ROMA (ITALPRESS) – Superata la soglia del milione il numero dei vaccini anti-Covid somministrati in Italia. Il dato, contenuto nel report reso noto dal ministero della Salute e aggiornato alle 17,15 parla per la precisione di 1.002.044 vaccini somministrati. Delle persone vaccinate, 627.474 sono donne e 374.570 sono maschi. E ancora 754.901 appartengono al mondo degli operatori sanitari, 159.653 è rappresentato da personale non sanitario ed infine 87.490 sono ospiti di strutture residenziali. La Campania è la regione con la più alta quota di vaccini somministrati rispetto alle dose disponibili (88,5%), la Calabria risulta l’ultima con 43,3%. Ma ecco il dettaglio delle regioni: Abruzzo (70,4%), Basilicata (47,4%), Calabria (43,3%), Campania (88,5%), Emilia-Romagna (73,9%), Friuli Venezia Giulia (69,4), Lazio (64,5%), Liguria (60,5%), Lombardia (63,8%), Marche (68,7), Molise (59,4%), Provincia Autonoma Bolzano (61,4%), Provincia Autonoma Trento (56,4%), Piemonte (72,9%), Puglia (68,5), Sardegna (60%), Sicilia (63,9%), Toscana (72,8%), Umbria (73,4%), Valle d’Aosta (69,9%), Veneto (77,2%).
“Un milione di persone vaccinate in Italia.
E’ il primo incoraggiante passo di questa maratona decisiva per il futuro di tutti noi. Grazie alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale che con il loro lavoro straordinario rendono possibile questa impresa”, commenta su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
“Il primo milione di cittadini italiani è stato vaccinato. E’ un risultato del quale andare orgogliosi: siamo il primo Paese in Europa. Questo grazie al prezioso impegno e alla dedizione delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, alla determinazione di tutte le Regioni e Province autonome del nostro Paese con le quali lo staff della Struttura del Commissario Straordinario ha lavorato con grande professionalità e passione in queste settimane. Non potevamo augurarci un inizio migliore, ma dobbiamo ricordare che è solo il primo passo di un lungo percorso che durerà ancora molto tempo e che ci porterà ad uscire da questa emergenza”, afferma in una nota il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri.
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Covid, superata la soglia del milione di vaccinati in Italia
Coronavirus, 16.146 nuovi casi e 477 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Lieve calo nelle ultime 24 ore dei casi di coronavirus. I nuovi contagiati sono 16.146 contro i 17.246 di ieri. E’ quanto riporta il consueto bollettino del Ministero della Salute. Scendono i decessi a 477, il numero di guariti si incrementa di 18.979 mentre quello degli attualmente positivi si riduce 3.312 portando il dato complessivo a 558.068.
I tamponi effettuati sono 273.506, numero record perchè determinato (per la prima volta) dal conteggio dei tamponi rapidi, i cosiddetti test antigenici. A questo punto l’indice di positività, calcolato sul totale complessivo dei tamponi (rapidi + molecolari) si attesta al 5,9%. Calo significativo dei ricoveri nei reparti ordinari, sono 22.841 i degenti (-269), calano nel complesso di 35 i pazienti ricoverati nelle terapie intensive, portando ad un totale di 2.522 con 156 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano in 532.715. Sul fronte delle singole regioni, la Lombardia è quella che registra più nuovi casi (2.205), seguita da Sicilia (1.945) ed Emilia-Romagna (1.794).
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Covid, indennità straordinaria per iscritti immunodepressi
L’Enpam sosterrà economicamente i medici titolari di convenzione con il Ssn e affetti da immunodepressione che, a causa dell’emergenza Covid-19, hanno dovuto sospendere la propria attività professionale. La misura di supporto economico, che ha ottenuto il via libera definitivo dei ministeri vigilanti, era stata adottata dal Cda della Fondazione lo scorso 23 aprile. Il provvedimento approvato prevede che agli iscritti all’Enpam titolari di rapporto di convenzione con il Ssn e affetti da immunodepressione sia riconosciuta per il periodo di sospensione dell’attività, un’indennità straordinaria fino a un massimo di due mesi. Quest’ultima verrà parametrata al mancato guadagno o alle spese di sostituzione sopportate, con un minimo di mille euro al mese.
“Siamo soddisfatti che i ministeri vigilanti abbiano compreso il valore di una misura di sostegno specifica per una categoria di soggetti come gli immunodepressi, troppo spesso dimenticata e tuttavia anch’essa danneggiata dalla pandemia – ha commentato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti – . Anche a loro l’Enpam potrà dunque garantire un sostegno economico straordinario in una fase quanto mai delicata”. La misura riguarda i medici e gli odontoiatri in condizione di immunodepressione, con patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita, che contribuiscono al Fondo Enpam della medicina convenzionata e accreditata. Gli oneri sono infatti a carico di questo.
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Pensioni maggiorate a familiari iscritti morti per Covid
I familiari dei medici e dei dentisti deceduti a seguito del Covid-19 potranno ricevere dall’Enpam una pensione maggiorata. L’ente di previdenza e assistenza della categoria aveva deliberato questa misura straordinaria già lo scorso aprile, ma solo ora entra in vigore a seguito del via libera da parte dei ministeri vigilanti. Nel dettaglio l’Enpam aggiungerà fino a 20 anni di contributi ai medici e ai dentisti morti a seguito del Covid-19, per fare in modo che la pensione spettante a vedove e orfani sia calcolata sull’importo a cui il familiare deceduto avrebbe avuto diritto al termine della propria carriera. In termini economici questa misura straordinaria comporta per i familiari superstiti un assegno pensionistico che può arrivare anche al doppio dell’importo effettivamente maturato.
“Il numero di vittime tra i medici e gli odontoiatri, già impressionante di per sé, non rende nemmeno il dramma dei casi individuali. Si pensi a quale disagio può andare incontro la famiglia di un collega strappato dal virus quando gli mancavano ancora 20 anni per andare in pensione – dice il presidente dell’ente Alberto Oliveti –. Ci sembra doveroso nei confronti di chi ha messo a rischio la propria vita per curare gli altri, che i familiari possano contare sul supporto della categoria”.
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Covid, il contagio cresce ma evitata l’impennata della curva
ROMA (ITALPRESS) – Il virus cresce ma senza le restrizioni nel periodo natalizio la curva del contagio si sarebbe impennata. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, segnala una situazione in lieve peggioramento che però sarebbe stata disastrosa senza le chiusure nel periodo delle feste. “In Italia la situazione è di lieve crescita, questo è frutto degli sforzi fatti nel periodo festivo e che ha evitato una impennata della curva”, annota in conferenza stampa il numero uno dell’Iss, lanciando però un allarme: “L’Rt a livello nazionale è cresciuto un pò e ha raggiunto l’1,09, aumentando per la quinta settimana di fila. Dal 26 dicembre al 10 gennaio c’è una crescita tranne che in Veneto e nella provincia di Trento. Alcune regioni hanno un’incidenza maggiore. Il virus circola in tutto il Paese”.
Le previsioni per febbraio non sembrano buone: “C’è la probabilità che nel prossimo mese si possano superare le soglie, sia nelle aree mediche che nelle terapie intensive e questo riguarda molte regioni”.
Ecco quindi l’importanza di accelerare con i vaccini, nonostante i timori di uno stop della fornitura del vaccino Pfizer, anche se Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute frena: “Ho sentito di un ritardo della fornitura Pfizer, ma non mi risulta ufficialmente”.
Per Rezza “l’approvvigionamento è un problema perchè non dipende da noi” ma se “viene rispettata la tabella di marcia, la seconda fase” quella per intenderci che vedrà vaccinati gli ultraottantenni “inizierà a fine gennaio”.
La sfida resta comunque l’immunità di gregge, che purtroppo non sembra ancora a portata di mano: “L’immunità di gregge si raggiunge se una porzione di popolazione vaccinata è tale da far si che il virus non riesca a circolare. Per immunità di gregge in Italia servirà almeno il 60% della popolazione. Ci vorranno molti mesi, ma il primo obiettivo sarà quello di limitare il numero della mortalità e dei casi gravi”.
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Terna, messo in sicurezza sistema elettrico europeo
ROMA (ITALPRESS) – La rete elettrica italiana gestita da Terna, ha prontamente reagito a un repentino calo di frequenza che ha coinvolto i sistemi di trasmissione di tutti i Paesi dell’Europa continentale, contribuendo in tempi rapidi al progressivo rispristino in sicurezza del servizio e alla continuità della fornitura senza alcuna conseguenza per gli utenti. Terna ha attivato il primo livello di protezione del sistema staccando dalla rete circa 400 MW di consumi di clienti industriali cosiddetti interrompibili. Un’azione coordinata con le altre iniziative dei gestori di rete europei che ha permesso di riequilibrare la frequenza elettrica continentale evitando possibili disalimentazioni e interruzioni di elettricità diffuse.
L’intervento di Terna si è reso necessario lo scorso 8 gennaio, quando è stato rilevato un calo di frequenza (circa 250 mHz) dovuto a una serie di ‘aperturè di linee nell’area balcanica, che ha letteralmente diviso in due la rete elettrica europea.
Il guasto – un evento piuttosto raro le cui cause sono ancora in corso di accertamento da parte di Entso-e, l’associazione europea dei gestori di rete elettrica – ha separato per circa un’ora la regione Sud Est da quella Centro Ovest, solitamente interconnesse in maniera sincrona. Per ridurre questa deviazione di frequenza e garantire la stabilità dell’intero sistema elettrico, Terna ha prontamente attivato il meccanismo di interrompibilità per 400 MW, il quantitativo sufficiente per arrestare la variazione immediatamente dopo il distacco (in Francia, invece, sono stati circa 1.200 MW gli interrompibili attivati dal gestore Rte).
La rete elettrica europea è tornata alla normalità in circa un’ora.
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Coronavirus, da domenica zona rossa per Lombardia, Sicilia e Bolzano
ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, a quanto si apprende, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Passano in area rossa la provincia autonoma di Bolzano e le Regioni Lombardia e Sicilia. Passano in area arancione le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
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Spaziani Testa “Meno tasse sugli immobili e sbloccare gli sfratti”
“Tutelare il diritto di proprietà rimuovendo la proroga del blocco degli sfratti e ridurre la tassazione sugli immobili”. È quanto chiede il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
Per gli italiani la casa è ancora un bene?
“La casa di abitazione ha ancora stesse le caratteristiche, l’italiano vuole stare nella casa di proprietà, quello che comincia da molto tempo a mancare è l’acquisto per l’investimento ma anche l’acquisto delle seconde case per villeggiatura”.
Qual è l’andamento del mercato immobiliare con il Covid?
“Ovviamente c’è stato un blocco totale nel periodo di lockdown dove non potevano muoversi nemmeno gli agenti immobiliari, le compravendite infatti sono molto scese nel 2020”.
Il blocco degli sfratti non è stato ancora prolungato ma non vi piace, perché?
“Nell’immaginario c’è la solita frase “Non mandiamo per strada le persone”, ma se si va a vedere di cosa si tratta si capisce che sono 16 mesi di impossibilità di applicare delle sentenze. Si tratta di situazioni precedenti al Covid quindi parliamo di tempi lunghissimi, perchè il proprietario prima di azionare la parte legale pazienta e aspetta, poi attiva il procedimento giudiziario dove passano mesi e alla fine ha un provvedimento, poi arriva la legge e dice che l’immobile non si libera più. La conseguenza è che ci sono beni indisponibili e costituzionalmente è inaccettabile, l’impossibilità di trarre un reddito e addirittura la necessità di pagare le spese condominiali oltre all’Imu. Noi non stiamo dicendo ‘fate macelleria sociale e buttate fuori tutti’ ma diciamo di andare a verificare le effettive situazioni di difficoltà che esistono e li cerchiamo di aiutare, ma non a carico del proprietario ma dello Stato. Spesso i più fragili sono proprietari e molti sono in estrema difficoltà”.
Le tasse sono un grande tema, voi cosa chiedete?
“Noi chiediamo di fare l’esatto contrario di quanto ha chiesto la Banca d’Italia, ovvero spostare le tasse da impresa e lavoro sul patrimonio immobiliare. Noi diciamo che va ridotta la tassazione sugli immobili, ci sono tanti immobili diversi dalla prima casa che non sono espressione di lusso ma spesso sono ereditati, si trovano in piccoli centri e hanno un peso di tassazione notevole. Passare dai 9 miliardi dell’Ici del 2011 ai 22 miliardi dell’Imu di questi anni non ha solo comportato un peso solo sui proprietari ma sull’intera economia, persino sulle garanzie delle banche ed effetti a catena sui consumi. Tassiamoli meno e vedremo effetti positivi anche sull’economia”.
Il Superbonus ecologico ha aiutato il mercato?
“Si parla molto del Superbonus del 110% è un’ottima iniziativa che si aggiunge ad altre. E’ dal punto di vista della semplicità che ha qualche mancanza e c’è qualche aspetto da curare meglio, in generale il sistema non lo inquadrerei nella categoria bonus ma in quella degli incentivi. Il Superbonus ha una cifra accattivante ma bisognerebbe guardare a tutto tondo nel sistema degli incentivi per scegliere il meglio”.
Questa pioggia di soldi che arrivano dall’Ue sono in gran parte per la trasformazione green, come pensate di poterne beneficiare?
“E’ importante stimolare interventi di efficientamento energetico e di risparmio ma da noi c’è qualcosa di più importante: la sicurezza sismica. Noi siamo un territorio sismico e per prevenire dobbiamo fare qualcosa di diverso rispetto ai paesi del nord Europa, dobbiamo concentrarci sul miglioramento della sicurezza dell’immobile, sulla sicurezza dei territori in genere, sulle infrastrutture fisiche ma anche digitali per favorire il possibile ritorno nei borghi in virtù del lavoro a distanza che molte aziende stanno promuovendo”.
Per rivalutare il patrimonio immobiliare quali sono le voci essenziali?
“C’è una voce che le precede tutte che è ridurre la tassazione, poi c’è la necessità di migliorare dal punto di vista della sicurezza, l’efficienza energetica, delle infrastrutture per favorire il raggiungimento di certi centri sia dal punto di vista dei trasporti che dell’aspetto digitale”.
Cosa ne pensa dello smart working?
“Abbiamo solo in minima parte delle aree dedicate agli uffici moderni, spesso sono mischiati con le abitazioni e questo ha un riflesso anche sul mercato immobiliare residenziale. Molti stanno decidendo di ridurre i propri spazi di lavoro e ci sono degli immobili che tornano sul mercato, nel breve lo vedo negativamente perchè contribuisce a diminuire il valore, ma in prospettiva ci può essere qualche cambiamento positivo”.
L’attività immobiliare oggi vuol dire anche finanza.
“La finanza è una parte dell’immobiliare che esiste, va valorizzata e fa parte del nostro mondo, non va messa in contrapposizione con il mattone e con la fluidità delle banconote. C’è un parte che contribuisce a far crescere l’economia e a farci dire che l’immobiliare, a differenza di quanti molti pensano, non è una ricchezza statica ma dinamica, l’immobiliare muove l’economia sia con i mattoni che con la finanza”.
Ci si lamenta spesso che in questo stato di emergenza c’è la sospensione delle liturgie democratiche e della macchina dell’ascolto, cosa chiedete al Governo?
“Siamo stati ascoltati ma non basta, siamo stati anche agli Stati Generali però abbiamo parlato come tanti altri, abbiamo detto le nostre cose, l’ascolto è un’altra cosa. Chiediamo di tutelare il diritto di proprietà, quindi di rimuovere la scelta sbagliata di sottrarre alla disponibilità dei proprietari per 16 mesi, che si aggiungono a tanti altri, gli immobili oggetto di sentenza e la seconda riduciamo la tassazione sugli immobili”.
(ITALPRESS).








