PALERMO (ITALPRESS) – Dopo la sconfitta contro lo Spezia di mercoledì scorso il Napoli torna al successo e lo fa per 2-1 alla “Dacia Arena” contro l’Udinese di Gotti. Il rigore trasformato da Insigne al 15′ spiana la strada alla squadra di Gattuso, ma uno sfortunato retropassaggio di Rrahmani regala la più ghiotta delle occasioni a Kevin Lasagna al minuto 28: il numero 15 bianconero tutto solo scarta Meret e deposita in rete, firmando l’1-1. Nella ripresa i partenopei creano diverse occasioni ma trovano sulla loro strada uno straordinario Musso. Non può nulla, però, il portiere dei friulani, al 90′ sul colpo di testa di Bakayoko. Sorride anche la Lazio di Simone Inzaghi che stende il Parma del neo tecnico D’Aversa per 2-0 al “Tardini”. Dopo un primo tempo in cui gli emiliani sono riusciti a chiudersi bene ed evitare di correre particolari rischi, nella ripresa sblocca il match Luis Alberto al 55′, abile a mettere in rete un perfetto cross basso di Lazzari proveniente dalla destra. Per i biancocelesti si aprono così più spazi e il gol del raddoppio al 67′ è un vero e proprio capolavoro: uno-due a limite dell’area tra Immobile e Milinkovic Savic, il serbo con un perfetto scavetto supera Sepe e regala a Caicedo il pallone del 2-0.
Seconda vittoria consecutiva per la Lazio. Tre punti importanti li conquista anche il Verona di Juric che al “Bentegodi” piega per 2-1 un buon Crotone. Di Kalinic la rete che apre le marcature al 16′, pronto a sfruttare nel migliore dei modi un perfetto assist di Barak. Nove minuti dopo è Dimarco a trovare ancora la via del gol: il laterale gialloblù duetta con Zaccagni sulla fascia sinistra e con un tiro di esterno trova l’angolo opposto non lasciando scampo all’estremo difensore del Crotone. La squadra di Stroppa reagisce nella ripresa col solito Messias, ma non basta.
(ITALPRESS).
Napoli in extremis con Udinese, vincono Lazio e Verona
Roma con il cuore e solita Inter, all’Olimpico finisce 2-2
ROMA (ITALPRESS) – I soliti blackout ma anche il cuore della Roma. E la solita Inter arrembante nei secondi tempi. All’Olimpico termina 2-2 tra le squadre di Fonseca e Conte che si spartiscono un punto prima degli incroci con Juventus e Lazio. Le prime chance da gol sono dei nerazzurri: al 13′ Lukaku svetta in solitaria di testa in area e trova la grande risposta di Pau Lopez. Un minuto dopo però c’è la sbavatura del portiere spagnolo che è impreciso in fase di impostazione e regala un’occasione a Lukaku murato al momento giusto da Smalling. Ma l’1-0 è giallorosso: Veretout ruba palla a Barella e dà il via all’azione che porta alla conclusione vincente di Pellegrini dal limite dell’area. La risposta nerazzurra è affidata a due ex Bundesliga: Vidal scambia con Hakimi e calcia da posizione favorevole senza trovare la porta. Nella ripresa l’inizio dell’Inter è arrembante. Al 50′ Brozovic ha la palla dell’1-1 ma da posizione favorevole viene murato da Spinazzola. Al 52′ si scatena Lukaku: allungo su Mancini e assist per Lautaro Martinez che a botta sicura calcia su Pau Lopez. Ma al 56′ lo spagnolo non può nulla per evitare l’1-1: sugli sviluppi di un corner, Skriniar svetta di testa e firma il pareggio nerazzurro. E al 63′ c’è il vantaggio nerazzurro: la superiorità numerica in zona offensiva dell’Inter porta al tiro Hakimi che col mancino la mette nell’angolo irraggiungibile da Pau Lopez. Nel finale la Roma trova la forza per reagire. La svolta è data da Cristante che tra le linee sfrutta lo spazio giusto per rendersi pericoloso. Ma la rete del pareggio arriva su calcio piazzato: con un cross dalla destra, è Mancini a svettare di testa e firmare il 2-2.
(ITALPRESS).
Governo, serve maggiore chiarezza
Iniziato un nuovo anno, ecco che la politica italiana in questi giorni dovrà imprimere una andatura diversa e offrire agli italiani una maggiore chiarezza. Nell’ultimo mese siamo stati oggetto di martellamento continuo dei media sul rischio di una crisi di governo, che penso abbia diffusamente disgustato i cittadini, soprattutto perché ad originarlo ha riguardato come e chi dovrà gestire le risorse del recovery fund: un monte di miliardi di Euro da cui può dipendere il futuro d’Italia.
Al di là di quello che si dice, sicuramente la crisi non ci sarà. Il Presidente del Consiglio Conte e Matteo Renzi si metteranno comunque d’accordo sulla vasta e su alcuni aspetti misteriosa questione del contendere.
Stando a quello che ripetono i media riforniti di informazioni dagli stessi contendenti, l’accordo riguarderebbe la struttura nuova del governo, la natura degli investimenti, le modalità e le strutture per la spesa.
Sicuramente evitare la crisi in questi frangenti è un bene, ma non lo sarebbe qualora si intendesse procedere senza considerare come fondamentali gli unici requisiti da ricercare nell’uso dei denari del recovery fund: la rigida e coerente scelta dei settori di riforma e investimenti indicati dalla Unione Europea, come gli strumenti efficienti e trasparenti per sostenere la conduzione della spesa.
Infatti spendere bene i soldi per un auspicabile giovamento economico, dovrà essere l’obiettivo essenziale. Se dovessimo sprecare le risorse in mille rivoli senza una coerenza di fondo da raggiungere, sull’obiettivo della evoluzione della cultura e delle strutture digitali e sulla transizione energetica verde, non solo perderemmo l’occasione unica per recuperare il ritardo accumulato in questo ultimo decennio, ma subiremmo anche il tracollo economico, in quanto i soldi impiegati male, in luogo di riassorbire il debito pubblico, lo andranno ad inesorabilmente ad aumentare.
Insomma queste risorse dovranno servire per ottenere le principali riforme economiche che sinora si sono state trascurate, e che se sfruttate bene ci possono ridare competitività e dunque capacità di stare nel mercato. Ma nel caso italiano, occorre tenere conto che anche le strutture tecniche di gestione, hanno la loro importanza. Alcuni politici hanno tuonato sul fatto che debba essere il Parlamento il soggetto deputato a decidere come accade a Parigi, a Madrid o a Berlino, e su questo assunto nessuno potrà certamente dire il contrario. Ma il nostro Governo e il Parlamento, se volessimo ben inquadrare la nostra situazione di incapacità endemica tecnica degli apparati pubblici, non potranno contarci come verifichiamo nella incapacità di spesa dei fondi europei e statali, al contrario di quello che come accade nei paesi paesi succitati del Continente.
In definitiva se registriamo forti lacune nella spesa ordinaria e di somme enormemente più piccole, si può già da ora immaginare cosa potrà accadere nella gestione delle somme ingentissime del Recovery Fund. In questo ultimo trentennio la incapacità di gestione progettuale e di gestione dei controlli è stata così grave, che in ogni occasione di progettazione e gestione di grandi e piccoli progetti, i tecnici privati sono diventati quasi l’esclusivo espediente per andare avanti, al prezzo di grandi guai.
A tale proposito, per farla breve, penso che la prima proposta di Conte di costituire un nutrito staff di tecnici come task force sia giusto. Infatti se il Governo e Parlamento dovranno indicare la strada da intraprendere e i controlli sulle realizzazioni della spesa, la gestione deve essere altamente qualificata; fatta di altissime e indiscusse professionalità italiane ( e se sarà il caso anche estere ) proprio per assicurarsi il massimo risultato ed alta trasparenza.
Si sa, i professionisti di altissimo valore, oltre alla perizia, sapranno garantire anche autonomia. Tant’è così, che chi ha un alto prestigio professionale, difficilmente diventa disponibile a traffici di ogni sorta, come spesso apprendiamo dalla cronaca negativa.
Confesso che quello che mi ha molto preoccupato dell’annuncio dato dell’allestimento della nutrita task force, risiede nella circostanza che non si è fatto alcun nome di professionisti e non si è data nessuna enfasi sulla necessità di requisiti altissimi da richiedere. Da questa banale constatazione, ho tratto, ne sono sicuro, che nell’ambiente politico si è intensificata la pressione sul Governo, per imbarcare tecnici di propria fiducia. Credo che questo tema, al pari dell’auspicabile programma sul digitale e la transizione energetica, ha bisogno nello Stato centrale, nelle Regioni, nei Comuni, di un scompaginamento delle abitudini e schemi di lavoro, se vogliamo ottenere il risultato di una migliore Italia: semplicemente più moderna, più efficiente, più trasparente
Covid, l’Italia torna “a colori”
ROMA (ITALPRESS) – Cinque regioni in zona arancione, le altre in area gialla. Dopo le festività natalizie, da domani torna la divisione delle regioni in fasce.
Secondo la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, cinque regioni saranno in zona arancione. Si tratta di Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Vanno in area gialla, invece Abruzzo, Campania, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.
Al momento nessuna regione è stata collocata in zona rossa. Restano comunque in vigore le restrizioni del decreto legge del 5 gennaio che prevedeva, tra l’altro, la zona arancione su tutto il territorio nazionale per questo weekend (9-10 gennaio) e il divieto, fino al 15 gennaio, di spostarsi tra Regioni o Province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
(ITALPRESS).
Covid, Zaia: “Impennata per variante inglese, Veneto resta modello”
ROMA (ITALPRESS) – La diffusione del ceppo inglese e di due varianti autoctone del Coronavirus sono “il fattore x” che in Veneto ha fatto impennare la curva epidemiologica nelle ultime settimane, fino a un “30-40% in più rispetto ai picchi di marzo”. Lo afferma il governatore della Regione Veneto Luca Zaia, in un’intervista al quotidiano la Repubblica. “Il virus non è più lo stesso di marzo – afferma Zaia – I genetisti dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto otto mutazioni. La variante inglese è molto più contagiosa delle altre”. Questo elemento avrebbe causato il picco dei ricoveri, ma secondo il presidente della Regione Veneto è anche “cambiato il clima. Nella prima fase avevamo tutti paura di morire, ora il virus è diventato per certi versi più familiare, la guardia si è abbassata”. Zaia difende la sanità del Veneto: “Con i medici di base e le 57 unità Usca abbiamo distribuito 40 mila saturimetri, le terapie a casa funzionano. Il sistema sanitario veneto sta rispondendo bene – ha detto ancora Zaia – Ribadisco il concetto: siamo ancora un modello”.
(ITALPRESS).
Renzi “Se Conte va in aula fa un errore”
ROMA (ITALPRESS) – “Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio. Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti, dalle infrastrutture ai soldi per la sanità. Vogliamo chiarezza su scuola, cultura, lavoro. Questo abbiamo chiesto al premier con lettere, sms, documenti, riunioni. La risposta è stata sprezzante e sorprendente: ci vedremo in Parlamento, ha detto Conte. Evidentemente è già convinto di avere i voti in Aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico”. Lo dice al quotidiano la Repubblica Matteo Renzi, in un’intervista dove ribadisce le richieste di Italia Viva all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. L’ex premier sottolinea che i numeri per sostituire il suo partito nella maggioranza non ci sono, è che piuttosto “è più facile che Salvini ne rubi altri tre al M5S che il contrario”.
Renzi giudica insufficienti le aperture fatte dal Presidente del Consiglio in un lungo post su Facebook. “Quando la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui temi di merito facendo davvero politica, ci troverà a fare l’interesse dell’Italia e degli italiani. Basta che faccia presto, perchè non c’è più tempo”, dice Renzi. Circa l’ipotesi di chiudere la verifica con un rimpasto e un posto “pesante” nel governo per lui, Renzi risponde no: “Nè per me, nè per i miei. Se pensano di comprarci sappiano che noi le poltrone le lasciamo, non le chiediamo. Se Conte è certo di avere la squadra migliore del mondo, come dice, buon lavoro. Per ora i risultati non sembrano mostrarlo ma siamo patrioti e facciamo sempre il tifo per il Paese. Anche senza ministre”.
(ITALPRESS).
Il Milan torna subito a vincere, Torino battuto per 2-0
MILANO (ITALPRESS) – Il Milan volta pagina dopo la prima sconfitta in campionato contro la Juventus e inguaia il Torino. A San Siro i rossoneri mettono pressione all’Inter, impegnata domenica nel lunch match con la Roma, con un 2-0 che rispedisce i granata nelle ultime tre posizioni della classifica. Il Diavolo prende subito il comando delle operazioni provando a sfondare dalla sinistra con i tagli verso l’interno di Theo Hernandez, uno schema che dà i suoi frutti per il vantaggio al 25′: Leao non sbaglia davanti a Sirigu dopo l’assist di Diaz, grande protagonista del primo tempo rossonero. Lo spagnolo si procura anche un rigore sullo sgambetto di Belotti, valutato falloso da Maresca dopo un lungo check. Dagli 11 metri Kessiè è la solita sentenza ma nel recupero manca il tris sul contropiede orchestrato da Leao che avrebbe steso il Torino, sfortunato qualche minuto prima con la traversa dell’ex Rodriguez su punizione. I granata provano a reagire nel secondo tempo, assaporano il rigore ma dopo uno sguardo al Var l’arbitro di Napoli cambia la propria decisione e fischia fallo su Tonali, costretto a lasciare il campo per il calcione subìto da Verdi. Nell’ultima mezz’ora Pioli testa la condizione di Calhanoglu (per l’acciaccato Diaz), Giampaolo risponde passando a 4 in difesa e inserisce una punta in più con Zaza, il Toro carica a testa bassa verso la porta di Donnarumma. Il Milan stringe i denti, mantiene la porta inviolata e guarda avanti alla sfida col Cagliari – dopo la rivincita col Toro di martedì negli ottavi di finale di Coppa Italia – in cui spera di recuperare a pieno regime Ibrahimovic. Lo svedese, in campo per gli ultimi minuti con Maldini, sarà più che mai necessario nella prossima giornata alla luce della squalifica di Leao, diffidato e ingenuamente ammonito per simulazione.
(ITALPRESS).
Zajc e Destro in gol, Genoa batte Bologna 2-0
GENOVA (ITALPRESS) – Il nuovo Genoa di Ballardini non si ferma e conquista il settimo punto in quattro partite. Il Bologna di Mihajlovic non sa più vincere e rischia di essere risucchiato dalla lotta salvezza. Al Ferraris vince il Genoa per 2-0 grazie alle reti di Zajc e di un ritrovato Mattia Destro, al sesto sigillo stagionale in quattordici apparizioni. La prima fiammata è di Criscito, oggi schierato a tutta fascia, con un mancino da fuori area che costringe Da Costa all’intervento in tuffo sul primo palo. La risposta del Bologna – padrona del campo con più del 65% del possesso palla – è affidata a Vignato che al 14′ impegna Perin con un tiro dalla distanza. L’episodio scuote il talento italo-brasiliano che alla mezz’ora di gioco sale in cattedra e inizia a disegnare calcio. Al 33′ l’ex Chievo sfoggia un lancio per Orsolini che col mancino costringe Perin a salvarsi in corner. La partita sembra ormai essere nelle mani del Bologna ma nel finale di tempo al Genoa basta una fiammata di Shomurodov per passare in vantaggio. Al 44′ l’uzbeko si beve Paz sulla fascia e crossa al centro dove Da Costa è decisivo in un primo momento sul tiro di Zappacosta e incolpevole successivamente sul tap in vincente di Zajc. Nella ripresa Ballardini opta per un doppio cambio: fuori Criscito e Behrami, dentro Ghiglione e il 2001 Ebongue, subito protagonista. Al 55′ il Bologna trova il 2-0, la firma è di Destro ma l’errore è tutto di Schouten. Ebongue ruba palla al centrocampista olandese e serve l’attaccante italiano che a tu per tu con Da Costa non sbaglia. La rete del raddoppio chiude definitivamente il match.
(ITALPRESS).








