ROMA (ITALPRESS) – Il registro di carico e scarico dei cereali, introdotto nell’ultima Legge di Bilancio, è una misura di difficile applicazione e di scarsa utilità, per le aziende del settore e per i consumatori. E’ questa in sintesi la posizione che Carlo Licciardi, presidente di Anacer, l’Associazione Nazionale Cerealisti, Marcello Veronesi, presidente di Assalzoo, l’Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, Marcello Del Ferraro, presidente di Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, e Cosimo De Sortis, presidente di Italmopa, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, hanno espresso in una lettera ufficiale, inviata al premier Giuseppe Conte, con l’interim del ministero delle Politiche Agricole, Agroalimentari e Forestali, e al sottosegretario Giuseppe L’Abbate.
In particolare, le Associazioni che rappresentano l’industria italiana della prima trasformazione e del commercio dei cereali, hanno osservato che “il registro di carico e scarico per la commercializzazione o la trasformazione di cereali e di sfarinati a base di cereali, si pone in palese contrasto con la riconosciuta necessità di una maggiore semplificazione”. Inoltre, si legge nella lettera, “introduce una nuova, duplice incombenza, particolarmente onerosa sotto il profilo economico e amministrativo ma anche assolutamente priva di un qualsiasi concreto beneficio per il consumatore”.
Inoltre, denunciano le quattro Associazioni, la norma è stata introdotta con un emendamento al Bilancio di Previsione dello Stato 2021, senza il coinvolgimento delle Associazioni interessate, cui non è stato consentito nemmeno di spiegare come tale misura, oltre ad essere incomprensibile negli obiettivi, risulti difficilmente applicabile nei contenuti.
“Non possiamo pertanto che augurarci – concludono le Associazioni – che sia previsto un contributo correttivo nella definizione delle modalità di applicazione della norma, contenute nel decreto attuativo che dovrebbe essere emanato dal Ministero entro l’inizio del mese di marzo”.
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Associazioni “Inutile e oneroso registro carico e scarico dei cereali”
Giovedì webinar “Vale tutto per vincere?” con Zambrotta e Sousa
ROMA (ITALPRESS) – L’area sportiva internazionale di Scholas Occurrentes, in collaborazione con il comune di Cascais (Portogallo) e il supporto di Remarkable Communication & Image Management e del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, insieme per trasmettere i valori dello sport nel calcio di oggi.
“Vale tutto per vincere?”, il titolo del webinar organizzato per giovedì 28 gennaio alle ore 18.00, al quale prenderanno parte in qualità di relatori, due grandi figure del calcio internazionale come Gianluca Zambrotta e Paulo Sousa. A moderare l’evento, che si tradurrà in una vera e propria conversazione aperta sul calcio e i suoi valori, Mario del Verme, coordinatore di Scholas Sport Italia, ed Edgardo Zanolli, coordinatore del progetto Milan Soccer School. Nel corso dell’incontro interverrà anche Vito Di Gioia, Segretario del Settore Giovanile e Scolastico, che porterà l’esempio federale su tematiche di grande attualità e interesse.
Il webinar è aperto a tutti i tecnici, i dirigenti e i collaboratori SGS che avranno modo di prendervi parte.
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Le Regioni al Governo “Ruolo attivo nel Recovery e meno contenziosi”
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato oggi la seduta plenaria della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, alla quale ha partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervenuto nella prima parte dei lavori. La riunione è stata aperta dai saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini e dal coordinatore della Conferenza, Roberto Ciambetti del Veneto.
Nel suo intervento, Buschini ha rivolto un invito a tutti i suoi colleghi delle altre Regioni a “continuare a essere motori importanti di iniziative e decisioni per battere questo virus, perché in questo particolare periodo storico che stiamo attraversando il ruolo dei Consigli regionali ha assunto un’importanza centrale nella vita dei nostri concittadini, ai quali le istituzioni devono dare risposte”.
“In questo contesto – ha aggiunto Buschini – la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni rappresenta il luogo naturale del coordinamento e del confronto, grazie al quale molte decisioni che ogni singolo consigliere regionale ha messo in atto hanno avuto ancora più forza e autorevolezza, proprio perché frutto della condivisione. Molti provvedimenti legislativi e di indirizzo che la nostra Assemblea ha adottato – ha detto Buschini – sono frutto di spunti di riflessione e documenti che provenivano dalla Conferenza”.
“La pandemia ci ha tolto molto – ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio -: ma abbiamo imparato che dobbiamo marciare uniti, se vogliamo sconfiggerla. E adesso che, grazie ai vaccini, siamo arrivati alla fine della salita più ripida, dobbiamo continuare spediti sulla strada della cooperazione e della solidarietà, internazionale ma anche interregionale”.
Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo importante che le istituzioni regionali hanno svolto durante questo periodo di emergenza, perché “hanno garantito una presenza capillare dello Stato sul territorio”. Boccia ha aggiunto che “il modello del regionalismo italiano ha tenuto molto più di quello degli Stati centralisti ma va rafforzato, superando le divisioni tra statalisti e autonomisti, per affermare la peculiarità del nostro sistema costituzionale all’interno di un percorso che più volte il presidente della Repubblica ha definito di ‘leale collaborazione’. Per questo motivo – ha spiegato Boccia – dobbiamo intervenire per abbattere il contenzioso istituzionale tra Stato e Regioni”.
A tal proposito, il ministro ha anticipato alcuni dati contenuti in una relazione che sarà presto portata all’attenzione del Consiglio dei ministri, dai quali emerge che il 13,7 per cento delle leggi regionali sono state impugnate dal Governo e che circa il 48 per cento degli impegni assunti dalle Regioni a cambiare le norme per evitare l’impugnativa non è stato rispettato. Boccia ha anche fatto riferimento alle richieste sbagliate dei ministeri, che spesso hanno impugnato a torto leggi regionali. “E’ necessario uno sforzo da parte di tutti – ha detto il ministro – per lavorare a una conciliazione preventiva, un dialogo tra istituzioni per evitare di arrivare alle pronunce della Corte Costituzionale, e in tal senso stiamo lavorando a una direttiva del Governo che faciliti la conciliazione preventiva”. Boccia, infine, ha anche fatto riferimento al Recovery Plan, che deve “coinvolgere anche le Regioni e le rispettive assemblee legislative, per arrivare a un piano che non sia espressione solo del Governo ma di tutto il Paese”.
Parole condivise dal coordinatore della Conferenza, Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, il quale ha sottolineato il “grande lavoro dei parlamenti regionali sul Recovery Plan, un lavoro di sintesi per recepire le istanze dei territori, per comprendere e per capire cosa può essere ottimale per rimettere in moto l’economia, anche perché – ha aggiunto Ciambetti – quando verrà meno il divieto di licenziare avremo conseguenze sociali molto pesanti”. Anche sul contenzioso istituzionale, il presidente Ciambetti ha condiviso l’impostazione del Ministro, auspicando una maggiore attenzione da parte del Governo e dei ministeri nell’analisi delle leggi regionali.
Durante la seconda parte della riunione, dedicata a temi più specifici dell’assemblea plenaria, i presidenti hanno approvato l’ordine del giorno presentato dal vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello, che impegna i Consigli regionali “ad attivare ogni possibile e utile iniziativa nei confronti della Giunta regionale per richiedere al ministero della Giustizia, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza unificata, l’adozione del decreto attuativo previsto dall’art.1, comma 323, della legge numero 178/2020, entro il termine stabilito” per l’istituzione di un apposito fondo (da 1,5 milioni di euro) per finanziare la predisposizione di case famiglia protette dove consentire a donne incinte o madri di prole di età non superiore a 6 anni, di scontare la pena degli arresti domiciliari”.
Inoltre, i Consigli regionali dovranno “richiedere alla Conferenza delle Regioni – recita il secondo punto dell’ordine del giorno – di avvalersi in sede di Conferenza unificata del supporto e dell’esperienza diretta dei Garanti dei detenuti per la definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione delle risorse stanziate tra le Regioni interessate a sostenere l’accoglienza delle donne con i loro bambini”.
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P.A., Confintesa “Troppe norme inattuate, nessuno occupa il suo posto”
ROMA (ITALPRESS) – “Viviamo in una Repubblica incompiuta, così come è incompiuta la Costituzione, con alcuni articoli che non sono applicati. A cascata sono incompiute tante norme, che sono tanto belle e dettagliate ma vengono applicate parzialmente o vengono completamente ignorate”. Lo ha detto all’Italpress il segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano.
“Sto parlando di cose che poi arrivano fino all’ultimo gradino dell’organizzazione degli uffici pubblici – ha aggiunto -. Noi abbiamo disposizioni e norme che prevedono che ogni persona, ogni struttura, ogni competenza abbia i suoi punti di riferimento ma ci troviamo a sentire lamentele continue. Persone che sono state assunte come autisti di magistrati rimangono in ufficio e vengono sostituiti da agenti di polizia penitenziaria”.
“Le stesse cose succedono al ministero dell’Interno, in cui un quarto dei poliziotti in servizio fa attività d’ufficio e non si pensa assolutamente di sostituirli con personale civile, che invece è molto più economico dal punto di vista dello Stato. Vicende simili negli uffici giudiziari, nelle ambasciate, nelle prefetture nelle questure – ha aggiunto Prudenzano -. Ognuno sulla carta deve fare il suo lavoro mentre poi fa anche altro. Le leggi sono scritte ma si applicano in tutt’altro modo e nessuno si scandalizza, nessuno si indigna. Così abbiamo una situazione formale correttissima, forse anche oltre l’immaginabile, e una situazione sostanziale che non corrisponde alle leggi scritte. In sintesi nessuno è al suo posto”.
Il segretario generale di Confintesa ha anche parlato del Recovery Plan: “Penso che il sistema debba essere più lineare, più semplice, con meno norme ma tutte applicate. Se il sistema deve fare in modo che questo enorme flusso di denaro possa fare ripartire l’Italia deve esserci una strategia concordata, trasparente e proporzionale alle capacità che ognuna delle forze in campo può esprimere: partiti, sindacati e datori di lavoro, perchè tra il cittadino e lo Stato ci sono i corpi intermedi che devono dar vita all’attività sociale”.
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MILAN CAMPIONE D’INVERNO, MA “GELATO” DALL’ATALANTA
L’Udinese, fermando l’Inter, ha regalato intitolo d’inverno al Milan, ora a +2 sui nerazzurri. Ma la squadra sotto i riflettori è l’Atalanta che ha ” gelato” la capolista e meraviglia semmai il fatto che la formazione di Gasperini non sia fra le prime tre e abbia perso punti contro squadre meno titolate. Piuttosto: quanto peserà questa sconfitta (dopo quella con la Juve) sul morale del Milan ? Mandzukic e Tomori le carte vincenti ? Contro la squadra campione la squadra di Pioli aveva perso giocando una buona partita, mentre con l’Atalanta la sconfitta è stata pesante. L’Atalanta ha vinto a Liverpool, ad Amsterdam, ha bastonato Milan, Roma, Sassuolo e altri. Ma ha perso punti contro avversari di secondo piano. C’è anche da chiedersi perchè a Conte, che aveva messo sotto la Juve, siano saltati i nervi a Udine. Verrà squalificato per aver sbraitato contro Maresca. Certi aspetti caratteriali sono forse il suo punto debole. Il derby milanese di Coppa Italia sarà (forse) il termometro della situazione. Sentiamo dire che questo è un campionato strano. Forse ci sentiamo orfani della monarchia juventina (-7 e una gara in meno) e ad alcuni manca un “nemico” da odiare, come accade in politica. Resta il fatto che se campione d’inverno è un Milan sconfitto in casa in maniera secca e senza scusanti, la cosa fa pensare. Come ci rende perplessi la constatazione che l’attacco più forte del campionato (e la Lu-La) sia rimasto all’asciutto. Inoltre, ci incuriosisce la facile conquista dell’ennesimo trofeo (la Supercoppa) da parte dei bianconeri dopo la netta disfatta di San Siro. Alti e bassi: vorremmo capire qual’è la vera Juve. Si parla delle “sette sorelle” dominatrici del campionato perchè nel giro di nove punti c’è tutta l’èlite. Nella prima metà della corsa, ha “deluso” la Juve che l’anno scorso girò con 48 punti e ora ne ha 12 di meno. Era seguita dall’Inter (46, ora 41) e dalla Lazio (42, ora 34). Il Milan, attuale capolista, ha fatto i maggiori progressi passando da 25 a 43 (+18) insieme con il Napoli (da 24 a 34, con una gara da recuperare) e il Sassuolo (da 19 a 30). Sono andate meglio anche la Roma (37, +2) e l’Atalanta (36, +1). La situazione più critica, alla vigilia dell’ultimo turno d’andata, sembrava quella dei giallorossi, ma Fonseca è stato “salvato” dalla doppietta di Mayoral e dal gol della vittoria di Pellegrini, contro uno Spezia che ha giocato bene, ma non ha ripetuto l’impresa di Coppa Italia. La Juve ha ripreso a vincere in campionato, ma ha corso dei rischi. Aritmeticamente tutto è ancora possibile e con Cuadrado è un’altra cosa. Il Bologna non è stato un avversario arrendevole e Szczesny è stato decisivo. Il gol (mezzo gol) di Arthur ha spianato la strada alla squadra di Pirlo, prima del raddoppio di McKennie, una rivelazione. Crollo Napoli. Il fulmineo gol di Lozano al 9° secondo (Leao aveva segnato contro il Sassuolo dopo 6) sambrava aver lanciato gli azzurri, ma il Verona ha recuperato. Con Dimarco, che si è rifatto dopo l’errore in occasione della rete del messicano. Barak ha addirittura portato in vantaggio i gialloblù dopo l’uscita di Insigne e il ritorno di Osimhen. Zaccagni ha buttato fuori carreggiata completamente il Napoli (ex difesa più forte) e portato al settimo cielo il Verona (miglior retroguardia con quella della Juve). La Lazio si è tolta di torno una brutta rogna, il Sassuolo, che era passata in vantaggio e poi si è fatto raggiungere e superare dal solito Immobile. La squadra di Inzaghi (bene anche Milinkovic) ha agganciato il Napoli. La Fiorentina ha ritrovato la vittoria contro un Crotone battagliero, ma sempre ultimo. I viola si sono risollevati in classifica. Nella zona medio-bassa, non bisogna sottovalutare la prestazione dell’Udinese che ha neutralizzato (grazie anche a Musso) le cartucce delle mitragliatrici interiste. La cura Ballardini sta facendo bene al Genoa (11 punti in sei partite) che si è tirato fuori dagli ultimi posti, dove è precipitato invece il Cagliari: sesto ko di fila e dodici gare senza vittorie, in cui ha raccolto solo 4 punti: una miseria. E nonostante i Duncan e i Nainggolan. Già rinnovato il contratto a Di Francesco. Con Strootman pareggio a Bergamo e vittoria sui sardi per il Grifone. Una buona Samp ha condannato il Parma (peggior attacco: solo pali e non vince da due mesi) al penultimo posto. Yoshida e Keita in gol. Davide Nicola non ha la bacchetta magica, ma il Torino visto a Benevento è cambiato, rispetto a quello di Giampaolo: ha attaccato di più e, anche se Belotti è muto da sette giornate (gli è stato annullato un gol), Zaza è tornato a segnare (tre reti, una invalidata) e si è rivisto Baselli. Il Benevento ha buttato via due punti, Viola (un rigore realizzato) è tornato a giocare, Lapadula a segnare, ma la difesa sannita ha ceduto ancora. Ora, un “ritorno” incerto.
RFK Italia-Ipsos, oltre 500 insegnanti al corso sull’educazione civica
FIRENZE (ITALPRESS) – Si è conclusa il 10 dicembre scorso, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, la prima edizione dell’offerta formativa che il Robert F. Kennedy Human Rights Italia, in collaborazione con Amnesty International Italia, Fondazione Lelio e Lisli Basso, Cospe Onlus e ReDu, ha voluto offrire ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado per affrontare l’insegnamento dell’educazione civica, che la Legge 92/2019 ha reso obbligatoria a partire da questo anno scolastico. “CivicAttiva. L’educazione civica a scuola. Storie, valori e volti”, questo il titolo del corso online di 33 ore accreditato al MIUR (Dir. 170/2016) che si è svolto sulle piattaforme Microsoft Teams (per il sincrono) e WeSchool (per l’asincrono), ha affrontato tutte le tematiche indicate dal Ministero dell’Istruzione: la Costituzione Italiana ed il suo rapporto con le carte internazionali, l’educazione ai diritti umani ed allo sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il contrasto al discorso d’odio e il ripensare gli ambienti di apprendimento durante l’emergenza Covid-19 e si è concluso con una sessione plenaria a cui ha partecipato, dialogando di impegno civile e Costituzione con più di 500 docenti collegati, anche Neri Marcorè.
E’ stata l’agenzia Ipsos a progettare (e poi a interagire con 502 docenti, praticamente la totalità dei partecipanti attivi al corso che ha visto 1438 iscrizioni iniziali) un questionario anonimo per valutare il livello dell’offerta formativa e comprendere il grado di soddisfazione, ma anche le opinioni sull’importanza dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola. I dati mostrano che il Robert F. Kennedy Human Rights Italia e i suoi partner sono riusciti a coinvolgere docenti appartenenti a tutti gli ordini di scuola e provenienti da tutta Italia. Dal campione intervistato, composto da più dell’80% da docenti di ruolo, emerge la consapevolezza dell’importanza dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola: il 97% considera questa materia di valore e quasi il 70% sostiene che sia meglio quanto integrata ad altri insegnamenti. Più della metà dei docenti ha dichiarato che il principale motivo di iscriversi al corso sia stata la necessità di imparare metodologie e tecniche per l’insegnamento della materia, mentre quasi tutta la restante metà necessitava di acquisire o approfondire i contenuti di questa. Obiettivi raggiunti, quindi, considerato che il 90% degli intervistati si è detto molto soddisfatto del corso e quasi la totalità ritiene di aver attinto a materiali utili per lo svolgimento della propria professione. Infine, emerge la voglia di continuare ad approfondire le tematiche affrontate in più del 70% degli intervistati, dando largo spazio all’utilizzo dei prodotti multimediali considerati necessari per potenziare l’educazione ai diritti umani da più dell’80%.
L’educazione civica ha bisogno quindi di strumenti e, chiaramente, i prodotti multimediali sono tra i più preziosi in particolare nell’ultimo e difficile anno in cui hanno coadiuvato i docenti nel loro lavoro quotidiano.
“Siamo soddisfatti dei risultati di questa indagine, perchè rafforza in noi la consapevolezza che oggi parlare di educazione civica è un dovere e siamo felici di raccontare questa esperienza proprio nel giorno in cui si celebra l’educazione in tutto il mondo. Sono rimasto colpito dalle parole scelte dai docenti per rispondere alla domanda di Ipsos su come spiegherebbero ai propri studenti il significato di ‘adoperarsi civilmentè: in tantissimi hanno risposto che essere attivi civilmente è avere ben chiari i propri diritti ed i propri doveri, cardini inscindibili della crescita consapevole e responsabile”, ha detto il presidente del Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Stefano Lucchini.
“I dati di valutazione del corso mostrano un’altissima soddisfazione da parte dei docenti che vi hanno partecipato. E’ stato davvero un successo e un caso virtuoso di proficua collaborazione tra organizzazioni che si battono per diffondere la cultura dei diritti umani”, sostiene il Presidente Ipsos, Nando Pagnoncelli, che sottolinea: “In un momento storico di grande incertezza, educare le giovani generazioni al tema dei diritti e dei doveri, renderle consapevoli dell’importanza di trovare un equilibrio tra l’io e il noi, tra la dimensione individuale e quella collettiva, resta un pilastro fondamentale dell’istruzione. Pertanto, fornire ai docenti di tutti gli ordini di scuola gli strumenti necessari per condurre al meglio questo nobile compito è fondamentale: il Robert F. Kennedy Human Rights Italia e i suoi partner sono riusciti a rafforzare le competenze professionali dei docenti, un contributo importante alla scuola italiana”.
CivicAttiva proseguirà online fino a maggio 2021 con i moduli aggiuntivi per approfondire le tematiche del corso.
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Online programma educativo per giovani stranieri Refugee Teams
ROMA (ITALPRESS) – Crescita culturale, didattica e comportamentale, sono i presupposti alla base del nuovo programma educativo rivolto ai minori stranieri coinvolti in Refugee Teams, l’iniziativa sociale sviluppata dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc in collaborazione con il Ministero dell’Interno, l’Anci, l’Ufficio Centrale Siproimi e con il supporto di Eni e Puma. Dopo il Corso di Formazione in Sport e Integrazione dedicato agli operatori dei centri Siproimi, partito lo scorso 14 gennaio, da oggi, tutti i ragazzi partecipanti avranno la possibilità di accedere all’applicativo digitale (accedi) realizzato prettamente per loro e dare il via al proprio percorso ludico-educativo. Il programma, lanciato in occasione della settima edizione del progetto, si colloca all’interno delle attività formative sviluppate in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che rappresentano la grande innovazione per il 2021, affronterà cinque tematiche specifiche: alimentazione, alfabetizzazione, educazione civica, corretto stile di vita e regole del gioco. Per ogni argomento saranno previsti quattro moduli formativi, contestualizzati nel mondo del calcio, che consentiranno agli iscritti di progredire nel percorso previsto. Nel dettaglio, i ragazzi, attraverso la piattaforma web dedicata a Rete Social Football, potranno creare il proprio profilo avatar digitale con la possibilità di personalizzarlo secondo una logica progressiva in base all’avanzamento del cammino educativo (Tutorial). Il programma si prefigge l’obiettivo di fornire contenuti necessari e funzionali alla crescita e all’educazione dei ragazzi coinvolti, utilizzando uno strumento di e-leargning innovativo e, soprattutto, fruibile ed efficace per i destinatari.
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