ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Ministeri”, che riorganizza competenze e strutture di alcuni dicasteri. Nasce così con questo provvedimento il ministero della Transizione ecologica (Mite), che sostituisce il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Ampio l’ambito di azione del nuovo dicastero, che assorbe, oltre a tutte le competenze dell’ex ministero dell’Ambiente, anche alcune delle competenze chiave nel processo della transizione ecologica, inerenti principalmente il settore dell’energia. In quest’ottica è previsto il passaggio nella nuova struttura di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico.
“Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del MiTE, il Ministero della transizione ecologica – commenta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – e parte quel percorso di costruzione che vede il governo intero impegnato nella realizzazione di questa nuova visione. Tutte le politiche afferenti a questo obiettivo primario faranno riferimento al MiTE: quella energetica, delle emissioni, lo sviluppo sostenibile, la mobilità green, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Senza dimenticare la mission storica del ministero: la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità, l’economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali. E’ una sfida imponente, e tutto il Governo è impegnato a lavorare per portarla a termine. Abbiamo davanti a noi poco tempo per vincerla, ce lo dicono i dati scientifici sui cambiamenti climatici”.
“Infine – conclude il ministro – voglio porre l’accento sul nuovo acronimo del ministero: MiTE. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni”.
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Nasce il ministero della Transizione Ecologica
Covid, Conte “Fuorviante la dicotomia tra salute ed economia”
FIRENZE (ITALPRESS) – “L’Italia si è trovata a gestire per prima la pandemia in Europa e nell’ambito occidentale. I momenti iniziali sono stati molto complicati. L’Italia per prima è stata chiamata a fare scelte risolute, inedite. Non disponevamo ancora di un quadro chiaro ed esauriente della situazione”. Lo ha detto l’ex premier Giuseppe Conte durante una lectio magistralis all’Università di Firenze.
“Le difficoltà di gestione sono subito apparse evidenti, l’organizzazione sanitaria nel nostro Paese è pressochè affidata alle Regioni – ha aggiunto Conte -. Via via che la pandemia si è diffusa la prospettazione ingannevole della dicotomia fra tutela della salute e tutela dell’economia. Questa interpretazione l’abbiamo fin da subito respinta perchè fuorviante”.
Per Conte “la politica deve perseguire un europeismo critico, non fideistico: un approccio di autentica conversione che consapevolmente recuperi e rilanci, attualizzandole, le ragioni fondative del sogno europeo”.
“C’è euforia – ha aggiunto Conte – per le professioni di fede europeista che si sono moltiplicate anche in Italia in queste ultime settimane, tanto più che alcune di queste sono giunte inopinate”. Tuttavia “l’europeismo non è una moda e il modo migliore per contrastare i ripiegamenti identitari è lavorare con lungimirante concretezza per rafforzare la credibilità, l’affidabilità della casa comune europea: altrimenti, quando il vento cambierà e torneranno a spirare i venti nazionalisti, sarà molto complicato riuscire a contrastarli con la forza di soluzioni solide ed efficaci”.
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Partiti, è l’ora del silenzio laborioso
Alcuni politici non hanno ancora compreso che la fase della confusione è finita. Continuano ad assecondare la pancia dei cittadini nella speranza di aumentare la loro popolarità e di dare comunque la sensazione di essere protagonisti della giornata mediatica. Si aggrappano al pretesto elementare che la gente è stanca di essere limitata nella propria libertà a causa della pandemia e quindi bisognerà apprestarsi a restituire a tutti più libertà, riaprendo le attività, mitigando le restrizioni, rientrando nella normalità non consci dei forti danni che possono svilupparsi nella psicologia di massa. Non mettono in guardia rispetto ai rischi che si correrebbero, si riferiscono solo al desiderio naturale di normalità come fossero al bar. Mi chiedo come si possa essere catturati da un vortice di astrazione così avvilente ed evidente? I contagi in Italia non scendono di numero, in moltissime regioni gli ospedali fanno fatica ad accogliere gli ammalati a causa di saturazioni impreviste, e intorno a noi altri paesi come Germania e Francia adottano misure più restrittive, e noi dovremmo addirittura indebolire le difese già precarie dovute all’incuria passata prodotta dalle stesse cicale?
Persino capi di governo portati ad esempio all’inizio della pandemia dai negazionisti nostrani ed esteri come Johnson del Regno Unito, si sono convertiti al rigore. Chissà poi perché dovremmo abbandonare la cautela. Certamente le limitazioni per bar, ristoranti palestre, teatri, cinema, e zone sciistiche comportano conseguenze economiche per gli imprenditori interessati e per l’economia nazionale, ma decisioni maldestre ci procurerebbero danni ancora più ingenti. Costerebbe molto meno per la comunità indennizzarli che attizzare altri focolai d’infezione. Con le vaccinazioni siamo giunti alla fase più delicata e conclusiva come tutti possono ben intendere; stringere i denti qualche mese ancora potrà farci finalmente uscire dal tunnel indenni. Ma allora perché con un governo così importante appena varato, i rappresentanti di questa nuova maggioranza annunciata come di salvezza nazionale, non riescono proprio a stare al posto loro?
Con Mario Draghi alla guida della politica italiana il livello della discussione e dei propositi alti è molto cresciuto, e questo ha spiazzato gran parte della dirigenza dei partiti impegnati ormai da troppo tempo a concepire solo una comunicazione di tipo elettoralistica. Il livello delle attività nazionali ed internazionali di Draghi, potenzialmente possono mettere in crisi le dirigenze politiche, abituati come non sono a stare “sul pezzo”, soprattutto in momenti delicati come quelli che stiamo vivendo. Dunque un po’ per abitudine, un po’ perché è diventato ancor più arduo stare nell’agone politico, taluni capi di partito o aspiranti tali fanno la voce grossa per farsi notare o addirittura a intenzionalmente disturbare. Se le cose stanno così, le precauzioni del nuovo Presidente del Consiglio saranno ben presto prese dentro e fuori l’esecutivo. È evidente che in questi mesi gli italiani si giocano l’ultima chance per la propria condizione economica e sociale e per la loro reputazione internazionale.
La posta in gioco è così alta che non può essere sacrificata sull’altare di giochi di palazzo che abbiamo già conosciuto anni fa, quelli messi in atto già con Monti, reo in quell’epoca di agire con politiche economiche di rigore, purtroppo ancora necessarie per curare i mal d’Italia. E allora le forze politiche più avvertite dovranno prendersi le loro responsabilità ed adottare posizioni forti per evitare questa deriva. Ma anche il sistema di informazione dovrà scegliere sentieri più virtuosi, dando risalto alle notizie più adatte alla battaglia in atto, anziché proporre discussioni fuorvianti. Quando si affronta un nemico così dannoso per tutta la comunità come è il COVID, l’esigenza di sterilizzare ogni comportamento egoistico che può contrastare con gli interessi generali non può che essere la regola basica di comportamento per ciascuno. Ce lo hanno insegnato i nostri avi, così come lo pretende il buon senso. Proprio in queste circostanze, le classi dirigenti devono attenersi al silenzio laborioso. Il potere nella società italiana è molto parcellizzato; non esiste una forza politica che non abbia un proprio aderente che non sia sindaco di una città, che non sia presidente di una Regione, e poi assessori, ministri e sottosegretari. Se vogliono fare qualcosa di utile spronassero a una gara per azioni virtuose e non a chi la spara più in alto per compiacere chi in quel momento è esasperato ed ha bisogno di aiuto non con le parole ma con i fatti. È il momento di cambiare, con il silenzio laborioso.
Raffaele Bonanni
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Ferrari pronta per il 2021, Leclerc e Sainz “L’obiettivo è crescere”
ROMA (ITALPRESS) – “Ci aspetta un anno importante, con grandi sfide, e su Leclerc e Sainz vogliamo fondare il nostro futuro”. Mattia Binotto, team principal della Ferrari, alza ufficialmente il sipario sulla stagione 2021 della Rossa. “Ci attende un percorso lungo e accidentato – le sue parole nel giorno della presentazione del team – Ci saranno dei momenti in cui potremmo commettere degli errori, ma l’importante è imparare a crescere con lo spirito giusto. Siamo reduci da delusioni che non dovranno ripetersi: dobbiamo rappresentare la Ferrari e onorare la divisa che indossiamo. Mi aspetto sempre meno errori, pochi o nessuno, mi aspetto qualità e un’allegria agonistica salutare”. Binotto sottolinea che “il 2022 sarà la nostra migliore occasione per tornare al vertice: non significa che potremo sicuramente vincere, ma dobbiamo fare il meglio. Gli ingredienti ci sono, il nostro obbligo è continuare a crescere. Quest’anno dovremo ancora avere pazienza, basta vedere il gap significativo che avevamo nel 2020 dal vertice. E’ impensabile riuscire ad azzerarlo in così poco tempo – ha spiegato ancora Binotto – ma questo non significa che non dobbiamo continuare a crescere”. “L’obiettivo stagionale è fare meglio del 2020, quindi del sesto posto nel Mondiale costruttori – gli fa eco Charles Leclerc – ma io guardo anche a posizioni più alte. Sicuramente poi dobbiamo costruire una base solida per il 2022, un anno importantissimo che condizionerà le stagioni successive perchè avremo un progetto completamente nuovo”. “L’obiettivo minimo è fare risultati migliori rispetto all’ultima stagione – ribadisce anche Carlos Sainz – Vogliamo ridurre il gap con la Mercedes e prepararci per un 2022 che realisticamente è la nostra prima opportunità per fare uno step più grande. Se lavoriamo nel modo giusto possiamo recuperare il gap: l’ho visto alla McLaren. Alla Ferrari c’è tutto per riuscirci, anche se non sarà facile”.
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Coronavirus, De Luca “Da lunedì chiudiamo le scuole in Campania”
NAPOLI (ITALPRESS). “Vi comunico che da lunedì chiudiamo tutte le scuole”. Lo ha annunciato il Presidente della Campania Vincenzo De Luca nel corso della consueta diretta social del venerdì pomeriggio. “Abbiamo registrato in queste ore – spiega il governatore – in particolare nelle scuole di Napoli, la presenza della variante inglese. Non credo dobbiamo aspettare ci sia un’epidemia diffusa di Covid anche tra i ragazzi di 10-15-18 anni. Con buona pace di qualche comitato, che è sempre pronto a fare ricorso al tribunale amministrativo, dobbiamo far fronte alle varianti emerse e dobbiamo utilizzare qualche settimana per completare la vaccinazione del personale scolastico. Non c’è nulla di ideologico – conclude De Luca – sono due motivi chiari, indifferenti alla logica della lamentela continua”.
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Campionati giovanili, derby e big match nei tornei Under 17 e 16
ROMA (ITALPRESS) – Prosegue l’impegno delle formazioni professionistiche con i Test Match organizzati dal Settore Giovanile e Scolastico nell’ambito dei Campionati Nazionali Giovanili. Grande sfida tra Atalanta e Milan, che non solo saranno impegnate nel turno di Under 18, ma che si affronteranno anche con le rispettive formazioni Under 17 e Under 16. Tanti gli impegni in Emilia-Romagna: dalla tripla Sassuolo-Bologna fino ai match tra SPAL e Juventus (Allievi A e B) e Parma e Inter (Under 16 e Under 15), con altri derby in gara secca.
In Liguria spazio ai confronti su tutte le categorie tra Spezia e Sampdoria e tra Virtus Entella e Torino, mentre a Venezia arriverà la Roma con le sue formazioni di Allievi. Concludono il weekend Empoli-Lazio, Napoli-Turris (Under 17 e Under 16), e Albinoleffe-Giana Erminio.
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Under 18, si riparte dal 3° turno, riflettori su Milan-Atalanta
ROMA (ITALPRESS) – Dopo il recupero della scorsa domenica, con la Roma che ha battuto il Parma, ricomincia ufficialmente il Campionato Nazionale Under 18. Le squadre riprenderanno il normale calendario ripartendo dalla terza giornata d’andata, mentre le ultime due gare della seconda (Inter-Parma e Roma-Torino) si disputeranno mercoledì 10 marzo. Il programma del fine settimana prevede il riposo della Roma, mentre il Parma cercherà riscatto contro il Genoa di Ruotolo, al momento in testa alla classifica con 4 punti. Il Milan sarà a caccia della prima vittoria nella competizione nella sfida all’Atalanta, mentre il Monza ospiterà la Lazio di Rocchi. L’altra squadra a 4 punti, la Fiorentina, affronterà in trasferta il Sassuolo. L’ultima partita in calendario sarà quella tra il Torino di Semioli e l’Inter di Chivu, che si affronteranno nell’infrasettimanale di mercoledì.
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Vetrò “Il Gse sarà protagonista della transizione ecologica”
“Quello che il GSE può fare è candidarsi come attore principale nella gestione di questi fondi” del Recovery “che riguardano la transizione ecologica. Noi già gestiamo delle cifre molto significative, circa 16 miliardi di euro l’anno, ed è un mestiere che oggettivamente abbiamo dimostrato di saper fare. Nell’ambito di quelle che saranno le scelte e le ripartizioni dei fondi, penso che il GSE si possa legittimamente candidare come un soggetto della transizione, anzi direi un volano della transizione”. Lo ha detto il presidente del Gestore dei Servizi Energetici, Francesco Vetrò, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, sottolineando come energia e ambiente siano diventati “indissolubili, la stessa transizione ecologica ne è una testimonianza chiara”.
“Per realizzare la coscienza della sostenibilità occorre fare due cose: dare delle informazioni esatte e fare una formazione. Ma anche comunicare l’energia è una cosa fondamentale nell’ottica della coscienza sostenibile e dello sviluppo sostenibile”, ha aggiunto Vetrò, sottolineando che nel corso dell’ultimo anno segnato dalla pandemia il settore energetico non ha avuto una crisi significativa. “Credo che nessun operatore ha avuto delle ripercussioni, si è dimostrato di quanto l’energia di pari passo con la digitalizzazione sia fondamentale. Sempre più l’energia è parso come bene imprescindibile per la nostra esistenza”, ha proseguito.
Vetrò ha infine ricordato qual è il ruolo del GSE: “È una società dello Stato il cui compito essenziale è promuovere da un lato l’efficienza e dall’altro la produzione di energia rinnovabile. Si tratta in concreto di assicurare incentivi agli operatori affinchè possano realizzare i loro progetti e questi progetti tenderanno a soddisfare gli obiettivi della transizione ecologica. Quindi – ha concluso – il nostro compito è senz’altro quello di essere il veicolo e lo strumento di agevolazione del percorso, ma in questa fase è necessario che maturi una coscienza ecologica e una coscienza legata alla sostenibilità”.
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