ROMA (ITALPRESS) – “La nostra linea è chiarissima: non sosterremo un governo delle sinistre, non abbiamo nulla in comune con loro, abbiamo valori e progetti diversi. Siamo nel centrodestra e ci muoviamo di concerto come è sempre stato. A quanto risulta a me, non ci sono problemi fra i nostri senatori, vengono corteggiati certo, ma non mi sembra proprio che non ci siano rischi di fughe”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
“Dicevano che ci saremmo spaccati nel voto sul Mes: beh, mi pare che oltre a un paio di parlamentari in dissenso non siamo andati”, aggiunge Tajani, che, alla domanda se il governo abbia i numeri, risponde: “Io ne dubito fortemente, al momento mi dicono che siano a 150/152. Tra l’altro, lo ha detto Salvini stesso, ci sono senatori che dal M5s potrebbero passare alla Lega. Martedì sapremo. Se ce la faranno, vedremo che maggioranza sarà e come e quanto potrà andare avanti”. Altrimenti, “la parola passerà al capo dello Stato”.
In merito alla possibilità di elezioni anticipate, “anche noi abbiamo detto che sarebbe la via maestra ma bisogna capire se ci sono le condizioni per farle o no. E’ un’ipotesi qualora non si trovassero altre vie”, sottolinea Tajani, secondo cui l’ipotesi di un governo di unità nazionale “al momento è fuori dal dibattito”. “Una cosa – dichiara – è il sostegno a governi di sinistra, che escludiamo, altra la collaborazione istituzionale: ci siamo sempre stati, ci saremo tanto più se non avranno i numeri, per il bene del Paese”.
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Tajani “Inseguono senatori FI, ma nessun rischio fughe”
Cgia “solo 29 mld di ristori contro 423 mld di mancati incassi”
MESTRE (VENEZIA) (ITALPRESS) – “Sebbene in termini assoluti la somma sia certamente importante, i 29 miliardi di euro di aiuti diretti erogati fino ad ora dal Governo alle attività economiche coinvolte dalla crisi pandemica sono stati del tutto insufficienti a lenire le difficoltà subite dagli imprenditori. Se, infatti, rapportiamo questi 29 miliardi alla stima riferita alle perdite di fatturato registrata l’anno scorso dalle imprese italiane, importo che sfiora i 423 miliardi di euro, il tasso di copertura è stato pari a poco meno del 7 per cento circa: un’incidenza risibile. E in attesa dei nuovi ristori previsti nei prossimi giorni, l’arrabbiatura e il malessere tra gli operatori economici sono sempre più diffusi, in particolar modo tra coloro che conducono attività di piccola dimensione”. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia.
Gli artigiani mestrini tengono comunque a ribadire un principio incontrovertibile: “lo Stato, le Regioni le autonomie locali hanno il diritto/dovere di introdurre tutte le limitazioni alla mobilità e alle aperture delle attività economiche che ritengono utili e necessarie per tutelare la salute pubblica. Intendiamoci: questo caposaldo non è in discussione. Ma è altrettanto doveroso intervenire affinchè gli operatori che sono costretti a chiudere l’attività per decreto vengano aiutati economicamente in misura maggiore di quanto è stato fatto fino ad ora. Altrimenti, rischiano di chiudere definitivamente i battenti”.
“E’ comunque necessario precisare – sottolineano dalla Cgia – che per le imprese che hanno subito i contraccolpi più negativi della crisi, ovvero quelle che hanno dovuto chiudere per decreto, i ristori erogati dall’Esecutivo hanno raggiunto un livello medio di copertura del calo del fatturato del 14,5 per cento circa. Le misure di sostegno al reddito approvate dal Governo Conte, infatti, sono andate in larghissima parte alle attività che hanno registrato un crollo del giro di affari di almeno il 33 per cento rispetto al 2019. Resta il fatto che anche per queste realtà gli aiuti economici sono stati insufficienti”.
L’Ufficio studi della Cgia, infatti, stima che dei quasi 423 miliardi di riduzione del fatturato registrata nel 2020 (pari ad una contrazione del -13,5 per cento rispetto l’anno prima), almeno 200 miliardi sarebbero ascrivibili alle imprese dei settori che sono stati costretti a chiudere per decreto.
“E’ evidente – aggiunge – che è necessario un cambio di rotta: i ristori vanno sostituiti con i rimborsi. In altre parole è necessario uno stanziamento pubblico che compensi quasi totalmente sia i mancati incassi sia le spese correnti che continuano a sostenere. La stessa cosa va definita anche per i settori che seppur in attività è come se non lo fossero. Segnaliamo, in particolar modo, le imprese commerciali ed artigianali ubicate nelle cosiddette città d’arte che hanno subito il tracollo delle presenze turistiche straniere e, in particolar modo, il trasporto pubblico locale non di linea (taxi, bus operator e autonoleggio con conducente) che sebbene in servizio hanno i mezzi fermi nelle rimesse o nei posteggi”.
“E’ vero che questa ulteriore spesa corrente contribuirebbe ad aumentare il debito pubblico, ma – secondo la Cgia – è altrettanto vero che se non salviamo le imprese e i posti di lavoro, non poniamo le basi per far ripartire la crescita economica che rimane l’unica possibilità in grado di ridurre nei prossimi anni la mole di debito pubblico che abbiamo spaventosamente accumulato con questa crisi”.
“Al netto dei provvedimenti che sono stati introdotti a sostegno della liquidità e agli effetti dovuti allo slittamento di alcune scadenze fiscali, nel 2020 il Governo ha messo a disposizione delle imprese 29,1 miliardi di euro – rileva la Cgia -. La voce più importante è stata quella dei contributi a fondo perduto che ammonta a 11,3 miliardi di euro. Seguono altri interventi che assommano a 7,9 miliardi e la cancellazione del saldo 2019 e dell’acconto 2020 dell’Irap che ha consentito uno sgravio di 3,9 miliardi. Le agevolazioni fiscali per le sanificazioni e i canoni di locazione hanno permesso un risparmio pari a 5,1 miliardi, mentre la cancellazione dell’Imu e della Tosap/Cosap ha garantito una riduzione della tassazione locale pari a 802 milioni di euro”.
“Secondo l’ultima indagine realizzata dall’Istat – condotta su un campione di quasi 1 milione di imprese con oltre 12 milioni di addetti che, nel complesso, rappresentano quasi il 90 per cento del valore aggiunto e circa tre quarti dell’occupazione complessiva delle imprese dell’industria e dei servizi – sono quasi 292 mila le attività che si trovano in una situazione di crisi profonda – evidenzia la Cgia -. Attività che danno lavoro a quasi 1,9 milioni di addetti e producono un valore aggiunto che sfiora i 63 miliardi di euro. Il numero medio di addetti per impresa di questo cluster così in difficoltà è pari a 6,5. Micro imprese che, pesantemente colpite dall’emergenza sanitaria, non hanno adottato alcuna strategia di risposta alla crisi e, conseguentemente, sono a rischio chiusura. Sempre da questa indagine emerge che i settori produttivi più coinvolti da queste 292 mila attività sono il tessile, l’abbigliamento, la stampa, i mobili e l’edilizia. Nel settore dei servizi, invece, spiccano le difficoltà della ristorazione, degli alloggi, del commercio dell’auto e altri comparti come il commercio al dettaglio, il noleggio, i viaggi, il gioco e lo sport”.
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Coronavirus, scoperto primo caso di variante inglese in Piemonte
TORINO (ITALPRESS) – Scoperto in Piemonte il primo caso di variante inglese del Coronavirus. Grazie alla collaborazione tra l’Ospedale Amedeo di Savoia e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, è stato possibile identificare, nel vercellese, il primo caso piemontese di variante inglese del virus Sars-CoV-2 in una ragazza rientrata lo scorso 20 dicembre dall’Inghilterra; in via di conferma anche un altro caso, nel cuneese. A dicembre, quando era stato lanciato l’allarme per la diffusione di una variante del virus pandemico, l’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati, aveva chiesto, alla luce della nota dell’Istituto superiore di Sanità, che si verificasse, attraverso le strutture regionali, una eventuale criticità. “Dalla valutazione dei reagenti che vengono utilizzati dai nostri laboratori pubblici e accreditati – afferma Marnati – si era verificato che l’eventuale variante era coperta in quanto reagenti utilizzati e test acquistati da Dirmei e dalle Asl piemontesi, prevedono la ricerca di più geni”. “E il fatto di aver identificato il primo caso di variante inglese del Covid – aggiunge – è la dimostrazione che attraverso i nostri test siamo in grado di intercettare tutte le varianti e, visto che il singolo caso non ha dato luogo a focolai, possiamo affermare che l’attività di prevenzione ha ben funzionato permettendo l’immediata identificazione del paziente”. La prima analisi è stata fatta su 9 test, di cui 3 hanno dato, rispettivamente, risultato di variante inglese, uno in corso di valutazione (probabile variante inglese) e il terzo apparterrebbe ad una variante già conosciuta, circolante in Europa, ma che non avrebbe implicazioni di maggior patogenicità.
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Orlando “serve un nuovo patto di legislatura”
ROMA (ITALPRESS) – “Avvertiamo una disponibilità di forze intermedie a garantire la stabilità in questa fase, ma non abbiamo alcuna sicurezza. Però riteniamo giusto che sia il Parlamento a verificare se c’è o non c’è una maggioranza. E che chi ha aperto una crisi al buio, senza nessuno sbocco politico, si assuma davanti al Paese la responsabilità di aver prodotto un vulnus gravissimo per l’Italia alle prese con la ripresa della pandemia e l’erogazione del Recovery fund, nel pieno di una emergenza sociale”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, che aggiunge: “Noi non abbiamo mai nascosto che c’è stato un ritardo, che Conte avrebbe dovuto dar seguito in modo più efficace ad alcune istanze della maggioranza. Il problema però è se l’apertura di una crisi è una risposta congrua e proporzionale alle lentezze e ai limiti del governo. Il modo in cui il Pd ha affrontato il Recovery dimostra che si possono ottenere risultati senza troppi fuochi d’artificio: avanzando proposte e modificando ciò che non va. Come è accaduto sulla politica industriale, l’Ilva, la governance per il digitale, l’economia circolare, l’aumento degli investimenti a discapito dei bonus. Demolire la casa perchè non ti piace la tappezzeria è una risposta sproporzionata e folle”.
“Nell’attacco a Conte – spiega – leggo un tentativo di destrutturare l’alleanza politica che il Pd ha creato con M5S e Leu. Anche in questo caso, non ci nascondiamo i limiti di tale alleanza, ma siamo consapevoli che si tratta dell’unico punta di partenza per costruire un campo alternativo alla destra”.
E alla possibilità di potere ricucire con Renzi, dichiara: “Le parole non bastano e mi pare che i margini siano pressochè esauriti. Iv deve prima spiegare i motivi della rottura, riconoscere l’errore politico e offrire garanzie che evitino recrudescenze. Significherebbe rinunciare all’ambizione dichiarata come la ragione sociale di Iv alla sua nascita: fare al Pd ciò che Macron ha fatto al Partito socialista francese.
Non si tratta di un passaggio che si può liquidare in pochi giorni e la crisi va risolta subito. Altrimenti, senza un chiarimento, il giorno dopo saremmo punto e a capo”.
“E’ evidente – aggiunge – che si può evitare la crisi avendo un numero in più, ma non pensare di governare. Perciò il tema che si porrà un minuto dopo la fiducia, se ci sarà, è consolidare la maggioranza, siglare un nuovo patto di legislatura e lavorare alla ricostruzione di un campo con le forze che hanno dato segnali ma che non si sono ancora sentite di fare questo passo, pur volendo prendere le distanze dalla destra sovranista”.
“Noi a Fi abbiamo sempre guardato come una forza che sostiene posizioni europeiste – prosegue -. Ultimamente questo profilo si è indebolito, quindi non so se si ci possa rivolgere a Fi nel suo complesso o a quei settori di Fi che rifiutano l’annessione da parte della destra sovranista”.
“Il governo – sottolinea Orlando – sarà più o meno forte a seconda se riuscirà a produrre un cambio di passo e a coinvolgere e a dialogare con tutte le forze europeiste presenti in Parlamento”. “Conte deve assumere un ruolo per sciogliere i nodi politici irrisolti di questi mesi – aggiunge -. Vanno promosse le riforme istituzionali che sono rimaste al palo, ma soprattutto le riforme necessarie a supportare il Recovery. La prima è quella sul lavoro. Il 31 marzo finisce il blocco dei licenziamenti: se da qui ad allora non si mette mano alle politiche attive e agli ammortizzatori rischiamo il disastro sociale”. Poi, “riforma rapida della giustizia, della P.A. e delle regole che garantiscono la concorrenza. Questo implica un salto di qualità di tutti i ministeri coinvolti e del governo nel suo insieme”.
Senza fiducia “la parola passa al Capo dello Stato. Ma le elezioni anticipate sarebbero una sciagura e vanno evitate. Non a qualunque costo, però. Noi non sommeremo mai i nostri voti a quelli delle destre sovraniste”.
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Confedilizia “Meno tasse sugli immobili e sbloccare gli sfratti”
ROMA (ITALPRESS) – Tutelare il diritto di proprietà rimuovendo la proroga del blocco degli sfratti e ridurre la tassazione sugli immobili. E’ quanto chiede il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress. “Nell’immaginario c’è la solita frase “non mandiamo per strada le persone”, ma se si va a vedere di cosa si tratta si capisce che sono 16 mesi di impossibilità di applicare delle sentenze. Si tratta di situazioni precedenti al Covid quindi parliamo di tempi lunghissimi, la conseguenza è che ci sono beni indisponibili e costituzionalmente è inaccettabile, l’impossibilità di trarre un reddito e addirittura la necessità di pagare le spese condominiali oltre all’Imu. Noi – ha spiegato – non stiamo dicendo “Fate macelleria sociale e buttate fuori tutti” ma di andare a verificare le effettive situazioni di difficoltà che esistono e li cerchiamo di aiutare, ma non a carico del proprietario ma dello Stato. Spesso i più fragili sono proprietari e molti sono in estrema difficoltà”.
Per Spaziani Testa inoltre è necessario ridurre la tassazione sugli immobili: “Ce ne sono tanti diversi dalla prima casa che non sono espressione di lusso ma spesso sono ereditati, si trovano in piccoli centri e hanno un peso di tassazione notevole. Passare dai 9 miliardi dell’Ici del 2011 ai 22 miliardi dell’Imu di questi anni – ha aggiunto – non ha solo comportato un peso solo sui proprietari ma sull’intera economia, persino sulle garanzie delle banche ed effetti a catena sui consumi. Tassiamoli meno e vedremo effetti positivi anche sull’economia”.
Secondo il presidente di Confedilizia per rivalutare il patrimonio immobiliare è necessario anche migliorarlo dal punto di vista della sicurezza, dell’efficienza energetica, delle infrastrutture per favorire il raggiungimento di certi centri sia dal punto di vista dei trasporti che dell’aspetto digitale.
“Il Superbonus del 110% è un’ottima iniziativa che si aggiunge ad altre. E’ dal punto di vista della semplicità che ha qualche mancanza e c’è qualche aspetto da curare meglio, in generale il sistema non lo inquadrerei nella categoria bonus ma in quella degli incentivi”, ha concluso.
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Canotta personalizzata per Papa Francesco dagli Atlanta Hawks
Un regalo speciale per Papa Francesco. Sua Santità ha ricevuto dagli Atlanta Hawks, squadra Nba, una canotta personalizzata in occasione dell’anniversario della nascita di Martin Luther King. In un breve video su Twitter, gli Hawks mostrano il Santo Padre mentre apre il pacco arrivato dalla Georgia e trova la canotta col numero 1 e il nome “Francis” sulle spalle e davanti la scritta MLK, le iniziali del reverendo che nacque il 15 gennaio 1929 ad Atlanta. Papa Francesco ha poi benedetto la maglia degli Hawks “condividendo il nostro impegno verso un cambiamento positivo improntato all’eguaglianza sociale, all’emancipazione economica e all’amore”.
Renzi “Disponibili a discutere senza veti, non voteremo fiducia”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo sempre detto di essere disponibili a discutere senza veti e senza impiccarsi a nessun nome perchè secondo me la situazione del Paese è gravissima”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ospite di Titolo Quinto su Rai3.
“Noi saremo nell’arena politica lunedì e martedì. Vedremo che cosa il presidente del Consiglio farà, se arriverà al voto lunedì e martedì. Dipende da quello che dirà. Ci vedremo domenica e ne parleremo con Italia Viva ma se dovessi scommettere oggi su un posizionamento nostro, non possiamo votare la fiducia al presidente del Consiglio dopo quello che è successo” ha continuato Renzi. “Se il presidente del Consiglio farà un intervento come quello che noi immaginiamo” cioè, secondo Renzi, “cercare di aprire ai responsabili”, “avremo grande rispetto ma ci asterremo”, ha aggiunto.
“Secondo me – ha concluso – il presidente del consiglio al momento 161 voti al Senato non ce li ha. Credo che li stia cercando, poi se cercano anche i vaccini non ci offendiamo”.
“Nessuno di noi pensa che Conte possa diventare un pericolo per la democrazia. Nessuno lo pensa ma se queste regole non vengono rispettate oggi, quando tra 10, 20 o 30 anni queste regole costituiranno un precedente sarà messa in discussione la democrazia” attacca Renzi. “Il punto fondamentale è che cercano di buttare addosso a me, che ho un’immagine sicuramente per molti negativa, la sostanza del problema. E’ molto facile attaccare il mio carattere o la mia immagine. Sulla scelta politica il giudizio che, ad esempio, Nicola Zingaretti dà del governo è esattamente uguale al mio”.
“Penso che la crisi di governo nasca dal fatto che l’emergenza non è gestita, altrimenti non ci sarebbe crisi di governo. Oggi – ha affermato Renzi – c’è una notizia. Pare che Pfizer abbia ridotto le dosi che invia in Italia. A me sembra una cosa enorme perchè se Pfizer non ci manda il vaccino siamo in una situazione drammatica”, ha evidenziato. “Spero – ha aggiunto – che oggi il presidente del Consiglio si sia occupato di questo e non di telefonare a qualche senatore per arrivare a quota 161 martedì”.
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Lazio domina il derby, Roma travolta all’Olimpico per 3-0
ROMA (ITALPRESS) – E’ la Lazio ad avere la meglio nel primo derby della storia senza pubblico. La vittoria per 3-0 contro la Roma, nell’anticipo della 18^ giornata di Serie A, matura in un primo tempo magistrale, premiato dai gol al 15′ di Immobile e al 23′ di Luis Alberto, e viene coronata dalla doppietta al 67′ dello spagnolo. I tecnici Inzaghi e Fonseca avevano entrambi confermato le formazioni che li avevano convinti rispettivamente nel successo con il Parma e nel pareggio con l’Inter. Nella serata dell’Olimpico, però, i biancocelesti scendono in campo con le idee più chiare. Infatti, il vantaggio arriva presto, complice l’errore di Ibanez; al 14′ Lazzari ne approfitta e mette in mezzo per Immobile, marcatore dell’1-0 che sblocca la stracittadina. I giallorossi fanno fatica (chiuderanno la prima frazione con un solo tiro in porta), subiscono le ripartenze avversarie. Ibanez conferma la sua serata nera, sbagliando anche in occasione del raddoppio della Lazio, che giunge al 23′ con la firma di Luis Alberto, ben servito nuovamente da Lazzari. L’arbitro Orsato conferma la rete dopo il check del Var per il possibile fuorigioco di Caicedo. La Roma tenta di riaprire la gara in avvio di secondo tempo, Fonseca gioca la carta Pedro, ma la squadra pare non scuotersi. Anzi, i biancocelesti sfiorano il terzo gol ma Pau Lopez fa tre miracoli che blindano la porta, due su Immobile e uno su Milinkovic-Savic. Ma è solo questione di tempo per chiudere definitivamente i conti. Il suggello, su una partita dominata dalla squadra di Inzaghi, arriva al 67′ con la doppietta che premia la prestazione di Luis Alberto, pescato dal subentrato Akpa Akpro. Nel finale, bravo Reina a negare a Dzeko il gol della bandiera. La Lazio vince con merito e si porta a 31 punti, centrando il terzo successo consecutivo e riavvicinandosi alla zona Champions. A più tre la Roma che ora deve guardarsi le spalle per il terzo posto.
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