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Artom “In Italia non c’è una visione per l’impresa privata”

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“Bisogna iniziare a dare una visione per l’impresa privata del Paese, a mio parere questo è quello che manca”. Lo ha detto Arturo Artom, consulente economico ed esperto in tecnologie, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di stampa Italpress.
“Siamo il paese – ha spiegato – delle 4-4,5 milioni di partite Iva. Tutti i nostri stipendi sono pagati dal prodotto interno lordo fatto dal privato. Le pmi in fondo sono ancora qualcosa di sconosciuto”, ha sottolineato, spiegando come questo si sia visto soprattutto durante l’emergenza della pandemia.
“Sono stati garantiti molto i dipendenti – ha aggiunto – ma la parte imprenditoriale che ha un rischio e che deve pagare 15-20 buste paga non si è sentita molto supportata. Non c’è la cultura di cosa voglia dire gestire una piccola e media impresa, che significa girarsi e non avere nessuno dietro”.
“Il Recovery plan – ha affermato – ce l’abbiamo già. Quest’anno abbiamo fatto un deficit di circa 10 punti. Il deficit normale annuo era il 2-3%”.
“Si è puntato – ha spiegato Artom – quasi esclusivamente sui sussidi andando a garantire lo stipendio a tutti i dipendenti pubblici e quasi tutti i dipendenti privati. Non si è pensato molto alla parte di investimenti e soprattutto a come iniziare a girare queste decine di miliardi per fare in modo che creino di nuovo lavoro e investimenti, quando l’emergenza Covid finirà”.
Uno sguardo, poi, alla questione dei licenziamenti. “Sarà una situazione drammatica”, ha detto, aggiungendo che “l’unico punto sarà la formazione”. “Tra le tante proposte che abbiamo fatto – ha continuato – è piaciuta molto quella di dare una strategia di Silicon Valley per le pmi. Durante la guerra del Golfo – ha ricordato – ci fu una crisi mondiale” e nella Silicon Valley “furono licenziate in una sola sera 70-80 mila persone”. “Si presume che – ha spiegato -, con gli incentivi dati dallo Stato della California, un terzo di queste crearono un’impresa che poi fu la fucina, l’ambiente, l’ecosistema dal quale nacquero tantissime piccole imprese che poi fecero il successo della Silicon Valley del software”.
“È un tabù – ha poi aggiunto – ma su alcuni settori dobbiamo fare un forte incentivo fiscale”.
“Il primo maggio – ha sottolineato Artom – dovrebbe essere la festa del lavoro, dei lavoratori ma anche degli imprenditori. Invece sostanzialmente non c’è mai la festa dell’imprenditore, inteso come valore aggiunto per il Paese. L’Italia storicamente ha questa visione: non dà un valore aggiunto a chi rischia”.
Per Artom, quindi, “bisogna valorizzare le quattro-cinquemila medie imprese che hanno un migliaio di dipendenti, che esportano, che realizzano una componente del prodotto che poi viene venduto dalla grande multinazionale straniera. Queste aziende, le famose multinazionali tascabili – ha continuato -, sono quelle che possono a loro volta tirare su i propri fornitori, milioni di partite Iva che stanno dietro. Bisogna avere una cultura industriale su questo. Di queste cose non se ne sente mai parlare. Capendole e conoscendole meglio si può fare politica industriale. Secondo me – ha aggiunto – è proprio un problema di conoscenza che riguarda sia destra che sinistra”.
Poi Artom ha fatto riferimento al “grande scontro che ci sarà in questo secolo tra il sistema cinese e quello occidentale. In questo momento, per affrontare la pandemia – ha evidenziato -, ha vinto quello cinese, che è riuscito a tenerla sotto controllo. Su questo iniziamo il 2021 come Italia in maniera non semplice”, ha aggiunto. In merito alle misure per fronteggiare la pandemia, secondo il consulente economico, “forse bisognava lasciare un po’ più novembre e chiudere molto dicembre, che è un mese in cui tutti vogliamo andare a fare shopping. Secondo me – ha proseguito – la strategia giusta deve essere vietare la movida e lasciare molta più libertà di spostamento”.
Adesso occorre “un vaccino economico per l’impresa privata”, ha spiegato. “Una visione per l’impresa – ha proseguito – che invece non c’è. Bisogna fare molte più coccole. È dal Pil che fa l’impresa privata che tutti noi paghiamo gli stipendi”. Il voto di Artom alla prima ripartizione delle risorse del Recovery plan è 6, perché “sono state tolte” risorse “per aumentare investimenti pubblici su quello che era per l’impresa privata. Sono stati tolti soldi al 4.0, bisogna rimetterli: molta più impresa privata”, ha concluso.
(ITALPRESS).

L’Inter batte 2-0 la Juventus, gol di Vidal e Barella

MILANO (ITALPRESS) – L’Inter domina il Derby d’Italia e lancia un segnale importante al campionato. A San Siro, i nerazzurri si rimettono in moto dopo aver portato a casa un punto nelle ultime due giornate e superano la Juventus per 2-0: le reti dell’ex Vidal e di Barella consentono alla squadra allenata da Conte di agguantare il Milan, in campo domani a Cagliari, in vetta alla classifica della Serie A a 40 punti. Dai fuochi d’artificio sul Meazza che accompagnano l’ingresso delle squadre a quelli in campo, sin dalle prime battute, le emozioni non tardano ad arrivare. Al 10′ il tap-in di Ronaldo sul cross di Chiesa, pescato però in posizione irregolare, ma al 12′ è l’Inter a passare in vantaggio con l’uomo più atteso: sul cross di Barella svetta Vidal, il cileno batte Danilo nello stacco e insacca alle spalle di Szczesny. La Juve accusa il colpo, i nerazzurri non concedono respiro al portatore di palla avversario ma sprecano con Lautaro Martinez la chance del 2-0: l’argentino spedisce alto da pochi metri dopo la respinta sul tiro di Lukaku. Gli uomini di Pirlo non riescono a costruire trame offensive degne di nota, Ronaldo ci prova con un paio di tentativi da fuori che non impensieriscono Handanovic. E in avvio di ripresa i bianconeri incassano il raddoppio: al 52′ Bastoni taglia il campo con un lancio per Barella, che sfrutta la voragine sulla fascia di Frabotta e corona la sua grande prestazione con il gol del 2-0. La Juventus cambia volto con un triplice cambio (dentro Kulusevski, McKennie e Bernardeschi) ma il canovaccio in campo non subisce particolari scossoni. L’Inter gestisce senza troppi affanni ma all’87’ c’è tempo anche per Handanovic per mettersi in mostra su Chiesa. La sostanza, però, non cambia: dopo i 5′ di recupero concessi da Doveri, i nerazzurri festeggiano la vittoria sui rivali bianconeri, che mancava dal 2016. Prima vittoria di Antonio Conte da allenatore contro la sua ex squadra.
(ITALPRESS).

Il Genoa ferma l’Atalanta, reti inviolate a Bergamo

BERGAMO (ITALPRESS) – Al Gewiss Stadium di Bergamo, Atalanta e Genoa non vanno oltre lo 0-0 nella diciottesima giornata della Serie A. I nerazzurri, che hanno collezionato 17 punti nelle ultime 7 partite, subiscono una battuta d’arresto e mancano l’aggancio a Napoli e Roma in piena zona Champions; mentre il Genoa conquista un punto importante su un campo difficile e si porta a quota 15 punti, appena fuori dalla zona retrocessione. Avvio aggressivo della formazione di Ballardini (con lui in panchina 8 punti in 5 gare), che si rende subito pericolosa con l’iniziativa di Pjaca che entra in area superando la difesa bergamasca e scaricando il destro da posizione piuttosto defilata: conclusione violenta che si perde però a lato. E’ sempre del Genoa la seconda grande occasione del match: palla deliziosa di Strootman per Shomurodov che addomestica con il petto e libera il sinistro dal limite dell’area: sfera che termina a lato di un soffio. Con il passare dei minuti i nerazzurri riescono ad alzare la pressione e il baricentro chiudendo il Genoa nella propria metà campo, ma mancano di precisione negli ultimi metri. Al 40′ fiammata degli uomini di Ballardini con Shomurodov che costringe Gollini a una strepitosa parata dopo la conclusione a botta sicura. Le formazioni tornano negli spogliatoi con il risultato bloccato sullo 0-0 dopo varie occasioni da entrambe le parti. Nella ripresa gli uomini di Gasperini entrano in campo più determinati e provano ad accelerare per mettere in difficoltà la retroguardia degli ospiti. Il Genoa fa più fatica ad uscire dalla propria trequarti e concede spazio all’Atalanta che al 65′ va ad un passo dal vantaggio con Hateboer ma la sua conclusione scheggia il legno alla sinistra di Perin e termina fuori. Nel finale nonostante l’assedio dei nerazzurri, il risultato non si smuove dallo 0-0.
(ITALPRESS).

Scuola, Azzolina “Il ritorno in classe è un atto di responsabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del Ministero della Salute, per esprimersi sul rientro in classe di studentesse e studenti delle scuole superiori, previsto dal Governo. Ne è emerso un parere molto netto. Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito – non è la prima volta che lo dice – che l’assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale”. Lo scrive su Facebook la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
“Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”, aggiunge.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 12.415 nuovi casi e 377 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 12.415 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri erano stati 16.310), secondo i dati del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità, a fronte di 211.078 tamponi effettuati (ieri 260.704) e un totale di 29.206.692 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore soni stati 377 i decessi per un totale di 82.177 vittime. Con quelli di oggi diventano 2.381.277 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 553.374 (-4.343 rispetto a ieri), 528.114 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 22.757 (-27 rispetto a ieri) di cui 2.503 in Terapia Intensiva (-17 rispetto a ieri). I dimessi/guariti sono 1.745.726 con un incremento di 16.510 unità nelle ultime 24 ore. La regione con il maggior numero di nuovi casi è Lombardia (1.603), seguita da Sicilia (1.439), Emilia Romagna (1.437) e Veneto (1.369).
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Poker del Crotone contro il Benevento, Stroppa torna al successo

CROTONE (ITALPRESS) – Con una prestazione da urlo, allo Scida, il Crotone manda al tappeto il Benevento, vincendo per 4-1. Gara da incorniciare per gli uomini di Stroppa, che incassano tre punti preziosi in chiave salvezza, mentre l’undici di Inzaghi si rammarica per l’occasione persa contro una diretta concorrente. L’inizio di partita del Crotone è deciso e, al 4′, seppur con un pò di fortuna, i calabresi pervengono al gol del vantaggio: dalla sinistra, cross di Pereira per Simy; Glik marca stretto il centravanti nigeriano, ma nel tentativo di anticiparlo colpisce il pallone con la nuca e sorprende Montipò, che non può far nulla per evitare l’autorete. Incassato lo svantaggio, il Benevento non si scompone e, al 12′, sugli sviluppi di un corner, Glik prende il tempo alla retroguardia avversaria e prova a farsi perdonare con un pericoloso colpo di testa ma Cordaz è attento e para la conclusione del difensore polacco.
Dalla sua panchina, Stroppa chiede alla sua squadra più coraggio e, al 29′, su azione di ripartenza, in area campana Simy approfitta di uno svarione di Glik (oggi poco fortunato) e con un destro preciso batte Montipò per il 2-0 che chiude la prima frazione di gara. Al ritorno in campo, il Benevento si mostra sin da subito reattivo ma, al 54′, il Crotone trova la rete del 3-0: dalla sinistra, Riviere disegna un assist perfetto per Simy che, col piatto, anticipa il suo marcatore e non lascia scampo a Montipò. Sulle ali dell’entusiasmo il Crotone non toglie il piede dall’acceleratore e, al 65′, l’undici di Stroppa cala il poker con Vulic che, servito da Simy al limite sinistro dell’area, col destro calcia forte e segna una rete bellissima che fa esplodere di gioia la panchina calabrese. Gara finita ma il Benevento trova almeno la rete della bandiera con il mancino di Iago Falque: 4-1.
(ITALPRESS).

Djuricic al 94′ risponde a Kucka, Sassuolo-Parma 1-1

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Sassuolo evita al 94′, col rigore di Djuricic, la sconfitta contro il Parma al Mapei. Le assenze gialloblù sono tante, al punto che D’Aversa fa esordire il classe 2003 Dierckx (più giovane esordiente nella storia della serie A); il Sassuolo gioca a 3 in difesa, ma le filosofie delle due squadre non vengono snaturate. Così, dopo un inizio convinto degli ospiti il Sassuolo fa il primo squillo della gara con Kyriakopoulos che servito a centro area, calcia e prende in pieno la traversa. La squadra di De Zerbi prende il controllo del gioco e al 21′ passa in vantaggio, ma il Var ferma tutto per fuorigioco millimetrico di Caputo. Dopo aver superato una fase di pressione dei padroni di casa, il Parma passa al contrattacco e la scelta paga: su un cross dalla sinistra di Pezzella, Kucka si traveste da attaccante e anticipa tutti di testa con un grande inserimento per il gol del vantaggio al 36′.
Il Sassuolo accusa il colpo e la formazione di D’Aversa riesce a gestire il vantaggio fino alla fine del primo tempo contro una delle squadre che tiene di più la palla nel nostro campionato. Nella ripresa De Zerbi cambia e fa entrare Muldur e Djuricic, passando a 4 dietro. Defrel scalda subito Sepe che risponde mandando in angolo il destro potente del francese. Il Parma attende nella sua metà campo, in attesa di ripartire e di scatenare i contropiedi micidiali di Gervinho. Il Sassuolo spinge ma trova pochi spazi e occasioni da gol. Djuricic ad esempio ne spreca una potenziale da buona posizione. Così il Parma riparte e si rende molto pericoloso con Grassi, che tira al volo da fuori area e impegna Consigli, e Gervinho che spreca il raddoppio da buona posizione al centro dell’area. Il Sassuolo porta scompiglio in area ospite solo grazie a qualche calcio piazzato.
A un minuto dalla fine Busi però atterra Ferrari e vanifica gli sforzi dei suoi. Sul dischetto va Djuricic che trasforma per l’1-1 finale. Non c’è più tempo e finisce così: il Parma non riesce a tornare al successo che manca da otto turni, il Sassuolo rimedia all’ultimo minuto una gara poco brillante.
(ITALPRESS).

Napoli show al Maradona, 6-0 alla Fiorentina

NAPOLI (ITALPRESS) – Lo show del Napoli riaccende la candidatura Scudetto dei partenopei e riacutizza paure e insicurezze della Fiorentina. Al Maradona la squadra di Gattuso vince 6-0, si porta a -6 dal Milan capolista e infligge lo stop ai viola reduci dal successo sul Cagliari. Nella prima frazione di gioco il Napoli riesce in quello che è mancato contro lo Spezia: far gol alla prima occasione. E alla fine del primo tempo le statistiche sono eloquenti: quattro tiri in porta del Napoli, quattro reti. A siglare la prima firma della giornata ci pensa Lorenzo Insigne, lo stesso che ha sbloccato il risultato nell’ultimo match contro l’Udinese. Al 5′ Lozano dà il via all’azione, Petagna scarica per Insigne che col destro trova il corridoio giusto tra le gambe degli avversari per far passare il pallone e depositarlo in rete. La reazione della Fiorentina c’è, è arrembante ma quel che manca è la precisione. Al 23′ Biraghi colpisce la traversa con un tiro cross. Subito dopo è Ribery a sfiorare il pareggio con una conclusione neutralizzata da Ospina. Finita l’ondata viola, si scatena quella azzurra. Sugli sviluppi di una transizione positiva, Petagna veste ancora l’abito dell’uomo assist e regala a Demme una palla da appoggiare in rete per il 2-0. Ma non è finita. Al 38′ fa tutto Insigne: il napoletano porta a spasso la difesa viola, difende palla e col destro serve un assist in diagonale per la spaccata vincente di Lozano che brucia Igor e fa 3-0. E al 45′ è il turno di Zielinski che certifica la giornata no di Dragowski con un tiro da fuori area che vale il 4-0 prima del duplice fischio. Nella ripresa Prandelli cambia l’uomo simbolo: fuori Ribery, dentro Kouamè. Ma gli equilibri non cambiano. Al 70′ Castrovilli stende Bakayoko in area, Chiffi concede il rigore e Insigne non sbaglia. Nel finale ci pensa il neo entrato Politano a rendere più pesante il parziale: dribbling e conclusione vincente da fuori per il definitivo 6-0.
(ITALPRESS).