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Pari a reti bianche fra Udinese e Crotone

UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese manca l’appuntamento con la quarta vittoria consecutiva e deve accontentarsi di un pareggio a reti inviolate contro il Crotone. Alla Dacia Arena i friulani sciupano diverse chance da gol e collezionano un punto che li proietta a quota 14 in classifica. La caccia alla continuità di risultati per Gotti passa tra i piedi degli argentini: De Paul e Pereyra, autore di tre assist consecutivi negli ultimi tre impegni dei friulani. La prima occasione da gol però è del Crotone al 9′ con Simy alla ricerca del 50esimo sigillo in Italia. Al 21′ si accende il genio di De Paul: assist splendido per Pussetto e gol ma il guardialinee ravvisa una posizione di fuorigioco e il Var conferma. Al 32′ tocca ancora all’argentino inventare e creare occasioni: passaggio a Nestorovski il cui sinistro di prima intenzione è bloccato da Cordaz in due tempi. Ma è l’ultimo lampo del primo tempo di De Paul, che al 45′ si fa anche male al ginocchio e torna in campo nella ripresa con una fasciatura e con una condizione sottotono. Sono cinque i tiri dalla distanza dell’Udinese nei primi 45′ e in avvio di secondo tempo il primo squillo dei friulani è proprio una conclusione da fuori. A provarci al 48′ è Arslan con una staffilata che sfiora il palo di destra della porta di Cordaz. Al 61′ l’Udinese sfiora il vantaggio sull’asse dei due quinti di centrocampo: Zeegelaar crossa dalla sinistra, Molina arriva sul pallone ma Cordaz in tuffo blocca la conclusione a botta sicura del laterale. Ma la chance più clamorosa si registra al 75′: Deulofeu scatta verso la porta, serve De Paul che a botta sicura decide di non calciare e di scaricare per Pussetto il cui destro è deviato in calcio d’angolo da Cordaz.
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Consumi, nel 2020 crolla il settore dell’auto, bene l’hi-tech

Gli acquisti di beni durevoli nel 2020 sono scesi a 61,3 miliardi di euro, con una contrazione dell’11,4% rispetto al 2019. I cali più pesanti si sono registrati in Lombardia, Veneto e Marche. I dati sono quelli della 27esima edizione dell’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia. Smartworking e didattica a distanza spingono gli acquisti di tablet, web cam e auricolari. Bene anche le vendite di piccoli elettrodomestici. Crolla il settore dell’auto.
abr/mrv/red

Pirlo “Atalanta squadra top, voglio Juve concentrata per 95′”

TORINO (ITALPRESS) – “L’Atalanta è una squadra molto forte, una realtà ormai da diversi anni, lo si è visto anche a livello europeo. Sarà una gara dura da giocare per il loro tipo di atteggiamento, dovremo affrontarla come una top squadra, è una nuova e grande realtà che merita rispetto”. Andrea Pirlo sa bene che tipo di partita attende domani la sua Juventus, la Dea è una brutta gatta da pelare ma i bianconeri sembrano aver trovato continuità. “Quando hai l’atteggiamento giusto, affrontando tutte le partite allo stesso modo, con lo spirito di voler fare la partita, i risultati sono dalla tua parte – osserva il tecnico bianconero – La squadra è cresciuta nella convinzione della ricerca del risultato attraverso un atteggiamento aggressivo, cercando di recuperare palla velocemente. Ma sbagliamo ancora troppo tecnicamente in certe fasi della partita e su questo dobbiamo lavorare ancora molto, come sulla concentrazione che viene a mancare in certe situazioni: se non siamo collegati per 95 minuti, le partite si complicano”. Quello in corso è “un campoinato strano ma si è un pò equilibrato, ogni partita va affrontata con la giusta mentalità altrimenti si rischiano brutte sorprese: non ci sono squadre materasso e tutte pensano a giocare e non a difendersi e basta”. Infine una battuta sul sorteggio di Champions: “Che abbinamento è col Porto? Un abbinamento giusto. Quando si arriva a questo punto, tutte le squadre sono forti. Abbiamo grande rispetto per il Porto e andremo ad affrontarlo nella giusta maniera, ma c’è tempo e adesso dobbiamo tuffarci nel campionato”.
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Lavoro, in Italia solo il 18% dei manager è donna

ROMA (ITALPRESS) – Un divario numerico, remunerativo e di ruolo nella gerarchia aziendale, una situazione aggravata dall’attuale crisi con la popolazione femminile maggiormente colpita dalle conseguenze economiche e sociali. Solo il 28% delle donne occupa posizioni di responsabilità manageriale e nei dirigenti questo dato scende al 18%. Stando ai numeri il rischio è quello di raggiungere l’effettiva parità di genere solo tra 60 anni.
Questo quanto emerge dal 3° Rapporto dell’Osservatorio 4.Manager di Federmanager e Confindustria. “Con l’effetto pandemia le donne rischiano due volte di più degli uomini di uscire dal mondo del lavoro, per questo motivo con le risorse del Recovery Fund dobbiamo fare delle operazioni che vadano ad aiutare l’impresa a inserire nel mondo del lavoro le donne. Un Paese che vuole essere competitivo ha bisogno delle donne nel mondo del lavoro e il Recovery deve andare a potenziare il welfare, così come l’aumento degli asili o il potenziamento della maternità”, ha detto Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, nel corso del webinar.
“Se pensiamo che solo il 18% dei manager è donna, una percentuale tra le più basse in Ue, ma abbiamo visto in questi anni che le donne riescono a far affrontare meglio le crisi e le governance miste sono un successo. Le imprese si stanno adoperando per questo – ha spiegato – ma non è facile, anche le istituzioni devono defiscalizzare di più gli strumenti di welfare. Dobbiamo quindi spendere in maniera giusta i soldi del Recovery, non possiamo perdere questa opportunità, dobbiamo cercare di intervenire perchè il lavoro è fondamentale per la tenuta del Paese”. Secondo Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e Relazioni Industriali, se nel 2020 si parla di questa tematica, si mette in evidenza “l’ennesima arretratezza del nostro Paese. La disparità tra uomo e donna nel mondo del lavoro è atavica, è arrivato il tempo e il momento di colmare. Occorre una strategia complessiva, è necessario mettere le mani sotto il versante dell’incentivazione economica e curare bene l’aspetto della tutela della maternità”.
Alla presentazione del Rapporto hanno partecipato, tra gli altri, la ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti e la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. “Dobbiamo avere una idea di Paese dove le donne non siano semplicemente una parte da tutelare ma quello sguardo di esperienza e umanità che dobbiamo riconoscere come protagoniste. Noi – ha detto Bonetti – dobbiamo affrontare la complessità del futuro con una visione inclusiva delle diversità esperienziali, senza la progettualità dell’esperienza femminile ci sarebbe una prospettiva mancante di una parte e non compiuta”.
La ministra Catalfo, ha spiegato che “37mila donne hanno lasciato il proprio lavoro nel 2019 nel primo anno di vita del bambino. Analizzando il dato, ciò che abbiamo notato è che spesso servizi per l’infanzia non erano sufficienti a conciliare i tempi di vita. Abbiamo lavorato su una norma, presentata anche in Parlamento, che riguarda un voucher suppletivo che viene dato alle donne per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nel primo anno di vita del bambino”.
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Coronavirus, 14.844 nuovi casi e 846 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 14.844 i nuovi casi di Coronavirus in Italia, 2814 in più rispetto a ieri, quando erano stati 12.030. A spiegare questo enorme aumento di positivi, il numero di tamponi effettuati, che oggi sono stati 162.880, 59.296 in più di 24 ore fa. I morti nelle ultime 24 ore sono stati ben 846. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sull’emergenza Coronavirus, pubblicato dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità. Gli attualmente positivi sono 667.303, in continuo calo (ieri erano 675.109), 636.958 dei quali in isolamento domiciliare. I ricoverati con sintomi sono 27.342, 423 in meno di ieri, mentre quelli in terapia intensiva sono 3.003, in calo di 92 rispetto a 24 ore fa. Sono comunque 199 i nuovi ingressi in terapia intensiva, una sessantina in più di ieri.
Dal punto di vista delle regioni, quella che fa registrare il maggior numero di nuovi positivi continua ad essere il Veneto (3.320 nuovi casi), seguito dalla Lombardia (2.404) e dall’Emilia Romagna (1.238). Solo 20 nuovi casi in Valle D’Aosta. Dal punto di vista dell’ospedalizzazione, la Lombardia è di gran lunga la regione con più ricoverati (quasi 5mila), seguita da Piemonte e Lazio. Solo 59 i ricoverati del Molise. Lombardia, Veneto e Lazio sono invece le regioni con il maggior numero di pazienti in terapia intensiva (solo 6 in Valle D’Aosta). Nelle ultime 24 ore le regioni che hanno visto il numero maggiore di ricoverati in terapia intensiva sono stati il Veneto (45), la Puglia (34) e la Lombardia (28). Nessun ricovero in terapia intensiva nell’ultimo giorno in diverse regioni, tra le quali la Campania, la provincia autonoma di Bolzano, Basilicata, Valle D’Aosta e Molise.
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Sostenibilità, a Bper il rating di Carbon Disclosure Project

MILANO (ITALPRESS) – Carbon Disclosure Project, organizzazione non profit internazionale che da anni valuta in modo molto serio e severo le performance delle aziende dal punto di vista della sostenibilità ambientale, ha da poco inserito Bper, unica banca italiana, nella sua “A List”, rating riservato alle aziende maggiormente impegnate nel cambiamento climatico. Un riconoscimento importante per il gruppo bancario, che ha voluto dedicare una figura manageriale, Giovanna Zacchi, appositamente al tema del Corporate Social Responsibility. “Siamo stati valutati in base ai rischi e alle opportunità legati al climate change, a quello che fa la banca sui propri impatti diretti, ma anche su chi e cosa finanzia la banca, come investe i soldi e come supporta i propri clienti negli investimenti sostenibili – ha detto Zacchi intervistata da Italpress -. E’ stata fatta una view a 360° di come la banca agisce a favore della transizione di un’economia low carbon”.
“Essendo Bper una banca quotata, ottenere questo rating per noi ha anche un valore finanziario, a maggior ragione adesso che la Commissione Europea sta lavorando moltissimo sulla trasparenza dei mercati finanziari e sugli investimenti di sostenibilità – ha aggiunto -. L’altro motivo che ci ha spinti a farci valutare è quello che vogliamo essere credibili nel nostro obiettivo di voler supportare famiglie e imprese, soprattutto quelle medie e piccole, nella transizione verso un’economia a minor impatto ambientale”.
Proprio da questo punto di vista Bper si sta spendendo in una serie di prestiti per le famiglie legati acquisti green e al cosiddetto eco bonus, ma anche affiancandosi alle imprese che, anche partendo da zero, volessero fare una transizione per raggiungere obiettivi sfidanti in termini di efficenza energetica. Una tendenza, quella della responsabilità ambientale, che è stata amplificata dall’emergenza Covid e, in particolare con gli strumenti messi in atto dall’Unione Europea per reagire a questa crisi. “Con il Recovery Fund c’è stato un ulteriore incremento della velocità con cui la Commissione Europea ha spinto in questa direzione – ha concluso Giovanna Zacchi -. Ad esempio è già stato stabilito che almeno il 37% dei fondi del Recovery Fund dovranno essere utilizzati per la lotta al climate change. Si parla spesso di costi legati alla transizione energetica, ma è sbagliato. Dobbiamo parlare di investimenti, anche se non sono a breve termine”.
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Nuova Renault Megane Sporter E-Tech, energia per il business

MILANO (ITALPRESS) – Oggi la motorizzazione diesel è ancora la più richiesta dagli automobilisti che percorrono quotidianamente tanti chilometri, ma il plug-in hybrid (elettrico più benzina) sta diventando un’alternativa sempre più credibile. Dopo aver lanciato questa “tecnologia green” su Clio e su Capture, Renault porta l’ibrido anche su Megane Sporter, la sua vettura maggiormente orientata al business. Stile più incisivo e moderno, tecnologia ai migliori livelli di categoria, con un abitacolo ricco di dotazioni e materiali all’avanguardia e un indiscutibile piacere di guida che si gode fin dai primi metri in silenziosa modalità elettrica, la Nuova Megane Sporter E-Tech sorprende per comodità ed eleganza.
Una nuova griglia, il design esterno R.S Line con paraurti anteriore sportivo con lama F1 e paraurti posteriore con doppio scarico cromato, oltre ai fari Full Led anteriori e posteriori, rendono la quarta generazione della vettura molto più “contemporanea”. Ben 16 i dispositivi di sicurezza presenti in questa nuova Megane (5 in più rispetto al modello precedente), dall’avviso di distanza di sicurezza a quello di superamento della carreggiata, dalla frenata d’emergenza attiva con riconoscimento pedoni fino al rilevamento di stanchezze e al riconoscimento della segnaletica stradale. Internamente, la Sporter coccola il guidatore con sedili design R.S. Line con poggiatesta integrato e regolazione lombare manuale, sellerie in tessuto con impunture rosse e inserti in pelle Tep e un volante in pelle pieno fiore. Il tutto impreziosito da impunture rosse anche sulla leva del cambio e del bracciolo centrale e dal badge specifico con scritta E-Tech vicino al cambio.
Il cruscotto è supertecnologico e personalizzabile e rispetto al modello con motorizzazione termina presenta delle apposite spie con il livello di autonomia e di carica della batteria. La vettura è dotata di Renault Multisense, con tre personalizzazioni di guida e ambient lighting. La potenza totale è di 160 cavalli (91 il motore benzina, 67 quello elettrico), con un livello di emissioni molto basso (28 grammi di Co2) ed un consumo altrettanto limitato (1,3 litri di benzina ogni 100 km). Con un’autonomia elettrica di 65 km in città e 50 km nel misto. Spettacolare l’accelerazione da 0 a 50 km/h in 4,1 secondi. Molto spazioso anche il bagagliaio, 447 litri, che diventano 1.408 con i sedili posteriori piegati ed una capacità di carico di 270 cm.
“Crediamo che questa sia una vettura vincente per i nostri clienti business – ha commentato il direttore della comunicazione di Renault Italia, Francesco Fontana Giusti -. La nuova Megane Sporter E-Tech, infatti, è l’auto ideale per il cosiddetto ultimo miglio, in quanto può accedere alle Ztl, ma da anche vantaggi fiscali, assicurativi, a livello di pagamento del bollo, nella possibilità di parcheggiare nelle aree sosta blu, per non parlare poi dei possibili incentivi e dei bassi consumi ed emissioni”. La versione Business è in vendita a partire da 36.950 euro, la R.S Line da 39.550, mentre la R.S. Line full optional da noi testata è in vendita a 44.345 euro chiavi in mano.
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Pescherecci sequestrati, Donato “Governo dorme, riportateli a casa”

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“Il dibattito sui fondi europei e la vicenda dei pescatori da oltre cento giorni sequestrati in Libia confermano in maniera evidente il fallimento dell’attuale Governo italiano”. È quanto ha affermato l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, durante il suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento europeo.
“Altro che ‘modello Italia’ come per mesi ripetuto da Giuseppe Conte: la situazione è drammatica, l’Italia conta 70 miliardi non spesi e fermi in tesoreria, il più alto numero di decessi per Covid nonostante i lockdown e l’aumento esponenziale dei disoccupati – ha aggiunto -. A questo, si aggiunge l’incapacità di riportare a casa i 18 pescatori partiti dalla Sicilia e sequestrati in Libia da tre mesi senza un’accusa, mentre il governo turco ha fatto liberare da Haftar i propri pescatori dopo solo una settimana”.
“Se l’Ue davvero non vuole lasciare nessuno indietro – ha detto infine l’europarlamentare – chieda al ministro Di Maio e al presidente Conte di dimettersi e intervenga direttamente per liberare i pescatori di Mazara. È la Sicilia che ve lo chiede, riportateli a casa”.
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