia e fuori dalla Costituzione». Lo dice il governatore del Veneto Luca Zaia, in un’intervista al Corriere della Sera, a proposito della campagna vaccinale. Per prima cosa “bisogna avere i vaccini. In secondo luogo occorre che le Regioni non si trovino sulle montagne russe con ordini e contrordini come invece è accaduto, e poi occorre avere il personale che fa le vaccinazioni. Da questo punto di vista, io dico: chi vuole, venga da noi a vedere. Però, se sono state cambiate le date di nascita di chi doveva essere vaccinato e poi sono stati aggiunti gli insegnanti, non è colpa delle Regioni».
«In molti – aggiunge- hanno sottolineato ciò che ci ha reso il lavoro di vaccinare più difficile. Abbiamo dovuto stornare degli anziani, poi dalle scuole… Se poi c’è qualcuno che si è comportato male, nome e cognome: perchè si sappia, ma anche perchè possa dire la sua». «Io – prosegue Zaia – ho sempre avuto un rapporto di leale collaborazione con chiunque ci fosse al governo. Però, deve essere un accordo tra gentiluomini, certe dichiarazioni di quest’ultimo periodo non si possono sentire. Peraltro, noi veneti un ritorno al centralismo non lo accetteremmo mai. Se serve, siamo pronti a un altro referendum».
Zaia illustra il suo piano vaccinale: «Il principio è semplice: ciascuno saprà, sulla base della sua data di nascita, quando potrà andare a farsi vaccinare nel luogo più vicino a casa». La sperimentazione parte domenica in provincia di Treviso.
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PARMA (ITALPRESS) – L’Italia inizia col piede giusto nelle qualificazioni ai Mondiali 2022 in Qatar. La marcia degli azzurri nel girone C parte dal ‘Tardinì di Parma e con il successo per 2-0 sull’Irlanda del Nord, una vittoria che permette alla nazionale allenata dal ct Mancini di allungare la striscia a 23 risultati utili consecutivi. Senza il metronomo Jorginho ma con Locatelli e Pellegrini (e non Barella, aggregatosi solamente martedì sera), è Berardi a mettere in discesa la partita dal 14’. L’esterno del Sassuolo, preferito a Chiesa nell’undici titolare, sfrutta la sua rapidità per attaccare la profondità sul lancio di Florenzi e scaricare col mancino alle spalle di Peacock-Farrell per l’1-0. Esaltato dal gol, Berardi indossa la veste di assistman per Immobile ma il centravanti deve aspettare qualche altro minuto per interrompere il digiuno in nazionale durato poco meno di un anno e mezzo. Al 39′, con la collaborazione del portiere avversario beffato sul primo palo, la Scarpa d’Oro sigla il raddoppio e può finalmente tornare a esultare in nazionale. Un doppio vantaggio che permette all’Italia un secondo tempo in gestione (impegnata domenica contro la Bulgaria e mercoledì con la Lituania) anche se una leggerezza di Locatelli rischia di riaprire il match: Donnarumma, fino al 56′ spettatore non pagante, salva di piede su Whyte e poi con attenzione su Smith. Mancini inserisce forze fresche con Barella, Spinazzola, Chiesa, Grifo e Pessina ma gli azzurri non alzano i ritmi e si accontentano del risultato, pur correndo un altro rischio sul tiro di Saville murato da Bonucci, al centesimo gettone in azzurro, ma soprattutto sul rigore in movimento di McNair spedito in curva. Ciò che conta, però, sono i tre punti che permettono all’Italia di raggiungere la Svizzera in testa al girone.
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ROMA (ITALPRESS) – “Un anno fa sarebbe stato impensabile immaginare un governo di unità nazionale in Libia, un processo di pace e le istituzioni unificate. Adesso ci sono un nuovo governo, un nuovo consiglio presidenziale e noi siamo pronti a partecipare alla ripartenza della Libia che è un paese vicino, che ci deve interessare per gli interessi geostrategici che ha l’Italia ma anche per l’unità dell’Ue”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ai microfoni del Tg1.
“Ci sono tante aziende – ha aggiunto – che stavano portando avanti progetti infrastrutturali, tecnologici e sociali in Libia. Si è fermato tutto per la guerra. Ripartire, investire in Libia significa garantire stabilità, non lasciare più spazio alle armi e quindi rallentare anche i flussi migratori che derivavano da quella instabilità”.
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BRUXELLES (ITALPRESS) – Il premier Mario Draghi, nel suo intervento al Consiglio europeo, ha sostenuto la necessità di non restare inermi di fronte agli impegni non onorati da alcune case farmaceutiche. Secondo quanto si apprende da fonti Ue, Draghi ha detto che i cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune aziende farmaceutiche, e restare fermi e non prendere provvedimenti sarebbe difficile da spiegare. Draghi ha detto che la priorità assoluta deve essere non commettere errori durante la ripresa economica. “Dobbiamo disegnare una cornice per la politica fiscale che sia in grado di portarci fuori dalla crisi”, ha detto il Presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende da fonti Ue. Inoltre, Draghi ha invitato a prendere esempio dagli Stati Uniti. “Negli USA hanno un’unione dei mercati dei capitali, un’unione bancaria completa, e un safe asset”, ha notato Draghi, aggiungendo che questi elementi sono la chiave del ruolo internazionale del dollaro.
In particolare, Draghi ha enfatizzato l’importanza di creare un titolo comune europeo. “Lo so che la strada è lunga, ma dobbiamo cominciare a incamminarci. E’ un obiettivo di lungo periodo, ma è importante avere un impegno politico”, ha detto Draghi.
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“La prima Strategia europea per i minori e la Garanzia per l’infanzia pubblicate dalla Commissione Europea, entrambe frutto anche del tanto lavoro svolto all’interno del Parlamento Europeo, costituiscono un passo importantissimo verso la piena ed effettiva integrazione del superiore interesse di bambini e adolescenti in tutte le politiche dell’Unione Europea. Rinnoviamo al tempo stesso la richiesta che la Commissione europea, così come già fatto dal Parlamento Europeo a partire dalla scorsa legislatura, istituisca al proprio interno figure di riferimento, per esempio unità e funzionari specializzati nelle delegazioni e una personalità pubblica come rappresentante dell’UE per i diritti dei minori, in modo da garantire un approccio sempre coordinato e intersettoriale alla tutela dei diritti dei minori nell’azione sia interna che esterna”.
Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D e co-presidente dell’intergruppo europarlamentare per i diritti dei minori, di cui è stata fondatrice, commenta così l’emanazione dei due atti con i quali la Commissione Europea intende impegnare gli stati membri dell’UE a predisporre piani con misure specifiche per più obiettivi tematici: combattere la povertà infantile, eliminare ogni forma di violenza e abuso sui minori, promuovere la loro partecipazione alla vita democratica, realizzare sistemi di giustizia più a misura di minore, definire una dimensione digitale che coniughi opportunità offerte dal web e fruizione in sicurezza, contribuire concretamente alla salvaguardia dei diritti dei più piccoli nel mondo.
“Seguita alle risoluzioni parlamentari del 26 novembre 2019 e dell’11 marzo 2021 – aggiunge Caterina Chinnici – la pubblicazione di questi due documenti della Commissione UE potrebbe, con l’adesione degli Stati che ci auguriamo sia piena, aprire davvero una nuova stagione, quella della politica a misura di bambino, una politica che in tutte le scelte e le decisioni prenda in considerazione prioritariamente i possibili riflessi sui più piccoli, sul rispetto e l’attuazione dei loro diritti, sui loro bisogni, che sono innanzitutto i bisogni di persone vulnerabili. Per questo riteniamo necessario che, così come il Parlamento Europeo ha istituito un intergruppo e un coordinatore per i diritti dei minori, la Commissione Europea preveda figure corrispondenti nella propria organizzazione. Queste richieste sono contenute nelle due risoluzioni approvate dal parlamento di Bruxelles unitamente a quella per la creazione di un centro UE per la protezione dei minori che dia una risposta efficace e coordinata al grave fenomeno degli abusi sessuali e delle violenze sui minori: auspichiamo che tutte possano avere presto riscontro positivo”.
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ROMA (ITALPRESS) – I big dell’energia si apprestano ad accogliere la sfida del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che nel presentare il suo programma di lavoro ha puntato sull’idrogeno verde. L’energhia elettrica, che più facilmente si ottiene dalle rinnovabili, anche nel 2050 non coprirà che il 50% del fabbisogno energetico. “La restante parte che oggi utilizza fonti non rinnovabili fossili, richiederà altre fonti energetiche che non siano l’elettricità. Qui entra in gioco l’industria dell’idrogeno”, ha spiegato Marco Alverà, Ceo di Snam, intervenendo a un forum di Rcs Academy su idrogeno e green economy. “Per rendere l’idrogeno verde una realtà e non un sogno, servono dieci anni durante i quali dobbiamo far crescere il parco di rinnovabili. Fino al 2030 dobbiamo elettrificare tutto quanto possibile, con cui produrre l’idrogeno verde da destinare ai settori ad alta intensità, dando l’ultima spallata alla carbonizzazione di settori come la produzione di acciaio e cemento, che dipendono ancora dai combustibili fossili. Dobbiamo tappare questo buco”, ha chiarito Francesco Starace, Ceo di Enel, che in questo settore investirà 190 miliardi in 10 anni.
Contestualmente, l’evoluzione tecnologica, dovrà anche ridurre i costi di processo per produrre l’idrogeno. Le incognite sono tre. “Il primo problema è che abbiamo davanti poco tempo”, ha chiarito il Ceo di Eni, Claudio De Scalzi. “Poi c’è il costo, che oggi è 8-10 euro al chilo per l’idrogeno verde, non è competitivo. E poi c’è il consumo d’acqua: per una tonnellata di idrogeno, servono 8-9 tonnellate di acqua demineralizzata. E serve elettricità, in continuo, che oggi il fotovoltaico da solo non garantisce, l’elettrolisi ha infatti bisogno di continuità”. Partita finita?
Assolutamente no, “dobbiamo e vogliamo investire in ricerca”, garantisce Descalzi. Ecco perchè si ritiene realistico, che il costo degli elettrolizzatori, principale voce di costo industriale nel processo produttivo dell’idrogeno, scenda in un fattore di sei. “E’ successo in altri settori, in 10 anni si può fare – garantisce Starace – e se ci arriveremo, lo capiremo già tra 5 anni”. Ancora più ottimista Alverà, che punta ad arrivare al prezzo di 2 euro al chilo entro 5 anni, un valore che metterebbe l’idrogeno alla pari del diesel. La produzione low-cost dell’idrogeno verde appare possibile quindi nel 2030. A quel punto andrà distribuito. E qui il cammino appare ancora più in discesa, poichè si potranno usare gli attuali gasdotti, che sono molto avanzati in Italia, ad esempio la rete Italgas è interamente digitalizzata, unica in Europa. Tanto che in Sardegna nei prossimi anni sarà sperimentata la distribuzione dell’idrogeno. L’insieme di soggetti qualificati come quelli italiani è un asset che pochi Paesi possono vantare. Sulla produzione da rinnovabili, passare dall’attuale 40% al 72% ipotizzato da Cingolani, non è una sfida complessa. Quindi cosa serve? “Dobbiamo recuperare sul fronte normativo”, spiega Alverà, copiando il modello tedesco. E qui entra in gioco Stefano Besseghini, presidente dell’Arera: “Il mercato dell’idrogeno oggi non c’è. Però intravediamo potenziali di utilizzo in altri settori, specialmente guardando alle politiche di decarbonizzazione”, sottolinea, aggiungendo che “attorno al settore delle rinnovabili, si sta sviluppando una capacità di investimento incredibile”. Perchè investire in questo settore vuol dire salvare il pianeta e l’economia. “Abbiamo le chance per essere leader nel settore dell’idrogeno verde. Le condizioni di partenza sono ottime. A2A può produrre e utilizzare l’idrogeno, anche attraverso i termovalorizzatori” ha spiegato Renato Mazzoncini, Ad della multiutility milanese, auspicando che “si faccia qualche riflessione sugli oneri di sistema per la produzione dell’energia. Dobbiamo sviluppare una filiera”.
(ITALPRESS).