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Solinas “Rispetto sentenza del Tar, orgoglioso di avere difeso Sardegna”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Rispetto la sentenza del Tar, come ogni altro pronunciamento della Magistratura, ma sono certo che le ragioni della Sardegna fossero prevalenti sulle argomentazioni puramente tecnicistiche e farisaiche avanzate dal Ministero.
Abbiamo condotto una battaglia difficile, ma sono orgoglioso di avere difeso gli interessi legittimi della Sardegna, che faremo emergere anche nella discussione di merito”. Così il Presidente della Regione Christian Solinas commenta la sentenza del Tar che ha respinto la richiesta di misure cautelari della Regione contro l’ordinanza ministeriale che, qualificando la Sardegna zona arancione a partire dal 22 gennaio, ha causato un enorme danno al tessuto economico e produttivo dell’Isola, affliggendo la popolazione con un quello che la Regione considera un atto di prevaricazione”.
“Ricordo ancora una volta che dietro i colori assegnati da certi moderni ‘Dottori della Leggè – dice il Presidente Solinas -, ci sono i volti delle persone sofferenti, le attività economiche e produttive in crisi che hanno faticato in questi mesi per restare in vita e assicurare un futuro ai propri titolari e dipendenti.
I dati ufficiali e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla attestavano l’ingiustizia del provvedimento adottato; erano già stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non è mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione. Ed anche l’ultimo rapporto Gimbe confermava una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramento. Il Ministro era stato sordo alle nostre ragioni, e non ci era stato consentito di esprimere i nostri elementi di valutazione, che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti. Questa sentenza – conclude il Presidente -, conferma purtroppo una decisione arbitraria di uno Stato ostile alla Sardegna”.
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Tar dà ragione al governo, la Sardegna resta arancione

CAGLIARI (ITALPRESS) – Il Tar si è pronunciato questa mattina sul ricorso presentato dalla Regione Sardegna in merito alla zona arancione decisa dal Governo. Il tribunale ha dato ragione al ministro Roberto Speranza e con un decreto monocratico del presidente del Tar, Dante d’Alessio, si è deciso per la permanenza delle restrizioni volute dall’esecutivo nazionale con un’ordinanza del 22 gennaio. Ieri i chiarimenti arrivati dal Ministero e questa mattina la decisione sulla base della documentazione analizzata.
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Domani presentazione a Roma studio protezione anti-Covid

ROMA (ITALPRESS) – Si svolgerà domani, mercoledi 3 febbraio alle ore 16.00, nell’Aula Magna del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa di Roma, la presentazione dello Studio “Serena” volto alla protezione anti-covid per gli atleti delle Nazionali azzurre di sciabola e para-rowing. Si tratta di uno studio pilota che prevede l’implementazione di un rigido e standardizzato protocollo anti-Covid19 caratterizzato da una serie di test diagnostici implementati ad ogni ritiro e ad ogni trasferta per gare nazionali e internazionali mirati alla identificazione rapida di casi positivi alla infezione da Sars-Cov-2 in atleti e personale tecnico delle squadre nazionali. L’obiettivo è quello di valutare la fattibilità del protocollo per considerarne la possibile implementazione su più larga scala, l’efficacia nella protezione degli atleti dalla infezione da Covid-19 e l’impatto del protocollo nell’abbassare il livello di stato d’ansia nei confronti della infezione da parte degli atleti e del personale tecnico delle Federazioni partecipanti allo studio. Infatti, la ricerca include anche due questionari psicometrici, il primo sottoposto all’inizio e il secondo alla fine dello studio per valutare se l’implementazione di questo più intenso controllo e protezione da potenziali condizioni di contagio migliori anche lo stato di benessere psico-fisico in riferimento alla contingente situazione pandemica. Lo studio è condotto dal Dipartimento Scienze Biomediche dell’Università Statale di Milano, dall’Istituto San Gallicano IFO di Roma e dall’Università di Trento, di concerto con la Federazione Italiana Scherma e la Federazione Italiana Canottaggio ed i rispettivi staff medici e tecnici.
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Coronavirus, 9.660 nuovi casi e 499 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Ricrescono i contagi di coronavirus in Italia, con 9.660 nuovi positivi nelle ultime 24 ore contro i 7.925 registrati ieri a fronte di un numero elevato di tamponi effettuati, 244.429, e che fa crollare l’indice di positività al 3,9%. Crescono anche i decessi: nelle ultime 24 ore sono 499 (ieri erano stati 329).
I guariti sono 18.976, mentre gli attuali positivi flettono di 9.824 unità attestandosi su un numero complessivo di 437.765. Tornano a crescere i ricoveri; 20.317 i degenti attualmente nei reparti ordinari (+57). Nelle terapie intensive vi sono 2.214 pazienti con una riduzione complessiva rispetto a ieri di 38 degenti, ma con 158 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 415.234 persone. Sul fronte delle regioni, quella che registra il maggior numero di positivi è la Sicilia (984), seguita da Campania (919) e Lombardia (912).
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Terna prima electric utility al mondo nel Dow Jones Sustainability Index

ROMA (ITALPRESS) – Terna, il più grande operatore di rete per la trasmissione elettrica in Europa, si conferma – per il terzo anno consecutivo – al primo posto mondiale nel settore Electric Utilities del Dow Jones Sustainability World Index per performance di sostenibilità. E’ questo il risultato della recente revisione condotta dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM – S&P Global su cui si basa l’aggiornamento degli indici Dow Jones Sustainability.
In particolare, Terna ha conseguito un punteggio complessivo di 90/100, il più elevato nell’ambito delle utility elettriche (media di settore: 43/100). Il primato trova conferma in 10 dei 23 criteri di valutazione applicabili all’azienda: Terna è prima nei criteri economici Materiality, Policy influence, Innovation Management, Privacy Protection, nei criteri ambientali Environmental reporting, Transmission and distribution e nei criteri sociali Social reporting, Human capital development, Talent Attraction & Retention Corporate citizenship and philanthropy.
“Questo importante riconoscimento conferma il ruolo centrale della sostenibilità nella strategia di Terna”, ha dichiarato Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna. “Aver colto questo risultato nell’anno dell’emergenza Covid è anche un attestato del grande lavoro svolto da tutte le persone di Terna per garantire al Paese un servizio elettrico affidabile e resiliente in completa sicurezza”.
“La centralità della sostenibilità nell’azione di Terna è confermata dal Piano Industriale 2021-2025: in base ai criteri della Tassonomia Europea, il 95% degli investimenti previsti nei prossimi cinque anni sono per loro natura sostenibili”, si legge in una nota.
L’agenzia SAM-S&P Global valuta ogni anno le performance di sostenibilità delle imprese a maggiore capitalizzazione. Il Corporate Sustainability Assessment (CSA) annuale di SAM – S&P Global rappresenta per le imprese un approfondito audit che ne evidenzia la preparazione a misurarsi con i grandi trend della sostenibilità e costituisce per gli investitori un segnale della capacità di creazione di valore anche nel medio-lungo termine.
Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali di sostenibilità Bloomberg GEI, Euronext (World, Europe e Eurozone), FTSE4Good (Global e Europe), STOXX ESG (Global, Environmental, Social e Governance), STOXX Low Carbon, ECPI, ESI (Ethibel Sustainability Index), MSCI, United Nations Global Compact (“GC100”).
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Ct Mancini “Rinnovo? I contratti possono rompersi o allungarsi”

ROMA (ITALPRESS) – “I contratti sono lì ma si possono rompere o allungare in qualsiasi momento. Fare i Mondiali con l’Italia? Intanto dobbiamo qualificarci, visto che non è così scontato dopo l’ultima volta. Prima abbiamo l’Europeo e poi la Nations League in casa nel prossimo ottobre. Dopo ci sono i Mondiali: nell’arco di due anni abbiamo tre competizioni importanti ed è chiaro che uno vorrebbe giocarle tutte”. Così il ct della Nazionale, Roberto Mancini, intervenuto ieri sera all’interno del programma “Tiki Taka – La Repubblica del pallone”, il talk show sportivo condotto da Piero Chiambretti in onda in seconda serata su Italia 1, parlando di un possibile rinnovo contrattuale. “Eravamo scesi al ventunesimo posto del ranking mondiale, ora siamo decimi e sesti in quello europeo – ha ricordato con una punta di orgoglio il 56enne allenatore jesino – Abbiamo fatto molto bene in questo anno e mezzo, fortunatamente siamo riusciti a risalire e penso che possiamo salire ancora perchè l’Italia merita molto di più”. Il ‘Manciò, ex fuoriclasse di Bologna, Sampdoria e Lazio, ha anche il merito di aver lanciato in azzurro tanti giovani: “In quel momento era importante trovare ragazzi giovani per dare un futuro alla Nazionale, da mixare con quei 4-5 giocatori più esperti che potevano aiutarli a crescere. Siamo stati fortunati perchè siamo riusciti a trovare ragazzi bravi che volevano imporsi e non volevano perdere l’occasione della vita. E ora stanno continuamente migliorando”. Mancini, che non chiude le porte a Balotelli (“Mario ancora oggi è il giocatore italiano con le più grandi qualità tecniche. Negli ultimi anni si è perso un pò ma è ancora giovane, ha 30 anni”), ammette anche di sentire la mancanza di un club: “In Nazionale si giocano poche partite e a volte uno si stanca di stare a casa. Questo è il problema. E’ un grandissimo onore sedere sulla panchina della Nazionale italiana, soprattutto in questo momento in cui la squadra è tornata molto competitiva e dobbiamo affrontare delle competizioni importanti. Poi sicuramente sì, tornerò in un club”. Anche perchè, assicura, non mancano tecnici in grado di ricoprire il suo ruolo: “Ci sono tanti allenatori che possono farlo. Allegri, Ancelotti e Gasperini per esempio possono allenare la Nazionale”. Per ora, però, sulla panchina azzurra c’è lui.
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Nestlè, già oggi riciclabile il 96% degli imballaggi prodotti in Italia

ASSAGO (MILANO) (ITALPRESS) – Il 96% degli imballaggi utilizzati da Nestlè per i prodotti realizzati in Italia è già riciclabile. E’ uno dei principali punti emersi dal report “Nestlè Sustainable Packaging Commitment: road to 2025”, pubblicato dal Gruppo per fare il punto su progetti e strategie sviluppati a supporto della sostenibilità degli imballaggi, con particolare focus sull’Italia.
Il risultato raggiunto nel nostro Paese “è frutto di uno straordinario lavoro dell’azienda e arriva a quasi tre anni dal lancio del programma internazionale che ha l’obiettivo di rendere il 100% degli imballaggi dell’azienda riciclabili o riutilizzabili entro il 2025”, si legge in una nota.
E’ proprio a partire da questo impegno che Nestlè già da tempo sta lavorando con una strategia a 360° che include 4 pilastri: ricerca; riduzione, riuso e riciclo dei pack; collaborazione con realtà esterne; educazione di colleghi e consumatori.
Il fulcro della strategia di Nestlè ruota intorno alla ricerca, finalizzata a sviluppare il packaging del futuro: “totalmente sostenibile, ma che garantisca, al contempo, la sicurezza e la qualità degli alimenti conservati”, spiega il Gruppo.
Con questo obiettivo, a settembre 2019 è stato inaugurato il Nestlè Institute of Packaging Sciences di Losanna, in Svizzera, il primo del suo genere nell’industria alimentare. Il Centro sviluppa progetti di ricerca sulla sostenibilità degli imballaggi e sulla sperimentazione di nuovi materiali a base biologica, compostabili e biodegradabili.
Inoltre, Nestlè sta lavorando anche per ridurre, riutilizzare e riciclare i packaging esistenti. Il 96% degli imballaggi prodotti in Italia è già riciclabile (+1% rispetto al 2018). In particolare, nel nostro Paese Nestlè ha conseguito il 100% di riciclabilità per il cartone ondulato e il vetro, il 98% per la carta, l’87% per l’alluminio, il 90% per la plastica rigida e l’80% per la plastica flessibile.
Il terzo pilastro strategico è la collaborazione con realtà esterne (accademie, partner commerciali, competitors, istituti di ricerca e consumatori) per studiare nuove soluzioni sostenibili per il packaging dei prodotti. L’ultimo, ma non meno importante, fattore su cui Nestlè vuole concentrare le proprie energie è l’educazione sia dei dipendenti che dei consumatori.
La sfida più ambiziosa per il Gruppo è senza dubbio quella di ottenere una maggiore recuperabilità dei packaging attraverso il superamento dei materiali da imballaggio che ancora oggi risultano difficili da riciclare (come ad esempio i poliaccoppiati). Per questo motivo, Nestlè si impegna entro il 2025 a eliminare questi materiali, ma anche altre parti di packaging difficilmente recuperabili, sostituendole con mono-materiali più semplici da smaltire (come la carta).
“Nel nostro Paese Nestlè sta lavorando con grande impegno e dedizione lungo tutti i cardini che costituiscono la base del piano strategico, sviluppato per rendere i packaging dei nostri prodotti sempre più sostenibili, e questo nuovo, dettagliato, report ne è la conferma. Abbiamo infatti all’attivo progetti per ogni singolo pilastro del nostro programma e, inoltre, stiamo studiando altre importanti innovazioni, a ulteriore dimostrazione del ruolo-guida che Nestlè intende svolgere per la gestione responsabile e sostenibile dei packaging”, commenta Marta Schiraldi, Sustainability Lead Italy & Malta Gruppo Nestlè in Italia.
“La salvaguardia dell’ambiente e l’impegno per lo sviluppo di packaging sostenibili costituiscono due elementi cruciali su cui abbiamo fondato il nostro modello di business, come evidenzia il nostro ambizioso obiettivo di raggiungere il 100% di imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025. Siamo orgogliosi che in Italia i packaging dei nostri prodotti siano già ampiamente riciclabili (ben il 96%), ma la strada è ancora in salita – prosegue Schiraldi -. Si tratta di un cammino che non possiamo percorrere da soli. Solo lavorando insieme a partner e competitor, istituti di ricerca e coinvolgendo i nostri collaboratori e consumatori, potremo proseguire nel solco tracciato e raggiungere risultati che abbiano un impatto davvero significativo sulle persone e sul nostro pianeta”.
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Donato “No al patentino vaccinale in Sicilia, è un’aberrazione”

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“In Sicilia si sta valutando un vero e proprio patentino vaccinale digitale che, conservando i dati clinici dei pazienti, sarebbe in grado – nelle intenzioni dei progettisti – di consentire il ritorno alla vita normale dei soggetti vaccinati. Apprendo da notizie di stampa di questo progetto sperimentale, denominato “Cardforlife”, della società siciliana HTC, che sarebbe stato presentato all’ASP di Catania. La sola idea di un patentino per i vaccinati è un’aberrazione che di fatto indirettamente obbligherebbe alla vaccinazione, creando una illegittima discriminazione tra cittadini su base sanitaria: un precedente assolutamente grave ed inaccettabile”. Cosi’ in una nota Francesca Donato, europarlamentare della Lega.
“Mi auguro – aggiunge – che nessuna ASP regionale sia coinvolta in questo progetto o in progetti analoghi, e chiedo all’assessore Razza di chiarire il ruolo dell’ASP di Catania su CardForLife.
Invito il presidente Musumeci a prendere pubblica ed immediata distanza da progetti del genere, garantendo che il sistema sanitario regionale non intende avviare questo genere di protocolli, che come ho avuto modo variamente di argomentare, rappresentano un punto di non ritorno per la libertà di cura ed individuale protetti dalla nostra Costituzione”.
(ITALPRESS).