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Shiffrin vince il gigante di Courchevel davanti a Brignone

COURCHEVEL (FRANCIA) (ITALPRESS) – Mikaela Shiffrin trionfa nel secondo slalom gigante a Courchevel, gara della Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2020/2021. L’americana ottiene il primo successo stagionale fermando il cronometro con un tempo complessivo di 2’19″63. Federica Brignone sale sul podio in seconda posizione nonostante un grave errore a metà pista: 82 i centesimi di ritardo dalla Shiffrin. Terza piazza per la francese Tessa Worley (+1″09). Tanti rimpianti per Marta Bassino, seconda nella prima manche e autrice di una caduta che non le permette di arrivare al traguardo. Vanno ancora a punti Sofia Goggia e Elena Curtoni in attesa delle gare di velocità: la bergamasca chiude nona, mentre la 29enne di Morbegno è quattordicesima. Sono rimaste fuori dalle prime trenta ed eliminate nella prima manche Laura Pirovano, Roberta Melesi, Valentina Cillara Rossi e Luisa Matilde Maria Bertani. Out in mattinata anche Petra Vlhova che però rimane leader della classifica generale. 
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MI PIACE COME PIRLO HA RECUPERATO DYBALA

Vi annoio se vi parlo di Pirlo e Dybala? Perdonatemi, ho dei conti aperti con entrambi ma anche fretta di chiuderli. Se possibile. L’Europa ha fatto bene al Maestro, il Barça l’ha rinvigorito – o meglio: rassicurato – fino a fargli trovare la personalità che ha rivelato da calciatore e lo spirito indipendente che il “controllo” di Paratici e Nedved minacciava. Parlo perchè ha piegato il Genoa? No, non è stata una grande impresa e penso che la difesa bianconera vada rivista. Ha esplicitato qualità da scudetto della sua Juve che ha già allarmato i suoi tifosi più esigenti? No, temo che dovrà lavorare assai se vorrà respingere anche il Milan e il Napoli. Voglio dire piuttosto che mi è piaciuto come ha recuperato Dybala, cancellando una vigilia inquietata da voci d’addio del miglior giocatore d’Italia, isole comprese. Chissà perchè, la critica non ama Paulo come meriterebbe. Io mi sono limitato a contestargli le baruffe contrattuali, quelle che da sempre – da Boniperti – la Juve non tollera. Ma all’improvviso ci ha pensato il Maestro, rimettendolo al fianco di Ronaldo (e c’è di sicuro il suo zampino di…allenatore in campo) ricambiato da un gol che è andato a cercarsi mentre i compagni – escluso McKennie – lo snobbavano. Il Maestro s’è rallegrato con Paulo, anzi lo ha abbracciato, Joya completa. Poi ha fatto entrare anche Morata, realizzando un Trio meraviglioso. Futuribile, naturalmente, come ci si aspetta da un pedator gentile come Pirlo trasformato in condottiero certo per garantire la qualità pretesa da Agnelli.
Curiosamente, l’altra faccia del campionato è del tutto diversa, è la faccia di Gattuso ch’è diventato padrone di un Napoli la cui qualità è tale da celare i ruvidi rudimenti del Mister. Da Ringhio t’aspetti più Forza che Eleganza, il Napoli le mostra entrambe e promette battaglia alle solite favorite, fra le quali recupera un posto con rabbia anche l’Inter. Conte fa il Mourinho, evoca il rumore dei nemici e fa fuori il Cagliari perchè la differenza fra le due squadre è abissale. E i nemici della Beneamata mi sembrano in realtà i nemici – veri o immaginari – del suo allenatore.

IL MILAN SCRICCHIOLA, INTER A -3 E NAPOLI -4

Dopo l’addio a Paolo Rossi, una giornata con molti gol (38) e una sola sorpresa: il pareggio del Milan nella “facile” partita col Parma. Hernani e Kurtic avevano messo sotto la capolista che pure aveva colpito quattro legni. Hernardez ha pareggiato con una doppietta. E comunque i rossoneri sono sempre primi con tre punti sull’Inter, ma la pattuglia degli inseguitori si è fatta più numerosa e compatta: sei squadre in sei punti. Primi scricchiolii rossoneri e risultato prestigioso per il Parma che a San Siro aveva già pareggiato contro l’Inter. Gli uomini di Conte hanno trovato un Cragno in gran giornata e temuto di non vincere a Cagliari, dopo il gran gol di Sottil. Poi Barella (un ex) ha pareggiato e D’Ambrosio ha firmato la vittoria nerazzurra. Una reazione all’eliminazione dalla Champions c’è stata, quindi. Si è visto Eriksen. In campionato è stata la quarta vittoria interista di fila con 12 gol segnati (29 in totale). La Juve ci ha messo un bel pò (quasi un’ora) per superare la difesa del Genoa- Dopo aver segnato con il rigenerato (per il gol) Dybala, ha commesso un errore difensivo e il Genoa ha pareggiato subito. La difesa più forte del campionato (col Verona) si è fatta beffare dall’attacco che ha segnato meno. Poi i rossoblù sono crollati psicologicamente e hanno commesso due falli da rigore che il “centenario” Ronaldo (uno specialista) ha segnato, raggiungendo Ibrahimovic a quota 10 gol. Ma non è ancora la migliore Juve. La Sampdoria era andata bene nel primo tempo al “Maradona”, ma nella ripresa, con gli ingressi di Lozano (un gol e un palo) e Petagna la partita è cambiata e il Napoli ha vinto grazie ai loro gol. In campionato, il Napoli -che non ha mai pareggiato- nelle ultime tre partite (vinte) ha segnato dieci gol ed è terzo a -4: peccato, il punto preso a tavolino… La squadra di Ranieri non vince da sei giornate (un punto). Il Sassuolo ha ricominciato a correre (in dieci) per stazionare meritatamente nell’altissima classifica. Ha però ridotto le sue capacità offensive: un gol (su rigore) di Berardi, il solo segnato nelle ultime tre partite. Ne ha fatto le spese il Benevento di Pippo Inzaghi, che non ha sfruttato le occasioni che gli son capitate. La Roma (che difficilmente vince contro le “grandi”) ha segnato invece tre gol al Bologna in 15′: Dzeko si è risvegliato, ma ha sbagliato parecchie occasioni. Travolti i rossoblù (cinque reti) che nel primo tempo sembravano fuori dalla partita. I giallorossi hanno ripreso la marcia interrotta bruscamente a Napoli. Pessimo l’umore di Mihajlovic (“In ritiro fino a Natale”) che ha fatto esordire il figlio di Pagliuca, Mattia, centrocampista diciottenne. Il Verona si è fatto valere all’Olimpico e per lunghi brani della partita è stato superiore alla Lazio, che non aveva Luis Alberto e ha perso Acerbi, pagando le fatiche di Champions. Dopo un autogol di Lazzari e il pareggio di Caicedo, Tameze ha dato il vantaggio ai gialloblù. I gravi errori della difesa biancoceleste sono stati decisivi. Ora gli scaligeri sono piombati nell’alta società del campionato: nelle ultime cinque giornate hanno pareggiato sul campo del Milan e son passati a Bergamo e all’Olimpico con la Lazio. L’Atalanta è tornata a vincere in casa (non lo faceva dal 4 ottobre) e a segnare con frequenza: tre gol alla Fiorentina hanno affondato i viola. La squadra di Gasperini non segnava tre gol in campionato dalla terza giornata. Gomez ha riposato. La Fiorentina è in brutte acque, non vince da sei giornate e con Prandelli ha totalizzato un solo punto. Ci sarà un motivo se L’Udinese ne ha fatti dieci in quattro partite, con due vittorie esterne, anche con diverse assenze. La squadra di Gotti (tornato in panchina), sta risalendo la classifica e ha una partita in meno. I friulani hanno buone basi e carattere. Ci sarà un motivo anche se il Torino va così male: era stata recuperata una partita che sembrava persa, Belotti aveva segnato il gol n.100, ma i granata si son fatti sorprendere ancora. Sono stati sfortunati nel finale, ma hanno perso la settima partita. Giampaolo ha la difesa più fragile del campionato (27 gol), ha basi poco solide: non basta il Gallo, per salvarsi. Nella prima vittoria del Crotone, la squadra di Stroppa ha battuto lo Spezia segnando più della metà dei gol realizzati (quattro) in dieci giornate. Messias ha fatto una doppietta.

Un test “4 in 1” distingue Sars-Cov-2 da influenza A e B e polmonite

ROMA (ITALPRESS) – Abbott ha ottenuto il marchio CE per Alinity m Resp-4-Plex, il test molecolare per rilevare e differenziare SARS-CoV-2, influenza A, influenza B e virus respiratorio sinciziale (RSV) con un unico test. “Si tratta di un prodotto importante all’esordio di una stagione influenzale che inizia in concomitanza con il COVID-19, e perchè questi virus causano sintomi simili ma richiedono approcci terapeutici diversi”, spiega l’azienda in una nota.
Il test Alinity m Resp-4-Plex può essere effettuato con un unico tampone nasofaringeo raccolto da un operatore sanitario in persone con segni e sintomi di infezione delle vie respiratorie, e verrà eseguito sul sistema Alinity m, il più avanzato analizzatore di laboratorio per la biologia molecolare di Abbott per elevati volumi di test. er contribuire a combattere la pandemia, Abbott ha accelerato la distribuzione del sistema Alinity m negli ospedali, nei centri universitari e nei laboratori, tutte strutture cruciali per l’assistenza al paziente.
“Mentre gli operatori sanitari sono in prima linea nell’affrontare la pandemia da Covid-19, devono ora far fronte anche all’ulteriore afflusso derivante dall’influenza stagionale”, dichiara Andrea Wainer, Executive Vice President, Rapid and Molecular Diagnostics, Abbott. “Abbott si è impegnata al massimo nella fornitura di test per il Covid-19 in quanti più contesti possibili, e questo nuovo test consentirà una diagnosi e un triage rapidi ed efficienti nei pazienti che presentano sintomi respiratori, in modo che possano ricevere le cure più appropriate”, prosegue.
“Il test Alinity m Resp-4-Plex sarà un prodotto cruciale per rilevare questi quattro virus respiratori, soprattutto durante la stagione influenzale e la concomitante pandemia da Covid-19. La tecnologia avanzata del sistema Alinity m fornisce l’automazione e un accesso su richiesta dei test, il che significa che un test urgente può essere eseguito in qualsiasi momento – prosegue Abbott -. Questa flessibilità ed efficienza consentono di effettuare test per più malattie, producendo al contempo risultati rapidi con volumi elevati di test”.
La capacità del test di rilevare questi virus simultaneamente con un solo tampone consentirà anche di risparmiare sui dispositivi di raccolta, la cui domanda è aumentata notevolmente durante la pandemia da Covid-19.
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Porto-Juve, Atalanta-Real e Lazio-Bayern negli ottavi di Champions

NYON (SVIZZERA) (ITALPRESS) – La Juventus la più fortunata, non è andata bene all’Atalanta ma il sorteggio peggiore è stato riservato alla Lazio. A Nyon prendono forma gli ottavi di Champions League (gare di andata il 17, il 23 e il 24 febbraio, quelle di ritorno il 9, 10, 16 e 17 marzo, tutte con inizio alle 21) e l’urna è generosa per i bianconeri di Pirlo, che fra le seconde classificate evitano gli spauracchi Atletico Madrid e Lipsia e pescano l’avversario sulla carta più abbordabile, il Porto. Sfortunatissima la Lazio, che invece se la dovrà vedere con la corazzata Bayern Monaco, campione d’Europa in carica. Per l’Atalanta, invece, ecco il Real Madrid di Zidane. La Juve giocherà il primo round a Oporto e ritorno all’Allianz Stadium, per le altre due italiane andata in casa e ritorno rispettivamente in Germania e Spagna. Per quanto riguarda gli altri accoppiamenti, le sfide più suggestive sono sicuramente Barcellona-Paris Saint Germain e Atletico Madrid-Chelsea, ma si annuncia anche grande spettacolo fra Lipsia e Liverpool. Per il Manchester City di Guardiola ci sarà invece il Borussia Moenchengladbach. A completare il quadro il confronto fra Siviglia e Borussia Dortmund.
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Qualità della vita, nel 2020 vince Bologna, effetto Covid sul Nord

ROMA (ITALPRESS) – E’ Bologna la provincia con la migliore qualità della vita nel 2020. Lo stabilisce la 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori.
Lo studio parte da questo interrogativo: tra contagi, decessi, crisi economiche, lockdown e quarantene come si misura la qualità della vita? L’obiettivo dell’edizione 2020 – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 in base agli ultimi dati disponibili – è raccontare in presa diretta il differente impatto della pandemia da coronavirus sui territori. L’impostazione della ricerca conferma le sei aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero. Con una scelta di campo importante: all’interno di queste aree sono stati inseriti 25 indicatori che documentano le principali conseguenze del Covid-19 su salute, attività economiche e vita sociale.
Tra questi nuovi parametri, ad esempio, ci sono i casi Covid in rapporto alla popolazione, l’unico indice il cui punteggio è stato pesato maggiormente nella determinazione della classifica finale proprio per testimoniare l’eccezionalità di questi mesi sulla vita quotidiana di tutti gli italiani.
La classifica generale premia Bologna, al primo posto, che guadagna ben 13 posizioni e traina un pò tutte le province dell’Emilia Romagna. Ben cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8^), Forlì Cesena (14^), Modena (15^) e Reggio Emilia (17^). In particolare, Bologna è prima in livello di Ricchezza e Consumi, quarta in Affari e Lavoro, seconda in Ambiente e Servizi, terza in Cultura e Tempo Libero. Di contro non brilla per Sicurezza e gestione della giustizia (106^): è nella parte bassa della graduatoria nazionale per denunce di furti, estorsioni, frodi, violenze sessuali, comune denominatore di molte città universitarie con un’alta presenza di fuorisede.
Sul podio ci sono Bolzano (2^) e Trento (3^), habituè della top 5 della Qualità della vita, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benchè siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna. A parte queste due province, dall’indagine risulta come soprattutto il Nord della Penisola esca penalizzato dagli effetti su larga scala del virus: qui, infatti, si registra la diffusione più elevata del Sars-Cov-2 in rapporto alla popolazione residente. Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni, dove pesa il crollo del Pil pro capite in base alle stime 2020, ma anche il nuovo indicatore sullo spazio abitativo medio a disposizione (con una media di 51 mq per famiglia).
La crisi penalizza le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33^, in calo di 24 posizioni), Roma (32^, -14), Firenze (27^, -12) oppure Napoli (92^, -11). E della mancanza di turisti risentono anche le località di mare: peggiorano le province di Puglia e Sardegna (fatta eccezione per Cagliari e Foggia), Rimini (36^, perde 19 posizioni rispetto allo scorso anno), Salerno, Siracusa e Ragusa. In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19^) celebra con una buona performance la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo del ponte Morandi recuperando 26 posizioni. A registrare “scatti di crescita”, piazzandosi nella top ten, sono anche altre province di medie dimensioni come Verona (4^, +3 posizioni), Udine (6^, +10 che ottiene la sua migliore performance in Giustizia e sicurezza) e Cagliari (9^, +11, regina della categoria Demografia e salute).
I bilanci post pandemia sono ancora prematuri. Ma per il momento, pur colpendo soprattutto i territori che tradizionalmente occupano la parte più alta della graduatoria, non è riuscito a trascinarli sul fondo. Il Sud, infatti, resta fermo nella parte bassa della classifica, con i sui problemi di sempre. Le aree metropolitane del Mezzogiorno guadagnano posizioni al capitolo Demografia e salute, proprio perchè il virus ha picchiato più duro altrove, ma restano sul fondo nelle altre categorie dove pesano i divari strutturali ereditati dal passato. Questo anno chiude la classifica Crotone, preceduta da Caltanissetta, ultima lo scorso anno.
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Per le feste 1,6 miliardi di brindisi con bollicine italiane nel mondo

ROMA (ITALPRESS) – Autoctoni, italiani e per tutte le tasche: il Belpaese si conferma protagonista nelle vendite di spumanti nel mondo anche nell’anno del Covid-19. E i consumatori più ‘casalinghì di sempre dimostrano, nonostante tutto, di non voler rinunciare a un simbolo delle feste che registra però un effetto sostituzione: giù i top di gamma, Champagne in primis, su i prodotti più accessibili. Il risultato, secondo le stime sui consumi di bollicine nelle prossime festività rilasciate oggi dall’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e da Ismea, è in linea con lo scorso anno sul fronte dei volumi, con 273 milioni di bottiglie tricolore vendute nel mondo sotto le feste (+1,3% sul 2019) di cui quasi 74 milioni in Italia (-2,3%), per un totale su scala globale di oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati. Diverso invece il trend a valore, segnalato complessivamente in contrazione del 9% tra domanda interna ed estera.
“Le stime sulle vendite in Italia e all’estero in questa particolare congiuntura – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – premiano la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato. Occorre però ricordare come a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi, anche i nostri sparkling stiano pagando un caro prezzo sulla partita del valore, all’estero come in Italia. Uiv – ha concluso Castelletti – ritiene quindi fondamentale monitorare un fenomeno da una parte ascrivibile al minor potere di acquisto dei consumatori e a un conseguente effetto sostituzione, dall’altra a inaccettabili condotte speculative riscontrate lungo le catene commerciali off e on line”.
Saranno oltre 77 milioni le bottiglie di bollicine consumate in Italia tra Natale e Capodanno, di queste solo 3,5 milioni parleranno straniero sulle tavole delle feste più autoctone degli ultimi anni. Complessivamente a Natale e Capodanno si stapperà un pò meno (-2,8%) ma soprattutto per effetto del calo degli sparkling d’importazione (-12,5% meno del 5% del totale), con lo spumante italiano a -2,3% (quasi 74 milioni di bottiglie). Va meglio l’export tricolore, in crescita del 2,7% con quasi 200 milioni di spumanti italiani prossimi al consumo. Secondo il forecast Uiv-Ismea, le prossime feste varranno circa il 35% delle vendite annuali di sparkling in Italia, grazie alle vendite in Gdo e nei canali off-trade che terranno a galla un mercato del fuori casa in coprifuoco.
Un effetto sostituzione della domanda italiana che se da un lato mitiga notevolmente la variazione in volume, in valore potrebbe creare al sistema una flessione del fatturato di oltre il 12%, previsto a circa 199 milioni di euro.
La produzione totale di spumanti tricolore nel 2020 si dovrebbe confermare sugli stessi livelli dello scorso anno, a 776 milioni di bottiglie a fronte di un mercato d’importazione che non arriva a 10 milioni di pezzi (-12,5%). L’incidenza dell’export a volume supera il 73% e quest’anno ha premiato soprattutto le denominazioni export oriented, mentre quelle a metodo classico, il cui mercato è più indirizzato all’horeca italiana, hanno avuto maggiori problemi.
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Conte “La Manovra sarà fortemente espansiva”

ROMA (ITALPRESS) – “La manovra economica del 2021 sarà fortemente espansiva, una riduzione più rapida del deficit di bilancio in questa fase, rischierebbe di compromettere la ripresa,
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo al “Rome Investment Forum 2020”. “E’ fondamentale tornare ad assicurare al nostro paese una mobilità sociale – ha aggiunto -, impedire che nascano nuove e più profonde diseguaglianze. La riforma fiscale, a partire da quella dell’Irpef dovrà garantire maggiore equità, la riforma della pubblica amministrazione avrà come obiettivo di rendere l’amministrazione pubblica efficiente, a servizio di cittadini e imprese”.
“Nel 2020 dopo le due ondate della pandemia la sfida che abbiamo di fronte non è più soltanto quella, pur prioritaria, di liberare le potenzialità inespresse del nostro paese, in questa nuova fase il compito che ci attende è duplice – ha sottolineato Conte -: nel presente dobbiamo serrare i ranghi per vincere il nemico invisibile che è fra noi, ed è una battaglia che richiede un forte spirito di unità nelle nostre comunità, una leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali degli stati una solida cooperazione internazionale, per abbattere il virus e pianificare la distribuzione dei vaccini, ci troviamo poi ad affrontare le premesse per affrontare una piena ripresa economica”.
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