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Gol, spettacolo ed emozioni: Sassuolo-Napoli finisce 3-3

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Succede di tutto tra Sassuolo e Napoli, tra errori e prodezze. Al Mapei Stadium decidono due rigori negli ultimi minuti, il primo realizzato da Insigne e il secondo da Caputo su sciocchezza di Manolas: finisce 3-3. Ennesimo passo falso degli azzurri che sembravano aver in mano la vittoria a pochi secondi dal termine. I partenopei inizialmente faticano a trovare un riferimento davanti, complici i ritmi non irresistibili del primo quarto d’ora di gara, ma al 21′ trovano il gol del vantaggio, che però viene annullato dopo un attento consulto della sala Var: Insigne era infatti in offside al momento del passaggio. Inutile il suo splendido destro a giro dall’interno dell’area. Al 36′ viene invece convalidato senza troppi dubbi l’autogol di Maksimovic: sinistro velenoso da calcio da fermo di Berardi e deviazione sfortunata del difensore serbo. La squadra di Gattuso reagisce istantaneamente, lo fa con Piotr Zielisnki: il polacco riceve dal limite dell’area battendo Consigli con un mancino perfetto al 38′. Sembra profilarsi un pareggio nei primi 45′, ma Hysaj commette una leggerezza su Caputo proprio a ridosso del recupero. L’arbitro Marini indica il dischetto: dagli undici metri va Berardi, freddo a insaccare il 2-1 con cui si chiude la prima frazione. Le emozioni abbondano anche nella ripresa: il Sassuolo colpisce due legni, poi Di Lorenzo non fallisce un gol a porta sguarnita al 72′, insaccando in spaccata sul cross di Insigne. Al minuto 89 Haraslin manda dal dischetto il Napoli con un fallo ingenuo: con personalità lo stesso Insigne fa esultare Gattuso con un rigore perfetto. Sembra tutto fatto per gli ospiti, ma Manolas commette una sciocchezza madornale a pochi secondi dal triplice fischio: fallo e terzo rigore della serata che va a siglare Caputo per il 3-3 conclusivo.
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Adeguati limiti reddito assegnazione alloggi edilizia pubblica Sardegna

CAGLIARI (ITALPRESS) – Si amplia la platea dei beneficiari per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. La Giunta Regionale ha infatti stabilito un incremento del limite massimo di reddito richiesto per accedere alle graduatorie. Si tratta di una misura attesa e in linea con l’incremento Istat del costo della vita per le famiglie di operai e impiegati (FOI) che ora consente a una fascia di popolazione più ampia di usufruire del beneficio: il limite di reddito passa da 14.162 euro a 14.573 euro (incremento di 411 euro). La Giunta, sulla base del dato Istat, ha aggiornato anche le classi di reddito procapite per l’attribuzione dei punteggi alle domande di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale prevedendo che anche le classi reddituali, fissate a suo tempo in 1.540 euro (attributiva di punti 2) e in 2.568 euro (attributiva di punti 1), vengano aggiornate nella misura del 2,9%. Il reddito cha attribuisce 2 punti passa quindi da 1.540 euro a 1.585 euro mentre il reddito che attribuisce 1 punto passa da 2.568 euro a 2.642 euro.
Continua l’impegno della Giunta per andare incontro alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione, in particolar modo per quelle interessate da problematiche abitative. Nel corso della Legislatura, presso l’Assessorato dei Lavori Pubblici, è stato avviato il tavolo tecnico per la modifica della legge regionale che disciplina le assegnazioni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la legge regionale 13 del 1989, in vigore a distanza di oltre 30 anni dalla sua emanazione. L’iter di revisione – ispirandosi a criteri di equità sociale, chiarezza normativa e semplificazione amministrativa – dovrà ridisegnare le funzioni dei vari soggetti interessati (Regione, Comuni e Azienda regionale per l’edilizia abitativa, Area) e migliorare i diversi procedimenti che vanno dalla predisposizione delle graduatorie alla decadenza dell’assegnazione, alla mobilità, fino alla determinazione del canone.
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Commissione Ue propone stop al Patto di Stabilità fino al 2023

MILANO (ITALPRESS) – La Commissione europea darà più tempo ai Paesi europei per mettere a posto i loro conti lasciando sospeso fino al 2023 il Patto di Stabilità. Lo hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa il vice presidente Valdis Dombovskis e Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’Economia.
Una notizia certamente positiva per l’Italia. Ma soprattutto una forte apertura di credito nei confronti di Mario Draghi. Il suo governo, se non ci saranno sorprese resterà in carica per tutto il 2022. “La clausola di salvaguardia che sospende il Patto di Stabilità resterà in vigore fino 2023”, annuncia Dombovskis.
La linea dell’austerità, sostenuta da falchi del nord, di cui l’ex premier lettone è uno dei punti di riferimento, è stata battuta. E’ passata, invece la strategia di Paolo Gentiloni sostenuta dalla Francia e dalla Spagna.
“Alla luce di una recessione che presenta ancora molte incertezze dovute alla pandemia e ad una campagna vaccinale da mettere in sesto, il Patto di stabilità e crescita dovrà restare sospeso anche l’anno prossimo”, aggiunge Dombrovskis.
La decisione ufficiale verrà presa a maggio, quando la Commissione, in base alle previsioni economiche di primavera farà le sue raccomandazioni ai singoli Paesi.
Ottenere il rinvio non è stato facile. Fino a qualche giorno fa, infatti, la comunicazione ufficiale di Bruxelles era di altro tipo. Prevedeva, infatti, il ripristino del Patto di Stabilità, seppure con gli adattamenti del caso già a partire dall’1 gennaio dell’anno prossimo. Voleva dire che la legge finanziaria da approvare in autunno avrebbe dovuto tenerne conto. I “falchi” del Nord volevano mantenere questa impostazione tenuto conto che, secondo tutte le previsioni già l’anno prossimo dovrebbero aver recuperato le perdite causate dal virus.
Italia e Spagna invece arriveranno all’appuntamento con un anno di ritardo e anche in Francia ci sono problemi.
Nella conferenza stampa di oggi, sia Dombrovskis che Gentiloni non nascondono l’esistenza di profonde divisioni all’interno dell’Eurozona. La revisione delle regole del Patto di Stabilità e crescita “suscita divisioni in Europa”. Il vicepresidente della Commissione ammette la “possibilità di discutere, ma l’importante è che ci sia consenso”. “Se non ora quando?”, ribatte il commissario all’Economia: “Dopo una crisi di tale entità i motivi per trovare un consenso sono più forti di prima, l’importante è avere una base politica”.
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“Conoscere la Borsa”, il risparmio a portata dei ragazzi

Si è tenuto in modalità streaming l’evento conclusivo di “Conoscere la Borsa”: un’iniziativa europea di educazione finanziaria che coinvolge quasi 100mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Nel nostro Paese è promossa da Acri, l’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio Spa.
sat/mrv/red

Percorsi ad hoc per le disabilità molto gravi, via libera Aula

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Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), ha approvato, con 39 voti a favore, la proposta di legge regionale n. 205 del 3 febbraio 2020, “Disposizioni per l’istituzione e la promozione di un percorso ad elevata integrazione socio-sanitaria, in favore di persone con disabilità ‘non collaboranti’”, d’iniziativa dei consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia – prima firmataria Chiara Colosimo.
La nuova legge regionale, approvata con alcuni emendamenti sia degli stessi proponenti sia di maggioranza sia dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, fissa l’obiettivo del superamento delle problematiche connesse alla prevenzione e alla cura di “pazienti ad alta complessità, ossia persone con necessità di sostegni intensivi”, promuovendo, attraverso le Asl territoriali, specifici percorsi diagnostico-terapeutici in ambito specialistico all’interno dei principali ospedali del Lazio. Il testo si compone di quattro articoli oltre all’articolo dell’entrata in vigore.

L’articolo primo, relativo alle finalità della legge, richiama i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, individuando i destinatari del provvedimento: pazienti disabili affetti da gravi deficit cognitivo sensoriali.
Gli interventi previsti sono all’articolo due che impegna la Regione Lazio a promuovere percorsi all’interno dei maggiori ospedali che consentano ai pazienti che non possono accedere autonomamente alle prestazioni sanitarie, ma devono essere accompagnati dal proprio assistente familiare, di accedere agli esami diagnostici necessari a prevenire e curare patologie non direttamente legate alla malattia principale da cui sono affetti.

Si prevedono, inoltre: la promozione di un aggiornato archivio informatizzato, in grado di assicurare in tempo reale la raccolta e la trasmissione di dati anagrafici, anamnestici e i referti delle prestazioni sanitarie di cui tali pazienti hanno usufruito; percorsi formativi e di aggiornamento per il personale; azioni di supporto e monitoraggio periodico dello stato di salute delle persone inserite nei percorsi diagnostico-terapeutici.
Con due specifici emendamenti del consigliere Paolo Ciani (Cs Demos), la legge prevede la predisposizione di un apposito documento volto a riepilogare la storia clinica dei pazienti, facilitando così la presa in carico degli stessi, e la promozione di apposite campagne informative circa le azioni e i servizi previsti dalla legge, coinvolgendo le principali associazioni dei pazienti e dei loro familiari, gli ospedali, gli operatori socio sanitari, gli enti locali, la consulta regionale, le consulte territoriali per le politiche in favore delle persone con disabilità, nonché gli enti del terzo settore maggiormente rappresentativi operanti in materia.
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Coronavirus, 20.884 nuovi casi e 347 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Superano quota 20 mila i nuovi contagi da coronavirus in Italia, esattamente 20.884 in forte crescita rispetto ai 17.083 di ieri. Boom dei tamponi effettuati, ben 358.884 con un indice di positività che cresce al 5,8%. Sono questi i dati contenuti nel consueto bollettino sul coronavirus. I decessi sono 347, in leggerissima crescita rispetto a ieri (+4), i guariti sono 14.068 mentre gli attuali positivi si incrementano di 6.425 attestandosi a 437.421.
Non si arresta la graduale crescita dei ricoverati: nei reparti ordinari sono 19.763 (+193), mentre nelle terapie intensive vi sono 2.411 degenti (+84) con 222 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 415.247 persone. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di casi (4.590), seguita da Campania (2.635) ed Emilia-Romagna (2.456).
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Raccolta differenziata in Sicilia, grandi città ancora in ritardo

PALERMO (ITALPRESS) – Per la Sicilia il modello è quello della Sardegna, che è passata in quindici anni da ultima regione in Italia per raccolta differenziata a seconda, a un solo punto percentuale dal Veneto, prima nello Stivale. Per farlo è necessario l’impegno di tutti: a partire dalla Regione ma anche dalle amministrazioni delle città più grandi che in Sicilia ancora danno risultati poco soddisfacenti. La strategia passa dalla raccolta differenziata alla creazione degli impianti per il trattamento rifiuti, uscendo dalla logica della discarica copiando quanto hanno fatto le altre regioni di Italia. Questo il programma esposto da Legambiente che oggi ha presentato la terza edizione del progetto “Sicilia Munnizza Free”. “Qualcosa è cambiato da tre anni a questa parte in tema di raccolta differenziata, con un trend in miglioramento”, ha detto Tommaso Castronovo, coordinatore del progetto. Ad oggi, è stato riferito, sono 130 comuni in Sicilia che hanno superato la quota del 65% della quota di raccolta differenziata prevista dalla legge ma il problema riguarda ancora le grandi città metropolitane “ferme al 20% di differenziata” e circa “4 milioni di cittadini che non hanno servizi adeguati”.
“Dobbiamo mettere in campo una nuova politica dei rifiuti in regione. Lo faremo dando i nostri consigli e i nostri partner. Tutte le competenze e le azioni dei volontari e le nostre relazioni internazionali per tirare fuori la Sicilia dal caos dei rifiuti come lo abbiamo fatto 15 anni fa con la Sardegna”, ha spiegato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani. “Bisogna partire con il piede giusto”, ha spiegato, “in Sicilia ci sono capoluoghi che fanno meglio di molte città del Nord Italia come accaduto a Ragusa e Agrigento. Ma i sindaci di Palermo, Catania e Messina devono fare quello che fino ad oggi non hanno fatto. Se la situazione in Sicilia è quella che abbiamo conosciuto oggi è perchè le tre aree metropolitane non hanno fatto il lavoro fatto da altre città”.
Per il numero uno dell’associazione ambientalista “bisogna evitare di fare impianti di incenerimento, non bisogna partire dalla ricetta già utilizzata 25 anni fa da altre regioni. Bisogna evitare di tornare a quella direzione ma ci sono progetti che vanno in questa direzione”.
Un ruolo in questa sfida ce l’ha anche il Conai e per Luca Ruini, presidente del Consorzio, “serve coinvolgere i cittadini perchè altrimenti qualsiasi tipo di piano sarebbe insufficiente”. “Bisogna individuare i fabbisogni impiantistici necessari all’interno del territorio dove operiamo e questo vuole dire anche una crescita occupazionale dell’indotto”, ha aggiunto, “in questo quadro rientra l’accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente per le tre città metropolitane insieme alla Regione, che ha permesso di sbloccare fondi importanti per le tre città di Palermo, Catania e Messina”.
“Serve una accelerazione, abbiamo avuto una ottima collaborazione con il precedente assessore Pierobon e siamo sicuri anche di averla con il nuovo assessore ma provando a ottenere insieme delle ricadute sul piano concreto. Oggi è necessario andare più veloce”, ha sottolineato Mario Alvano, segretario di Anci Sicilia.
“Un aspetto da considerare”, ha aggiunto, “è quello della sostenibilità finanziaria. Su questo ancora riscontriamo profonde criticità”. Per Alvano il tema del pagamento della Tari, “che rappresenta o dovrebbe rappresentare il 100% del costo per la gestione dei rifiuti è uno di quegli aspetti su cui vanno fatte iniziative forti e forse serve interrogarsi se non serva una modifica legislativa profonda”. “Oggi abbiamo difficoltà nella riscossione di questo tributo ma fino a che noi non abbiamo il diretto rapporto tra costo e incasso da parte dei comuni avremo una situazione che si ripercuote come deficit finanziario per le casse degli enti locali”.
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Conte “Siamo primi, pressioni aumenteranno a dismisura”

APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “La squadra è cresciuta, ma sappiamo che le pressioni saranno sempre maggiori, sicuramente rispetto allo scorso anno siamo in una situazione diversa, lo scorso anno abbiamo fatto un buonissimo campionato, ma oggi siamo in testa e da qui alla fine le pressioni aumenteranno a dismisura, dovremo essere bravi a gestirle e a dimostrare di avere raggiunto la maturità che può portarci al successo”. Così il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia del match di domani contro il Parma. “Quest’anno c’è un dato importante: abbiamo battuto la squadra che ha vinto per 9 anni di seguito lo scudetto e che vorrebbe vincere per il decimo anno consecutivo. Lo scorso anno ci hanno battuto sia all’andata che al ritorno consolidando il loro strapotere, ma la vittoria di quest’anno contro la Juve ci ha dato maggiore autostima e consapevolezza nei nostri mezzi – ha spiegato Conte -. Dopo un anno e mezzo di lavoro per forza di cosa la squadra deve crescere, lo ha fatto nelle individualità, nell’organizzazione, nella mentalità, nella voglia e nella determinazione. Mancano 14 partite da qui alla fine, dovremo dimostrare di essere cresciuti in maniera totale e anche veloce”. C’è da concentrarsi sul prossimo impegno contro un avversario scomodo per l’Inter di Conte. “Ci attende una gara difficile anche perchè in questo mio anno e mezzo in nerazzurro, il Parma ci ha sempre creato difficoltà, siamo riusciti a vincere una sola volta con loro e abbiamo pareggiato le altre due partite. Loro in questo momento hanno una classifica pesante, ma hanno elementi di esperienza, di qualità, veloci, tecnici e c’è un ottimo allenatore come D’Aversa – ha spiegato Conte -. Bisognerà fare la partita giusta, avere l’approccio giusto e la massima attenzione, dovremo essere molto attenti quando saremo nella fase offensiva perchè il Parma ha giocatori importanti che possono far male”.
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