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“Speciali, diversaMente”, record mondiale per Pagani

LIGNANO SABBIADORO (ITALPRESS) – Fabrizio Pagani è tornato sul tetto del mondo. L’atleta ternano ha messo a segno a Lignano Sabbiadoro un nuovo record iridato in apnea percorrendo, a rana, la distanza di 77,27 metri in 2’14″40. In occasione di “Speciali, diversaMente”, lo stage organizzato dalla Fipsas riservato ad atleti con disabilità diverse, Fabrizio Pagani è riuscito nell’impresa di superare nuovamente il limite mondiale certificato dalla CMAS (Confederazione Mondiale Attività Subacquee). “Quello di oggi – spiega Pagani – è il terzo record del mondo che riesco a stabilire. L’acqua è di fatto il mio elemento, quello che riesce a regalarmi tranquillità e libertà, quello dove l’espressione del corpo si mescola con la forza dei muscoli. Scendere in acqua, confrontarsi con la sua densità e trovare il giusto equilibrio tra lunghezza percorsa, sforzo fisico e corsa contro il tempo è un traguardo straordinario. I miei allenamenti continuano, non si fermano con questo record mondiale; in Umbria vorrei portarne di nuovi. A noi manca il mare, non l’acqua”.
A Pagani fa eco il Presidente della Fipsas, Ugo Claudio Matteoli: “Fabrizio è una delle nostre punte di diamante, capace di far brillare le nostre specialità apneistiche. Del resto, sia l’apnea sia il nuoto pinnato per disabili stanno velocemente prendendo piede in un ambiente attento alle diversità, in continuo movimento. Questo primato mondiale appena ottenuto regala alla nostra Federazione una luce straordinaria”.
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Pirlo “Eliminazione bella botta, ma non è finita”

TORINO (ITALPRESS) – “La squadra si sta riprendendo, sicuramente è stata una bella botta, ora andiamo in casa del Cagliari che sta facendo bene con il nuovo allenatore. Sarà una partita importante per noi, ci vorrà grande orgoglio e una grande prestazione di squadra”. Così il tecnico della Juventus, Andrea Pirlo, alla vigilia della sfida di Cagliari che arriva dopo l’eliminazione dagli ottavi di Champions con il Porto. Sul banco degli imputati per l’ennesima delusione europea, Cristiano Ronaldo, ma Pirlo lo difende a spada tratta. “Ronaldo sta bene, è normale che sia deluso da quanto successo l’altra sera, lui come tutta la squadra, ma si è allenato bene”, dice Pirlo, consapevole che le indiscrezioni su un presunto futuro di CR7 lontano da Torino siano aumentate a dismisura dopo il risultato di mercoledì. “Normale ci siano voci dopo l’eliminazione – commenta il tecnico -. Lui è il personaggio più importante al mondo insieme a Messi a livello calcistico, ricordiamoci, però, che ha sempre fatto bene, credo abbia fatto 90 gol in 100 partite con la Juve, ha sempre dimostrato il suo valore, ma quando non fa gol uno come lui fa sempre più clamore”. Ora bisogna voltare pagina e non abbattersi. “Da calciatore ho vinto tanto, ma anche perso altrettanto e ho sempre cercato di ripartire con grande entusiasmo nonostante le tante delusioni. Faremo la stessa cosa, perchè siamo a marzo, mancano ancora 13 partite di campionato più la finale di Coppa Italia, non è che la stagione si sia chiusa mercoledì, si riparte con grande voglia di dimostrare che siamo la Juventus e che vogliamo giocarci il campionato fino all’ultima partita. Io e la squadra siamo convinti di avere ancora un grande futuro davanti, con partite da giocare e obiettivi da centrare”. Nella speranza che rientri presto Dybala. “Non lo abbiamo avuto a disposizione per tantissimo tanto e quando manca un campione come lui è una grande assenza”.
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Coronavirus, da lunedì altre 8 regioni in zona rossa

ROMA (ITALPRESS) – “Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo. Passano in area rossa le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa. Tutte le altre Regioni saranno in area arancione per gli effetti del decreto legge approvato stamane. E’ in corso una verifica sui dati della Basilicata. La sola Sardegna resta in area bianca”. Bolzano passa in area arancione alla luce dei dati aggiornati relativi all’incidenza. E’ quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute.
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Morto Raoul Casadei, il Covid uccide il “Re” del liscio

ROMA (ITALPRESS) – Il re delle balere non c’è più. Raoul Casadaei, l’uomo simbolo delle notti romagnole, la pop star del liscio, il maestro elementare che ha lasciato gessetti e abecedari per la fisarmonica è morto stroncato dal Covid. Ricoverato all’inizio di marzo all’ospedale Bufalini di Cesena, dopo che il coronavirus si è insinuato nel “Recinto”, l’agglomerato di case della famiglia Casadei a Villamarina di Cesenatico, le condizioni del musicista si sono aggravate, fino a stamattina quando Raoul, 84 anni ad agosto, ha perso la sua battaglia. Con lui va via un’era, con lui scompare l’uomo che ha sdoganato il liscio: da genere musicale relegato alle sale da ballo di provincia a canzone popolare.
La musica, Casadei, nato a Gatteo il giorno di ferragosto, ce l’aveva nel sangue: roba di famiglia si direbbe. Un marchio arcifamoso anche oltre i confini romagnoli. Il capostipite della dinastia fu lo zio Secondo, direttore di un’orchestra di liscio. Dapprima gli regala una chitarra, poi gli dona un sogno: quello di diventare musicista. E così bravo che lo zio modifica il nome della sua formazione ribattezzandola Orchestra Secondo e Raoul Casadei. Arrivano gli anni ’70, i più bui della Repubblica. Capisce che l’Italia ha bisogno di spensieratezza, di ritrovarsi nei sabati sera d’inverno a ballare nelle balere di provincia o in estate nelle piste dei lidi. Coniuga la tradizione con la modernità. Sempre fedele alla scuola della canzone italiana, fa di questa danza folk la base per i suoi successi, che sconfinano la Riviera, conquistando la Penisola e non solo. Dal 1973 è prolifico: pubblica brani come “Ciao mare”, “Simpatia”, “La mazurka di periferia”, ma soprattutto porta al successo la canzone simbolo della Casadei family, “Romagna mia”, scritta nel 1954 dallo zio Secondo; così orecchiabile che da inno della Riviera diviene quasi un inno tutto italiano, e il cui testo è conosciuto da Bolzano a Siracusa.
Di recente alcuni parlamentari hanno presentato una proposta di legge per riconoscere la canzone “espressione popolare – vissuta e pur sempre in continua evoluzione rispetto ai diversi momenti storici – dei più alti valori alla base della nascita della nostra Repubblica”. Un successo crescente che lo porteranno a calcare palcoscenici pop come il “Festivalbar, “Un disco per l’estate”, il “Festival di Sanremo”. Presenza quasi fissa in molte trasmissioni tv e non si è fatto mancare neppure una partecipazione ad un reality, l’Isola dei famosi. Nel 2010 il re del liscio passa lo “scettro” al figlio Mirko, decide di stare un po’ più nell’ombra, di acconsentire al cambio generazionale della sua orchestra. Ma rimane comunque un simbolo di un’era, mito delle balere, con quelle sue canzoni che schiacciano l’occhio al valzer, tanto che qualcuno ha osato definirlo lo Strauss della Romagna. Con Casadei va quindi via un pezzo d’Italia, l’ennesimo annientato dal virus.
Numerosi gli attestati di stima e i messaggi di cordoglio giunti subito dopo l’annuncio della sua scomparsa. Per il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini “con lui se ne va uno straordinario personaggio, un compositore che con grande professionalità ha portato in Italia e nel mondo un messaggio musicale profondamente radicato nella tradizione”. Gli fa eco Matteo Salvini: “Con la sua arte e la sua musica ha donato allegria a intere generazioni”. “Il Covid, maledetto – twitta affranto Enrico Letta – si è portato via un grande romagnolo e un grande italiano”. Messaggio di cordoglio pure dal Ministro della Cultura Dario Franceschini: “La musica italiana perde uno straordinario interprete e un autore che ha saputo coniugare tradizione e innovazione in un percorso di grande qualità artistica”.
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Governo, Salvini “Con Draghi notevoli segnali di cambiamento”

MILANO (ITALPRESS) – “Siamo qua da tre settimane, penso che Draghi abbia dato notevoli segnali di cambiamento”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, a margine della visita all’Ospedale del Policlinico in Fiera a Milano. “Adesso – ha aggiunto- c’è un piano vaccinale che può mettere entro giugno in sicurezza l’intera popolazione italiana. Se ci fossimo occupati meno di primule, mascherine farlocche e banchi a rotelle di Arcuri e ci si fosse occupato di dotare l’Italia di farmaci e vaccini necessari, saremmo più avanti come altri paesi del mondo”.
“Stiamo correndo il più possibile perchè abbiamo ereditato un ritardo incredibile sul piano vaccinale, sulla messa in sicurezza scuole, sui rimborsi. Correre sul piano vaccinale, producendo vaccini in Italia e comprandoli all’estero dove ci sono. Correre sui rimborsi” ha detto Salvini. “Stringere i denti a marzo, ringraziando la comunità medica e sanitaria: stanno facendo i miracoli e credo che sarà l’ultimo mese in cui stringere i denti. Da aprile spero si rinasca, si torni alla vita, alla normalità, allo sport, alla scuola, alla socialità e si torni a vivere. Stiamo lavorando perchè la Pasqua 4 aprile vera resurrezione”.
“Sono qua perchè su questa struttura vostri colleghi hanno ironizzato, qualche politico ha denunciato e deriso. Oggi 300 persone ricoverate decine e centinaia salvate. Aspetto le scuse di qualcuno che diceva che era una boiata e uno spreco inutile e una presa in giro per i lombardi” ha continuato parlando dell’ospedale in Fiera Milano.
Parlando del dl sui sostegni Salvini annuncia: “Arriva in settimana. Ci sono richieste da categorie dimenticate nei mesi passati. Serviranno altri interventi importanti già da aprile. Pensiamo al turismo invernale – ha aggiunto – la stagione è saltata. Se riapri a Pasqua vai in montagna fra 15 giorni. Da dicembre è cambiato il mondo con terza ondata e varianti. Questo decreto toglie le complicazioni dei codici Ateco. Servirà un altro intervento pesante – ha ribadito- perchè un conto era aprire a febbraio, un conto è aprire ad aprile”. Sul Pd Salvini si tiene lontano dal commentare: “Non commento i problemi del Pd. I richiami dall’estero di segretari a tempo o le svolte gretiane di qualcuno che aspettava dal Pd una nomina che non è arrivata non mi appassionano”. Nessuna fretta sui candidati per le amministrative: “Con le elezioni in autunno c’è più tempo. Le mie energie sono dedicate a salute e lavoro. In questo momento la scelta del sindaco può aspettare. La gente vuole arrivare ad aprile con la rinascita, di sindaci ne parleremo ad aprile. Prima liberiamo gli italiani poi torniamo ad occuparci di sindaci”.
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Ue, dalla Lega interrogazione sull’export dei vaccini anti-Covid

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Anziché pensare a esportare vaccini nel mondo, forse l’Ue farebbe meglio a concentrarsi sui cittadini europei. Bruxelles avrebbe finora dato ok all’export di oltre 34 milioni di dosi vaccinali verso almeno 31 paesi terzi, dal Regno Unito al Canada, passando per Messico, Giappone, Arabia Saudita, Hong Kong, Usa, Cile e Malesia”. Così in una nota congiunta Paolo Borchia, europarlamentare della Lega, componente del gruppo di contatto sui vaccini Pe-Commissione, primo firmatario dell’interrogazione co-firmata dagli europarlamentari Lega Marco Zanni (presidente gruppo ID), Marco Campomenosi (capo delegazione), Matteo Adinolfi, Simona Baldassarre, Alessandra Basso, Mara Bizzotto, Massimo Casanova, Angelo Ciocca, Rosanna Conte, Gianantonio Da Re, Marco Dreosto, Valentino Grant, Danilo Oscar Lancini, Elena Lizzi, Alessandro Panza, Antonio Maria Rinaldi, Annalisa Tardino, Isabella Tovaglieri, Lucia Vuolo, Stefania Zambelli.

“Stando alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Europeo, questa sarebbe una precisa strategia politica promossa dalle istituzioni Ue e finalizzata a rafforzare la diffusione extraeuropea delle dosi prodotte tra i confini dell’Unione – aggiungono -. Abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per avere chiarezza su questa vicenda, per sapere se Bruxelles riconosca che il trasferimento di poteri con cui gli Stati membri delegavano alla Commissione il coordinamento nella strategia di acquisto dei vaccini era finalizzato a garantire il sufficiente approvvigionamento per gli Stati membri stessi, non per eventuali esportazioni extra Ue. Vogliamo inoltre sapere come giustifica l’Ue il sostegno all’export di vaccini alla luce delle serie difficoltà che gli Stati europei stanno affrontando per il reperimento delle dosi per i propri cittadini”.

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Ema “Vaccino Astrazeneca efficace e sicuro, bisogna stare tranquilli”

ROMA (ITALPRESS) – “Il vaccino Astrazeneca è efficace e sicuro”. Lo ha detto a SkyTg24 Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccini dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali). “Lo ha confermato il nostro Comitato di farmacovigilanza che ha guardato a tutti i dati che oggi abbiamo a disposizione in merito alla sicurezza di questo vaccino, inclusi gli eventi tromboembolici che si sono verificati. – ha spiegato Cavaleri – Eventi che in effetti sono molto rari, un numero di casi inferiore a quello che ci saremmo aspettati. Si tratta comunque – ha precisato – di casi non ancora discussi nel dettaglio, e non sono state ancora esaminate le cause dei decessi. Questo è importante: non si possono ancora trarre conclusioni. Ad oggi possiamo dire che il vaccino risulta sicuro ed efficace, quindi bisogna continuare ad usarlo”.
I grandi numeri, come quelli che vengono dal Regno Unito che ha utilizzato in massa il vaccino Astrazeneca “ci dicono che non è stato visto niente di allarmante, sono dati molto importanti e che rassicurano”, ha detto ancora il responsabile Ema.
Gli eventi tromboembolici, ha ricordato ancora Cavaleri, “comunemente non vengono associati all’uso del vaccino, ma qui parliamo di vaccini che vengono usati su tutta la popolazione adulta e anziana, quindi una popolazione su cui questi eventi accadono comunque. E’ molto importante, ora, capire esattamente cosa sarebbe successo in questi casi, al di là del vaccino, e invece quello che potrebbe essere legato al vaccino”.
“Ad oggi – ha concluso – non abbiamo nessuna prova che il vaccino possa causare questi eventi, ovviamente stiamo indagando per capire meglio. Questi casi, per ora, sono molto rari, quindi bisogna cercare di stare tranquilli e andare avanti con le vaccinazioni”.
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Una vittoria a testa, Luna Rossa-New Zealand sul 3-3

AUCKLAND (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – Luna Rossa continua a stupire, Team New Zealand si ritrova a lottare. Dopo sei regate la finale dell’Americàs Cup è sul 3-3 e si va avanti all’insegna di un equilibrio che può essere spezzato da una partenza perfetta o errata, ma la barca italiana ha una volta di più confermato di essere pienamente all’altezza della sfida, mettendo in crisi i campioni neozelandesi, battuti nella quinta regata, la prima del terzo giorno di gare, ma poi capaci di reagire e vincere con distacco la sesta: 3-3 e tutto ancora in gioco. “Il livello è così alto che ogni minimo errore costa caro. Ora analizzeremo la nostra prestazione e domani torneremo in acqua più determinati che mai, siamo sul 3-3, bisogna vincere 4 regate per portare a casa la Coppa”. Nelle parole di Max Sirena, skipper e team director di Luna Rossa Prada Pirelli, team italiano che rappresenta il Circolo della Vela Sicilia, tutto l’orgoglio e la determinazione di un equipaggio che se la gioca alla pari con il Defender. Nella prima regata del terzo giorno di gare, il via con il vento a circa 8 nodi e Luna Rossa che ha subito indovinato la strategia con una partenza perfetta, a differenza dei Kiwi in difficoltà già all’inizio della quinta prova e per tutti i 29 minuti di una regata che l’equipaggio italiano ha condotto in pieno controllo, con manovre pulite e un vantaggio di 18 secondi al traguardo per portarsi sul 3-2. In gara 6 la reazione di New Zealand che, seppur sotto pressione, non ha sbagliato nulla in fase di pre-partenza. I Kiwi hanno trovato il ritmo giusto, oltrepassando la linea del via in velocità, a differenza di Luna Rossa questa volta in difficoltà e con uno svantaggio di 51 secondi già al gate 1. Regata senza storia dominata dai campioni che hanno chiuso con un vantaggio di 1’41”. “Abbiamo chiuso bene un’altra giornata di gara molto difficile, la strategia della sesta regata si è rivelata vincente”, ha commentato Blair Tuke, flight controller di Emirates Team New Zealand. “Nella partenza di gara 6 non siamo stati fortunati, ma anche oggi abbiamo visto belle gare e non vediamo l’ora di tornare in acqua per continuare la battaglia con l’obiettivo di sempre: vincere una regata alla volta”, l’analisi finale di Jimmy Spithill al termine della giornata. “Siamo molto soddisfatti della barca che abbiamo, New Zealand forse è più veloce, ma potrebbe non bastare”, il commento dell’altro timoniere, Francesco Bruni.
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