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Coronavirus, 13.846 nuovi casi e 386 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 13.846 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 20.159) a fronte di 169.196 tamponi effettuati, determinando un tasso di positività dell’8,18%. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. I decessi sono stati 386 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 300 registrati ieri.
I guariti sono 32.720 e gli attuali positivi scendono a 563.067 (8.605 in meno rispetto a ieri). I ricoverati nei reparti ordinari sono 28.049, 565 in più rispetto a ieri. Nelle terapie intensive 3.510 ricoverati (+62 unità) con 227 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 531.508 persone. La regione con il maggior numero di casi è l’Emilia Romagna (2.118), seguita da Lombardia (2.105) e Piemonte (1.521).
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Mezzogiorno, dalla Fondazione R&I cinque idee per un nuovo sviluppo

ROMA (ITALPRESS) – Cinque idee per un nuovo sviluppo nel Mezzogiorno. Le ha presentate la Fondazione Ricerca e Imprenditorialità in occasione dell’iniziativa “SUD – Progetti per ripartire” voluta dal ministro Mara Carfagna per ascoltare istituzioni, esperti e proposte di cittadini in preparazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dell’accordo di partenariato sui fondi europei 2021-2027, che si terrà domani e il 24 marzo. Si tratta di idee “affinchè il piano Next Generation Europe possa costituire l’opportunità per valorizzare il ruolo e le specificità dell’economia meridionale”.
Il Mezzogiorno – si sottolinea – è “un’opportunità storica, in un contesto in cui la sostenibilità del crescente debito pubblico richiede una crescita del Pil maggiore di quella del passato”.
Per questo “lo sviluppo del Sud deve rappresentare un ruolo trainante per l’intera economia nazionale, con una strategia più ambiziosa di crescita industriale”.
Secondo la Fondazione, inoltre, bisogna “rileggere il Mezzogiorno”, facendo dell’high-tech la “leva primaria per la crescita, già presente sul territorio con alcune grandi imprese”.
Terza idea: “La disponibilità di risorse umane qualificate per uno sviluppo high-tech può diventare una risorsa strategica se si arresta la fuga dei cervelli, potenziando l’attrattività del territorio”. Il vero obiettivo deve essere dunque quello di “trattenere le risorse umane di qualità”.
Quarto spunto: La nuova imprenditorialità tecnologica è una risorsa, anch’essa già presente, da rafforzare con l’interazione con le grandi imprese locali e il trasferimento tecnologico. Al Sud piccole imprese high-tech nascono numerose, ma non sopravvivono. La sfida deve essere quella di favorire l’alleanza tra grandi-medie imprese e startup tecnologiche, che costituisce una peculiare caratteristica del capitalismo contemporaneo.
Infine la quinta idea: “Un ruolo determinante oggi deve essere svolto dall’università, sia attraverso la formazione delle risorse umane che attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e la promozione della imprenditorialità”.
“La sfida – sostiene la Fondazione Ricerca e Imprenditorialità – sta nel realizzare la convergenza tra ricerca di base (la cui importanza dev’essere riaffermata), ricerca mission-oriented e creazione di spin-off della ricerca. Il nuovo dinamismo delle università del Sud e la qualità dei risultati raggiunti costituiscono un segnale di grande rilevanza”. Questo è bene evidenziato – si sottolinea – “dalle iniziative già svolte e quelle in corso, condotte dalla Fondazione R&I – dove sono presenti tra gli altri come soci fondatori Intesa Sanpaolo e Leonardo – in collaborazione sinergica con le otto principali Università delle Regioni Campania e Puglia”.
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3 miliardi di persone non hanno accesso a impianti per igiene delle mani

ROMA (ITALPRESS) – L’igiene delle mani è estremamente importante per prevenire la diffusione del Covid-19, ma a livello globale oltre tre miliardi di persone e due strutture sanitarie su cinque non hanno un accesso adeguato agli impianti. L’acqua dolce scarseggia sempre di più e il 45% della popolazione mondiale non ha accesso a strutture igienico-sanitarie gestite in modo sicuro. Ogni anno, nel mondo, si stima che circa 829.000 persone muoiano di infezioni gastrointestinali a causa di problemi legati alla qualità dell’acqua, inclusi quasi 300.000 bambini di età inferiore ai cinque anni. Sono questi alcuni dei punti messi a fuoco nel Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2021, la cui traduzione ufficiale in italiano, curata dalla Fondazione UniVerde e dall’Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali, con il supporto di UNESCO WWAP – World Water Assessment Programme, è stata presentata oggi, in diretta streaming, nel corso della web conference “Il valore dell’Acqua. Istituzioni, imprese e società civile per la tutela delle risorse idriche e il diritto all’acqua”.
L’evento ha celebrato la Giornata Mondiale dell’Acqua ed è stato organizzato con la Main partnership di Kickster, Menowatt Ge, Consorzio Servizi Integrati, con la partnership di Gruppo Cap e ANBI – Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue, e con Askanews, Italpress, Radio Radicale, TeleAmbiente, SOS Terra Onlus e Opera2030 in qualità di Media partners.
In apertura della web conference, Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto presso il Senato della Repubblica, ha ricordato: “L’acqua non può essere considerata una merce soggetta alle leggi del mercato e del profitto. Eppure, a dieci anni dal referendum per la gestione pubblica, non si è ancora riusciti a ottenere un cambio di passo, tradendo la volontà popolare. Il tema dell’acqua pubblica era stato inserito tra i punti programmatici del precedente governo ma la riforma non è decollata. Il Ddl che prevede di cambiare il sistema attuale è ancora fermo in Commissione Ambiente, alla Camera. E’ arrivato il momento di un cambio di passo, serve una convergenza tra le forze di centro e 5 stelle per approvare subito la legge sull’acqua pubblica, su cui la politica è in gravissimo ritardo”.
“Nell’ottobre del 2007, da Ministro dell’Ambiente, firmai una circolare per impegnare tutte le istituzioni territoriali competenti per il diritto all’acqua e per la lotta agli sprechi. Occorre un impegno costante contro l’inquinamento e il degrado di fiumi e laghi, spesso collegati ad attività industriali gestite in modo insostenibile, come ad esempio l’emergenza pluridecennale degli sversamenti nel Sarno o nel Seveso, solo per citare due tra i casi più noti – ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde -. Intervenire è possibile, come dimostra l’impegno dell’Amministrazione Capitolina nel ridurre le criticità sul lago di Bracciano. Questo, a sottolineare che si può dare seguito alle indicazioni della comunità scientifica in materia di tutela delle acque. Servirebbe anche un incentivo, come quello che introducemmo quando guidavo il Ministero dell’Ambiente, stavolta un Ecobonus Blu dedicato all’efficienza idrica soprattutto di imprese e grandi utilizzatori”.
Per Michela Miletto, direttore UNESCO WWAP – World Water Assessment Programme, ‘non esiste un valore unico dell’acqua. Piuttosto, l’acqua contiene una miriade di valori che possono differire notevolmente in base a dove si trova l’acqua, alla sua abbondanza o scarsità, alla sua qualità e alla sua disponibilità. Riconoscere, misurare ed esprimere i molteplici valori dell’acqua e incorporarli nei processi decisionali è fondamentale per conseguire una gestione delle risorse idriche sostenibile ed equa”.
L’edizione 2021 del Rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche mondiali, la cui traduzione in italiano è stata curata da Maurizio Montalto, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali, si concentra sulla valorizzazione dell’acqua, anche in merito alle linee guida relative al COVID-19 che sono “quasi impossibili da attuare negli insediamenti informali e in altre comunità povere o svantaggiate. Il sovraffollamento, la struttura degli alloggi e la mancanza di accesso all’acqua, ai servizi igienico-sanitari e agli impianti per la gestione dei rifiuti, rendono estremamente difficile qualsiasi forma di distanziamento fisico e interventi semplici, come il lavaggio regolare delle mani”.
Anche l’Italia non è estranea al fenomeno: secondo i dati dell’IISPA, nel nostro Paese sono oltre 60.000 i soggetti a cui vengono negati i diritti di accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari.
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Ius Soli, Letta “Ci metterò sempre più impegno e carica”

ROMA (ITALPRESS) – “Lo Ius Soli? Il tema di fondo è: quanti sono i ragazzi che incrociamo in giro con un diverso colore della pelle e che ti parlano con i dialetti italiani? Quindi perchè no? Penso che questo sia sempre stato uno dei punti forti del nostro impegno, lo sarà anche per me e ci metterò sempre più impegno e più carica”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nel corso della presentazione del libro “Che fine hanno fatto i bambini? Cronache di un paese che non guarda al futuro”.
Il segretario ha anche affrontato la questione dei diversi rientri nel partito che si sono registrati negli ultimi giorni: “Ci sono storie diverse, ci sono tutte persone che rispetto, con molti sono legato da una lunga amicizia. Non sono uno che su questi temi butta lì una soluzione, una battuta, parliamo di storie diverse, si devono fare delle scelte giuste e ponderate, in mezzo ci sono persone e passione politica”.
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Pirelli in Bahrain con le tre mescole centrali della gamma P Zero

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MILANO (ITALPRESS) – Il countdown verso l’inizio del Mondiale di Formula Uno è agli sgoccioli. Per la prima gara stagionale in Bahrain, che presenta uno degli asfalti più abrasivi dell’anno, Pirelli ha nominato le tre mescole centrali della gamma P Zero: C2 come White hard, C3 come Yellow medium e C4 come Red soft. Si tratta della stessa nomination della gara di quattro mesi fa, anche se i pneumatici in specifica 2021 presentano una nuova costruzione. Le monoposto di quest’anno, infatti, presentano una downforce ridotta rispetto al 2020, secondo quanto stabilito dai nuovi regolamenti tecnici. Nei test pre-stagione di due settimane fa a Sakhir, i team hanno provato tutta la gamma P Zero, ma molti hanno preferito concentrarsi sulle tre mescole nominate per questo weekend. Dal momento che il tracciato è stato utilizzato molto recentemente, i team hanno già molti dati rappresentativi in vista della gara.
I pneumatici in specifica 2021 sono stati progettati per aumentare resistenza e durabilità, consentendo di diminuire le pressioni nonostante le mescole siano invariate rispetto al 2020. Nei test disputati a novembre in Bahrain con i pneumatici 2021, la pressione al posteriore era stata ridotta di 0,5 psi, mentre all’anteriore di 1,5 psi.

Grazie all’analisi delle telemetrie e alla riduzione della downforce al posteriore, è stato possibile diminuirla di ulteriori 1,5 psi sui pneumatici posteriori nei recenti test in Bahrain. Una scelta confermata anche per la gara. Il numero di set di pneumatici slick disponibili per ciascun pilota rimane invariato rispetto allo scorso anno, nonostante le prime due prove libere nel 2021 saranno di un’ora ciascuna. Anche per il 2021 l’allocazione sarà standard: ciascun pilota avrà a disposizione due set di P Zero White hard, tre set di P Zero Yellow medium e otto set di P Zero Red soft. Le mescole nominate sono già state ufficializzate per tutte le gare.
Il gran premio partirà alle 18 locali, dopo il tramonto e con il tracciato illuminato dalle luci artificiali. La temperatura asfalto si abbasserà abbastanza rapidamente nel corso della gara influendo sul comportamento dei pneumatici e, di conseguenza, sulla strategia. L’asfalto è particolarmente abrasivo, dato che è stato realizzato con un alto contenuto di granito: un fattore che aumenta usura e degrado dei pneumatici. Nel 2020, Lewis Hamilton (Mercedes) ha vinto con una strategia medium-medium-hard in una gara interrotta da una bandiera rossa e da diversi periodi di safety car. Max Verstappen (Red Bull) è arrivato secondo con quattro pit stop. Sakhir è un tracciato di media difficoltà per le monoposto che enfatizza soprattutto trazione e frenata rispetto ai carichi laterali.

Anche la stagione 2021 in Formula 2 inizia in Bahrain ma con un nuovo formato che prevede tre gare nell’arco del weekend. La prima, di 23 giri, inizierà alle 13:25 di sabato, dopo una sessione di prove libere e la qualifica il venerdì pomeriggio. La seconda gara, sempre di 23 giri, partirà alle 19:40 di sabato sera sotto le luci artificiali, mentre la terza da 32 giri avrà inizio alle 13:50 di domenica. Per questo weekend sono stati nominati P Zero White hard e P Zero Red soft: due mescole che si adattano molto bene alle diverse condizioni durante le gare diurne e al tramonto. La nomination è diversa rispetto al 2020, quando furono scelte hard e medium: una decisione che aggiunge una variabile tattica per la prima gara di questa stagione ricca di novità. Rispetto al 2020, la nuova hard riduce usura e graining senza perdere prestazioni. I piloti hanno a disposizione anche un set in più: 6 set slick rispetto ai 5 dello scorso anno, di conseguenza l’approccio strategico nelle tre gare sarà completamente diverso.

“A soli quattro mesi dalle due gare in Bahrain e a due settimane dai tre giorni di test pre-season, torniamo a Sakhir per il primo appuntamento stagionale – le parole di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli – Durante i test abbiamo visto molti team concentrarsi sulle mescole nominate per questa gara, ma le condizioni incontrate quindici giorni fa potrebbero non essere completamente rappresentative. I team hanno dovuto portare avanti programmi diversi nell’unica sessione di test a loro disposizione, mentre in passato la seconda sessione era particolarmente incentrata sui pneumatici. È piuttosto difficile trarre conclusioni nette. Dopo soli pochi mesi dalla fine del campionato 2020 e con nuovi pneumatici e monoposto, la competizione è più aperta rispetto alle precedenti edizioni, considerate anche le caratteristiche del tracciato di Sakhir che in passato hanno dato vita ad un’ampia varietà di strategie e ad alcune interessanti sfide in pista”.
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Mancini “Vietato sbagliare, con Irlanda del Nord gara più dura”

COVERCIANO (ITALPRESS) – “La prima partita è un pò più difficile perchè è la prima dopo cinque mesi, contro una squadra non semplice da affrontare, forte fisicamente. Quella contro l’Irlanda del Nord sarà la più difficile ma sappiamo che nel tragitto che porta ai Mondiali non si può sbagliare mai, dovremo fare il massimo in queste tre partite e fare bene”. Così Roberto Mancini, ct azzurro, in vista del triplo impegno con Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania che aprirà il cammino di qualificazione ai Mondiali del 2022. “I giocatori dell’Inter? Stiamo aspettando di vedere quello che accadrà, se c’è la possibilità di averli, siamo abbastanza fiduciosi”, ha aggiunto il mister marchigiano sui nerazzurri convocati per i prossimi impegni della Nazionale. Sulla possibile convocazione di Zaniolo, sempre più vicino al ritorno in campo, dopo il lungo infortunio, in vista di Euro2020: “Stiamo seguendo quello che sta facendo, un pensiero ce lo facciamo ma non possiamo rischiare di chiamarlo se non sarà pronto. Se sarà pronto lo prenderemo in considerazione ma dovremo essere sicuri al 100%”. Mancini, che sul rinnovo del suo contratto ha dubbi zero (“Ne abbiamo parlato col presidente Gravina. Firmare prima o dopo l’Europeo? Non è un problema”), dà il benvenuto nello staff tecnico azzurro a Daniele De Rossi: “Ne avevamo parlato un pò di tempo fa, quando aveva smesso e poi decise di andare al Boca. A noi serviva una persona che ci potesse aiutare sul campo, visti i tanti impegni, e abbiamo preso questa decisione. Abbiamo parlato col presidente (Gravina, ndr) e ci fa piacere sia qui: è stato un calciatore importante per la Nazionale, un campione del mondo. A lui serve per fare esperienza perchè vuole fare l’allenatore: credo sia stata una scelta giusta”. Mancini, che ammette di avere un problema in mezzo al campo per l’assenza di Jorginho e il probabile forfait di Cristante, ne approfitta anche per mandare un incoraggiamento a distanza al tecnico della Juventus Andrea Pirlo: “Per lui è un momento delicato ma è la vita di tutti gli allenatori. La frustrazione deve durare il minimo possibile, poi bisogna pensare in modo positivo, sapendo che nel calcio capita anche questo. E’ giovane, ha iniziato adesso in un grande club: ha un pò di difficoltà ma ha cominciato un percorso”.
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Covid, nelle Rsa primi effetti del vaccino, giù incidenza e decessi

ROMA (ITALPRESS) – Nelle strutture residenziali si iniziano a vedere i primi effetti delle vaccinazioni anti Covid-19, con un calo sia dell’incidenza della malattia fra i residenti e gli operatori, sia nel numero di residenti isolati, sia, anche se in misura ancora minore, nei decessi. Lo dimostra la seconda edizione del report di sorveglianza sulle strutture realizzato dall’Iss in collaborazione con il Ministero della Salute, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’ARS Toscana.
Sono 833 le strutture residenziali RSA che hanno partecipato alla sorveglianza, per un totale di 30.617 posti letto disponibili dal 5 ottobre 2020 al 14 marzo 2021. Di queste, 345 erano strutture residenziali per anziani non autosufficienti, per un totale di 15.398 posti letto.
L’incidenza settimanale di COVID-19 nelle strutture residenziali è aumentata marcatamente nei mesi di ottobre e novembre, in corrispondenza della seconda ondata epidemica, e nel mese di novembre 2020 ha raggiunto un picco del 3,2% nelle strutture residenziali per anziani e del 3,1% in tutte le strutture residenziali, in linea con quanto osservato nella popolazione generale. L’incidenza si riduce invece dopo l’inizio della campagna vaccinale: nell’ultima settimana di febbraio e nelle prime settimane di marzo si raggiungono valori sovrapponibili o inferiori a quelli registrati nella prima settimana di ottobre (0,6% nelle strutture residenziali per anziani e del 0,5% in tutte le strutture residenziali nella settimana dall’8 marzo al 14 marzo 2021). Questo dato è in controtendenza rispetto all’andamento dell’epidemia nella popolazione generale che ha mostrato una recrudescenza nelle ultime settimane di febbraio e inizio marzo.
I decessi appaiono aumentare nel mese di ottobre 2020, sino a raggiungere un picco nella settimana dal 9 al 15 novembre, con circa l’1,3% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,9% per tutte le strutture. Un picco equivalente si registra nella prima settimana di gennaio. Un calo nel numero di decessi complessivi si osserva tra la fine di gennaio e marzo 2021, fino a raggiungere lo 0,6% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,4% per tutte le strutture nella settimana dall’15 al 21 febbraio 2021.
Nell’ultima settimana di monitoraggio, dall’8 al 14 marzo, la percentuale di decessi è stata dello 0,8% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,5% per tutte le strutture.
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Slitta il rientro di Marquez, niente gara inaugurale in Qatar

LOSAIL (QATAR) (ITALPRESS) – Slitta il rientro di Marc Marquez. La Honda ha confermato che il Cabroncito non sarà al via del Gran Premio del Qatar che domenica a Losail aprirà la stagione 2021 del motomondiale. Il 28enne pilota spagnolo si è sottoposto a una visita di controllo all’Hospital Ruber Internacional, a 15 settimane dall’intervento al braccio il terzo dopo la caduta di Jerez della scorsa estate – per l’infezione legata alla pseudoartrosi dell’omero destro: anche se la risposta clinica dopo l’intensificazione degli allenamenti è stata giudicata positiva, “considerando il momento e l’attuale stato del processo di consolidamento dell’osso, i medici ritengono che sia prudente e non necessario accelerare il ritorno in pista di Marquez dopo un tale tempo di inattività ed evitare di mettere a rischio l’omero”. Lo spagnolo si sottoporrà a un nuovo controllo il 12 aprile e questo lascia intendere che salterà anche il secondo Gp in programma a Losail il 4 aprile. “Dopo l’ultimo controllo con lo staff medico, i medici mi hanno consigliato che la cosa più prudente da fare era non prendere parte al Gran Premio del Qatar e continuare col piano di recupero che abbiamo seguito nelle ultime settimane. Mi sarebbe piaciuto partecipare alla gara inaugurale del Mondiale ma dovremo continuare a lavorare per recuperare le condizioni ottimali che ci permetteranno di tornare a gareggiare”. Il calvario di Marquez è iniziato il 19 luglio scorso, nel Gran Premio di Spagna che ha aperto il motomondiale 2020, quando a causa di una caduta ha riportato una frattura all’omero destro. Sottoposto a una prima operazione, Marquez ha provato a bruciare le tappe tornando in pista a Jerez a pochi giorni dall’intervento ma dopo aver preso parte alle libere ha dovuto gettare la spugna. A inizio agosto è stato poi necessario finire di nuovo sotto i ferri: inizialmente si pensava che potesse tornare in sella nel giro di 2-3 mesi ma alla fine l’otto volte iridato è stato costretto a saltare l’intera stagione. I dolori al braccio, infatti, non erano spariti a causa di una precedente infezione della frattura, da qui un terzo intervento a dicembre e un recupero che ancora si prolunga.
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