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Meloni “Nostra idea di Europa non si sposa con democrazia dimezzata”

ROMA (ITALPRESS) – “In molti hanno fatto dell’europeismo lo spartiacque su cui il nuovo governo è nato, ma in realtà si sarebbe dovuto parlare dell’adesione di una certa visione di Europa. Lo stesso Draghi, nel suo intervento programmatico, ha ben chiarito la sua prospettiva: quella di una sempre maggiore cessione di sovranità dagli Stati nazionali all’Unione europea. Ecco, noi abbiamo una visione diversa e non per questo siamo nemici dell’Europa”. Lo scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in una lettera al quotidiano La Repubblica.
“L’europeismo rischia di diventare una foglia di fico dietro la quale coprire un’operazione, quella del governo Draghi, costituzionalmente legittima ma politicamente senza eguali in Europa e forse nel mondo democratico. Già, perchè nessun altro Stato europeo è guidato da un Presidente del Consiglio che non abbia ottenuto, direttamente o indirettamente, un mandato nel corso delle elezioni politiche”, prosegue Meloni.
“Un governo a guida tecnica nato nelle dinamiche di palazzo è un’anomalia soltanto italiana – lo ha sottolineato qualche giorno fa persino l’Economist – perchè normalmente, nelle democrazie, il ricorso alle urne viene considerato il momento più alto e non una tentazione golpista”, spiega.
Quindi “non si tratta nè di essere pro o contro Draghi – personalità certamente rispettabile – e nemmeno di essere pro o contro l’Europa, sulla cui costruzione futura è legittimo avere opinioni differenti. Si tratta, più semplicemente, di non rassegnarsi all’idea che quella italiana sia una democrazia dimezzata, nella quale il voto dei cittadini conta sempre meno e quando il gioco si fa duro arriva qualcuno calato dall’alto per provare a fare ciò che chi viene scelto dal popolo non saprebbe certamente fare – conclude la leader di Fdi -. A questo racconto, che fa dell’Italia una Nazione arretrata e non un’avanguardia come si vuole raccontare, Fratelli d’Italia non si piegherà mai”.
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Osaka-Brady la finale femminile degli Australian Open

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Naomi Osaka e Jennifer Brady si affronteranno nella finale femminile degli Australian Open, primo Slam della stagione che si avvia alla conclusione sul cemento di Melbourne Park. La 23enne giapponese si conferma un tabù per Serena Williams, battuta ancora una volta: 6-3 6-4 in un’ora e 15 minuti di gioco a favore della numero 3 del mondo, che giocherà così la quarta finale in uno Slam dopo i successi agli Us Open (2018 proprio contro Serena e 2020) e il trionfo a Melbourne di due anni fa. Partita senza storia, dominata dalla Osaka – imbattuta da 20 match – contro una Williams per la quale il record dei 24 Slam di Margaret Court si sta via via trasformando in una maledizione: basti pensare che in carriera non aveva mai perso nessuna delle sette semifinali disputate fin qui nell’Open australiano. Finisce così in lacrime la 39enne statunitense: il convincente successo sulla Halep aveva fatto pensare che fosse la volta buona per tornare a conquistare un Major che manca nella sua personale bacheca dal successo ottenuto proprio a Melbourne nel 2017. Da allora 4 finali perse e tante altre delusioni al rientro dalla maternità, tanto che ci si interroga su fino a quando Serena deciderà di andare avanti. “Non so, se dovessi decidere di smettere non lo direi comunque a nessuno”, la sua risposta in conferenza stampa alle domande sul futuro. Ma a Melbourne c’è un’altra favola in corso, quella di Jennifer Brady che a 25 anni conquista la sua prima finale in uno Slam. Nella sfida fra le due rivelazioni del torneo, ha la meglio la statunitense che piega Karolina Muchova per 6-4 3-6 6-4 in quasi due ore di gioco e si guadagna il diritto di affrontare la Osaka. Alla Rod Laver Arena la ceca dimostra che il successo su Ashleigh Barty non è stato casuale ma la Brady, semifinalista all’ultimo Us Open, nei momenti decisivi si è dimostrata più solida e determinata, chiudendo i conti al quinto match point.
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Dal Senato fiducia al Governo Draghi con 262 Sì

ROMA (ITALPRESS) – Via libera dall’Aula del Senato alla fiducia al Governo Draghi. I voti favorevoli sono stati 262, i contrari 40 e gli astenuti 2. Erano presenti 305 senatori, di cui 304 votanti.
Resiste quindi il record ottenuto dal Governo Monti, che nel 2011 ottenne la fiducia al Senato con 281 voti favorevoli, 25 contrari e nessun astenuto.
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Porto-Juventus 2-1, Chiesa tiene in corsa i bianconeri

PORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Un lampo di Chiesa rende meno amara la serata della Juventus. Si chiude sul 2-1 per il Porto il primo round dell’ottavo di finale di Champions League al do Dragào. La squadra di Pirlo paga il terribile approccio alla partita nei primi minuti di gioco ma nel finale trova il gol della speranza in vista del ritorno del 9 marzo. Distratta e raramente pericolosa su azione in zona offensiva, la formazione bianconera dopo 2′ di gioco è già in svantaggio. Fa tutto Bentancur che sbaglia il retropassaggio per Szczesny e serve un assist involontario a Taremi che in spaccata anticipa il portiere polacco e sigla il gol dell’1-0. Una mazzata in termini psicologici per la Juventus già reduce dal deludente ko contro il Napoli in Serie A. Marega e compagni allentano la pressione forsennata di inizio match e lasciano il possesso palla ai bianconeri che al 35′ devono fare a meno anche di Chiellini costretto a lasciare il posto a Demiral. Nella ripresa, la scossa per i ragazzi di Pirlo non c’è. In compenso, c’è il raddoppio immediato del Porto che punisce ancora una volta le disattenzioni iniziali bianconere: Manafà sfonda sulla destra al 46′ e serve al centro Marega che batte Szczesny sul primo palo. Al 63′ Pirlo si gioca la carta Morata ma il gol del 2-1 è di Chiesa ALL’82’. Dopo una partita opaca, è Rabiot ad accendersi: il francese sfonda sulla sinistra e scarica per l’ex viola che col destro firma un gol pesantissimo in vista del ritorno. Nel recupero Cristiano Ronaldo chiede un rigore ma l’arbitro fischia la fine.
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Doppietta Haaland a Siviglia, Dortmund vince 3-2

SIVIGLIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il Borussia Dortmund sbanca il Ramòn Sanchez Pizjuan battendo il Siviglia per 3-2 (doppietta di Haaland) e mettendosi in una condizione decisamente favorevole per accedere ai quarti di finale di Champions League: i tedeschi, nella gara di ritorno, avranno due risultati su tre per passare il turno. L’inizio del match, però, è tutto dei padroni di casa ai quali bastano 7 minuti per sbloccare il punteggio: l’ex Milan Suso riceve al limite dell’area, finta il tiro con il sinistro, si sposta la palla sul destro e calcia trovando la deviazione di Hummels che spiazza il portiere avversario per l’1-0. Lo svantaggio ha il potere di svegliare i tedeschi che, al 19′ trovano il pareggio con un gran destro a giro dal limite di Dahoud. E’ la rete che permette alla marea gialla di straripare, in particolar modo Haaland che prima sfrutta il passaggio di Sancho per freddare Bounou in uscita e firmare il sorpasso, e poi al 44′ chiude perfettamente il contropiede battendo con il sinistro Bounou e calando il tris che manda tutti negli spogliatoi per l’intervallo. Solo nel finale il Siviglia riesce a farsi vedere con la punizione di Rodriguez che si stampa sul palo a Hitz praticamente battuto. Gli spagnoli, però, non si arrendono e accorciano le distanze con De Jong, servito perfettamente sul secondo palo, che di destro fissa il punteggio sul 2-3 rendendo la rimonta nella gara di ritorno del 9 marzo complicata, ma non impossibile, per il Siviglia.
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Governo, Draghi “Coinvolgeremo le parti sociali e gli enti locali”

ROMA (ITALPRESS) – “Confermo l’impegno al coinvolgimento delle parti sociali e dei corpi intermedi, incontrati durante le consultazioni, lo stesso vale per gli enti locali, certe cose non si fanno se non sono discusse con le Regioni, il loro coinvolgimento è essenziale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella replica in Senato.
Sulla questione migratoria “la risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee”, ha sottolineato Draghi.
“Permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, e Stati del Nord e dell’Est Europa, preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari – ha aggiunto -. L’Italia, sostenuta anche da alcuni Paesi mediterranei come la Spagna, propone come concreta misura di solidarietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro-quota”.
“La cultura va sostenuta, il rischio è la perdita di un patrimonio, non solo economico, molto è stato fatto per i ristori immediati ma serve fare ancora di più”, ha detto ancora Draghi.
“Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura”, ha proseguito.
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Addio a Gianluigi Saccaro, oro spada a squadre a Roma ’60

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Lutto nella scherma italiana per la scomparsa di Gianluigi Saccaro, l’ultimo rappresentante della squadra di spada che vinse l’oro olimpico ai Giochi di Roma 1960, composta fra gli altri da Giuseppe Delfino, Edoardo Mangiarotti, Carlo Pavesi e Alberto Pellegrini. Saccaro, 82 anni, in carriera vinse anche altre due medaglie olimpiche, l’argento a squadre a Tokyo 1964 e il bronzo nella spada individuale a Città del Messico 1968, oltre ai due titoli mondiali di squadra nel 1957 e 1958. “Con Saccaro se ne va un pezzo della storia della scherma – ha commentato il presidente della Federazione, Giorgio Scarso – Faceva parte di quella pattuglia di grandi schermidori che hanno onorato l’Italia tra gli anni ’50 e gli anni ’60 ed è stata una persona capace di dare la sua presenza in tutti i momenti importanti, anche negli ultimi anni. Con stile, garbo e classe ha interpretato la scherma a 360 gradi. Lo ricorderemo come uno dei nostri più grandi campioni”. Ha voluto rivolgere un pensiero a Gianluigi Saccaro anche Carola Mangiarotti, figlia di Edoardo, che con lui aveva condiviso tanti successi. “Gianluigi Saccaro era il più giovane della squadra olimpica di Roma 1960 – ha detto – ma negli ultimi anni di carriera ha anche tirato nel nostro circolo, diventandone anche consigliere. L’ho sempre ammirato come schermidore, era un atleta bello da vedere, ma ci legava anche una grande amicizia. L’ultima volta che l’ho visto è stato al centenario di papà, il 25 maggio 2019. È l’ultimo pezzo di un’epoca che finisce”.
Nel 2015 Saccaro è stato insignito del Collare d’Oro Coni al merito sportivo, la massima onorificenza sportiva italiana. La Federazione italiana Scherma esprime tutto il suo cordoglio per questa grave perdita e anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in un messaggio ha espresso il cordoglio a nome dello sport italiano, stringendosi ai familiari di Saccaro ed abbracciando la Federscherma nel ricordo di uno dei protagonisti di Roma ’60 e di altre pagine importanti della storia olimpica azzurra.
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Salvini “Il tema Euro non è di attualità”

ROMA (ITALPRESS) – “Sto più sul concreto e lascio agli altri la filosofia: meno tasse, più cantieri, più rimpatri e più salute. Lasciamo agli altri le dissertazioni sulle monete. Vedremo di essere la parte concreta di questa maggioranza, lasciando le divisioni agli altri”. Matteo Salvini, intervistato da Sky Tg24, torna sulla polemica sull’euro rivendicando concretezza. “Il tema dell’euro non lo ritengo un tema d’attualità oggi. La gente ha problemi di salute, scuola e lavoro”, precisa il leader della Lega. E assicura il massimo impegno in nome dell’unità richiesta in Senato dal premier Mario Draghi. “In questo momento c’è un virus da sconfiggere e posti di lavoro da salvare. Ho le idee diverse dalla sinistra ma è il momento di mettere sul tavolo le idee comuni. Su quello che ci divide avremo da confrontarci una volta che sarà sconfitta la pandemia. Dividersi oggi su temi lontani dalla vita quotidiana non mi sembra intelligente”.
(ITALPRESS).