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Sei Nazioni, Gavazzi “Italia giovane ma con voglia di vincere”

ROMA (ITALPRESS) – Un’Italia giovane ma con tanta voglia di vincere. Alfredo Gavazzi, presidente della Federazione italiana rugby, presenta così la nazionale di Franco Smith, attesa al debutto nel Sei Nazioni 2021 in programma sabato 6 febbraio contro la Francia. “Questo è un torneo trasformato e in grossa difficoltà per la pandemia – ha spiegato il numero uno della Fir nella conferenza di presentazione degli azzurri – Quest’anno non avremo neppure il villaggio, ma faccio gli auguri alla nazionale: abbiamo bisogno di confermare la nostra crescita, il Sei Nazioni sarà un banco di prova per i giovani. Sono fiducioso, la nazionale potrà darci soddisfazione”. “Abbiamo lavorato tanto e oggi il gruppo è molto più preparato – ha dichiarato Franco Smith, tecnico dell’Italrugby – Sono felice dei passi in avanti, anche se c’è ancora molto da lavorare: stiamo costruendo un gruppo che diventerà competitivo, ora ci serve esperienza”. Dopo l’esordio con la Francia, il 13 febbraio gli azzurri faranno visita all’Inghilterra, poi ospiteranno a Roma l’Irlanda (27 febbraio) e il Galles (13 marzo), per chiudere il torneo il 20 marzo in Scozia. “Sappiamo bene quanto i nostri avversari rappresentino, insieme ad alcune nazioni dell’emisfero australe, le migliori formazioni al mondo – ha sottolineato il presidente del Coni Giovanni Malagò – l’Italia deve dimostrare di essere in grado di essere protagonista”. “Sentiremo forte l’assenza del pubblico ma siamo certi che il Sei Nazioni darà un formidabile contributo per tenere accesa la passione verso la ripartenza”, ha dichiarato Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute. “Siamo orgogliosi di ospitare il Sei Nazioni di nuovo nella nostra città, la capitale dello sport – ha spiegato la sindaca di Roma Virginia Raggi – Siamo pronti inoltre a riaccogliere il pubblico, con diverse gradualità, appena la pandemia lascerà il posto al ritorno alla normalità”.
(ITALPRESS).

Istituzione del coordinatore pedagogico, ok commissione a schema delibera di Giunta

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Ok oggi da parte della IX Commissione – Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, presieduta da Eleonora Mattia, allo schema di deliberazione di Giunta n. 159, concernente: “Legge regionale 5 agosto 2020, n.7: Disposizioni relative al sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia. Istituzione del Coordinatore Pedagogico e dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali”. Dopo il voto su questo documento, che torna ora in Giunta per l’adozione definitiva, la commissione ha tenuto una audizione sul tema “Criticità servizi educativi per l’infanzia”.
L’atto di giunta, illustrato nella precedente seduta del 19 gennaio dall’assessore Alessandra Troncarelli, presente ai lavori anche oggi, costituisce un adempimento relativo alla legge n. 7 del 2020. Il coordinatore pedagogico è una figura che necessita di laurea magistrale, e ha le funzioni di coordinare il gruppo educativo, garantire il rispetto del rapporto numerico tra operatori e bambini, le prassi relative alla sicurezza dei bambini e degli operatori, la realizzazione del progetto educativo e il suo aggiornamento con particolare riferimento all’accoglienza, all’inclusione, agli strumenti metodologici, alle attività e iniziative per la partecipazione delle famiglie e la continuità con la scuola dell’infanzia. Egli agisce in raccordo con gli altri servizi educativi del territorio e cura il rapporto anche con i servizi sociali.
L’incarico può anche essere assegnato come funzione aggiuntiva a quella principale di educatore. Per Roma i coordinamenti sono istituiti a livello municipale, per gli altri comuni a livello di distretto sociosanitario.
Prima del voto finale sono state accolte quattro osservazioni al testo, due della consigliera Roberta Lombardi, del Movimento 5 stelle, due della presidente Mattia. In particolare, la prima delle osservazioni di Lombardi che sono state accolte cerca di contemperare, come spiegato dalla stessa consigliera, le esigenze di gestione del coordinatore con le funzioni che sono in capo al soggetto gestore. La seconda prevede una deroga sull’impegno minimo di un’ora richiesto nel testo della giunta.
Le due osservazioni della presidente Mattia vanno ad incidere sul par. 2, Coordinamento pedagogico territoriale, del documento, in particolare la sezione riguardante la costituzione del coordinamento pedagogico territoriale e individuazione del coordinatore pedagogico territoriale, per modificare alcune formulazioni del documento.
(ITALPRESS).

Cortina pronta per Mondiali sci, Roda “Obiettivo più di tre medaglie”

ROMA (ITALPRESS) – E’ cominciato il countdown verso i Mondiali di sci alpino di Cortina 2021, al via domenica 7 febbraio con la cerimonia d’apertura. Un evento inseguito per anni dalla località veneta e poi messo a rischio dalla pandemia. “Io non ho mai avuto paura, magari un pò di preoccupazione nella prima fase”, ha spiegato il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina nella conferenza stampa virtuale organizzata a dieci giorni dall’inizio dei Mondiali. “Non ci siamo mai demoralizzati – ha aggiunto Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021 – Abbiamo sempre guardato avanti e oggi siamo vicini all’esame: i conti si faranno alla fine, ma siamo pronti per l’ultimo sforzo”.”Cortina è una grande cartolina e già questo dà valore all’evento – ha rimarcato il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Flavio Roda – Questa grande organizzazione permetterà di realizzare un Mondiale innovativo che legherà virtualmente Cortina alle prossime Olimpiadi nel 2026″. Dal punto di visto sportivo, il numero uno della Fisi ha le idee ben chiare: “Come federazione abbiamo cercato di dare il massimo e vorremmo vedere atleti competitivi – ha spiegato Roda – Abbiamo una grande squadra femminile che sta dettando legge in Coppa del Mondo, mentre forse nel settore maschile è un momento di difficoltà, ma sappiamo che al Mondiale i nostri atleti sapranno farsi valere e faranno di tutto per ben figurare. L’obiettivo? Nell’ultima edizione abbiamo vinto tre medaglie, quindi vogliamo superare questo numero”. “Per me questo posto è un pozzo di ricordi e spero che sarà lo scenario di un grande Mondiale – ha dichiarato Sofia Goggia – E’ un gran peccato disputarlo a porte chiuse, ma è un grande successo riuscire a organizzarlo con tutte queste restrizioni per il Covid”. “Bisognerà rischiare tanto per vincere medaglie e io sono disposto a farlo – ha promesso Christof Innerhofer – Sono carico e voglio fare bene”.
(ITALPRESS).

Carcere, l’impegno per il “dopo”

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Questo appuntamento mensile del progetto “ITALPRESS con il SUD: il terzo settore e il volontariato nel Mezzogiorno”, in collaborazione con la Fondazione con il Sud, è dedicato alle imprese sociali che focalizzano il loro impegno nei confronti delle persone private della libertà e anche delle loro famiglie, con particolare attenzione ai figli minori.
Il loro sforzo è rivolto soprattutto al “dopo”, a quando, una volta scontata la pena, queste persone usciranno dal carcere. A quel punto dovranno, loro malgrado, fare i conti con lo stigma e con tutte le difficoltà di ritorno ad una vita “normale” che esso comporta.
Dare opportunità di crescita, di sviluppo delle competenze professionali, di sostegno dentro e fuori è la faticosa, impegnativa e costante azione delle realtà che si presentano in questo focus.
Un commento conclusivo è lasciato a Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud che sostiene i progetti portati avanti da queste imprese sociali.
(ITALPRESS).

Lav(or)ando, per il reinserimento sociale dopo la pena

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Il progetto Lav(or)ando, realizzato dalla Cooperativa Sociale ELAN e finanziato dalla Fondazione con il Sud, nasce per favorire il recupero sociale e il reinserimento professionale di 24 persone sottoposte a provvedimento penale, attraverso il loro impiego nella lavanderia industriale già presente nella struttura e potenziata per l’occasione. Lav(or)ando opera in sinergia con la Scuola di Economia Civile. Ci illustrano la cooperativa e il progetto i responsabili di ogni suo settore.

Ad Anna Tedde, presidente della cooperativa sociale ELAN chiediamo da dove nasca il nome Lav(or)ando.

“Nasce dalla combinazione dell’idea di rimettersi in gioco attraverso l’attività lavorativa, nel contesto professionale del lavaggio e della cura dei capi di abbigliamento”.

Come e per iniziativa di chi nasce il progetto iniziale?

“L’idea progettuale getta le sue radici nel 2003, grazie al progetto europeo Equal R.A.S.P.U.T.I.N. realizzato dal Consorzio Solidarietà di Cagliari, con l’obiettivo di favorire il recupero sociale e l’inclusione lavorativa di soggetti sottoposti a provvedimenti penali detentivi e incrementare il raccordo fra i diversi partner portatori di interessi. Il primo passo concreto, in questo nuovo percorso, fu l’avvio nel 2009 del servizio di lavanderia industriale all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni minorile di Cagliari (Quartucciu): nei primi anni, ha coinvolto sessanta persone, tra minori e giovani adulti.
Dopo un periodo di incubazione di tre anni Solidarietà Consorzio “genera” la cooperativa sociale Elan che, sulla scia dei risultati ottenuti nella struttura di Quartucciu e forte di un gruppo di lavoro formato da giovani professionisti entusiasti, sceglie di condividere con la Casa Circondariale di Uta l’opportunità di realizzare questo nuovo servizio a favore della comunità penitenziaria e del territorio”.

Qual è l’idea portante del progetto che ora state sviluppando?
A rispondere a questa domanda è Ilenia Carrus responsabile degli inserimenti lavorativi.

“La finalità del progetto Lav(or)ando, partito poche settimane fa con l’avvio dei primi due tirocini, è duplice. Per un verso – a breve termine – costituisce un’occasione importante, per i beneficiari del progetto, di rimettersi in pista, ampliare le proprie capacità e acquisire nuove competenze lavorative. Un’eredità preziosa, una volta che esaurita la pena faranno rientro a casa e si immetteranno nel mercato del lavoro.
Dall’altro punto di vista, più a lungo getto, Lav(or)ando punta a coinvolgere le aziende e istituzioni sul territorio. Questo per innescare un circolo virtuoso che dia nuove, concrete possibilità alle persone sottoposte a una pena detentiva, creando anche una rete imprenditoriale ‘accogliente’, fondata sui princìpi dell’economia civile e della responsabilità sociale”.

Quale è la relazione con la Scuola di Economia Civile e quali gli sviluppi previsti? La risposta ad Anna Tedde

“La Scuola di Economia Civile garantisce il suo supporto al progetto Lav(or)ando, per “contaminare” la comunità con la cultura dell’accoglienza nei confronti di chi ha sbagliato e vuole rimettersi in gioco ed essere reintegrato nella comunità stessa. “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un antico proverbio africano. Anche noi crediamo che faccia la differenza il “come” si conducono i percorsi di re-inclusione, cioè non più delegando le istituzioni pubbliche ma coinvolgendo la comunità locale, anche nell’ottica di un contenimento del costo economico e sociale del trattamento.
Con questo progetto vogliamo anche inserirci nel percorso che punti a realizzare in modo effettivo quanto sancito dalla legge 354/75 di riforma del sistema penitenziario. Questa, in particolare, garantisce al condannato il lavoro assicurato e remunerato, visto come strumento primario tra le misure alternative, e imprescindibile ai fini dell’efficacia del trattamento rieducativo. Un’opportunità formativa e professionale diventa infatti opportunità fattiva per acquisire una preparazione professionale adeguata agli standard reali che il detenuto troverà all’esterno del carcere, tale da agevolarne il reinserimento sociale e abbassando le possibilità di recidiva. Princìpi eticamente perfetti, ma – ancora dopo 45 anni – di difficile attuazione. Il progetto Lav(or)ando si pone inoltre come punto di partenza per una nuova visione virtuosa e sostenibile dell’economia. Abbiamo infatti previsto di stimolare le imprese pubbliche e private all’adesione al patto sul futuro per la terza economia, coinvolgendole in un percorso formativo finalizzato alla creazione di un marchio comune, che promuove e sostiene opportunità lavorative per le persone che hanno sbagliato. Chiediamo a queste imprese di sostenerci con nuove commesse di servizi di lavanderia e con opportunità di lavoro per i detenuti coinvolti nei percorsi di misure alternative. Il percorso di rieducazione attraverso il lavoro e la formazione ha il fine ultimo di rigenerare le persone che hanno sbagliato, dare loro una seconda occasione concreta e accompagnarle nel rivestire il ruolo di cittadini attivi, capaci di contribuire attivamente allo sviluppo delle comunità. Con l’attività avviata di recente dal Progetto Lav(or)ando, la lavanderia della Casa Circondariale di Uta si propone come infrastruttura economico educativa pronta ad affiancare l’istituto penitenziario, e le istituzioni pubbliche e private, nel difficile e prezioso compito di valorizzare i loro talenti e competenze residue”.

(ITALPRESS).

Parco Maremma, via libera a bilancio esercizio 2019

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FIRENZE (ITALPRESS) – Via libera a maggioranza del Consiglio regionale della Toscana al bilancio di esercizio 2019 del Parco regionale della Maremma. La proposta di deliberazione, illustrata in Aula dalla presidente della commissione Ambiente, Lucia De Robertis (Pd) ha incassato il voto favorevole della maggioranza.
Astenuti Movimento 5 stelle e Lega, contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il bilancio d’esercizio 2019 si chiude con un utile pari a 519,09 euro. Il margine operativo diminuisce leggermente passando da 58mila 955,01 a 57mila 675,52 euro. Il valore della produzione è pari a 2milioni 16mila 274,66 euro (in leggero decremento rispetto all’esercizio precedente attestato a 2milioni 46mila 337,25 per effetto di minori contributi in conto esercizio e finalizzati per progetti da altri enti pubblici). Dall’analisi dello stato patrimoniale si evidenzia che totale dell’attivo e del passivo al 31 dicembre 2018 è pari a 2milioni 168mila 800,74 euro, in leggera diminuzione rispetto all’esercizio precedente (2milioni 194mila 198,91). Il patrimonio netto al 31 dicembre 2019 è pari a 652mila 13,72 euro ed è costituito da un fondo di dotazione (343mila 915,10), riserve (287mila 313,03), donazioni e lasciti (20mila 266,50) e utile di esercizio (519,09).
I debiti diminuiscono rispetto all’esercizio 2018 passando da 204mila 686,48 a 120mila 714,06. Si tratta di debiti di natura commerciale tipicamente a breve termine e senza significativi costi di transazione. La voce che registra la maggiore diminuzione è quella relativa ai debiti nei confronti dei fornitori. Dal confronto con i dati del preconsuntivo economico emerge un risultato economico d’esercizio in buona sostanza in linea con il bilancio d’esercizio. Rispetto al preconsuntivo il risultato ottenuto è lievemente minore (- 121,61) per un ammontare pari a 519,09 euro. Rispetto ai dati del preconsuntivo diminuiscono in particolare i ricavi e ci si riferisce allo scostamento in termini negativi dei costi sterilizzati che è legato alla realizzazione degli investimenti finanziati dai contributi in conto capitale e rappresentato dalla quota degli stessi a copertura delle quote di ammortamento.
Inoltre, lo scostamento in termini negativi nei contributi è dovuto principalmente ai ricavi finalizzati su progetti che sono stati imputati per la parte correlata ai costi.
Per quanto riguarda i costi, invece, lo scostamento nella spesa per acquisto di beni è più che compensato dalla spesa per acquisto di servizi e l’incremento della spesa del personale è dipeso dalla presa in servizio di un guardiaparco la cui procedura di mobilità si è conclusa nel corso dell’esercizio 2019. Dalla relazione illustrativa emerge che il costo del personale ammonta per il 2019 a 910mila 704,91euro in misura inferiore rispetto al dato rilevato nel bilancio d’esercizio 2016 (943mila 370,87). Nel corso del 2019 sono stati conferiti due incarichi individuali di lavoro autonomo per un importo totale di 29mila 474 euro. Il compenso previsto per gli organi del Parco è in linea con la normativa regionale. Il processo di dismissione delle partecipazioni si è concluso a fine dicembre 2017. Nel corso dello stesso anno, si è conclusa la trasformazione del Consorzio Polo Universitario in “Fondazione Polo Universitario Grossetano” senza scopo di lucro con finalità di natura culturale e scientifica, quindi in linea con le finalità del Parco.
Gli investimenti del triennio 2019-2021 ammontano a 220mila 964,71 su 409mila 434,28 euro programmati. Gli interventi riguardano l’acquisto di attrezzature varie, la realizzazione di recinzioni, la manutenzione straordinaria di immobili, la realizzazione di itinerari turistici sostenibili classificati come fabbricati e l’acquisto di attrezzature varie.
(ITALPRESS).

A Siracusa “Fuori – la vita oltre il carcere”

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Fuori – la vita oltre il carcere, è un progetto sviluppato dalla cooperativa sociale L’Arcolaio e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD: mira a rafforzare l’esperienza pluriennale del biscottificio Dolci evasioni, che da tempo opera nella Casa circondariale di Siracusa, grazie a un impianto di pelatura della mandorla che, oltre a permettere nuova occupazione, rappresenta un fattore di innovazione e sviluppo del processo produttivo funzionale e permetterà di ottenere nuove commesse. Ne parliamo con Valentina D’Amico, psicologa e responsabile dell’azione Community engagement del progetto ‘Fuori – La Vita oltre il carcere’ e responsabile area Sociale de L’Arcolaio.

Partiamo dalla storia del biscottificio

“La cooperativa L’Arcolaio viene fondata nel 2003 per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti attraverso la gestione di un panificio all’interno della Casa Circondariale di Siracusa.
In linea con le richieste di mercato, il laboratorio inizia a produrre paste di mandorla ed altri dolci tipici della tradizione siciliana utilizzando ingredienti biologici e senza glutine, commercializzati con il marchio Dolci Evasioni. Nel 2014, con il progetto di agricoltura sociale Frutti degli Iblei, la cooperativa ‘esce’ dal carcere e coinvolge nella propria attività produttiva altre persone svantaggiate, come giovani migranti ed ex detenuti”.

E dopo quasi venti anni di attività…

“Sono oltre 200 le persone che abbiamo accompagnato in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Riteniamo che il lavoro sia importante per ogni individuo, e che in contesti quali le carceri e con persone che hanno avuto deviazioni negative nel loro percorso di vita possa anche essere uno strumento rieducativo potentissimo. Nella nostra esperienza abbiamo spesso incontrato persone detenute che non hanno mai avuto un rapporto di lavoro regolare o che non hanno mai lavorato ‘legalmente’ e l’offrire loro un contratto di lavoro regolare, con diritti e doveri, un’equa retribuzione, una formazione sul campo, ci ha permesso reciprocamente di lavorare su un post carcerazione con un orientamento a percorsi di vita e lavorativi sani e onesti.
Il lavoro dà loro dignità, gli permette di imparare un mestiere, gli fornisce strumenti relazionali per lavorare in squadra e li rende autonomi economicamente, così da non essere un peso per la famiglia all’esterno, potendo anche contribuire al sostentamento di mogli/figli/genitori. La nostra politica è quella collaborativa e cooperativa, per cui pur essendoci una gerarchia di responsabilità, anche i detenuti/operai hanno la possibilità di contribuire allo sviluppo dei prodotti, dei processi e della cooperativa. Tutto ciò permette loro di aprirsi rispetto alle loro storie di vita, lavorando su se stessi e mostrando una disponibilità a progettare una vita diversa dalla precedente, sfruttando le possibilità a loro offerte dagli educatori del carcere e dalla cooperativa per riflettere sui loro errori e lavorare sulle loro risorse personali e la loro autostima”.

Adesso avete acquistato un impegnativo (dal punto di vista economico ma anche fisico) macchinario: una pelatrice di mandorle. Quali nuove opportunità vi attendete?

“L’ingresso ‘trionfale’ della pelatrice nel laboratorio del carcere ha segnato un momento importante per la cooperativa e per la casa circondariale. Come evidenziato anche dal Direttore della casa circondariale, l’ingresso di un macchinario produttivo importante in un luogo in cui abitualmente si acquistano metal detector e materiali per la sicurezza, è un evento importante e simbolico allo stesso tempo. Questa pelatrice simboleggia l’apertura all’esterno e la possibilità di riscatto per persone che hanno avuto percorsi di devianza e permette al carcere di avere ulteriori strumenti per la funzione produttiva e rieducativa. Per l’attività produttiva de L’Arcolaio, invece, il macchinario permetterà di gestire internamente una fase delicata del processo di lavorazione della mandorla prima assegnata a soggetti esterni. I vantaggi di natura produttiva ed economica sono indubbi, così come il nostro progresso verso il controllo della filiera delle mandorle di Sicilia. Inoltre, in considerazione dell’assenza di altre aziende nelle vicinanze attrezzate per questo processo produttivo, il laboratorio Dolci Evasioni dedicherà una porzione significativa delle proprie risorse al servizio di pelatura ‘conto terzi’ offerto ai produttori del territorio. Tutto questo si traduce nella necessità di nuovo personale. Per fare fronte alle nuove esigenze produttive prevediamo di assumere 3 detenuti, ingaggiati con regolare contratto. Per questi e altri detenuti (12 in totale) il progetto FUORI avvierà a breve un corso formativo che porterà all’ottenimento della qualifica di Addetto panificatore-pasticcere. Oltre ai 3 lavoranti già assunti da L’Arcolaio, altri 4 svolgeranno un tirocinio della durata di 6 mesi presto pasticcerie del territorio, e gli altri 5 seguiranno un percorso di orientamento al lavoro per il successivo inserimento socio-lavorativo all’esterno”.

Il progetto è contraddistinto dal ‘Community engagement’ ovvero l’impegno per far aprire le porte dell’imprenditoria locale ai detenuti una volta scontata la pena. Può parlarcene?

“Il nome del progetto deriva proprio dalla volontà di andare oltre le sbarre del carcere, di contribuire alla costruzione di quel ‘paracadute’ necessario a chi esce da prigione per potersi effettivamente reinserire nel contesto sociale e lavorativo. L’azione di Community engagement assume quindi un ruolo fondamentale in progetti di questo tipo: le imprese del territorio, e la comunità tutta debbono essere sensibilizzate e responsabilizzate sul tema del reinserimento socio-lavorativo, della giustizia riparativa e sulla possibilità di riscatto da offrire a queste persone. Oggi, rispetto al passato, anche grazie alle cooperative come L’Arcolaio, ci sono sempre più aziende disponibili a dare delle opportunità socio-lavorative a persone ex detenute. Pensiamo che ‘presentare’ sul mercato del lavoro dei soggetti ‘referenziati’, che hanno alle spalle mesi se non addirittura anni di lavoro serio e responsabile all’interno di una realtà aziendale presente da quasi vent’anni sul mercato nazionale e internazionale, possa aiutare a scardinare il meccanismo di sfiducia e pregiudizio. Allo stesso tempo, è fondamentale continuare a lavorare anche all’esterno, costruendo reti e alleanze con il territorio, promuovendo l’importanza della giustizia riparativa, e contribuendo ad abbattere i pregiudizi e le remore sulle persone svantaggiate”.

Come il mondo esterno vive il vostro impegno e cosa state facendo per contrastare l’eventuale stigma?

“Il nostro lavoro, benché sembri molto concentrato sul carcere e sulla produzione interna, in realtà ha inevitabili, importanti e necessarie ripercussioni positive anche all’esterno.
Il nostro operato, infatti, non si esaurisce con l’offerta di un lavoro, ma si innesta su un percorso di cambiamento e sulla riappropriazione della dignità e dell’identità che facilita, nel complesso, le prospettive di inserimento socio-lavorativo una volta usciti di prigione. Grazie a questo lavoro, la possibilità di recidiva si abbassa in maniera notevole, il che contribuisce anche ad una più ampia sicurezza sociale nei territori.
Grazie al terzo settore e alle cooperative come L’Arcolaio, oggi l’economia sociale dell’Italia è in costante crescita. Il trend positivo registrato anche durante la pandemia Covid-19 sta dimostrando che le imprese che agiscono mettendo al centro i diritti umani e l’ambiente sono il motore di sviluppo dell’intero Paese”.

Per concludere…

“Scommettere ed investire su nuovi modelli di welfare e sull’economia sociale e solidale, che oggi rappresenta il 5% del PIL, significa non solo non lasciare indietro le persone più fragili, ma anche costruire percorsi virtuosi in grado di generare lavoro, ricchezza, sicurezza e giustizia sociale per il Paese. Il sostegno alle imprese sociali, che riteniamo debba venire in maniera ancora più incisiva dalla politica, permette allo stesso tempo di valorizzare le enormi ed eccellenti risorse culturali, enogastronomiche, agricole e tecnologiche di cui ogni territorio dispone e che sono i migliori ambasciatori del Made in Italy nel mondo”.

(ITALPRESS).

A gennaio cala fiducia consumatori, lieve aumento per le imprese

ROMA (ITALPRESS) – Gli indici del clima di fiducia, secondo i dati Istat, mostrano a gennaio modeste variazioni, in diminuzione per l’indice di fiducia dei consumatori e in aumento per quello delle imprese, trainato dal settore dei servizi, dalle aspettative sull’occupazione nelle costruzioni e da quelle sulle vendite nel commercio al dettaglio. Per quanto attiene ai consumatori, sono in peggioramento i giudizi sulla situazione economica generale e le attese sulla disoccupazione; recuperano, invece, per il secondo mese consecutivo le aspettative, sia sulla situazione economica generale, sia su quella familiare.
In relazione alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini ma sia i giudizi sulle scorte di prodotti finiti sia le aspettative sulla produzione sono in peggioramento. Nel settore delle costruzioni i giudizi sugli ordini si deteriorano rispetto al mese scorso mentre le attese sull’occupazione sono in aumento.
Per quanto attiene ai servizi di mercato, tutte le componenti dell’indice di fiducia sono in miglioramento. Nel commercio al dettaglio, la diminuzione dell’indice è dovuta al peggioramento dei giudizi sulle vendite e all’aumento del saldo delle scorte di magazzino; sono, invece, in deciso aumento le aspettative sulle vendite future. A livello di circuito distributivo, la fiducia cresce lievemente nella grande distribuzione mentre è in calo nella distribuzione tradizionale.
(ITALPRESS).