ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, le entrate tributarie e contributive mostrano nel complesso una diminuzione di 3.767 milioni (-5,8%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie evidenziano una flessione pari a -2.017 milioni (-5,3%) rispetto allo stesso periodo del 2020. Tra le imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 24.690 milioni (-74 milioni, -0,3%). L’Ires è stata pari a 154 milioni (-141 milioni, -47,8%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 5.841 milioni (-473 milioni, pari a -7,5%). Le entrate di lotto e lotterie ammontano a 836 milioni registrando una flessione pari a 399 milioni (-32,3%). Gli incassi contributivi sono risultati pari a 24.492 milioni, in diminuzione di 1.750 milioni (-6,7%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Le entrate contributive dell’Inps ammontano a 23.695 milioni, in calo di 1.733 milioni rispetto al 2020 (-6,8%). I premi assicurativi dell’Inail ammontano a 71 milioni, in diminuzione del 15,5% rispetto al corrispondente periodo del 2020.
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Fisco, a gennaio entrate tributarie e contributive in calo
La Germania sospende l’uso di AstraZeneca
La Germania ha sospeso l’uso del vaccino Astrazeneca. Lo riferisce la Bild. Il governo ha agito seguendo una raccomandazione dell’Istituto federale per i vaccini Paul Ehrlich. Anche in Danimarca il vaccino è stato sospeso per due settimane in seguito alle morti sospette avvenute dopo le vaccinazioni.
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Una challenge per 20 ragazzi, 70% accetta di rinunciare allo smartphone
ROMA (ITALPRESS) – Se pensavate che per 20 ragazzi, tra i 18 e i 25 anni, chiudere nel cassetto per tre giorni il proprio smartphone, utilizzando al suo posto un telefono non connesso, fosse pura utopia vi sbagliavate. Sì, perchè, a quanto pare, GenZ non è sinonimo di connessione ed essere un nativo digitale non significa non saper vivere “in analogico”.
A dimostrarlo è il fatto che ben il 70% di loro ha accolto e superato positivamente #OkZoomer, la sfida promossa dal brand di telefonia Wiko sui suoi social. Solo il 30% dei 20 partecipanti scelti, tra le oltre 250 candidature ricevute, non è riuscito a portare a termine la challenge, fermandosi alle 24 ore in compagnia dell’F3OO, un feature phone fornito da Wiko. E non si è trattato di una semplice parentesi: il 94% si è già detto pronto a ripetere un’esperienza simile. Ma amici e i parenti come l’hanno presa? Da un lato i curiosi per una scelta così azzardata (71%) e dall’altro i più scettici sostenitori del “non ce la farai mai” (35%).
Durante questo “esperimento” è inutile negare che lo smartphone sia mancato. In una scala da 1 a 5, il 41% del campione si trova tra i valori 4 e 5, quelli più alti. Un “escamotage” concesso dalla sfida è stato quello di poter accedere a Internet dal PC. Il 65% l’ha fatto per motivi di studio, seguito da esigenze di lavoro, ma anche dalla necessità di puro svago. Solo il 6% non ha utilizzato nessun device per accedere alla Rete.
Ma cos’è che fa, concretamente, la differenza tra un feature phone e uno smartphone? Per il 53% le chat con gli amici. Seguono i social (29%) e la possibilità di fruire, creare e riprodurre contenuti multimediali in streaming e non come foto, musica, podcast, messaggi vocali o accedere a servizi per i pagamenti digitali (6%).
D’altro canto, nell’arco di queste 72 ore senza connessione, quello che i partecipanti hanno apprezzato di più da questo digital detox è stato proprio l’assenza dei social (88%) che ha permesso loro di concentrarsi di più nella vita fuori dagli schermi.
Per far fronte all’assenza della messaggistica istantanea, il 65% ha rispolverato l’utilizzo degli SMS scontrandosi con un modo di esprimersi e comunicare, per loro tutto nuovo. Il 53% ha invece dichiarato di aver riscoperto il piacere delle chiamate, mentre il 6% di aver goduto appieno di momenti che prima avrebbe condiviso virtualmente.
Oggi, quindi, un feature phone può limitare la possibilità di socializzazione e di restare in contatto con i propri amici? La risposta è “NO” per il 76%.
Alla fine di questo esperimento, nessuno dei ragazzi acquisterebbe un feature phone al posto di uno smartphone. I partecipanti hanno però apprezzato essenzialità e intuitività del Wiko F300 (82%) e l’88% lo consiglierebbe alla generazione dei Baby Boomers.
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Oscar, Italia in nomination con Pausini e “Pinocchio” di Garrone
ROMA (ITALPRESS) – Italia candidata agli Oscar con Laura Pausini per la miglior canzine originale “Io sì”, vincitrice del Golden Globe, e per i costumi di “Pinocchio” di Matteo Garrone (di Massimo Cantini Parrini). Niente da fare per “Notturno” di Francesco Rosi che resta fuori dalle nomination nella categoria documentari.
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L’INTER NON INCANTA MA VINCE E VA A +9
Ciao, Inter! Giornata importante in testa e in coda. Mentre volano gli stracci giallorossi per il rinvio di Juve-Napoli, l’Inter ha vinto un pò a fatica, a Torino ed è volata a +9, visto che il Milan ha perso in casa col Napoli. L’altra sorpresa è stata la brutta sconfitta della Roma a Parma, il che ha tirato su il morale della squadra di D’Aversa, che non vinceva da 17 giornate. Strano comportamento, quello dei giallorossi, che prima vincevano solo con le “piccole”, ora nemmeno quello. Tornando alla capolista, non si è visto nè gioco esaltante, nè superiorità marcata. Dopo un palo del granata Lyanco e un gol su rigore di Lukaku (un pò assente, per il resto), la difesa nerazzurra poi ha subito il pareggio di Sanabria (due partite, due gol) che però non è bastato. Una prodezza di Lautaro di testa ha dato l’ottava vittoria a un’Inter lanciata verso lo scudetto. I vecchi interisti ricordano che la grande armata di Helenio Herrera, il “mago”, vinceva spesso così e sono contenti lo stesso. E’ stato un gol di Politano a dare la vittoria al Napoli a San Siro. Forse è stata la svolta del campionato.
Il Milan, molto rimaneggiato, ha ceduto a un avversario che ha giocato meglio. E ora la Juve è a un solo punto dai rossoneri. La squadra di Pioli avrebbe potuto pareggiare su rigore a pochi minuti dal termine, ma Pasqua è andato vedere allo schermo un intervento in area di Bakayoko su Hernandez e ha detto no. Ci saranno le solite discussioni. Il Napoli, con questo successo e la partita da recuperare (con la Juve) è in corsa per un posto Champions. Nel finale Rebic ha preso il rosso. Insomma, non è stata una bella serata per il Milan che non aveva Ibrahimovic. Nei testa-coda di questa giornata, Ronaldo ha risposto con una tripletta alle critiche che gli erano piovute addosso dopo l’eliminazione dalla Champions. Troppo tardi, direte. E direte pure che forse meritava l’espulsione. Sapete benissimo che non porteremo al settimo cielo nessuno perchè questo è un campionato in cui si viene smentiti con facilità. Resta il fatto concreto che la Juve (-10 con una gara in meno) cercherà di mantenere il passo dell’Inter, nell’attesa che la capolista faccia un passo falso. Lo farà? Intanto il Cagliari ha perso la prima partita della gestione Semplici. Fonseca ha ammesso i problemi della Roma. “Non voglio alibi” ha detto.
Il gol di Mihaila dopo nove minuti ha messo in difficoltà i giallorossi, lenti un attacco e poco concentrati in difesa. I giallorossi sono stati scavalcati dall’Atalanta, che parte per Madrid con una certezza: in undici, può giocarsela. Non sarà un’impresa facile, ma non lo erano neppure le trasferte di Liverpool e Amsterdam dove in passato ha vinto. Dello Spezia ci siamo fatti un’idea: gioca bene, ma non raccoglie quanto merita. E tuttavia questo può essere un difetto e non un pregio. I bergamaschi hanno segnato più o meno quanto l’Inter (65-63 per i milanesi) che col Real l’anno scorso ha rosicato. Il Crotone stava per fare un brutto scherzo alla Lazio, rimontandola due volte: poi è entrato Caicedo e ha assicurato i tre punti alla squadra di Simone Inzaghi che dovrà andare a Monaco in Champions e giocare la partita contro il Torino. Il reclamo della società biancazzurra avrà successo? Ne dubitiamo. Quanto al Crotone, un punto perso in extremis classifica sempre più critica. Il Verona da qualche tempo non vince più, anche se Juric s’è detto contento dei suoi. Il Sassuolo ha avuto la meglio, alla fine e a un certo punto se si gioca bene e non si fanno punti qualche problema ci dev’essere, come detto. De Zerbi ha ripreso a respirare dopo un periodo in chiaroscuro.
L’Udinese ha giocato una bella partita a Marassi, confermando il suo buon momento. Il Genoa non è un cliente facile. Gotti ha due giocatori di superiore caratura, in una formazione compatta: De Paul e Pereira. Il Genoa, con Ballardini, dopo una partenza sprint, ha accusato qualche problema in attacco. Un equo pareggio, comunque, anche se nel finale il Grifone ha sfiorato la vittoria. Dopo due sconfitte, il Bologna ha superato la Sampdoria che non vince da cinque partite. La squadra di Mihajlovic hai fatto un passo verso la tranquillità, giocando una buona partita. In casa blucerchiata c’è qualcosa che non va. Il Benevento ha preso una solenne scoppola dalla Fiorentina. Pippo Inzaghi ha una squadra che segna poco (due gol in cinque gare) e subisce molto (dieci gol in quattro partite) e ha rianimato una Fiorentina che ha trovato un Vlahovic triplettista. Il giocatore serbo ha già segnato dodici gol ed è una delle note positive del momento viola. La squadra di Prandelli ci ha abituato a saltuarie imprese (aveva vinto che sul campo della Juve), ma non ha continuità di risultati.
Non vincere per undici partite ha messo in pericolo la salvezza dei sanniti. In coda solo il Parma ha fatto una posso avanti: hanno perso tutti gli altri. Solo con i recuperi (Sassuolo e Lazio) il Torino può rimettersi in sesto. I 67 gol presi dal Crotone, ultimo e staccato, dicono che i calabresi hanno bisogno di un miracolo per salvarsi. Siamo all’epilogo della stagione?
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Ponte sullo Stretto, adesso costi e tempi sono prevedibili
TORINO (ITALPRESS) – Un governo di tecnici, quello di Monti, mise la parola fine. Dieci anni dopo un altro esecutivo a guida non politica, quello di Draghi, lo sta riportando in vita. Il ponte di Messina si rigenera come le teste dell’Idra, e forse stavolta non sarà l’ennesimo tentativo a vuoto. La maxi-struttura a campata unica sospesa più lunga del mondo è infatti quanto mai d’attualità. WeBuild, il gruppo leader delle costruzioni che ha realizzato in due anni il ponte San Giorgio di Genova, ha sempre tenuto accesa la fiammella del collegamento dello Stretto con in tasca un progetto cui collaborò Impregilo, che è oggi incorporata nel gruppo guidato da Pietro Salini. Un’operazione miliardaria, che in epoca di Next Generation Eu torna a sembrare meno chimerica. Tanto che il revamping del Ponte è tornato in Parlamento, già nell’era del governo Draghi. Alla Camera l’interrogazione l’ha presentata Matilde Siracusano di Forza Italia, che ha chiesto lumi sui lavori della Commissione ministeriale istituita a settembre dall’allora ministra Paola De Micheli, per la valutazione delle proposte progettuali per l’attraversamento dello Stretto.
Le ha risposto venerdì il sottosegretario alle Infrastrutture, il leghista Alessandro Morelli, che a nome del Governo ha spiegato che la commissione ha avviato la conclusione dei lavori per l’elaborazione della relativa relazione. Risposta non troppo specifica. Cui la Siracusano ha replicato sottolineando come le risorse europee, in arrivo per il nostro Paese, potrebbero essere utilizzate – se non per il Ponte, visti i tempi stretti – per realizzare le opere di collegamento, dato che l’opera va nel senso della transizione ecologica, riducendo dell’80% le emissioni di CO2 oggi prodotte dalle navi traghetto e dagli aerei che collegano la Sicilia al Continente.
Oltre al tema ambientale, il ponte sullo Stretto aprirebbe scenari inediti per tutto il Sud a livello trasportistico. Da Salerno a Reggio Calabria la linea ferroviaria diventerebbe ad alta velocità e, superato a 300 km/h il breve tratto di mare tra Piale e Margi, una nuova linea ferroviaria andrebbe fino a Catania e poi a Palermo concludendo quel corridoio del Ten Network che parte da Oslo, arriva in Danimarca e scende dalla Germania all’Austria e arriva in Italia dal Brennero, e poi da Verona scende la penisola.
Passeggeri e merci, trasformerebbero Calabria e Sicilia in hub mondiale di turismo e commerci.
WeBuild, come detto, punta tutto sul progetto di Eurolink che è già stato approvato nel 2011. Costo dell’investimento, aggiornato al 2021, 8,56 miliardi, e durata dei lavori circa sei anni, sufficienti a realizzare la struttura a campata unica più lunga al mondo: 3,3 chilometri, mentre l’intero ponte sarebbe lungo 3,66 chilometri. La struttura sarebbe sostenuta da due torri alte 400 metri, che sarebbero gli edifici più alti d’Italia. La struttura è tarata per reggere eventi sismici del massimo livello, l’impalcato sarebbe di 61 metri, dove correrebbero 6 corsie stradali e due binari ferroviari.
Per lo Stato si avrebbero circa 8 miliardi di nuove entrate nella sola fase di costruzione, mentre nei 30 anni di gestione, sarebbero generate da tutto l’indotto entrate erariali per 107 miliardi, oltre a 118mila nuovi occupati tra assunzioni dirette e indotto, con un incremento dello 0,5% del tasso di occupazione nazionale e un incremento dello 0,2% del Pil italiano.
Il dibattito sul Ponte è come sempre aperto. In attesa che il ministro Enrico Giovannini dia il via libera alla relazione della commissione, l’unica certezza è che il ponte potrà accedere alle risorse messe a disposizione dai fondi comunitari, quindi le risorse non spese del Fondo Coesione e Sviluppo 2014-2020, pari a circa 30 miliardi di euro, le risorse del Fondo Coesione e Sviluppo 2021-2027 e le risorse del Fondo Reti TEN-T ferroviarie. A cui potrebbero aggiungersi quelle di Next Generation Eu. Ma bisogna partire in fretta per averne una parte.
(ITALPRESS).
Donato “Musumeci si faccia portavoce istanze delle imprese”
“In Sicilia la situazione emergenziale è di fatto rientrata da fine gennaio con un crollo costante dei ricoverati. Il passaggio a zona arancione, ed addirittura rossa per Pasqua, è un ulteriore schiaffo ai cittadini ed al comparto della ristorazione. Faccio mio l’appello di Confcommercio Sicilia affinché il Presidente della Regione Siciliana negozi con urgenza una revisione del provvedimento per quanto concerne la Sicilia, limitando eventuali passaggi di zona solo per le aree che lo rendano necessario”. Così l’europarlamentare Francesca Donato, che aggiunge: “I protocolli di chiusura adottati in Sicilia sono estremamente pericolosi per la tenuta economica e sociale del sistema, perché la crisi Covid si innesta in una regione con caratteristiche peculiari come l’insularità, e che era già allo stremo”.
“Chiedo immediati segnali di concretezza al governo regionale – prosegue -. Dichiari immediatamente zone bianche le aree provinciali o comunali i cui dati lo consentano, a partire dalle isole minori che non presentano contagiati, come Pantelleria. Ed effettui il passaggio a zona arancione solo laddove sia necessario, dopo una attenta verifica dei dati. Ormai è chiaro che la vera soluzione sono le cure domiciliari, come dimostrano i dati più che confortanti delle aree del Piemonte che hanno già attivato i protocolli adeguati. Anche la Sicilia potrebbe adottare senza altri indugi i protocolli di terapia domiciliare in uso in Piemonte come ormai si accingo o a fare altre regioni d’Italia. Solo così si possono ridurre al minimo i ricoveri ospedalieri e ancor più quelli in terapia intensiva. E si può finalmente ridare fiducia nel futuro ai Siciliani e ripartire, finalmente, davvero”.
(ITALPRESS).








