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Coronavirus, 8.824 nuovi casi e 377 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 8.824 nuovi casi di coronavirus, contro i 12.545 di ieri. I morti oggi sono 377, un dato stabile rispetto a ieri quando si registrava lo stesso numero di decessi. I guariti oggi sono 14.763 mentre gli attualmente positivi sono 547.058 con una riduzione di 6.316 unità rispetto a ieri. E’ quanto riporta il bollettino del Ministero della Salute.
I tamponi effettuati sono 158.674, con un rapporto tamponi/positivi che si attesta sopra il 5%, esattamente al 5,56.
Negli ospedali sono ricoverati 22.884 pazienti (+127), mentre nelle terapie intensive sono 2.544, con un aumento complessivo di 41 nelle ultime 24 ore e con 142 nuovi ingressi oggi. Le persone in isolamento domiciliare sono 521.630. Per quanto riguarda la diffusione del contagio nelle singole regioni, la Sicilia è quella dove il numero dei nuovi positivi è maggiore (1.278). Seguono Lombardia (1.189) ed Emilia-Romagna (1.153).
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Ripresa l’attività del Programma di Sviluppo Territoriale

ROMA (ITALPRESS) – Riprende oggi l’attività del Programma di Sviluppo Territoriale avviato dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc in tutte le regioni italiane. Un segnale importante, da parte della Federazione, per dare continuità al percorso tecnico e formativo avviato negli ultimi anni nei 49 Centri Federali Territoriali e nelle Area di Sviluppo Territoriali, dove l’attività, in base base al nuovo assetto normativo, soprattutto da settembre, è proseguita rispondendo in modo specifico a tutte le esigenze emerse sul territorio. Già durante il primo lockdown la mission del SGS è stata sviluppata online con proposte di formazione e di approfondimento rivolte alle società del territorio ma anche ai singoli interessati, nell’ottica di una continua e proficua vicinanza all’intero movimento giovanile e per continuare a favorire la salvaguardia della salute dei nostri giovani attraverso l’attività motoria. Grazie alla formazione di addetti specifici, che in merito a questa tipologia di attività, attraverso centinaia di ore di apprendimento sia a distanza che in campo, hanno maturato una concreta specializzazione sarà possibile riprendere quanto avviato nell’ambito delle 60 Aree di Sviluppo territoriali e trasferire i principi tecnici e formativi a tutte le società, ai tecnici, ai dirigenti e alle famiglie che accompagnano la crescita anche calcistica di migliaia di ragazzi e ragazze. Le sedute di allenamento, che si svolgeranno in massima sicurezza, tenendo presente le indicazioni del Governo, vedranno l’attuazione di uno specifico protocollo tecnico, già sperimentato nei mesi scorsi, che prevedrà un’attività di 70 esercitazioni a carattere individuale per tutti i giovani coinvolti. Una modalità tecnica, che pone al primo posto la salute di calciatori, calciatrici e staff tecnici, e che dimostra, in modo pratico, quanto tali indicazioni siano applicabili in tutte le società sportive del territorio in maniera autonoma.
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Enrico Ruggeri torna con “L’America”, canzone per Chico Forti

MILANO (ITALPRESS) – Da domani sarà in radio e disponibile in digitale “L’America (Canzone per Chico Forti)”, il nuovo brano di Enrico Ruggeri, dedicato alla vicenda che da 20 anni tiene in sospeso la vita di un uomo.
Questa sera l’artista sarà ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica (in prima serata su Rete 4), dove presenterà in anteprima il brano con il relativo video (online da domani sul canale Youtube dell’artista).
Chico Forti, velista e produttore tv, è stato incarcerato negli Stati Uniti nel 2000, condannato all’ergastolo per un omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. Il 23 dicembre 2020 è stata accolta l’istanza che permetterebbe a Chico Forti di tornare in Italia, ma attualmente è ancora detenuto al Dade Correctional Institution in Florida. Grazie allo zio, il cantautore ha conosciuto altre persone straordinarie che si sono dedicate a questa vicenda come il fumettista Chiod (Massimo Chiodelli) e il documentarista Thomas Salme. Insieme hanno realizzato il video del nuovo brano che si avvale delle illustrazioni tratte dal libro “Una dannata commedia” di Massimo “Chiod” Chiodelli. Fotografia e montaggio di Thomas Salme.
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Banca Sistema, nel 2020 volumi factoring a quota 3,1 miliardi

MILANO (ITALPRESS) – La divisione Factoring di Banca Sistema chiude il 2020 con 3,1 miliardi di volumi di crediti acquistati (+2%): in forte crescita i crediti ricevuti in cessione dai fornitori del sistema sanitario e dal settore del calcio a fronte di una sostanziale stabilità dei crediti P.A. e una flessione dei crediti fiscali. Per Andrea Trupia, direttore divisione Factoring di Banca Sistema, “nel perdurare del contesto emergenziale con impatti sul Pikl e sul sistema economico italiano, il factoring di Banca Sistema ha registrato nel 2020 un andamento commerciale positivo. La soddisfazione per questo traguardo – ha aggiunto – è duplice: abbiamo continuato senza interruzioni a sostenere imprese ed economia reale del Paese, che è la nostra mission fin dalla fondazione nel 2011 in pieno credit crunch, e abbiamo ulteriormente dimostrato la nostra resilienza affrontando la situazione inattesa con un notevole lavoro di squadra sia al nostro interno sia nella relazione con i clienti, garantendo un servizio specializzato e tempestivo sul territorio”.
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Imprese, nel 2020 lieve segno più per il saldo tra aperture e chiusure

ROMA (ITALPRESS) – Circa 292.000 iscrizioni e 273.000 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020, con un saldo che fa segnare un +0,32%. L’andamento demografico dell’imprenditoria italiana è apparso, lo scorso anno, complessivamente caratterizzato da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia. Il risultato, secondo i dati Unioncamere/Infocamere, è che le imprese nate nel 2020 sono state 292.308. A fronte di queste, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso i battenti 272.992 attività. Normalmente le cancellazioni di attività dal Registro delle imprese si concentrano nei primi tre mesi dell’anno ed è in questo periodo che si attendono le maggiori ripercussioni della crisi dovuta alla pandemia.
A fine dicembre 2020, pertanto, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.078.031 unità.
Rispetto all’anno precedente, quindi, la rilevazione Movimprese segnala che le iscrizioni sono diminuite del 17,2%. Parallelamente, le cessazioni hanno fatto segnare un calo del 16,4%.
La forte contrazione dei flussi di iscrizioni e cancellazioni delle imprese suggerisce dunque cautela nella quantificazione delle conseguenze del forzato rallentamento delle attività in molti settori economici. A stabilire l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi pandemica sul tessuto imprenditoriale, come già rilevato, sarà peraltro utile attendere le risultanze del primo trimestre dell’anno in corso. Tradizionalmente, infatti, molte comunicazioni di chiusura dell’attività pervenute al Registro delle Imprese negli ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel nuovo anno.
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AGGANCIO INTER IN VETTA, ORA MILAN ALL’ESAME CAGLIARI

Il Monday Night, con Cagliari-Milan, assegnerà in anticipo il titolo d’inverno ai rossoneri? Difficile. Il derby d’Italia, andato meritatamente all’Inter contro una Juve in brutta serata, ha permesso ai nerazzurri di raggiungere (provvisoriamente) in vetta il Milan che, vincendo a Cagliari potrà metter l’ipoteca sul primo posto di metà campionato. Ma all’ultima giornata d’andata i rossoneri avranno in casa l’Atalanta, l’Inter andrà a Udine. Un’Inter ha battuto la Juventus senza molti problemi con i gol di Vidal e dello scatenato Barella. Hanno pesato le molte assenze nel reparto arretrato biancobero, ma l’Inter ha meritato. I rossoneri a Cagliari avranno Ibrahimovic a tempo pieno. Pioli ha però perso Calhanoglu e Hernandez, positivi al Covid. Il Cagliari è in difficoltà perchè non vince da undici gare (Coppa Italia compresa) e non avrà Nandez. Basterà Nainggolan per fronteggiare adeguatamente la capolista? Arbitro Abisso. In testa, Atalanta, Sassuolo e Roma non hanno vinto. Il derby capitolino ha confermato che la Roma – soggiogata dalla Lazio – difficilmente potrà aspirare allo scudetto, ma sarà in grado ancora lottare per un posto in Champions.

La Lazio si è rimessa in carreggiata, ha vinto tre partite di fila, ha giocatori capaci di alimentare il gioco d’attacco come Lazzari, intelligenze in grado di essere decisive come Luis Alberto e il solito Immobile quasi sempre presente nel tabellino dei marcatori. Ma ha perso molto terreno in questo girone d’andata e dovrà accelerare molto se vuol arrivare in alto. Per Fonseca momento difficile. Il Napoli ha travolto (mezza dozzina di gol) la Fiorentina dell’ex azzurro Callejon. Gattuso aveva perso Fabian Ruiz, contagiato dal Covid, ma la sua squadra ha giocato una partita impeccabile a tre giorni della finale di Supercoppa contro la Juventus. I viola han ricominciato a deludere: brutto ko. Quella di Gattuso (una partita in meno) è la difesa meno battuta. Gasperini contro il suo passato, cioè il Genoa che ha fatto esordire Strootman, non è riuscito a superarlo. Il Grifone è parso rigenerato e ha fatto molto in fase offensiva. Gollini ha salvato l’Atalanta, poco brillante e incapace di segnare. La Dea meglio nella ripresa.

Il Bologna è tornato vincere (dopo otto turni di digiuno) contro un Verona meno brillante di altre volte. La squadra di Mihajlovic ha segnato su rigore di Orsolini, ma avrebbe potuto chiudere prima la partita. Troppi errori. Per gli scaligeri, un passo indietro. Il Sassuolo è incappato in un’altra giornata difficile (e anche sfortunata) e il Parma ne ha approfittato segnando un gol con Kucka. Per i neroverdi (rimaneggiati) il meritato pareggio è arrivato su rigore di Djuricic nel recupero. Nella zona bassa della classifica il Parma di D’Aversa ha dato comunque segni di risveglio. L’Udinese a Marassi aveva giocato una buona partita ed era andata in vantaggio con De Paul, poi aveva pareggiato Candreva su rigore. Ma i cambi hanno mutato il volto della Samp che ha trovato con l’esordiente Torregrossa il gol della vittoria. La situazione dell’Udinese (sette partite: tre pareggi e quattro ko) si sta complicando. La difesa bianconera ha preso 13 gol in sette gare: quasi due di media. In gran recupero il Crotone che, grazie anche a un autogol iniziale di Glik, ha messo sotto di brutto un Benevento in difficoltà. Simy, con una doppietta, ha poi abbattuto la squadra di Pippo Inzaghi: i quattro gol subiti sono stati troppi per non pensare a qualcosa che non va. Espulso Sau.

Ora il Crotone, sempre ultimo, è a un punto dal Torino. La squadra di Giampaolo non solo non ha vinto in casa contro uno Spezia in dieci per oltre 80′, ma ha rischiato di perdere ed è stato salvato da Sirigu. A questo punto forse i granata (che nel recupero hanno colpito un palo con Ansaldi) si salveranno solo con qualche buon acquisto. Qualcosa cambierà, sentiti gli umori di Cairo. La squadra di Italiano continua nella sua stagione positiva. E adesso che si è rivisto pure Galabinov… Non ci meraviglieremmo troppo se saltasse a breve qualche panchina. Mercoledì Juventus e Napoli si giocheranno la Supercoppa a Reggio Emilia. E si recupererà Atalanta-Udinese. Nell’ultimo turno d’andata Milan-Atalanta e Udinese-Inter saranno le partite da seguire. Ma non solo.
(ITALPRESS).

SUCCESSO INTER PERFETTO MA ORA CONTE PENSI AL MILAN

Il successo dell’Inter è perfetto. Indiscutibile. San Siro il suo tempio, sull’altare il patrono Contropiede, il più antico e riverito santo dei miracoli. Se è vero che Conte ruggisce, come sempre rabbioso, è verissimo che con rara ma conosciuta abilità ha costruito per la Juve la prima Inter razionale della stagione, ognuno al suo posto, sicchè per la prima volta non è rivelata o salvata da Lukaku ma dal gruppo che esprime – come una volta, e subisco un attacco di nostalgia – due mirabili azioni in contropiede firmate da Vidal e Barella, il primo rinato, il secondo confermato perla preziosa della corona. Quanto tempo abbiamo perso a gonfiare questa partita immaginando che l’ultima prestazione della Juve – e di Chiesa – l’avesse resa degnissima del Derby d’Italia. Illusione. Niente Chiesa, niente Ronaldo, solo una voglia di Tikitaka risolta come se la Signora fosse una provinciale o una annoiata ricercatrice di novità. Vuota davanti, tremante dietro: non bastano da una parte la buona volontà di Morata, dall’altra i nomi – solo i nomi – di Bonucci e Chiellini a fare una difesa come quella che ha fatto grande la Signora. E’ vero, Chiellini ha vietato il gol a Lukaku: una trappola tesa da Conte che i gol li ha commissionati a altri interpreti.

Un consiglio a Conte: non si ecciti troppo per questa vendetta riuscita. Lasci perdere la Juve. Pensi al Milan.
E’ vero che incombeva su tutto Inter-Juve che ormai non è più una partita ma un evento, ma come perdersi la disperazione di Prandelli dopo il 6-0 di Napoli, la soddisfazione di Ballardini dopo il prezioso pareggio di Bergamo e lo smarrimento di Superpippo a Crotone? Se permettete, il campionato che al livello del Derby d’Italia è grandioso quant’è condito di rivalità che diventa veleno, è più vero un gradino più sotto dove le vittorie sono semplici gioie, le sconfitte autentici dolori. Voglio precisare che il pareggio del Genoa suona a vittoria e Ballardini è un raro esempio di allenatore di rincalzo che cambia un percorso accidentato in una spaziosa via della speranza. Dicevo a un amico, dopo Napoli-Fiorentina, di due osservazioni fatte in settimana: la prima riguarda Gattuso, al quale ho attribuito una solidarietà virtuale, quella di Gino Palumbo, il grande giornalista ricordato nel centenario della nascita, appassionato del Napoli fin da ragazzo; la seconda la Fiorentina che farebbe bene a pensare alla costruzione di una squadra competitiva piuttosto che alla demolizione di uno stadio storico. Est modus in rebus, c’è una giusta misura nelle cose. E’ vietato fare confusione.
(ITALPRESS).

Artom “In Italia manca una visione per l’impresa privata”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna iniziare a dare una visione per l’impresa privata del Paese, a mio parere questo è quello che manca”. Lo ha detto Arturo Artom, consulente economico ed esperto in tecnologie, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di stampa Italpress.
“Siamo il paese – ha spiegato – delle 4-4,5 milioni di partite Iva. Tutti i nostri stipendi sono pagati dal prodotto interno lordo fatto dal privato. Le pmi in fondo sono ancora qualcosa di sconosciuto”, ha sottolineato spiegando come questo si sia visto soprattutto durante l’emergenza della pandemia. “Sono stati garantiti molto i dipendenti – ha aggiunto Artom – ma la parte imprenditoriale che ha un rischio e che deve pagare 15-20 buste paga non si è sentita molto supportata. Non c’è la cultura di cosa voglia dire gestire una piccola e media impresa, che significa girarsi e non avere nessuno dietro”.
“Il Recovery plan – ha affermato – ce l’abbiamo già. Quest’anno abbiamo fatto un deficit di circa 10 punti. Il deficit normale annuo era il 2-3%. Si è puntato quasi esclusivamente sui sussidi andando a garantire lo stipendio a tutti i dipendenti pubblici e quasi tutti i dipendenti privati”.
Per Artom “non si è pensato molto alla parte degli investimenti e soprattutto a come iniziare a girare queste decine di miliardi per fare in modo che creino di nuovo lavoro e investimenti, quando l’emergenza Covid finirà”.
“Bisogna valorizzare le quattro-cinque mila medie imprese che hanno un migliaio di dipendenti, che esportano, che realizzano una componente del prodotto che poi viene venduto dalla grande multinazionale straniera. Queste aziende, le famose multinazionali tascabili – ha continuato -, sono quelle che possono a loro volta tirare su i propri fornitori, milioni di partite Iva che stanno dietro. Bisogna avere una cultura industriale su questo. Di queste cose non se ne sente mai parlare. Capendole e conoscendole meglio si può fare politica industriale”.
(ITALPRESS).