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Arcuri “Strada lunga ma intravediamo la luce”

ROMA (ITALPRESS) – “Sappiamo che la strada è ancora lunga ma intravediamo il primo spiraglio di luce, pian piano riusciremo ad uscire da questa lunga notte. Oggi è davvero una bella giornata. Il vaccino è gratuito per tutti ma non obbligatorio, penso che gli italiani siano molto migliori di come proviamo a rappresentarli. Noi abbiamo il dovere di comunicare che vaccinarsi vuol dire voler bene a se stessi e ai propri cari e siamo convinti di persuaderli”. Queste le parole di Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza Covid, in un punto stampa dallo Spallanzani, a Roma, in occasione dell’avvio della campagna vaccinale.
“L’Ema il 6 gennaio ha previsto riunione straordinaria, speriamo che nella calza della Befana arrivi l’autorizzazione del vaccino di Moderna. Facciamo il tifo perchè anche gli altri quattro possano essere autorizzati”, ha sottolineato Arcuri.
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Maldini spinge il Milan “Mai smettere di sognare”

MILANO (ITALPRESS) – “Cosa spero per il 2021? Il ritorno alla normalità mentre per quanto riguarda il mio lavoro, il desiderio è non smettere di sognare perchè i sogni alle volte ti fanno arrivare dove non pensavi di arrivare”. Chiuso l’anno al comando della classifica, il Milan e Paolo Maldini non si pongono limiti. “Orgoglioso di questa squadra? Mi rende felice per la sua maniera di giocare, di essere, per il suo coraggio, tutte cose che abbiamo chiesto ai nostri giocatori, a quelli che sono arrivati qua e a quelli che abbiamo trovato al nostro arrivo – racconta ai microfoni di ‘Dribbling’ su Rai2 – Il segreto è credere in quello che si fa, aspettare i giocatori: il Milan era una squadra che aveva bisogno di ricostruire una base che con gli anni era cambiata ma non riusciva a ripartire, e adesso, dopo 18 mesi, si vedono i primi risultati. Le esigenze dei giovani sono sempre quelle, avere il tempo necessario per adattarsi, non tutti i club ti danno lo stesso stress e il Milan è una società che ti chiede tanto”. Dietro la grande annata del Milan c’è anche la mano di Pioli. “Ha tante caratteristiche del grande allenatore, c’è un rapporto molto aperto fra di noi, ci diciamo tutto ed è l’unica maniera per fare risultati”, insiste ancora il dirigente rossonero. E pensare che da qualche settimana manca Ibrahimovic. “Affronta tutto molto di petto ed è arrabbiato perchè era vicino al rientro ma i problemi muscolari sono una cosa che riguarda tutti i giocatori e chi ha avuto il Covid ha sofferto anche per i tanti impegni ravvicinati”. Col mese di gennaio torna il mercato che Maldini si aspetta “creativo, magari alla ricerca di qualche opportunità. Ma non stravolgeremo questa squadra che sta dimostrando di poter essere competitiva. Un vice-Ibra? Abbiamo già tante alternative come Leao, Rebic, Colombo, anche Daniel. Abbiamo una serie di ragazzi in cui crediamo, li abbiamo fatti giocare e siamo primi in classifica”.
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Covid, 10.407 nuovi casi e 261 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 10.407 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, secondo i dati del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità, a fronte 81.285 tamponi effettuati, su un totale di 25.631.899 da inizio emergenza.
Nelle ultime 24 ore sono stati 261 i decessi, per un totale di 71.620 vittime. Con quelle di oggi diventano 2.038.759 le persone che hanno contratto il Covid in Italia.
Attualmente i positivi sono 580.941 (+1.055), 544.657 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 23.157 (-98), di cui 2.563 (-2) in terapia intensiva.
I dimessi/guariti sono 1.386.198, con un incremento di 9.089 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi è il Veneto (2.523), seguita da Emilia Romagna (1.756), Lombardia (1.606), Lazio (1.123), Puglia (544) e Campania (539).
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Ismett, trapianto di polmoni per giovane donna. Equipe tutta femminile

PALERMO (ITALPRESS) – Ha potuto trascorrere il giorno di Natale a casa una giovane paziente siciliana trapiantata di entrambi i polmoni nelle scorse settimane. La donna era stata sottoposta ad un trapianto presso l’IRCCS ISMETT di Palermo a causa di un’insufficienza respiratoria terminale. Un intervento particolarmente complesso, soprattutto in questo periodo di pandemia, che nasconde al suo interno un’altra storia: il complesso intervento è stato eseguito in tutte le fasi da una èquipe chirurgica interamente femminile.
Gli organi sono stati prelevati dalla dottoressa Giorgia Tancredi che al termine di un intervento di circa 3 ore e una missione di circa 12 ore fuori regione ha trasportato i polmoni all’Ismett in sala operatoria. Qui, le dottoresse Lavinia De Monte e Domenica Giunta, che avevano già iniziato la preparazione del ricevente in perfetta sincronia con l’equipe di prelievo, hanno portato a termine il doppio trapianto di polmone, un intervento della durata complessiva di più di 8 ore.
Complessivamente l’equipe di chirurghe è stata impegnata 24 ore insieme a circa altre 30 operatori sanitari che normalmente vengono coinvolti nel delicato processo di preparazione e completamento dell’intervento
“Il successo dell’intervento e la composizione tutta femminile dell’equipe sono un importante risultato e anche un significativo riconoscimento della attività di chirurgia di alta complessità portata avanti da specialiste chirurghe donne – sottolinea Alessandro Bertani, responsabile della divisione di chirurgia toracica e di trapianto di polmone di ISMETT – Il trapianto di polmone è un intervento di lunga durata ed elevata complessità tecnica. Può essere portato a termine solo grazie a grande dedizione, competenza e tenacia. I medici di sesso femminile che si dedicano a questa attività chirurgica sono sempre di più in Italia e dimostrano ottime capacità teoriche, tecniche e di applicazione”.
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A 94 anni chiama i Carabinieri per il brindisi di Natale, “sono solo”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “Buongiorno, mi chiamo Malavolti Fiorenzo, ho 94 anni e sono solo in casa, non mi manca niente, mi manca solo una persona fisica con cui scambiare il brindisi di Natale. Se ci fosse un militare disponibile, 10 minuti a venire a trovarmi perchè sono solo…” è la telefonata di una persona anziana di Alto Reno Terme (BO), in preda alla solitudine, ricevuta dall’operatore della Centrale Operativa dei Carabinieri di Vergato (BO). Appresa la notizia, i Carabinieri della Stazione di Alto Reno Terme (BO) si sono recati a casa dell’anziano che li stava aspettando. Alla vista dei militari, Fiorenzo si è emozionato e li ha accolti in un caloroso brindisi di Natale. Immancabili gli aneddoti che il signor Malavolti ha raccontato ai due Carabinieri, come quello del suocero, il Maresciallo Francesco Sferrazza che all’epoca della Seconda guerra mondiale comandava la Stazione dei Carabinieri di Porretta Terme (BO), poi distrutta durante i bombardamenti. La presenza dei due militari, due chiacchiere, un brindisi e una videochiamata che gli stessi hanno fatto ai parenti di Fiorenzo per condividere con loro quei momenti di gioia, hanno cambiato le sorti di una giornata particolare.
Un fatto analogo era accaduto qualche giorno fa, quando i Carabinieri della Stazione di Alto Reno Terme (BO) erano andati in soccorso di un altro anziano che da giorni era rimasto al freddo a causa di un’anomalia dell’impianto di riscaldamento.
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Covid, conto alla rovescia per le prime vaccinazioni

Al via l’Operazione Eos per la distribuzione del vaccino anticovid. I mezzi militari stanno contribuendo a distribuire le prime 9.750 dosi recapitandole a destinazione. L’Arma dei Carabinieri fornisce il servizio di scorta ai movimenti via terra.

Le dosi, stoccate presso l’ospedale Spallanzani di Roma, sono state distribuite nelle altre Regioni per consentire al Paese di partecipare, domenica 27 dicembre, al “Vaccine day europeo”.

Dall’Ospedale Spallanzani, una parte dei vaccini è stata trasportata a Pratica di Mare dove 5 aerei (due C27J dell’Aeronautica, due Dornier Do. 228 dell’Esercito e un P-180 della Marina) hanno raggiunto le sedi più lontane. I restanti vaccini hanno viaggiato via terra con un impegno complessivo di 60 autoveicoli e circa 250 militari.

Le successive dosi di Pfizer, così come previsto dal Piano Vaccini, saranno consegnate direttamente dalla casa farmaceutica ai 300 siti di somministrazione individuati dalla Struttura commissariale in accordo con le Regioni.

Nella seconda fase, non appena disponibili i vaccini di tipo “cold” delle altre case farmaceutiche (AstraZeneca, Moderna, ecc), le Forze Armate in base alle indicazioni fornite dal Commissario Straordinario saranno impegnate nel trasporto logistico su tutto il territorio nazionale.

L’hub principale per lo stoccaggio delle dosi è l’Aeroporto di Pratica di Mare da dove sono partite per raggiungere i 21 “Sub Hub”, strutture militari dislocate in tutte le Regioni che garantiscono le necessarie misure di sicurezza.

Il piano prevede l’utilizzo di 11 aerei, 73 elicotteri e oltre 360 autoveicoli. L’organizzazione logistica contempla anche l’utilizzo degli shelter frigo in dotazione alla Difesa.

Per entrambe le tipologie di vaccini, in accordo alle richieste del servizio sanitario regionale e locale, la Difesa prevede di costituire, inoltre, delle postazioni vaccinali fissi e mobili (Presidi Vaccinali Difesa- PVD) attraverso la riconversione dei “Drive Through Difesa”, attualmente operativi in tutta Italia per effettuare i tamponi e contribuire, insieme al Ministero della Salute, all’attività di screening.

Il personale sanitario delle Forze Armate sarà disponibile per l’eventuale somministrazione anche con team mobili nelle Rsa o a domicilio per i cittadini con difficoltà motorie.

I territori che ripartono da sviluppo sociale e inclusione

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L’attaccamento alla propria terra, il desiderio non solo di non abbandonarla ma di renderla un effettivo e concreto soggetto propulsivo di sviluppo sociale ed economico, nonché di sostegno alle persone più fragili. Questo il filo conduttore delle esperienze raccontate nel focus di dicembre 2020 del progetto “ITALPRESS con il SUD: il terzo settore e il volontariato nel Mezzogiorno”, in collaborazione con la Fondazione con il Sud. “Utilità marginale” è un’iniziativa che si sviluppa nel Leccese, ed è tesa al recupero dei terreni abbandonati o incolti come occasione per creare sviluppo e occupazione per giovani in difficoltà diverso tipo. La marginalità a cui fa riferimento il titolo del progetto è quella delle persone con disabilità psichica che sono state coinvolte in percorsi di formazione e inserimento lavorativo in campo agricolo. Hopeificio, nel Foggiano, è sostenuto dalla Fondazione Con il Sud nell’ambito del bando socio-sanitario, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta di servizi rivolti a persone con disabilità psichica, partendo dalla necessità di promuovere attività di formazione che possano trasformarsi in acquisizione di competenze professionali e in occasioni lavorative. Il progetto Food Truck si propone di favorire l’inserimento sociale e lavorativo di giovani immigrati presenti sul territorio di Lecce attraverso percorsi di formazione in ambito gastronomico. Poi c’è la cooperativa Agricola Mpidusa, nata a Lampedusa nell’ambito del progetto Lampedusa Eco Farm. È un veicolo di inserimento socio-lavorativo di giovani anche con disabilità e al tempo stesso un innovativo modo di affrontare, partendo dal denominatore comune della terra, la complessità dell’isola – che è fortemente esposta agli effetti del cambiamento climatico ma soprattutto crocevia di migrazioni e culture e di questioni sociali ed ecologiche.
(ITALPRESS).

Utilità Marginale e il recupero di terreni e persone

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Il progetto Utilità Marginale, promosso dalla Fondazione Div.ergo-Onlus di Lecce, è un programma di agricoltura sociale – sostenuto da Fondazione Con il Sud ed Enel Cuore Onlus tramite il bando Terre colte – per il recupero e la valorizzazione di terreni incolti e abbandonati del territorio di Lecce, per l’inclusione lavorativa e sociale di un gruppo di 10 giovani e adulti con disabilità intellettiva.
Maria Teresa Pati, presidente della Fondazione Div.ergo-ONLUS e coordinatrice del progetto Utilità Marginale, racconta come è nato, come si è sviluppato, quali sono state le difficoltà incontrate e quali sono le prospettive future.

Come nasce il progetto?

“Utilità Marginale è l’evoluzione di una prima esperienza, avviata nel 2015 e denominata ‘H.orto’: una proposta fatta a 6 giovani con disabilità di coltivare un orto e curare il parco-giardino di una struttura della Fondazione, Casetta Lazzaro, assieme ad alcuni volontari. Il motto del progetto, inventato da uno dei giovani con disabilità che ne fanno parte, è ‘stanchi ma felici’. Qui alcuni giovani hanno iniziato a prendere dimestichezza con zappa, rastrelli, cicli e tecniche colturali. Il successo dell’iniziativa ha fatto sì che Fondazione Div.ergo-ONLUS potesse ideare un progetto più ampio e strutturato in risposta al Bando ‘Terre Colte’ di Fondazione CON IL SUD e da Enel Cuore Onlus. Grazie al contributo di 144mila euro ricevuto, da gennaio 2018 per Lucio, Gianmarco e Stefano l’agricoltura è diventato il loro lavoro, da quando cioè sono stati assunti dalla Cooperativa sociale Filodolio, partner dell’iniziativa, e si occupano di topinambur, zafferano, legumi, prodotti orticoli e grano. Il bando Terre Colte 2017 è stato la spinta che ci ha permesso di fare il salto. Accanto a loro, per altri 7 giovani con disabilità, Chiara, Giacomo, Francesca, Valentina, Serena, Mattia ed Elisabetta, è stato attivato un tirocinio formativo retribuito della durata di tre mesi ciascuno per l’apprendimento della coltivazione di micro-ortaggi in serra. All’ente capofila del progetto si affianca un partenariato costituito dalla cooperativa sociale Filodolio, dall’Università di Bari, dall’Associazione di volontariato C.a.sa., dalla CIA di Lecce, da Azienda Agricola Pezzuto-Zafferano del Salento ed Espéro-Sara Lab, per le attività di monitoraggio. Nel corso del progetto sono state strette ulteriori partnership con Slow Food Lecce, con il Polo biblio-museale della Provincia di Lecce e il Museo Castromediano, con la Cooperativa Capovolti di Salerno, anch’essa vincitrice del bando Terre colte. Il progetto prende il nome dall’utilità marginale, uno dei capisaldi della teoria economica neoclassica, e diventa un’azione volta a restituire valore e dignità a ciò che è finito ai margini. Scopo del progetto è valorizzare le marginalità sociali, colturali ed economiche: un programma di agricoltura sociale, che favorisca il riutilizzo di piccoli terreni abbandonati, il recupero di colture tradizionali e la sperimentazione di modelli innovativi di integrazione sociale e lavorativa di persone con disabilità. La scommessa per il futuro è di rendere tutto questo modello sostenibile e l’obiettivo è quello di dare una struttura tanto all’organizzazione del lavoro quanto alla rete di commercializzazione, coinvolgendo ulteriori ristoranti di eccellenza e cittadini interessati ad acquistare prodotti solidali e a km0, affinché tanto i benefici quanto i pesi (economici e di lavoro, anzitutto) di questo percorso siano equamente distribuiti e perciò sostenibili. A rappresentare il progetto è il logo ideato dall’agenzia di comunicazione Kaleidon di Rimini, la stessa che ha gestito la regia comunicativa e la realizzazione di contenuti multimediali per The Economy of Francesco, l’evento digitale voluto da Papa Francesco lo scorso novembre. Il simbolo trae ispirazione dal fiore dello zafferano, una delle coltivazioni avviate nel progetto: la forma riprende i petali viola, e gli stimmi al suo interno vogliono rappresentare le persone che sono sostenute e avvolte da una forma aperta che li accoglie e li promuove”.

Dove operate?

“La Fondazione ha sede a Lecce ma opera anche a Santeramo in Colle (BA) e Fano (PU). A Lecce promuove il progetto Laboratorio creativo Div.ergo che è risultato tra i vincitori dell’edizione 2020 del premio nazionale per l’innovazione nell’economia sociale ‘Angelo Ferro’ di Fondazione Zancan e Fondazione Cariparo. Altro progetto di inclusione sociale della Fondazione Div.ergo è il progetto ASHRÉ che promuove il volontariato inclusivo, ovvero esperienze di volontariato nelle quali giovani con disabilità sono soggetti attivi e non destinatari: fino all’emergenza COVID realizzavano attività di socializzazione per anziani di 4 case di riposo. La sospensione forzata di questo tipo di esperienza ha fatto sì che il volontariato inclusivo si spostasse su attività di cura, manutenzione e animazione di spazi urbani. Grazie ai fondi del bando Terre colte, la Fondazione Div.ergo-ONLUS ha potuto avviare il recupero e la coltivazione di 4 ettari di terreni abbandonati o incolti della fascia periurbana della città di Lecce”.

Chi sono i ragazzi coinvolti nel progetto?

“La Fondazione Div.ergo-ONLUS in totale coinvolge nelle sue varie attività 65 giovani e adulti con disabilità intellettiva. In particolare, destinatari dell’iniziativa Utilità marginale sono 10 giovani e adulti, 3 dei quali assunti dalla Cooperativa sociale Filodolio, partner del progetto, e 7 coinvolti attraverso tirocini formativi retribuiti”.

Che cosa producete?

“Topinambur fresco e trasformato (topinambur sott’olio, al naturale, in paté), zafferano in stimmi, grano e prodotti da forno come friselline, biscotti, pasta fresca, agrumi, ortaggi di stagione e, dulcis in fundo, micro-ortaggi”.

Cosa sono i micro-ortaggi e come avete pensato di coltivarli?

“I micro-ortaggi, dall’inglese microgreens, sono giovani e tenere plantule commestibili prodotte a partire dai semi di varie specie di ortaggi, colture erbacee, erbe aromatiche e piante spontanee. A seconda della specie utilizzata, possono essere raccolti dopo poche settimane dalla germinazione, quando le foglie cotiledonari sono completamente distese e c’è stata la formazione delle prime foglie vere. Una coltivazione innovativa, avviata come percorso sperimentale insieme all’Università degli Studi di Bari, e divenuta ormai un’esperienza continuativa all’interno di Utilità marginale. Ad oggi, diversi ristoranti di eccellenza di Lecce – tra cui uno segnalato sulla guida Michelin – acquistano e utilizzano questo particolare prodotto per arricchire i loro piatti gourmet. Salutari, colorati e dal sapore intenso, sono un concentrato di vitamine, sali minerali e antiossidanti che contribuiscono ad un buono stato di salute: nonostante le dimensioni ridotte, sono in grado di fornire una variegata gamma di sapori intensi, colori vivaci e una buona consistenza. Si prestano a sfiziose decorazioni, ideali per primi o secondi piatti raffinati, a base di carne o di pesce; sono un ottimo ingrediente per un semplice panino o una ricca insalata, si legano bene anche con salse, formaggi, bruschette o crostini. La nostra produzione di micro-ortaggi, che include specie come rucola, cavolfiore, basilico violetto, sedano, ravanello, cima di rapa, bietola, cicoria, sta trovando impiego in alcuni tra i più rinomati ristoranti di Lecce e i più raffinati negozi di ortofrutta della città. Prima dei provvedimenti di distanziamento, fisico diversi chef hanno messo a disposizione la loro creatività per realizzare, insieme ai giovani lavoratori alcuni piatti esclusivi che prevedessero l impiego dei micrortaggi e che sono stati offerti in degustazione in alcuni iniziative ‘open day’ dove gli stessi protagonisti del progetto illustravano ai visitatori i luoghi e le tecniche del loro lavoro nonché lo spirito del progetto. La possibilità di assaggiare i micro-ortaggi è arrivata, grazie all’interessamento di Fondazione con il Sud, fino ad un evento organizzato presso la Fondazione Maxxi di Roma, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, al palato della presidente Giovanna Melandri”.

Come avete strutturato la rete di vendita?

“È una rete composita che consente la commercializzazione dei prodotti del progetto e che va dalla vendita online sul sito shop.divergo.org a quella diretta tramite gruppi di acquisto, la fornitura ad esercizi commerciali, locali e ristoranti”.

Questo difficile tempo della pandemia vi ha creato problemi?

“Sì, difficoltà nella commercializzazione soprattutto a causa della crisi della ristorazione e il cambiamento delle abitudini di acquisto che comporta la necessità di strutturare nuove risposte e di allargare gli orizzonti rispetto al contesto locale, specie sul fronte della commercializzazione. La pandemia è stato un tempo strano anche per i nostri lavoratori, in quanto diversi di loro hanno vissuto con ansia il dover stare chiusi a casa tanto tempo, hanno sentito in modo particolare la tensione del periodo con l aumento della distanza tra le persone e la riduzione delle interazioni. D’altra parte la possibilità di continuare ad andare in campagna ad occuparsi delle colture, mentre quasi tutti erano fermi, è stato per loro un compito responsabilizzante e di grande aiuto per dare un senso positivo a questo tempo difficile e per cementare il senso di appartenenza a questo progetto”.

(ITALPRESS).