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Basta lo 0-0 contro l’Inter, Juve in finale di Coppa Italia

TORINO (ITALPRESS) – La Juve imbriglia l’Inter e vola in finale di Coppa Italia. All’Allianz Stadium, dopo il 2-1 della gara d’andata, basta lo 0-0 ai bianconeri che offrono un’altra solida prestazione difensiva dando continuità ai tre clean sheet consecutivi in campionato, pur senza Bonucci e Chiellini nell’undici titolare. La Juve lascia il pallino nelle mani dell’avversario, l’Inter spinge sull’acceleratore sin dalle prime battute e al decimo minuto ci sono già le prime proteste. Lautaro Martinez cade in area al momento del tiro, l’Inter protesta per un presunto tocco di Bernardeschi ma l’arbitro Mariani è vicino all’azione e non si lascia ingannare dalla dinamica dell’episodio. L’Inter arriva con facilità al limite dell’area sfruttando la corsia destra con Hakimi che spesso e volentieri si aggiudica il duello con Alex Sandro, ma Demiral e De Ligt fanno letteralmente muro davanti alla porta difesa da Buffon. E così, negli ultimi minuti della prima frazione, la Juventus prova a uscire dal guscio e a mettere in ritmo un Ronaldo, fino a quel momento troppo isolato. Proprio sui piedi del portoghese capita una ghiotta palla-gol al 64′ ma il tiro è poco angolato e Handanovic riesce a coprire lo specchio. Decisamente di altra caratura la giocata al 70′ del numero 7 bianconero, che passa tra Skriniar e Barella ma viene fermato ancora una volta dal capitano nerazzurro. Con il passare dei minuti e con l’Inter chiamata a segnare due reti, la Juve ha più chance per colpire in campo aperto ma pecca di lucidità nell’ultima scelta. Pirlo non vuol rischiare nulla, all’81’ punta sull’affidabilità di Chiellini per blindare il risultato e l’obiettivo viene raggiunto: dopo 4′ di recupero la Vecchia Signora festeggia, contro Atalanta o Napoli andrà a caccia della quattordicesima Coppa Italia.
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Con Smart Road oltre 3 mila km di strade intelligenti

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Oltre 3.000 km di strade intelligenti con un investimento complessivo di 1 miliardo. In linea con gli indirizzi ricevuti dal Mit, Anas ha investito nel progetto Smart Road, una tecnologia propedeutica allo sviluppo della Smart Mobility e ai futuri scenari di guida autonoma dei veicoli. I dettagli di questo programma sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cortina d’Ampezzo, nell’ambito dei Mondiali di sci. “Questo è stato il primo banco di prova per la mobilità Smart – ha spiegato Claudio Andrea Gemme, presidente di Anas e commissario di Governo per l’attuazione del piano straordinario di potenziamento della viabilità per i Mondiali Cortina 2021 -. Abbiamo dotato la strada statale 51 ‘di Alemagna’, nella tratta tra il comune di Ponte nelle Alpi e il passo Cimabanche, di una infrastruttura tecnologica che migliorerà in modo sensibile la qualità degli spostamenti nel territorio. Questa è la prima strada in Italia a essere stata attrezzata con tecnologie avanzate che consentiranno lo scambio di informazioni infrastruttura-utenti e il dialogo fra gli utenti. Una strada idonea a dialogare con i veicoli di nuova generazione – ha aggiunto – anche nell’ottica dell’impiego dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida prodromici alla guida autonoma. Sulla SS51 per le opere relative alla smart road abbiamo investito complessivamente circa 27 milioni su un percorso lungo 80 km che attraversa 7 centri abitati dotato di 336 postazioni polifunzionali e di una control room ubicata nella nostra casa cantoniera Bigontina a Cortina d’Ampezzo. Quando il progetto diverrà operativo i principali beneficiari di questa straordinaria innovazione tecnologica saranno gli utenti che percorrono quotidianamente queste strade per lavoro o per turismo”.
Lo sviluppo della Smart Road sulla statale 51, con l’installazione di “Road Site Unit” con tecnologia CV2X (Cellular Vehicle to Everything), rappresenta la copertura su singola tratta più estesa in Europa. “Siamo testimoni di un cambiamento radicale, una nuova concezione del settore, dove l’utente si colloca al centro di un sistema multi-modale, integrato e digitale. Il volume e la velocità con cui oggi i dati vengono generati, elaborati e memorizzati è senza precedenti”, ha osservato l’Ad di Anas Massimo Simonini. “Nell’obiettivo di potenziare la sicurezza degli utenti consentendo una visione dell’infrastruttura sempre più completa, responsive e connessa, abbiamo in programma di investire nelle Smart Road Anas 1 miliardo ed è in corso una prima fase con un investimento di circa 250 milionio, anche grazie a contributi europei che hanno riconosciuto il valore innovativo del nostro piano. Questo primo step riguarda alcuni dei più importanti assi strategici del nostro Paese”, ha aggiunto. Simonini ha spiegato che “oltre alla statale 51 ‘di Alemagna’, rientrano nel progetto, anche l’itinerario E45-E55 ‘Orte-Mestre’, in Sicilia la Tangenziale di Catania e la A19 ‘Autostrada Palermo-Catania’, nel Lazio le autostrade A90 ‘Grande Raccordo Anulare di Roma’, A91 ‘Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino’ e la A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’. L’intera penisola sarà interessata da questa tecnologia che si sviluppa nel segno dell’ecosostenibilità e del rispetto dell’ambiente, valori da sempre al centro della mission di Anas”. Lungo il tragitto della Smart Road, all’incirca ogni 20/30 Km, saranno ubicate le Green Island, aree al cui interno verrà distribuita energia proveniente da fonte rinnovabile, in grado di alimentare tutti i sistemi in materia autonoma, per il modulo di competenza. Oltre all’installazione di sistemi di ricarica per veicoli, sono previste aree di ricarica e sosta per droni, i quali consentiranno di monitorare il traffico stradale in punti strategici. Il progetto Smart Road Anas si basa su una piattaforma digitale che si articola sulla rete stradale come un ‘sistema nervoso’ con il supporto delle tecnologie quali Iot, intelligenza artificiale, Big Data e sensoristica avanzata attraverso lo sviluppo della rete di banda ultra larga. L’utente potrà godere di servizi informativi riguardanti la deviazione dei flussi di traffico nel caso di sinistri, suggerimenti di percorsi o traiettorie alternative, gestione di accessi, parcheggi e rifornimenti. In proiezione futura diventerà la strada che ospiterà le auto a guida autonoma. Nel corso della conferenza stampa, tra gli altri, è intervenuto Valerio Toniolo, commissario per le opere dei Mondiali di Cortina 2021: “La collaborazione con Anas ha consentito al commissario di Governo l’investimento su infrastrutture stradali che hanno migliorato e miglioreranno la viabilità del paese, trasformando il volto di Cortina. Non solo, saranno un valore aggiunto per le Olimpiadi 2026. L’innovazione tecnologica, unita ad un nuovo concetto di mobilità saranno lo schema vincente non solo per Cortina, ma per l’intero Paese”.
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Tumore al seno, anche in Sicilia campagna online per i test genomici

PALERMO (ITALPRESS) – I test genomici per definire le terapie più appropriate contro il tumore al seno devono essere resi disponibili quanto prima anche in Sicilia. La richiesta alle istituzioni nazionali e locali arriva da Europa Donna Italia, il movimento per la prevenzione e la cura del tumore al seno, che ha lanciato la campagna nazionale “Chemio: Se Posso la Evito” per dare voce alle oltre 2 milioni e 500mila siciliane e a tutte le donne delle altre regioni.
E’ stata aperta una raccolta di firme on line (europadonna.it/testgenomiciora), supportata da una social challenge, che ha già raggiunto più di 9570 firme. Ogni martedì e venerdì vengono pubblicati sui profili Facebook e Instagram di Europa Donna i video virali realizzati dai sostenitori della campagna (l’hashtag è #testgenomiciora).
Sempre sui principali social media sono anche diffusi messaggi e materiale informativo relativi all’importanza dei test genomici. La sottoscrizione è in corso, ma ci si aspetta una vera e propria accelerazione della raccolta firme da parte delle associazioni di volontariato e le pazienti della Regione. I risultati e le sottoscrizioni raccolte durante social challenge verranno inviati a fine marzo, quando la campagna terminerà, al Ministero della Salute.
Da anni ormai i test genomici, grazie ai quali moltissime donne colpite da tumore al seno possono evitare la chemioterapia, sono disponibili nella maggioranza dei Paesi europei, ma l’Italia non ne ha ancora autorizzato la rimborsabilità. Solo lo scorso 30 dicembre, con l’approvazione della Legge di Bilancio è stato istituito un fondo nazionale di 20 milioni di euro annui per il rimborso delle spese sostenute dagli ospedali per l’acquisto dei test. Tuttavia il fondo non sarà accessibile finchè il Ministero della Salute non emanerà un decreto attuativo, dopodichè le Regioni dovranno distribuire le risorse alle strutture del territorio.
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Giustizia, Cuva “ruolo Tributarista a tutela criticità ordinamento”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il ruolo delicato ed impegnativo dell’Avvocato tributarista va inquadrato come funzione di ‘tutelà rispetto alle gravi criticità che caratterizzano il nostro ordinamento tributario sia sul versante del Diritto sostanziale che su quello processuale che necessitano entrambi di interventi di riforma strutturali ed urgenti”. Lo ha detto Angelo Cuva, vicepresidente Uncat, nel corso della presentazione del VI Corso biennale per conseguire il titolo di Avvocato specializzato in Diritto Tributario, organizzato dall’Unione nazionale camere tributarie. Oltre cento i partecipanti all’incontro, in videoconferenza sulla piattaforma zoom. Una lectio magistralis è stata tenuta dal decano dei tributaristi italiani, Andrea Parlato, professore benemerito dell’Università di Palermo.
“Sotto il primo profilo la tecnica legislativa porta ad una produzione normativa a getto continuo, a cascata e asistematica che determina una grave crisi di certezza del diritto – ha spiegato Cuva -, sia nel senso della scarsa chiarezza delle norme che della difficoltà di individuazione della disposizione applicabile al caso concreto, ambito nel quale l’avvocato specialista diviene la ‘Guidà indispensabile del contribuente per uscire da un labirinto fiscale nel quale altrimenti resterebbe prigioniero”.
“Sull’altro fronte, quello processuale – ha aggiunto – l’attuale sistema di tutela affidato alle Commissioni tributarie presenta delle criticità a tutti note e ampiamente condivise dagli operatori del settore, criticità di recente richiamate dallo stesso Primo presidente della Suprema Corte di cassazione, Pietro Curzio, in merito alla necessità che la giustizia tributaria (da più parti definita come figlia di un ‘Dio minorè) sia sorretta da giudici a tempo pieno, al fine di accrescere la qualità dei provvedimenti e ridurre il numero dei ricorsi e in generale di assicurare una equa attuazione delle disposizioni fiscali”.
“In attesa che il necessario e non più rinviabile processo di riforma del sistema tributario si avvii e arrivi a traguardi apprezzabili – ha concluso il vicepresidente Uncat -, il che evidentemente si colloca in una prospettiva di medio o lungo periodo (non sono credibili le ipotesi di riforma da realizzare in pochi mesi…), il ruolo dell’avvocato tributarista, che in quest’ottica assume anche una sorta di carattere di supplenza rispetto alle carenze di sistema evidenziate e, per certi versi, anche una funzione di ‘curà rispetto ad una sistema afflitto da una cronica e grave patologia, risulta sempre più importante e delicato e per questo necessita di una particolare professionalità e specializzazione che sono strettamente connesse ad una adeguata formazione”.
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Coronavirus, 10.630 nuovi casi e 422 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 10.630 i nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore in crescita rispetto ai 7.970 di ieri, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute. Crescita significativa dei decessi, da 307 a 422.
Resta stabile l’indice di positività al 5,5%. I guariti sono 15.827 mentre prosegue la discesa degli attualmente positivi che calano di 5.637 unità attestandosi a 413.967. Dagli ospedali si evidenzia, per quanto riguarda i ricoverati nei reparti ordinari, che questi decrescono di 15 pazienti, con un numero totale di 19.512. Stabili le terapie intensive a 2.143 ricoverati con 146 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 392.312 persone. La regione che registra il maggior numero di casi è la Lombardia (1.625), seguita da Campania (1.274) e da Emilia-Romagna (977).
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Ecco la Ducati 2021, Dall’Igna “Ci manca poco per giocarci il titolo”

ROMA (ITALPRESS) – La Ducati ufficiale si mostra al grande pubblico in vista del Mondiale 2021 di MotoGP. Sono state scoperte le livree – caratterizzate da un forte tono di colore rosso – delle nuove Desmosedici sulle quali saranno protagonisti Jack Miller (numero 43) e Francesco Bagnaia (numero 63), sostituendo di fatto Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci. L’azienda di Borgo Panigale proverà a riscattare un 2020 agrodolce con i nuovi piloti e Luigi Dall’Igna, direttore generale della Ducati, non nasconde le ambizioni. “Ci sono dei componenti congelati che dovranno essere uguali all’anno scorso, mentre nell’aereodinamica c’è un lavoro che punta a farci arrivare pronti al Mondiale. Non sarà la miglior moto della griglia, ma ci permetterà di ottenere dei risultati importanti. Manca veramente poco a Miller e Bagnaia per giocarsi il Mondiale”. Sulle qualità dei due piloti ufficiali: “Miller secondo me ha un talento incredibile – prosegue – ha fatto un finale di stagione pazzesco. Nelle ultime gare non ha sbagliato assolutamente nulla: può giocarsi il titolo, ma alcune volte è meglio accontentarsi che rischiare troppo. Bagnaia invece sa portare al limite la gomma davanti come in pochi riescono a fare. Il nostro obiettivo è far divertire tutti i ducatisti del mondo”. E anche i due piloti sognano in grande. “Far parte nuovamente del team Ducati per me è un onore – confessa Miller – Faremo del nostro meglio per portare a casa il campionato, sono passati troppi anni dall’ultimo titolo”. “Il potenziale della moto è alto, spero di riuscire a sfruttarlo – dice dal canto suo Bagnaia – Quando sei un bambino sogni sempre di salire in sella a una Ducati: ha un grande fascino che altre moto non hanno e poi è un marchio italiano. Ora ho la fortuna di essere nel team ufficiale, è il massimo che potessi chiedere”.
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Franco Marini rappresentava il meglio della filosofia Cisl

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Conobbi Franco Franco Marini poco più che ventenne, e la prima impressione che ebbi fu di una persona dinamica, moderna: un trascinatore nato. Nel Sindacato aveva fama di leader incontrastato della vasta area del pubblico impiego, riferimento di lavoratori democristiani e di centristi in generale, in quella stagione caratterizzata dalla presenza di estremismi e velleitarismi in campo sociale e politico. Il suo linguaggio sindacale era inconsueto: era asciutto e pacato, con un profilo molto distante da qualsiasi altro protagonista del mondo del lavoro dell’epoca. Marini mi piacque subito. Per me rappresentava il meglio la filosofia del carattere originario della Cisl: l’attitudine alla concretezza degli interessi dei lavoratori, la visione positiva della dialettica tra capitale e lavoro, la vicinanza alla cultura contadina ed alla comune appartenenza alle tradizioni abruzzesi.

Si è formato nella Cisl spostandosi da un territorio all’altro della penisola, così come impegnandosi in più categorie merceologiche come capitava a molti giovani nell’epoca dell’epopea sindacale italiana. Molto pragmatico e flessibile, era noto per la tenacia nel conseguire risultati voluti. In questo era sindacalista a tutto tondo: ogni iniziativa doveva avere un risultato visibile. Da questa dinamica, era convinto, si sarebbero generati altri risultati influenzati da quelli precedenti, godendo della scia positiva determinatasi dalla esperienza precedente. Ma era anche molto apprezzato per la qualità rarissima di rispettare coloro che lo avversavano. Non amava le rotture senza via d’uscita ed è per questo che la sua conduzione della cisl è stata apprezzata ed ha potuto dare forza al Sindacato. La sua conclusione dell’esperienza sindacale coincise con la tormentata fine della esperienza della prima Repubblica e con essa fine della Democrazia Cristiana che lo vide militante già diciassettenne.

Nel 1991 lascia il Sindacato e viene nominato ministro del lavoro, determinando successivamente la sua militanza in ruoli altissimi nel Partito Popolare, nella Margherita e poi determinando in prima fila l’esperienza del Partito Democratico quale esperimento in cui credeva, per riassumere le culture legate all’umanesimo ed al lavoro per il rinnovamento della politica. Incessante il suo lavoro politico che lo porta all’alta responsabilità di Presidente del Senato, non perdendo mai di vista l’idea forza che lo muoveva: la politica è l’arte dell’accordo e del compromesso, indispensabili per garantire governabilità ed efficacia della azione politica. In questo Marini è stato sempre riconosciuto dagli avversari come leale e costruttivo; uno stile ed un modo di pensare lontanissimo dai clamori, rotture, e scontri della seconda Repubblica.

Pensava che la personalizzazione nella vita pubblica fosse una devianza grave da cui nasceva gran parte dei vizi che in verità hanno così tanto prostrato il nostro paese, così come rifiutava gli eccessi e vacuità del protagonismo mediatico. Ha saputo mantenere il sufficiente distacco e contegno persino quando fu colpito da fuoco amico nella elezione a Presidente della Repubblica. Si spegne proprio al nascere della esperienza Draghi che tanto gli somiglia per carattere e modo di intendere la vita pubblica. Sono sicuro che Franco Marini avrebbe fortemente parteggiato per questa nuova e forse ultima chance per gli italiani, per curare i mali economici, sociali, e del modo di intendere l’impegno in politica.

Raffaele Bonanni

Recovery Plan, Confservizi a Draghi “Pronti a dare il nostro contributo”

ROMA (ITALPRESS) – Confservizi – la confederazione dei servizi pubblici locali che associa attraverso Utilitalia e Asstra 600 imprese dei settori acqua, rifiuti, energia e trasporto pubblico – ha scritto una lettera al premier incaricato Mario Draghi, rappresentando la disponibilità ad essere convocata, insieme alle altre parti sociali, per illustrare l’apporto di questi comparti alla ripresa economica del Paese.
“Le imprese dei servizi pubblici locali – si legge nella lettera firmata dal presidente di Confservizi, Andrea Gibelli – possono fornire un importante contributo nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che rappresenta un’occasione irripetibile per rimodellare la macchina-Paese. L’utilizzo di queste risorse, insieme alle profonde riforme che dovranno necessariamente accompagnarle, dovrà essere destinato a finanziare principalmente interventi ad elevato valore aggiunto, capaci di generare un significativo effetto volano”.
“In quest’ottica, la ripresa economica ed il rilancio competitivo del Paese nel solco del green deal europeo rappresentano indubbiamente delle priorità da sviluppare in un confronto aperto con i principali stakeholder nazionali. Un ruolo centrale potrà certamente essere giocato dalle imprese operanti nei servizi di interesse economico generale a rete da noi rappresentate; servizi che presentano una forte connessione con il territorio di riferimento e sono in grado di assicurare un sostegno decisivo alle economie locali, sia per il fondamentale supporto a tutte le altre attività industriali, sia in considerazione del rilevante impatto in termini di indotto”, conclude Confservizi, che nella lettera indirizzata a Draghi evidenzia inoltre “come gli investimenti connessi all’erogazione di servizi pubblici sono per definizione anticiclici, e come tali possono contribuire alla ripresa di numerosi settori attualmente in difficoltà”.
(ITALPRESS).